Riforma Pensioni 2021 l’editoriale: i sindacati saranno coinvolti?

Riforma Pensioni, l'editoriale di Cazzola

Sono settimane decisive sul fronte pensioni. Finalmente si è infiammata la scena politica e l’argomento previdenziale è diventato improvvisamente al pari del RdC, e dei vaccini di interesse pubblico. Era ora dal momento che entro la metà di ottobre deve essere presentata la legge di bilancio e di tempo non ce n’è più. Questa settimana inoltre è caratterizzata dai sit-in programmati dai gruppi facebook uniti in molte importanti città italiane, a Venezia il giorno 17 alle ore 18 davanti alla sede RAI e a Torino, Milano, Firenze, Perugia, Roma, Latina, Bari, Catanzaro, Palermo, Sassari il giorno 18 settembre dalle ore 10.00 alle ore 13.30 davanti alle Prefetture ad eccezione di Firenze Piazza San Ambrogio e Roma Piazza Monte Citorio, per sensibilizzare l’opinione pubblica, i media ma soprattutto i politici sulla necessità di mettere definitivamente la legge Fornero in soffitta e per ottenere il pensionamento a 62 anni di età oppure con 41 anni di contributi per tutti.

Ultime notizie Riforma Pensioni 2021: quota 102 una possibilità?

Questa possibilità è concreta perché i conteggi fatti in queste settimane dall’INPS sul fatto che tale proposta costi troppo non sono esatti perché si riferiscono alla totalità delle persone che aderiscono ma sappiano per l’esperienza di “quota 100” che così non è. Infatti, essendo un’opzione molti lavoratori non intendono esercitarla.

In questi giorni è spuntata una nuova notizia sull’argomento pensioni. Quella di un fondo Nazionale di Prepensionamento della durata limitata a tre anni 2022-2023-2024 che erogherebbe una prestazione pari alla pensione calcolata con gli stessi criteri di quota 100 fino al momento in cui raggiungendo i requisiti per la pensione effettiva si passerebbe in carico all’INPS. Non si conoscono gli esatti termini della questione né gli anni necessari per accedervi ma probabilmente ci sarebbe una quota 101 (39+62) o (38+63) o una quota 102 (39+63) con costi di circa 3 miliardi di € annui. Ovviamente sono notizie fatte filtrare ad arte dagli ambienti governativi di cui non si conoscono i dettagli.

Quello che voglio rimarcare, invece, è un altro aspetto in questo inquietante percorso di una nuova legge previdenziale che sto seguendo ormai da oltre un anno. Il Governo dopo l’incontro farsa del 27 luglio in cui si è limitato ad ascoltare le richieste del sindacato confederale, che peraltro già conosceva perfettamente, si è ripromesso di fare le proprie valutazioni e di dare una risposta nei primi giorni di settembre quando avrebbe riconvocato le parti sociali per entrare nel merito della questione. Ma oramai siamo alla metà del mese, manca pochissimo tempo e ancora questa benedetta convocazione non è arrivata. Non è che il Governo Draghi si comporta come quello del suo amico Monti che progettò nelle segrete stanze la terribile legge sulle pensioni e che in venti giorni la portò in Parlamento e la fece votare a tutti? Visto il pochissimo tempo rimasto probabilmente sarà così, le parti sociali saranno convocate solamente per essere messe al corrente, per essere informate di una decisione già presa nel suo impianto complessivo dove non ci sarà confronto dialettico ma una mera esposizione di cose già decise. Poi la proposta sarà portata in commissione e poi in Aula per eventuali piccole modifiche con qualche emendamento dei partiti.

Riforma pensioni 2021 ultime novità: il ruolo delle parti sociali nella prossima legge previdenziale?

Il sindacato è all’oscuro di tutte le decisioni del Governo altrimenti il segretario confederale Ghiselli non affermerebbe “Quello delle pensioni è un tema caldo, non possiamo scherzare, vogliamo risposte. Se così non sarà intensificheremo le iniziative, faremo mobilitazioni utilizzando tutti gli strumenti che conosciamo, compreso lo sciopero”.

Questo Mario Draghi è molto molto particolare. Fa discutere anche con toni accesi i partiti politici, non rilascia interviste, non partecipa a talk-show e poi decide lui con pochissimi fedelissimi. E’ incredibile che su di un argomento che interessa milioni di cittadini lui non si sia mai pronunciato. Concorda con l’Europa le cose da fare, lascia che i partiti politici si scatenino in dichiarazioni roboanti del tipo “metteremo i TIR davanti alla autostrade se ritorna la legge Fornero” oppure “togliendo il RdC si può prorogare “quota 100” o ancora “il RdC non si tocca” oppure “faremo un referendum per abolire il RdC” e poi decide lui senza preoccuparsi di nessuno né delle beghe tra i partiti.

Quando è stato nominato nel febbraio 2021 quasi tutti hanno pensato che questo sarà un governicchio estivo per arrivare alle elezioni ma, temo, che non sarà proprio così. Questo è un governo molto forte e di cui, per vari motivi, tutti i partiti hanno bisogno. Lo stesso patto segreto dei partiti della maggioranza e condiviso anche da Fratelli d’Italia per portare Draghi in carrozza a fare il Presidente della Repubblica né è la conferma.

21 commenti su “Riforma Pensioni 2021 l’editoriale: i sindacati saranno coinvolti?

  1. per la dott.ssa Venditti: per sostenervi avete un numero di conto corrente da inviarvi qualcosa tramite bollettino postale? mi faccia sapere ; cordiali saluti paolo prof

    1. Caro Paolo, può farlo direttamente dal sito alla voce donazioni (vi é un’immagine rossa al lato del sito su cui cliccare direttamente), oppure fare un bonifico
      Istituto Bancario: Fineco Bank
      IBAN: IT82D0301503200000005830165 .

      Grazie nel mentre, Erica

  2. Mi sento braccata!
    Io non ho speranze!…
    Ho 59 anni e sfortunatamente ho solo 21 anni di contributi…
    Non ho nessunissima possibilità di andare in pensione prima dei 67 anni e quando arriverò, se arriverò a quell’età, sicuramente si andrà in pensione a 68!
    Sono invalida al 67%, ma non posso nemmeno usufruire dell’APE SOCIAL a 62 anni, perché ci vuole 62 anni e 30 di contributi!
    Idem per opzione donna!
    È colpa mia se ho avuto la sfortuna di non trovare lavoro prima???
    Avrei voluto eccome cominciare a guadagnare da giovane!!!
    Io sono stanca, malata e per il lavoro che faccio, sono tecnico informatico nella scuola, non faccio in tempo ad imparare aggiornamenti, che ne escono di nuovi, perché la tecnologia corre velocemente e mi ritrovo sempre a dover studiare e la mia mente non è più tanto elastica come quella di un giovane!!!
    NESSUNO PARLA DI QUESTE SITUAZIONI!!!…

  3. Buongiorno,
    Forse non tutti sanno che l’uscita dei lavoratori precoci, a quota 41, sottoscrittori dai sindacati, rappresenta la più colossale beffa nella Storia delle riforme. Mi spiego meglio. Anche se hai raggiunto 41 di contributi ( come il sottoscritto) non puoi uscire, devi prima aver completato da almeno 3 mesi la naspi. Quindi, tirando le somme, 41 anni di contributi+ 24 mesi di naspi + 3 mesi di finestra = 43 anni e 3 mesi.
    Vi sembra un privilegio, così come viene spesso propagandato?
    Dovremmo prendete spunto e coraggio da queste prese per il bavero e gridare il nostro disappunto…

  4. ANCORA CON QUESTE QUOTE 102/103/104/120 PERO’ GUARDANDO ANCHE L’ETA’ DELLE PERSONE.
    ANCORA NON L’AVETE CAPITO CHE E’ LA COSA PIU’ INGIUSTA CREATA FINO AD ADESSO?
    SIAMO STANCHI E STUFI DI TUTTO QUESTO, 41 o 62 NON C’E’ ALTRA SOLUZIONE ALTRIMENTI NON SAPETE COSA VI ASPETTA, STATE ATTENTI

  5. VERGOGNAAAA !!! NON CI SONO TUTTORA FORSE I SOLDI PER I NOSTRI POLITICI CHE A 60 ANNI DI ETÀ E CON 10 ANNI DI CONTRIBUTI POSSONO ACCEDERE ALLA PENSIONE ???!!! ECCOME CHE CI SONO I SOLDI.. PER TUTTI LORO.. TANTISSIMI SOLDI, UNA MONTAGNA DI SOLDI E SUBITO.. PER LORO !!! TUTTO CIÒ È SINCERAMENTE OSCENO, INSOPPORTABILE E FA SCHIFO !!! BISOGNA ASSOLUTAMENTE CAPIRE CHE I SESSANTENNI DISOCCUPATI DA ANNI CHE HANNO GIÀ 41 ANNI DI LAVORO E DI CONTRIBUTI ALLE SPALLE DEVONO POTER ANDARE IN PENSIONE SENZA PENALIZZAZIONI E PALETTI !!! RIDATEGLI INDIETRO I LORO SOLDI INVECE DI FARGLI INSEGUIRE IMPOSSIBILI E IRRAGGIUNGIBILI PENSIONI ANTICIPATE CHIEDENDO ALTRI DISSANGUANTI SACRIFICI SOTTO FORMA DI CONTRIBUTI VOLONTARI !!! QUESTO È UN FURTO INDECENTE UNA VERGOGNA !!!
    È CERTO CHE IL LAVORO NON LO TROVERANNO MAI PIU’ E STANNO VIVENDO UN PERIODO DI DISPERAZIONE DIMENTICATI DA TUTTI !!! DITE CHE VOLETE PRESTARE ATTENZIONE AI LAVORI USURANTI ? I SESSANTENNI DISOCCUPATI CON 41 ANNI DI LAVORO E DI CONTRIBUTI ALLE SPALLE SONO GIÀ OLTRE OGNI TIPO DI USURA !!!
    SINDACATI DOVE SIETEEEEE !!!

  6. Quello che è inaccettabile è il fatto che fino a qualche mese fa ci sono state persone che sono andate in pensione a 51 anni con il beneficio dell’amianto ed avendo versato poco più di 30 anni di contributi effettivi…assolutamente contento per loro, ma noi o meglio uno come me che ne ha versati già 38 effettivi ed ha 58 anni di età che ora si trova in cassa integrazione perchè il governo italiano ha permesso ad una multinazionale di acquistare la NOSTRA azienda e chiuderla dopo due anni…per comprarne un’altra sempre in Italia…dovrebbe andare in pensione a 67 anni???? e chi glieli versa i contributi mancanti???

  7. Temo che ci si prospetta una Fornero 2 la vendetta!
    Un mare di proposte, alcune veramente assurde, dove chi ha iniziato giovane, potrebbe lavorare 46/47/48 anni, siamo alla follia pura.
    Ci deve essere una pensione di vecchiaia con anticipo a 62 anni, e una pensione anticipata per chi ha raggiunto i 41 anni di contributi a prescindere dall’età!
    Per lavori gravosi e donne il giusto riconoscimento con 3 anni in meno di tali requisiti.
    E invece il governo,tiene tutto nel più assoluto riserbo.. E questo è presagio di fregatura certa…
    Non è tempo di austerità, ma di investimenti sui giovani liberando noi pensionandi!
    Il tutto senza penalizzazioni varie.
    Coraggio!

    1. Ma abolire la Fornero perché le proposte sono migliorative Ok … ma se chi tra 1 anno potrebbe andare in pensione con 60 anni e i fatidici 42.10 + 3 si ritrova ad dover aspettare i 63 o 62 perciò altri 2/3 anni È DA FOLLI … TENIAMOCI LA FORNERO dalla padella alle brace

  8. Staremo a vedere se da ferventi, convinti sostenitori della UE, il suo silenzio e il suo agire sarà capace di tramutarci in ferventi, convinti sostenitori della Italexit.

  9. Riordinando le idee: Il fondo sarebbero soldi dello Stato, cioè si ricaverebbe dai soldi delle entrate, tipo tasse e quant’altro, mentre i soldi dell’INPS sono i versamenti dei lavoratori e dei datori di lavoro. Per quel che ricordo, i conti dello Stato sono tremendamente in rosso, con un debito pubblico che equivale a 45.000 euro per ogni cittadino italiano, neonati compresi. Cosa facciamo, lo incrementiamo ancora ? La quota 100 per i conti dell’INPS, allo stato attuale, è stato un aggravio di spesa di 11,6 miliardi per accontentare 341.000 persone e si stima che a regime sarà costata 21 miliardi di euro, il tutto per ritornare tre anni dopo al punto di partenza. Sappiamo che lo Stato con le sole entrate generali non riesce a sopperire alle uscite e quindi si finanzia annualmente con emissioni di bot e ctt che in stragrande maggioranza sono nelle mani di investitori stranieri che esigono interessi altissimi e che mi pare ricordare siano intorno ai 50 miliardi annui. Posso capire i politici che oggi si divertono allegramente e domani se ne fregheranno altrettanto allegramente, ma noi cittadini, quel debito lo sosteniamo tutti i giorni con i vari aumenti di tassazione. Se ci “regalano” 10 euro oggi potete stare sicuri che domani ti chiederanno 15 per sopperire al regalo del giorno precedente. Tutto ciò si lega perfettamente con il discorso pensioni: I miliardi usciti con la quota 100 devono rientrare e a pagare saranno quelli che non ne hanno potuto usufruire ma che già si sorbivano la Fornero. Se tutto questo vi sembra poco possiamo parlare anche del RdC elargito a chi non ne aveva diritto senza controlli preventivi. Come farà lo Stato con la Guardia di Finanza a recuperare le somme illecitamente incassate da chi non ha una casa, uno stipendio, una partita IVA o un conto in banca …. proprio non lo so. Gli daranno un buffetto e gli diranno con voce dura e greve: ” Non lo fare più”. Quell’anno di governo gialloverde ci è costato anche troppo sia a livello economico che sociale. Buona fortuna a tutti.

  10. Proprio cosi se i sindacati invece di fare solo annunci conterebbero di piu oggi se facevano manifestazioni e scioperi prima.addio al sindacato ne resterà uno solo.

  11. AHHHHHHHHHH…………AHHHHHHHH ……….AHHHHHHHHHHHHHH…………….. MI VIEN DA RIDERE …………COME DICEVE IOL GRANDE LANDO BUZZANCA …………………AOOOOOOOOOOO LANDINI SE CI SEI BATTI UN COLPO

  12. Quota 102 con fermino ai 63 anni ? MA BASTA !! Magari penalizzazioni ? Ma in quale mondo chi paga di più è più penalizzato ? Com’è possibile che a 40 41 42 anni di contributi versati, cosa impossibile per tutte le future generazioni, non è possibile accedere alla pensione!
    Questa volta è grossa, gli scoppia il paese sotto i piedi.

  13. Come credo tutte le persone coinvolte ( lavoratori lavoratrici ) sono più di 40 anni che versiamo e vi manteniamo dico siamo stanchi, stanchi di questi personaggi che ci governano e ci spremono di sindacati che non ci difendono di tasse che paghiamo e diritti negati è ora di ribellarsi l’unione deve fare la forza o ci mettiamo in testa di attaccarli o subire in silenzio.

  14. Ricordatevi degli esodati sono classe 1960 non possono andare in pensione VERGOGNA VERGOGNA 39 anni di contributi cosa devono aspettare ancora?LA MORTE…STIAMO MORENDOO

  15. Persino Salvini non ha più cartucce in canna, e sulle pensioni per chi lavora da una vita non sono ottimista, visto che a Draghi sembrano stare indigesti quelli che dopo 41 anni di lavoro vorrebbero fermarsi…

  16. Buongiorno io non capisco come fanno a chiamare pensione anticipata di anni 41,10 mesi ,anni 42,10 mesi; forse le circostanze dovrebbero essere invertite che provino loro a lavorare per tanto tempo cosi mantenendo sempre gli stessi ritmi ,e chi e andato con meno di questi anni come bisogna chiamare!

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