Riforma pensioni 2021, l’intervista esclusiva a Perfetto su quota 100 e quota 102

intervista esclusiva

Tema caldo resta quello relativo alla riforma pensioni, si attende con impazienza l’incontro con il Ministro del Lavoro Orlando e nel mentre vengono avanzate su più fronti varie misure da parte di politici, esperti del settore e sindacalisti, lo scopo prioritario resta quello di impedire lo scalone a cui si sarà soggetti post quota 100. Della delicata questione e delle varie proposte ne parliamo con il Dott Claudio Maria Perfetto esperto previdenziale ed autore di numerosi articoli in merito. Le sue considerazioni espresse in questa interessante intervista:

Riforma pensioni: proroga quota 100 o quota 102 dal 2022?

Pensionipertutti: Dott Perfetto si fa un gran parlare del post quota 100, taluni vorrebbero vedere prorogata la misura per almeno un altro anno, altri stanno facendo proposte alternative, si pensi a Brambilla, con la sua quota 102. Altri ancora, vedi ddl 2855, del quale abbiamo già parlato nei giorni scorsi, puntano alla quota 41 ma con contributivo. Lei cosa ne pensa al riguardo?

Dott. Claudio Maria Perfetto: Quota 100 Non verrà confermata alla sua scadenza, non tanto perché lo auspica Brambilla, quanto perché non è in linea con le raccomandazioni del Consiglio Europeo con a capo Michel. Brambilla propone Quota 102 (64+38). Ma ricadiamo nello stesso principio di Quota 100 già rifiutato dai lavoratori: Quota 102 non è una soluzione per tutti, ma solo per alcuni, e ciò farà infuriare ancora di più i già infuriati lavoratori. Inoltre, è assai probabile che la pensione anticipata Quota 102 verrebbe liquidata integralmente con il sistema contributivo (ormai si è aperto il precedente con Quota 41. Mi domando solo perché mai Brambilla si sia astenuto dal rendere palese una caratteristica così importante. Ma forse mi sbaglio io).

Riforma pensioni, post quota 100: priorità donne e giovani?

Pensionipertutti: Nei giorni scorsi abbiamo avuto l’onore di ospitare Ingazio Ganga, sottosegretario confederale della Cisl, che ci ha esposto le sue consoderazioni sulle misure che dovrebbero vedere la luce post Quota 100, misure che dovrebbe anche tenere in maggior conto le donne, decisamente in credito nei confronti dello Stato, ed i giovani sempre più a rischio pensioni basse, avendo difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro e frequente discontinuità che porta poi inevitabilmente a buchi contributivi. Concorda o meno sulle proposte di flessibilità in uscita a cui auspica Ganga e sui suoi focal point?

Dott. Claudio Maria Perfetto: Per quanto riguarda il pensiero del segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, che cosa dire? Dico che Ganga si fa latore delle istanze dei lavoratori e dei cittadini per promuovere una riforma pensioni che tenga conto della nuova condizione sociale che si è venuta a creare a seguito dello pandemia.

Gli si potrebbe mai dare torto sul fatto che occorre avere particolare riguardo per le donne? (è una vita che se ne parla ma non si va mai veramente incontro alle donne!).

Gli si potrebbe mai dare torto sul fatto che occorre avere coraggio di affrontare il tema della pensione contributiva di garanzia per i giovani? (vada per la “pensione di garanzia”, ma non dimentichiamoci della “garanzia di un lavoro”!).

Già, caro Ganga, ma come intende raggiungere tali obiettivi con i vincoli finanziari imposti dalla UE? Forse mi risponderà che questo non è un suo problema ma è un problema che dovrà risolvere il Governo.

Pensioni per tutti: A suo avviso allora come si potrebbe ovviare il problema delle scarse risorse per poter auspicare ad una seria Riforma delle pensioni?

Dott Claudio Maria Perfetto: Professori e Sindacati propongono in questi tempi di pandemia, con debito pubblico in ascesa e Pil in picchiata (con lo spettro della disoccupazione di massa non appena verrà tolto l’obbligo di non licenziare) le stesse soluzioni pre-pandemia che già erano difficili da realizzare con debito pubblico alto e crescita bassa (ovvero con un aumento del Pil dello zerovirgola).

Per risolvere il problema delle pensioni occorre una soluzione opposta a quella che ha prodotto la mancanza del ricambio generazionale. È su questo, sul mancato ricambio generazionale, che ha bloccato sia le pensioni che il lavoro, che ha messo in stallo le attività produttive (per cui si continua a crescere solo dello zerovirgola) che occorre discutere.

Per la Riforma pensioni occorre trovare una soluzione opposta alla Riforma Fornero; e che sia al tempo stesso compatibile con i vincoli finanziari posti dalla UE.

Ringraziamo di cuore per la solita disponibilità al confronto il Dott. Claudio Maria Perfetto e vi chiediamo siete in linea o meno con il suo pensiero?

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10 commenti su “Riforma pensioni 2021, l’intervista esclusiva a Perfetto su quota 100 e quota 102

  1. Le proposte di riforma prevedono il calcolo tutto contributivo ; il che comporta pensioni ridotte di circa il 25% permanentemente, con un grave danno economico per il cittadino pensionato …

  2. Proroga della quota 100 è la soluzione
    predicate questa soluzione in quanto il male minore
    i vantaggi sono molti: evitare il salto dei 5 anni della Fornero, la possibilità di integrare le uscite con nuovi assunzioni e quindi nuovi contribuenti provenienti dallo sblocco dei licenziamenti ed il tutto non solo si ripaga da solo ma avremo minori uscite INPS dovute al risparmio generato da quota 100 e dai pensionati che per covid non ci sono più.
    meditate e soprattutto predicate

    1. Sig. Salvo, lei non si rende conto di quello che ha scritto. Tutti, ma proprio tutti, parlano di quota 100 come una norma che non ha risolto niente, se non fare felice qualcuno che ha lavorato meno di altri, di una norma che ha lasciato inalterata la legge Fornero per milioni di lavoratori e che alla prova dei fatti ci lascia l’eredità dello scalone di 5 anni. Se lei chiede la proroga di un anno della iniqua quota 100, allungherà l’ingiustizia già patita da altri lavoratori che nel frattempo hanno continuato a pensionarsi con i 67 della vecchiaia o con i 43,1 dell’anticipata, cioè l’OBBLIGO di lavorare 5 anni di più. Loro non hanno avuto la stessa possibilità di scelta dei quota 100, loro si sono dovuti sorbire la quota 105 volenti o nolenti. Loro hanno visto colleghi andare in pensione, colleghi che hanno lavorato meno e versato meno contributi. Lei lo chiama male minore e non si rende conto che l’ingiustizia sociale è il male peggiore che si può infliggere ad un onesto lavoratore.

  3. La riforma che ha in assoluto la priorita è quota 41 di contributi a qualsiasi età.
    Non ci si può più nascondersi ,e tutti lo sanno benissimo …

  4. Buonasera
    ribadisco il concetto per me fondamentale…
    dare priorità ai contributi e solo in seconda battuta all’eta anagrafica,
    dai 39/40 anni di soli contributi ….. in pensione anticipata,
    poi che uno ne abbia 61 o 62 o solo 57 anni
    penso che possa andare in pensione
    con un solo requisito… età contributiva
    inoltre dobbiamo comunque far entrare i giovani nel mondo del lavoro,
    ma se non facciamo uscire “i vecchi “….
    come potranno fare le nuove leve /generazioni ???
    grazie

    1. Condivido, anche io la penso esattamente cosi.
      Ma sembra proprio che di chi ha iniziato a lavorare a 16 anni non interessi a nessuno.

      1. Caro Emilio, se il tuo commento era rivolto al mio intervento.
        Senza polemica Ti dico che poco mi interessa di studiare cosa facciano in germania, perchè vivo in ITALIA e il mio “problema” e qua!

        1. Troppe idee, ovviamente tutte comprensibili, ma calzanti sulle personali situazioni.
          Il governo non vorrà e non potrà tenerne conto, a meno che il calcolo PER TUTTI non sia totalmente contributivo e ovviamente collegato alla speranza di vita e al montante.
          Risultato: importi pensionistici bassissimi.
          Attenzione che seguendo questa logica, ci scipperanno anche la possibilità della anticipata.

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