Riforma Pensioni 2021, news oggi 1 marzo: i punti della piattaforma unitaria CGIL-CISL-UIL

Riforma pensioni 2021, ultime: se cade il Governo cosa ne sarà di quota 100?

Riportiamo con interesse le parole di Orietta Armiliato, responsabile del Comitato Opzione Donna Social, che poche ore fa sulla pagina facebook del Comitato ha spiegato come “L’interessante chiarimento avuto con il Segretario Confederale CISL, Ignazio Ganga, profondo conoscitore e sostenitore delle tematiche connesse ai disagi lavorativi e pensionistici della platea femminile che ringraziamo per l’attenzione prestataci, mi ha ricordato come sia oggi più che mai necessario, rinfrescare la nostra memoria circa i contenuti della piattaforma unitaria siglata appunto da CISL, CGIL e UIL, alla luce dell’insediamento della nuova compagine governativa”. Armiliato nel suo lungo post ricorda a tutti come la ripresa dei tavoli di confronto tra Governo e Parti social dovranno discutere di alcuni temi fondamentali per Lavoro e previdenza. Vediamoli di seguito.

Pensioni: ultime novità oggi 1 marzo 2021: i punti della piattaforma unitaria dei sindacati

Armiliato prosegue: “Ora, con le dovute necessarie prudenze, i Ministeri preposti si trovano ad elaborare il cd. Recovery Plan, ossia piano di recupero, che il nostro Paese deve mettere in atto per risanare la nostra martoriata economia. In questa fase, pur tenendo conto degli incontrovertibili cambiamenti che la pandemia ha giocoforza generato e genererà, da qui riprenderanno i tavoli di confronto; ed I temi sui quali, per quanto alle parti sociali, si dovrà discutere e che sono rubricati alla voce “LAVORO e PREVIDENZA” della suddetta piattaforma, sono i seguenti:

Flessibilità: è necessaria una flessibilità in uscita a 62 anni, superando le attuali rigidità. In questa direzione “quota 100” è una strada utile sapendo che da sola non risponde appieno all’esigenze di molti lavoratori, come ad esempio le donne, i giovani, il lavoro discontinuo, intere aree geografiche del Paese. “Quota 100”, inoltre, non deve penalizzare i lavoratori sul calcolo né avere altri vincoli o condizioni d’accesso. Vanno tutelate, in modo strutturale dal punto di vista previdenziale, le categorie che rientrano nell’Ape sociale. Devono essere eliminati i vincoli che rendono molto difficile andare in pensione con il metodo contributivo poiché condizionano il diritto alla pensione al raggiungimento di determinati importi dell’assegno (1,5 e 2,8 volte l’assegno sociale).

Si conferma la richiesta dei 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età. Procedere speditamente alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale così da poter giungere ad una corretta rappresentazione della spesa pensionistica italiana. Il lavoro di cura non retribuito, perché svolto dalle famiglie e in prevalenza dalle donne, è una voce fondamentale del welfare informale del nostro paese. E’ ora che venga pienamente riconosciuto anche a livello previdenziale e pensionistico. Adeguamento per aspettativa di vita: è necessario eliminare l’attuale meccanismo automatico applicato ai requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche”.

Riforma Pensioni 2021: i punti su lavori gravosi, usuranti, quattordicesima e opzione donna

Conclude poi l’amministratrice del CODS: “Lavori gravosi e usuranti: i lavori non sono tutti uguali, alcuni incidono, più di altri, pesantemente, sull’aspettativa di vita dei lavoratori e pertanto le risposte previdenziali per tali categorie dovranno continuare a tener conto delle specificità professionali, considerando il lavoro che svolgerà la Commissione preposta, dando risposte a coloro che sono stati esposti a sostanze pericolose come l’amianto. Pensione contributiva di garanzia per i giovani: senza lavoro non c’è pensione e la priorità per i giovani deve rimanere il lavoro di qualità. I lavori precari, a part time e poco pagati, saranno insufficienti a garantire una pensione dignitosa. CGIL-CISL-UIL richiedono la creazione di una pensione di garanzia, collegata ed eventualmente graduata rispetto al numero di anni di lavoro e di contributi versati, che consideri e valorizzi previdenzialmente anche i periodi di discontinuità lavorativa, i periodi di formazione, i periodi di basse retribuzioni nell’ottica di assicurare nel futuro un assegno pensionistico dignitoso.✅Previdenza complementare: bisogna rilanciare le adesioni, attraverso un nuovo periodo di silenzio-assenso e una adeguata campagna informativa e istituzionale. Il Governo e il Parlamento devono incentivare fiscalmente le adesioni; riportare la tassazione degli investimenti dei fondi pensione ad una aliquota non superiore all’11%; promuovere le condizioni perché i fondi investano in economia reale, prediligendo il sostegno alle infrastrutture e allo sviluppo.

Va garantito, come previsto dall’attuale normativa, il ripristino dal 1° gennaio 2019 della piena rivalutazione delle pensioni, necessario a salvaguardare il valore degli assegni pensionistici. Occorre definire un nuovo “paniere” per arrivare a un indice più equo della rivalutazione delle pensioni e recuperare parte del montante perso in questi anni. Bisogna continuare ad estendere la quattordicesima per le pensioni in essere.

Esodati e opzione donna: è necessario risolvere i problemi ancora aperti per i lavoratori cosiddetti “esodati” e prorogare la sperimentazione di “opzione donna”.Tfr e Tfs devono avere trattamento uguale tra settore pubblico e settore privato. Riforma della governance degli enti previdenziali: è necessario definire una governance duale con una precisa ed efficiente ripartizione tra gestione e indirizzo strategico e di sorveglianza per contrastare le preoccupanti derive aziendaliste”.

Un commento su “Riforma Pensioni 2021, news oggi 1 marzo: i punti della piattaforma unitaria CGIL-CISL-UIL

  1. Triste aspettare la pens. in queste condizioni! dopo una vita di lavoro…aspettare nell’incertezza!!! terribile! in questi anni che cosa abbiamo costruito?….nulla! abbiamo e stiamo distruggendo le conquiste di decenni di fatiche! una VERGOGNA!

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