Riforma Pensioni 2021, news oggi 10 luglio: spesa pensionistica elevata e fondi pensione

Previdenza Complementare

Le ultime notizie sulla riforma delle pensioni di oggi 10 luglio 2021 arrivano dai dati pubblicati dall Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb) relativi alle proiezioni della spesa pensionistica nel medio/lungo periodo. Vediamo i punti salienti del documento. Inoltre in un articolo recentemente pubblicato sul “Messaggero”, Alberto Brambilla, Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali ha evidenziato la necessità dei fondi pensioni complementari per i lavoratori italiani.

Riforma Pensioni ultime notizie oggi 10 luglio: la spesa pensionistica resterà elevata

I Cambiamenti nelle proiezioni di medio-lungo periodo della spesa pensionistica in Italia” realizzato dall’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) spiega nel suo ultimo rapporto che “l continuo anche se differenziato aumento dell’incidenza della spesa pensionistica sul PIL fino al 2035-2045  è guidato principalmente dal pensionamento delle coorti di baby boomers con assegni calcolati per una quota rilevante ancora con il criterio retributivo. Successivamente, la progressiva scomparsa di tali coorti e il concomitante graduale passaggio a regime del criterio di calcolo contributivo nozionale spiegano l’inversione di tendenza e la riduzione dell’incidenza”.

Il rapporto continua evidenziando che la spesa scenderà soltanto nel lungo periodo: “Nei prossimi anni andranno, infatti, in pensione gli ultimi lavoratori rientranti nel calcolo retributivo (con l’aggiunta della “coda” contributiva prevista dalla riforma Fornero” con riferimento ai contributi versati dal 2012 in poi); mentre bisognerà aspettare grossomodo il 2040 per vedere esaurirsi i percettori di assegni retributivi e pensionarsi i primi lavoratori rientranti per intero nel calcolo contributivo ad accumulazione nozionale. Si dovrà invece attendere all’incirca il 2060 perchè le pensioni in erogazione siano tutte con calcolo contributivo”.

Ultime novità Riforma Pensioni 2021: Brambilla sui fondi pensione

In un suo articolo sul quotidiano Il Messaggero, Alberto Brambilla scrive: “Per i fondi pensione si profilano in futuro grandi problemi se il governo accoglierà senza correzioni il documento conclusivo di indirizzo politico per la legge delega sulla riforma fiscale elaborato dalle Commissioni di Camera e Senato. Passare al sistema “Eet” come propongono le Commissioni parlamentari presiedute da Marattin e D’Alfonso, significa togliere la tassazione del 20% sui rendimenti (il 20% di un rendimento del 3% è 0,6%) e tassare ad aliquota marginale (cumulo dei redditi) le prestazioni finali: insomma, viene abbuonato lo 0,6% ma si dovrà pagare fino al 46%. Con l’aggravante che la normativa italiana prevede una enormità di bonus, esenzioni, agevolazioni fiscali (le tax expenditures), tutte legate al reddito, stante che il 51% dei pensionati è totalmente o parzialmente assistito e un altro 20% gode di prestazioni aggiuntive anch’esse collegate al reddito: prestazioni che scomparirebbero se il soggetto avesse anche la rendita complementare. Insomma, tornare alla Visco, come propone la Commissione, significherebbe distruggere la previdenza complementare”.

Ancora Brambilla: “Lo sviluppo dei fondi pensione è indispensabile per i cittadini e per il Paese e quindi bisogna fare «tutto ciò che è necessario» perché aumentino le adesioni visto che siamo tra gli ultimi nelle classifiche Ocse e la pensione pubblica, per via dei bassi redditi da lavoro, potrebbe non bastare. Dunque, che fare? Anzitutto è necessario che la politica abbia ben chiaro la funzione dei fondi pensione per la crescita dell’economia: se questi non crescono, a causa dell’aumento delle tasse, com’è pensabile che possano aiutare l’economia? In secondo luogo non deve confondere il risparmio finanziario con quello previdenziale, come invece fece il governo Renzi proponendo il Tfr in busta paga aumentando dall’11% all’11,5% e poi al 20% la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione. Semmai occorre il ripristino del fondo di garanzia perché la sua eliminazione ha negato agli oltre 6 milioni di lavoratori delle micro e piccole imprese il diritto alla pensione complementare.

La riforma fiscale deve ridurre la tassazione sui rendimenti all’11% (e anche meno) portandola da “annuale” al “maturato” e aumentare il versamento di 5.164 euro l’anno (importo fermo al 2005) in base alla variazione dei prezzi. E poiché il fondo pensione è una sorta di libretto di risparmio, consentire a nonni, zii e parenti di finanziare il fondo pensione dei giovanissimi consentendo la deduzione fiscale. L’auspicio è perciò che il governo Draghi, competente ed equilibrato, non tenga conto di questo pittoresco parere delle Commissioni parlamentari” conclude poi Alberto Brambilla.

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2 commenti su “Riforma Pensioni 2021, news oggi 10 luglio: spesa pensionistica elevata e fondi pensione

  1. io so solo che a suo tempo, quando ci buttarono a mare noi che non avevamo 18 anni di contributi nel 1995 e salvarono chi allora aveva più di 18 anni di contributi nel 1995, dovetti farmi una pensione integrativa; il problema è che ogni tanto, per fare un favore ad assicurazioni, banche, potentati economici, etc buttano a mare qualcuno; ma in che razza di paese viviamo? è come se , sono sportivo, continuassero a spostarci un traguardo mentre lo stiamo raggiungendo; che persone ci governano? lasciamo perdere

  2. “Il fondo pensione è una sorta di libretto di risparmio”. Bene.

    Consente “a nonni, zii e parenti di finanziare il fondo pensione dei giovanissimi consentendo la deduzione fiscale”. Ottimo.

    DOMANDA: Ma chi gestisce i Fondi Pensione? Fiducia assoluta?

    RISPOSTA: Certo!! … I Fondi sono vigilati proprio come il sistema bancario!!!

    Ah, beh!

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