Riforma Pensioni 2021: nuova proposta di Boeri post quota 100, copia la 857 di Damiano

Pensioni quota 100: conti INPS

In un articolo su Repubblica, l’ex-presidente dell’INPS Tito Boeri, insieme a Perotti ha rilanciato una proposta per evitare lo scaglione al termine di quota 100. La possibilità di andare in pensione a partire da 63 anni, con una riduzione di circa 1,5% per ogni anno di anticipo. La proposta ricalca in maniera molto simile quella che fu la bandiera di Cesare Damiano: la proposta di legge 857 del 2013. Vediamo allora i passaggi principali dell’ articolo scritto da Boeri e la pronta risposta di Damiano e Gnecchi, autori della proposta “copiata” dal presidente dell’INPS.

Riforma Pensioni 2021: la proposta di Boeri per evitare lo scaglione post quota 100

Boeri scrive su Repubblica: Se il governo decidesse di aspettare la fine naturale di Quota 100 dopo i tre anni di “sperimentazione”, per gli esclusi si creerebbe un nuovo scalone (cioè un aumento dei requisiti per il pensionamento) di ben sei anni nella notte fra il 31 dicembre 2021 e il 1 gennaio 2022, pari a quello introdotto nel 2011 che probabilmente segnò l’inizio della fine del governo Monti. E oggi non ci sono le stesse condizioni di emergenza economica del 2011 da invocare per cercare di spiegare ai malcapitati questa disparità di trattamento. Le proposte per ovviare al problema vanno dalla cosiddetta “quota 41” (si può andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età) a “quota 102” (combinazione di 63 anni di età e 39 di contributi oppure 64 anni di età e 38 di contributi)”. Boeri però boccia queste proposte: “Il costo di queste misure è molto alto. Secondo le stime dell’Inps, quota 41 costerebbe fino a mezzo punto di Pil all’anno. La Cgil stima un costo più basso perché ipotizza una propensione al pensionamento implausabilmente bassa per i lavoratori con una quota retributiva alta, che induce ad andare in pensione prima possibile”.

l’EX presidente dell’INPS propone “Un modo per riconciliare una maggiore flessibilità nell’età di pensionamento con la sostenibilità del sistema: si può andare in pensione quando si vuole, a partire da 63 anni, ma accettando una riduzione attuariale, che oggi si applica alla sola quota contributiva, sull’intero importo della pensione, cosi come proposto dall’Inps 6 anni fa (nel rapporto “Non per cassa ma per equità”). Oggi questo significherebbe una riduzione media di un punto e mezzo per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione offerta da quota 100; in futuro ancora meno dato che le generazioni che andranno in pensione nei prossimi anni avranno una quota contributiva più alta su cui la riduzione è già comunque applicata in caso di pensione anticipata.

Una riforma di questo tipo non aumenterebbe il cammino del debito pubblico previsto per il futuro, perché i costi aggiuntivi dal 2022 in poi rispetto a uno scenario in cui Quota 100 venisse davvero interrotta nel 2021 sarebbero pressoché interamente compensati da importi pensionistici leggermente più bassi”. 

Ultime novità Riforma Pensioni 2021, Damiano replica a Boeri: ‘Copia esattamente la mia proposta di legge 857/2013

All’agenzia Dire, Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi replicano al presidente dell’INPS e spiegano: Abbiamo letto questa mattina l’articolo di Boeri e di Perotti su Repubblica. La reazione che abbiamo avuto è stata di soddisfazione e, al tempo stesso, di stupore.” Lo dichiarano Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e consigliere Inail, e Marialuisa Gnecchi, vice-presidente dell’Inps. “Soddisfazione – spiegano – perché il suggerimento degli autori copia esattamente la proposta di legge 857 del 2013 a prima firma Cesare Damiano, Pierpaolo Baretta e Marialuisa Gnecchi. Finalmente, dopo otto anni, c’è qualcuno che rivaluta un’idea che venne a suo tempo bocciata. Stupore, perché uno degli autori dell’articolo è quello stesso Tito Boeri che contribuì, da presidente dell’Inps, alla sua bocciatura perché ritenuta troppo costosa e, quindi, incompatibile con i conti dello Stato. Adesso pare che sia diventata compatibile.

È successo qualcosa, nel frattempo, di cui non ci siamo accorti, oppure Boeri appartiene a quella schiera di persone secondo la quale un’idea, lanciata da altri, va bene solo se la dico io? Naturalmente, noi sosteniamo la proposta di Boeri e Perotti e, a differenza di quel che fece l’ex presidente dell’Inps, la appoggeremo con tutte le nostre forze.” Continuano: “del resto, l’abbiamo già riproposta di recente (una penalizzazione sulla quota retributiva per chi va in pensione a partire dai 63 anni di età con 35 anni di contributi), ma non con la stessa fortuna mediatica. Le conversioni sulla via di Damasco le abbiamo sempre guardate laicamente con favore: dopo quella di Paolo anche quella di Tito”, concludono.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

51 commenti su “Riforma Pensioni 2021: nuova proposta di Boeri post quota 100, copia la 857 di Damiano

  1. Dopo 40 anni di lavoro credo di versare piu di quello che andrò a prendere ….. se invece si riducono loro la pensione e tolgono la reversibilità della pensione a vita, accontentano tutti invelc la casta non si puo toccare
    scandalosi egoisti!!!!!

  2. 41 per tutti e non solo per precoci con pensione intera.per gli altri che hanno meno contributi proposta boeri….le due cose non vanno assolutamente accomunate

  3. NESSUNO PENSA A TUTTI COLORO, ME INCLUSO, CHE HANNO LAVORATO FIN DALL’ETA’ DI 10 ANNI FINO A 28 SENZA AVER MAI AVUTO DEI CONTRIBUTI. SONO UN IMPIEGATO CON 37 ANNI DI CONTRIBUTI E 64 DI ETA’. OGNUNO HA UNA SUA STORIA E PURTROPPO NON SEMPRE E’ DOCUMENTABILE. RITENGO CHE A 64 ANNI SI DEBBA ANDARE IN PENSIONE A PRESCINDERE. ANCHE CON UNA PICCOLA PENALIZZAZIONE.

  4. Onorevole Damiano, lei come rappresentante dei cittadini, deve proporre soluzioni semplici, qual’è quota 41, metà contributiva, metà retributiva. Altro non è dato,

  5. Danno i soldi ai giovani! (reddito di cittadinanza) tenendoli a fare nulla, con i più furbetti a lavorare in nero, e non riescono a mandare in pensione chi ha lavorato e pagato i contributi 40 anni, INCAPACI!!!!

  6. Scusate ma chi come me è nato PURTROPPO nel 1960, ha 38 anni e 6 mesi di contributi e ha perso il lavoro stando in Naspi che è una miseria per soli altri 18 mesi e con un 3% di riduzione al mese e che comunque non vale come contribuzione per una pensione anticipata, cosa dovrò fare quando a 64 anni non avrò più nessun reddito perchè la Naspi è finita e il sito Inps mi dice che potrò chiedere di andare in pensione solamente il giorno 1 gennaio 2028 ? Oltretutto avendo una casa di proprietà ottenuta con decenni di sacrifici non rientrerei neanche nei requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza come Isee, ammesso che ci sia ancora. Ma questi chiacchieroni di politici o pseudo tali queste considerazioni le fanno ? Chi mi darà da vivere o chi mi assumerà a 64 anni per altri 4 anni circa ? Possibile che non sia previsto almeno per chi ha già minimo 38 anni di contributi di poter andare anticipatamente in pensione in caso di disoccupazione ? Si mettessero una mano sulla coscienza e se non ci sono fondi per questo li reperiscano dalle laute pensioni che sindacalisti, politici e pseudo tali percepiscono a volte solo per aver pagato i contributi per qualche misero anno, non parlando poi dei vitalizi che percepiscono non si capisce in base a quale diritto se non quello di appartenere alla stessa casta che decide poi sulle nostre pensioni.

  7. Ma se io maturo i requisiti della pensione anticipata prima dei 63 anni, posso andare via, oppure devo aspettare i 63 anni e prenderla in tasca con questa proposta?

  8. L’importante è solo fare proposte, mai trovare una onesta quadra di tutte le esigenze.
    Al limite una proposta potrebbe farla, (senza titolo) ognuno di noi.

  9. La proposta per me potrebbe essere buona, ma se la “riduzione del 1,5 % per ogni anno di anticipo” si intende rispetto ai 67 anni della pensione di vecchiaia, penso sia troppo. Nella proposta originale della legge 857, la pensione di vecchiaia era fissata a 66 anni, ma secondo me andrebbe riportata ai 65 anni.
    Siamo uno dei pochi paesi in Europa ad avere un limite così alto di pensione di vecchiaia e dunque, considerato anche il numero di perdite umane avute per la pandemia, il limite dovrebbe tornare ai 65 anni.
    Riformulando la proposta, sarebbe a mio parere equa con questi parametri:
    – pensione di vecchiaia 65 anni
    – accesso a partire dai 62 anni
    – nella versione originale di Damiano, tra l’altro, si parlava di 35 anni di contributi
    – riduzione del 1,5 per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia, mantenendo il sistema misto di contribuzione.
    Concordo però con quanto espresso da Salvatore (primo) e da Franco Giuseppe.
    Attenzione a non ricreare le solite inaccettabili iniquità: chi ha già maturato più di X anni di contributi (i precoci) DEVE poter accedere alla pensione anche se non ha raggiunto l’età pensionabile, così come per le altre categorie che riguardano i lavori usuranti/gravosi, disabili, caregivers e donne.
    Facciamo lavorare i giovani prima che decidano di andarsene dell’Italia!
    Grazie per lo spazio.

  10. premetto che quando sono entrato nel mondo del lavoro mi fecero firmare un contratto dove c erano scritti i miei doveri e i miei diritti tra cui quello di andar in pensione con 35 anni di versamenti. Bene questo diritto è stato calpestato continuamente mentre i diritti dei nostri cari Politici non si toccano a sentir loro è un diritto acquisito ….e i nostri invece? io sono per la proposta di legge dei 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica … e sottolineo che anche se passasse questa proposta non ci regalano nulla … sono soldi nostri versati da una vita.

  11. Premetto che tutti i partiti e pure draghi sono degli incapaci quota 41 ci devono rientrare solo i precoci nn tutti ma soprattutto quelli come me invalidi al 67% e 104 personale io sono falegname e ho iniziato a lavorare a 14 e dieci mesi sono pieno di dolori devo fare le fisioterapia ogni 4 mesi voi politici e compreso tridico dovreste vergognarci e dimettersi tutti siete incapaci

  12. Vorrei solo sapere se loro si trovassero nelle condizioni dei lavoratori , se a loro andrebbe bene quello che dicono o di fare

  13. E anche quest’ altro parla di età e niente di contributi versati.Potrei accettare una proposta solo a patto che chi arriva a 63 anni di età ma con ( il mio caso) 47 anni di contributi l Inps gli riconosce un tasso di aumento del 1,5 in più per ogni anno a partire dal 41nesimo anno di contributi.Voi illustri cosa ne pensate

  14. Ah dimenticavo, se furti (penalizzazioni e riduzioni varie) devono essere fatti, devono riguardare non solo i pensionandi ma anche tutti i pensionati compresi politici sindacalisti e quaquaraqua vari anche in modo retroattivo. In questo modo il furto avrebbe un impatto minore su ciascuno e quindi potrebbe risultare più sopportabile.
    Che ne dite partiti e sindacati ? Lavoratori di tutta Italia siamo pronti a far “tornare l’onda alla fine del riflusso?” (citazione da una canzone di Augusto Daolio). Non ne sono sicuro, ma spero che almeno i nostri figli e i nostri nipoti ne saranno capaci se noi saremo in grado almeno di far circolare e mantenere vivi gli ideali di giustizia, libertà, equità come principi cardine di un nuovo futuro umanesimo.

  15. Certo a 63 anni avrò versato 43 anni di contributi e mi togli l’1,5 % magari fino a 67 anni. Questa proposta era una cacchiata galattica di Damiano ed è rimasta una cacchiata interstellare.cari politici e politucoli prendete la pensione per gli anni che avete lavorato e state sereni perché il popolo alla fine insorge

      1. Sig. Francesco, è lei che ha detto che gli scaloni nascono quando vengono tolte le quote, non quando vengono emanate ? Lo sa, vero, che ha detto una stronzata megagalattica ? Lo scalone è avvenuto proprio nel momento della nascita della quota 100, infatti da quel momento, in tutto il triennio della sperimentazione, c’è chi si è pensionato con 62-38 della quota e chi con 67-38 della vecchiaia e inoltre, anche chi si è pensionato con 62-38 e chi con 62-43,1. Come vede in entrambi i casi ci sono 5 anni di differenza e questo viene definito da tutti, esperti, giornalisti, lavoratori, il famoso scalone. Se poi lo vuole spiegare proprio a me cosa è uno scalone sappia che io l’ho proprio subito. Ho personalmente visto andare in pensione 2 colleghi che sono entrati in azienda dopo di me e che sono usciti prima di me. Loro hanno avuto la libertà di scegliere …. io sono stato costretto a raggiungere la Fornero. Ah, dimenticavo: Prima della Fornero non c’era la quota 98 come dice Lei, ma la legge Sacconi Brunetta 40 + 12 mesi di finestra. Saluti.

  16. Propongo una raccolta di firme per un referendum con i seguenti punti
    1) Abolizione retroattiva di tutti i vitalizi non coperti da contributi
    2) Taglio anche retroattivo delle pensioni superiori a 50000 euro NON COPERTE DA CONTRIBUTI
    3) Gestione INPS soltanto dell’assistenza
    4) Gestione della parte previdenziale dei contributi da parte di enti con responsabili terzi non nominati da governo o politici, possibilmente plurimi in modo da avere possibilità di scelta
    5) In caso di problemi personali (licenziamento, malattia, assistenza ad un familiare, etc.) possibilità di chiedere la restituzione immediata di tutto il montante contributivo con tassazione agevolata al 10%.
    C’è per caso qualche partito politico o sindacato che ci vuole aiutare in questa battaglia AHAHAHAHAH (risata amara).
    Per quanto riguarda tutte le proposte Tridico, Boeri ed esperti (esperti ?) vari secondo me sono fatte soltanto per farci concludere che è meglio tenersi la legge Fornero che almeno è uguale per tutti (guardate cosa mi tocca dire).
    P.S. Mi sapete dire se si organizza qualcosa a Vercelli per il 18 Settembre ?

  17. Sono d’accordo con Emilio va tutto bene, proposta Tridico proposta Boeri, sarebbe meglio 62 anni anziché 63, basta che ci fate andare in pensione.

  18. Quanti di questi che avanzano proposte hanno faticato 41 anni non credo c’è ne sia 1 .si va con 41 anni o 62 anni senza penalizzazioni queste ultime vanno bene a politici e professori commentatori.

  19. Per onestà, e pur comprendendo l’ironia di Damiano su un Boeri che “cambia faccia” a seconda che sia a capo dell’INPS oppure no, io ricordo che già ad inizio 2020 Boeri aveva fatto la proposta (definendola “sostenibile per le casse INPS”) della penalizzazione del 1.5% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67, che era meglio delle altre proposte del 2% (Damiano) o addirittura 3% all’anno.

    Da sempre penso che una flessibilità di questo tipo, se c’è una penalizzazione tutto sommato moderata, sia la migliore.
    Chi non ha particolari problemi fisici o psicologici a restare al lavoro (beato lui) lo potrà fare, chi facendosi i conti in tasca preferirà andarci pure a “soli” 63 anni con il 6% di penalità (scambiando soldi con tempo di vita) lo potrà fare e chi sta arrivando con il fiato corto potrà cercare di resistere fino al momento in cui deciderà (lui, e non la signora Fornero) che è arrivato il momento di staccare la spina del lavoro quotidiano e rottamare la sveglia.

    Il mio timore è che sia una proposta troppo “rivoluzionaria” per un governo molto “amico” di quella UE che sembra avere una “insana passione” per la Legge Fornero e i suoi mortiferi 67 anni.
    Soprattutto negli ultimi 30 anni, da Dini in poi, le politiche pensionistiche appaiono sempre più orientate non solo a darci un assegno più leggero ma anche a mettere paletti in modo da non consentire l’accesso alla pensione (e ci comprendo anche i 38 anni di Quota 100) e/o spostare in avanti il diritto alla pensione stessa (si sa mai, che il pensionando muoia prima …).

    Perciò una flessibilità di questo tipo mi pare probabilmente un'”eresia” inaccettabile alle orecchie dei severi ayatollah posti (od auto-dichiaratisi) a “difesa” delle casse INPS.
    Aspetto l’esternazione di Cazzola a questo proposito 😀 per averne conferma (o magari smentita, la speranza è l’ultima a morire …).

  20. Buongiorno : il mio nome è Antonio ho 59 anni, sono un dipendente di un azienda privata, che la suo attività è radicata nel campo della gomma e plastica. A oggi ho maturato 2180 settimane, nel mio caso in che posizione mi posso collocare?

  21. Bisogna dare la libertà di andare in pensione ,se uno vuole andarsene prima sicuramente prenderà meno di pensione .Diamo la possibilità di andare in pensione a persone che non c’è la fanno più a lavorare, perché il loro lavoro è pesante.

    1. Anche perché che politica è questa, gente anziana che continua a lavorare e giovani disoccupati, dove’ il ricambio generazionale? Poi non si tiene più conto dell età, riflessi rallentati, calo della vista, e poi finiamola con la farsa che l’I.N.P.S non sostiene i costi . Mandiamo i lavoratori in pensione con 41 anni di lavoro ( che sono già troppi ) e mettiamo le aziende in condizioni di assumere un dipendente in sostituzione del lavoratore che ha raggiunto i requisiti x la pensione, allora il bilancio torna , a versare i contributi ci penserà il nuovo assunto, ma se invece lasciamo l’azienda in condizioni di decidere di tenersi il pensionato anche dopo allora così non andiamo da nessuna parte.

  22. Così il dottor Boeri ne parlava già nel lontano 2011. L’articolo era: “NON PER CASSA MA PER EQUITÀ”.
    https://www.lavoce.info/archives/27261/non-per-cassa-ma-per-equita-2/

    Per chi non avesse voglia e tempo di andare a leggerlo, riferendosi a coloro che avevano versamenti per oltre 40 anni e dunque non riconosciuti nel calcolo pensionistico diceva:
    “Questo significa che anche i lavoratori con 40 anni di anzianità contributiva, pur dovendo attendere fino ad almeno 62 anni per andare in pensione, verranno in parte compensati per questo prolungamento forzoso della loro vita lavorativa dall’aumento della loro pensione. Con le regole attuali, invece, ogni anno in più di lavoro non avrebbe loro fruttato alcun incremento nelle quiescenze future ”.

    Aggiungendo poi, tra dotte considerazioni e ragionamenti, qualcosa che ora ci fa sorridere:

    “Si ritiene spesso che i lavoratori italiani vogliano andare in pensione il prima possibile, ma non è così. Il 50 per cento di loro non va in pensione appena maturati i diritti e questa percentuale è destinata a salire quando ai lavoratori venissero offerti incrementi nelle quiescenze future per ogni anno di lavoro in più”.

    Caro professore, le idee nel tempo possono cambiare, ma negli anni, a me pare, che non siano mai stai disposti incentivi per restare nel mondo del lavoro, viceversa solo disincentivi dall’andarsene, è questa è una regola ormai cementata nella memoria dei lavoratori.
    Se l’assegno pensionistico sembra aumentare è perché ci è impedito di lasciare il posto di lavoro e dunque, chi riesce a mantenerlo, si trova a versare molti più contributi che però sono sufficienti, se non necessari, solo a compensare quanto fino ad ora ci viene sistematicamente tolto.
    Per cui anche Lei non aggiunge niente di nuovo e ci porta a palare sempre della solita minestra riscaldata; ci risparmi nuove tiritere, dobbiamo già sopportare quelle di chi la ha sostituita.

  23. Per quanto posso dire personalmente, in base alla mia esperienza nel mondo del lavoro e nel “sentiment” popolare, il paletto dei 63 anni è ancora troppo elevato. Molti arrivano ai 40 anni di contributi già a 60 anni di età e non trovo sia giusto schiavizzarli con obblighi che altri non avranno per le loro storie contributive diverse.
    La proposta giusta è flessibilità a partire dai 60 anni con calcolo basato sui contributi versati e una riduzione percentuale sull’assegno che lascio ad altri calcolare per equità (un punto e mezzo proposto da Boeri mi pare troppo oneroso se si abbassa l’età minima).
    Comunque io rimango del parere che un importo “flessibile a scalare” dell’assegno sarebbe la misura giusta: assegno completo all’inizio e poi progressiva riduzione dell’importo a mano a mano che cresce l’età ma i bisogni finanziari diminuiscono anche per il corrispondente aumento dei servizi pubblici.

    1. Trovo giusto ciò che dice Salvatore guardiamo anche chi ha cominciato presto a lavorare e che a 60 andrebbe con l’anticipata fornero.

  24. La proposta di Boeri che ricalca quelle di Damiano andrebbe bene purché non vada ad intaccare, per chi è nel misto(retributivo+contributivo), quelle che è la quota retributiva!!!!

  25. FLESSIBILITÀ ! SOSTENIBILITÀ ! BASTAAAA !!!! Vorrei comunicare al signor Boeri che in un PAESE CIVILE dopo 41 ANNI DI LAVORO E DI CONTRIBUTI TUTTI I DISOCCUPATI che hanno perso il lavoro da anni DEVONO AVERE IL DIRITTO AD AVERE LA PENSIONE … E RICEVERE I PROPRI SOLDI INDIETRO !!! TRATTENERE A OLTRANZA IL LORO DENARO EQUIVALE A UN FURTO VERGOGNOSO E INDECENTE ! Il lavoro non lo troveranno mai più e per poter vivere non possono aspettare i 67 anni di età o pagare DISSANGUANTI CONTRIBUTI VOLONTARI !!! ATTENZIONE CHE SE NON SI CAPISCONO QUESTE COSE BASILARI SI RISCHIA UNA RIVOLTA SOCIALE. ED È CERTO CHE LA PAZIENZA È DEFINITIVAMENTE FINITA !!!

    SINDACATI ATTENZIONE !!!! È LA VOSTRA ULTIMA OCCASIONE !!!

  26. continuate a dire dai 63 anni; porca pu………….; quelli del 1959 hanno già avuto l’opportunità quest’anno con la quota 100; noi del 1960 no; e adesso: l’anno prossimo dai 63 anni; e noi del 1960: doppia inculata; chi 2 opportunità, chi 2 volte inculati BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  27. L’idea di “conciliare una maggiore flessibilità nell’età di pensionamento con la sostenibilità del sistema” cozza anche qui con il problema di chi ha iniziato presto a lavorare. I precoci continuano ad essere dimenticati, ignorati, come se non esistessero. Tra i lavoratori c’è chi i 63 anni li raggiunge avendo 35 anni di lavoro e di contributi e chi a 63 raggiunge il limite dei 43 della Fornero, Anche qui come vedete c’è lo scalone di ben 8 anni. I primi avranno la libertà di scelta di pensionarsi prima con una penalizzazione, i secondi, se pur accettassero anche loro la stessa penalizzazione, dovranno lavorare per forza fino a raggiungere il paletto di 63 senza nessuna possibilità di scelta. Dove sta la maggiore flessibilità per questi lavoratori ? Perchè si parla di scaloni solamente a riguardo dell’età e mai dello scalone prodotto negli anni lavorati? Quando si parla di “scalone” si parla di “differenza”; lavorare obbligatoriamente 43 anni quando ad altri è consentito lasciare già con 35, questa è la differenza. Oltretutto i secondi andranno in pensione anche prima, magari facendo un “maramao” ai primi.

  28. A 63 anni avrò 45 anni 3 mezzo di contributi!!!! Mi sono rotta i cocomeri di lavorare. Pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età…..chi ha iniziato a lavorare presto è giusto che si goda la pensione….😡😡😡

  29. COPIA ESATTAMENTE LA MIA PROPOSTA DI LEGGE 857/2013. PERCHE’ DAMIANO FA UN’AFFERMAZIONE DEL GENERE. MA LA SUA PROPOSTA NON PREVVEDEVA LA POSSIBILITA’ DI USCITA A 62 ANNI. SBAGLIO O 63 E’ UN NUMERO SUPERIORE A 62! RIGUARDO POI ALLE CONTINUE PROPOSTE DI RIDUZIONE DELL’ASSEGNO PENSIONISTICO CONTINUANDO DI QUESTO PASSO SAREMO NOI PROSSIMI PENSIONATI A DOVER PAGARE L’INPS. SIAMO ALLA PURA FOLLIA

  30. Ehhh! Niente, ci mancava lo zampino dell’ennesimo esperto, che per altro ha avuto la possibilità di fare, ma non ha fatto, però come è classico insegna, dopo!!!! Morale anche in questo caso, siccome chi ha iniziato a lavorare a 16 anni ormai si è abituato. Deve continuare a lavorare e pagare i contributi, almeno chi è piu’ “vecchietto” ed ha versato meno (per tanti motivi) ne può usufruire!!!! Questa si che è EQUITA’ Che dire, bravi, proprio bravi, tutti coesi all’unanimità contro chi paga le tasse (inteso come balzelli vari).

  31. quindi secondo loro andrei con 45 anni e 3 mesi di lavoro in cantiere edile , e la chiamano pure anticipata e pure decurtata , INGIUSTIZIA….. saluti a tutti

  32. Ancora si continua a cercare di trovare soluzioni e ogni volta si va’ contro i precoci che non volete mandare proprio in pensione. Fate quello che volete ma almeno a chi ha iniziato a lavorare a 16 o 17 anni ed hanno 41/42 anni di contributi versati mandateli in pensione

  33. Io ancora voglio capire se in questo paese (la p minuscola è voluta), contano di più gli anni di età o quelli di contributi versati e lavorati. Perché se uno ha lavorato 38 anni può andare in pensione con 62 anni di età ed uno che ne lavorati 40 ma ha 60 anni, no? Queste sono le ingiustizie, a mio parere.

  34. Buongiorno, io insisto nel dire all’infinito che una persona dopo 41 anni di lavoro e regolare contribuzione ha acquisito il diritto di andare in pensione senza se e senza ma. Nessuna penalizzazione per 41 anni. In decenni si sono elargite pensioni con 15 anni sei mesi e un giorno e le persone a 40 anni andavano in pensione e a oggi le stiamo ancora pagando perché tanti di loro sono ancora in vita. Poi sono diventati 19 anni sei mesi e un giorno.
    Pensioni dei politici di allora e di oggi che dovrebbero essere ridimensionate e vitalizi che si tramandano da padre in figlio per generazioni. E ora si sente dire che 41 anni dobbiamo pagare penalità o attendere altri 5 anni. Io penso che queste persone che fanno queste proposte indecenti si dovrebbero vergognare.

  35. Per l’anticipo pensionistico l’unica proposta accettabile è quella di Tridico : pensione a 63 anni, con 20 anni di contributi , rimanendo ferma a 67 la quota retributiva. Ritengo che ognuno possa valutare la propria convenienza in quanto riscuoterà sulla base dei contributi versati (senza paletti). Tale pensione dovrà riguardare i disoccupati e gli occupati che però dovranno cessare qualsiasi attività come previsto con quota 100″ .

    1. Non ci sono né quote né ape ne altro, i contributi pagati per le pensioni devono essere usati solo per le pensioni, invece vengono assorbiti dalle casse integrazioni, malattie pagate e altro.Ci vogliono contributi extra per sostenere queste spese pagati da chi poi ne potrebbe poi usufruire Continuando di questo passo a breve la pensione non esisterà più, ci dovremo arrangiare con quelle integrative offerte dalle banche, anzi vi dovrete arrangiare, perché io dal 1 ottobre sono già fuori

  36. Nelle prime righe: ” ..il presidente dell’Inps Tito Boeri..”: – ma non era ex? Spero che non abbiamo 2 presidenti inps senza saperlo! Ce ne cresce di Tridico!
    Comunque ci risiamo, la solfa è sempre la stessa: 63-38, 63-39, 63-35 con penalizzazioni fino a 67, e nessuna considerazione di tutti gli sfigati con oltre 40 anni di contributi.
    Allora facciamo così, dividiamo in 2 l’inps: una parte in cui si applica 41-62 e l’altra con tutte le altre proposte indicate, lasciando libero ognuno di scegliere in quale parte stare. Dimenticavo un piccolo particolare: ovviamente ognuno si porta dietro i contributi accumulati!
    Oppure RIDATE INDIETRO AD OGNUNO TUTTI I CONTRIBUTI VERSATI, cosi non si toglie niente a nessuno.
    Altrimenti, se per agevolare il pensionamento bisogna penalizzare ulteriormente chi ha più contributi, è meglio non fare niente, e lasciare il corso delle cose così come è già tracciato. (Chissà, magari alle prossime elezioni politiche qualcuno tirerà fuori una proposta migliore).

  37. Finalmente una proposta seria e a favore di chi vuol far valere il diritto sacrosanto di uscire prima dal mondo del lavoro, senza incorrere nella sciagurata Fornero che tanti danni ha fatto- ricordiamo tutti la proposta di Damiano, persona seria e apprezzata con grandi competenze- che ora venga rilanciata da Boeri ben venga e che sia appoggiata subito dai partiti e dai Sindacati che sono molto soft ultimamente- sarebbe il caso di farsi sentire tutti, ormai siamo agli sgoccioli , non solo Salvini che fa bene a dire di schierare i tir sulle strade ma i sindacati ora o mai più devono fare una pressione asfissiante sul Governo- la proposta di Boeri , già di Damiano, consentirebbe con trattenute di 1,5 % per anno di andarsene in maniera più dignitosa che andare con la quota contributiva di Tridico seguita dalla retributiva a 67 anni- pertanto si spinga verso questa soluzione dei 63 anni , meglio 62, con la piccola penalizzazione, cosi si liberano posti per la staffetta generazionale e si da finalmente la possibilità di uscire a chi , per un motivo o per un’altro , non è più in condizioni di lavorare e che se non passa questa legge andrà incontro a morte sicura con la sporca riforma Fornero !!!!!!

  38. Proposte che vanno bene per la pensione di vecchiaia, non certo per l’anticipata!
    C’è gente, tra cui io, che a 63 anni, andrebbe con la Fornero…. Non prendiamoci in giro su!
    Questi vorrebbero fregare per l’ennesima volta chi ha tanti contributi… Siamo veramente un paese che funziona all’incontrario… Infami!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su