Riforma pensioni 2021, opzione donna al 2023 e quota 100 rosa: realtà o utopia?

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 29 novembre 2020, giungono da differenti post che l’amministratrice del Comitato Opzione donna Social, Orietta Armiliato, sta postando in questi ultimi giorni sulla pagina facebook del gruppo. Lo scopo quello, data la stesura della legge di bilancio 2021, di tenere alti i riflettori sulla previdenza femminile che dovrebbe contenere, affinché per le donne si possa finalmente parlare di riforma che tenga in considerazione le loro richieste: la proroga dell’opzione donna fino al 2023, la quota 100 rosa, che consentirebbe di uscire con 36 anni di contributi e 62 d’età, e la valorizzazione del lavoro di cura anche ai fini previdenziali. Giacché è stato dimostrato che il lockdown, lo smart working e la pandemia hanno contribuito ancor più ad aumentare il carico di lavoro delle donne dentro le mura domestiche. Eccovi dunque le ultime considerazioni della fondatrice del CODS

Riforma pensioni 2021: emendamenti per estensione opzione donna al 2023?

“Mentre si apprende che il termine per la presentazione degli emendamenti agli articoli rubricati nel testo bozza della Legge di Bilancio 2021 é stato fissato per sabato 28 novembre alle h 18:00 presso la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, vi informo che sono in stretto contatto quotidiano con molti deputati di tutte le forze politiche presenti in Parlamento in prevalenza coloro che operano presso la Commissione Lavoro, al fine di produrre emendamenti atti a richiedere un più ampio arco temporale di applicazione della proroga della misura dell’Opzione Donna, rispetto a quanto inserito nel draft del testo prodotto dal Governo all’articolo 53

L’Armiliato dopo aver trascritto per intero i contenuti dell’articolo, chi fosse interessato può andare a leggerlo direttamente nella pagina Facebook del CODS, ha altresì ricordato che : “La proposta normativa in esame prevede di estendere la possibilità di optare per il regime sperimentale alle lavoratrici che maturano i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2020”. Lo scopo dichiarato apertamente dal CODS è invece quello di estendere la proroga al 2023 al fine di eliminare la malsana pratica del ‘di anno in anno’ che genera ansia nelle lavoratrici. Una misura a scadenza ‘come il latte’, così come lo è anche la Quota 100, che ricordiamo decadrà il 31/12/2021, non consente una pianificazione serena della vita previdenziale delle lavoratrici, che non sanno mai cosa le attenderà l’anno successivo. Potrebbe effettivamente capitare che pur avendo gli stessi requisiti della collega andata in pensione l’anno prima, la malcapitata non avrà dalla sua, avendoli centrati con qualche mese di ritardo, il ‘lusso’ di poter scegliere se optare o meno per la proroga dell’opzione donna. Facendo invece un riferimento al fatto che la quota 100 abbia perso appeal e sui risparmi residui effettivi, l’Armiliato si chiede perché non si sia pensato di destinare quei fondi ad una misura maggiormente appetibile per le donne, la quota 100 rosa.

Riforma pensioni 2021, perché non riconsiderare la quota 100 rosa?

Così L’Armiliato, facendo chiaro riferimento alla quota 100: “Ci si domanda dunque ancor più insistentemente perché non si é voluta accogliere la nostra richiesta di rivolgerla alla platea femminile, che é notoriamente carente di anni di contribuzione al proprio attivo a causa delle proprie carriere discontinue dovute, in via prevalente, al doversi necessariamente dedicare al lavoro di cura domestico ordinario?

Lo stanziamento c’era, c’è e rimarrà inutilizzato, mentre poteva soddisfare i bisogni quanto meno di una fetta della platea femminile. Ricordo che proponemmo appunto una piccola variazione che battezzammo Quota 100 rosa che prevedeva il medesimo requisito anagrafico ma 36 anni di contributi invece dei 38 richiesti, “scontando” questi due anni in virtù della valorizzazione del lavoro di cura suddetto“.

Proprio in vista della legge di bilancio definitiva, sostiene Armiliato: “sarebbero auspicabili emendamenti per correggere/ampliare quanto proposto dal Governo in tema di previdenza specie quella al femminile”, considerando in modo assolutamente oggettivo un altro fatto non di poco conto emerso dall’Agenzia Vista: “IlCovid aumenta lavoro di cura delle donne. Le donne hanno visto incrementare il loro carico di lavoro domestico, assistenza agli anziani, ai bambini, che si è sovrapposto a smartworking”.

Non sarebbe dunque ora, ci chiediamo, di riconoscere questa mole di lavoro aggiuntiva che grava sempre sulle spalle delle donne? Forse questo potrebbe essere l’avvio di un percorso di una concreta riforma previdenziale, che si tinga, per una volta, un po’ più di rosa. Cosa ne pensate dell’estensione dell’opzione donna al 2023 e della quota 100 rosa? Sareste favorevoli alle due misure? Fatecelo sapere come di consueto nella sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

24 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2021, opzione donna al 2023 e quota 100 rosa: realtà o utopia?

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    20 Gennaio 2021 in 14:10
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    sono favorevole alla proroga 2023 per opzione donna

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    20 Gennaio 2021 in 10:49
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    Assolutamente opzione donna anche nel 2023 per chi come me rimane fuori per pochi mesi

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    31 Dicembre 2020 in 21:28
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    Daccordo in quanto corretto prorogare opzione donna al 2023 e quota 100 rosa con “contributi/età anagrafica gestibili”. Troppa differenza si è creata con chi ci ha precedute. 👍🏻👍🏻👍🏻👍🏻

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    4 Dicembre 2020 in 13:42
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    ASSOLUTAMENTE OPZIONE DONNA FINO AL 2023 DA FARE!!!!!

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      4 Dicembre 2020 in 20:53
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      Io Ho 58 anni e mi mancano 26 settimane per andare in pensione .non è giusto che io possa perdere questa occasione desideri che si potesse prolungare l’opzione donna così come me e altre donne possano entrare nel 2021 compreso . sono favorevole ad portala fino al 2023 .

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    2 Dicembre 2020 in 0:21
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    Opzione donne fino al 2023 e anche oltre e he ogni donna possa decidere quando ritirarsi dal mondo del lavoro. Diamo un posto di lavoro ai nostri giovani.

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    1 Dicembre 2020 in 13:15
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    Sono d’accordo sia per il prolungamento di opzione donna ma con molta meno penalizzazione sull’importo pensionistico, che quota cento rosa . Io all’età di 61 anni devo ancora lavorare a contatto col freddo dato che lavoro in un supermercato caricando surgelati e prodotti nei frigoriferi. Che vergogna !!!!! Chiedo che venga valorizzato il lavoro in tutti i sensi delle donne .

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    30 Novembre 2020 in 23:13
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    Se per quota 100 rosa si intende una vera quota 98, cioè quel meccanismo che porti, sommando contributi a età anagrafica, ad avere il coefficiente 98, senza quindi paletti di numero contributi e anni di età e senza penalizzazioni aggiuntive, sono d’accordo.
    La platea femminile potrebbe quindi accedere alla pensione con tutte le combinazioni di somma età + contributi, a seconda della propria storia personale (come è giusto che sia): 36 + 62, 37+ 61, 38 + 60, 39+ 59, 40 + 58.
    Hai un anno in meno di età, lavori un anno in più e via dicendo, ma non rimani tagliata fuori da regole capestro.
    Se invece si intende la replica della vecchia quota 100, temo si ricreerebbero le solite iniquità.
    Insomma, comunque la si metta, anche per le pensioni che riguardano l’altra metà del cielo (gli uomini) e cioè partendo da un minimo di 38 anni di contributi anziché 36, è necessario ripristinare il vecchio meccanismo della quota che sommi età anagrafica e anni di contributi in modo però che si adatti alle svariate realtà lavorative esistenti.
    E’ l’unico modo per avere una giusta flessibilità senza creare ingiustizie.
    Per Opzione Donna, sono d’accordo che venga prolungata e che chi desidera possa accedervi. Personalmente la ritengo un latrocinio e spero vivamente di non dovervi ricorrere!
    Come sempre, grazie al sito per questo spazio!

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    30 Novembre 2020 in 15:02
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    Sono anche io molto d’accordo con la proposta di prorogare l’opzione donna fino al 2023 e quota rosa 100, per poter dare una possibilità in più a tutte le donne che possono usufruirne. che diano inoltre la possibilità di potervi accedere riscattando, con un una tantum, i periodi vuoti che mancherebbero per poter accedere ai requisiti. continuiamo a chiederle

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    30 Novembre 2020 in 14:45
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    ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO SU PROROGA OPZIONE DONNA AL 2023 E ALL’INTRODUZIONE DI QUOTA ROSA 100. LE DONNE SONO PREZIOSE SEMPRE. ANCHE IN PENSIONE

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    30 Novembre 2020 in 11:58
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    Le donne in pensione con quota rosa sarebbe ben accolta dato che sono penalizzate per aver iniziato tardi a lavorare. La legge Fornero con opzione donna vengono penalizzate da una misera pensione e 67 anni sono troppi. I giovani a casa e lavoratori anziani al lavoro

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    30 Novembre 2020 in 11:16
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    Ci risiamo! Mia moglie ha 60 anni, insegnante di scuola materna a giugno prossimo 41 anni di servizio sempre con bambini da tre a cinque. Non potrà andare in pensione per la legge fornero(F). Volete premiare chi ha 36 anni di servizio e continuare a penalizzare chi lavora da 41 anni. Bravi

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    30 Novembre 2020 in 8:01
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    Sono piu’ che favorevole a un emendamento per quota 100 Rosa, una misura che potrebbe soddisfare le aspettative di molte donne utilizzando fondi già stanziati e non utilizzati

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    29 Novembre 2020 in 21:31
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    Sono daccordo con la proposta di prorogare l’opzione donna fino al 2023 e quota rosa 100, per poter dare un minimo di programmazione a tutte le donne, grazie

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    29 Novembre 2020 in 19:05
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    Buonasera, non sono assolutamente d’accordo sull’estensione dell’Opzione Donna al 2023, perchè se no io dovrei aspettare ancora, invece posso andare adesso.

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    29 Novembre 2020 in 18:31
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    Io credo che entrambe le misure sarebbero giuste per venire incontro alla carenza di contributi delle donne determinati proprio dall’essersi dovute occupare della famiglia, come nel mio caso.

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    29 Novembre 2020 in 17:39
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    Io ci spero tanto…Opzione donna al 2023!
    Ci spero perché potrei rientrarci (1963) dopo tanti anni di lavoro in farmacia di cui il 2020 passato con una paura ed un impegno che non si può capire, con una mamma di 85 anni da accudire regolarmente e una casa e figli da seguire
    E come me tantissime donne
    Spero nel buonsenso delle parti politiche e nell’appoggio dei sindacati…

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    29 Novembre 2020 in 17:34
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    Avanti alla grande con quota 100ROSA..Almeno una riforma che gratifichi il lavoro delle donne.. Mogli.. Madri.. Badanti.. E tanto altro.. Era ora pensarci.. Mi auguro possa essere vero. Buon lavoro. Roberta

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    29 Novembre 2020 in 17:05
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    Sono d’accordissimo a queste 2 misure. Mi auguro ne tengano conto. Perché quello che sta accadendo alle donne è particolarmente grave,gravoso e inaccettabile.. Siamo quelle più tartassate in fatto pensionistico. Aver raggiunto 35 /36 anni di lavoro, per una donna è faticosissimo! Soprattutto per quelle che lavorano nel privato

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    29 Novembre 2020 in 14:28
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    Trovo interessante opzione donna fino al 2023 e quota rosa 100….. speriamo si riesca ad accontentare più donne che hanno avuto carriera lavorativa discontinua per poter badare a figli – genitori – rinunciando a crescere professionale….. poi quando arriva il momento della pensione…. queste scelte si ripercuotono contro e spiace aver fatto sacrifici per ottenere pochi spicci!!!!!! Grazie per tentare

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    29 Novembre 2020 in 10:10
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    Avendo 56 anni di età e 35 di contributi sono pienamente favorevole a entrambe le misure perché onestamente non ho nessuna voglia di continuare a lavorare fino a 63 anni, come mi impone la legge Fornero, e andare in pensione con 42 anni e 4 mesi di lavoro (perché io mi “becco” pure l’aumento dell’aspettativa di vita bloccato fino al 31.12.2026). Ritengo che 40 anni di lavoro con 61 anni di età, ovviamente per donne come me che hanno carriere continuative, siano più che sufficienti!! Invece in questo momento mi sento imprigionata al lavoro, è come essere in una specie di tunnel dal quale non si intravede il benché minimo spiraglio. Questa sensazione è devastante, mi fa vivere malissimo. Lo so che devo ritenermi fortunata perché ho un lavoro a differenza di tante altre donne che invece tribolano ma non capisco proprio perché io non possa lasciare il mio posto a una donna che è rimasta senza lavoro o a una donna di 30 anni che ancora un lavoro non lo ha trovato! È logico che, alla fine, si crea un esercito di donne con carriere discontinue, rimaste a casa per accudire i figli, che non riescono più a rientrare nel mondo del lavoro o ragazze che a 30 anni ancora dipendono dai genitori. Tutto questo è assurdo all’inverosimile! Poi si perde tempo a cercare soluzioni per permettere a queste donne di andare in pensione, peraltro con un importo così misero da non arrivare a fine mese.

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      30 Novembre 2020 in 17:51
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      Bene quota 100 rosa ma senza il paletto età, chi ha 61 anni e 39 di contributi deve avere la possibilità di andare in pensione. Così chi ha 60 anni e 40 di contributi. Aiutiamo tutte le donne e non solo quelle che riescono a centrare i due paletti. Altrimenti è nuovamente una presa in giro per chi ha iniziato presto a lavorare e ha fatto tanti e tanti sacrifici

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      8 Dicembre 2020 in 18:51
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      Hai ragione! Ma è proprio una donna ad averci ridotto così

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        18 Dicembre 2020 in 3:53
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        Certo opzione donna fino al 2023 ma non solo per chi ha maturato i requesiti 31/12/2020 bensi al 31/12/2022 senno le donne delle classi 1963 e 1964 chi sono ? figlie di un dio minore ?!? Piuttosto meglio alzare di un anno contributivo il requisito, comporta meno diseguaglianza.
        Donatella

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