Riforma pensioni 2021, proposta dei quota 41 al Governo: boom di consensi

Riforma pensioni 2021, boom di consensi per la proposta dei quota 41

In tema della riforma pensioni resta davvero caldo, in molti seguono con attenzione il pressing delle parti sociali che chiedono al Ministro Orlando di poter riaprire il tavolo di confronto sulla previdenza al fine di non arrivare impreparati al 1 gennaio 2022. La quota 100 è in scadenza e si spera di riuscire ad arrivare ad una proposta di riforma pensioni equa che possa soddisfare le esigenze dei lavoratori ed al tempo stesso eviti lo scalone ed il ritorno pieno alla Fornero, mai abolita nemmeno dalla quota 100.

Nei giorni scorsi vi avevamo presentato la proposta condivisa dai due gruppi social ‘Quota 41 per tutti’ e ‘Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti’, che prevedeva 9 punti cardine da cui partire per innovare il sistema previdenziale italiano. Sul nostro sito sono stati in molti a rilasciarci un commento sulla stessa, possiamo dire che i lavoratori patteggiano per tali misure, e soprattutto per la quota 41 per tutti senza penalizzazioni. Misura da troppo tempo ambita dai 41unisti che credono di essere già stati ‘beffati ‘ troppe volte dai vari esponenti politici saliti al Governo. Dunque boom di consensi tra i lavoratori siano essi uomini o donne, riportiamo qui alcuni dei commenti che ci sono stati rilasciati.

Riforma pensioni 2021, 9 punti esposti al Governo: Di cosa si tratta?

In primis vi riportiamo sommariamente i 9 punti cardine, per un maggiore dettaglio potete rileggere il nostro articolo precedente:

  • SEPARARE ASSISTENZA E PREVIDENZA
  • accesso alla pensione con 41 anni per tutti i lavoratori
  • eliminazione definitiva della “aspettativa di vita”
  • accesso alla pensione di vecchiaia con 62 anni di età anagrafica e un minimo contributivo di 20 anni .
  • revisione da subito dei coefficienti di trasformazione
  • uscita dal lavoro con invalidità al 50% e 20 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica
  • Rivedere il sistema di calcolo delle pensioni, contributivo e montante contributivo
  • portare la tassazione Irpef al 5% per le pensioni sotto i 30.000€ lordi annui(come in Germania)
  • per il futuro dei giovani visto che avranno la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo si propone di partire da un minimo fisso non inferiore all’assegno sociale e aggiungere a questo il loro montante pensionistico maturato.

Riforma pensioni 2021, bene la proposta dei quarantunisti: ok ai 9 punti esposti

Giuseppe: “Sono assolutamente d’accordo con la proposta, al massimo 41 anni e 3 mesi di contributi versati indipendentemente dall’ eta’ e dal tipo di lavoro per uomini e donne….che si arrivi finalmente a una decisione….togliere le aspettative di vita….41 anni di contributi o 41 anni e 3 mesi sono una vita di lavoro….rappresenta una soluzione ragionevole per tanti lavoratori”

Yan: Buonasera a tutti, ho iniziato a lavorare a 13 anni e mezzo oltre a fare tutto in casa compreso i figli condivido pienamente con tutti i punti proposti, DOBBIAMO FARE CAPIRE A TUTTI I LAVORATORI quanto denaro viene versato nelle casse INPS annualmente e quanto denaro viene erogato annualmente in percentuale per PENSIONI e ASSISTENZA. 41 PER TUTTI SENZA PENALIZZAZIONI” Ivana: “Concordo su tutti i punti e disponibile per le petizioni”

Edelgard: Sono d’accordo. 41 anni sono piú che sufficienti ma comunque con il sistema misto e non solo contributivo”, Giovanni: “Ottime proposte….la strada è quella giusta”. Daniela: Condivido in pieno specialmente questo commento già espresso: “Con quota 41 tutti gli uomini avrebbero uno sconto contributivo di 1 anno e dieci mesi mentre le donne uno sconto contributivo di soli 10 mesi rispetto alla Legge Fornero. Per correttezza la proposta dovrebbe prevedere lo stesso sconto rispetto alla legge Fornero e quindi 41 anni x gli uomini e 40 anni per le donne. Tuttavia x le donne dovrebbe esserci un ulteriore sconto x il lavoro di cura sempre svolto , x la differenza retributiva rispetto agli uomini a parita’ di ruolo anche se molti fingono di non conoscere , nonche’ x le tante altre disparita’ subite nel mondo del lavoro. Direi, con termini legali , il riconoscimento di un giusto risarcimento”

Monica: “Concordo su tutti i punti. Portiamo avanti questa riforma.” Angela:Complimenti e grazie a questi 2 gruppi per l’iniziativa concreta. Ora sarebbe il caso di firmare in massa e se non bastasse scendere in massa e ad oltranza in piazza, fino allo sfinimento….il loro e non il nostro. È ora che la smettiamo di subire supinamente e che torniamo a farci sentire. È ora che i sindacati facciano proprie queste proposte senza tentennamenti o arretramenti e tornino a fare quello per cui erano nati e che in questi ultimi anni hanno dimenticato: essere in maniera ferma e forte dalla parte del popolo e portare a casa quei risultati che ci spettano, senza cedere mai”.

Paola, aggiunge una proposta all’elenco, chiedendo di inserire il lavoro femminile in quello usurante: “ Buongiorno, la mia proposta è questa equiparerei il lavoro femminile al lavoro usurante in quanto nella generalità dei casi per le mie coetanee nate nel 60, oltre il lavoro a tempo pieno di 41 anni ci siamo sobbarcate la cura dei figli e l’assistenza agli anziani. Ditemi se siete d’accordo”

Anna: Secondo me, tutte 9 proposte sono giuste”, Giorgio:Questa é la strada giusta da percorrere e se serve facciamoci sentire in altri modi”, Giovanni:Una buona base per affrontare la riforma del sistema pensionistico”. Non resta che comprendere se queste proposte possano essere portate sul tavolo in sede di confronto tra Governo e parti sociali, voi dalla vostra ne aggiungereste altre o le condividete?

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20 commenti su “Riforma pensioni 2021, proposta dei quota 41 al Governo: boom di consensi

  1. Bns, La proposta quota 41 dovrebbe essere subito approvata per tutti. Senza penalizzazioni e mista tra retributivo e contributivo. Perchè 41 anni nn sn pochi per nulla! Sia per le donne che per gli uomini. Quota 102 cm 38 di servizio e 64 di età è solo un prendere in giro ancora gli italiani..una VERGOGNA!

  2. Quota 41 per tutti ( 40 per le donne) senza penalizzazioni!
    Uno scandalo che in passato baby pensioni hanno mandato in pensione un esercito di persone a 40 anni di età!!!

  3. Ok quota 41 ma SENZA PENALIZZAZIONI.
    OK ETÀ 62. Per flessibilità in uscita.
    Ma voi pensate che i geni al governo comprendano?
    Il genio SALVINI con l’orribile e ingiusta quota 100? Il genio ORLANDO ministro del lavoro che ieri da Gruber non ha detto nemmeno una parola su pensioni? Gli esperti che commentano sulla pelle degli altri?
    IILLUSI!!! Ve lo dice un già quota 102 ancora al lavoro ( 60,5 + 41,5 di contributi). Dopo aver lottato tanto rimarrò al lavoro finché non mi buttano fuori. E alle mie condizioni … Ecco la soluzione.

  4. Dopo la sentenza di Orlando i sindacati tornano in letargo in questo silenzio assordante almeno ci siete voi bravi fatevi sentire.

  5. Se speri che i Sindacati facciano qualcosa ti sbagli di grosso!!!! Non mettete in mezzo questi che loro sono la disgrazia e la disperazione dei lavoratori

  6. Bisogna che si approvi una flessibilità dai 62 anni, non basta solo quota 41. I lavoratori dovrebbero decidere anche in funzione della loro situazione personale e familiare se lasciare o meno con i contributi maturati fino ai 62 anni.
    Nel mio caso ho iniziato a lavorare a 18 anni ma per 4 anni le piccole imprese con cui ho lavorato non mi hanno versati i contributi. Un tempo, per un giovane senza esperienza, entrare nel mondo del lavoro senza essere assunto fino a quando non dimostravi di valere era normale, s’iniziava così. Se dovessi attendere oggi solo quota 41 andrei in pensione a 66 anni con 45 anni di lavoro effettivo. E’ una cosa ingiusta, credo anche per tante altre persone che hanno iniziato a lavorare a 24-25-26 anni. Mi auguro che i sindacati non permettano solo questa ipotesi dei 41 anni ma anche una età d’ingresso pari a 62 anni, anche con minori contributi versati. Flessibilità significa far scegliere ai lavoratori cosa fare.

    1. Anche io ho iniziato a lavorare nel 1977 in una falegnameria ,ma i miei principali non versavano regolarmente i contributi . Ho lavorato in quella falegnameria dal 77 al 1986, poi mi sono licenziato perché non era possibile continuare così senza assicurare sotto pagato e straordinari mai percepiti. e quindi ad oggi sono in falegnameria quasi 43 anni. Non ne posso più, il lavoro è diminuito così tanto che per poter pagare le tasse quasi siamo costretti ad’andare a rubare ,e veramente una situazione vergognosa. Vorrei sapere
      quanto ancora dovrò rimanere a lavorare per poter dare solo soldi allo stato che non ci viene incontro neanche per sogno. Vorrei sapere anche a che età posso andare in pensione, sono nato nel 1960 ho iniziato a lavorare minorenne, adesso ho 60 anni non vorrei morire di fame in falegnameria.

  7. L’Inps non è il bancomat dell’Italia, in pensione con 41 anni è molto più che sufficiente e senza penalizzazioni e a prescindere dall’età e dal lavoro.
    L’assistenzialismo da parte dell’Inps deve essere solo per i lavoratori e lavoratrici che hanno già versato anni di contributi e che purtroppo non riescono a trovare lavoro, per il resto ci deve pensare lo stato e senza attingere dalle casse dell’Inps.!!
    Quota 100 non ha logica e come tornare alle vergognose pensione baby degli anni 80 !

  8. Concordo lavoro usurante donne x cui opzione donna misto e anni in meno x lavoro di cura, figli e anzi
    ani. Non c’è nulla di più ingiisto che fare parti uguali tra disuguali…

  9. Basta penalizzazioni e giunta l’ora di Quota 41 per tutti che i sindacati
    facciano sentire la loro voce al Governo..

  10. Salve
    Sono favorevole al meritato pensionamento dopo 41 anni di lavoro, immaginando che comunque i nostri giovani frequentando sempre più regolarmente istituti superiori e università e aggiungendo 41 anni di versamenti arriveranno ampiamente sopra i 62/63 anni per il loro congedo……

  11. Martedì 30 marzo 2021
    Prima Pagina
    Pensione di scorta, manca un decreto Lo Stato non paga `
    Dal ”Messaggero”
    Andrea Bassi
    ”Lo Stato non sta versando la quota aggiuntiva di contributi (prevista dalla legge) ai dipendenti pubblici che aderiscono al fondo di previdenza complementare Perseo-Sirio. Questo perché manca un decreto attuativo del ministero dell’Economia. Si va verso il silenzio-assenso per spingere l’adesione alla previdenza integrativa. A pag. 9.”
    Ecco come vanno le realmente le cose…

  12. Ho la cittadinanza italiana e ho 43 anni di lavoro a novembre 63anni di età. Il problema è che 21 anni che ho lavorato come insegnante in Albania qui non mi conoscono. Che devo fare. .?

  13. è stato un errore “regalare” 5 anni con la quota cento, se invece si fosse dato un poco a ciascuno non ci sarebbe ora il problema dello scalone e sarebbe bastato prorogare la norma……

  14. Quando un lavoratore ha maturato quarantuno anni di contributi mi sembra più che giusto che possa andare in pensione lasciando il posto di lavoro ad un giovane che ha bisogno di lavorare per costruirsi un futuro.
    Basta prese in giro, ne abbiamo abbastanza.

  15. Quota 41 per tutti e progetto donna per i prossimi 5 anni .
    Di penalizzazioni ne abbiamo avute già abbastanza!

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