Riforma pensioni 2021, torna in auge la Fornero: l’ Ue ne chiede piena attuazione

In questi giorni non si parla d’altro se non di un ritorno in toto alla Riforma Fornero, ma cosa vi é dietro le direttive dell’Ue che incalzano a dare piena attuazione alla legge Fornero? Se si considera che sono sempre più gli italiani ad aver ben chiaro che dopo la parentesi triennale quota 100, che scadrà nel 2021, nulla sarà cambiato in termini di flessibilità e si tornerà ad uscire a 67 anni, le parole provenienti dall’Europa non rassicurano, anzi allarmano quanti confidavano davvero che dagli incontri tra Governo e sindacati potesse emergere una riforma delle pensioni post quota 100 maggiormente equa. Invece pare che le speranze potrebbero svanire nel nulla, in quanto con l’aggiornamento delle linee guida per l’accesso al Recovery Fund l’Unione Europea ha ribadito che le riforme delle pensioni non saranno ammesse, in quanto queste andrebbero ad incrementare la spesa previdenziale del Paese.

Riforma pensioni 2021, Fornero resiste, Recovery Fund ostacola la nuova riforma?

Da anni incubo degli italiani la Riforma Fornero continua a resistere nel tempo in quanto ha dato, volente o nolente, una certa stabilità al panorama previdenziale garantendo la tenuta dei conti, anche se, molti dicono, a discapito dei pensionandi che dall’oggi al domani si sono visti cambiare al rialzo i requisiti per poter accedere alla quiescenza, nonostante i limiti oggettivi della stessa nessuno in realtà fino ad oggi é riuscito o ha voluto cambiarla o eliminarla.

Tutti sanno che nemmeno la quota 100, voluta fortemente dalla Lega, ha di fatto eliminato la legge Fornero che é tutt’ora vigente e tornerà a pieno regime dal 1 gennaio 2022 in poi, quando anche quanti centreranno i requisiti anagrafici, 62 anni, e contributivi, 38 anni, necessari per uscire con la quota 100 potranno usufruirne, giacché la misura non sarà più disponibile. Purtroppo in molti, soprattutto i precoci, si erano illusi che dal 2022 le cose avrebbero potuto cambiare nell’era del post quota 100, taluni confidavano nel binomio quota 41 per tutti indipendentemente dall’età e flessibilità in uscita dai 62/63 anni per gli altri, invece pare che il Recovery Fund, potrebbe come fa notare Money.it, essere di ostacolo proprio a quella riforma pensioni tanto ambita.

Riforma pensioni 2021, col Recovery fund addio a flessibilità e quota 41?

Nell’ultimo periodo si era anche confidato nel lungo lavoro fatto tra il Ministrero del Lavoro ed i sindacati, si sperava che questo avrebbe portato ad una svolta nel panorama previdenziale, invece pare che l’Unione Europea abbia già detto all’Italia quale strada dovrà seguire per ottimizzare il sistema pensionistico. Le indicazioni di ‘austerità’ paiono portare nella direzione di una conferma della Riforma Fornero, vista come rassicurante dall’Europa in quanto non dispendiosa.

L’Unione Europea ha suggerito all’Italia per poter ottenere risorse per la ripartenza, dopo la crisi Covid, di approvare urgentemente riforme strutturali, il riferimento é a tutto il sistema pensionistico. Una riforma che dovrà seguire una chiara indicazione: “bisognerà dare piena attuazione della Legge Fornero”. Per poter avere accesso alle risorse del Recovery Fund l’Europa fa sapere che non si potranno ripetere gli errori fatti con Quota 100, affinché la spesa pensionistica stia in determinati standard di spesa, insomma difficile pensare ad una quota 41 dal 2022 o ad una qualsiasi forma di flessibilità in uscita a meno che questa non preveda delle penalizzazioni consistenti. Resta anche il dubbio sullo stop almeno fino al 2026 dell’adeguamento alla speranza di vita per quanti escono con la pensione anticipata, la Riforma Fornero aveva infatti stabilito che i requisiti di accesso alla pensione ogni due anni dovevano essere adeguati alla speranza di vita, ma il decreto 4/2019 ha bloccato fino al 2026 questo adeguamento, l’Unione Europea, potrebbe ora chiedere un cambio in tale direzione e dunque un pieno ritorno alla normativa Fornero? Le indicazioni paiono andare in questa direzioni.

Cosa ne pensate delle linee guida fornite, é corretto che l’UE chieda maggiori sicurezze in campo previdenziali e dunque ‘nessuno spreco’ di risorse? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.

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22 commenti su “Riforma pensioni 2021, torna in auge la Fornero: l’ Ue ne chiede piena attuazione

  1. io sono del 1960 , prendo una doppia fregatura; con la quota 100 , che raggiungerei tra meno di un mese andrei in pensione ma non ho i 62 anni; l’anno prossimo la tolgono (2 fregatura); andando l’anno prossimo mi fregano già 1 anno; quanti anni mi devono fregare? l’europa dice: ti diamo i soldi se torni alla legge fornero; allucinante – l’europa dice che mandiamo in crisi lo stato se andiamo in pensione con 41 anni di contributi;- allucinante, , lo stato va in crisi per evasione fiscale- benefici che i signori politici hanno etc

  2. I progetti fanno parte della nostra vita. Li facciamo in base alle nostre capacità, alle nostre disponibilità e alle regole vigenti. Ancora 30 anni fa dopo neanche due decenni di lavoro si poteva andare in pensione. In base a questi criteri tante donne hanno potuto mettere la famiglia al primo posto preferendo far nascere, crescere ed educare i propri figli per poi eventualmente dedicarsi anche al lavoro fuori casa. Ormai stava tramontando la mentalità che solo i maschi potevano studiare e lavorare, mentre il posto delle donne era a casa con i figli.
    Oggi invece, in sole 2 generazioni, sono stati stravolti completamente i requisiti per andare in pensione. Il primo passo è stato quello di uguagliare l’età pensionabile delle donne a quella degli uomini (la differenza di prima di 5 anni riconosceva l’impegno della donna nella famiglia e la sua fragilità rispetto all’uomo) per poi aumentare ancora per tutti di altri 2 anni i requisiti necessari. Alla fine gli uomini devono lavorare 2 anni di più, mentre le donne 7.
    Quindi a una persona di 50, 60 anni la vita lavorativa è stata più che raddoppiata rispetto all’inizio della sua attività, cosa impensabile allora, e i progetti di vita stravolti.
    Pretendere oggi da una donna 50 o 60-enne, che ha dei figli, di aver anche più di 40 anni di lavoro è inaccettabile. Come è stato detto prima, quando queste donne erano giovani hanno potuto ancora dedicare la propria vita al matrimonio, ai figli e alla famiglia e la carriera era al secondo posto. Una volta svolto il suo ruolo di mamma non era facile trovare lavoro. Non per colpa loro, per pigrizia o mancanza di volontà, ma perché il lavoro scarseggiava e da allora non è cambiato nulla. Bisognava cercarlo, aver pazienza, fortuna e grande spirito di adattamento. E ora le mamme vengono punite. Difatti tra chi ha potuto andare in pensione con Quota100 oltre il 75% sono maschi.
    In poco tempo alla donna, sposa, madre che mette al mondo figli e che li fa crescere ed educare, caregiver in caso di bisogno, è stato imposto di assomigliare all’uomo maschio. La maternità, la cura dei cari non hanno più nessun valore positivo, anzi diventano un peso, un ostacolo perché essa deve occuparsi della sua carriera lavorativa per evitare il rischio di non poter avere una sua pensione o almeno una pensione dignitosa.
    Per le donne, però, è stata creata un’uscita chiamata “Opzione Donna”: quando le mancano 6 anni di contributi, con 35 anni di lavoro già fatti su 41 richiesti (cioè il 15% in meno) ed è spesso costretta dalla situazione familiare (genitori non autosufficienti, nipoti) o per motivi di salute a lasciare il posto di lavoro, viene offerta questa possibilità che la penalizza fortemente. E’ stato deciso che tutto il periodo lavorativo viene calcolato in forma contributiva: ma non solo, i periodi di malattia o di congedo per maternità sarebbero considerati inutili per il calcolo delle pensione. In questo modo le donne perdono circa il 35% del suo valore contro il 15% di anni che mancano loro. E’ un vero furto legalizzato. Non per niente questo tipo di uscita dal mondo del lavoro non hanno avuto il coraggio di proporlo agli uomini. Si ritorna al vecchio modello, che pareva andato nel dimenticatoio, della sposa che per ragioni economiche deve sottostare al marito.
    Ultimamente si parla tanto di pensare alle generazioni future, ma ci si dimentica di aiutare le donne oggi, quelle non più giovani alle quali la vita e i principi sono stati stravolti in poco tempo, che si vedono adesso dover lavorare fino alla vecchiaia per raggiungere quei famosi 41 anni di lavoro o 68 anni di età. Le violenze fisiche che le donne italiane subiscono indignano tutti, ma questo tipo di violenza passa nel silenzio assoluto. Ma se non ci fosse stato il loro sacrificio i giovani non sarebbero nemmeno nati.
    In realtà, in Italia, esiste un’altra finestra d’uscita a 63 anni e mentre gli altri paesi lasciano uscire le donne a 60 anni (Polonia) o tutti a 62 (Francia), in Italia occorre avere a casa un invalido al 100% del quale bisogna occuparsi 24 ore su 24. E’ veramente scandaloso!!!
    A queste condizioni alle donne italiane non conviene né sposarsi né tantomeno fare figli, perché sono costrette a fare la carriera alla pari dei maschi. Con le leggi pensionistiche in vigore, voler avere una famiglia tradizionale è pressoché impossibile. Se la donna viene uguagliata al maschio nella vita lavorativa, si comporterà da maschio. Non si sa però chi farà nascere i bambini e si occuperà di loro, perché anche i nonni sono costretti a lavorare. Riassumendo, queste riforme distruggono le famiglie, provocano l’azzeramento delle natalità e il risultato già si vede. E questa sarebbe la politica pro famiglia?
    Prolungare la vita lavorativa che aumenta il livello della disoccupazione in modo sensibile significa anche tener lontani dal mondo di lavoro i giovani, che non possono nemmeno fare progetti e invece di guadagnare i propri soldi con dignità si vedono arrivare il reddito di cittadinanza senza far nulla, pagato con i soldi risparmiati con la legge Fornero.
    Nei mass media si sentono le voci di alcune persone famose ipocrite che appoggiano queste riforme e poi si scopre che esse hanno lasciato il mondo di lavoro a 50 anni.
    Come disse già nel 1980 un protagonista del film “Vizietto II” non conviene essere donna in questo Paese.

  3. Magari un anticipo a 62 anni con contributivo pieno e ripristino APE volontaria che non grava sui conti pubblici?

  4. Bloccare piazze e autostrade per opporsi è l’unica cosa che possiamo fare noi lavoratori non siamo difesi da nessuno e non so’ cosa abbiamo fatto per meritare queste ingiustizie………..

  5. Per prima cosa, la legge fornero, a proposito dell’aspettativa di vita, prevede una cattiveria che va sanata, infatti quando l’aspettativa di vita cresce, la pensione si allontana ma quando questa cala non si torna indietro bensì ci si ferma al punto raggiunto e questo è assolutamente inaccettabile.
    L’articolo dice “Resta anche il dubbio sullo stop almeno fino al 2026 dell’adeguamento alla speranza di vita”. No, non c’è nessun dubbio questo va bloccato non solo fino al 2026 ma per sempre visto che questo parametro opera già anche nel calcolo dell’assegno, quindi rappresenta una doppia penalizzazione.
    Inoltre alla luce di questo articolo (mi permetto di mettere qui il link per chi volesse leggerlo https://www.scienzainrete.it/articolo/speranza-di-vita-italia-caler%C3%A0-di-due-anni-nel-2020/stefano-mazzuco/2020-12-18) che afferma che nell’anno appena concluso questa famigerata aspettativa di vita, si dovrebbe ridurre di ben 18 mesi, impone che qualsiasi misura venga presa per essere equa non può non considerare questo fatto.
    Quindi se alla fornero, che prevede 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 1 in meno per le donne, togliamo i 18 mesi delle riduzione della vita media avremmo a costo zero la quota 41 per tutti, anzi forse sarebbe anche penalizzante pertanto non è affatto difficile pensare ad una quota 41 dal 2022 o ad una qualsiasi forma di flessibilità in uscita e senza che questa preveda delle penalizzazioni.
    Se l’europa non si sente sufficientemente rassicurata, pazienza, noi lavoratori italiani ce ne faremo una ragione e continueremmo a chiedere a gran voce la quota 41 o anche 40 visto che non sapremo di quanto anche il 2021 abbasserà l’aspettativa di vita essendo l’anno appena iniziato.
    Europa che peraltro mi pare non esista nemmeno, visto che ad esempio la Germania ha comperato sottobanco i vaccini e che comunque ha già cominciato a perdere pezzi, vedi brexit.

  6. Se si ritorna alla fornero in piena regola cari miei lavoratori come me tutti in piazza in tutta Italia e autostrade bloccate!!!

    1. Pienamente d’accordo….ma purtroppo noi Italiani siamo un branco di pecoroni…poi dimmi dove sono i sindacati!!
      Per la Fornero cosa è stato fatto? Uno sciopero di 4 ore….per l’articolo 18….8 ore di sciopero…..dovremmo prendere esempio dai francesi…..

  7. Come sarebbe a dire “Nessuno spreco di risorse” ? perché la pensione che percepisce una persona che ha lavorato fino a 62/63 o 64 anni anziché 67 è uno spreco ? Attenzione perché i soldi delle pensioni SONO SOLDI NOSTRI che versiamo ogni mese. Poi che ci sia sperpero è vero, perché come sappiamo c’è tanta gente che a versato pochi anni di contributi ed è in pensione da una vita, mi riferisco ai 15 anni 6 mesi ed 1 giorno, oppure a tutte quelle persone che percepiscono decine di migliaia di euro mensili che non è giusto in raffronto a chi percepisce 500 euro e ci deve vivere, oppure ai furbetti invalidi che TUTTI conosciamo, ma nessuno fa nulla per estirpare questo cancro dalla società.
    Detto ciò e concludo, noi poveri cretini che ci troviamo in un luogo sbagliato, nel momento sbagliato con la gente sbagliata rimaniamo “FREGATI” ulteriormente. Ma mi viene da dire altre due cose, ma lo sanno a Bruxelles cosa ha prodotto la “Fornero” (maga Circe) con gli esodati ? Lo sanno a Bruxelles che noi italiani siamo di carne ed ossa come i francesi, gli spagnoli, i portoghesi i greci ecc. perché loro possono andare in pensione prima senza tante pippe e noi no ???? Non ditemi perché loro hanno minor debito, perché la mia generazione (over 60) ha sempre lavorato duro e pagato in continuazione tasse su tasse, e se siamo stati amministrati male vuol dire che bisogna cercare i responsabili, e non che si colpisce chi oggi si trova ad un passo dalla bandierina e la si vede sfuggire in continuazione.

  8. Ma come si può essere così disumani, così nazisti, con la vita della gente?! Questa non è un’Unione, è un lager! Ma che se li tengano i loro soldi, che poi sono anche i nostri. Penso che se uscissimo fuori dall’Europa staremmo molto meglio, e come noi lo starebbero gli Spagnoli. Ho 63 anni e per 6 mesi non rientro nei 38 anni della quota 100. Speravo tanto nella quota 102, ma ora sembra tutto sfumato.
    Inoltre abbiamo perso Conte, e abbiamo davanti quel buzzurro di Salvini e la prospettiva di Berlusconi al Quirinale! Sembra un incubo, ma purtoppo è tutto vero..

    1. Sarà anche come dice Sandra. Le ricordo che la disumanità, il trattare i lavoratori e i pensionati come polli da spennare sono ormai tipici di correnti appartenenti a quelli che Lei non definisce buzzurri.
      I buzzurri almeno il tentativo di stare CON la gente lo praticano .
      E la quota 102 penalizzata ulteriormente è un’altra disumanità assurda pensata per soddisfare il ricatto dell’Europa.

      1. Non capisco queste persone che quotidianamente si lamentano di Salvini & soci (i quali, in merito alle pensioni, bene o male qualcosa hanno ottenuto) e poi vanno andare a votare proprio coloro che vorrebbero mandarci a riposo minimo a 70 anni ! Mah…

    2. Ormai vai con la vecchiaia (66 anni), sorella!
      PS: mi raccomando adesso che si va a nuove elezioni, continua a votare a sinistra.

  9. Raga, questi sono oramai messaggi che escono a comando (ogni volta che compare il nome o la faccia fornero non bisogna aprire le pagina e girare canale); l’ europa delle nostre pensioni, dopo che sborseranno 200MLD sono l’ ultimo dei problemi. Servono solo a creare tensioni e aumentare il casino intorno al problema. Siamo devastati da questa pandemia e se l’ Italia non riesce a fare SVILUPPO occupazionale e/o economico temo che i risvolti sociali saranno talmente gravi che la pensione sarà il nostro ultimo problema (41 anni contributi età 60, non sò se mi spiego..)
    PS: per non sbagliare di questo articolo (non letto) ho clikkato direttamente sul numwerino dei commenti 🙂

    1. Roberto però se non legge non capisce nulla e non vedo su cosa possa commentare, comunque se va bene a lei, ve bene a tutti 🙂

  10. Buongiorno,Penso proprio che Questa volta non Dobbiamo prendere Lezioni da Questi speriamo Che i nostri Governanti Abbiamo gli Attributi sarebbe anche ora…o no..

  11. Come sempre dobbiamo prendere ordini dai mangiapatate tedeschi, che parlano bene e poi razzolano male e fanno il proprio tornaconto. Quanto ancora dobbiamo dobbiamo sopportare questa sottomissione? Forse non si ricordano come erano ridotti dopo guerra? e che se avessero pagato tutto quello che dovevano non so adesso a che punto erano.
    Tiriamo fuori un po le p..le e facciamoci intendere oppure facciamo come gli Inglesi

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