Riforma pensioni 2021, tra timori e certezze: che ne sarà post quota 100?

Non si placa il dibattito sulla riforma pensioni, cosa potrà accadere post quota 100, si chiedono in tanti, giacché la scedenza della misura temporale é sempre più vicina? Abbiamo esposto nell’ultimo mese le varie proposte che sono emerse da quelle sindacali a quelle del Presidente Inps Tridico per passare alle considerazioni di autorevoli editorialisti dal Professor Cazzola, giusvalorista ed uno dei massimi esperti di pensioni, al Dott Mauro Marino e al Dott Claudio Maria Perfetto. Tutti hanno suscitato accesi dibattiti mettendo spesso dinanzi ai lavoratori la ‘cruda realtà’ e facendo spesso emergere anche le assurdità di alcune proposte fatte dai nostri lettori che vorrebbero una riforma pensionistica ad hoc, ovviamente irrealizzabile.

Difficile, chiaramente, che la prossima riforma previdenziale possa soddisfare le richieste di tutti, ma in molti confidano che talune richieste più pressanti vedano la luce, come: la quota 41 senza se e senza ma, affinché, dicono in tanti, per una volta venga considerato quanti anni uno ha realmente lavorato e gli anni contributivi versati indipendentemente dall’età anagrafica, poi vi é chi confida nella proroga dell’opzione donna e chi opta per la prorga dell’ape sociale. Wal52 un nostro lettore, che così si firma, ci ha lasciato un lungo ed articolato commento che qui vi riproponiamo, in cui fa una sorta di excursus delle ultime bizzarre proposte emerse dai nostri lavoratori, facendo poi una sorta di appello ai sindacati, che hanno la possibilità di interloquire col Governo, affinché si ‘puntino i piedi’ su alcuni aspetti importanti e si scartino proposte a suo dire insensate, tra queste, emerge, tra le righe, anche quella di Tridico che pare, dice, non tenere in conto gli anni di contributi versati penalizzando la pensione se si accede prima dei 67 anni. Una sorta di doppia beffa per chi ha iniziato a lavorare da giovane, dice Wal52. Le sue parole:

Riforma pensioni 2021, ultime proposte: come si possono udire?

Se leggo e poi pongo casualmente a confronto tra loro, alcune delle proposte ne vedo alcune talmente illogiche da risultare stucchevoli; qualcuno mi spieghi come il sindacato non sarebbe in difficoltà solo nel leggerle, si passa da:

Chi troverebbe giusto pensionarsi con l’ultimo stipendio.

Chi ritiene sia equo andare in pensione quando si vuole.

Ai molti che a fatica raggiungono 15 anni di contributi.

A chi vorrebbe cancellare la parte retributiva in quanto lui non la possiede.

A chi si lamenta di non potersi pensionare a causa di anni con buchi contributivi.

Ad altri che si sono impegnati e già con meno di 60 anni possono vantarne oltre 43 di contributi.

Troppe differenze da soddisfare che negano lo stesso concetto ormai abusato di equità davanti al diritto di pensionarsi. Tra le cause vi è che se nei paesi europei più evoluti del nostro, la persona residente ma fiscalmente sconosciuta, viene contattata e invitata a chiarire cosa fa e come vive.

In Italia il paradosso è tale per cui si riesce perfino a restare sconosciuti fino al giorno in cui si chiede allo Stato la pensione sociale.

Troppa disoccupazione, insufficiente ricambio generazionale e soprattutto i molti che lavorano in nero e non versano contributi comportano continui adattamenti peggiorativi nelle regole in fatto di importi e di tempi di accesso.

Riforma pensioni 2021: non potrà mai essere un ‘libera tutti’

Se il mondo ragiona riferendosi al PIL, volenti o nolenti, si è costretti all’interno di un perimetro logico che sconfessa chi propone un futuro basato sul liberi tutti e in fatto di pensioni, con sempre meno denari che entrano dai contributi e i molti che escono per pensioni e per altro dalle casse dell’INPS, saremo sempre più obbligati a subire Leggi Fornero e anche di peggio.

Se per molti l’avvento di quota 100 ha generato scompiglio, ora nei commenti serpeggia il timore di un velato tentativo di soppressione della anticipata per favorire una uscita allargata a partire dai 63 anni.

Niente di peggio che passare dai (62-38) ai (63-20); dall’era dei 100 a quella dei saltafila o di furbetti forse tra i rimasti a lungo sconosciuti al fisco sia per contributi sia per imposte mai versate?

Sessantatre anni in cui concentrare persone con 45 di contributi e altri di soli 20 per poi, tra i due, penalizzare economicamente chi realmente nella vita ha sudato?

Cornuti e mazziati i lavoratori onesti da più di 40 anni è il bell’insegnamento che certe proposte suggeriscono.

Gioco forza deve essere che chi col lavoro sente di aver sostenuto il PIL reclami il diritto di precedenza su altri che per vari motivi, non ne sono stati capaci, o non lo hanno volutamente fare.

Se è ricorrente la retorica su Baby pensionati e politici, va ricordato che tra il 2012 e il 2018, molti lavoratori, loro malgrado, hanno già dovuto attenersi alle regole Fornero tuttora vigenti. Quale sarebbe l’equità nel tempo delle regole, se costoro sono stati costretti a lavorare almeno fino a poter rivendicare l’accesso alla anticipata se non a quella di vecchiaia?

Quale equità per le donne che hanno accettato l’opzione a loro riservata con almeno 60 anni e ora si propone a chi ne ha maturato solo 20 anni si uscire ben prima dei 67 richiesti?

Riforma pensioni 2021, appello ai sindacati: evitate che la commedia peggiori ulteriormente

In questo frangente temporale di fine anno sarà necessaria molta forza sindacale per evitare che la commedia non peggiori ulteriormente la condizione pensionistica di chi possa definirsi un “vero lavoratore”, di chi vive la fabbrica da più di 40 anni.

Innanzitutto dovrà valere da ora in poi il concetto del “mai più regali” in fatto di pensioni, resti il solo adeguamento all’inflazione di un assegno calcolato in base ai propri contributi e valido per tutti; niente più lavori in nero, e se a qualcuno fosse permesso di uscire prima da questo mondo di fatica e qualora poi l’assegno spettante non dovesse bastare: si attacca …!

Che ciascuno di noi continui a mettersi in fila in attesa che arrivi il suo turno, l’importante è che la regola sia valida per tutti, a partire da chi con pochi contributi sia costretto ad attendere il treno dei 67.

Assurdo in questo momento è il solo pensare, che chi fosse in grado di accedere alla quiescenza con i 42,1 o il 43,1 venga costretto, dall’ultimo arrivato, ad attendere i 63 anni per poi pensionarsi con la sola quota contributiva

Voi cosa ne pensate delle considerazioni nel nostro lettore? Le condividete? fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito

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39 commenti su “Riforma pensioni 2021, tra timori e certezze: che ne sarà post quota 100?

  1. SONO COMPLETAMENTE D ACCORDO CON MASSIMO…. NON TUTTI HANNO AVUTO LA FORTUNA DI INIZIARE A LAVORARE A 22 ANNI CON UN LAVORO FISSO E STABILE.
    C E UN FATTORE COMUNE A TUTTI: L ETÀ, A 62, 63 ANNI TUTTI I LAVORATORI DEVONO AVERE IL DIRITTO O LA POSSIBILITÀ FACOLTATIVA DI ANDARE IN PENSIONE

  2. Continuiamo a parlare di equità? Dov’è l’equità se un lavoratore potrà andare in pensione a 63 anni e 20 di contributi e uno che ha 61 anni e 41 di contributi no? Altra iniquità dopo quota 100? Oppure altro pasticcio come il RDC (principio giusto ma organizzazione e gestione assurda).

  3. Secondo me la vecchia proposta di legge Gnecchi/Damiano del 2013 mai presa in seria considerazione potrebbe essere la soluzione al problema post quota 100. Andetevela a leggere signori per favore!
    È ancora attuale e percorribile. Solo se lo si voglia….

  4. Perfetto
    La penso come il Sig. Antonio
    Chi come me non ha perso tempo nel 84 tra superiori, leva, e caccia ad un impiego
    Per un futuro da costruire Non sa quando può riposare dopo decenni di ininterrotto
    Lavoro
    Se sapevo che andava cosi mi sarei anch’io preso i miei spazi…..
    Tanto lavoro e impegno per avere cosa?????
    Si per avere i giovani svogliati e sui divani
    Intanto sanno che lavoriamo noi per loro..
    Iniziamo a responsabilizarli Tirandoli dentro al mondo reale!

  5. ci sono sempre state 2 tipi di pensione e sarà sempre cosi il problema che saranno più basse per tutti
    sia chi ha 40 anni di contributi, e chi ne ha 20 di contributi.. fortunati chi ha avuto la possibilità di farsi la pensione integrativa ,dopo 43 anni di lavoro avrò € 900,00 questa e vera Dignità !!!!

  6. Sono pienamente d’accordo con Wal52. È assurdo privilegiare chi ha 20 anni di contributi e 63 di età e penalizzare chi, come me. ne ha 41 di contributi e 58 di età. Si vuole dare un tetto all’età, bene; si vuole dare un tetto età/contributi, bene ma si deve necessariamente dare un tetto ai massimi contributi versati, come era una volta.

  7. trovo assurdo che una persona che abbia lavorato per 41 anni non possa andare in pensione perchè non ha raggiunto una certa età ma che ci possa andare chi ha versato meno contributi ma ha già raggiunto l’età richiesta
    Trovo sia uno schiaffo a chi si è rimboccato le maniche fin da giovane

    1. sono d’accordo, a febbraio prossimo anno ho 41 anni di contributi e nella mia azienda ho visto andare in pensione chi aveva solo 38 anni di contributi con la quota 100 ed io che avro’ 62 anni nel 2022 niente..
      Ora dicono che quota 41 costa troppo , stanno cercando di mandare in pensione abbassando l’importo piu’ possibile…è veramente vergognoso

  8. Tutto questo can can è dovuto solo e unicamente per un problema che si è voluto (volontario o non volontario) di dare agio a mille idee per andare in pensione.
    Facciamo in modo di ripristinare quanto fatto dai padri fondatori del nostro bellissimo paese.
    Si va in pensione in base ai contributi versati punto e basta
    41 per tutti chi non ne ha spiace per lui si dovrà accontentare di cosa passa il convento

  9. CONDIVIDO PIENAMENTE QUELLO CHE WAL52 HA SCRITTO …AGGIUNGEREI UNA SOLA COSA…
    PER CHI NON VERSA CONTRIBUTI ALLO STATO LAVORANDO IN NERO , NON VENGANO CONSIDERATI NEMMENO PER IL CALCOLO DELLA PENSIONE MINIMA …
    ANCHE COSÌ SI COMBATTE L’EVASIONE !!!!
    TROPPO BELLO OTTENERE PRIVILEGI CHE NON SI SONO GUADAGNATI !!!
    UN PO COME PER IL GREEN PASS GIUSTO???
    NON NE SEI PROVVISTO NON PUOI FARE CERTE COSE ,
    NON HAI VERSATO I CONTRIBUTI , NON VI È DIRITTO AD UNA QUOTA PENSIONISTICA ….
    QUOTA 41 PER TUTTI È UN GIUSTISSIMO TRAGUARDO E BASTA QUOTE 96 ,92, 100.ECC ECC
    E PIU CONTROLLI SULLE AZIENDE CHE SFRUTTANO IL LAVORO IN NERO …

  10. Sono d’accordo. È assurdo privilegiare chi ha 20 anni di contributi e 63 di età e penalizzare chi ne ha 42 di contributi e 62 di età. Come si fa a parlare di equità!!! I motivi per cui ci sono 22 anni di differenza di versamenti posso essere tanti, validi e no, ma per cortesia non diciamo che c’è equità. Si farebbe lo stesso errore del RDC, che così come si sta applicando ha messo sullo stesso piano i volenterosi e attivi con i nulla facenti e chi vuole solo lavorare in nero o i datori di lavoro disonesti che preferiscono pagare in nero, basta chiedere ad alcuni datori di lavoro di attività stagionali di questa estate. Continuiamo a penalizzare chi questo paese lo tiene in piedi con sudore e sacrificio!!!

  11. mi rivolgo a Wal 52; bellissima disamina hai fatto: i problemi però sono: Unione Europea che ha detto a Draghi: ti do i soldi del ricovery found ma non tocchi le pensioni; torna la legge fornero e siamo quasi tutti fottuti; ti dico quasi tutti perchè per gli industriali è un’ottima cosa sfruttare la legge per sfruttare i lavoratori più che possono; adesso protestano perchè Orlando fa qualcosa contro di loro per evitare le delocalizzazioni all’estero in paesi dove la manodopera costa pochissimo; alla fine noi che lavoriamo, che le tasse le paghiamo, ce la mettono nel culo; e in particolare noi del 1960 più volte inculati dato che ho visto quest’ anno gente più vecchia di me di pochi mesi andare in pensione e io ho raggiunto non quota 100 bensì 101 e come me tanti altri e qualcuno 102; vedremo in questi mesi che schifezze faranno; poi alla fine diranno che non c’era il tempo per fare nulla e moltissima gente gli crederà; vorrò vedere che cosa faranno, le forze politiche che cosa decideranno, Salvini che si sbracciava tanto e adesso non parla nemmeno di Pensioni e altri…. 18 settembre data importante e voi sindacati svegliatevi; mentre dormite o peggio la gente non sta male, muoreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
    capito grandi……………………………………………………………

    1. Concordo quasi sempre con wal52, con Franco Giuseppe, con la rabbia di Lastrucci e di Paoloprof.
      Un anno e più fa parlavo degli effetti del “decorso
      Del tempo” e avevo formulato una ipotesi riforma che solo dopo i sindacati hanno condiviso e portato avanti, con poca convinzione per adesso .(.ancora minore quella di partiti e governo).il tempo passa, e produce effetti su tutti i pensionandi. E cosi, con il prossimo novembre mi ritroverò e 42 di contributi, con colleghi che, anche con 4 anni in meno di lavoro mi hanno salutato, loro si pensionati! E altri continueranno ad andarsene con meno contributi di me, grazie alla straordinaria “cristallizazione” dei diritti.
      Noi del 1960, siamo solo “cristallizati” sul luogo di lavoro (ovvero sequestrati).
      Un ‘altra cosa: mi innervosisco molto a leggere molti di noi che sono diventati esperti economisti, quasi statisti, e trovano le ragioni per questa situazione di m…a (debito alto, l’europa, il piano concesso all’italia, l’inps in difficoltà, Tridico e le schifezze che propone….) nessuno o quasi a contestare evasione fiscale, lavoro nero, mafie
      varie o anche altre spese dello stato. Mi fanno incazzare quelli che la spesa pensionistica
      è insostenibile ma non hanno un ‘idea di spesa militare o in infrastrutture inutili o in salvataggi industriali senza senso, redditi di cittadinanza mal concepiti…
      A questo punto o lotta dura o proprio nulla di fatto ,tanto quota 43 ce l’ho dietro l’angolo, che , tra ferie arretrate e un po’ di decadimento senile, sono arrivato alla “maledetta” o… “benedetta”
      Fornero. (Che mi tocca dire..).
      Un saluto con affetto a tutti e ai gestori del sito.
      Paolo

  12. Chi non.lavora.non fa l’amore….e non deve avere la pensione Inps…date loro un sussidio di cittadinanza …prendendo i soldi da chi ne ha moltissimi….chi ha 40 di contributi versati deve essere considerato lavoratore modello…non povero coglione che ha pagato il conto per tutti..

  13. La proposta di Tridico mi appare molto sensata: in pensione a 63 o a 62 anni con 20 anni di contributi. Credo che passerà. Io desidero avvalermene. D’altra parte è facoltativa. Ottima!

  14. Io penso che 41per tutti sia piu che sufficiente e i sindacati lo devono farlo approvare perforza altrimenti quelli nati nel 60 sono i piu penalizzato e basta ma quanto deve lavorare una persona sindacati sveglia

  15. Buongiorno dire questo è pesante e una sconfitta sociale..ma con la Signora Fornero che gira nei palazzi ci manderà in pensione ho con i famosi 43 anni di contributi (come ha già espresso l’Europa) come da legge bloccata aspettativa di vita fino 2026 ma il grande dilemma resta con i 63/64 Anni di età con quanti contributi ,,Speriamo Sempre in 41 Per Tutti.

  16. Quota 41 e basta! Non si discute siamo stanchi di continuare a versare soldi e non essere sicuri di riprenderceli. Diamo il lavoro ai giovani, noi abbiamo sostenuto abbastanza chi è in pensione da più di 40 anni e beati loro che se la sono goduta.
    Riguardo all’aspettativa di vita valutiamola tra 10 anni quando chi è andato in pensione superava la soglia dei 67 anni poi vedremo se non sarà cambiata in peggio.

  17. Premesso che, come già scritto varie volte, la quota 100 era comprensibile e valida in quella parte che consentiva a chi, ultrasessantenne e disoccupato di lungo corso di accedere alla pensione; Premesso che è comprensibile che alcuni lavoratori abbiano un anticipo causa lavori usuranti e pericolosi per se e per gli altri, detto questo, stiamo ancora qui a domandarci cosa sarebbe meglio dopo la quota 100. Dopo aver regalato la pensione a chi ha lavorato meno e versato meno, cosa ci potrà mai essere di meglio per chi è rimasto soggetto alla legge Fornero ? Il danno alla logica pensionistica e ad eventuali aggiustamenti della legge Fornero, provocato dalla quota 100 è difficilmente risanabile. Tutto ciò che verrà sarà obbligatoriamente punitivo e costringerà moltissimi lavoratori a sperare che non cancellino la Fornero. Incredibile ma vero !!!!

    1. hai proprio ragione, l’ho pensato anche io…incredibile…visto che continuano a dire che quota 41 non è sostenibile….e aggiungo io grazie a tutte le ruberie… non resta che veramente sperare nella Fornero con 41 anni e 10 mesi.

      1. Sbarbi60: 41 anni e dieci mesi (più finestra) per le donne ma per gli uomini sono 42 anni e dieci mesi (più finestra), in pratica 43 anni di contributi…

  18. Concordo con chi ha scritto. Sembra davvero che ognuno voglia una riforma fatta ad hoc per la propria posizione. Finita quota 100 occorre anche lasciare che chi puntava ai 41 anni e 10 mesi per le donne e un anno in più per gli uomini, possa andare. Altrimenti davvero chi ha lavorato e pagato i contributi rimane sempre penalizzato

  19. La proposta dei sindacati accontenta tutti, sia chi ha iniziato presto a lavorare e chi invece, ha relativamente pochi contributi dopo i 60 anni.
    Hanno anche dimostrato che e sostenibile come proposta, per cui non ci sono scuse per non attuarla!

  20. Buongiorno
    A parte svariate proposte chiaramente assurde, in questa babele – anche tenendo conto dei vincoli relativi ai fondi europei – credo che entro l’anno verranno apportate solo piccole modifiche o estensioni ai provvedimenti validi fino al 2021, ad esclusione di “quota 100”.
    In particolare le cosiddette:
    – APE sociale
    – Opzione donna
    – Pace contributiva.
    Riguardo quest’ultima ritengo sensato che la possibilità di “coprire” i “buchi” contributivi possa essere estesa anche a chi ha iniziato a lavorare e versare contributi prima del 1996.
    In questo modo si può accelerare l’ottenimento dei requisiti per la pensione anticipata, secondo la “Fornero”, per un notevole numero di “aspiranti” al pensionamento che hanno una quota di calcolo nel regime retributivo.
    E quindi contribuire ad attenuare il cosiddetto “scalone” di cui tanto si parla.
    Grazie

    1. questa pace contributiva per quelli dopo il 1996 e’ fatta da matematici alla faccia dell’equita’ , l’ennesimo ragionamento calcolato per fregare chi avrebbe dei diritti

  21. I nostri padri e i nostri nonni hanno ottenuti diritti sul lavoro anche per noi rinunciando anche allo stipendio per giorni o settimane o anche mesi. Penso che andare in piazza non sia più sufficiente. L’unica cosa che potrebbe smuovere qualcosa è che tutti i lavoratori di qualunque età ma che fanno il loro lavoro qualunque esso sia con passione e precisione smettessero di lavorare contemporaneamente e consecutivamente per 1 mese.
    Io sarei disposto a dare parte di quei pochi soldi risparmiati per aiutare quei lavoratori che non fossero in grado di sostenere un tempo così lungo. Purtroppo dobbiamo fare da soli perché i sindacati sono stati comprati dalla politica con il business della previdenza integrativa.
    Una ipotesi alternativa è coinvolgere nella protesta le piccole imprese ed in particolare quegli imprenditori, in Italia per fortuna c’è ne sono ancora tanti, che considerano la loro impresa come un figlio e i loro dipendenti come collaboratori indispensabili. In questo caso si potrebbe pensare di interrompere i versamenti riguardanti il costo del lavoro e metterne il 50% nelle buste paga dei lavoratori e il 50% reinvestite nell’azienda stessa. Altrimenti temo che purtroppo si continuerà ad assistere alla LOTTERIA DELLE PENSIONI: chi pesca il biglietto fortunato ci va e tutti gli altri aspettano.

  22. In effetti signora Erica, come Lei dice è impossibile accontentare tutti ma soprattutto è impossibile accontentare specifiche categorie/combinazioni di età/contributi, rimanendo in un contesto di equità e sostenibilità.
    Personalmente ritengo che chi non ha contributi se la deve mettere via e accettare il ritiro per vecchiaia con il massimo assegno che gli sia possibile ottenere. Viceversa chi ha versato 40 anni DEVE poter scegliere il ritiro dalla vita attiva a qualunque età anagrafica senza incorrere in iniqui e penalizzanti ricalcoli dell’assegno.
    Non è possibile che per salvare il sacro PIL si vada a penalizzare chi quel PIL l’ha costruito in anni e anni di lavoro. Purtroppo questo semplice principio morale (perché di moralità si tratta) pare non entri in testa ai politici (e pazienza, cosa pretendiamo da loro?) ma nemmeno ai sindacati che dovrebbero essere in prima linea nelle lotte di rivendicazione sociale e economica.

  23. Sulla base delle considerazioni di wal52 e necessario fare chiarezza ovvero io che sono d’accordo con la prposta Tridico (avendo purtroppo per i casi della vita solo 32 anni di contributi e 62 di eta) penso che questa deve essere AGGIUNTIVA a quelle già previste, quindi chi ha maturato i 42 o 41 DEVE andare in pensione (piena), mi pare però giusto che io possa andare con la proposta Tridico e giustanente DECURTATA all inizio.
    Questa a mio parere si chiama libertà di scelta, non togliere diritti acquisiti agli altri. Saluti

  24. Ritengo sia opportuno avere solo 2 tipi di pensione : pensione anticipata e pensione classica con 41/42 anni di contributi e che ognuno possa riscuotere sulla base dei contributi versati. La pensione anticipata
    a 63 anni con 20 anni di contributi dovrà essere un opportunità per coloro che ultrasessantenni sono disoccupati da vari anni e che non troveranno più un lavoro . Non è assolutamente vero che chi ha poco più di 20 anni di contributi sia il solito furbetto sconosciuto al fisco, altrimenti si potrebbe parlare anche dei pensionati che continuano a lavorare a nero .

  25. CHE PURTROPPO A RAGIONE IL PRESIDENTE DELL’INPS TRIDICO. SE NON SI REALIZZA LA SUA PROPOSTA FRA UN PO DI ANNI SI RICOMINCIA DA CAPO. LA SUA PROPOSTA E LA MENO ONEROSA A LUNGO ANDARE . E DRAGHI LO SA PERCHÉ BISOGNA SEGUIRE L’UNIONE EUROPEA . ABBIAMO UN DEBITO PUBBLICO ALTISSIMO E QUESTO SICURAMENTE NON AIUTA

    1. Sig.ra Rinalda, il debito pubblico era altissimo ed è aumentato anche quando è stata varata la quota 100, eppure è stata emanata lo stesso. Si sapeva già allora che era ingiusta, iniqua, costosa e che avrebbe creato lo scalone eppure se ne sono fregati.
      Ci vuole spiegare a noi ignoranti perchè la proposta Tridico è la meno onerosa e soprattutto per chi è meno onerosa. Con la quota 100 sono andati in pensione a 62-38 con l’assegno retributivo+contributivo, con la proposta Tridico si andrebbe in pensione con 63-41 con il solo contributivo per tot anni. E’ per questi ultimi lavoratori che la proposta è molto onerosa e vorremmo capire perchè chi ha lavorato di più e versato di più deve accollarsi il debito creato da norme insulse.

  26. Basta partire dal presupposto che gran parte dei contributi che abbiamo versato non sono lì a maturare nel tempo per noi ma sono già stati spesi e non sono più disponibili per capire che qualsiasi scelta si faccia questa graverà sulla fiscalità collettiva. Ammettiamolo una volta per tutte. Così nessuno potrà pretendere nulla, nè chi lavora da più di 40 anni, nè chi si è laureato, ha iniziato a contribuire più tardi ma in modo più cospicuo in forza di retribuzioni più alte. Inutile lagnarsi quando si è stati tutti silenti nel consentire che ciò accadesse. Ora siamo in gioco con tutti gli altri commensali per cercare di accaparrarci una fetta di torta, e non siamo certo in una posizione di vantaggio. In assenza dell’unica auspicabile soluzione (che però potrà riguardare solo le generazioni future) ovvero che le posizioni contributive vengano gestite come farebbe una qualsiasi assicurazione privata, buon per chi può approfittare di leggi a lui favorevoli.

    1. Gentile Pieffe, tutto giusto quello che dice, soprattutto nella parte che “è inutile lagnarsi quando si è stati tutti silenti nel consentire che ciò accadesse “, penso si riferisse all’emanazioni di leggi sbagliate. Poi però termina con la frase: ” buon per chi può approfittare di leggi a lui favorevoli” e quindi sembra che Lei le accetti che ci siano leggi favorevoli per qualcuno. Hoibò !!

  27. Volevo far presente a tutti coloro che parlano di quota 41, affermando che, a parer loro, sono gli unici che hanno lavorato tanto e duramente, che esiste una categoria di persone come il sottoscritto, che ha alle spalle” solo” 36 anni di contributi e 63 anni di età, senza tenere conto di tanti altri che hanno lavorato duramente, e non hanno questo privilegio perché hanno lavorato alle dipendenze di soggetti che non hanno versato loro i giusti contributi, persone che non riescono a trovare uno straccio di lavoro, perché considerati già” vecchi” dal punto di vista lavorativo, e che si devono accontentare di sopravvivere in attesa di arrivare a 67 anni, senza pensare a come ci può arrivare, perché secondo le statistiche le aspettative di vita si sono allungate. Raccontiamolo a chi ha problemi di salute, a chi è solo, a chi ha fatto lavori pesanti nella sua vita, a chi tutti i giorni cerca onestamente di trovare un lavoro e trova solo dei no, oppure ” le farò sapere”. Pensate anche a questa categoria di persone, che si accontenta di ricevere una pensione modesta, ma onesta, che permetta loro di vivere dignitosamente, senza dover elemosinare ogni volta la possibilità di lavorare ed essere autonomi. La vita non è fatta di statistiche, ma di persone che hanno il diritto di vivere gli ultimi anni della loro vita con dignità.

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