Riforma pensioni 2021, Uil a Tridico: confrontarsi su Quota 41 e uscita dai 62 anni

Pensioni, parla proietti

Nell’articolo di ieri avevamo riportato le considerazioni di Roberto Ghiselli relativamente alla relazione Annuale del Presidente Inps Tridico, il segretario confederale della Cgil non solo aveva richiesto la rapida riapertura del tavolo di confronto tra Governo e sindacati, ma si era detto altresì contrario all’uscita con 64 anni e 36 di contributi con il ricalcolo contributivo o la liquidazione a 62 anni della sola pensione maturata nel regime contributivo.

Quest’oggi invece riportiamo le considerazioni di Domenico Proietti, segretario Confederale della Uil, che sempre partendo dai contenuti della relazione annuale di Tridico che evidenziano la necessità di una maggiore flessibilità di accesso alla pensione, ipotizzando vari scenari, ritiene si debba necessariamente puntare post quota 100 ad un’uscita intorno ai 62 anni, alla valorizzazione del lavoro di cura delle donne e alla possibilità di uscire con quota 41, in fondo precisa: “41 anni di contributi versati devono bastare per andare in pensione a prescindere dall’età”. Le sue parole:

Riforma pensioni 2021, Uil al Governo: aprire rapidamente tavolo di confronto

Come riporta l’ultima Nota stampa rilasciata all’Ansa, la Uil chiede in primis che il Governo e nello specifico il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Orlando fissi una data per la riapertura del tavolo di confronto con i sindacati, procastinare ancora sarebbe inutile, é tempo di puntare sulla flessibilità in uscita: “L’ Unione Italiana del Lavoro chiede al Governo di aprire rapidamente un tavolo di confronto con i sindacati sulla previdenza. La Relazione Annuale del Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, dice il segretario confederale della Uil Domenico Proietti , prospetta vari scenari sulla necessita’ di introdurre una maggiore flessibilita’ di accesso alla pensione

Ecco allora le proposte della Uil al Goveno affinché si possa tornare a parlare di reale riforma delle pensioni post quota 100: “La Uil ritiene che si debba introdurre una flessibilita’ piu’ diffusa alla scadenza di Quota 100, intorno a 62 anni, anche utilizzando il lavoro della Commissione istituzionale sui lavori gravosi“. Poi si rivolge nuovamente al Governo con una sorta di appello: “Chiediamo al Governo di rompere gli indugi ed aprire un tavolo di confronto con i Sindacati per continuare ad introdurre elementi di equita’ e giustizia nel nostro sistema previdenziale“.

Riforma pensioni 2021, Proietti: ecco le misure prioritarie oltre a quota 41

Per Domenico Proietti bisogna avere anche una progettualità futura quando si parla di pensioni, proprio per questo le nuove generazioni non possono essere dimenticate solo perché al momento distanti dalla pensione, anzi: “Va affrontato subito il futuro pensionistico dei giovani, che in questi anni sono stati penalizzati dalla precarieta’ dei rapporti di lavoro, poi il pensiero é rivolto, cosa che ad onor del vero Porietti ha sempre fatto, alle donne, egli infatti chiede che il Governo affronti anche la questione del “riconoscimento del lavoro di cura delle donne e della maternita’ ai fini della contribuzione“.

Poi tra gli obiettivi post quota 100 resta sempre la concessione della quota 41, in quanto secondo la Uil “41 anni di contributi versati devono bastare per andare in pensione a prescindere dall’eta’.

Poi conclude affermando che le ipotesi proposte sono tutte realizzabili in quanto sostenibili dal momento che la spesa pensionistica é in linea con quella della media europea, ma affinché il dato sia evidente a tutti é fondamentale il lavoro della Commissione istituzionale che si sta occupando proprio di scindere la spesa pensionistica da quella previdenziale: “Sono proposte concrete e sostenibili con l’ammontare della spesa pensionistica italiana, che come emergera’ dalle conclusioni della Commissione istituzionale per la separazione della spesa pensionistica da quella assistenziale, sono in linea con la media europea”.

34 commenti su “Riforma pensioni 2021, Uil a Tridico: confrontarsi su Quota 41 e uscita dai 62 anni

  1. Per quanto ne comprendo e faccio simulazioni avendo iniziato a versare i primi contributi nell’estate del 1977 per poi lavorare continuativamente da gennaio 1981, la mia PENSIONE MISTA sarebbe determinata dalla somma di 3 QUOTE con pagamento dell’assegno dal giorno 1/12/2022, dopo aver rinunciato a OPZIONE DONNA (un furto) e manco QUOTA 100 per 13 giorni.
    La prima “QUOTA A”, appartenente al fondo lavoratori dipendenti alla data del 31/12/92, determinata in base alla anzianità alla data succitata sulla media degli ultimi 5 anni di contribuzione precedenti la data di pensionamento.
    La seconda ”QUOTA B”, appartenente al fondo lavoratori dipendenti è determinata sulla anzianità contributiva maturata e compresa tra le date 1/1/93 e 31/12/95.
    La terza “QUOTA C”, appartenente al fondo lavoratori dipendenti individuata come CONTRIBUTIVO e calcolata moltiplicando la somma dei contributi accreditati e rivalutati per un coefficiente di trasformazione correlato alla età del lavoratore (il famoso MONTANTE).
    La somma delle tre QUOTE (A+B+C) nel mio caso (633+156+1386 = 2175 settimane di lavoro) mi permetterà di raggiungere la Pensione Anticipata secondo le regole Fornero, stabilite in 41anni e 10mesi di versamenti.
    In verità dovrò lavorare ancora ulteriori 3 mesi nei quali non viene pagata la pensione. In totale saranno non meno di 2188 settimane (42,1 anni) alla “veneranda” età di 62 anni e 11 mesi.
    Più o meno in queste situazioni siamo tantissime donne, ma anche uomini nei diversi rapporti!
    E ora leggo in rete e le riporto nel virgolettato le parole del dottor Tridico; per andare in pensione dai 62-63 anni parla di QUOTA, di uscita con assegno calcolato con il contributivo, di 67 anni per ottenere l’altra QUOTA, e dice che ne sta parlando con il ministro Orlando (come fossero dei carbonari) in quanto il sindacato sa poco o nulla.
    “Andare in pensione dai 62-63 anni solo con la quota che si è maturata dal punto di vista contributivo. Il lavoratore uscirebbe dunque con l’assegno calcolato con il contributivo e aspetterebbe i 67 anni per ottenere l’altra quota che è quella retributiva.”
    SINDACATI ci spiegate di cosa STANNO PARLANDO! Mi auguro non intendano applicare queste idee anche alle pensioni anticipate con requisiti stabiliti validi fino al 2026.
    Siete certi che non ci porterete a rimPIANGERE la dottoressa Fornero.

  2. Io insisto nella mia proposta/progetto: assegno pensionistico variabile nel tempo e in particolare in diminuzione nel tempo fino ad arrivare al limite all’importo sociale dopo i 90 anni.
    In pratica la stessa cosa che viene fatta dai fondi pensione, anche se in forme diverse e di fatto mascherate. Infatti, contrariamente a quanto molti (tutti o quasi?) credono, la pensione integrativa NON è una vera pensione. Può essere al limite un vitalizio ma in questo caso l’importo è veramente ridotto all’osso rispetto a quanto si è versato nel fondo.

  3. Questi politici incassano i contributi dei lavoratori….. sono come le volpi alla guardia del pollaio….
    l’ occasione rende il politico….

  4. Per favore, guardiamo in faccia la realta’ ..:
    Il “sistema” vede il mezzo secolo di contributi (obbligatori) come una tassa (differenziata) a carico del lavoratore ..
    A valle di questa pluridecennale tassa “si cerca” di “concedere” l’assegno della PUBBLICA PREVIDENZA.
    Per tutta una serie di motivi che conosciamo, sappiamo che:
    1) i tempi della tassa si allungano e si allungheranno sempre piu’!
    2) l’importo dell’assegno diminuisce e diminuira’ sempre piu’!
    3) Il numero “di anni” per cui l’assegno verra’ erogato diminuisce e diminuira’ sempre piu’ (la stragrande maggioranza dei miei colleghi di lavoro sono morti – prima dei 70 anni – per patologie cardio-vascolari .. di cancro .. o altre malattie degenerative)
    4) Occorrera’ in futuro, direzionare sempre piu’ le suddette risorse (ex contributi del lavoratore) verso le varie casse integrazione … reddito di c. … sanita’ … Ecc.. ecc..
    ERGO: stiamo solo sprecando fiato e tempo!!!
    Saluti

    1. Buon giorno.
      Cosi va questo mondo!
      Eppure quando andavamo in bicicletta, quando eravamo fortunati se facevamo le ferie in un alberghetto ad una stella e mandavamo magari i figli in colonia, quando avevamo il bagno in cortile e si comperava un anno la lavatrice alla moglie, l’anno dopo il frigorifero e ben dopo il televisore eravamo “più felici”.
      Ora che molti di noi hanno l’illusione di avere quasi tutto, ci accorgiamo che il “sistema” o la “società” non funziona”.
      Concordo: stiamo sprecando solo fiato.
      Saluti

  5. Ma dove viviamo per chiamare Pensione Anticipata con 41/42 anni di contributi ma dove vivono ma quando parlano dove hanno la ‘testa’ ma si rendono conto cosa vuol dire timbrare un cartellino ogni giorno per tutti questi anni potete dire quello che volete.. e Vergognoso ……….

  6. A prescindere dal fatto che non credo che anticipare la soglia della “pensione anticipata” a 41 anni e quindi di 10 mesi per le donne e di 1 anno e 10 mesi per gli uomini possa far saltare le casse dell’INPS, (allora il reddito di cittadinanza cosa avrebbe dovuto comportare ………………….?).
    Se questo fosse il vero problema allora per equità la proposta di Tridico: anticipare la vecchiaia a 62 anni con liquidazione contributiva fino al 67° anno dovrebbe essere estesa anche a quota 41 cioe: la pensione liquidata con il contributivo dai 41 anni ai 41e 10mesi ed ai 42 e 10 mesi per poi, raggiunte queste soglie passare alla liquidazione con il sistema misto.

  7. Sindacati sveglia, le cose sono 2: vi stanno prendendo per il c..lo oppure siete d’accordo con il governo e state facendo il solito teatrino. Come ho già scritto in passato stiamo arrivando a settembre ed il governo dirà che è tardi per fare una riforma delle pensioni e non faranno nulla e questo d’accordo con i sindacati che ci stanno prendendo per il c..lo

    1. Il sindacato si piegherà davanti al governo come sempre, bandiere, striscioni ed aziende che chiudono dopo i loro accordi. Toppo compiacenti

  8. La proposta di Tridico è stata pesata ed è risultata mancante.
    Mancante perchè non tiene in considerazione i lavoratori che hanno già contribuito con 40 anni di contributi. Queste persone hanno diritto alla pensione, possibile che non si voglia riconoscere la verità. Dopo 40 anni di lavoro le persone devono poter decidere se restare o continuare – e dopo 42 anni bisogna obbligarle a ritirarsi per lasciare spazio ai giovani.
    Ma il sindacato che fa?? possibile che non organizzi una grande manifestazione ad oltranza per farsi valere??

    1. Buongiorno Orlando.
      Sono d’accordo.

      Però la parola obbligare non è mai pertinente, anche quando sia usata nel casi in cui una persona acceda alla pensione e poi (perché le leggi non lo vietano) continui a lavorare come lavoratore dipendente (magari nelle medesima società).
      Non avrebbe senso in una nazione nella quale si debba distribuire RdC a chi non trova o a chi non vuole occuparsi permettere questo “combinato disposto”.

      Dove prestavo servizio anni fa era in uso licenziarsi appena maturato il diritto pensionistico per poi, di comune accordo col datore di lavoro, essere riassunti a distanza di un solo mese.
      Si è arrivati ad avere oltre il 10 % di occupati in questa situazione (quanto la percentuale di disoccupazione nazionale).
      Pensione e poi rioccupazione, una pacchia economica a fine mese, anche se tassata quale cumulo dei due redditi.
      Ricordo che la bistrattata quota 100 lo impediva!

      Io ritengo che tali situazioni andrebbero maggiormente disincentivate, in particolare quando la pensione ti permette già una vita più che dignitosa.
      Ma impedirla ai redditi da pensione bassi comporterebbe di farlo anche per quelle alte …. e costoro non lo permetterebbero mai!

  9. Giusto pensare anche al futuro ma NON disperdete troppe energie in questo senso, tanto e purtroppo quando i giovani di adesso si troveranno nella nostra situazione, tutto quello che i migliori esperti del momento avevano “pianificato” in precedenza sarà solo aria fritta. Ne è dimostrazione il fatto che quando noi eravamo nella loro situazione la “favola” era che si sarebbe andati in pensione con 35 anni di contributi, invece siamo qui a “bestemmiare” per vederci riconosciuto che dopo 40/41 anni la nostra parte l’abbiamo fatta e NON stiamo chiedendo nulla di piu’ che sia ONORATO un NOSTRO DIRITTO. Ah! Non chiamatela ANTICIPATA, perchè chè chè ne dicano professori ed economisti vari, dopo 40/41 anni di contributi, chi ha anticipato Pecunia siamo Noi…… ADESSO E’ ORA DI RESTITUIRCELA !

  10. 41 e basta!! Specie per i precoci come me che a 15 anni gia’ lavoravamo!
    non scendiamo a compromessi, 41 e senza penalizzazzioni !

  11. 41 anni bastano e avanzano a prescindere dall’età!!!!! E forse x le donne anche qualcosa di meno. Ci rendiamo conto che una donna lavora anche a casa? Non tutte le donne lavoratrici hanno una colf…e dopo una giornata di lavoro devono pensare a tutto il resto… Ma purtroppo i nostri governanti hanno il culo caldo e la pancia piena…

  12. Pensione a 63 anni con il minimo di 20 anni di contributi per i disoccupati di lungo corso che non troveranno più un lavoro.

  13. ALLA FINE FARANNO UNA SCELTA CHE NON PIACERÀ A NESSUNO ….NON CREDO,PIU IN NESSUN POLITICO
    NON ANDRÒ PIU A VOTARE E SPERO CHE COME ME FACCIANO IN MOLTISSIMI….
    LAVORERO FINCHE MI TOCCA MA DA ME PIU NESSUN POLITICO RICEVERÀ IL MIO VOTO ….

    1. Buongiorno Franco.

      La capisco, ma ritengo sbagliato non votare perché qualcuno, comunque, vincerà sempre e magari sarà quello che le era più inviso.
      Per il resto concordo.

      Saluti

  14. Certo 41 bastano e avanzano…
    Io ho iniziato a 16 anni e per averne 41 pieni ne dovrei fare 43 in quanto sono state sottratte delle settimane non pagate.

  15. Signor Proietti sento parlare di 62,64,anni con 38 di contributi versati, e poi io che lavoro da quando avevo 17 anni io che ho 42 anni di contributi versati non posso andare in pensione ma che uguaglianza è Ma perche’ non ci tutelate con questi del governo che non immaginano come può sentirsi uno che dopo 42 anni ancora si alza alle 6 di mattina per andare a lavoro. Signor Proietti se non si può fare 41 per tutti, almeno per i precoci senza paletti e senza decurtazione perché 42 anni bastano e avanzano

  16. Vorrei che si prendesse in considerazione chi ha perso il lavoro e ha trenta anni di servizio….perché non vagliate la possibilità di una quota 92 pur con qualche penalità…..parlate di 41 anni di 36 anni e chi non li ha potuti fare? Per favore rispondete

  17. Sono una guardia giurata intanto il nostro lavoro non è tra quelli usuranti mentre polizia e carabinieri hanno un anno ogni cinque di bonus , chi fa le pulizie è lavoro usurante, fare il trasporto valori dopo 60 anni…… Ma per favore, il nostro lavoro non è stare seduti dietro una scrivania in tranquillità 41 anni di contributi sono già troppi

  18. Attenzione che qua ci vogliono rifilare una fregatura ci fanno uscire prima e ci rifilano il contributivo e sono tutti d’accordo sindacati governo tridico tutti d’accordo personalmente a me di uscire con 41 anni di lavoro e prendermi il contributivo rimetterci 500 €600 al mese quando ne ho già 42 di lavoro e me ne devo fare solo uno non me ne frega assolutamente niente

  19. E’ ora di finirla con questo teatrino….
    Le richieste dei lavoratori sono poche, semplici, e chiare. Quota 41 e uscita dai 62 anni senza penalizzazioni. Se il ministro Orlando non intende convocare le parti sociali, mandiamolo a casa, “del resto mi chiedo cosa abbia fatto fino ad oggi”. Iniziamo una lotta dura, con tutte le sigle sindacali unite per chiedere a gran voce quanto condiviso e la protesta deve proseguire fino all’ottenimento dei risultati, senza indietreggiare di un solo millimetro. A chi ci dice che non ci sono i fondi si risponda che i versamenti sono stati fatti e che quindi i soldi si devono trovare e/o risparmiare da altre parti, magari partendo proprio dagli stipendi, dai compensi e dalle pensioni dei politici.
    Lotta dura ad oltranza. Questa sarà la vera prova dell’utilità dei sindacati e della loro sopravvivenza futura.

  20. Bisogna dare futuro a quanti dopo questa maledetta pandemia hanno perso il lavoro. 62 anni sono tanti per chi si ritrova con 41 anni di contributi senza uno stipendio. Oppure fateci lavorare.

    1. Ma di che state parlando? 41 anni? E basta … Pensate a un 30enne che DEVE lavorare ININTERROTTAMENTE fino a 71 È UNO SCHERZO VERO?

  21. Buongiorno, esatto:
    “41 anni di contributi versati devono bastare per andare in pensione senza penalizzazioni a prescindere dall’eta’ “.
    Questa deve essere la frase da dire in continuazione a chi siede al Governo di questo Paese..
    vi abbiamo “votato” noi per stare li dove siete e non solo per fare i vs interessi, ma per trovare delle soluzioni alle persone e queste soluzioni devono essere eque e per la gente che ha sempre lavorato onestamente, noi si che abbiamo LAVORATO onestamente….
    Il popolo e’ qui che aspetta la vostra decisione, ma se non sara’ quella giusta , allora penso che verra’ meno la pace sociale e ne trarrete voi politici in primis tutte le conseguenze , voi la causa delle eventuali ingiustizie sociali.
    saluto
    Massimo

    1. Ma perché il vincolo età e contributi nel resto dell’Europa NON esiste…. Perché l’inserimento del massimo contributivo? Perché l’impossibilità di riscattare un diploma quinquennale requisito minimo per accedere alla laurea? Le 3 scimmiette ok

      1. Esiste! Esiste!
        Credo che in Germania però esista il riconoscimento gratuito degli anni di studio tecnico e universitario compresi tra i 17 e i 24 anni
        Saluti

  22. I sindacati tutti hanno ben chiaro cosa chiedono i lavoratori:
    bene, testa bassa e pedalare a fare il loro mestiere, che è quello di farsi portavoce delle istanze dei propri rappresentati, arrivando se necessario alla proclamazione di stato di agitazione.
    Basta proclami, lavorare. Dimostrare che si serve a qualcosa.

    1. Chi sono i sindacati? Coloro che permettono che l’ente sia all’interno delle commissioni di invalidità e ben più altro?

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