Riforma pensioni 2021, ultime al 10 gennaio su quota 41: la lettera alla Catalfo

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 10 gennaio 2021 giungono da una nostra lettrice, che a seguito di uno dei nostri ultimi articoli in cui annunciavamo le intenzioni della Catalfo di mettere in piedi una riforma delle pensioni entro giugno ha deciso di tradurre in lettera i desiderata di molti lavoratori, specie quanti hanno alle spalle un numero maggiore di contributi versati, che non tollerano, davvero più, soluzioni tampone e a termine che tagliano fuori la maggior parte dei lavoratori. Eccovi le sue parole

Riforma pensioni 2021, la lettera alla Catalfo: subito quota 41 senza limiti anagrafici

Vincenza, ci manda in privato su messanger la lunga lettera che vorrebbe poter inviare al Ministro del Lavoro Catalfo, al Presidente del Consiglio Conte e a tutti i sindacati che avranno l’arduo compito, nei prossimi tavoli di confronto col Governo, di portare a casa una riforma previdenziale strutturale e maggiormente equa post quota 100. Il tono della missiva, inutile negarlo, é chiaramente polemico, specie alla luce degli ultimi rumors che vedrebbero l’ipotesi di una quota 102 a seguito della quota 100 in scadenza il 31/12/2021.

Ministro Catalfo, Presidente del Consiglio Conte e sindacati tutti …. é stata fatta una grande ingiustizia aver messo per la quota 100 (che scade nel 2021) il paletto dell’età anagrafica di 62 anni per ottenere il pensionamento. Possibile che non capiate che non è solo l’età anagrafica che usura e stanca il lavoratore ma anche gli anni di lavoro?

Per questa ragione é evidente che dopo 40/41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, si deve poter andare in pensione senza alcuna penalizzazione al sistema Misto (retributivo/contributivo) per quanti hanno lavorato fino al 1995.

Riforma pensioni 2021, una richiesta accorata di giustizia: dopo 41 anni é un diritto

Così Vincenza nel suo lungo appello accorato: “E’ un dovere morale dello Stato, é un diritto di ogni lavoratore, la pazienza che in questi anni di promesse mai mantenute, anche prima della quota 100 ci era stata promessa la quota 41, é stata tanta ora é finita. Non siamo più disposti ad essere presi in giro, non noi che lavoriamo da una vita e non ce la facciamo più a continuare a lavorare. Non vi permetteremo di giocare ancora sulla nostra pelle!

La nostra é una richiesta accorata di giustizia: Allora se davvero, sindacati e politica, Salvini compreso volete riscrivere e cambiare la Legge Fornero, e dal momento che in tutti i Tg é stato detto che per vi sono risparmi per circa 7 miliardi derivanti dal mancato utilizzo di quota 100, allora perché non usare questi soldi per fare una vera riforma delle pensioni? Scriita per una volta davvero con gli occhi dei lavoratori, che si basi su 2 sole uscite:

  • QUOTA 1OO dai 60 anni d’età e 40 anni di contributi dal 2021
  • E QUOTA 41 PER TUTTI DAL 2022 NATURALMENTE SENZA ALCUNA PENALIZZAZIONE? Non sarebbe semplice e più equo per tutti?

Voi cosa ne pensate delle proposte di Vincenza, le condividete? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito, saremo lieti di aprire un dibattito costruttivo su tale tematica

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

33 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2021, ultime al 10 gennaio su quota 41: la lettera alla Catalfo

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    12 Gennaio 2021 in 19:22
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    A prescindere di tutto quando inizieranno a lavorare i nostri giovani? se noi che abbiamo iniziato a lavorare presto non possiamo andare in pensione? io penso che con 40 o 41 anni di contributi e sessant’anni, e, madre, moglie, dopo una vita ha viaggiare per raggiungere il luogo di lavoro e poi si aggiungono anche i problemi di salute, dico pensione con 40 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica.

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    12 Gennaio 2021 in 15:51
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    Credo sia giunta l’ora, per gli eletti della politica, di mettere un punto fermo al chiacchiericchio da BAR su un tema così delicato che riguarda la vita di tantissimi lavoratori che sognano il momento del meritato riposo.
    Dopo 41 anni di lavoro sia esso in miniera o in ufficio una persona al diritto di scegliere cosa fare del proprio futuro, a maggior ragione se appartenente ai cosidetti soggetti deboli ( includo anche i malati di malattie gravi ed immodepressi)
    Perchè non si vuol capire………?.

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    12 Gennaio 2021 in 7:44
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    Sono d’accordo con Vincenza, dopo 41 anni di lavoro si deve poter andare in pensione indipendentemente dall’età! E senza penalizzazioni! Per superare la Quota 100 in scadenza a fine 2021 , al massimo proporre una quota 100 con 60 anni + 40 di contributi, ma sempre SENZA PENALIZZAZIONE.

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    11 Gennaio 2021 in 17:46
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    Leggendo tutti i commenti, noto che qualcuno evidenzia il fatto che si parli solo della quota 41 forse dimenticando che la quota 100 è già venuta in soccorso di chi ha avuto una carriera discontinua. Infatti i casi sono due : O avete iniziato a lavorare a 24 anni in regola o avete avuto carriere discontinue per vari motivi, l’INPS non riconosce altre varianti come il lavoro in nero. Nel primo caso viene consentito di pensionarsi con solo 38 anni di lavoro effettivo, nel secondo caso viene appunto incontro a chi ha accumulato meno contributi. Il lavoro in nero è un’entità astratta, non certa e documentabile. Inoltre vorrei ricordare che anche chi sta continuando ad andare in pensione con la legge Fornero, 43,1, può avere 1-2 anni di lavoro in nero e anche questi non vengono conteggiati. Mi auguro che qualcuno non pretenda di aver conteggiati anni di lavoro sulla base di una semplice dichiarazione verbale e senza aver versato i dovuti contributi.

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      12 Gennaio 2021 in 10:07
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      Egregio sig. Franco, se la Sua risposta è riferita a me le dico subito che forse io non mi sono spiegato bene oppure lei che non mi ha capito. Nessuno chiede che vengano conteggiati i periodi in “Nero” ma .. magari che si dia la possibilità a costoro di poter coprire in qualche modo quei buchi contributivi ante 96. Non mi risulta che i casi siano solo di due tipi, credo che la casistica sia talmente variegata che non è assolutamente possibile ricondurla a due tipologie, le faccio un esempio, chi a versato alcuni anni nelle casse professionali (Architetti, ingegneri, geometri) e poi è passato ad altro tipo di contribuzione, NON può utilizzare quegli anni per quota 100. Come vede quei pinco pallini (compreso il sottoscritto) sono tagliati fuori. Provi a vedere a quante donne viene preclusa la possibilità di arrivare a 38 anni di contributi causa famiglia, maternità e quant’altro, ed anche a loro viene precluso un diritto, magari se hanno fortuna arriveranno ad avere 38 anni di contribuzione quando hanno 66 anni di età. Si è mai chiesto perchè si parla sempre del riscatto della laurea e non di riscatto di un qualunque periodo (nel quale non sono stati versati i contributi) ma quella persona se non ha versato ci sarà stato pure un motivo. Lei sa che il riscatto della laurea può essere utilizzato solo se attinente ai successivi versamenti ? faccio un esempio: se io mi sono laureato in ingegneria, e comunque successivamente anziché fare l’ingegnere mi metto a fare … il camionista, la laurea non può essere riscattata, è giusto questo ??
      Buona giornata sig. Franco, e come dice Giuseppe Cruciani …. Questa è l’Italia.

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        12 Gennaio 2021 in 15:47
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        Ecco, questo è uno dei tantissimi casi scandalosi di questa povera italia. Se uno ha dei contributi versati in qualsiasi cassa dovrebbero essere validi a tutti gli effetti. Dovrebbe essere l’INPS a richiedere alla cassa di pre-appartenenza, il ritorno dei contributi da Lei versato a quella cassa. Sono d’accordo con Lei.

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        12 Gennaio 2021 in 15:52
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        Il riscatto della Laurea anche quella dovrebbe essere sempre riscattabile. Ci sono corsi che hanno questa possibilità e non vedo il motivo per cui una specializzazione non possa essere riscattata.

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    11 Gennaio 2021 in 12:29
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    Sarebbe il minimo che un lavoratore dovrebbe ricevere, non gli viene regalato niente, solo qualcosa di cui ha diritto e che la legge Fornero ha ingiustamente cancellato e non ha fatto le giuste distinzioni fra lavoro e lavoro, questo è la cosa peggiore e che andrebbe riconsiderata , certamente poi gli hanno di lavoro contano più dell’età anagrafica.

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    11 Gennaio 2021 in 12:22
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    Buongiorno,
    nulla da aggiungere alla lettera della signora Vincenza da inviare al Sig. Ministro.
    Sta bene salvaguardare chi ha avuto carriere discontinue e via dicendo, ma non credo che sia più tempo di dimenticare chi ormai ha già compiuto i sessant’anni e lavora da più di quaranta.
    Per questi lavoratori, con quota 102 con un paletto anagrafico di 64 anni si tratterebbe di un automatico ritorno alla legge Fornero.
    Dopo aver raggiunto 41 anni di contributi vi assicuro che è frustrante non sapere quando poter ritirarsi liberamente dal lavoro solo perché si hanno “solo 60 anni” !!!!
    Che sia una quota 102 matematica o 41 anni per tutti. ( 40 sarebbero più che sufficienti ).
    Grazie infinite per l’attenzione.
    Roberto

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    11 Gennaio 2021 in 11:45
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    NON SONO D’ACCORDO.
    Perchè c’è tantissima gente che ha oltrepassato già da molto tempo i 60 anni, ma per una serie di vicissitudini della vita non è riuscita ad avere una contribuzione continua (anche perchè il “Lavoro Nero”) non è stato inventato oggi, ma esisteva anche quando abbiamo iniziato NOI ultrasessantenni. Quindi di conseguenza i 40 o 41 anni di contributi sono UNA CHIMERA, soprattutto per le donne.
    E’ necessario trovare un ventaglio di soluzioni di uscita sia con un cospicuo numero di anni di contributi versati, (40-41) ma anche con un’età accettabile svincolata dal paletto contributivo, considerando comunque che l’anzianità prevede il minimo di 20 anni. E’ tanto difficile da capire questo concetto ??

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      12 Gennaio 2021 in 11:41
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      Infatti Pietro,
      le richieste inviate a suo tempo dal sindacato, erano appunto in quella direzione; cercare di rendere equo il sistema e coprire le casistiche che poi non sono centinaia.

      Una età ” VIVIBILE” , che NON sono certo i 64 anni proposti dal Governo!! per dare una vera flessibilità a chi vuole lasciare il lavoro, età unita ad un numero di anni di contributi NON esagerati e sicuramente MENO di 40.
      Unita a questa scelta anche quella dei 41 anni di lavoro indipendentemente dall’età.

      PURTROPPO a fronte di quei 14 punti TUTTI di buon senso e che possono realmente dare una scelta per programmarsi una vita , per dare prospettive ai giovani, giustizia ai lavoratori,
      il Governo cosa ha pensato ??
      Di proporre una INDECENTE quota 102 ! 38 anni e 64 di età !

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    10 Gennaio 2021 in 22:28
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    Condivido fermamente la proposta di poter andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età e senza penalizzazioni. Non è giusto per noi che abbiamo vissuto il pensionamento con 15 anni di contributi di un grande numero di donne di età tra i 30-35 anni, perché iniziavano a lavorare prima della maggiore età e alle quali venivano riconosciuti fino a 3 anni di aspettativa retribuita per la nascita di 1 figlio. Penso che lì è stato il grande sbaglio e non è giusto che si ripercuoti su di noi che lavoriamo da una vita. Già è stato introdotto il sistema misto. Io sono arrabbiata e chiedo fermamente di considerare le aspettative di un grande numero di donne che in questi anni raggiungeranno 41 anni di contributi effettivi e che ritengono doveroso avere la possibilità di ritirarsi dal lavoro con una pensione equa e non ridotta al 50 per cento rispetto ai colleghi andati in pensione 2-3 anni fa. Perché i precoci? Io ho una invalidità del 75 per cento, ho una madre invalida totale che assisto, ho iniziato a lavorare a 19 anni e ho 41 anni di contributi

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    10 Gennaio 2021 in 20:50
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    41 anni di lavoro sono più che sufficienti, ma cosa ci vogliamo aspettare da questo giverno , e facile gestire il problema seduti ad un tavolo in giacca e cravatta,parlare non della tua pelle ma di quella di migliaia di persone che alla soglia dei 60anni si alzano per andare in fabbrica alle 5 del mattino io non mi aspetto niente di buono.

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    10 Gennaio 2021 in 19:30
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    Sono d’accordo con la proposta della Signora Vincenza.

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    10 Gennaio 2021 in 19:24
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    Quanto scritto da Vincenza e bibbia. Io mi auguro di cuore che tra un po di soldi recuperati da quota 100, che non vengano a dire che se si prende 2/4 miliardi dal recovery non e possibile piu spiace dirlo ma ha breve nel conteggio inps da marzo 2019 a marzo 2020 mancheranno 60/70 mila persone a stipendio.Quindi ci sono tutti I presupposti per seguire quanto scritto da Vincenza altrimenti penso che l autunno 1969 non e niente rispetto al autunno 2021

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    10 Gennaio 2021 in 19:13
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    Non una parola in più alla proposta della sig.ra Vincenza.
    Ora, inoltrare a chi ha in mano le ns. vite .
    Erica aiutaci a fare arrivare questo appello.

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    10 Gennaio 2021 in 18:39
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    Sono d’accordissimo con quanto scritto da Vincenza.
    La pazienza è finita!

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    10 Gennaio 2021 in 16:58
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    L’ho detto e lo ribadisco . 40 anni di lavoro sono più che sufficienti per andare in quiescenza. Per le Donne basterebbero anche 35 , bastano e avanzano . Poi bisogna ragionare su una quota di età per uomini e meno per le Donne , per il semplice motivo che dobbiamo considerare tutti i lavoratori che per svariate causa a loro non attribuibili , hanno perso il lavoro alla soglia dei 60 anni e non raggiungono i 40 anni di contribuzione . Con aziende che chiudono e questa crisi in atto difficilmente si troverà lavoro ai ultra sessantenni. E chi non rientra nei paletti ? Io trovo giusto che in questo periodo la soluzione migliore sia FLESSIBILITÀ IN USCITA .

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    10 Gennaio 2021 in 16:19
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    Qui si parla solo per tutti quei lavoratori che hanno avuto la fortuna di aver trovato un lavoro con assunzione, perché non c’è preoccupazione per tutti i lavoratori che per tirare avanti è stato costretto a lavorare senza assunzione, e quando è stato assunto però con lavoro discontinuo, sfortunato dai 18 anni e sfortunato dai 60 anni che non ha i contributi e non ce la fa più a lavorare, non ci fanno contare i contributi figurativi a causa del lavoro discontinuo

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    10 Gennaio 2021 in 15:21
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    Sono d accordo con la proposta di Vincenza soprattutto per chi e’ disoccupato , per esempio io ho 60 e 40 anni di contributi sono in naspi e pur avendo un curricum di tutto rispetto non riesco a trovare lavoro nessuno ti vuole a 60 allora perché non in pensione,,,

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    10 Gennaio 2021 in 14:56
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    Perfettamente d’accordo con la sig Vincenza

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    10 Gennaio 2021 in 14:56
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    Magari, sarebbe giusto per tutti i lavoratori.
    Sarebbe giusto anche dare la possibilità ai lavoratori assunti prima del 1/1/1996, per il riscatto contributivo dei buchi contributivi.
    Trasformando i versamenti retributivi, ante 1/1/1996, in contributivi.
    Allargando la legge “Pace contributiva” ai lavoratori assunti prima del 1/1/1996, sarà economicamente abbastanza elevata, ma sarà il lavoratore a decidere.
    La citata legge ha dato un numero elevato di domande di adesione al riscatto tempi non fiorenti.
    Allora dovrà essere applicata anche prima.

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    10 Gennaio 2021 in 13:52
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    Brava Vincenza,siamo in tantissimi a condividere il tuo pensiero- richiesta, speriamo che chi deve sentire e capire non faccia orecchie da mercante.

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    10 Gennaio 2021 in 13:36
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    Con tutto rispeto, io o lavorato 25 ani in romania adesso a 62 ani di vita sono hai pensionata qui,nel mio paese ma per anii lavorati in ITALIA come domestica dove o fato di tutto e di piu la lege italiana per 12 ani lavorati nu mi fa pensionare .Perche,io nu merito di godermi la fatica, devo esere meta morta????

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    10 Gennaio 2021 in 12:38
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    Le proposte della Signora Vincenza di equità e giustizia si scontrano palesemente con le proposte dell’articolo di ieri del Sig. Marino che invece propone di rinnovare la quota 100 per altri tre anni che tanto a lui non importa delle iniquità che ha creato, infatti ne è stato beneficiato. Ogni giorno che passa, ogni articolo che viene scritto sulla questione pensioni, dimostra ampiamente l’assurdità della quota 100 e della grave e difficile situazione che ha lasciato. Quello che rimarrà sotto gli occhi di chi non guarda solo agli interessi personali è che quella norma è stata uno spregio alla decenza.

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    10 Gennaio 2021 in 11:52
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    Sono assolutamente d’accordo con la sig. Vincenza, è una proposta molto ragionevole, non credo ci sia niente altro da aggiungere. Sono convinto che se si mettesse ai voti su questo sito la proposta arriverebbe facilmente al 100% dei consensi.

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    10 Gennaio 2021 in 10:52
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    Brava Vincenza!
    Sono assolutamente d’accordo con le tue proposte, sono giuste ed eque;
    sono semplici e chiare, senza sotterfugi strani!
    Il sindacato, e noi tutti, dovremmo lottare per ottenerle.
    Brava!

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    10 Gennaio 2021 in 10:36
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    Buongiorno Vincenza,
    tanti over sessantenni non raggiungono 41 anni di contribuzione e non hanno più la capacità di sopportare il peso di una giornata lavorativa. Hanno il diritto di vivere la loro età con dignità.

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      11 Gennaio 2021 in 17:53
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      Sono d’accordo con Lei Sig. Mauro. Ci sono tanti lavoratori che oggi hanno già 66 anni e 37 di contributi e sono ancora sulle impalcature mentre chi ne ha 62-38 e magari era seduto dietro una scrivania è già in pensione.

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    10 Gennaio 2021 in 10:30
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    Buongiorno, credo che quanto esposto sia sacrosanto, dopo 41 di lavoro è assolutamente un diritto accedere alla pensione, giusto anche ribadire che la pazienza, per chi sta aspettando questa giusta modifica e quindi tornare ai 41 anni di contributi è terminata!

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    10 Gennaio 2021 in 10:29
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    Buongiorno a tutti ,vorrei dire che la disoccupazione giovanile è fuori controllo se non vanno in pensione gli anziani ad un’età congrua da poter avere un ricambio generazionale tra qualche anno il numero dei pensionati sarà più alto di chi lavora,chi pagherà le pensioni?secondo me i conteggi andrebbero fattti in questo senso, le finanze ci sono vanno usate bene.Sindacati e Salvini fate quello che serve le persone sono stufe.

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    10 Gennaio 2021 in 10:03
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    Direi che la proposta è perfetta

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