Riforma pensioni 2021, ultime Cgil: ok annuncio riapertura tavolo, ora risposte

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni sono finalmente positive e di apertura da parte del Ministro del lavoro Orlando nei confronti della discussione circa le proposte sindacali, tant’é che si parla, dopo tanti mesi di solleciti ed attesa da parte di Cgil, Cisl e Uil, di riapertura del tavolo di confronto sulla previdenza.

Pubblichiamo quanto ci ha da poco comunicato Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, che si dice sollevato dal fatto che il Ministro Orlando si sia finalmente deciso di dar seguito alle continue sollecitazioni delle organizzazioni sindacali concernenti la ripresa del cantiere previdenziale. Di seguito quanto dichiarato da Ghiselli, commentando le dichiarazioni del Ministro Orlando al Question time al Senato.

Pensioni 2021, Cgil: bene l’annuncio della ripresa del cantiere previdenziale

E’ importante che il ministero del Lavoro, dopo le innumerevoli sollecitazioni delle organizzazioni sindacali, abbia finalmente deciso di aprire il tavolo sulla previdenza, dice Ghiselli, commentando le dichiarazioni del Ministro Orlando al Question time al Senato.

Per poi aggiungere: ” Restiamo pertanto in attesa della convocazione per conoscere quali saranno le risposte concrete che il Governo dara’ alle proposte contenute nella Piattaforma sindacale” Tali proposte ricorda Ghiselli sono state fatte con l’obiettivo unitario di giungere ad una riforma delle pensioni che punti alla flessiblità in uscita dai 62 anni o dai 41 anni di contributi indipendentemente dall’età.

Poi il segretario confederale della Cgil, elenca per sommi capi quali sono le proposte prioritarie contenute nelle 11 che nella giornata di ieri sono state inoltrate direttamente al Ministro Orlando, proposte di cui vi avevamo a lungo parlato nell’articolo di ieri, che qui potete rivedere.

Riforma pensioni 2021, Ghiselli tra le proposte: l’ uscita dopo 62 anni o con 41 anni

Così in conclusione Ghiselli che le ricorda semplificandole: “Proposte che vanno nella direzione di una riforma che consenta una flessibilita’ in uscita dopo 62 anni o con 41 anni di contributi, interventi che riconoscano il lavoro di cura e delle donne, i lavori gravosi, aiutino i disoccupati con eta’ avanzata e le categorie fragili, offrano una prospettiva previdenziale ai giovani e al lavoro povero, tutelino il potere d’acquisto delle pensioni”. “

Temi che il sindacato, unitariamente, rilancerà con l’iniziativa nazionale del 4 maggio, a cui parteciperanno i tre segretari generali a cui lo stesso Ministro Orlando, lo ricordiammo, é stato invitato inoltre l’accesso é libero possono dunque anche partecipare alla ‘piazza virtuale‘ anche i cittadini interessati.

Sarà certamente nostra cura comunicarvi, non appena ne avremo certezza, la data di convocazione del Governo nei confronti delle tre sigle sindacali, che non sappiamo se avverrà prima o dopo l’inizitiva nazionale del 4 maggio. Vi pare un primo segno di apertura quello del Ministro Orlando o una risposta dovuta e di cortesia dato il continuo pressing? fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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36 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime Cgil: ok annuncio riapertura tavolo, ora risposte

  1. Mamma mia, rabbrividisco quando leggo dei commenti che accettano ancora prima di discutere col governo la proposta di penalizzazioni fino a 67 anni.
    Ma siete dei lavoratori con stipendi elevati oppure siete dei pensionati che commentano; tanto le probabili disavventure sono per gli altri?
    Questo è il paese nel quale gli accordi hanno il valore della carta straccia.
    Pazzesco.

  2. Sì, ma la penalizzazione non deve durare per tutta la vita: solo fino al compimento dei 66 anni e deve essere ragionevole! niente contributivo obbligatorio!!!

  3. D’accordo con Mauro:
    Il sindacato deve puntualizzare senza ambiguità quanto segue:
    Chiediamo e dobbiamo ottenere questi tre punti:
    1) con 41 anni di contributi si va in pensione col sistema Misto e senza penalizzazioni!. (POTREBBERO BASTARE ANCHE 40)
    2) Uscita anticipata con 62 anni.
    3) tutto il resto.
    E aggiungo che se se serve si va tutti a ROMA e PROTESTIAMO PER UNA SETTIMANA INTERA –

  4. CI MANCA QUOTA 41 TUTTA CON IL SISTEMA CONTRIBUTIVO .. COSÌ LA LEGA CHE IN QUESTO MOMENTO SI STA RIEMPENDO LA BOCCA CON QUESTA PROPOSTA SENZA SPECIFICARE L’INGHIPPO, SI GIOCHERÀ COMPLETAMENTE LA FACCIA. QUESTI SIGNORI CI MANDEREBBERO IN PENSIONE DOPO 41ANNI DI LAVORO .. OVVERO? .. TRE ANNI IN PIÙ RISPETTO A QUOTA 100 CHE NE PREVEDEVA 38 E UNA PENSIONE ADDIRITTURA SUPERIORE POICHÈ CALCOLATA CON IL SISTEMA MISTO!!! COMPLIMENTI!!! NON AVRETE MAI PIÙ IL MIO VOTO! NON SIETE PIÙ CREDIBILI! CHE DELUSIONE.

  5. sono d’accordo per la richiesta dei 41 anni di contributi PER TUTTI,
    CARO SINDACATO I LAVORI USURANTI CE DA TRIBULARE PER CHIEDERLI
    IO LAVORO A FARE SCAVI PER TELEFONIA MA I NOSTRI CONTRATTI SONO METALMECCANICI
    VISTO CHE LI ABBIAMO PERMESSO DI FARE QUESTI CONTRATTI OPERAI CHE LAVORANO PER STRADA
    SOTTO LA PIOGIA E ……………………………………… 41 PER TUTTI SIAMO STANCHI

  6. Salvo non sparare cazzate se uno ha lavorato 41 anni come me e ha 55 anni significa he da bambino era in cantiere sveglia e cosa dovrei aspettare quota 100????

    1. Buon giorno Dorino.
      Comprendo bene che una persona che ha iniziato a versare contributi a 14 anni ne abbia le tasche piene e voglia pensionarsi prima di una ipotetica quota 100 (ormai morta) che prevedeva uno dei due parametri essere 62 anni di età.
      Se non erro, quando all’inizio il governo gialloverde iniziava a parlare di una quota, circolava il numero 64 come età alla quale riferirsi (proprio come accade ora).
      Quello che io credo essere ancora l’obbiettivo reale dei governi su mandato d’Europa è: “allineare anagraficamente le pensioni europee il più in alto possibile” in quanto, sebbene il Covid abbia provocato una mortalità di anziani pari o superiore a una guerra, resta il fatto che la prospettiva di vita di chi la scampata resta ancora molto alta.
      Prova ne è nei fatti (con 500miliardi di debiti in meno) la riforma Monti si basava: innanzitutto su un innalzamento repentino della età per pensionarsi a cui poi aggiungeva lo stop al retributivo con la creazione del misto; unica ancora di salvezza che ora tenteranno di scipparci.
      E il commento più significativo e attuale della dottoressa Fornero resta: “chi paga”.
      Con simpatia.

  7. Poche donne hanno potuto usufruire di quota 100 perchè poche riescono a raggiungere 38 anni di contributi, figuriamoci 41! E non per nostra volontà. La nostra unica speranza è una uscita ad una età più accettabile (e 62 anni mi sembrano già tanti) e il riconoscimento del lavoro di cura. Perchè meno contributi per noi donne non vuol dire meno lavoro o meno stanchezza. Abbiamo sostenuto il peso del welfare di questo paese da decenni e sono decenni che ci viene promesso un riconoscimento che non arriva mai. Dovremmo quanto meno essere incluse nelle categorie del lavoro usurante. Non vi dimenticate delle donne!

  8. sono d’accordo per la richiesta dei 41 anni di contributi, pensate però per chi ha più di 62 anni di età con 36 anni di contributi, e magari da giovane ha lavorato senza percepire contributi, dovrà essere di nuovo penalizzato, se dovesse raggiugere i 41 anni di contributi.

    Grazie

  9. Tra le tante proposte rimane sempre valida e rappresenta l’alternativa di tutte le proposte fin’ora fatte: la proroga di quota 100, magari chiamandola con un altro nome.
    Mi rivolgo ai sostenitori di quota 41 anni: ma vi rendete conto che l’indomani del 31 dicembre 2021 si deve lavorare 3 anni in più rispetto ai 38 della quota 100?
    Tre (3) anni in più.
    Forse a qualcuno piace: masochisti……

  10. 62 anni, a prescindere dai contributi; oppure 41 anni di contributi, a prescindere dall’età.

    Questo è quanto Ghiselli pare voglia proporre al governo.
    E questo è esattamente quanto il gruppo Facebook “Quota 100 Noi del 1960” richiede con forza, e per il quale sta organizzando una grande manifestazione a Roma, a settembre.

    Iscrivetevi tutti al gruppo “Quota 100 Noi del 1960”: lì ci stiamo scambiando opinioni, notizie, aggiornamenti; più siamo e meglio sarà per tutti. L’unione sarà la nostra forza.
    Tutti sono i benvenuti, i nati nel 1960, o 1961, o 1962… e anche più giovani, perché un giorno anche i più giovani vorranno una pensione equa per tutti.

    Se i sindacati non riusciranno ad ottenere quanto vogliamo, noi scenderemo tutti in piazza, per farci vedere e farci sentire a gran voce. Urleremo i nostri diritti, le nostre voci si sentiranno ben dentro ai palazzi romani.

    TUTTI IN PIAZZA. A ROMA. A SETTEMBRE.
    Adesso o mai più.

    Gruppo Facebook: “Quota 100 Noi del 1960”
    https://www.facebook.com/groups/410948703304314

    Ti aspettiamo!

    1. Grazie Marco e grazie per aver aperto questo gruppo, rivolgendovi non solo a chi giustamente e con forza rivendica di poter accedere alla pensione a qualsiasi età, dopo 41 anni di lavoro, che sono decisamente troppi. Non dimenticando però tutte le persone, e non sono poche, che per una miriade di validi motivi, quegli anni non riuscirà a raggiungerli; quindi 62 anni con con i contributi versati, è anche un traguardo assolutamente da raggiungere.
      E…io lo avevo già richiesto in un altro mio commento: pensate all’idea di rendere pubblico il vostro gruppo, per quelle persone che come me anche senza interagire, possano accedere alla vostra pagina e rimanere aggionati anche su eventuali date manifestazioni, quando, pur con rammarico come in questo caso, hanno buoni motivi per non aprire un account facebook. Grazie

    2. Possiamo aggregarci noi del 58?
      Perché con la scusa del paletto a 38 anni di servizio, siamo rimasti buggerati anche noi!
      Hai ragione tu Marco! 62 anni di età o 41 di contributi e niente scherzi: ognuno con i diritti pregressi non tutti col contributivo! Ci hanno già tolto il retributivo!!!
      Di più noi poveri vecchietti non possiamo fare: sarebbe inumano!

    3. Caro Marco, possiamo aggregarci anche noi del 58? Perchè con la scusa dei 38 anni di contributi siamo rimasti buggerati! Ma attenzione: ognuno con i diritti pregressi, niente contributivo per tutti!
      Ci hanno già tolto il retributivo!
      Noi poveri vecchietti non possiamo sempre scegliere tra mangiare o comprare le medicine!

  11. Priorità alla anzianità anagrafica: a partire dai 63 anni pensione con penalizzazione fino ai 66 (considerato che tra il 2020 e il 2021 l’aspettativa di vita è diminuita di 18 mesi).

    1. Attenzione, però, Emilio! Penalizzazione da pagare fino al compimento dei 66 anni, poi la pensione torna integra!

  12. D” accordo con Mauro:
    Primo : 41 di contributi (Misto e senza penalizzazioni!!! Lo deve puntualizzare il sindacato, senza ambiguità). (POTREBBERO BASTARE ANCHE 40)
    Secondo: tutto il resto.
    E aggiungo se le cose vanno per le lunghe si va tutti a ROMA a protestare e si manda a casa ilneo ministro Orlando con il partito che rappresenta.

    1. giustissimo. Perché penalizzare un lavoratore dopo 41 anni di contributi? Allora a questo punto meglio andare con i soliti 42 anni e 10 mesi ma significherebbe l’ennesima presa per i fondelli a chi ha già dato tanto. Voglio vedere se una volta tanto i sindacati si faranno valere

  13. D” accordo con Mauro:
    Primo : 41 di contributi (Misto e senza penalizzazioni!!! Lo deve puntualizzare il sindacato, senza ambiguità). (POTREBBERO BASTARE ANCHE 40)
    Secondo: tutto il resto.
    E aggiungo se le cose vanno per le lunghe si va tuti a ROMA a protestare e si manda a casa ilneo ministro Orlando con il partito che rappresenta.

  14. Ai nostri cari rappresentanti sindacali, dico che conoscendo bene la situazione di noi lavoratori ultrasessantenni (stanchi, sfiduciati, esauriti, non propensi o impossibilitati, io soprattutto ad adattarmi ai nuovi programmi tecnologici che in qualsiasi ambiente lavorativo si stanno usando e si useranno), il grande numero dei giovani disoccupati, che aumentano sempre di più, cercare di dare una soluzione a questa grave realtà.
    Perchè, non proporre uno scivolo dopo una certa età (es. da 62 anni in poi età stabilita con la Quota 100) per tutte le categorie di lavoratori, (privati, statali e P.A.), incentivando così l’uscita dei “vecchi” e dare la possibilità alle forze “giovani e fresche” di entrare nel mondo del lavoro che a parità di numero produrranno certamente molto di più, altrimenti quando raggiungeranno una loro indipendenza, quando formeranno una famiglia, quando metteranno al mondo figli (poi ci si lamenta che ci sono poche crescite, che l’Italia è un paese di vecchi, se non ci si darà una svolta lo diventerà sempre di più).
    Spero tanto che i Sindacati affronti con i dovuti mezzi le esigenze di noi “vecchi” lavoratori e aiuti i giovani ad entrare nel mondo. Speriamo che sarete voi ad ammazzare la legge Fornero e non diversamente, perchè noi vecchi lavoratori vogliamo e desideriamo riposarci un po e dedicare un po di tempo ai nostri nipoti, quello che non abbiamo avuto la possibilità di farlo con i nostri figli. Buon lavoro e auguri di poter arrivare a risultati soddisfacenti per noi umili lavoratori.

    1. Ciao Ferdinando, condivido pienamente (al 1.000.000. per 1.000.000) quello che tu dici! Ho 63 anni e tutti i santi giorni la mattina faccio una “immane” fatica al solo pensiero di dovermi alzare per andare al lavoro. Penso che il nodo centrale della riforma pensioni dovrebbe essere, prima di tutto, l’età del lavoratore: una persona di 63 anni, con 33 anni di contributi versati, come nel mio caso, è tanto “vecchia” quanto quella con la stessa età che di contributi ne ha già versati 41 anni. IL CONTRARIO SAREBBE UNA DISCRIMINAZIONE DEI DIRITTI UMANI!!!

  15. Bisogna fare forza su quota 41 per tutte quelle persone che anno raggiunto tale quota,senza intaccare i contributi che sono stati versati ,e agevolare i lavori gravosi e usuranti.

  16. Vorrei, segnalare l’assurdità delle procedure Naspi ho oltre 63 anni con 36 e passa anni , a giugno termina la cigs l’azienda è fallita abbiamo ricevuto le lettere di licenziamento a questo punto dobbiamo andare alle Agenzie per le politiche attive per il lavoro sopportarci marea di chiacchiere inutili percorsi di ricollocazione, ora questi discorsi possono avere una valenza avendo un’età spendibile ma a questa età sono solo perdita di tempo per gli operatori e per noi stessi , mandateci in pensione e facciamola finita o almeno risparmiateci questo percorso oltretutto veramente umiliante ricordo che alla fine il lavoro lo abbiamo perso non per colpa nostra.

  17. Penso che a 62 anni abbiamo il diritto di scegliere se andare o meno in pensione , siamo stanche e spero che si discuta con serietà su questa proposta da parte di voi sindacati .

    1. Concordo pienamente, 40 anni sono già tanti e sufficienti! a volte ho l’impressione di avere a che fare con delle sanguisughe! prima avete dato troppo, mandando in pensione persone che non avevano versato i contributi e che sono andate in pensione con 19 anni e 6 mesi, con 25 anni, con 30 con 35 senza aver versato i contributi adeguati, ora vi dovete rifare su di noi!
      se avete cresciuto figli, avete seguito i genitori, seguito i consuoceri nel loro percorso di anzianità e malattia, le energie non sono infinite, cosa volete ancora!!!

  18. Alla buon’ora!
    E adesso giù la testa e pedalare verso l’obiettivo di una giusta riforma pensionistica.
    41 anni di contributi e 62 anni di eta con i contributi versati, il tutto senza penalizzazioni e finestre alcuna!

  19. Caro Ghiselli la proposta dei 62 anni o con 41 anni di contributi è un pò ambigua.
    La proposta deve essere fatta:
    Pensione anticipata: 41 anni di contributi con la possibilità di andare in pensione a 62 anni anche se non raggiunti i 41 anni di contributi.
    Come è stata impostata sembrerebbe che al Governo si chieda di scegliere fra 41 anni di contributi oppure 62 anni di età e la cosa è molto differente.
    SI DEVE PARTIRE DAI 41 ANNI DI CONTRIBUTI POI TUTTO IL RESTO. 41 ANNI DEVE ESSERE UNA COSA DALLA QUALE NON SI DEVE ARRETRARE

    1. D” accordo con Mauro:
      Primo : 41 di contributi (Misto e senza penalizzazioni!!! Lo deve puntualizzare il sindacato, senza ambiguità).
      Secondo: tutto il resto.
      Intanto voglio ridere quando riparlerà Durigon (esperto più di Finanza che di pensioni…)
      Paolo
      60,5 età + 41,5 contributi = quota 102 ad oggi
      Ancora al lavoro.

    2. Io lavoro da 41 anni, ma quando ero ragazza la gavetta era lavorare per imparare addirittura senza nemmeno essere pagata, quindi lavoro da una vita, ma ho 32 anni di contributi, sono stanca, ho lavorato, facendo la mamma la moglie la donna donna di casa, voglio smettere di lavorare, a 62 anni vorrei andare in pensione e accudire i mie nipoti, così i mie figli possono dedicarsi al lavoro, senza spendere lo stipendio per pagare qualcuno che badi ai loro figli, che siano asili o baby sitter. Anche se ho 60 anni, la
      Mia salute non è delle migliori, e a causa della pandemia, non so se avrò ancora il lavoro, e probabilmente non ne troverei un altro, perché la mia età per trovare un lavoro, non è idonea…. mah…..

    3. Sono d’accordo con Mauro 41 anni come traguardo, poi 62 anni di età per chi non è riuscito a raggiungere i versamenti per vari motivi.
      Dobbiamo essere fermi su questo, visto ciò che accadrà a breve con i posti di lavoro.

  20. Buongiorno spero tanto che il Sindacato” pressi” il governo e non molli di un millimetro le richieste,
    l’incubo del 2010 Della riforma Fornero e assai dentro di noi ..non mollate.. ce tanto bisogno di
    Giustizia ,equità

    Grazie

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