Riforma Pensioni 2021 ultime: Covid pesa sull’INPS, bilancio in rosso di 26 miliardi

In attesa di una nuova riforma delle pensioni post quota 100, arrivano dal Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’INPS delle cattive notizie sullo stato dei conti dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. L’emergenza del Covid ha portato le casse a svuotarsi portando il risultato di esercizio negativo per oltre 26 miliardi, con un peggioramento rispetto alle previsioni pre-covid di 19,6 miliardi.

Ultime novità su Riforma Pensioni 2021: il bilancio dell’INPS e il rosso dovuto dal Covid

Guardando il bilancio approvato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza si può notare subito come a pesare maggiormente siano le conseguenze del Covid: 14,9 miliardi di minor gettito contributivo accertato e dovuto alle sospensioni decise dal Governo e 4,1 miliardi sono frutto delle maggiori prestazioni sostenute con la cassa dell’Istituto nei mesi dell’emergenza, come la Cassa integrazione. Il Saldo approvato tiene conto dei due passati decreti, chiamati Cura Italia e Decreto Rilancio, ma non ancora del DL 104 di agosto scorso. I conti potrebbero quindi ancora peggiorare quando gli effetti contabili di quest’ultimo decreto saranno contati nel preventivo 2021, che dovrebbe essere predisposto e approvato tra fine ottobre e fine dicembre.

Come riporta il Sole 24 ore, ‘cambia anche la situazione patrimoniale netta dell’Inps, che a fine anno si assesterà a 13,7 miliardi, in peggioramento di 18,5 miliardi rispetto alle previsioni originarie. Nell’anno le uscite Inps a carico della fiscalità generale arriveranno a 149,1 miliardi , mentre le prestazioni mutualizzate saranno pari a 241,4 miliardi, su un gettito contributivo di 221,2 miliardi‘. Il Bilancio è stato comunque approvato dal CIV presieduto da Guglielmo Loy, che ha detto “Prendiamo atto degli inevitabili effetti dovuti alla diminuzione delle entrate e all’aumento delle prestazioni imposto dall’emergenza» e non ha nascosto le sue preoccupazione sia per quel che riguarda la gestione dell’ultimo trimestre sia, in prospettiva, per la sostenibilità e l’equilibrio del rapporto tra assicurati e pensionati: “E’ un tema, questo della “tenuta” che il legislatore dovrà osservare con attenzione in termini di interventi normativi e finanziari”.

Riforma Pensioni 2021, la risposta della FIOM a Bonomi (Pres. Confindurstria)

Il dibattito sulle pensioni continua tra il presidente di Confindustria Carlo Bonomi e la Fiom. Pochi giorni fa, il numero uno di Confindustria ha attaccato il Governo definendo sussidistan i sostegni erogati in questi mesi di emergenza e criticando quota 100: “Per fine ottobre prepareremo un’altra proposta di riforma sulle pensioni: l’anno prossimo scadrà quota 100, sto sentendo parlare di quota 101, vogliamo fare altri debiti sulle spalle dei giovani?”.

Oggi è arrivata la risposta del segretario nazionale della Fiom Cgil Michele De Palma, che intervistato su Left ha detto: “Colpisce la decisione del presidente di Confindustria di attaccare in modo così duro le scelte fatte dal governo per tutelare le persone che hanno pagato il prezzo più alto della pandemia e della crisi. L’emergenza ha portato in primo piano e ampliato le disuguaglianze. Molti lavoratori e lavoratrici hanno perso il lavoro. Molti di loro erano già precari in precedenza, altri erano già in ammortizzatori sociali.

Voi cosa ne pensate di questo botta e risposta tra Fiom e Confindustria? E sulle parole del presidente del CIV Loy? Fateci sapere la vostra opinione nei commenti a fondo articolo e passate ogni giorno sul nostro sito per aggiornarvi con tutte le ultime notizie sul mondo delle Pensioni!

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

15 pensieri riguardo “Riforma Pensioni 2021 ultime: Covid pesa sull’INPS, bilancio in rosso di 26 miliardi

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    13 Ottobre 2020 in 10:42
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    opzione donna come ammortizzatore sociale, se è dura trovare lavoro per un giovane lo è di più per una donna di 58 anni.

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    13 Ottobre 2020 in 10:14
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    Non ho parole .perche sopportare ancora i quattro ladroni? Confindustria,inps,sindacati e governo?

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    12 Ottobre 2020 in 17:50
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    Ma perché non pensano invece a cancellare quella cosa insulsa del reddito di cittadinanza ?
    Noooooo !!
    Più semplice approfittarsi dei lavoratori COSTRINGENDOLI, perché di costrizione si tratta, quindi di stampo dittatoriale, ad andare in pensione con ben oltre 40 anni di contribuzione !!!!
    Che pena !!!

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      13 Ottobre 2020 in 10:53
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      Il reddito di cittadinanza (o reddito minimo garantito) in una forma o in un’altra esiste in tutta Europa, è una forma di protezione sociale doverosa per un paese civile (come lo sono le pensioni!).

      Poi, che in Italia o altrove possa essere stato fatto male, che possa essere da rivedere e modificare, può essere, ma il concetto non ha nulla di assurdo o “pretenzioso”.
      Tanto che la stessa UE chiedeva ai vari paesi di istituirlo già da anni, addirittura dal 1992!, eravamo noi in Italia (assieme alla nostra solita “compagna” in fondo alle classifiche, la Grecia) ad essere in ritardo.

      Credo che una delle cose che noi italiani dovremmo cercare di cambiare al più presto è questa tendenza ad accettare le colpevolizzazioni (“volete il reddito di cittadinanza, vergogna!”, “volete le pensioni a 60 anni, vergogna!” ecc. ecc.) che ci vengono regolarmente propinate.
      E ci vengono propinate affinchè noi, che siamo gente certo non meno intelligente di quella degli altri paesi nè meno volenterosa, e che avremmo potenzialmente la possibilità di tornare ad essere un paese di prim’ordine a livello economico (eccetto per la bassa qualità della nostra imprenditoria), accettiamo di essere governati a favore dei profitti delle aziende e della finanza invece che a favore nostro.

      Ci viene detto che noi (che non per colpa nostra abbiamo un sistema economico fermo da vent’anni, che ci sta impoverendo tutti) “abbiamo delle pretese” e purtroppo spesso ci crediamo, a maggior ragione quando possiamo scaricare su altri l’accusa di presunte “pretese” (i lavoratori contro i percettori di reddito di cittadinanza, i giovani contro i pensionandi ecc.).

      La colpevolizzazione è finalizzata alla nostra rassegnazione.
      Svegliamoci.

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    12 Ottobre 2020 in 17:49
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    Non ci sono soldi? Ma scusate i soldi si trovano e si devono trovare per coloro che hanno versato per 40 anni, caschi il mondo!

    E facciamo saltare un po’ di poltrone a chi ha gestito male i soldi dei lavoratori.

    Dopo 40 anni di lavoro le persone devono poter andare in pensione con uno stipendio decoroso che gli consenta di vivere.

    Proviamo a fare un po’ di chiarezza…
    1) separiamo l’assistena, la cassa integrazione, la sanità, dalla previdenza.
    2) rifacciamo i conti alla luce dei nuovi dati.
    3) riduciamo immediatamente tutti i privilegi, semplicemente riducendo le pensioni che superano i 2500 euro netti mese, ricalcolandole in base a cio’ che è stato effettivamente versato.
    4) rivediamo al ribasso tutti gli stipendi dei dirigenti inps ponendo dei tetti massimi.
    5) MA QUANTO CI E’ COSTATA E QUANTO CI COSTA L’ALITALIA – e dove finiscono quegli sprechi??

    Queste sono alcune cose semplici che si possono fare nell’immediato per verificare lo stato di salute dell’inps e per rendere giustizia ai lavoratori.

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    12 Ottobre 2020 in 16:41
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    Leggo oggi sui quotidiani dei 7500 dipendenti dell’Alitalia , ai quali auguro di trovare al più presto una soluzione positiva, che ora sono in cassa integrazione, insieme a tanti altri purtroppo colpiti dalla crisi.
    Mi chiedo come ancora si possa fare, con un numero così alto di cassa integrati, a garantire ad altrettanti 7500 futuri pensionati , per esempio, una loro pensione se il bilancio è unico?
    Aspettiamo che tutta l’Italia lavoratrice vada in cassa integrazione per avere zero cassa per le pensioni?

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    12 Ottobre 2020 in 14:55
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    Ogni argomento viene utilizzato in modo strumentale per peggiorare il sistema previdenziale.
    Ma perché non calcolano mai i morti prima di raggiungere l’età media.
    Il covid gli sta dando una mano, altro che speranza di vita.
    Sono una banda di truffaldini liberisti, vogliono un capitalismo feroce e barbarico.
    Basta! Alla lotta, come alla lotta.
    Impariamo dai lavoratori e lavoratrici francesi!

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    12 Ottobre 2020 in 13:39
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    Buongiorno l anno prossimo avrò 59 anni con 39 di contributi, se volessi smettere di lavorare a quanti anni andrò in pensione? Grazie

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    12 Ottobre 2020 in 13:27
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    Sono arrivati i vostri!
    Corte dei conti , Cazzola, Fornero!, Inps, , Renzi e compagnia cantante, Confindustria, governo compreso.
    Non ci sono soldi!!!!
    Persino il ns. Colloquiante Perfetto lo dice.
    Tutto accade nei tempi giusti.
    Chissà di cosa parleranno il 14 governo e sindacati…Cosa gliene importerà dei futuri prossimi disoccupati, di quelli giovanili (sarà problema futuro), degli inabili, dei pensionati poveri, di chi dopo 40/41/42 anni di contributi ancora lavora.
    Il medio e lungo periodo ci vedrà tutti morti (preferisco citare keynes che Ch.S.Pierce, che in tutto era bravo ma forse non in economia…)
    (Se Perfetto lo vuol sapere ho dato esami universitari su tutti e due).
    Tornando a noi, io credo ci sia un limite fisiologico oltre il quale anche l’ordine sociale potrebbe venir meno… (e questo lo dico da funzionario degli Interni…).
    Non potremo sempre digerire tutto e tutto in peggio. Non daremo noi, ma quelli dopo do noi…(alla faccia dei robot autoreplicanti…).
    Basterebbe prendere coscienza.

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    12 Ottobre 2020 in 12:32
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    Bilancio dell’Inps in rosso per via del Covid?
    Ok, ma ricordiamo che sul bilancio dell’Inps pesano anche i circa 7 miliardi di euro all’anno che se ne vanno in baby pensioni, per pagare cioè uno stipendio a chi ha fatto finta di lavorare, o lo ha fatto per un periodo brevissimo. Altri 7 miliardi di euro circa costano le pensioni d’oro, e siamo già a 14 miliardi di euro, versati all’Inps dai lavoratori, che ogni anno vengono buttati nella spazzatura. Non sarabbe forse il momento di smettere di regalare denaro a vanvera?

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    12 Ottobre 2020 in 12:00
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    Semplicemente che i debiti sulle spalle dei giovani NON li fanno i lavoratori che hanno alle spalle 40 ANNI di lavoro. Ma è così difficile da comprendere ?
    Le responsabilità per i debiti fatti sulle spalle dei giovani andate a cercarle altrove: avete l’imbarazzo della scelta, non serve l’elenco.
    NON TIRATE IN BALLO RESPONSABILITA’ CHE NOI QUARANTENNI DI LAVORO SVOLTO NON ABBIAMO.
    Ma pensate di tenere a lavoro solo chi ha più di 40 anni di contributi ( perchè tanto saranno gli unici a lavorare a quanto pare) e che quelli, fino alla morte, risolvano tutti i problemi dell’INPS, dei giovani e dell’ Italia ?
    Scusatemi lo sfogo; state portando i lavoratori anziani, che hanno il sacrosanto diritto di avere una pensione ad una età “accettabile e certa”, ad un’ esasperazione e rabbia difficili da contenere.

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    12 Ottobre 2020 in 11:44
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    Preferisco evitare di dire cosa penso delle idee della Confindustria e del suo attuale presidente, perchè temo che non passerei la moderazione.
    Mi limito a dire che Bonomi e le idee confindustriali che esprime (su tutti i temi economici, non solo sulle pensioni) sono non solo arroganti, miopi, egoiste, pretenziose e con fine di macelleria sociale, ma anche così caricaturali, tanto sono al di fuori del momento storico e del buon senso, che ogni volta che lo vedo e lo sento mi pare un personaggio dei Simpson.
    E a dire che, ovviamente, ritengo che Confindustria sia l’ULTIMA da ascoltare riguardo alla prossima riforma sulle pensioni, perchè potrebbe farci rimpiangere il signor Sacconi e la signora Fornero.

    Per quanto riguarda il bilancio dell’INPS e il rosso dovuto al COVID-19 mi chiedo: poteva essere diversamente?
    Che senso ha, se non quello di fare allarmismo pro-domo-confindustriale, sottolineare come fa il quotidiano della Confindustria (e altri) che “per le pensioni è spesa record nel 2020, pari al 17% del Pil”.
    Beh, grazie, con il PIL 2020 che è crollato causa COVID-19 …
    Andate a vedere il rapporto spesa-pensioni/PIL di Germania, Francia, Spagna ecc. per il 2020, “scommetto” che sarà anche per loro il “record di sempre”!
    Però la cosa ci viene di nuovo venduta come “le pensioni italiane sono insostenibili”.

    E, di nuovo: ha senso che, anche formalmente, sia l’INPS a pagare la cassa integrazione?
    O, quantomeno, se si vuole farlo vogliamo almeno finirla di parlare di “bilancio INPS” come calderone unico, senza separare previdenza e assistenza?

    Carlo Q.

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    12 Ottobre 2020 in 11:18
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    Ma come e’ possibile..????
    Il COVID che e’ un “elimina vecchietti” pesa sull’ INPS..??????
    Separiamo innanzitutto assistenza da previdenza, e poi
    si ragiona.
    Se la matematica non e’ una opinione, se muoiono pensionati
    l’ INPS ci guadagna o no???????? E ormai con le nuove regole
    le reversibilita’ non esistono quasi piu’…!!!!!!!!
    E i mancati contributi non c’erano gia’ prima, ma quali palle contano..?????

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      12 Ottobre 2020 in 16:50
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      vi capisco voi della quota 100, che è meglio che lavorare….
      Ma a voi di me non ve ne frega niente, io che ad oggi 60 anni e già 41 di contributi e non so più quando finirà questo lavoro.
      E sapete quanti siamo noi dei primi anni 60 che l’università l’hanno fatta lavorando, e che non possono scegliere come voi se smettere o continuare.
      Abbiamo già contribuito 3/4 anni più di voi e anche per le vostre pensioni

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      12 Ottobre 2020 in 17:20
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      Per non eliminare sprechi e carrozzoni vari si inventano che inps è in perdita .. caricsig inps per quanto riguarda i lavoratori e in attivo .. separare .. previdenza da assistenza e poi vediamo se inps per quanto riguarda la previdenza e in perdita .. non lo fanno perché sanno che la gente andrebbe a prenderli con i forconi .. finitela di far lavorare i vecchi e cominciate a far lavorare i giovani altrimenti questo paese è destinato a fallire .. ma sappiate che fallirete anche voi..

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