Riforma pensioni 2021, ultime Damiano e Gnecchi: ok stop quota 100, ma flessibilità

Riforma pensioni 2021, Uil proposte al Governo

In questi giorni si continua a discutere su cosa ne sarà di quota 100 col Governo Draghi e soprattutto come potrebbe cambiare la riforma della previdenza al termine del 2021, quando, anche se conservata fino a scadenza, la misura sperimentale terminerà ossia al 31/12/2021. Le ultime considerazioni giungono da Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e consigliere Inail, e da Maria Luisa Gnecchi, vice presidente Inps, che nell’ultima nota stampa pur non dicendosi contrari in toto a quota 100 ne evidenziano i limiti oggettivi e consigliano di portarla a naturale scadenza pensando però da subito ad un’alternativa. Si dovrà pensare a più misure che consentano ad un maggior numero di persone di andare in pensione a partire dai 63 anni al fine di evitare il ‘famoso’ scalone. Nell’ultima nota stampa i due si dicono fiduciosi dell’operato che metterà in campo Mario Draghi, uomo competente e preparato, che però dovrà tenere conto non solo nella rinascita economica, ma anche dell’esigenza di dotare il Paese di una moderna infrastruttura sociale, e per farlo occorrerà un moderno welfare capace di tutelare e includere. Riportiamo, senza nulla aggiungere data la chiarezza dei contenuti, le parole di Gnecchi e Damiano nell’ultima nota stampa diffusa dall’Agenzia Dire.

Pensioni 2021, parere su Quota 100: parlano Gnecchi e Damiano, non basta

Così Cesare Damiano, gia’ ministro del Lavoro e consigliere Inail e Luisa Gnecchi, vice-presidente Inps: “Se, come pare, Salvini entrera’ nel Governo giallo-verde-rosso-azzurro e bianco, porra’ il problema di Quota 100. Avendo studiato a fondo l’argomento vorremmo fornire una opinione con i suoi pro e contro”.

Nei confronti di Quota 100 non abbiamo mai avuto un atteggiamento pregiudiziale“, ma ci tengono a precisare presenta numerose criticità, eccole elencate: Esaminiamo per primi gli aspetti piu’ critici: non si tratta di una quota, ma di una finestra. Non e’ strutturale, ma solo triennale e scade alla fine di quest’anno: quindi, non e’ vero che abbia abolito la legge Monti-Fornero

Poi fanno notare come sia stata destinata solo ad una platea ridotta, quei lavoratori che hanno avuto la fortuna di centrare un ‘ambo secco‘, gli altri, in primis le donne, che non raggiungono i 38 anni avendo carriere discontinue dovendo conciliare anche il ruolo di care giver, sono rimasti fuori: “Si tratta di una misura destinata a una precisa platea: a chi e’ nato non oltre il 31 dicembre 1959 (requisito anagrafico minimo per accedere: 62 anni), e a chi ha cumulato un’alta contribuzione, minimo 38 anni. Questo doppio requisito necessario esclude molte lavoratrici, soprattutto dei settori privati, le quali non riescono a totalizzare gli alti contributi richiesti e chi ha svolto un lavoro discontinuo (ad esempio l’edilizia). Un aspetto positivo: introduce comunque un criterio di flessibilita’ che incrina, temporaneamente, il rigido accesso alla pensione a 67 anni di eta’“. Poi fanno notare come la direzione verso cui é necessario procedere per pensare ad una riforma pensioni che riduca i limiti dell’attuale riforma Fornero, mai abolita nemmeno dalla quota 100, ma solo posta in stand-by, sia quella di andare verso una maggiore flessibilità in uscita.

Riforma pensioni 2021: Ok stop quota 100, ape social strutturale e uscita dai 63 anni con penalità

Così spiegano: “La flessibilita’ previdenziale e’, per noi, una scelta necessaria e di modernita’. Siamo convinti che Quota 100 non si debba prolungare, proprio per i limiti descritti. Pero’ non basta fare questa affermazione: se e’ cosi’ occorre, allora, proporre una alternativa. Per noi la soluzione e’ rendere strutturale l’APE sociale, che consente di andare in pensione con 63 anni di eta’ e con un range compreso tra i 30 e i 36 anni di contributi, migliorandone la normativa (ad esempio per i lavoratori edili, ai quali i 36 anni vanno abbassati) e allargando l’elenco dei lavori gravosi che costituiscono l’APE.

Oltre all’APE va sostenuta una reale flessibilita‘che possa garantire l’accesso alla pensione dai 63 anni, rispetto agli attuali 67, con eventuali penalizzazioni per chi svolge un lavoro di concetto o intellettuale: si potrebbe prevedere un 2-3% per ogni anno di anticipo.

Poi concludono fiduciosi pensando a Draghi premier: “Siamo convinti che il tema delle pensioni fara’ parte dell’agenda di Governo. Noi pensiamo che Mario Draghi sia la personalita’ piu’ preparata e lungimirante per affrontare questi argomenti in una chiave non solo economica, ma considerando l‘esigenza di dotare il Paese di una moderna infrastruttura sociale rappresentata da un moderno welfare capace di tutelare e includere.

Cosa ne pensate delle considerazioni di Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi, concordate con le loro proposte di flessibilità in uscita? Fatecelo spaere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.

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7 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime Damiano e Gnecchi: ok stop quota 100, ma flessibilità

  1. Massimo, sono di febbraio 1960 disoccupato alla scadenza di quota 100 avro’ 41 anni di contributi ma mancheranno 2 mesi ai 62 anni, vi sembra giusto ???

  2. Cosa si intende per “lavoro intellettuale o di concetto”? Se si parla di lavoro impiegatizio nel privato e si pensa che non sia un lavoro pesante, si è completamente fuori dal mondo. Ma pensano davvero che fare gli impiegati, lavorando con le nuove tecnologie, con il continuo aggiornamento di normative, con i ritmi del nostro tempo, con tutte le scadenze che si possono avere da rispettare e la memoria che vacilla (perchè dopo i 60 anni ci sta eccome), non sia pesante e difficile da sostenere? Io non sopporto di sentire che questa categoria di persone se vuole andare in pensione deve essere penalizzata con 2 o 3 per cento annuo o si pensa ancora che gli impiegati fanno solo fotocopie e stanno seduti. Concetto da mentalità retrogada, che non ha idea della stanchezza mentale!!

  3. sono una persona nata nel 1960; faccio l’insegnante; la proposta di arrivare a 63 anni è sempre meglio dei 64 ma mi frega 2 anni; io raggiungo fra 1 settimana la quota 100 ma non ho i 62 anni; introducessero alcune alternative per poter andare a 62 anni tipo aumentare i contributi invece di aumentare l’età con anche l’opzione contraria; un minimo di scelta

    1. Mi trovo nella stessa situazione, non andrò con quota 100 perché, alla sua scadenza, mi mancheranno 5 mesi al compimento dei 62 anni di età 😢

      1. Io sono nata nel 1962. Dal 1982 lavoro come dipendente nel settore privato. Mi suona strano la nota sulla pensione opzione donna che prevede il conteggio contributivo. Lavorare tanto per dover fare lo sconto è l offesa più grande per una donna che ha la cura dei genitori e fratelli. La qualità della vita dove è?

  4. Va bene la Flessibilità, ma io nel 2022 avrò 65 anni e non posso usufruire di Ape Social, potrò andare in pensione o sarò tagliato fuori perché disoccupato. Grazie

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