Riforma pensioni 2021, ultime Ghiselli: ‘il tema é caldo, non si scherza’

Pensioni ultimissime oggi: serve alfabetizzazione sociale

Il segretario confederale della Cigl, Roberto Ghiselli, intervistato dai colleghi di Askanews ribadisce, senza mezzi termini, come sulle pensioni non si possa più scherzare, il tema é molto caldo ed il fatto che ancora, dopo luglio, non siano stati calendarizzati incontri col Governo per riaprire il cantiere previdenziale é davvero preoccupante.

Il problema, fa notare Ghiselli, non é tanto il ritorno alla Fornero dopo il superamento di quota 100 anche perché essendo una misura sperimentale non ha intaccato l’impianto originario della suddetta riforma, ragione per cui dal 1 gennaio 2022 si tornerà in toto, se il Governo non agirà in favore di una nuova riforma previdenziale, all’uscita dai 67 anni o 43 di contributi per la pensione anticipata. Lo scopo della triplice, Cgil, Cisl e Uil é proprio quello di evitare in primis lo scalone, tra chi riuscirà ad usufruire della quota 100 entro il 31/12/2021 e quanti dal 2022 saranno privi di alternative, consentendo ad esempio l’uscita dai 62 anni d’età o con 41 anni di contirbuti. Ecco quanto é emerso nel corso dell’intervista.

Pensioni anticipate 2021: si rischia lo scontro sociale?

Per il segretario confederale della Cisl Roberto Ghiselli la mobilitazione sarà certamente l’unica strada qualora il Governo non dia risposte concrete, ai microfoni di Askanews ha ribadito con forza: “Quello delle pensioni é un tema caldo . Non possiamo scherzare. Abbiamo fatto richieste, siamo pronti a discutere. Però non vogliamo farlo per finta, vogliamo risposte, acquisire dei risultati. Se così non sarà, intensificheremo le iniziative, faremo mobilitazione utilizzando tutti gli strumenti che conosciamo, compreso lo sciopero”.

Ghiselli elenca con chiarezza le proposte definite dalla piattaforma unitaria, di cui ci aveva già ampliamente messa al corrente in un’intervista che ci aveva rilasciato in esclusiva tempo fa, e che qui ribadisce: “La più importante é la flessibilità in uscita, la possibilità che si dà alle persone, a certe condizioni , di poter scegliere quando andare in pensioni. Noi pensiamo che dopo 62 anni d’età o dopo aver lavorato 41 anni ci siano le condizioni per poter andare in pensione. Poi proponiamo interventi che riconoscano la diversità dei lavori, chi fa lavori più pesanti e gravosi deve avere trattamenti migliori, il riconoscimento del lavoro di cura delle donne, un discorso che riguarda la previdenza dei più giovani, soprattutto di coloro che hanno lavori discontinui, precari, che rischiano di non avere una prospettiva previdenziale, pensiamo ad una pensione contributiva di garanzia, ed infine ampliamento e consolidamento della quattordicesima e meno tasse sulle pensioni’.

Pensioni anticipate 2021: nessun incontro programmato col Governo, e ora?

In agenda, fa presente Ghiselli, non vi é alcun incontro programmato, non é giunta nessuna convocazione da parte del Governo. Vi é stato un primo incontro il 17 luglio, ma si é trattato, aggiunge sconfortato, di una falsa partenza.

Il Governo in quella sede non solo, spiega, non ci ha fornito alcun tipo di risposta concreta alle nostre richieste, ma non ha nemmeno esplicito la volontà di aprire un confronto, si é riservato di fare una verifica di maggioranza. Poi l’impegno doveva essere quello di incontrarci nuovamente a settembre, in verità, dice Ghiselli, la convocazione non é mai giunta, é questo davvero rischia di rappresentare un problema serio, visto la scedenza sempre più prossima della quota 100.

Non resta, aggiungiamo noi, che sperare che il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Orlando mantenga le promesse e convochi quanto prima il tavolo di confronto con le parti sociali. I lavoratori anche sul nostro gruppo rilasciano ogni giorno centinaia di commenti a dimostrazione, come ha sostenuto nel corso dell’intervista il segretario confederale della Cgil, che il tema pensioni é davvero molto caldo e riguarda tantissime persone.

Concordate con quanto asserito da Roberto Ghiselli, il tema é caldo ed é meglio non scherzare altrimenti si rischia la mobilitazione sociale? Inoltre le proposte prioritarie di Cgil, Cisl e Uil sarebbero in linea con le vostre richieste?

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41 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime Ghiselli: ‘il tema é caldo, non si scherza’

  1. Che governo!!!!! I politici vanno in pensione dopo pochi anni di contributi con una legge fatta per loro e da loro con pensioni/vitalizi alte anche se condannati per corruzione in via definitiva. ( dicono che pagano tanti contributi , ma li paghiamo noi visto che il loro stipendio proviene dalle nostre tasse ). Un sacco di gente prende il reddito di cittadinanza anche se non hanno mai lavorato, o lavorano in nero , sono condannati per mafia o addirittura immigrati irregolari. Chi invece ha lavorato onestamente per ben 41 anni pagando le tasse e quindi gli stipendi ai politici , il reddito di cittadinanza , sovvenzioni Alitalia fallimenti delle banche ecc…. NON può andare in pensione ( forse per continuare a sovvenzionare questa indecente situazione) Vi siete mai chiesti perché le persone che lavorano alzandosi presto al mattino, timbrando il cartellino e alla sera arrivano a casa distrutti e prendono uno stipendio da fame vogliono andare in pensione a 41 anni ( anche con una pensione da fame) e invece le persone che si alzano al mattino con calma, non timbrano il cartellino, arrivano al posto di comando quando vogliono , fanno la pausa mensa in ristoranti stellati (vedi i politici e dirigenti ) , prendono uno stipendio esagerato, NON vogliono mai andare in pensione ?
    E’ UNA VERGOGNA !!! Siamo stanchi !!!! Ci vediamo alle prossime elezioni !!!!!
    In questo paese chi si comporta onestamente viene bastonato a sangue !!!
    Il disonesto ( chiamato FURBETTO ) viene premiato.

  2. Le donne svolgono il triplo lavoro!!!! Fanno figli accudiscono casa e fanno i lavori più pesanti di pulizia e sono le ultime a essere tutelate nei contratti di lavoro!!!! Cosa potrà mai prendere di pensione una donna che ha lavorato nel commercio o nelle imprese di pulizie con miseri contratti anche dopo 40 anni di lavoro!!!!

  3. Tutti in piazza a manifestare contro questa ennesima presa in giro. Mi sapete dire perché sono andati a richiamare la signora Fornero? Ma chi è questa signora che va ancora in TV a dire che non bastano 40 41 anni di lavoro per andare in pensione si vergogni nei confronti di tutte quelle mamme che devono accudire figli e genitori vecchi e malati e che 41 anni di lavoro non bastano per una meritata pensione.Vergogna prima di parlare provi lei

  4. Si richiede minor spesa pensionistica per finanziare altra spesa sociale favorevole alla crescita, esempio eclatante, ricapitalizzare il Montepaschi di Siena, in poche ore il governo ha deciso di spendere 5 miliardi di euro per la banca senese soldi che nel giro di pochi mesi sono andati in fumo, erano i nostri dei contribuenti adesso non ci sono più questo è favorire la crescita? A scapito delle pensioni?

  5. Tutto è iniziato dall’eliminazione della Scala mobile, da lì i lavoratori dipendenti sono stati la cassa sicura di questo paese… dopo aver spinto i giovani al lavoro ora non si vogliono mandare in pensione.. ma incazzarsi e
    Pretendere di poter iniziare ad accedere alla pensione dopo i 35 anni? Basta veramente di rubare i nostri soldi.

  6. Scusate ma perché si continua a dire, secondo me in completa malafede, che scaduta quota 100 cento si tornerà alla legge Fornero? Mi risulta che per chi non rientrava nei parametri richiesti (38 + 62) la riforma Fornero abbia continuato e continui a rimanere l’unica formula esistente, tranne ovviamente casi previsti, per andare in pensione! Quindi governo e sindacati dovrebbero darsi da fare per risolvere questo importante e fondamentale problema per tantissime persone.

  7. Penso che la piattaforma sindacale sia la cosa migliore ora serve non indugiare piu manifestazioni e scioperi avanti con le date basta elemosinare un nostro diritto prendiamocelo e basta.

  8. Il nostro Stato sembra sempre più voler affossare il paese in una deriva sociale, civile ed economica sempre più evidente. In un sistema che di fatto ha un welfare state verso la famiglia pari a zero, sembrerebbe ovvio riconoscere la maternità alle lavoratrici (poi si stupiscono che la natalità sia sotto i piedi!), così come la logica staffetta generazionale dopo 41 anni di lavoro, che darebbe stabilità al sistema pensionistico e a quello economico-sociale. Probabilmente non è questo il loro scopo!!! Ma anche noi dobbiamo mobilitarci e i sindacati prendano iniziative, invece di rimanere sempre in attesa degli eventi.

  9. BUONGIORNO
    DOPO 41 ANNI DI LAVORO SI HA TUTTO IL DIRITTO DI POTER ANDARE IN PENSIONI SENZA ULTERIORI TAGLI ,MA CON UNA PENSIONE DIGNITOSA. SE NON ABBIAMO BUONI AMMINISTRATORI NON POSSIAMO NOI LAVORARE IN ETERNO PER LE LORO INCAPACITA’. IO DICO BASTA ,BASTA E POI BASTA.
    LARGO AI GIOVANI CHE NOI ABBIAMO DATO.

  10. Io e tante altre donne, inoltre, attendiamo la proroga di Opzione Donna, ricordo che tale Opzione è, appunto, un opzione non un obbligo.. e, credo, che le donne che ritengono di aderirvi debbano POTERLO FARE.. io, personalmente, ho i requisiti da quest’anno e non sapere quale potrà essere il mio futuro MI ANGOSCIA, non è giusto! Penso, anche, e SPERO che il Ministro Orlando PRESTISSIMO convocherà i sindacati…. ci sono migliaia di persone che attendono di conoscere il loro futuro…è snervante!

  11. Oramai credo siano rimasti pochi lavoratori precoci, quelli che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni.
    Di conseguenza dopo aver accumulato 41 anni di versamenti, la platea che potrebbe usufruire della pensione credo sia composta dalla stragrande maggioranza di over 60/ 62 anni d’età.
    La chiamano pensione anticipata…., ma come si fa a 62 anni d’età chiamarla anticipata anche in considerazione che l’aspettativa di vita si è notevolmente ridotta?
    D’accordo l’esperienza e le conoscenze nell’ambito professionale, ma vengono inevitabilmente meno le forze e le motivazioni, non sarebbe più logico fare spazio ai giovani?
    Da considerare che, purtroppo causa Covid, se ne sono “andate” almeno 100000 pensionati, con conseguente notevole risparmio delle casse INPS, questo non lo dicono mai i nostri governanti, non possono venirci a raccontare che non ci sono i fondi.
    Come già scritto anch’io propongo ai sindacati di fissare una data per il confronto con il governo, e se non rispettata spero ci sarà una grande mobilitazione di piazza.
    Personalmente sono stufo di veder rinviato negli anni sempre più avanti la tanto meritata pensione.

  12. Cosa si aspetta ancora a me sembra chiaro il governo è schiavo dell’europa .non farà niente che migliori la condizioni di chi gia sarebbe dovuto pensionarsi.diranno che per questo anno non vi è più tempo magari proviamo per il per il 2023.

  13. Logicamente parlo dei circa 100,000 Pensionati che sono deceduti non dei morti in generale e che non per epiranno come previsto nei prossimi 10 anni una Pensione.

  14. Lavori gravosi ok, donne ok ma non dimentichiamoci MAI dei Disoccupati e che da almeno 5/6/7 anni non hanno più avuto un contratto a tempo Indeterminato ma solamente qualche mese di tanto in tanto e che con la Digitalizzazione crescente in atto ci taglierà completamente fuori dalla maggior parte dei lavori presenti e futuri.
    Da 62 anni e con un minimo di 20/25/30 anni di marche devono essere mandati in Pensione per non entrare come successo a molti altri purtroppo, nella soglia di Povertà.
    Cosa ne pensate i soldi tra il risparmio di quota 100 e dei circa 100.000 morti per Covid (500 milioni i primi, circa 10 miliardi, i secondi) credo che siano una base sufficiente per poter fare una nuova riforma con l’uscita come sopra a 62 anni.
    Cosa ne pensa il Dott. Perfetto sarei felice di avere un suo parere, grazie.

    1. Sig. Morgaro, ci sono due aspetti di cui il Governo deve tenere conto: 1) ridurre la spesa pensionistica; 2) mantenere la spesa pensionistica sostenibile.

      Sui soldi risparmiati di Quota 100 non è possibile fare affidamento. In linea di principio, entro il 31 dicembre 2021 tutti gli aventi diritto potrebbero aderire a Quota 100. Quindi, i risparmi ipotizzati si volatilizzerebbero in un battibaleno. Inoltre, occorre tenere conto che coloro che hanno maturato i diritti per Quota 100 entro il 31 dicembre 2021 potrebbero esercitare il loro diritto di andare in pensione con Quota 100 nel 2022, oppure nel 2023, oppure nel 2024, in base alla cosiddetta “cristallizzazione dei diritti acquisiti”. In definitiva, i “risparmi” di Quota 100 sono solo “ipotetici”.

      Per quanto riguarda i soldi risparmiati per le pensioni dovuti ai decessi causati dal Covid, questi sì che sono risparmi reali. Tali risparmi potrebbero essere impiegati per finanziare nuove pensioni che andrebbero a “compensare” le pensioni mancanti dovute ai decessi. Ma la logica della contabilità impone al Governo di utilizzare tali risparmi per ridurre la spesa pensionistica, e non già per mantenerla ai livelli attuali. Attenzione! il Governo non ha la possibilità di scegliere come impiegare i risparmi derivanti dalle pensioni: è obbligato a fare ciò che farà! L’obbligo deriva dagli impegni che il Governo si è assunto nei confronti dei Paesi partner europei, impegni che sono esplicitati con decisione nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in riferimento alle Raccomandazioni 2019 del Consiglio europeo (“si richiede di attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica favorevole alla crescita” – PNRR, #NEXTGENERATIONITALIA firmato da Mario Draghi, pagg. 25-26).

      L’altro punto (il punto 2 prima accennato) è mantenere la spesa pensionistica a un livello sostenibile. Qui il problema è ben più difficile da risolvere.

      Per mantenere la spesa pensionistica “strutturalmente sostenibile”, è necessario che le pensioni vengano pagate con i contributi dei lavoratori attivi. Ciò è problematico, se si pensa che da un lato i lavoratori attivi tendono a diminuire a causa delle poche nascite che ci sono all’anno, mentre i pensionati tendono a vivere sempre più a lungo (lasciamo da parte il Covid, che è un caso del tutto eccezionale). Con questo impianto di sistema previdenziale che si basa su elementi demografici, non c’è altra soluzione che: 1) riattivare il meccanismo automatico dell’aspettativa di vita; 2) allungare sempre di più il periodo di permanenza al lavoro.

      In altre parole, la soluzione è la Riforma Fornero.

      Ho analizzato le cose dal punto di vista del Governo. Il mio punto di vista è invece opposto. A mio avviso la Riforma Fornero va letteralmente invertita con una Nuova Riforma, che non si basi sull’aumento del tasso di occupazione degli anziani, ma sull’aumento del tasso di occupazione dei giovani, i soli che possono incrementare i nuovi consumi, la produzione e quindi l’occupazione.

      1. Punto 1) Il SISTEMA ha già dato dopo 10 ANNI DI FORNERO, si sono risparmiati 10 MILIARDI sulla pelle della gente 2) il SISTEMA anche così è già di per sè in EQUILIBRIO perchè ormai la parte CONTRIBUTIVA della pensione sta acquisendo una parte rilevante-penalizzante grazie ai “disgraziati” coefficenti 3) Il risparmio di QUOTA 100 sarà un VERO RISPARMIO perchè è IRREALE pensare che chi non ha ancora esercitato l’opzione si SVEGLI TUTTO D’UN TRATTO 4) i risparmi delle pensioni non erogate CAUSA COVID, devono SERVIRE A INPS per mantenere la SPESA in linea come fossero già impegnati 5) l’impianto si basa ull’ASPETTATIVA DI VITA ??? OTTIMO, è CROLLATA di DUE ANNI…si riveda da subito e si torni a come eravamo….PENSIONE DI VECCHIAIA A 65 ANNI e FLESSIBILITA’ A 62 !! Le previsioni future LE SBALLANO TUTTE, CI SIAMO BELLI BELLI…ROTTI I MELONI….INTANTO LA GENTE MUORE….LA PENSIONE LA VOGLIAMO AD VIVI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 6) L’ EUROPA….l’EUROPA……L’EUROPA ?????? cosa ha DETTO ALLA FORNERO CHE HA CREATO GLI ESODATI COSTATI 12 MILIARDI ??????????? la signora ancora PONTIFICA e NESSUNO CHE LE CHIEDA IL CONTO DI QUESTA SPESA “ASSURDA” A CARICO NOSTRO…….e allora, CHE FACCIANO QUELLO CHE E’ GIUSTO FARE SENZA SE E SENZA MA………

  15. 40 ….41 per tutti e non solo per precoci.oppure 62 anni in base alla contribuzione maturata…..basta con il discorso di alzare l’età….guardiamo i contributi….tutti uniti in piazza e non solo….. BASTA farci prendere in giro…

  16. Vorrei segnalare un altro grosso problema che è il pagamento del TFS.
    Lo Stato intende forse pagare il TFS ,non ai figli di chi va in pensione, ma addirittura ai nipoti !
    Mi domando come di possa pensare di lasciare, un 65/66enne ,ad aspettare anni ed anni il Tfs. Ma la corte costituzionale…..dice che va tutto bene.

  17. Questo sfogatoio generalizzato dove ognuno rappresenta e difende la propria posizione previdenziale ci porterà a nulla. Bisogna capire che per contrastare questo governo appecorinato alle logiche economiche europee bisogna proporre proposte serie, sostenibili e possibilmente unitarie. Fino a quando un organismo straniero (l’OCSE) si permetterà di indicare come troppo alta l’attuale spesa previdenziale italiana non considerando che in quasi tutti i paesi dell’Europa l’età pensionabile è più bassa, non abbiamo prospettive. A questo punto bisogna puntare con forza a una proposta che il Governo non possa rifiutare e ritengo che l’unica che possa conciliare questa esigenza sia la proposta Tridico della doppia quota (contributivo/retributivo) rispettivamente a 63/67. Ci sarebbe da parlare all’infinito dei risparmi legati, purtroppo, ai tanti morti Covid e alla relativa diminuzione dell’aspettativa di vita con relativo mancato rialzo dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo, del fatto che molte persone, per motivi economici o familiari vorrebbero restare in servizio oltre i 67 anni mediando in tal modo l’età di coloro che invece vorrebbero anticipare il pensionamento ma sono discorsi troppo intelligenti per questa classe politica dedita solo agli interessi di partito e sopratutto personali.

  18. Purtroppo in passato, si è consentito di andare in pensione con 16/20 anni di contributi, ed io stesso ho visto colleghi pensionarsi a 41 anni di età e restare sul groppone dell’INPS in eterno, mentre lavoravano in privato.
    Ora ,il fatto di aver concesso folli privilegi anni addietro, non giustifica il tenere la gente al lavoro in eterno !
    Giunti a 60 anni tutti dovrebbero potersi pensionare ,magari a cifre più basse ,ma senza restare in ostaggio del lavoro in eterno.
    Ai politici, vorrei ricordare che la politica non è un LAVORO, ma un servizio che si dovrebbe esercitare per gli elettori.
    Invece ,a me pare che, ai politici non importi proprio nulla dei problemi dei cittadini.

  19. Non si parla più del rinnovo di Opzione Donna. Le lavoratrici hanno diritto ad avere una via d’uscita anticipata dal mondo del lavoro, visto che si sobbarcano anche il peso del lavoro di cura per il quale non ricevono alcun riconoscimento in termini previdenziali

  20. 62 anni di età o 41 anni di lavoro credo siano sufficenti. Libertà di scegliere se uscire prima dal mondo del lavoro. Rispetto del lavoro di cura delle donne e rispettare coloro che svogono lavori gravosi e insalubri.

  21. cari sindacati; di belle parole ne abbiamo le palle piene; penseremo a mobilitazioni se non ci convoca………………………………… ma chi volete prendere per il culo? siete d’accordo con i caporioni; il 17-18 settembre è fra 1 settimana e voi? ci mobiliteremo chissà quando; a ottobre, dopo i gruppi facebook? dovevate affiancarvi ai gruppi per le manifestazioni del 18; non attendere l’esito; siete solo dei………………………………………………………………… chiarooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

  22. Dopo 40. Max 41 anni di lavoro è giusto poter andare in pensione, lasciando spazio alle generazioni future che non trovano occupazione. Partiti e sindacati si giocano la loro credibilità sulle scelte che verranno fatte per il futuro di tanti lavoratori, che sono ormai stanchi, e che se non si va incontro alle richieste, sono ormai pronti alle mobilitazioni generali.

  23. Continuo a rimanere sbalordito che anche i sindacati cadano nell’errore pacchiano nell’affermare: ” Non è tanto il RITORNO alla Fornero dopo il superamento della quota 100 ………… si TORNERA’ in toto ai 67 anni o ai 43 dell’anticipata. MA QUALE “RITORNO”, cosa ” SI TORNERA'” !!!!!!!!! In questi tre anni di quota 100 la Fornero ha continuato ad esistere per migliaia di lavoratori e quindi non è un ritorno, migliaia di lavoratori hanno continuato a pensionarsi con i 67 anni della vecchiaia o con i 43 della Fornero. Non c’è nessun ritorno, la Fornero ha continuato incessantemente la sua corsa anche in questi tre anni. Lo scalone di cui parlano non nascerà nel gennaio del 2022 ma è nato nello stesso momento in cui è nata la quota 100. Se in questi tre anni qualcuno si è pensionato LIBERAMENTE con quota 100 e altri OBBLIGATORIAMENTE con quota 105, come la vogliamo chiamare questa differenza di 5 anni ? Per quanto riguarda il tema pensioni, quello che accomuna tutti i lavoratori, è l’estratto contributivo in possesso dell’INPS che ha esattamente i dati di chi è iscritto alla cassa previdenziale. Questi dati indicano esattamente che in pensione con quota 100 ci è andato chi ha lavorato meno anni e versato meno contributi. Chi ha lavorato di più e versato più contributi è stato OBBLIGATO a rimanere al lavoro. Io non sono un ipocrita e se qualcuno è stato per lungo tempo disoccupato ed ha dovuto tirare la cinghia o se è stato obbligato a lavorare in nero per mettere un tozzo di pane a tavola ne sono enormemente e sinceramente dispiaciuto, ma se qualcuno ha dovuto raggiungere forzatamente i requisiti della Fornero potevano farlo anche quei lavoratori ancora assunti che hanno ricevuto il regalo della quota 100. Non si può dire che a 62 anni si è ormai troppo vecchi quando altri devono per forza arrivare ai 67 della vecchiaia. Non si può dire che 38 anni di lavoro sono tanti quando altri sono obbligati ad arrivare a 43,1. Abbiamo sprecato tre anni e tanti miliardi per una norma iniqua e ingiusta per ritrovarci tre anni dopo al punto di partenza e niente e mai più sarà mai tanto vantaggiosa come quota 100. Abbiamo sempre criticato le baby pensioni ma seppur in tono molto minore non c’è molta differenza con la quota 100.

  24. Questi giocano con la pelle dei lavoratori. 41 anni sono anche troppi per chiunque. E poi è disgustoso pensare di abbassare ulteriormente le pensioni di reversibilità. Ma una povera donna di 60 anni che perde il marito e che si ritrova a dover vivere con 800 euro al mese, una volta che ha pagato l’affitto e qualche bolletta che fa senza nemmeno i soldi per fare la spesa? Va alla caritas a mangiare. Diamo il reddito di cittadinanza e poi lasciamo morire le vedove di fame. Sempre sulla pelle delle donne giocano questi bast… i

  25. SE NON ORA QUANDO??’ DOPO 41 ANNI DI LAVORO SI HA DIRITTO ALLA PENSIONE SENZA SE E SENZA MA E AGGIUNGO AD UNA PENSIONE DECOROSA.
    Se fosse vero che (COME IN PARTE CREDO) chi ci ha governato in questi 40 anni ha sprecato i nostri soldi “interamente VERSATI” è giusto che siano costoro a pagarne il prezzo non l’onesto lavoratore. Morale chi ha versato 40 anni deve poter andare in pensione, se non ci sono i soldi si vadano a cercare altrove. Se serve si possono vendere immobili dello stato e/o monumenti. In fin dei conti quando uno va in banca rotta lo si obbliga a vendere tutti i beni di sua proprietà e i colpevoli vanno colpiti.

    1. Il problema è che se uno va in bancarotta deve vendere i suoi beni, ma gli immobili e i monumenti, che tu dici essere dello stato, equivale a dire che sono nostri. Quindi, a rimetterci siamo noi, in tutti i modi, invece chi ci ha ridotto in questo stato continua a percepire il vitalizio (che equivale ad un sacco di pensioni) e non solo loro, pure gli eredi.
      Alla fine, a noi tocca lavorare anni ed anni per una miseria (io ho gia più di 42 anni di contributi.

  26. Lo scopo che perseguono nel mandarci in pensione sempre più tardi e nel non permettere ai giovani di entrare nel mondo del lavoro è semplicemente quello di impoverirci e di accentrare le ricchezze nelle mani avide di pochi. Un popolo che deve badare a mettere insieme pranzo e cena non ha né il tempo, né la voglia, né i mezzi per stare a guardare le malefatte di chi lo affama.
    Meglio distribuire un po’ di elemosina con redditi di cittadinanza vari che permettere alle persone di essere indipendenti e avere tempo e mezzi per informarsi.
    I giovani o sono dei genietti in grado di inventarsi qualcosa o non possono che aspirare a vivere con stipendi da fame se e quando troveranno un lavoro sottopagato e precario. Ormai, chissà in base a quale logica, gli pseudo-luminari dell’economia danno per scontato che questo debba essere il destino della nostra gioventù.
    E’ una deriva morale e sociale senza fine.

  27. Quando si chiede ascolto a chi palesemente cerca di evitare di ascoltarti è inutile aspettare che ti chiami lui.
    Quindi i sindacati farebbe bene a fissare loro una data per la mobilitazione in modo da trovarsi già pronti in caso di mancata convocazione da parte del Ministro o di convocazione di sola facciata come quella del 27 luglio.
    Altrimenti hanno ragione quelli che dicono che si cincischia da entrambe le parti.

  28. Quando si chiede ascolto a chi palesemente cerca di evitare di ascoltarti è inutile aspettare che ti chiami lui.
    Quindi i sindacati farebbe bene a fissare loro una data per la mobilitazione in modo da trovarsi già pronti in caso di mancata convocazione da parte del Ministro o di convocazione di sola facciata come quella del 27 luglio.
    Altrimenti hanno ragione quelli che dicono che si concischia da entrambe le parti.

  29. Il TEMA è BOLLENTE!

    A tal punto che ritrovo non rari commenti preoccupati del fatto che il governo possa pensare addirittura di aggredire lo stato di fatto delle attuali Pensioni Anticipate con calcolo misto 42,1/43,1 si cui alla legge 4/2019 (art. 15).

    Io ritengo che visto lo scontro verbale in atto già riguardo il Geen Pass, le scaramucce dentro e fuori il parlamento e le “puntualizzazioni” di Salvini di questi giorni che tanto agitano Letta; preso atto che Salvini lo hanno già “martirizzato” coi processi, qualora lo martirizzassero anche attraverso l’invisa legge Fornero e la sua Anticipata, su cui comunque Lui farà di tutto per dire la sua, porterebbero solo altra benzina alla sua campagna elettorale a discapito della sinistra.

    Sarebbe una ulteriore trappola preparata per Letta che spalancherebbe, ancor più, le porte ai due partiti di destra per il prossimo governo e aumenterebbe, ancor più, i rancori verso l’Europa.

    Qualcosa di sgradito potrebbe comunque accadere riguardo le pensioni, seppur non credo andranno oltre il lasciare la legge Fornero.
    Le varianti 4/2019 (art. 15) le potrebbero lasciare fino alle naturali scadenze come hanno lascito a scadenza quota 100, (in fin dei conti l’Europa non sembra, ad ora, ne faccia accenno).

    Sarebbe incomprensibile, oltre che assurdo, agli occhi dei lavoratori passare dall’aver concesso per tre anni i 38 di versamenti come sufficienti, dire ora che 42,1/43,1 al contrario non lo sono (quantunque molti, lavorando in continuità, ne usufruiscono già prima dei 60anni di età).
    Certo, bisognerà stare attenti al fatto che non ci attacchino delle penalizzazioni, ma in una situazione in cui il sindacato chiede la coppia 41/62 DISGIUNTA, “Noi pensiamo che dopo 62 anni d’età o dopo aver lavorato 41 anni ci siano le condizioni per poter andare in pensione “ nella migliore delle ipotesi il governo potrebbe rilanciare col dire CONGIUNTA.

    Il Sindacato ora è chi, da tutto questo, ne uscirebbe scornato; sindacato, concordo, che in questo frangente andrebbe sostenuto da una massa di gente in piazza pari a quella degli anni 60.

    Di certo, come talvolta affermo, non dobbiamo nel frattempo pretendere la Luna, ma nemmeno aspettare di farci buttare nel pozzo.

    1. Se la coppia 41/62 la facessero CONGIUNTA quasi nessuna donna vi accederebbe. Già ai 38 anni di contributi ci sono arrivati 70% uomomi e 30% donne figurati ai 41. Ma non dimentichiamoci mai che le donne hanno, per tutta la loro vita, svolto anche un altro lavoro, quello di cura in ogni famiglia, mai riconosciuto.
      Le donne che lavorano a 60 anni sono stremate. Altro che lavoro usurante!

      1. Buongiorno Viviana.

        Le assicuro che lo comprendo benissimo il problema di molte donne e della loro incapacità nel vantare carriere lavorative continue; le rammento, ma sono certo che Lei già sa, che all’amata Europa e all’OCSE del rigore, questo non importa.

        La comprendo in quanto da ormai 10 anni resto nell’attesa di vedere anche la mia consorte raggiungere, sperando bastino 42,1 anni di lavoro nel 2022, la meta della pensione.
        Pensione che come donna avrebbe già maturato qualora ritenesse sufficiente il traguardo concessole da Opzione donna; un furto per tutte ma, in particolare, per quelle che non vantando carriere a “elevato livello retributivo” ne ricavano un assegno da subito insufficiente, che si mostrerà tragico nei loro anni a venire.

        Purtroppo da quello che leggo il sentore che ne ricavo, seppur mi auguro non frulli di peggio nella testa di questi nuovi “scriba europei”, è che siano quantomeno soddisfatti del cappio che già portiamo al collo con la riforma esistente. Che non pensino di tirarne ancor più la corda, magari dalla sera alla mattina di fine anno, o rendere il nostro “primo pilastro” sempre più da carattere previdenziale a carattere assistenziale.

        L’ipotesi dei 41, i media già la hanno da tempo cassata; non so se reggerebbe qualora nella trattativa qualcuno accennasse di permetterla a chi maturasse i 62 di età.
        L’incognita e l’aggravante sarebbe quella di penalizzarne l’assegno rendendolo tutto contributivo, una opzione uomo, ovvero il perseguire le logiche del tipo Boeri.

        Nel mio caso direi che ormai manca poco per sapere il futuro che ci attende, spero di non dover dire a mia moglie: lascia tutto e andiamocene! Nella sua personale situazione le faccio molti auguri.

  30. Buongiorno,
    dopo 40 o al massimo 41 anni di lavoro è giusto che uno vada in pensione per se e per le generazioni future che possano cominciare a lavorare con continuità in modo da poter programmare un futuro per se e per gli altri senza assistenzialismi.

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