Riforma pensioni 2021, ultime: giusto ed equo concedere la pensione dopo 40 anni

Riforma pensioni 2021,ultime proposte dei lavoratori: 9 i punti proposti al Governo dai quota 41

Relativamente al dibattitto acceso sulla riforma pensioni post quota 100 vi è chi non ha dubbi, è  giusto pensare alla flessibilità in uscita per chi ha meno anni di contributi alle spalle, taluni sarebbero addirittura disposti ad accettare, seppur pochi rispetto alla maggioranza, la proposta di Tridico pur di uscire prima dal lavoro, ma è altresì giusto per chi ha versato continuativamente 40 anni di contributi non dover più scendere a compromessi, la pensione dopo 40 anni di lavoro è un diritto, dicono in molti.  

Possibile che, ribadiscono i lavoratori che commentano assiduamente sui social e nella sezione apposita del sito, il Ministro Orlando ed il Presidente Tridico non si rendano conto che 40 anni siano davvero una vita di lavoro?

Eppure fa notare Pietro, rivolgendosi direttamente a Tridico: “Nel 2018 in un intervista sulle pensioni da Floris dicevi:mi sembra ragionevole pensare che una persona dopo aver lavorato 40 anni possa andare in pensione‘, Hai forse cambiato idea? Oppure era solo un modo per racimolare voti?”. Ecco le considerazioni di alcuni di loro, tra le tante abbiamo scelto quelle più dettagliate che meglio fanno emergere la questione:

Riforma pensioni 2021: dopo 40 anni andare in pensione è un diritto?

Teo, scrive: “ Caro Ministro Orlando, Caro Presidente Tridico, Cari Onorevoli, Professori, Tecnici e SuperTecnici con Fornero al seguito, vogliamo provare a fare 2 conti insieme. Partendo dal presupposto che dopo 40 anni di lavoro le persone hanno diritto di ritirarsi con una dignitosa pensione, vorrei sottoporre alla vostra attenzione una banale domanda: quanti anni è giusto che lavori una persona per aver diritto alla pensione? Partendo da questa risposta (mi auguro onesta e non frutto di un comportamento sadico) si costruiscono le norme che regolano il pensionamento.

Siccome poi chi è chiamato al potere deve anche dimostrare sani principi di giustizia ed equità, mi pare assurdo che si fissi un obbiettivo superiore ai 40 anni. Infatti molte sono le persone che se ne sono andate in pensione prima dei 40 con le vecchie normative (ante Fornero), e altrettante saranno quelle che non raggiungeranno mai i 40 anni poichè entrano tardi nel mondo del lavoro.
Da 10 anni a questa parte le persone iniziano un lavoro, spesso precario, dopo il compimento di 25 anni. Pertanto esiste una platea di lavoratori che per loro sfortuna stanno pagando anche per gli altri. Sono quelli che hanno iniziato a lavorare da giovani negli anni dal ’75 al ’95 e che sono i più penalizzati in assoluto. Hanno intrapreso un lavoro in età giovanile con la convinzione che dopo 35 anni di lavoro sarebbero andati in pensione con il sistema di calcolo allora vigente. Purtroppo però si sono visti cambiare le regole in corsa e spostare il traguardo più in la’. Prima a 38 anni poi a 40, poi 43 anni e un mese. Ma non solo, la stessa pensione ha subito delle variazioni negative passando dal sistema retributivo al sistema misto che, con calcoli alla mano, prederanno un mensile molto inferiore rispetto ai colleghi che se ne sono andati 5 anni prima. QUESTA E’ GIUSTIZIA? E’ EQUITA’? I MIEI GENITORI MI HANNO INSEGNATO CHE QUANDO C’E’ DA STRINGERE LA CINGHIA LO SI FA TUTTI INSIEME, L’INTERA FAMIGLIA, NON SOLO UN COMPONENTE. Solo una mente diabolica puo’ immaginare di far lavorare così tanto le persone… fino a 43 anni e un mese

Riforma pensioni 2021: Dopo 40/41 anni la pensione è il minimo

GFS, dalla sua fa un confronto con un debito in banca e col fatto che dopo un po’ di anni il debito si  estingua, come a dire dopo 40/41 anni di lavoro la pensione dovrebbe essere un diritto: “Quando una persona (indipendentemente dalla età anagrafica che ha) ad una certa data contrae un debito con una banca, e poi si mette d’impegno, e poi dopo 40 anni “onora il suo debito”, questa persona è libera da ogni vincolo. Ha semplicemente fatto il suo “dovere” nei confronti con la banca, e la banca non pretende più nulla.

Detto ciò, quando una persona (indipendentemente dalla età anagrafica che ha) inizia a lavorare, e dopo 41 anni di “QUALSIASI tipo di lavoro”, dopo 41 anni di “contributi a carico del dipendente” VERSATI, dopo 41 anni di “contributi a carico dell’azienda” VERSATI, credo che questa persona abbia fatto il suo “sacrosanto dovere”.

Questa persona deve essere considerata “libera” da vincoli, e la banca (ops … scusa caro Tridico, volevo dire INPS al posto di banca) deve, e sottolineo DEVE, riconoscere a questa persona tutto quanto gli spetta senza alcuna penalizzazione (perchè è assurdo “penalizzare oggi” una persona che ha lavorato per 41 anni, con tutti i contributi versati, facendo leva sulla sua età odierna o su algoritmi che vengono pensati di volta in volta all’interno dell’INPS o nelle stanze del GOVERNO).

Io credo che una persona che abbia lavorato per 41 anni (e ha avuto la “fortuna” di lavorare per 41 anni) si sia guadagnata il meritato riposo, si sia guadagnata la rendita che gli spetta per il “capitale” che ha depositato per 41 anni nelle casse dell’INPS, rendita senza alcuna penalizzazione.

Perchè caro Tridico e caro INPS, io (da parte mia) e l’azienda (da parte sua) OGNI MESE abbiamo versato il denaro nelle “casse dell’INPS”.

Oggi, dopo 41 anni di lavoro, caro Tridico & INPS & GOVERNO non dovete pretendere più nulla. Sono io che ritengo che mi debba essere riconosciuto quanto mi spetta, nella maniera più onesta e razionale possibile. E domani, dopo 41 di lavoro, vorrei spendere il tempo che mi rimane della mia vita con la massima libertà e nella migliore maniera possibile. Senza nessun vincolo”

Concordate o meno con questa osservazione, sarebbe corretto concedere la pensione dopo 40/41 anni di contributi versati senza penalità e indipendentemente dall’età? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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60 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime: giusto ed equo concedere la pensione dopo 40 anni

  1. Sono assolutamente d’accordo, io ho cominciato a lavorare nel dicembre del 1980(sono nato nell’aprile del 66), all’epoca si andava in pensione con 35 anni di contributi, sono passato attraverso il fallimento della azienda in cui lavoravo con conseguenti due anni di purgatorio fra agenzie interinali o cooperative che alla fine mi hanno prolungato l’uscita dal lavoro di qualche mese, ad aprile ho maturato i 40 anni di contributi, vado verso i 41 e obiettivamente sono veramente stanco di lavorare, il problema è che con la legge Fornero dovrei lavorare fino a giugno 2024 così raggiungerò i 43 + 1mese

  2. Chi oggi ha versato 41 anni di contributi e ha meno di 60 anni ha fatto sicuramente lavori gravosi. Parliamo della fine degli anni 70, non esisteva la legge 626. Tanti di noi per migliorare la propria condizione ha studiato di sera e lavorato di giorno, all’epoca si lavorava 10 ore al giorno e al sabato mattina. Credo che il nostro contributo sia stato ampiamente dato. Personalmente mi sento presa per i fondelli da quota 100, perché chi ha 38 anni di contributi e 62 di età può andare in pensione e io che ho 58 anni di età e 41 di contributi ( più un anno in nero a 14 anni e un anno perso dall’INPS che non mi riconosce) devo lavorare altri 10 mesi+ 3, perché anche la storia dei 41 e 10 mesi è una presa in giro, visto che poi dobbiamo aspettare 3 mesi per percepire la pensione costringendoci a lavorare altri 3 mesi senza maturare nulla. Credo non possiate chiederci altro è non chiamatela pensione anticipata, è un offesa per chi ha contribuito pienamente allo sviluppo di questo iniquo Paese.

  3. E ‘ giusto andare in pensione dopo 40 anni di lavoro, ma se non scendiamo in piazza a protestare (pacificamente) non risolviamo questo problema, i politici vanno e fanno dove il vento soffia , di noi lavoratori che dopo una vita di lavoro e siamo stanchi non gliene importa a nessuno, perché l’europa dice che bisogna aumentare l’età pensionabile, e aiutare chi non vuole lavorare, e loro rispettano quello che impongono, se non li danno più i soldi

  4. Buongiorno prima di tutto,io penso che chiunque ci sia al governo non abbia nessun problema a legiferare tanto loro legiferano per NOI e basta di conseguenza dobbiamo mandarli tutti a casa e rivedere tutte le regole a partire dal mondo del lavoro e delle pensioni perché quello è proprio quello il punto di partenza, quello che loro dribblano in tutti i modi!!! Insomma basta fornero (legge di m…. che non ha portato nessun beneficio se non che allo stato,ma anche questo lo sapevamo fin dall’inizio,non avremo studiato come loro ma non per questo ci devono calcolare degli stupidi!!!!),pensione DIGNITOSA e vediamo cosa succede!!! Se l’Europa ha dei problemi o non è d’accordo ci caccino fuori….poi voglio vedere!!!

    1. Sacrosanta verità dopo 41 anni di lavoro e un diritto andare in pensione l equità deve valere per tutti cittadini e politici ma così non è le leggi i politici le fanno a loro esclusivo vantaggio e poi mi vengono a dire che ‘LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI’ mi fanno solo tidere

  5. E’ giusto! Sarebbe corretto concedere la pensione dopo 40/41 anni di contributi versati senza penalità e indipendentemente dall’età.

    1. Dopo 40 anni di lavoro la pensione è un obbligo da parte di INPS & CO. solo loro dopo una legislatura se ne vanno in pensione con un pacco di soldi (versati da noi per loro) è un vero schifo!! Per loro sono diritti acquisiti…e i nostri???

  6. Chi ha avuto la cattiva idea come me di fare l Università ha cominciato a lavorare,dopo la laurea, a 26′ anni. Potevo riscattare la laurea mi direte. E perché ? Nell’ 89, quando ho stipulato il mio contratto con l’Inps, tale ente mi assicurava la pensione a 60 anni e/o con 35 anni di contributi. Riscattando la laurea sarei andato in pensione a 57 anni (26 di età + 31 di contributi al netto dei 4 di riscatto laurea ). Andare a 60 non mi pesava e non riscattati la laurea (per non pesare ulteriormente sui miei genitori che già si erano spremuti per farmi studiare). Poi lo stato VIGLIACCO ha cambiato il contratto unilateralmente adducendo mancanza di coperture. Ma i 130 MILIARDI di evasione annua non l vede o fa finta di non vederli. Perché spremere me (e tutti quelli come me) e ,per il VIGLIACCO, più facile (aggiungo: per il momento…)

    1. Gentilissimi,
      anche io vorrei scrivere che sono una di quel bel gruppo nato nel 1960 e quindi solo nel 2022(settembre) compirò 62 anni pur avendo 38 anni di contributi nel 2021.
      Quindi mi vedo “volere via” quota 100 per lo sbarramento età.
      Sono donna e avrei opzione donna; ma con uno stipendio di 1250,00 euro netti andrei con circa 850,00 (un anno senza stipendio e senza 13esima), praticamente come un reddito di cittadinanza.
      Si, se potessi e avessi diritto di parola chiederei e lotterei per una pensione: senza sbarramento di età con un max da 38 a 40 oppure ancora quota101 ma senza sbarramento di età.
      Capisco che tantissimi concorsi furono fatti negli anni 1985 e che so bene che, chi fa di conti, che tantissimi dipendenti comunali andranno un pensione con questa opzione(persone senza disabilità e 104 e lavori non gravosi), ma questo svuotamento permetterebbe l’attivazione di tanti nuovi concorsi…
      Un saluto a tutti Voi

  7. buongiorno sono più che d’accordo con queste affermazioni e voglio una risposta da questi politici che pensano solamente alla loro poltrona ed ai loro privilegi, siamo stufi di vedere che i soldi li prendono solamente a noi è ora che anche loro facciano la loro parte, via i vitalizi e pensione con un massimo di € 50000 lordi e vedrete che i soldi ci sono anche per noi che abbiamo lavorato e versato i contributi per pagare tutti i loro privilegi .
    SIAMO STANCHI LO VOLETE CAPIRE? ALTRIMENTI VE LO FACCIAMO CAPIRE NOI

  8. Non ci sono parole che si possono scrivere qui, per commentare l’obbligo di lavorare dopo aver versato e faticato per 40 anni consecutivi. È un abominio costringere qualcuno a farlo. Un crimine contro “l’umanità”.
    Mi sorprendo ci siano ancora persone che protestano violentemente per la cessione di un giocatore della “loro squadra” e nessuna protesta nazionale dura e continuativa per leggi come la riforma Monti/Fornero!!

  9. Concordo pienamente che dopo 40/41anni di lavoro un lavoratore vada in pensione senza avere rubato nulla a nessuno

  10. Bisogna fondare il partito politico dei lavoratori per mandare via gli stessi che nel 2011 si incularono milioni di lavoratori fornero dtaghi pd ecc.ecc.

  11. La riforma della pensioni è una parte di una situazione generale che ha dimostrato il fallimento dei politici, la chiamata del prof. Draghi ne è la conferma.
    Da una parte abbiamo un RDC, principio giustissimo, che come è stato organizzato sta creando problemi alle aziende, chiedere a ristoranti, bar ed altre attività tipiche di quel tessuto chiamato microeconomia che ha tenuto in piedi questo paese per anni, ora alla ricerca infruttuosa di personale, non facciamo gli ipocriti!! Dall’altra abbiamo giovani di buona volontà e sani principi (no bamboccioni)che si stanno creando carriere discontinue e avranno pensioni da fame e lavoratori che hanno 40 e più anni di versamenti pieni, sia loro che delle aziende, che forse, andranno in pensione a 63/64 anni con decurtazioni. A fine anno terminerà un quota 100 (62+38) che è stato un obolo elettorale, domanda: perché chi ha raggiunto quota 100 non avendo 62 anni è rimasto al palo? Non facciamo la solita retorica sulle categorie disagiate.
    Tutto questo è la dimostrazione che la classe politica e sindacale italiana, senza differenze di colore, ritiene i cittadini italiani degli stupidi a cui basta dare degli oboli elettorali per poter continuare a fare i propri interessi, anzi
    meglio chiamarli “loro comodi”. In questo quadro ci domandiamo perché i giovani con qualità e voglia di lavorare fuggono all’estero? Perché i pensionati incassano la loro pensione all’estero (Portogallo etc..)?

  12. Buongiorno
    Se Inps non è in grado di onorare gli accordi presi con i lavoratori 40 anni orsono, si pretenda almeno che i lavoratori possano crearsi la loro pensione con una banca decidendo autonomamente col proprio datore di lavoro. escludendo Inps che ha vantaggiato cani e porci.

  13. Buongiorno, se una persona come me, ha iniziato a lavorare a 15 anni, 9/10 ore al giorno più mezza giornata al sabato scuole le facevo serali, praticamente un mazzo tanto dalla mattina alla sera, ho sempre versato i miei contributi a oggi 39 anni, mai fatta cassa integrazione, 39 anni a veder le stesse mura le stesse facce, io penso che dopo 40 anni di sta vita da galera devo aver diritto a riposarmi, lascio volentieri il mio posto a chi prende il reddito di cittadinanza, scrivono che allo stato costo troppo io rispondo che i contributi io li ho versati quindi non costo niente rivoglio i miei soldi indietro, secondo m’è costano troppo chi prende pensione che non ha mai versato una lira, vi ringrazio di avermi dato la possibilità di sfogarmi un po’, cordiali saluti

  14. Confermo parole sante soprattutto quanto scritto da GFS
    Aggiungo un piccolo pensiero.
    Circa 80 anni fa qualcuno tolse il diritto di vivere a un intera popolazione.Bene anche noi oggi abbiamo personaggi che vogliono togliere il diritto alla pensione.H. F.

  15. Buongiorno a tutti io al governo vorrei solo dire ma quanto volete farci lavorare ma dopo 40 anni di versamenti dobbiamo avere il diritto di andare in pensione non e possibile lavorare tutta la vita e poi ci dicono che costa troppo andare in pensione con 41 anni di contributi pero danno il reddito di cittadinanza anche a chi non gli spetta all’estrazione comunitario ai giovani che non va di fare niente ai zingari ma non e giusto che noi paghiamo per tutti e poi vogliamo parlare del vitalizio devono far passare la riforma 41 per tutti e senza penalizazioni o 62 anni altrimenti tutti in piazza a fare giustizia Tridico e Draghi devono andare a fanculo e capire che i giovani devono lavorare e noi dobbiamo dare gli spazi a loro ciao buona giornata

  16. parole sacrosante, sono pienamente d’accordo con quanto scritto, non è possibile pensare che chi come noi dopo 40 anni di servizio e di versamenti possiamo ancora continuare a versare e sapere che non percepiremo nemmeno l’80% del nostro ultimo stipendio e poi dobbiamo ancora augurarci che il Signore ci faccia fare una serena vecchiaia, altrimenti avremmo lavorato solo nella nostra vita senza goderci un solo giorno di pensione.

  17. Buongiorno sono pienamente d’accordo su quanto scritto sopra, vorrei aggiungere che è inutile aumentare in modo insostenibile l’età pensionistica, e poi se uno esce dal mondo del lavoro dopo i 50 anni ha problemi a essere ricollocato, perché gli sgravi fiscali per le aziende ci sono per i giovani, ma quelli di età avanzata sono penalizzati.
    Quindi la simpatia della signora Fornero potrebbe rivolgerla ai suoi amici.
    Io sono più che convinto che un politico o un professore super pagato o addirittura dirigenti e manager possano lavorare sino a settant’anni, ma ci sono categorie dì lavoratori che sia per usura psicofisica che solo psichica non possono lavorare così tanto. Io ho 57 anni ho iniziato a lavorare che ne avevo meno di 16, mentre lavoravo ho conseguito un diploma, sia per colpa mia che per colpa del mondo del lavoro ho dovuto cambiare diversi lavori. Ho fatto e sono operaio ho fatto il facchino, il commesso, l’impiegato, e purtroppo mi sono accorto che mi mancano bene 5 anni dì contributi, ma non al mio fisico, meglio dire che il mio corpo non può reggere 50 anni o più di lavoro, quindi sono pienamente d’accordo con la possibilità di andare in pensione dopo 40/41 anni dì contributi. Io sarei anche disponibile a avere la possibilità di fare il ricalcolo contributivo piuttosto che andare in pensione con la legge Fornero perché vorrebbe dire usurare il mio corpo e accorciare la mia vita almeno di 5 anni.

  18. Il problema di base secondo me è che negli ultimi 20 anni si è fatto cassa con le pensioni ma i soldi non bastano mai tant’è vero che il debito pubblico continua ad aumentare .Come diceva qualcuno nei post precedenti si dovrebbe trattare tutti i cittadini allo stesso modo ricalcolare anche le pensioni gia erogate compresi i politici dare la pensione in base ai contributi versati.Per molte persone sarebbero dolori ma non si può pensare di tenere in piedi il sistema mungendo sempre gli stessi.A queto punto per cercare equità anche x le persone che hanno iniziato a lavorare da giovani che sicuramente dovranno fare minimo 43 anni per pagare pensioni a persone senza o con pochi contributi e ora di fare giustizia e di mandarli in pensione con 40 anni di contributi.le ultime modifiche fatte hanno accentuato ancora di più questo problema vedi quota 100 .

  19. Bellissimo articolo ,tutto vero
    Io dopo 43 anni di lavoro potrei andare in pensione con 1270 euro netti .
    Questo perché ho iniziato a lavorare a 14 anni oggi che ne ho 57 non mi posso permettere di andare in pensione ,perché ho ancora due figli a casa che studiano e andare alla caritas perché non c’è la faccio non mi va ,ora sfido chiunque di mantenere una famiglia con quella somma.
    ho iniziato presto a lavorare un po per orgoglio e tanto perché figlio di una famiglia numerosa .
    Mi sento che mi hanno rubato l’adolescenza e credo che si prenderanno anche la vecchiaia

  20. Sono un uomo di 58 anni .Ho sempre lavorato con devozione e onestà.Nel 2009 i miei datori di lavori hanno lasciato posto ai figli i quali mi hanno voluto lasciato a casa per far posto a uno fi loro come responsabile del personale di una azienda della grande distribuzione.Gestivo quali 800 dipendenti. Mi hanno esibito un assegno e mi hanno detto quanto volevo per andare via.E da li è conciata la mia odissea.Entrato nella crisi del 2009 e poi del 2011 sono riuscito a trovare un posto come responsabile del personale di un’azienda della Valtrompia in provincia di Brescia 70 km al giorno andata e ritorno.D a solo riorganizzato Ufficio, rapporti con le Oss e quant’altro anche dopo quai cinque anni lasciato a casa per i costi …( quali devo ancora capire visto che tenevo io il.budget del personale e in anno di gestione ho fatto risparmiare all’azienda 260.000 di costi ).A farla breve di nuovo disoccupato trovo posto in una associazione di categoria che dopo due anni fallisce, mi dicono che mi devo cercare lavoro, lo trovo in uno di consulenza del lavoro, mi metto a fare il pay Roll, come dice ora, spremitura come un’ apprendista decido io di lasciare per cercare un’altra occasione.Pandemia sono ancora a casa e verso ogni tre mesi 4165,72 € di contributi volontari , più di 16000 all’anno questo per una previsione Fornero di 5 anni.Iscritto regolarmente a centro impiego con la disponibilità ad nuovo lavoro l’incontro fra domanda e offerta inestinte.Non sarebbe il caso tenuto conto per alcuni datori sono troppo vecchio ( balle perché non possono pagarmi come un un’apprendista ma hanno gli sgravi contributivi per gli over 55) di tenere conto e mandarmi in pensione con 40 anni? Me ne mancano 3 e per fortuna che non sono sposato ho casa propria già un privilegio…ma voi la guardate la situazione o fate finta di nulla?Ivano Torri Brescia

  21. Io sono una lavoratrice partime e attualmente ho 40 anni di lavoro e l’azienda versa circa 10.000 euro all’anno alle casse INPS. Quanto ha versato in 40 anni???? Quindi quanti anni devo vivere per farsi che mi vengano restituiti? Dove finiscono i soldi???????????????

  22. Bisogna fondare un partito politico di tutti i lavoratori avremo la maggioranza in parlamento.possiamo decidere solo cosi le nostre vite.

  23. Salve. Vado oltre, ormai quella dell’INPS potrebbe essere assimilata ad una pensione integrativa di una banca o assicurazione. Se non sono in grado di gestire i denari, mi diano la possibilità di ritirarli tutti comprese le rivalutazioni e quando lo riterrei opportuno in base al capitale maturato, per assurdo, potrei uscire dopo 36 anni o dopo 45…. Ridatemi i soldi che ho versato con la mia azienda e ridatemi la mia libertà, non voglio più essere ricattato politicamente. Ringrazio per il tempo concessomi.

    1. Buongiorno.
      Gianfranco, capisco la arrabbiatura.
      Ma i suoi e i miei soldi versati guardi che non esistono.
      Non stanno chiusi in un cassetto in attesa che si raggiunga la data del pensionamento e non sono nemmeno investiti; credo lo sappia che è solo una “partita di giro”.
      Lei ora versa, io che sono un pensionato ora prelevo; semplificando questo è il meccanismo studiato in quasi tutte le parti del mondo che sta alla base delle pensioni.
      Per fare come chiede Lei il tentativo è quello a cui ci spingono, ossia versare una parte della retribuzione (es. il TFR) in un fondo pensioni dal quale, AUGURANDOCI CHE NON FALLISCA in quanto ci si affida al mondo della finanza, un domani ciascuno prelevi in base a quanto ha versato.
      E in tale mondo ognuno di noi di regola si mette in fila e attende di prelevare quando avrà raggiunto l’età stabilita.
      Saluti

  24. Quando arrivi a 41 anni di lavoro sei esausto indipendentemente dal lavoro che fai. Io sono quasi a 49 ma vi assicuro che non vedo l’ora di andarmene in pensione. Si alla pensione dopo 40/41 di lavoro

  25. Il nove gennaio 2022 avrò 62 anni e 38 di contributi, per 9 giorni non potrò usufruire di quota 100, ma fin qua rientrerei negli sfigati, il problema sig Tridico è che cominciai a 16 anni venendo per circa 8 anni pagato in nero, per un totale di 46 anni lavorativi, in attesa di riforma che al momento prende in considerazione a partire dai 64 etc , porterebbe il mio totale a 48 su 64 anni, che dice bastano? Devo pure essere penalizzato? Certo se come a Lei, anche a noi raddoppiassero lo stipendio forse, ma manco tanto, peserebbe meno.

    1. Buon giorno, mi spiace che Lei viva questa situazione.
      Ma mi permetta la franchezza del discorso.

      Otto anni di lavoro in nero corrispondono a otto anni di mancati versamenti di contributi e di imposte, sono certo che ne sia cosciente anche Lei.
      Quindi, sintetizzando il concetto, giusto sarebbe limitarsi a dire ho lavorato 38 anni, il solo affermare di averne lavorato 46 è, a mio parere, errato.

      Ovviamente non c’è lo con Lei, le sto rispondendo perché il suo caso é solo un esempio tra i molti che dichiarano in questo sito che, per necessità o per altri motivi, hanno una quantità di anni di lavoro non coperta da contributi.

      Ne il mondo dei lavoratori in genere, ne tantomeno il dottor Tridico col suo “discreto stipendio”, considerato che al momento passa a taluni lavoratori in nero anche il RdC, potranno mai “comprenderla”.

      Se ben ricordo il dottor Perfetto in un suo intervento asseriva che qualora si riuscisse a recuperare la ventina di miliardi di EVASIONE CONTRIBUTIVA annuale non avremmo problemi a soddisfare le attuali richieste dei lavoratori.

      Saluti

  26. È inutile sempre lamentarsi ma non fare nulla di concreto.. Scendiamo Tutti in Piazza come fanno i Francesi e Imponiamo Noi le Regole x la Pensione equa x Tutti… È il Popolo che Comanda e non quei Bastardi dei Politici….

  27. Meno male che c’è qualcuno che dice le cose con una logica chiara riguardo le pensioni.
    Chi gestisce le pensioni deve vergognarsi a far pagare il prezzo più grande a chi ha iniziato a lavorare da giovane. Quando una persona nella sua vita ha lavorato 40 anni ci si deve levare il cappello e portare rispetto, non continuare a penalizzarlo e creargli problemi, hanno tutti la faccia tosta chi ci governa però quai a toccare i loro inviolabili DIRITTI. La fortuna di questo stato è che l’italiano è troppo bravo, ma francamente stanno facendo sfinire tutti. VERGONA!

  28. Sono pienamente d’accordo con tutti e due, Teo e GFS, è quello che penso anche io, e non potevano spiegarlo meglio! Basta tartassare sempre i soliti, basta chiamare la pensione “anticipata” dopo 41 anni di lavoro, non è mica un privilegio incassare la pensione dopo tutti questi anni di versamenti! Se all’INPS i soldi non ci sono non è certo colpa nostra, cioè di chi ha versato contributi per più di 40 anni! Che li trovino da qualche altra parte, noi abbiamo già dato, adesso ce li devono solo ridare!

  29. Credo che abbia riassunto in modo impeccabile le ragioni e le aspettative di tutti i lavoratori. Complimenti.

  30. Mi sembra doveroso e giustissimo, avere lavorato una vita ,avere versato in ogni busta paga soldoni e dopo 40 41 anni ricevere quello che ci spetta di diritto, non come quelli che sono andati con 15 anni,un mese e un giorno

  31. Io sono entrata nel 41°anno di lavoro come mio marito e ho 61 anni . Ho allevato due figli lavorando . Lui fa il vigile e compie 60 anni a ottobre. Ha sempre lavorato dentro e fuori, tanto il primo di gennaio che il 15 agosto, in situazioni di pericolo e conflittualità. Da due anni convive con :
    – 3 stent alle coronarie assumendo per prolematiche cardiovascolari una terapia di 6 farmaci diversi al giorno, anche salvavita che per fortuna sopporta bene,
    – 1 ernia fiscale che gli ha fatto perdere la sensibilità di una parte della gamba sx, recuperata in parte con la riabilitazione ;
    – sull’ orlo del diabete che combatte con dieta e movimento .
    Noi pensiamo che con 41 anni di contributi versati potremmo già essere in pensione, se i soldi fossero stati impegnati bene e per lo scopo per il quale sono stati versati e che molti giovani potrebbero ora occupare i nostri posti per il loro bene e il bene del paese . Questo non è stato fatto e anche ora pochi ci pensano. Cosi giorno dopo giorno noi ci rechiamo al lavoro disperando di raggiungere la pensione mentre i giovani emigrano per lavorare e per contro molte persone in età lavorativa hanno convenienza a vivere dei sussidi.

  32. Concordo appieno con quanto detto aggiungo soltanto una piccola nota di rammarico sull’attuale situazione il 31 dicembre 2021 scadrà la possibilità di andare in pensione con quota 100 il sottoscritto ha già maturato 41 anni di servizio a fine giugno 2021 però purtroppo compierà 62 anni il primo gennaio del 2022 quindi per meno di 24 ore non potrà usufruire di questa alternativa e come me credo che vi saranno migliaia di persone!! Quindi se non si prenderanno provvedimenti resterebbe soltanto arrivare a 42 anni e 10 mesi per poter andare in pensione!! Immaginate un esempio ancora più doloroso: Pasquale e Giuseppe sono al lavoro ambedue da 38 anni (quota minima gli anni di servizio da sommare all’età anagrafica per quota 100) solo che Pasquale compie 62 anni il 31 dicembre del 2021 e Giuseppe compie 62 anni il primo gennaio del 2022 con l’attuale sistema Pasquale va in pensione a fine anno Giuseppe dovrebbe fare ancora 5 anni di lavoro ma questa è una follia!!! Non si può trattare l’argomento come se fosse giocare a bingo o a qualsiasi lotteria se avete un minimo di dignità e di senso di giustizia correte subito ripari!!!!

  33. Sono molto pessimista sul fatto che passi la quota 41. Questi sciacalli non hanno nessuna pietà per persone che sono in fabbrica da una vita e poi con questa aspettativa di vita hanno rotto perché col covid si è abbassata per cui non possono nemmeno attaccarsi a quello. Per quanto riguarda i sindacati sono molto perplesso visto che non sono riusciti nemmeno a far togliere la finestra dei tre mesi. Fossi in loro cercherei di portare a casa almeno 42 per uomini e 41 per le donne. Lo so che non è giusto patteggiare così ma almeno riusciremo ad accorciare l’uscita di 13 mesi. Almeno questo portatelo a casa.

  34. Non lo vogliono vogliono vogliono fare. I motivi sono Orwelliani in vista di una societa’ distopica descritta da Uxley nel “Il mondo nuovo”.

  35. Ho quasi 61 anni, con oltre 41 di contributi. Contribui veri, contributi versati. Ora sono stanco e meno competitivo, ed immagino gli ultimi anni in salute senza dover battagliare in trincea. Largo ai giovani, e una pensione dignitosa a chi ha fatto la sua parte… 41 anni di lavoro sono una vita, con onori ed oneri… Non chiedete oltre a persone che hanno già dato e non hanno le energie necessarie per combattere ancora…

  36. Giusto non ci possono essere repliche. Dopo 40 anni di lavoro e di contributi versati in uno stato di diritto si dovrebbe poter andare in pensione senza nessuna penalizzazione, oltretutto perché quando siamo entrati nel mondo del lavoro avevamo un accordo che dopo 35 anni si sarebbe potuto andare in pensione con una buona liquidazione e con un contributo del 70% dello stipendio.

  37. Io credo che ogni lavoratore della terra, quando ha dedicato 40 anni della propria vita al lavoro con tutti i pro e i contro (poi ci sono lavori gravosi e meno gravosi), non dobbiamo pensare che TUTTI facciano i colletti bianchi, perché oltre a questi c’è chi da 40 anni fa altre cose, che i nostri governanti non sanno nemmeno che esistono mi riferisco a tutta quella platea di lavoratori che si rompono il….. dalla mattina alla sera e anche di notte per fare arricchire ancora di più chi é già ricco e a quella platea viene riconosciuto il minimo indispensabile solo per poter mangiare, e a volte non basta. 40 anni é più di mezza vita ed è sacrosanto riposarsi per quel poco che rimane da vivere avendo fatto una vita di lavoro non certo agiata.

  38. Sono cresciuto con valori sani.Mi trovo d’accordo con quanto scritto,sono nato nel 1967 da genitori operai di fonderia a 14 anni finita la 3 media sono andato a lavorare (9/1981) in ambienti senza nessun tipo o poca sorveglianza sanitaria (626)per fortuna e tanta volontà non ho più smesso.mi sento dire sei giovane per la pensione ma quelli che ci sono andati con 35/ 37 non lo erano?.
    Penso di aver dato più di tanti ho 40 anni di contributi e 54 di età sono uno dei tanti pochi lasciati in disparte. Lasciatemi libero di godermi quello che ho lasciato da ragazzi6

  39. Caro Ministro Orlando lei penso provenga da una cultura operaia dove il rispetto per i lavoratori era la base di un senso di appartenenza di giustizia sociale, ed è proprio a questa giustizia che sono convinto le sia un po’ rimasta nel cuore ,le chiedo dismetta per un attimo le vesti di politico e torni ad indossare quelle da cittadino , allora si che potrà decidere con giustizia sulla nostra vita di lavoratori che dopo 40 anni di contributi hanno il sacrosanto diritto di godersi salute permettendo qualche anno di vita. Questo è che le chiedo con tutto il cuore .

  40. Questi individui non possono capire perché nella loro vita non anno mai lavorato e percepiscono il loro stipendio e i vari vitalizi d’oro a discapito dei veri lavoratori che producono mettendoci alla pari con persone che hanno lavorato e che lavorano in nero senza versare contributi e tasse con i vari redditi di cittadinanza e io dopo 40 anni di lavoro dobbiamo scendere in piazza come i francesi senza scendere a compromessi

  41. Buongiorno, ho cominciato a lavorare a 20 anni, dopo essermi diplomato nel 1980 e quest’anno raggiungo, fortunatamente, i 41 anni di versamenti. Faccio un lavoro abbastanza faticoso, che ancora oggi richiede delle prestazioni notturne. Sono perfettamente d’accordo con quanto riportato nell’articolo. Aggiungo, perché mai non dovrei ricevere la mia pensione per l’intero importo che mi spetta. Dimenticavo, perdo quota 100 per 40 giorni. Saluti

  42. Concordo pienamente!. Ragionamento Ineccepibile. Nulla da aggiungere. posso solo sperare che chi ci governa abbia l’onesta di portare avanti le richieste. A Tridico chiedo di chiarire agli elettori come la pensa oggi, e nel caso abbia cambiato idea, di dirlo p ubblicamente.

  43. Inutile cianciare, Tridico si Tridico no, Fornero si Fornero no, 41 si, 43 no e chi più ne ha più ne metta. Andatevi almeno a guardare il risultato della votazione alla Camera dei Deputati e dei Senatori del 16 e del 22 dicembre 2011 e vi troverete: Nome, Cognome e Partito riferito al voto parlamentare per l’approvazione della Legge Fornero che oggi contestiamo.

    Giusta o ingiusta che fosse in quel periodo storico alla luce del debito pubblico di allora e di molto altro indicibile al momento.

    Giusta o ingiusta che sarà quella che farà o che non farà l’attuale governo Draghi (ricordo purtroppo che allora fu, con la Triade, un promotore della stessa) alla luce dell’attuale situazione socio economica. Tenuto conto che l’affermazione attuale è: ci sono momenti in cui dare e momenti in cui chiedere!
    Staremo a vedere cosa succederà e quando dal dare si passerà al chiedere.

    Non dimenticate mai però il passato, perché, terminate le vacanze estive ci saranno: segretari di partito, deputati, senatori e parolai vari col megafono in mano a proporsi in difesa dei pensionati.

  44. Corrette le osservazioni dei signori TEO e GFS!
    Ma dal punto di vista formale il punto è che la riforma Fornero è in vigore dal 2012, non è una novità. Quindi, ad oggi, molti la hanno subita quantomeno fino a che il governo Giallo-Vede ha dato vita a quota 100.
    Oggi tutti ci lamentiamo, ma dal 2012 al 2018 abbiamo lasciato a lamentarsi solo esodati e coloro che si sono dovuti attenere per pensionarsi in quel frangente temporale ai numeri pesanti imposti per quel periodo.
    Morale o si continua con la situazione attuale in presenza e prolungando quindi anche quota 100 o se come credo non si ha la forza di ribaltare tutto si subisce quando era in vigore prima nella benedetta o stramaledetta quota 100.

  45. Perfetto oserei dire che il discorso non fa una grinza.lo stesso non posso dire dei politici che non fanno altro che aumentarsi vitalizi stipendi e pensioni quindi lasciatemelo dire sono delle chiaviche (fogne).

  46. Sono dell’idea che bisognerebbe fare così:
    1) Separare la parte previdenziale da quella assistenziale;
    2) Consentire il pensionamento con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età e senza penalizzazioni (quelle sono già state subite nel corso dei decenni scorsi);
    3) Consentire a chi non ha raggiunto i 41 anni di contributi di andare in pensione a partire dai 62 anni di età purché la rata sia almeno 1,5 volte il trattamento minimo compresi eventuali trattamenti integrativi di qualsiasi tipo.
    4) Ridurre o azzerare ogni tassazione sulla parte contributiva del trattamento pensionistico, in modo da aumentare la cifra percepita soprattutto per i regimi totalmente contributivo.
    5l) Prevedere e favorire con norme specifiche il necessario consistente incremento i fondi pensione integrativi garantendo la massima flessibilità possibile nei versamenti volontari.

    Si sente dire che non è equo consentire oggi il pensionamento con 41 anni di contributi perché in futuro nessuno li raggiungerà: vorrà dire che non ci saranno più questo tipo di pensioni da erogare (con conseguente risparmio per l’inps)

    Si sente dire che con i versamenti discontinui e i salari bassi che ci sono, nessuno riuscirà ad accumulare abbastanza contributi: bisogna eliminare tutte le normative che favoriscono il precariato, e sostituirle con altre che favoriscano decisamente la stabilizzazione dei rapporti di lavoro; bisogna inoltre incrementare i salari, magari introducendo il salario minimo (come mai l’Italia è uno dei soli 6 paesi UE in cui non c’è? Chi è che non ne vuole l’introduzione, e perché?)

    Sul fatto che i costi necessari per pagare le pensioni sarebbero eccessivi (ricordo: a fronte di contributi versati), non posso fare a meno di considerare che altre misure, anche giuste, come gli 80 euro e il reddito di cittadinanza costano di più, e quindi questa ostinazione a voler mandare a tutti i costi la gente in pensione il più tardi possibile, mi sembra solo un modo per far vedere all’Europa quanto siamo bravi.

    In alternativa, si potrebbe anche restituire subito a chi lo richiede, tutto quanto maturato fino ad ora, senza trattenere ulteriori contributi, in modo che possa crearsi autonomamente un programma pensionistico personalizzato: magari si finirebbe per allungare i tempi di pensionamento e diminuire gli importi da percepire, ma poter decidere il proprio futuro non ha prezzo!

  47. Buongiorno ma guardate che in futuro mai più nessuno lavorerà 43/44 anni di contributi per andare in pensione dopo 41 anni di dovere e si parla di dovere diventa un diritto andare in pensione dopo tutti questi anni …ci hanno insegnato dopo il dovere ce il diritto se poi qualcuno vuole cambiare le carte!!!!

  48. Ma assolutamente si!
    Dopo 40 anni di lavoro, qualsiasi esso sia, deve essere più che sufficiente, anzi fin troppo.
    Io alla fine del mese saranno 39 e sono letteralmente scoppiato!
    Devo aver l’opportunità di poter decidere di andare, e io ci andrei di corsa!

  49. Libertà (a decisione del lavoratore) di pensionarsi dopo 41 di contributi o a 62 anni di età.
    Con 58/60 anni età, disoccupati di lungo periodo, …in pensione!!
    Poi ci si aggiusta 6 mesi in più o in meno.
    Basta calcoli ad personam.
    Ve lo dico io : Paolo 61 di età + 41.9 di contributi
    Basta divisioni e lamenti.
    Facciamo blocco sul sindacato e poi lui sul governo.
    E anche uniti , Chissà con quali risultati…

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