Riforma pensioni 2021, ultime: ma se riconsiderassimo il Ddl 857? parla Cazzola

Intervista esclusiva a Giuliano Cazzola

In questi giorni a seguito delle sei proposte che i sindacati hanno presentato al Ministro Orlando al fine di far ripartire il tavolo di confronto sulla previdenza, molti lavoratori ci hanno scritto in privato, facendoci notare come due di esse ossia l’uscita flessibile dai 62 anni d’età e la quota 41 per tutti fossero già in realtà parte di un provvedimento presentato nel lontano 2013 a firma Damiano Baretta e Gnecchi ossia il DDl 857, mai approvato.

Abbiamo allora deciso di confrontarci sull’attuale panorama previdenziale e sui possibili scenari futuri e su un possibile ‘rilancio’ del Ddl 857 con Giuliano Cazzola, Giusvalorista ed eletto deputato nella XVI Legislatura ove é stato vice presidente della Commissione Lavoro e relatore di importanti provvedimenti legislativi. Eccovi l’interessante intervista che ne é emersa.

Riforma pensioni 2021, quali scenari post quota 100? l’intervista a Cazzola

Pensionipertutti: Professor Cazzola, i sindacati stanno andando in pressing sul Governo e chiedono ad Orlando di riaprire il cantiere della previdenza, lui temporeggia, dicendo, che al momento le pensioni non sono la priorità a differenza di lavoro ed ammortizzatori sociali. Lei che idea si è fatto, quali misure crede verranno messe in campo post quota 100 ora che al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali vi è Orlando, persona, definita qualche tempo fa da La Repubblica, di sx sx, come non ve ne era da tempo al Lavoro?

Prof Giuliano Cazzola: Io non me la sento di fare previsioni per quello che succederà in materia di pensioni. A parte il silenzio di Mario Draghi mi pare che anche il neo ministro Orlando (per quanto più sensibile alle istanze dei sindacati e in particolare della Cgil) prenda tempo e rinvii il tema a dopo la riforma degli ammortizzatori sociali. Purtroppo siamo condizionati da eventi che – come si dice del crollo della Torre di Babele – hanno confuso anche i linguaggi, nel nostro caso le proposte di intervento. Quota 100 e il blocco dei requisiti per la pensione ordinaria di anzianità hanno avuto lo stesso effetto, sul sistema pensionistico, di quel supercargo che ha bloccato il canale di Suez.

Pensionipertutti: Dunque quota 100 è stata un errore?

Prof Giuliano Cazzola: E’ stato un errore ma bisogna ripartire di lì. Un errore che ha sconvolto il normale procedere del sistema pensionistico, ma questo errore ora impedisce nei fatti di tornare al punto di partenza per le note ragioni. Anche in questo caso – magari esagerando nel numero dei soggetti interessati – c’è sempre uno scalone da agitare come una clava. Poi c’è lo tsunami della pandemia che ha inciso pesantemente sui parametri della sostenibilità del sistema, ma che nello stesso tempo ha trasformato – come altre volte in passato – il sistema pensionistico in un ammortizzatore sociale tra i più ambiti, contribuendo alla soluzione degli esuberi con vari sconti sui requisiti. Del resto ho letto che lo stesso Brunetta sta progettando uno ‘’scivolo’’ per favorire il ricambio nell’impiego pubblico.

Pensionipertutti: Quali saranno secondo lei gli effetti della pandemia sulle pensioni?

Prof Giuliano Cazzola: Basti pensare ai cambiamenti che produrrà nel dibattito pensionistico quanto sarà prodotto dagli effetti della pandemia sull’attesa di vita che è pur sempre un elemento cruciale della sostenibilità di un sistema pensionistico. Abbiamo sentito tutti Draghi al Senato quando ha detto che: ‘’L’aspettativa di vita, a causa della pandemia, è diminuita: fino a 4 – 5 anni nelle zone di maggior contagio; un anno e mezzo – due in meno per tutta la popolazione italiana. Un calo simile non si registrava in Italia dai tempi delle due guerre mondiali’’

Riforma pensioni 2021 e Ddl 857: intervista esclusiva al Prof Cazzola

Pensionipertutti: Dunque lei non è favorevole alle ultime proposte che puntano sulla flessibilità in uscita, penso ad esempio alla quota 92 di DelRio, o all’uscita dai 62 anni dei sindacati associata alla quota 41 per i precoci?

Prof Giuliano Cazzola: A mio parere le proposte che circolano e che sono circolate sono prigioniere del presente, perché pensate per quei milioni di lavoratori che andranno in pensione nel giro di qualche anno. E a mio avviso sbagliando puntano a privilegiare l’anticipo del pensionamento a scapito dell’adeguatezza del trattamento. I sindacalisti lo sanno: quando il calcolo della retribuzione pensionabile è sottoposto in larga parte o in tutto al metodo contributivo – a meno di non cambiare le cose – il coefficiente di trasformazione è ragguagliato in crescendo all’età anagrafica. Addirittura nel dibattito vi sono ‘’quotisti’’ che prefigurano, non solo il ricalcolo integrale, ma pure una penalizzazione economica (3%) a fronte di ogni anno in meno rispetto a quelli della vecchiaia. E quindi chiedono una c.d. pensione di garanzia per i giovani perché sanno che con le regole pensate per favorire le generazioni ora in uscita per loro la pensioni di garanzia diventerà la pensione tout court.

Pensionipertutti: In tanti si chiedono, non si potrebbe riconsiderare il Ddl 857, presentato nel 2013 a firma Damiano-Baretta-Gnecchi, che pare ancora in linea, tutto sommato, con le proposte dei sindacati?

Prof Giuliano Cazzola: Confermo che non concordo con le proposte che circolano. Compreso il Ddl 857 a prima firma del mio amico Cesare Damiano. E’ lo stesso brodo di coltura di quanto propongono oggi i sindacati. Anzi verrebbe da chiedersi in questa circostanza se é nato prima l’uovo o la gallina. Ma la cosa che più mi spaventa è l’idea che tutto sia diventato possibile perché c’è libertà di spesa senza più vincoli.

Pensionipertutti: Ma l’INPS potrebbe reggere tale spesa pensionistica, qualora si puntasse al pensionamento anticipato post quota 100?

Prof Giuliano Cazzola: Prima o poi si dovranno raccogliere i cocci dell’INPS che in quest’anno ha fatto da ufficiale pagatore di una marea di ristori, senza poter contrare su entrate contributive che non fossero figurative e sugli stanziamenti in quota assistenza dal bilancio dello Stato.

Pensionipertutti: Ma quindi lei cosa proporrebbe o cosa consiglierebbe per sciogliere il ‘bandolo della matassa’?

Prof Cazzola: Per risponderle mi permetta di riprendere un brano contenuto nel Manifesto per un diritto del lavoro sostenibile presentato mesi or sono da Bruno Caruso, Riccardo Del Punta e Tiziano Treu: ‘Lo sviluppo coerente di queste proposte è di andare oltre un approccio basato su correttivi parziali e procedere a una revisione strutturale del sistema pensionistico pubblico in modo tale da costruirlo su due componenti: una prestazione pensionistica di base finanziata dal fisco, secondo la logica universalistica, destinata a garantire a tutti i cittadini anziani bisognosi prestazioni adeguate alle esigenze di vita; un secondo livello, di tipo contributivo puro, o addirittura costituito su basi di capitalizzazione, garantirebbe prestazioni aggiuntive correlate ai contributi versati dai singoli soggetti nel corso della loro vita (anche questo secondo pilastro avrebbe rilievo generale e, quindi, carattere obbligatorio). Resterebbe la possibilità di pensioni complementari volontarie costruite nelle forme attuali, aggiornate e sostenute da agevolazioni fiscali più adeguate’’.

Quando ho letto questo brano ho avuto il piacere di scoprire che le idee contenute erano le stesse di un disegno di legge concordato che nella XVI Legislatura io presentai alla Camera e Treu al Senato. A mio avviso questa sarebbe una vera riforma per il mercato del lavoro attuale e futuro. Altrimenti continueremo a pestare l’acqua nel mortaio.

Ringraziamo sentitamente il Prof Giuliano Cazzola per la solita disponibilità al confronto e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

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9 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime: ma se riconsiderassimo il Ddl 857? parla Cazzola

  1. cosa volete che sappiano cosa vuol dire lavorare 41 anni e magari aver cominciato a 14 anni quella gentaglia che dopo una legislature o quakche anno di poltrona prende un vitalizio che un pensionato si sogna.

  2. Ma non avete ancora capito che Cazzola e Fornero sono la stessa ed identica persona?
    Vogliono farci lavorare fino alla morte .

  3. Questi giuristi politici che parlano di pensioni hanno pensioni con tanti zeri e vengono a fare i professori a noi operai. Cominciate ad abbassarvi le vostre pensioni d oro sarete piu credibili

  4. Buongiorno la maggior parte dei lavoratori vogliono 41 per tutti a qualsiasi età speriamo che lo capiscono i nostri Geni…

  5. Ok, visto che ho lavorato e versato contributi per 38 anni,due operazioni di ernia del disco e una bimba invalida con legge 104 ,ma non posso uscire con “solo” 41 anni di lavoro perché non rientro in nessuna categoria prevista e quindi dovrò lavorare fino allo sfinimento per fare contento il prof. Cazzola e tutti quelli che la pensano come lui rinuncio alla mia pensione futura ma mi vengano restituiti i soldi versati e poi mi arrangio da solo.

  6. Tante parole per non far capire niente alla gente, sono convinto che se andiamo a guardare fra qualche anno saranno molti in meno ad andare in pensione, vuoi perchè la gente ha iniziato a lavorare + tardi, vuoi perchè il lavoro non è stato continuativo quindi perchè questo ostracismo alle ns. proposte di quota 41 per tutti senza paletti di età ed eventualmente 62 anni con 30/35 anni di contributi?????

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