Riforma pensioni 2021, ultime: meglio proroga quota 100 o quota 41?

Sul sito a seguito della pubblicazione degli ultimi nostri articoli sul post quota 100 e le proposte sindacali da un lato, tra cui quelle accolte con maggior consenso dai lavoratori sono state l’uscita dai 62 anni d’età e la quota 41 per tutti indipendentemente dall’età anagrafica, e quelle dell’esperto previdenziale Domenico Cosentino dall’altra, che puntavano in primis alla separazione tra spesa assistenziale e previdenziale e alla quota 41 per tutti, si è sviluppato un bel dibattito. 

Lo stesso ha preso vita tra chi, pochi per la verità, vorrebbero l’estensione della quota 100 e quanti confidano che finalmente sia giunta l’ora della quota 41 per i precoci ed i quarantunisti, che si sono sentiti beffati dalla quota 100 che permette di uscire con ‘soli’ 38 anni di contributi, rispetto ai loro quarantuno, ma che richiede di aver almeno 62 anni, tagliandoli inesorabilmente fuori. Ecco il dibattito tra i pro proroga quota 100, riportiamo un solo commento che meglio identifica i desiderata di quanti ne propongono l’estensione, e quanti si dicono contrari e favorevoli alla quota 41.

Riforma pensioni 2021: perché non prorogare quota 100?

Eugenio, scrive: “Vorrei capire perchè cambiare quota 100 se questa esperienza risulta essere positiva sia per i lavoratori sia per le nuove generazioni sia per lo Stato che ha risparmiato quasi la metà dei soldi messi a disposizione x questa quota 100 .Non è forse meglio abrogare la riforma Fornero e lasciare quota 100 evitando perdita di tempo denaro battaglie sindacali etc etc.

Se come sembra quota 100 è stato un successo perchè cancellarla? In fondo se le lacrime della Fornero vere o false che furono proponevano un malessere evidenziato ,proprio nel modo in cui lei stessa proponeva la sua riforma sciagurata e sapendo quindi di procurare del male a molti lavoratori ,probabilmente la sua intenzione non era quella voluta ragionevolmente da quelle persone che attendevano un riposo adeguato ai loro sforzi lavorativi ,mentre quota 100 a differenza è stata accolta e lo sarà anche in futuro x il popolo con un sorriso ed una energia positiva che è ciò che fa veramente bene a tutta la società“.

Riforma pensioni 2021, ma quale quota 100? Per i lavoratori precoci una beffa

Mauro, rispondendo ad Eugenio scrive: ‘Ma lo sai che con quota 100 (62 + 38) i lavoratori precoci vanno in pensione con 47 anni di contributi??? Mentre tu magari ci vai con 38 anni di contributi, 9 anni in meno??? Magari non ti sta bene quota 41 perchè hai 62 anni e 38 di contributi e ti toccherebbe lavorare altri 3 anni

 Gian, dalla sua aggiunge: “ Io sono del 1961, ho iniziato a pagare contributi, da artigiano, dal 1 gennaio 1980, a diciotto anni e nove mesi; contemporaneamente ho studiato e mi sono diplomato, a luglio 1981 (ho perso un anno per strada). Per cui, ho sessant’anni compiuti e quasi 41 anni di contribuzione: se non cambia qualcosa dovrò lavorare ancora quasi due anni e mezzo”

Anche Franco si rivolge direttamente ad Eugenio, a dimostrazione di come i due schieramenti pro e contro quota 100 si stiano facendo sempre più netti: “Sig. Eugenio, sono sbalordito. Lei è l’unico insieme a quelli che naturalmente ne hanno usufruito che ritiene la quota 100 una esperienza riuscita sia per i lavoratori, sia per le nuove generazioni, sia per lo Stato.

 Praticamente tutti ritengono invero un flop la quota 100 della quale ne hanno usufruito solo la metà di quelli che ne avevano diritto. Ci fa capire meglio per quali lavoratori è stata positiva ? Per tutti ? Assolutamente NO ! La stragrande maggioranza del parco lavoratori ne è rimasta esclusa ed ha continuato a subire la falce della Fornero. Per i giovani disoccupati ? Non credo visto che il ricambio generazionale sperato non è avvenuto.

Per lo Stato ? Nemmeno, in quanto sono stati spesi parecchi miliardi, meno di quelli previsti, ma sempre tanti senza aver risolto il problema principale: La Fornero è ancora tutta li. Il riposo agognato lo attendevano i lavoratori che avevano lavorato più anni, 41-42, non quelli che ne avevano 38.

SOLO le persone che hanno usufruito della quota 100 hanno accolto con un sorriso ed una energia positiva questa legge iniqua. Le ricordo che la quota 100 ha consentito a qualcuno di NON arrivare alla pensione di vecchiaia a 67 anni e a qualcun altro di NON arrivare ai 43,1 della Fornero.
Ma guarda cosa ci tocca leggere !!!!!”

Voi dalla vostra da che parte state in questo interessante dibattito, dalla parte di Eugenio e dunque della proroga di quota 100 o a favore della quota 41 post quota 100? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

40 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime: meglio proroga quota 100 o quota 41?”

  1. Quota 41 per tutti senza requisito anagrafico e senza penalizzazioni è la cosa giusta.41 anni di contributi sono più che sufficienti per garantire un’uscita decorosa dal mondo del lavoro e allo stesso tempo liberare posti per i nostri giovani che così hanno la possibilità di farsi una vita. E i soldi ci sono,non provino a dire il contrario…

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  2. Ho cominciato a lavorare a 14 anni (praticamente un bambino), ma non vengo considerato lavoratore precoce in quanto non svolgo un lavoro usurante. Ora BASTA…quota 41 subito. Si è visto gente andare in pensione dopo 15-20-30-35 ora 38 anni di contributi e con 41 ci fate sentire quasi in “colpa.”…vergognatevi voi politici corrotti e incapaci…(scusate lo sfogo)

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  3. Vi ricordo che ho cominciato a lavorare nel 1981 e con 35 anni di si andava in pensione mi sento tradito…..41 anni di servizio mi hanno tolto sei anni di vita già….!!!!! Se poi risento dire ai tg che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri e la classe media si riduce …!!!!!i sono ancora più arrabbiato !!! Il mio sacrificio dalla Fornero e Ancor prima che risultati a portato ??? !!!!

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  4. importante sarà capire le differenze di calcolo fra: quota100, andare 62anni al di là dgli anni di contribuzione e 41anni di contributi…

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  5. meglio 41 x tutti, o siamo più chiari così da non lasciare dubbi:
    è giusto andare in pensione con 41 anni di contributi versati allo Stato. In questo modo la pensione ce la siamo già pagata (e non parliamo quindi di soli 38 anni versati..).
    A quel punto, con 41 anni versati. l’età non deve certo interessare allo Stato
    Ecco perché 41 x TUTTI è doverosa.

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  6. Con l’ introduzione delle nuove regole di oggi, cioè che anche i giorni non lavorati per i part time verticali saranno considerati validi per il calcolo dell’ anzianità contributiva, appare chiaro che l’ intenzione dell’ INPS è quella di considerare SOLO l’ età anagrafica e non i contributi versati per il calcolo della pensione, in quanto “regalano” anzianità contributiva inesistente. Sono contento per chi potrà usufruire di questa agevolazione, ma è una vegogna per chi, avendo lavorato e versato 41 anni di contributi tutti “lavorati”, ancora è in attesa di sapere che fine farà la sua pensione. Vergogna !!!!!!

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  7. C’e poco da dire o aggiungere… BISOGNA FARE…
    Concordo con quota 40.
    Dopo 40 anni di versamenti le persone vanno lasciate a casa. questi lavoratori hanno il sacro santo diritto di riposare. Se però intendono rimanere al lavoro devono pagare un contributo di solidarietà del 40% per sostenere i giovani che non trovano un posto perchè occupato da una persona che ha già dato.
    Per quanto riguarda quota 100, questa è stata ed è una opportunità riservata ad una cerchia ristretta di persone che ha creato ingiustizie e che non può essere accolta nuovamente se prima non si manda in pensione chi ha lavorato 40 anni. Quindi le due soluzioni possono convivere ma va data precedenza agli anni di lavoro.
    E non mi stancherò di ripeterlo 40 anni DEVONO BASTARE.

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  8. Dopo aver lavorato 40 anni in un paese civile e giusto si dovrebbe poter accedere a un trattamento pensionistico più che decente a prescindere dell’età anagrafica. Poi é altrettanto giusto prevedere uscite dopo i 62 anni ma certo chi ha versato 30 anni di contributi non può pensare di avere lo stesso trattamento di chi di contributi ne ha versati 40.

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  9. avete tutti ragione e tutti torto; d’accordo che sia una legge iniqua ma spiego il perchè: giusta sarebbe stata quota 100 pura così una persona che la raggiungeva a 60 anni andava a 60 in pensione; uno che la raggiungeva a 61 come mè ( raggiunta quasi 3 mesi fa) andava a 61; hanno messo la regoletta da figli…….. del minimo d’età tanto per fottere la gente; e adesso…….. speriamo ma la vedo dura; quota 41…. e se qualcuno la raggiunge a 57 anni ha diritto ad andare in pensione a 57 anni; ( solo che quota 41 devono ancora istituirla ) e chi fa le regole queste cose le sa molto bene

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  10. Credo che sia giusto per una persona che ha lavorato 41 anni di decidere se per lui è il momento di lasciare il lavoro attivo.Se questa misura dovesse essere giudicata troppo onerosa, lo Stato potrebbe inserire degli incentivi per cui conviene rimanere al lavoro, ma, ripeto, dopo 41 anni, chiunque dovrebe poter avere la libertà di decidere se per lui è il caso o meno di continuare a lavorare.

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  11. Ho cominciato a lavorare e pagare contributi a 14 anni e mezzo…. a febbraio 2022 faccio 41 anni di contributi sinceramente anche se avrò solo “56anni” vorrei andare in pensione e non ho affatto voglia di sentirmi in colpa per questo…

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    • Illuso!
      Continuerai a pagare fino all’età di 67 anni e dieci mesi, anche se al termine avrai pagato 50 di contributi!
      Questa è l’idea della “nuova sinistra”: usare i tuoi contributi per pagare il soggiorno agli ospiti non lavoranti.

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  12. Buona sera,
    Ho scritto più volte sul portale, e ringrazio la giornalista Dr.ssa Erica Venditti ed i suoi colleghi di averli pubblicati. Detto ciò e quanto letto nell’articolo sopra citato, vorrei sottolineare alcuni aspetti tra quota 100 e 41 di contributi. Io avendo iniziato a lavorare a 14 anni ed avendo già 39,5 anni di contributi realmente versati, pensando di uscire con quota “100” somma tra età anagrafica + anni contributivi (57+43) non ci sarebbe nessuna differenza con l’attuale Legge Fornero, per la quale occorrono 42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra fino al 31.12.2026 (SALVO possibili RETTIFICHE A QUOTA 102). Se la quota 100 come è considerata e calcolata oggi, per la quale bisogna avere 62 anni di età prima di lasciare il mondo del lavoro andrei con 48 anni di contributi 10 anni in più rispetto a coloro che hanno lasciato il lavoro con 38 anni. Essendo un precoce e non svolgo un lavoro usurante, non posso nemmeno usufruire della quota 41. Pertanto cornuto e mazziato. Pertanto SPOSO LA QUOTA 41 senza alcun dubbio o penalizzazioni, con il sistema misto e senza finestre in uscita. Spero che Durigon della Lega non porti a termine la cavolata che ha in mente dei 41 con metodo contributivo. Ho letto tutti i post è noto che molti sottolineano la separazione tra spesa previdenziale da quella assistenziale HANNO RAGIONE. Il Sig. Landini e tutte le parti sociali non devono mostrarsi in TV e fare promesse da marinaio, devono andare al governo barricarsi, lavorare, contrattare i 41 fino allo SFINIMETO!!!!!!!!!!

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  13. Mettere gli uni contro gli altri: dividi et impera….
    Nb. propongo che siano i pensionati a pagare lo stipendio ai vari Cazzola & C. , anzi di raddoppiarlo, cosi’ dimenticano di essere contro i lavoratori !

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  14. Concordo con quota 41 x tutti
    CARI I LAVORI USURANTI X NOI CHE LAVORIAMO SU STRADE A FARE SCAVI PER FIBRA,
    ABBIAMO CONTRATTI METALMECCANICI QUNDI NON SIAMO LAVORI USURANTI
    PER LORO

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  15. Io sono per i 41 anni senza limite di età in quanto la quota100 la reputo una cavolata prendete il mio caso dove ho 38 anni di contributi ma 57 di età. Cosa me ne faccio della quota 100? Se devo comunque lavorare fino a 62 anni? Età nella quale mi si apre la prima finestra della legge formerò. Quindi con 41 anni anticiperei di due il che non è poco.

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  16. Mi chiedevo come mai non vedo mai pubblicato un mio commento. Sbaglio qualcosa? Censura o chiusura verso le donne (visto che i commentatori sono quasi sempre uomini)? Eppure non mi pare di scrivere nulla di strano!

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  17. Quota 100 doveva durare 3 anni così è stato …ora bisogna fare 41 per tutti a Qualsiasi Età se vogliamo parlare di equità ,giustizia vero ricambio generazionale devono fare 41.

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  18. Nessuna delle due. La quota 100 è stata utilizzata quasi solo da uomini perchè 38 anni di contributi sono poco raggiungibili dalle donne. Figuriamoci 41! Un miraggio! Non ci devono essere paletti fissi nè su contributi nè su età e nemmeno (fissi) sulla combinazione di entrambi. Se non ci sarà flessibilità ci sarà sempre iniquità per qualcuno.
    L’ uscita deve essere FLESSIBILE e la quota deve essere data dalla somma di età e contributi in maniera appunto flessibile e deve essere raggiungibile ad una età dignitosa. Inoltre deve assolutamente essere riconosciuto alle donne il lavoro di cura per la famiglia e per i figli.

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  19. Concordo con quota 41 x tutti quota 100 è un’ agevolazione a chi ha un’eta’ maggiore e minor anni di contributi …. Nel mio caso x esempio 60anni con 40 di contributi dovrei lavorare almeno ancora 3 anni quindi 5anni in più di chi ha approfittato di quota 💯 ed uscire a 63 anni …mentre i quota 💯 se la ridono alle spalle di se l’è presa in quel posto …ingiustizia pura ma del resto siamo abituati🙏🤗🤗

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  20. Salve, quota 100 poteva essere buona se era xTUTTI!!! cioè senza “paletti o finestre”!! ora OK x quota 41…sperando che non fanno come quel parolaio di un certo exministro…

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  21. Personalmente preferisco quota 41 è più equa.
    Naturalmente deve essere seguita da un’uscita di base volontaria dai 62 anni di età, e minimo 20 di contributi, per chi non può arrivare a 41 anni di contributi, che sono veramente tanti!
    Per donne e lavori usuranti 2 anni in meno!
    Il tutto senza penalizzazioni e finestre!

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  22. mi schiero a favore di quota 41 e alla possibilità volontaria di essere pensionabile all’età di 62 anni
    coi contributi maturati , così accontentiamo sia i quota 100 che i 41 ma anche chi è con 62 anni vuole ritirarsi naturalmente con una pensione proporzionale ai versamenti contributivi .

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  23. Proroga di Quota 100 mette d’accordo un po’ tutti.
    Al di là dei commenti personalizzati rappresenta la più valida delle soluzioni, purché si abolisca quella maledettissima Legge Fornero, fatevene una ragione.

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  24. Salve, Io non ce la faccio piu’ a sentire questi signori della politica che non riescono a trovare soluzioni, ma che ce li mettiamo a fare?
    Loro se ne vanno in pensione con pochi anni di contributi e pieni di privilegi ed a chi ha pagato contributi per 41 anni dicono “per te andare in pensione e’ troppo presto, devi andare con 42 anni e 10 mesi…io non ce la faccio piu’ a sopportare tutto questo, mi dispiace.. dobbiamo fare in modo che anche gli onorevoli e i senatori vadano anche loro con gli stessi anni che hanno stabilito per noi, vedrai che poi la musica cambia…
    saluti

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    • L’osservazione è corretta e la soluzione sarebbe semplicissima. Anche i politici dovrebbero versare i loro contributi in INPS adeguandosi in questo modo alle regole, che sempre loro stabiliscono, per chi percepisce una pensione INPS.

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  25. Se si vuole evitare una ulteriore spaccatura nord-sud si deve considerare a mio avviso quella che è stata ed è la situazione nel meridione. Se magari tutti anno iniziato a lavorare mediamente negli stessi anni, non si può non considerare che nell’Italia centro-meridionale si lavora tanto in nero e non lo scopro io. Dunque con l’avanzamento dell’età non corrispondono altrettanti contributi. Non lo si sottovaluti.

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    • Prima viene quota 41 , quota 100 è in agevolazione , noi quarantini sti siamo stanchi e incazzati , quota 100 è servita solo per avere consenso elettorale , bisogna fare le cose giuste , poi se ci sono i soldi che facciano entrambe !!!

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