Oggi 7 ottobre 2021 torniamo a parlare di Riforma Pensioni 2021-2022 dando spazio alla voce di alcuni utenti del nostro sito che ci hanno scritto. Prima di tutto vediamo l’allarme lanciato da un lettore che si trova in una situazione problematica dopo aver versato per anni i contributi alla cassa dei ragionieri. Poi vediamo alcune proposte su cosa sia necessario fare per superare la riforma Fornero, che è pronta a tornare dopo l’imminente fine di quota 100.
Riforma Pensioni 2021 oggi 7 ottobre: il problema della cassa dei ragionieri
Un nostro lettore che preferisce rimanere anonimo ci ha scritto una mail che pubblichiamo per cercare di sensibilizzare sull’argomento l’opinione pubblica: “Volevo segnalarvi, e sono anni che lo urlo a tutti, che siano istituzioni, politici o giornalisti. Chi come me, e sono tanti, hanno lavorato pagando OBBLIGATORIAMENTE, casse private, nel mio caso Cassa dei Ragionieri. Ebbene sono esclusi da qualsiasi tipo di pensione anticipata. Nessuno dice niente e si continuano a fare norme manifestamente incostituzionali, che premiano taluni in luogo di altri. Manteniamo carrozzoni e spendiamo miliardi. I privati sono sempre svantaggiati. Io, per esempio sono del 1958, ho 12 anni di Cassa dei Ragionieri, quasi 22 anni di INPS come dipendente.
Inoltre ho riscattato il mio militare e ho 14 mesi di Aspi. Non trovo lavoro da anni e vivo di sussidi e aiuti privati. Ho versato centinaia di migliaia di Euro tra imposte e contributi. Non so più che dire avendo anche problemi fisici che non mi permettono di fare lavori manuali. Ma è mai possibile che in Italia non si premia mai chi ha versato un sacco di soldi? Anche adesso si ipotizza Ape Sociale con 30 anni di contributi, INPS ovviamente, nonostante io abbia scritto a tutti che non si può fare. Ripeto nessuno dice nulla di fronte a delle leggi inique, diciamo pure vere porcherie discriminatorie. Mi fermo qui, tanto io ho perso la speranza e i governanti la ragionevolezza”.
Riforma Pensioni 2021 ultime novità: i commenti dei lettori
Passiamo ora a pubblicare alcuni commenti scritti sul nostro sito riferiti alla Riforma delle Pensioni, Anna dice: “Dopo i 60 anni tutte le professioni risultano pesantissime, alcune fisicamente e altre mentalmente (ormai non esistono professioni ove sia richiesto uno sforzo mentale minimo, la tecnologia galoppa). Personalmente trovo obbrobriosa la suddivisione dei lavoratori in categorie: meritevoli di prepensionamento e non. Trovo anche ingiusta la suddivisione in sommersi (quelli che dovranno lavorare fino a 67 anni e zitti!) e salvati (quelli che sono riusciti ad assicurarsi una pensione/rendita magari senza sforzo). Teniamo poi in considerazione che intorno ai 60 anni si comincia ad avere impegni con nipoti e con genitori da assistere e non ci sono strutture adeguate. Chi ha iniziato a lavorare prima ed ha già contributi per 41, 42 o 43 anni (di lavoro fisico o mentale) dovrebbe lasciare il lavoro senza penalizzazioni”.
Mauro 30 ci scrive invece la sua proposta di pensione: ” Come già accennato in altri miei post non trovo giusto mettere un paletto o l altro, le due proposte devono restare disgiunte proprio per soddisfare le diverse esigenze, ovvero chi ha contributi per 41 anni e chi ne ha 62 di età. Mi spiego meglio è una quota 103 da 100 a 103 è già assurda di per se e ancor di piu con un paletto fisso, slegate si avrebbe una platea ben più ampia e anche con una 41.6 di contributi o addirittura 42 ma per tutti sarebbe più equa. Perciò ok 41 o 41.6 o 42 ma per tutti e 62 o 63 o 64 ma con qualsiasi età contributiva.
Pietro infine dice: “Le richieste avvallate dai sindacati (41 – 62) sono senza dubbio le proposte più sensate e vicine ai lavoratori che tanto hanno dato a questo paese.
A chi dice che non ci sono i soldi per quota 41 rispondo che se i soldi non ci sono non è certo colpa del lavoratore che ha versato interamente 41 anni di contributi, come pure le aziende per cui ha lavorato. Pertanto se fosse vero che i soldi non ci sono, è perchè chi li ha amministrati non sa fare il suo lavoro (leggi tutti i governi precedenti – tutte le classi politiche che si sono succedute) li ha sprecati”.

meccanico auto è usurante e rischioso ci si puo far male tutti i giorni e rischiare che ti cade un auto addosso se non si sta attenti, non si puo fare fino ad una certa età e poi non c’è la faccio piu gia da ora che ho la schiena rotta a 58 anni , come mai non hanno considerato i lavori usuranti in base alla categoria di rischio piu elevata stabilita. dall inal.
Andremo a Roma con i forconi, se neanche 41 anni di contributi bastano a prendere la pensione senza penslizzazioni. Recuperate i soldi nostri che state dando gratis ai vostri sodali, o per voi sarà la fine. Vi ricorda qualcosa Maria Antonietta e Luigi XVI ? Non erano lungimiranti. ..
Ho 60 anni e quasi 41 anni di contributi, ma non posso andare in pensione,
Mi accorgo che la mia testa non riesce pià a seguire i continui aggiornamenti in vigore già dal giorno prima e le mie mani non riescono più a fare quattro lavori contemporaneamente, ma il datore di lavoro non lo capisce .
Dopo tanti anni di lavoro vorrei poter dedicarmi alle cose che piacciono a me.
Ma non rientro tra i precoci, non ho 62 anni anche se ho più di 38 anni di contributi, il mio non è un lavoro usurante (per chi non ha mai provato a farlo), ho lavorato in un sotterraneo senza luce e aria per anni, ma non negli ultimi 10 anni, potrei usufruire di opzione donna rinunciando a 350 euro a mese per sempre dopo aver versato per 40 anni,
e quindi devo continuare a lavorare e a versare per poter pagare le pensioni a chi ha versato poco ma riesce a rientrare in una casistica privilegiata, con il miraggio di arrivare ai 41 anni e 10 mesi per poter finalmente stare a casa….
ma prima c’è un’altra riforma delle pensioni e quindi saro fregata un’altra volta?
quando ho iniziato a lavorare le donne andavano in pensione con 35 anni di contributi, poi 37, 40 …. adesso siamo a 41 e 10 mesi, arriverò di nuovo a pochi passi per vedere di nuovo spostata in là la mia uscita’?
Basta sono stanco di questi politici sono anni che continuano a prenderci per i fondelli, per noi che abbiamo versato 41 anni di contributi non ci sono soldi mentre per le pensioni d’oro e super stipendi li trovano sempre
Italiani svegliamoci tutti a Roma a protestare oramai non rimane che questo
41 x tutti e non mi sembra poco
59 anni, ho iniziato a lavorare a 17 e non ho mai smesso, ho perso qualche periodo di contributi che non mi sono stati versati, quindi 40 1/2 di contribuiti versati,
non ho l’età per quota cento e quindi chi ha lavorato meno di me è in pensione io no,
lavoro in una piccola ditta quindi niente possibilità di accordi per anticipare…
come me ovviamente tantissime persone…..una vita di lavoro e ci si sente dire non ci sono coperture economiche per quota 41 per tutti!! Che squallore…..
Mi sembrerebbe quanto meno doveroso 41 anni di contributi in pensione senza penalità! Oppure a 62 anni se vuoi ti ritiri con quello che ti spetta in base a quanto hai versato.
Aggiungo : ‘ sta storia che non ci sono soldi DEVE FINIRE !!!
NOI LAVORATORI VERSIAMO PER 40 ANNI E PIU’ I NOSTRI SOLDI . Se si tira fuori sempre questa baggianata, significa che qualcuno non ha saputo gestire bene I NOSTRI SOLDI ( nella migliore delle ipotesi ) ! Quindi, chi di dovere paghi e si smetta di tirare fuori questo alibi della mancanza di fondi.
Noi abbiamo versato per una vita i nostri soldi che devono essere conservati, non sperperati.
BASTA, adesso. Basta. State tirando troppo la corda e smettetela con le proposte ridicole. Sono offensive, oltre che palesementi disoneste !
A 62 anni si va in pensione o a 41 di contrinuti.
PUNTO !
E’ una pantomima prevista. Che non vi siano certezze sulle pensioni è scandaloso, a dir poco.
Un lavoratore, di qualsiasi ramo, HA IL DIRITTO SACROSANTO di sapere quando smetterà di lavorare e QUANTO percepirà. Ha versato per una vita i suoi maledetti contributi allo Stato. Sono SOLDI SUOI !
Invece si subiscono ricatti, cambi continui di regole e tempi, giochi politici ed ideologici, regole frammentarie ed interventi SCHIERATI E/O DI PARTE.
L’Italia, evidentemente, si merita questi governanti. Gli ” italiani ” non esistono.
Siamo schiavi, senza spina dorsale. Siamo solo chiacchiere da bar.
Serve ben altro per rivendicare i propri diritti ed i sindacati sono ( tutti ) una patetica macchietta.
Solo in riferimento e risposta a qualche articolo letto in questa rubrica.
Mi piacerebbe sapere e vedere CHI, QUANTI, IN CHE MODO , si abbia animo, volontà e forza, di lavorare fino a 70 anni per andare in pensione e magari godersi poi solo pochissimi anni di vitalizio con un’età avanzata e soprattutto in quali condizioni anche se si fosse longevi fino a 90 anni. Ma di che si parla !!! Un equo e giusto compromesso sarebbe sempre quello di poter accedere alla pensione a non oltre 63-64 anni se si sono maturati 40 o più anni di contribuzione. La pensione di vecchiaia non dovrebbe essere mai superiore a 66 anni. Comunque quando si sono maturati 41 ANNI di contribuzione e 63 anni di età (104), SI DEVE SEMPRE CONSENTIRE AL LAVORATORE DI POTER SCEGLIERE. Ricordatevi sempre che i contributi sono stati versati, quindi si parla di SOLDI NOSTRI purtroppo MAL GESTITI O PEGGIO SPERPERATI IN MILLE RIVOLI E MALEFATTE, e NON E’ COLPA DEI LAVORATORI.
MI PIACEREBBE MOLTO SAPERE SE TUTTI I COMMENTI CHE VENGONO SCRITTI IN QUESTE PUBBLICAZIONI ARRIVINO MAI A CHI DOVREBBERO ARRIVARE , SICURAMENTE purtroppo NOOOOOOO!
Fatevi sempre due conti di quanto avete versato, quando pensano di mandarvi in pensione e quanto sarà il vostro presumibile godimento in anni di pensione. Tanti di noi scopriranno BRUTTE SORPRESE.
Io sarò anche un ingenuo ma trovo demenziale che si consideri normale, anzi “regalata”, una pensione dopo una contribuzione di 41 anni con relativi paletti sull’età.
L’assegno pensionistico deve poter essere ritirato a qualsiasi età e con qualsiasi numero di anni di contribuzione. Va bene, mettiamoci pure dei paletti ma che siano ragionevoli: 50 anni e 30 di contributi, va bene?
Ovvio che chi esce avrà un assegno commisurato al valore dei contributi versati, tipo se esci a 50 anni e ne hai 30 di versamenti prenderai 50 Euro al mese e non venire a protestare pretendendo l’integrazione al minimo!
Il concetto base dovrebbe essere: pensa al tuo futuro, io Stato ti aiuto, ma poi sta a te decidere cosa fare della tua vita!
Concetto troppo anarchico, lo riconosco e allora avanti con i salti di gioia quando bontà loro i nostri amministratori concederanno 41 anni e 12 mesi con 65 anni di età, calcolo strettamente contributivo e riduzione del 10% dell’assegno spettante…
Io vorrei proprio sapere perché siete giunti a auspicare e gioire per queste proposte oscene…
Ma ci vogliono portare veramente come scritto ieri sulla brutta strada anche una decina di milioni di seri lavoratori italiani a fare i furbi.
Vedi ieri secondo servizio su TG5 una ennesima marea di extra italiani ( domenicani venezuelani rumeni)
che percepiscono rdc pur abitando in mega ville macchine da 80000,00 mila euro in su e centinaia di euri spesi in gioco d’ azzardo e slot per un totale di un milione e settecento mila euro
E io italiano che sono 40 anni che pago come accordi presi + di 40 fà la mia pensione, mi vengono a dire che per me i soldi non ci sono.Aspetto con ansia cosa decidono i caproni politici che abbiamo poi se cosa giusta sarà fatta sarò il primo a complimentarmi, altrimenti un paese con il 60% di furbi passerà in breve tempo a 98% Il rimanente 2% sono solo quelli che al momento passano la giornata tra culla girello e box giochi.CAPITO
La cosa vergognosa, si continua a morire sempre di piu’tra i 55 e 65 anni ci si e’ aggiunta la pandemia purtroppo, cosa altrodobbiamo dare
per avere un nostro diritto acquisito, io lavoro afatica e aspetto una risposta,no vergognose scuse.HO LAVORATO CONTINUO A LAVORARE MA VERGOGNATEVI NON SO QUANDO E COME CI ARRIVERO’ALLA PENSIONE (ho attualmente 60 anni
,40e 6 mesidi versamenti )
Tante parole, pochi fatti, molta propaganda; ormai ci hanno cucinato un “mondo nuovo” quello che da anni si preannunciava con le sue conseguenze nella rapidità degli eventi ora quasi giornalieri, questo sconvolgimento nelle nostre abitudini , a mio parere, ha alla base alcune cause:
La finanza, la rete, la globalizzazione, le migrazioni e la politica internazionale che tutte nel loro insieme hanno creato un Moloch che ora e ci divora.
Il mondo del lavoro, la massa dei vecchi lavoratori, ormai conta poco; per quanto necessario è diventata sostituibile da nuovi proletari di cui vi sarà sempre ampia disponibilità e a basso costo.
Quello che una volta ritenevamo di essere o a cui appartenere, “il ceto medio”, in quando persone, famiglie che se la cavavano perché garantite dall’avere un LAVORO, si sta dimostrando sempre più una chimera, uno stato di fatto che ci viene lentamente ma costantemente eroso, sottratto.
Sono riusciti a creare una situazione tale per cui dopo oltre 40 anni di lavoro ci viene detto che non dispongono più del denaro, il nostro versato da renderci sottoforma di pensione e ce lo spiegano dicendoci che: è troppo ampio il divario tra chi lavora e chi si pensiona, che dobbiamo pensare al debito pubblico e lo dicono a noi …. a chi ha lavorato e pagato le tasse?
Dove è finito il LAVORO!
Quando sanno solo parlarci di “giustificato motivo oggettivo” e così licenziano perché nel sistema hanno un nuovo software, una nuova linea di robot o per trasferire tutto dove il LAVORO costa meno e in questo modo la “persona” non serve più.
Abbiamo troppi politici ben pagati per risolvere i problemi che però addossano le colpe al popolo alle sue scelte ma poi, loro, dimostrandosi incapaci, delegano le funzioni a tecnici a FINANZIERI e così facendo ci tengono soggiogati per decenni.
Ma mentre i mass media che in rete ormai appaiono come funghi o la comunicazione tradizionale anch’essa strapagata dall’essere politicizzata, non dimenticando le solite chiacchiere alle feste politiche delle salamelle che ci hanno intorpidito la mente; questi proseguono, pian pianino, a succhiarci il poco danaro e i molti diritti sudati col LAVORO per poi, un giorno eliminare il voto di quei pochi rimasti che ancora tentano di usarlo.
Buongiorno mi unisco ai vari commenti, ed espongo il nostro caso, nostro perché riguarda anche altri miei colleghi, siamo ex volontari della Marina che hanno svolto servizio imbarcati su navi militari, dopo diversi anni di servizio siamo andati in congedo ed abbiamo iniziato a lavorare nel Ministero Difesa come impiegati. Adesso quando abbiamo presentato istanza di pensione l’INPS non riconosce le maggiorazioni dell’imbarco art. 19 DPR 1092/73, con le quali avremmo avuto diritto per la pensione anticipata 42 e 10 mesi, rientrando nel sistema retributivo (18 anni di anzianità al 31/12/1988), così ci troviamo ad essere ancora in servizio ingiustamente, molti di noi hanno fatto ricorso alla Corte dei Conti, con esiti contrastanti, quindi alla fine andremo in pensione con oltre 43 anni di servizio e con il sistema misto!! Le nostre generazioni (1960) pagano le scandalose e sciagurate scelte fatte negli ultimi 50 anni per le pensioni, vedasi pensioni baby, scivoli vari con regali di anni, migliaia e migliaia di persone in pensione con 35 anni di contributi!! 41 anni per tutti senza penalità e indipendentemente dall’età!!! La previdenza deve essere separata dall’assistenzialismo, due cose ben distinte!!!Saluti Alberto.
pensione al massimo con 41 anni di contributi per tutti a prescindere dall’età, perchè in un modo o nell’altro tutti i lavori sono usuranti, chi fisicamente chi psicologicamente, ed il viaggio per raggiungere il luogo di lavoro e tornare indietro non si calcola, non tutti sono fortunati ad avere il lavoro sotto casa, ce chi si fa un’ora di strada ad andare ed a tornare, con gelo, nebbia ed acqua, questo non è usurante dopo 41 anni, ripeto PENSIONE X TUTTI CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI.
Quota 100 è stata un’ingiustizia con il vincolo dei 62 anni, così chi ha lavorato meno anni (38) è stato premiato.
io ho lavorato per ben 25 anni in una azienda metalmeccanica , e dopo senza lavoro per 8 anni ormai andiamo sempre peggio lavoro che manca !!!! facciamo uscire il lavoro per questi giovani stiamo sempre a fare provaganda in tv e nessuno interviene ““Il sistema previdenziale è un patto tra generazioni, affidato allo Stato proprio perché garantisca tutti.”
purtroppo sono stato un facile profeta; giusto 1 ora fa mi arriva sulla mail la notizia che le domande di dimissioni per il 1 settembre 2022 (per il personale della scuola c’è solo quella data) scadranno (udite, udite) il 31 ottobre 2021; di solito la data era metà dicembre; e quali requisiti? 67 anni, 42 anni e 10 mesi, opzione donna, ape sociale, quota 100 (per quelli del 1958, 1959) e basta (dimenticavo : la RITA); io andrò con la rita ; ce la farò? credo di si ma non ne sono certo; ma sono uno che quando si mette in testa una cosa è disposto a fare sacrifici sovrumani pur di ottenerla (altrimenti non avrei fatto quest’anno la VAASALOPPET , gara di sci nordico di 90 km in Svezia in 12 ore) . saluti ai gestori del sito
Prof, se mi posso permettere un consiglio, ritardi di un anno.
Un sacrificio che sicuramente ne vale la pena.
massa di ladroni che si godono i nostri soldi x 43 anni versati mi rimane 1.230 di pensione quando decidono di darmela
A 62 anni libera scelta di andare in pensione. Ad esempio io ho iniziato a 17 anni, qualche anno non coperto da contributi ed ho 60 anni. Ne dovrei lavorare ancora 6. Vale a dire che alla fine ho ballato per 50 anni. Non mi sembra giusto. Sono stanco.
Appunto! Leggi il mio post (se lo pubblicano).
La Germania ha tutto un altro Welfare in tutti i sensi qualitativo ed economico non si può paragonare con L ‘Italia a mio modesto parere.
D’accordissimo con Franco Giuseppe, che Amarezza …
Basta scenate ,i soldi devono venire fuori noi li abbiamo versati ,se non ci sono vuol dire che qualcuno ha sbagliato !altrimenti veramente scatta una rivoluzione senza precedenti 40 anni sono una vita vergognatevi .
In questa tornata di elezioni molti partiti si sono presi dei sonori schiaffoni e tutta la politica si stà interrogando come invewrtire il trend degli elettori. Il movimento 5 stelle oltre ad essere stato bastonato non ha ancora capito dove ha sbagliato e questo la dice lunga sul loro futuro. Credo che se non prenderanno in seria considerazione le richieste del sindacato, succederà qualcosa di molto brutto.
Assolutamente no! Dopo 40 Anni di contributi non voglio sentir dire che non ci sono soldi!. Fosse la verità qui scatta una rivoluzione!. Si vanno a prendere a casa di chi li ha sprecati. Non scherziamo col fuoco.
L’ho ripetuto centomila volte questo commento il futuro dei lavoratori non può essere giocato a bussolotto gioco delle tre carte questo vince questo perde! ma vi sembra normale Io con 41 anni e 6 mesi di servizio sono nato il 1gennaio del 1960 quindi se dovessero rimanere così le cose io per 24 ore non posso usufruire di quota 100 ma vi sembra normale!! e senz’altro come me ce ne saranno migliaia di persone nella mia stessa situazione ma cosa è diventata la vita una roulette russa ma cosa hanno in testa i nostri amministratore Io credo che invece della materia grigia abbiano quella Marrone!!!
Caro Sergio, ti capisco perché anche io sono del 1960, e vedo ora andare via colleghi con 38 anni di lavoro, quota 100.
Io a 62 anni, nel 2022, avrò la bellezza di 43 anni di contributi.
Ormai scrivo questi commenti tanto per scrivere, perché tutto mi sembra arrivare troppo tardi. Intanto 5 anni in più me li faccio; sperando solo che non siano di più.
Che classe sfigata quella del 1960….
Bng, a noi. I nati nel 1960 sn quelli che hanno maggiori penalizzazioni..o forse si tratta di una beffa! Parlano di pensione anticipata a 41 anni? Dovrebbero solo vergognarsi, per nn avere saputo gestire i ns soldi versati ed oggi negati. Sn molto arrabbiata…cn 40 e 7 mesi di contributi nn rientro per età, ad andare in pensione, come tanti. Ma loro continuano ad elucubrare..sul cosa fare del futuro nn solo di coloro che hanno già versato..ma sul futuro delle nuove generazioni! Si tratta di IGNOBILE gestione e nn rispetto degli ITALIANI. Che forse meritano questo…
Sono d’accordo con molto di quanto detto sopra, aggiungerei soltanto che se un lavoratore inizia a lavorare 40 anni fa non gli si possono cambiare le carte in tavola quando gliene mancano 10-15 dalla pensione perché non farà più in tempo a costruirsi la famigerata “seconda gamba” o comunque non riuscirà a sottrarre dal suo stipendio le somme necessarie ad ottenere una integrazione che gli consenta una vita dignitosa. Ricordo poi a tutti che di fatto sono già perdute gran parte delle conquiste del ‘900 vedi TFR che adesso serve per avere , appunto, una pensione sufficiente… Ma non credete che sarebbe giusto redistribuire gli immensi profitti fatti negli ultimi 30 anni sulle spalle dei lavoratori e far finalmente pagare a tutti le tasse in maniera equa come accade in tutto l’occidente Italia esclusa???
Ho versato 42 Anni di contributi e non voglio sentir dire che non ci Sono soldi! Se questo è verità li avete sprecati nell’accoglienza si certe persone!
Concordo pienamente! Noi paghiamo per più di 40 anni e questi pensano a mettere paletti è decurtazioni se vuoi andare “prima”!!!! Ma perché?
Io ho 20 anni di contributi e rientro nel contributivo puro. Non ho alcuna possibilità di anticipare la mia pensione e, anche a 67 anni, la mia pensione dovrà essere superiore ad 1,5 la pensione sociale. Se così non sarà dovró insegnare ai bimbi di sei anni fino sì 70 anni. Chiedo con quale coraggio si può chiedere questo
Le pensioni non devono essere toccate mai, mai aggiungere anni in più per tardare il pensionamento dei lavoratori, meccanici , carrozzieri, muratori, delle fabbriche , dei campi da coltivare, insomma tutti quei lavori veri, il resto , nei comuni, nelle regioni , nei palazzi del governo a Roma, quelle categorie vanno tardare tutte di almeno 5 anni in più , perché non lavorano mai , ci sono tanti assenteisti insomma se la spassano la vita i furbi.
Mio padre mi ha insegnato di stare alla larga dai furbi.
Ma se proprio devi a che fare sii più furbo di loro.
Naturalmente i furbi in questo caso sono politici e tutti quelli che ci giostrano intorno.
Tra 22 mesi sono 41 anni di contributi se poi non mi vogliono ripeto non mi vogliono mandare in pensione ecco che allora seguirò quanto mio padre mi ha insegnato più di 40 anni fa
Ormai non mi agito più di tanto perchè 42 anni di contributi li ho già maturati, e quel che scrivo è solo per il mio interesse.
Quindi dico; ma se i soldi per la quota 41 non ci sono, si potrebbe pensare ad una 42, perchè ora non è 42,10 mesi come si è soliti dire ma 43,1 mese. Almeno tirassero via i 3 mesi di finestra. Se avessi soldi in esubero potrei anche smettere di lavorare con 20 anni di contributi e continuare a pagarli fino a 80 anni paradossalmente.
DEDICATO AI QUARANTUNISTI DI TURNO
In Germania le pensioni (deutsche rentenversicherung) sono mediamente più basse che in Italia, ma solo perché la percentuale dei contributi versati ammonta nella quasi generalità dei casi al 19,5% dello stipendio contro il 33% circa da noi. Al momento in Germania si va in pensione a 65 anni e 6 mesi anni (dal 2021 a 66 e per i nati dopo il 1963 a 67 anni) e vige un modello a tre pilastri. Il primo di questi pilastri è costituito dalla pensione statale, il secondo è costituito da pensioni integrative alle quali cui lo Stato contribuisce con un supporto economico ed è rivolto ai lavoratori dipendenti. Il terzo pilastro è invece costituito dalle pensioni private, a libera scelta del lavoratore. A differenza che in Italia, la pensione in Germania è da sempre legata ai contributi versati, metà a carico del lavoratore metà a carico del datore di lavoro e il sistema di calcolo è sempre stato quello contributivo, il che porta a concludere che l’importo della pensione è mediamente più basso che in Italia, meno del 50% della retribuzione.
L’età della pensione in Germania
In Germania, come detto, si va oggi in pensione a 65 anni e 6 mesi (l’età è in aumento) o, in alternativa, con 45 anni di contributi. Ma si può uscire anche in anticipo, con le dovute eccezioni per chi svolge lavori usuranti o nelle forze armate o di polizia.
Sarà metà della retribuzione che é la doppia della nostra però!
e quindi? Fammi capire dove vuoi arrivare, cosa proponi?
La mia proposta è semplice ma inattuabile in quanto troppo intelligente per la nostra classe politica:
PENSIONE ANTICIPATA (senza limiti anagrafici)
42 anni di contribuzione senza finestre (uomini e donne) in pensione senza penalizzazioni, 41 anni di contribuzione – 2,5% – 40 di contribuzione – 5,0% (chiaramente con sistema misto).
43 anni di contribuzione + 2,5 %;
44 anni di contribuzione + 5,0 %
45 anni di contribuzione + 7,5 %
PENSIONE DI VECCHIAIA (senza limiti contributivi pensione almeno pari alla pensione sociale + 50%)
63 anni anagrafici – 10%, 64 anni – 7,5%, 65 anni – 5%, 66 anni -2,5%;
67 = 0
68 anni anagrafici + 2,5 %
69 anni anagrafici + 5,0 %
70 anni anagrafici + 7,5 %
Buongiorno “parassita”.
Ha dimenticato però la tabellina del rapporto costo/benefici tra la sua proposta e quella attuale che ha in tasca il governo.
Con simpatia
D accordissimo…sarebbe perfetto…non se ne può più….
Buongiorno Oliviero.
Queste cose le ho scritte anche io in passato e penso che “parassita” intenda solo mostrarci dove “LORO” vorrebbero portarci, purtroppo!
Ne io, ne Lei, ne Parassita, ne altri possiamo proporre o fare nulla, ora.
Perché, al di la dei numeri che il collega ci ha mostrato, … il 50% e anche meno tra la nostra più o meno ultima retribuzione e la pensione, sta già scritta nelle carte; in quelle del solo metodo contributivo. Dove il coefficiente di trasformazione, che dopo il 2030 sarà di fatto a regime mentre noi al momento speriamo in quel poco che rimane del misto, mostrerà tutti i suoi effetti.
Vista la considerazione di Dona 62, sulle differenti retribuzioni, più basse tra noi che tra i tedeschi, ammetto che la cosa sia in parte vera, di certo le paghe in media sono meno squilibrate che non da noi.
Ma non pensiamo che il loro sia il paese del bengodi, possiamo solo dire che siano persone più “quadrate” che mediamente rispettano le gerarchie e che ripongono maggior fiducia in chi li governa (probabilmente lo meritano).
Per cui quello che è stato fatto rimane fatto e, sempre purtroppo, in Italia quelli che sono spesso chiamati a pagare il conto sono lavoratori di lungo corso e pensionati.
Si ricordi che per passare da Europa economica a Europa politica, chi comanda ha creato l’Euro perché come diceva Monnet: ” Federate i loro portafogli, federerete i loro cuori” ma pare che questa “formula” non sia al momento completamente riuscita.
Gentile parassita, vedo che ha preso integralmente un articolo sulle pensioni della rivista web ” Investire oggi” ( quindi non è farina del suo sacco), per farci una ramanzina sulle nostre richieste o pretese. Bene. Ora però dovrebbe anche dire che nel corso della sua vita un metalmeccanico tedesco prendeva di stipendio mediamente un terzo in più che da noi, ( mentre l’operaio italiano poteva permettersi 2 settimane in campeggio dietro l’angolo ……. quello tedesco si permetteva 2 settimane in albergo in Italia ). Ultime notizie dicono che in Germania e in Francia gli stipendi dal 1990 ad oggi sono aumentati del 30%, in Italia del 2,5%. Fonte web ” Collettiva”: La tassazione della pensione in Italia è 10 volte più alta che in Germania. Potrei andare avanti a parlare di differenze sostanziali ancora per molto ma mi preme molto di più sapere altre cose: 1) Ci può dire che età ha Lei ? 2) Quanti contributi ha versato ad oggi ? 3) Ma soprattutto, perchè usa quel significativo nickname ? Non vorremmo mai che, oltre ad essere accusati di pretese assurde, ad accusarci fosse davvero uno dei tanti parassiti italiani.
A me sembra lei il classico parassita e il mio Nick è rivolto a quelli come lei. Se sa leggere vorrei che soffermasse la sua attenzione sul numero di anni dicontribuzione richiesti 45 a fronte dell’età anagrafica 66. Mi sembra che ci siano tutti gli elementi per chiederle di vergognarsi.
correggere lavori usuranti, quelli come bidello commesso ecc. non sono usuranti come gli esclusi meccanico auto , carrozzerie muratore ecc, venite a vedere come sono pesanti, e poi è stato stabilito lavoro usurante in base ai giorni di malattia effettuati..io sono non sono mai andato in malattia altrimenti non posso mangiare, e poi il mio lavoro per l inal è ritenuto rischioso di infortunio solo per farmi pagare la tariffa piu alta di rischio, mentre non sono considerato usurante per la pensione , Vergogna andate a vedere i veri lavori rischiosi e usuranti…
Mi sembra un deja vù. All’indomani di un incontro con i sindacati e a pochi giorni dall’invio all’Europa del DEF, bocche cucite da parte di tutti. Fu così anche per la Fornero e questo la dice lunga su cosa avverrà. Fortunatamente io ormai ne sono fuori, ma anche io ho patito la doppia amarezza Fornero-Quota 100 pensionandomi con 43,2 senza alcuno sconto. Continua però ad amareggiarmi questo triste modo di fare, quello di alcuni partiti che spendono e spandono allegramente, perdere anni e miliardi per poi ritrovarci al punto di partenza senza equità e senza giustizia solo e soltanto per comprarsi il voto dei cittadini. Si fanno sconti di pena, sconti di cartelle esattoriali, sconti di abusi edilizi e immancabilmente sconti di contributi lavorativi. Chi ha lavorato meno va in pensione prima di chi ha lavorato e versato di più. Un paese alla deriva sociale e morale. E poi ci si stupisce se il 50% dei cittadini non vanno più a votare !!!!!
Purtroppo hai ragione, qui gatta ci cova!