Riforma Pensioni 2021 ultime notizie: quota 41 troppo costosa, l’INPS la boccia

Previdenza Complementare

La pandemia come spartiacque: quanto è stato fatto prima (dal Reddito di cittadinanza a Quota 100) non ha raggiunto l’obiettivo. Inevitabile, dunque, andare verso la riapertura del confronto sulla riforma delle pensioni vista della scadenza a fine 2021 di Quota 100. Ma il governo avverte: la discussione non potrà concentrarsi sull’anticipo della pensione, quanto piuttosto sulle prestazioni future di coloro che oggi sono giovani e che rischiano di avere pensioni interamente contributive decisamente molto basse. E gli effetti della pandemia si fanno sentire: secondo il Rapporto annuale il 2020 a causa dei lockdown e delle varie restrizioni ha registrato un calo degli occupati del 2,8%, con un crollo dei lavoratori indipendenti (-5,1%).

Riforma Pensioni 2021: quota 41 bocciata per i costi troppo alti

Grazie al blocco dei licenziamenti si sono ridotte le cessazioni decise dall’azienda per motivi economici (da 560 mila a 230 mila), mentre sarebbero 330 mila i posti salvati grazie al blocco, ma la retribuzione media annua dei dipendenti è scesa da 24.140 euro del 2019 a 23,091 del 2020 con un calo del 4,3% e una perdita media per dipendente di poco più di 1.000 euro. L’imponibile previdenziale è di 33 miliardi di euro, scendendo da 598 miliardi nel 2019 a 564 miliardi nel 2020 (-5,6%). Numeri coi quali bisogna fare i conti. E così, il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, presentando il Rapporto annuale 2020 dell’Istituto, ha quantificato la spesa di alcune delle proposte di riforma sul tappeto, di fatto bocciando una delle richieste del sindacato: l’uscita con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età.

La ragione? E’ troppo costosa. Secondo l’Inps peserebbe sulle casse dello Stato nel 2022 per 4,3 miliardi, che salirebbero a 9,2 miliardi a fine decennio. In media varrebbe lo 0,4% del Pil. Al momento, spiega Tridico, l’«uscita anticipata indipendente dall’età è possibile fino al 2026 con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi», che diventano 41 e 10 per le donne e ai quali vanno aggiunti tre mesi di finestra mobile. «Dall’approfondimento — ha detto il presidente dell’Inps— emerge che questa proposta è la più costosa, partendo da 4,3 miliardi nel 2022 e arrivando a 9,2 miliardi a fine decennio, pari allo 0,4% del Prodotto interno lordo».

Pensioni 2021 ultime novità: i costi delle alternative a quota 41

Le alternative alla quota 41 per un’uscita anticipata sono quella con il calcolo contributivo con 64 anni di età e 36 di contributi. Questa proposta è meno onerosa rispetto alla prima, “costando inizialmente 1,2 miliardi e toccando un picco di 4,7 miliardi nel 2027, per questo è più equa in termini intergenerazionali” spiega Tridico.

Infine vi è la proposta di Tridico di cui tanto si è parlato in questi ultimi mesi: anticipo della sola quota contributiva della pensione a 63 anni, rimanendo ferma a 67 la quota retributiva. È questa proposta ad avere i costi più bassi e quella che l’INPS vorrebbe attuare: “COsterebbe meno di 500 milioni nel 2022 e raggiungerebbe il massimo costo nel 2029 con 2,4 miliardi“. Insomma, l’unica riforma che sembra avere costi sostenibili, ma piacerebbe ai lavoratori? Voi cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!

103 commenti su “Riforma Pensioni 2021 ultime notizie: quota 41 troppo costosa, l’INPS la boccia

  1. Scusate ma si parla tanto di Ape sociale allargata, ma a chi ha lavorato 41 anni oppure a chi si ritrova per poche settimane a non poter rientrare nella quota 100 cosa cambia? Nullaaaaa.
    I nostri politici non devono trovare il modo che non ci sia il cosiddetto scalone?
    E allora………

  2. Personalmente la proposta del Presidente dell”Inps, pensione contributiva a 62/63 anni, meglio a 62 anni, poi quella retributiva a 67 anni è fattibile.

  3. Al 31 di agosto c.a. ho raggiunto i 41 ani di contributi e 60 anni di età, quando avevo raggiunto i 36 anni per andare in pensione li hanno portati a 40 anni, ho raggiunto i 40 anni e li hanno portati a 43, insomma inseguo sempre. Potevo uscire con quota 100 no non avevo l’età minima, insomma speravo nella quota 41 per tutti, ma sembra una utopia. Speriamo solo che lascino la riforma Fornero tanta discussa ma è l’unica che mi consentirà di uscire con 43 anni di contributi e a 62 anni di età altrimenti dovrò arrivare a 67 anni con 48 anni di contributi. NON E’ GIUSTO

  4. Salve e grazie per lo spazio,
    già in passato ho fatto presente che si possono pagare i contributi mancanti con la formula scontata del saldo e stralcio (scade a fine settembre). contento per chi ci rientra ma peccato che si tratti solo di contributi dal 1996 in poi e non antecedenti a questa data. Per gli antecedenti a questa data esiste solo il riscatto contributivo (rendita vitalizia) ma ahimè a prezzo pieno ! un esempio: per riscattare 3 anni circa 45000 euro. La domanda ai sindacati è : avete proposto qualcosa a riguardo?- sarebbe equo e giusto che ci venisse scontato qualcosa anche a noi, non vi sembra un’altra discriminazione del sistema? – in fondo sarebbero soldi che entrerebbero nelle casse inps e se Tridico li cerca sarebbero in molti ad aderire. Se non si può qualcuno sa dirmi il motivo?- grazie

  5. OTTIMA LA PROPOSTA DI TRIDICO : anticipo della sola quota contributiva della pensione a 63 anni, rimanendo ferma a 67 la quota retributiva. Quindi si avrà solo una pensione anticipata a 63 anni per coloro che hanno raggiunto i 20 anni di contributi ma senza paletti di date e importi. Comunque ognuno potrà valutare la propria convenienza in quanto riscuoterà sulla base dei contributi versati. Tale pensione dovrà riguardare i disoccupati e gli occupati che però dovranno cessare qualsiasi attività come previsto con quota 100″ .

  6. se nell’anno 1996 anno fatto la prima riforma . a seguire hanno fatto una miriade di riforme fino a oggi , si parla di pensioni precoci 41 anni contributivi .
    ma ha condizioni ( scusate ma precoci cosa vuole dire ….) le condizioni le deve dare a chi a 41 anni contributivi ha condizioni può andare in pensione ,i precoci
    che anno iniziato nella loro giovanissima e prematura età e non sono potuti andare ha scuola e non hanno fatto la scuola di apprendistato lo stato perche non si e interessato .

  7. io ho il sacrosanto diritto di andare in pensione perche e da 15 anni che sto lavorando ho versato 41 anni di contributi. Cercate di fare la politica come si deve fare non per convenienza.

  8. Cerco di assemblare alcune asserzioni (ve ne sarebbero molte) rintracciate in una pubblicazione che casualmente ho avuto modo di leggere in: (Infinito in ogni direzione, di Freeman Dyson 1989 Rizzoli).
    “La previsione economica si basa su calcoli estrapolati dalle curve di crescita che vanno dal passato al futuro …”
    “Le previsioni economiche sono utili per predire il futuro fino a dieci anni dopo. Se superano i dieci anni diventano subito inaffidabili; dopo i dieci anni, i cambiamenti quantitativi su cui la previsione si basa sono di solito resi secondari o irrilevanti da mutamenti qualitativi nelle regole del gioco. I cambiamenti qualitativi sono prodotti dall’intelligenza umana, come l’invenzione del calcolatore tascabile che ha annientato il mercato del regolo calcolatore. Oppure sono causati dalla stupidità umana …”
    “Nè l’intelligenza né la stupidità sono prevedibili; per uno sguardo nel futuro oltre dieci anni, la fantascienza è una guida più utile che non la previsione”.
    “La previsione economica non vede il futuro reale perché la sua portata è troppo a breve termine; la fantascienza non vede il futuro perché non ha sufficiente immaginazione”.
    Applichiamole alle nostre discussioni che contemplano quello che noi avanziamo come “diritti” maturati nell’arco di tempo di oltre 40 anni e all’avvento, purtroppo, del Covid.
    Non è che una parte di ragione la avrebbe il dottor Perfetto e la sua Economatica?

  9. Salve, ma una persona che ha superato i 60 anni secondo voi che ha fatto per 35 anni il pendolare che ha le ossa rotte la schiena a pezzi e che fa piu’ di cento km al giorno puo’ andare avanti per 42 anni lavorativi? fino a quando? Come me milioni di pendolari, non tutti abbiamo il lavoro sotto casa e via dicendo, aspettate che muoiano 50 persone ogni 100? prima dell’eta’ pensionabile per pagare meno pensioni? Siamo stufi!!! Perche’non fate un referendum?

  10. ma come si fa a non capire che se sono nato il 31 dic ore 2359 del 59 vado in quiescenza mentre se sono nato il 1 gen ore 0001 del 60 vado a 67 anni o 43 anni e 3 mesi.

    Ci vuole gradualita’!!!!!!!!
    disse kennedy : si puo’ contare tutto , tranne cio’ che rende la vita degna di essere vissuta……..

    Claudio Povolato

  11. ORA PROPRIO BASTA ! VERGOGNATEVI ! NON PUÒ ESISTERE CHE SIANO DISTRIBUITI MILIARDI A PIOGGIA CON IL “REDDITO DI CITTADINANZA” E “ALTRI ASSISTENZIALISMI” PER GENTE CHE NON HA MAI VERSATO NULLA ALLO STATO E PER NOI DOPO AVER CONTRIBUITO ALLA CRESCITA DEL NOSTRO PAESE DOPO 41 ANNI DI MASSACRANTE LAVORO.. NULLA !!! ANZI SE HAI 60 ANNI E SEI DISOCCUPPATO ANCHE SE HAI GIÀ 41 ANNI DI VERSAMENTI LO STATO TI CHIEDE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO DI CONTRIBUTI VOLONTARI !!! CHE SCHIFO !!! C’È QUALCUNO CHE DICE QUALCOSA? I SINDACATI DOVE SONO ? I SINDACATI NON HANNO CAPITO CHE QUESTA È LA LORO ULTIMA POSSIBILITÀ !!! SE FALLISCONO QUESTA VOLTA È DEFINTIVAMENTE FINITA !!

  12. La proposta Tridico va bene se non è l’unica possibilità. Può andar bene a chi ha grossi buchi previdenziali e se lo può permettere per la situazione familiare. Per molti/e sarebbe praticabile ma non per la maggioranza dei/delle lavoratori/lavoratrici.
    Ci vuole altro oltre a quello.

  13. Siamo alle solite. Una pantomima prevista e prevedibile. Non cambierà mai alcunchè. Le proposte sono sempre “troppo costose” , eccetto quelle che tutelano i soliti privilegiati, sine die. Normalmente, vi sono cavilli e regole ben nascoste per i più agiati, Tridico compreso, che non fa il presidente dell’Inps, ma l’inviato del governo. Ridimensioni il suo stipendio esagerato, insieme a tanti ” dirigenti “.
    Senza dimenticare le strumentalizzazioni politiche. La quota 100 andava bocciata perchè arrivava dalla LEGA e tutta la sinistra ha festeggiato per la sua abolizione. Si tratta soltanto di misera politica, a discapito dei lavoratori, a discapito dei giovani che entrano nel mondo del lavoro a 30 anni , ben che vada.
    E poi vi sono quelli che lavorano per una vita, ben oltre i 40 anni ! “La vita media che si innalza è un alibi, assai misero, oltre che menzognero.
    ‘ Sta storia della pensione prima contributiva e poi retributiva è una autentica porcata. I sindacati, ovviamente, dormono e se ne fregano, l’opposizione fa finta , la sinistra è un disastro, una vera e continua ipocrisia. Il covid una scusa enorme per non far alcunchè che aiuti la gente ad andare in pensione prima di diventare decrepita. Una Italia della quale mi vergogno, una Italia che guarda soltanto ad interessi personali e privilegi consolidati. Vergognatevi. Tutti, trasversalmente.
    Il Karma esiste. Ricordatevene.

  14. Fate pena i poveri lavoratori non possono andare in pensione e i politici che non lavorano ma rubano i nostri soldi hanno pensioni d oro molto più alte dei nostri stipendi sudati e meritati

  15. Ci risiamo… La proposta di TRIDICO è stata valutata ed è stata bocciata!. Personalmente penso che con la matematica ci prenda poco, inoltre non farebbe male anche un corso di coerenza…. è si perche lei nel 2018 in un intervista sulle pensioni da Floris dicevi: “mi sembra ragionevole pensare che una persona dopo aver lavorato 40 anni possa andare in pensione”. LA PREGO DI RILEGGERE ATTENTAMENTE CIO’ CHE DICEVA: “mi sembra ragionevole pensare che una persona dopo aver lavorato 40 anni possa andare in pensione”.
    Ha forse cambiato idea dopo l’aumento di stipendio? Oppure era solo un modo per racimolare voti e prendersi gioco delle persone oneste?
    Chi ha versato 41 anni (previdenza)deve ricevere subito la pensione senza se, senza ma e senza penalizzazioni.
    Vorrei ricordare a Tridico che quota 41 colpisce una piccola platea di persone, quella assunte prima dei 23 anni. Infatti per uno assunto a 24 anni , con quota 41 andrebbe in pensione a 65 anni. e quindi mi chiedo: com’è possibile che questa piccola platea costi così tanto. Non è che quei numeri sono farlocchi e come nel gioco delle 3 carte li facciamo girare a seconda dell’obiettivo che vogliamo raggiungere?

    1. Mi sembra molto valida la proposta di tridico sia per il lavoratore che per lo stato. Qualcosa di deve fare dopo la quota 100, per un discorso di equità .

  16. Comunque fanno andare in pensione gente che hanno versato meno contributi e solo più vecchia di età,allora non ci siamo,io che ne verso 5 anni in più e sono più giovane non va bene ,ma ci sono con la testa sto scienziati dell’ Inps?

  17. qua si continua a parlare soltanto di età anagrafica indipendentemente dal numero di anni di lavoro: per questa gente che uno abbia lavorato 45/46 anni o 36 anni non conta nulla, purchè abbia compiuto 64 o più anni di età.
    e si continua a parlare di equità senza chiedersi dove sia l’equità nel chiedere ad una persona di lavorare dieci anni di più o di meno per raggiungere lo stesso risultato.

    ci vuole lo sciopero generale.

    1. Certo a loro EQUITA’ non guarda quanti anni lavori, 46 o 20 poco interessa l’unica cosa impotrante è che qualcuno versi contributi.
      PER LORO CONTA SOLO QUANTI POCHI ANNI RESTANO DA VIVERE A CHI VA IN PENSIONE ! MENO ANNI = MENO SOLDI SPESI !

  18. Un impiegato potrebbe lavorare oltre i 60 anni!! Ma un operaio o camionista o chi svolge lavori pesanti lavorare fino a 55 anni e più che sufficiente

  19. D’accordissimo con la proposta di Tridico mi sembra la più giusta peccato che per prendere tutta la pensione si deve aspettare i 67 anni va be’ non si può avere tutto dalla vita .

  20. Salve sono Francesco Radice un cittadino che attraversa un periodo buio della propria esistenza poiché all’età di anni 64 è dura vivere da disoccupati e come me migliaia di.persone.e sentire che che si parla sempre di pensione per chi già lavora piuttosto di pensionati cittadini che hanno più di 20 di contributi e più di 63 anni? Grazie buon lavoro

    1. Buongiorno sono Carmelo Micalizzi. Sono d’accordo con il Sig Francesco Radice, che non è semplice tirare avanti per chi è disoccupato. Ho 64 anni e 31 anni di contributi. (Ma senza nulla togliere per chi ha più contributi ed un’età minore di poter andare in pensione) Quindi spero tanto il buon DIO, che possano trovare una soluzione per fare contenti tutti.

    2. Gentile Francesco, mi dispiace sinceramente molto della sua situazione difficile, ma ci vorrebbe spiegare gentilmente di cosa ha vissuto nei precedenti 43anni ? Come si è mantenuto ? Cosa ha fatto ? Certo sarà stato neonato anche Lei, sarà stato ragazzino anche Lei e sarà arrivato alla maggiore età anche Lei, ma dopo i 20 anni cosa ha fatto ? L’INPS è l’ente che gestisce la Previdenza e cioè i soldi dei contributi che vengono versati dai lavoratori e dalle aziende e che sono stati “Previdenti” e hanno accumulato una somma per la loro vecchiaia. L’INPS si affida solo su documentazione certificata, non sul sentito dire : ” Ma io sono stato costretto a lavorare 20 anni in nero”! Poteva farsi una pensione integrativa privata, esistono da decenni .

  21. Non avevo dubbi che quota 41 avrebbe avuto costi troppo alti come lo sono gli stipendi e i vitalizi di certa gente però, quelli sono non si toccano.
    Grande Elsa hai vinto ancora!

  22. Buongiorno; perché non fanno il contrario a 63 anni con quella retributiva e a 65 quella contributiva con il minimo di 20 anni di lavoro

  23. Si continuerebbero a creare privilegi. 64/36 vuol dire che chi oggi ha 61/41 a 64 avrà 44 anni di contributi, 9 anni in più di chi avrà 36 anni a parità di età. La vogliamo chiamare equità sociale??? Quindi utilizzerà i 42 e 10 mesi in essere oggi, siamo sicuri che ci sarà un risparmio nel 2027 come dice l’INPS ? Quanto si risparmierà per solo 1 anno e 10 mesi in più?

  24. Buongiorno, scusate ma perché mai il lavoratore dopo così tanti anni deve disperare per avere il proprio diritto?
    È vero che l’INPS deve fare i suoi calcoli,ma quando un lavoratore ha già versato un monte contributi di 250000 €
    si sta anche a mettere in dubbio se farlo andare in pensione. Ad un certo punto è già meritata e comunque con tutte queste ” nuove opportunità ” che si creano di volta in volta si permette solo ad una parte di accedere alla pensione senza gli sforzi richiesti alla maggioranza.
    L’unico elemento da introdurre è quello dell’unicità
    dei requisiti.

  25. Ho perso il lavoro nel 2018, età 57 anni con 33 anni di contribuzione, dopo la naspi sono diventata invisibile per lo stato, troppo vecchia x lavorare e i vari sussidi (reddito cittadinanza, emergenza) a meno che non dichiaravi il falso non sono accessibili in quanto devi essere un morto di fame per darti quattro spicci, quindi x me OK PROPOSTA INPS, MEGLIO CHE NIENTE.

  26. La sola quota contributiva sarebbe troppo dannosa per molti lavoratori che hanno avuto carriere discontinue con periodi di cig o disoccupazione pensate poi a tutte quelle persone che hanno svolto lavori socialmente utili anche per 15 anni e oltre dove i contributi sono solo figurativi. Non capisco perché non si voglia prorogare la quota100 per il 2022 quasi a costo 0

  27. Buongiorno
    Se ho capito bene si andrebbe col contributivo e a 67 anni si incorpora il retributivo .sarebbe bene .io mi trovo in una situazione che non riesco a capire quando andrò in pensione ho 65 che a fine anno 66 con 35 anni di contributi totale e non sanno dirmi quando potrò smettere di lavorare se qualcuno sa dirmi cosa devo fare grazie

  28. Sono bonsignore Leonardo abito a Catania, per 6 giorni non rientro con quota 100,sarei contento con ultima proposta, ma iniziare a 62 anni anziché 63 , così come me ci sono un mare di persone che sarebbero d’accordo, si creerebbero liberi molti posti di lavoro, aiuteremo molto i conti pubblici, daremo una mano ai lavoratori gravosi, e sistemeremo tante persone che dopo 40 anni di lavoro vogliono andare via.

  29. E’una giungla questa riforma…vorrei porre una domanda..i contributi figurativi sono utili al raggiungimento della pensione? Quest’ anno entro nel 26.mo anno di lavoro nella scuola..pero ho lavorato da ragazzo negli alberghi dal 1977 al 1997 facendo stagioni estive..ho fatto un estratto contributivo e mi sono stati riconosciuti 11 anni e 8 mesi piu ancora 1 anno di militare piu un anno di pre-ruolo .In totale dovrei avere quasi 40 anni di contribuzione..quanto tempo ancora dovro atendere ..grazie

  30. Ma come mai che le pensioni ai tempi di mia madre, ora ottantenne, quindi parlo di 30 anni fa’ erano fattibili? Si andava in pensione a 55 anni per ke donne e 60 gli uomini, si prendeva subito la cosiddetta ” Liquidazione” e tutti questi problemi erano inesistenti. Ma come si fa’ a dire che 41 anni di servizio danno diritto alla SOLA PENSIONE ANTICIPATA? Ma smettetela di fare i pagliacci e dire cazzate!!!! Piuttosto approfittate di meno dei NOSTRI SOLDI e invece di intascarsi voi pagateci le nostre pensioni per intero. VERGOGNA!!!!

  31. tra la pensione contributiva e quella retributivapassa molto tempo conil rischioche la parte contributiva non venga pagata perché dicono ci sono gravi problemi per le casse dello stato Io non mi fido per niente visto l andamentodi sempre No,non va bene

  32. Costa troppo quota 41 ? La legge Fornero è stata fatta perché non c’erano i soldi e ancora oggi non ci sono !! Dovrebbero vergognarsi! E quando i nati nel 1960 avranno maturato 43 anni e andranno in pensione a 64 anni i soldi ci saranno ? O inventeranno altre cose pur di non pagare le pensioni ?

  33. È semplicemente vergognoso, quota 41 indipendentemente dall’età è troppo costosa,ma fatemi il piacere, certo, ma xchè non si diminuiscono lo stipendio loro, questi che muovono i fili sul destino degli altri, e poi vediamo se il PIL non si abbassa. Xchè non prendono solo una carica invece di coprire troppo poltrone ed essere pagati con stipendi da capogiro. Io x prendere €1000 devo andare a lavorare 41 e 10 mesi più le varie finestre che mettono. Non ci sono solo i politici che hanno stipendi da capogiro, ma tutti quelli che fanno parte dei vari posti importanti (li chiamo io). La cosa giusta è ritornare alla pensione come si faceva prima. Siamo stanchi c’è la vogliamo godere la pensione da viva non da morta

  34. Secondo me la seconda opzione sembra più giusta anche perché arrivare all’età di 67 anni è lunga …i costi sono bassi e soprattutto per i giovani con il lavoro che manca è difficile mettere insieme più contributi.

  35. Bisogna mandarli a casa , per noi non ci sono mai i soldi mentre loro prendono degli stipendi da capogiro e vitalizi vergognosi !Farei lavorare loro in fabbrica per 40 anni ,forse dopo cambiano idea !È ora di raccogliere le firme per fare un referendum x dimezzargli lo stipendio VERGOGNATEVI

  36. Intervengo per una semplice precisazione:
    Il costo è proporzionale alle pensioni che verranno erogate….
    Dire che costano troppo ovvero bisogna che inps spenda meno significa dare meno
    Soldi ai nuovi pensionati.
    Ed i vecchi…..ed ai futuri….
    Sveglia gente sveglia diamo i soldi per non lavorare e li vorremmo togliere a chi ha pagato le pensioni fino ad oggi..
    Vergogna…
    Andate a vedere le pensione erogate a chi ,con pochi anni ,gli ultimi prendono pensioni da dirigenti…andate a vedere le pensioni pagate ai dipendenti di certe istituzioni nazionali…..andate a vedere le pensioni dei telefonici,elettrici,ferrovie….
    Basta prenderci per il culo.

  37. Io. Sono. Uno. Meno. Male. Io? Lo gia presa. La. Pensione.. Ape. Sociale. E bassa. Ma mi contento. Lavoro. Non. Te. Lo. Da nessuno. Ed allora. Costretto. Ad… Andare.. In pensione.

  38. La soluzione Tridico se dovesse passare , la riterrei una enorme ingiustizia , a mio parere tetto massimo 65 anni x anzianità o anticipata 42 anni di contributi senza vincoli anagrafici

  39. Non ho parole, con tutti gli Anziani che sono morti da Covid hanno risparmiato 13 miliardi e adesso ci vengono a dire che non ci sono soldi…. Si perché gli mangiano loro e non ci fanno andare in pensione noi che abbiamo lavorato 41 anni… Ma NOI gli abbiamo già versati… Bastardi

  40. Ma il suo stipendio quanto costa all’Inps. Forse troppo perché non se lo riduce? Se lui è gli altri politici si riducono lo stipendio nou siamo disposti ad andare in pensione con la legge Fornero altrimenti sarà GUERRA vera.

  41. Si devono premiare gli italiani che hanno sudato 41 anni non chi ne ha lavorato 20-25 non cercate scappatoie con la scusa che non ci sono i fondi necessari…riducete le pensioni da nababbi dei politici e pagate il lavoro degli italiani
    Lorenzo

  42. Aspettiamo come sempre che i sindacati si sveglino dal lungo letargo ed affrontino questo grosso problema e basta ripetere cosa si vuole al governo tanto è sordo mobilitazione nazionale ad oltranza assia alla francese.

  43. Cio che costa troppo in questo paese non sono le pensioni di chi ha lavorato per troppi anni ma gli stipendi e le pensioni dei politici dei sindacalisti e di chi non ha mai lavorato ma prende soldi da chi ha sempre lavorato .

  44. Ho 64 anni e 33 di contributi, se passasse la proposta di Tridico sarei felicissima. Non vedo l’ora di andare in pensione

  45. L’ importante è evitare il solo sistema della riforma della signora fornero. I nostri ( ahimé) politici dovrebbero trovare una soluzione che non gravi ulteriormente sulle casse dello stato ma che non penalizzi i lavoratori che hanno raggiunto un elevata età anagrafica e contributiva. Ricordo che nella maggioranza dei paesi dell’unione europea la pensione di anzianità è fissata a 65 anni. Non mi sembra giusto che i lavoratori italiani sessantacinquenni debbano andare in pensione solo con forti penalizzazioni. Vedremo cosa riusciranno a fare i cd. ” esperti”…..

  46. …” Al momento, spiega Tridico, l’«uscita anticipata indipendente dall’età è possibile fino al 2026 con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi», che diventano 41 e 10 per le donne e ai quali vanno aggiunti tre mesi di finestra mobile.” Capisco che per lei i mesi non contano piu’ di tanto, ma 10 mesi + 3 di finestra mobile ( nel senso che se non ti affacci al momento giusto, batti il naso sul muro) fanno UN ANNO ed UN MESE. Il che vuol dire che verseremo OTTO ANNI di contributi in piu’ di quanto era quando abbiamo iniziato a lavorare…. OTTO ANNI DI LAVORO IN PIU, VALE A DIRE OTTO ANNI DI VITA IN MENO! (quando va bene)……… Per voi 41 sono troppo costosi, per noi 43 e un mese sono troppo lunghi………. facciamo 42 senza mesi ne finestre. 42 anni e BASTA!

  47. …….” Ma il governo avverte: la discussione non potrà concentrarsi sull’anticipo della pensione, quanto piuttosto sulle prestazioni future di coloro che oggi sono giovani e che rischiano di avere pensioni interamente contributive decisamente molto basse. ” Come dire continuiamo a mungere quelli che hanno iniziato a lavorare a 16 anni, per poi fo@@ere anche quelli che adesso sono giovani ( e NON si interessano del loro futuro pensionistico) con promesse che tanto non si avvereranno…… Di grazia, perchè non fa due conti di quanto ci COSTANO R.d.C stipendi dirigenti inps, pensioni politici e proferroroni vari allo stesso periodo, altro che lo 0,4% del PIL……. Già ma tanto essendo “solo” numeri, non è poi cosi’ difficile girare la frittata a loro favore….. ANDARE IN PENSIONE CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI SENZA SE E SENZA MA, NON E’ UN A N T I C I P O! Chi ha iniziato a lavorare a 15 / 16 anni, difficilmente è diventato un politico. Quindi i suoi anni li ha LAVORATI e i suoi contributi li ha VERSATI……. Facile dare via il posteriore quando non è il tuo !

  48. Il costo sulle pensioni si basa solo sui lavoratori? Ma quelli che sono al governo fanno anche loro 42 anni e 10 mesi x percepire una pensione contributiva? Non mi sembra che sia così e allora tirate via le pensioni inutili senza contribuzione e fateci andare con i 41 anni di contributi senza penalizzazioni.

  49. Io non capisco perché noi lavoratori non si riesca ad andare in pensione dopo aver lavorato 41 anni o aspettare i 67 anni. Mentre i politici le pensioni le prendono titti prima. Basta che mettano i piedi nel parlamento poi fanno di tutto x arrivare alle proprie scadenze. E gli viene data subito non debbono spettare l’età o i 41 anni x averla

  50. Riconfermare l’anticipo x le donne 58 anni e 35 di contribuzione con contributi tutti validi : disoccupazione maternita…..perche’ gia’ penalizzante considerato che si calcola solo su contributi versati!!!

  51. Salve
    Nn possiamo essere succube di errori fatti nel passato con 20anni di contributi anche meno di 35 anni di età entravano nel sistema pensionistico è ancora oggi ne godono di un diritto acquisito.
    Inaccettabile che oggi un lavoratore deve dare 40anni di contributi è nn bastano è con pensione da miseria.
    Mi rammarico che nessuno parli di agevolazioni x gli invalidi.
    Distinti saluti
    Leone Francesco

  52. D’accordissimo… uno ovviamente è libero di scegliere !!ma poter prendere anticipatamente una parte della pensione è una buona opportunità 👍

  53. Salve, michiamo Cosetta, lavoro dal 1979 ho tutti i contributi e questo anno faccio 41 anni 10 mesi e 3 mesi di finestra. Potrò andare in pensione a dicembre di questo anno con il contributivo. Lavoro per un ditta e percepisco uno stipendio di circa 1500 euro, avendo però lavorato pari time per alcuni anni, l mia pensione sarà di circa 900 euro. Chiedo se al compimento dei 67 anni mi verrà ricalcolato la pensione con il retributivo o se percepito sempre la stessa cifra. Ma se io continuo a lavorare a 67 anni andrò in pensione con il retributivo?

    1. Gentile Cosetta, se Lei andrà in pensione con i 41,10 +3 mesi di finestra Lei non andrà con il solo contributivo, ma le saranno calcolati anche gli anni di retributivo che ha fatto. Lei andrà in pensione con la legge Fornero, non con OD. Chi le ha fatto i conti ? Pur con qualche anno di part-time mi sembrano un po’ pochini 900 euro. Controlli meglio la sua posizione.

  54. L’articolo di Stefano Rodinò riporta: “Grazie al blocco dei licenziamenti si sono ridotte le cessazioni decise dall’azienda per motivi economici (da 560 mila a 230 mila), mentre sarebbero 330 mila i posti salvati grazie al blocco”.

    Certamente una buona notizia (almeno in apparenza).

    Che fine ha fatto la “mano invisibile” di Adam Smith, che dovrebbe regolare in maniera automatica prezzi e quantità delle merci attraverso il meccanismo chiamato “mercato” che esclude categoricamente l’intervento dello Stato (intervento ammesso solo in via eccezionale)? Semplice: la “mano invisibile” del mercato è stata sostituita dalla “mano visibile” dello Stato che dà sostegno al meccanismo chiamato “mercato” (lo Stato è potuto intervenire “a gamba tesa” sul mercato in quanto la pandemia è un caso eccezionale).

    Che fine ha fatto il principio del “laisser faire, laisser passer” (“lasciar fare, lasciar passare”, ovvero, “lasciar produrre, lasciar commerciare”) dell’economia liberista secondo la quale lo Stato non deve imporre alcun vincolo all’attività economica, allo scopo di affermare il postulato della libertà individuale? Semplice: il “laisser faire” è stato sostituito dagli aiuti dello Stato che dà sostegno alle imprese per consentire la continuazione delle attività economiche (anche qui l’intervento dello Stato è giustificabile secondo l’adagio: “profitti privati, debiti pubblici”).

    Che fine ha fatto la “distruzione creativa” di Marx e di Schumpeter secondo il quale, durante le recessioni, quando le aziende e il lavoro cominciano a scomparire e si invoca l’intervento dello Stato, è da evitare proprio l’intervento dello Stato per permettere alle aziende di rinnovarsi se non vogliono scomparire? Semplice: la “distruzione creativa” di Marx e di Schumpeter è stata impedita dallo Stato “grazie” al blocco dei licenziamenti (anche qui l’intervento dello Stato è giustificabile: mantenere in azienda le esperienze dei lavoratori, evitando così che vadano disperse).

    Non esprimo alcun giudizio in merito agli interventi da parte dello Stato. Mi limito solo ad osservare che l’economia ne avrebbe maggiormente beneficiato (certo, sarebbe tutto da dimostrare) se grazie allo sblocco dei licenziamenti ci fossero stati 200 mila pensionamenti in più nella fascia (55-64)anni di età non più in linea con le esigenze aziendali, permettendo alle aziende di rinnovarsi attraverso il ricambio generazionale (“distruzione creativa”) assumendo 130mila giovani in più nella fascia (25-34) anni di età in linea con l’evoluzione digitale.

  55. si parla di costi; allora, presidente tridico, mi dica solo 1 cosa: quanto costerebbe la sua proposta se partisse dai 62 anni invece che dai 63 anni; non fosse altro perchè chi 2 opportunità (quelli del 1959), chi 2 volte fregati (noi del 1960); è da disonesti non darci l’opportunità; allora quanto costerebbe? e sono solo calcoli ipotetici; lei mi sa dire quanti l’accetterebbero? lo saprà solamente al momento della chiusura dell’opportunità e mi creda: saranno 4 gatti perchè è talmente rischiosa che saranno veramente 4 gatti (1 gatto sarei io forse); almeno dateci l’opportunità, cosa vi costa? saluti ai gestori del sito

  56. E c’era bisogno della “PREVIDENZA PUBBLICA” per andarsene a 64 anni con 36 di contributi – col il solo calcolo CONTRIBUTIVO – ???!!!
    In America (visto che si parla di “solo contributivo”) la PREVIDENZA PRIVATA ti da questo tipo di trattamento gia’ a – 62 – anni e gia’ dopo solo – 20 – anni di contributi ..!! e inoltre … lo Stato ti aggiunge anche una sua piccola quota (perche’ sei un cittadino che hai pagato le tasse !!).
    Lasciate stare la FORNERO … e’ meno indecente … (anche se mandera’ in pensione i 40 enni di oggi a 72 anni)
    Saluti

  57. Vorrei sapere per cortesia io faccio un lavoro per me bello assistente agli anziani in una casa di riposo rsa da,25 anni io ho 53 anni non si potrebbe guardare che tipo di lavoro che si fa in sintesi 10 anni in fabbrica,e 25 casa di riposo oltretutto molto pesante anticipare la pensione a chi fa questo lavoro grazie

  58. Non comprendo perché non si possa andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età. Io ho 39 anni di contributi a gennaio 2022, e 57 anni. Mi pare abbastanza. Specialmente una donna, che a parte il fatto che è anche mamma, ma che dopo la menopausa accusa malesseri di ogni tipo e stanchezza cronica. Questo non lo considera nessuno, eppure dopo questa fase, siamo spesso dal medico per tantissimi problemi organici che arrivano e sono difficili da mandare via. Da un punto di vista di salute, siamo molto diverse, si cambia, e non si sta bene. Perché mi domando nin tenerne conto di questo status. Se le donne vanno prima in pensione, si liberano posti di lavoro.

  59. Si vergognassero I politici che non hanno trascorso neanche un giorno della loro vita in fabbrica o in ospedale oppure in un cantiere e si permettono di obbligare i lavoratori che avendo trascorso la loro vita in ambienti spesso malsani(quindi con un aspettativa di vita inferiore) a lavorare 43 anni mentre loro come tutti sanno hanno tutt’altro trattamento.

    1. Scusate ma diminuire le pensioni dei politici ( dove li trovano loro i soldi per le pensioni e oro?), non si trovano i soldi ? Così saremmo non in deficit e non sarebbe così costosa quota 41 per tutti, penso che 41 anni di lavoro siano più che tanti ,

  60. A 63 anni si deve poter andare in pensione.
    Basta con le ipotesi varie, i lavoratori sono stanchi e lo vedrete alle prossime tornate elettorali. I sindacati si devono fare sentire. Hanno trovato miliardi di euro per andare in hafganistan ed i risultati sono sotto gli occhi del mondo. Non si trovano pochi centinaia di milioni di euro per le pensioni e per chi ha lavorato una vita? Credo che sia una vergogna e se ho l’occasione lo dirò anche a qualche politico.
    Grazie per lo spazio

  61. Sono una insegnante di 61 anni e con 38 anni di contributi e per un soffio non sono entrata nella Quota Cento perché nata nel 1960. Come quelli del ‘52 erano stati fregati dalla riforma Fornero noi del ‘60 lo siamo stati con la quota 100 che ha beneficato pochi privilegiati. Ci vuole una riforma equa, sistematica e soprattutto duratura. Se si faranno solo piccoli interventi sull’Ape sociale, con l’esopensione o con la conferma dell’Opzione Donna, significa per la stragrande maggioranza dei pensionandi ritornare alla Riforma Fornero senza se e senza ma. Pertanto, escludendo l’Opzione Donna, tanto declamata dai progressisti ed invece così vergognosamente penalizzante per le donne, penso che la proposta di Tridico anche se con una pesante (e direi ingiusta) decurtazione rimane a mio avviso l’unica soluzione per uscire dal mondo del lavoro per chi ormai è stanco e usurato e ha già abbondantemente dato!

  62. Quota 41 è equa, i costi, come spiegato dal sindacato, sono molto meno onerosi….
    Adesso è ora di attuarla, e per chi ha versato così tanti contributi, doverosa, bando alle ciancie!

  63. I conti sono conti, sicuramente se si devono far quadrare le soluzioni sono poche.
    Se invece calcoliamo che il reddito di cittadinanza costa 13 miliardi all anno Sicuramente la musica sarebbe diversa.

  64. OTTIMA LA PROPOSTA DI TRIDICO : anticipo della sola quota contributiva della pensione a 63 anni, rimanendo ferma a 67 la quota retributiva. Quindi si avrà solo una pensione anticipata a 63 anni per coloro che hanno raggiunto i 20 anni di contributi ma senza paletti di date e importi. Comunque ognuno potrà valutare la propria convenienza in quanto riscuoterà sulla base dei contributi versati. Tale pensione dovrà riguardare i disoccupati e gli occupati che però dovranno cessare qualsiasi attività come previsto con quota 100″ .

  65. Sono d’accordo con la proposta di Tridico, in quanto chi vuole anticipare l’uscita deve pur rinunciare a qualcosa, l’importante è che al raggiungimento dei 67 anni viene rideterminata la pensione spettante

  66. Al momento, spiega Tridico, l’«uscita anticipata indipendente dall’età è possibile fino al 2026 con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi», che diventano 41 e 10 per le donne e ai quali vanno aggiunti tre mesi di finestra mobile.
    Speriamo che il “momento” resti tale fino al 2026!

  67. Tridico li fa bene i conti a casa sua si diminuisse lo stipendio e le pensioni che prenderanno lui e tutti i politici,vedrai come si trovano i soldi.il problema e che c’è troppa disuguaglianza sociale .

  68. Sono d’accordo, base pensione età 63, con 20/25 anni di contributi,valutazione contributiva a 63 anni e retributiva a 67 lasciando la facoltà di poter continuare a lavorare fino a 67 per poter incrementare, per chi vuole, contributi e avere una maggiore pensione. Ci sono tantissimi persone sessantenni con notevoli problemi di salute e non che fanno fatica a lavorare, che si dia la possibilità di poter scegliere se andare o meno in pensione a ,62/63 anni anche con un minimo.

  69. Io ho lavorato tutta la vita da 15 anni in poi adesso ho 62 e non avendo 35 anni di contributi versati dovrò aspettare di più di 67 anni di età devo andare alla caritas perché il lavoro a 62 anni non si trova vi sembra giusto tutto questo trofico co n poco più di 2 anni ha guadagnato più di me cosa devo dire non mi sembra giusto che in questo paese le regole non esistono

  70. Ma il sig. Tridico non ha battuto ciglio quando, appena entrato a dirigere l’Inps,(sembra che sia lui il padrone), si è raddoppiato lo stipendio, e non credo che all’inizio della sua dirigenza nell’ente prendesse 800,00 miseri €. come moltissimi pensionati e, se si continua ancora con l’alzata dell’età, molti non percepiranno nemmeno quella mendicità da 800 €.

  71. E CHE BRAVI QUESTI SINDACATI ( SEMPRE DALLA PARTE DEI LAVORATORI ) MA DITEMI VOI CHI IN FUTURO MAI RAGGIUNGERÀ 41 ANNI DI CONTRIBUTI ? INDIPENDENTE DALL’ETÀ. BISOGNA FARE UNA LEGGE CHE IN FUTURO, IN QUANTO DI LAVORO SCARSEGGIERA DI PIÙ, DIANO UN ‘OPPORTUNITÀ DI USCIRE DAL LAVORO IN UN ‘ETÀ CONSONA

  72. Eccolo, come si pensava noi saremo la generazione che lavorerà più in assoluto uscire 43,1 anni e un mese e” tanta Roba”

  73. Troppo costosa? E allora ancora una volta facciamo pesare il tutto sulle spalle dei lavoratori…..quota 41 per tutti è il minimo che si può fare…

  74. Ci stanno spiegando, bontà loro, che la ricerca di equità intergenerazionale, tre anni fa non c’era e che avevano soldi a go go per fare tutte le porcate che volevano. E fu così che nacque quota 100. La generazione degli anni 60 con i propri contributi manteneva chi era andata in pensione prima e ora sempre la stessa generazione dovrà pretendere meno per sostenere la futura povertà della generazione dopo.

  75. Ogni volta ripetono sempre le stesse cose…
    che non vogliono pagare i 41…ne la quota 100…ne questo ne quello….
    Restituitemi indietro i contributi versati allora!!

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