Riforma Pensioni 2021 ultime oggi 20 febbraio su prepensionamento e fisco

Riforma pensioni 2021, ultime: se cade il Governo cosa ne sarà di quota 100?

Finalmente abbiamo un governo. E’ passato più di un mese da quando le Ministre e il Sottosegretario di Italia Viva si sono dimessi e dopo un disperato tentativo di Giuseppe Conte di rimanere in sella cercando inutilmente tra i parlamentari “Responsabili o Costruttori” per tentare di realizzare un Conte Ter e dopo un mandato esplorativo affidato al Presidente della Camera Fico, anche questo infruttuoso, finalmente il Capo dello Stato ha affidato l’incarico di formare un nuovo governo alla personalità italiana vivente più rappresentativa in ambito politico/economico Ha dato a Mario Draghi il compito di formare un governo il più possibile rappresentativo di tutto l’arco costituzionale. Ed infatti a parte F.lli d’Italia tutti gli altri partiti hanno risposto affermativamente alla richiesta dell’ex Presidente della BCE.

Ultime novità Riforma Pensioni 2021: proposte di flessibilità

Draghi ha formato un governo tecnico-politico di ventitre ministri di cui otto tecnici e quindici politici ma escludendo volutamente i segretari di partito per ridimensionare le loro aspettative. Ma il difficile comincia ora. Come tutti sappiamo emergenza Covid-19, vaccini, recovery plan. Ma oltre a questo anche le famose riforme che l’Italia aspetta da almeno trent’anni. Oltre alla Giustizia, e alla P.A. ci occupiamo quelle più di nostra competenza. Vale a dire la riforma delle pensioni e quella fiscale.

Le due riforme a parer mio sono in qualche modo collegate perché se si opera nell’ambito della riforma delle pensioni questa si riverbererà anche sui pensionati e interesserà pertanto anche la riforma fiscale in particolare nel settore che riguarda la tassazione IRPEF. Quindi alla scadenza di quota 100, di cui nessuno ormai parla più di rinnovo compresa la Lega, per evitare lo scalone di cinque anni bisognerà intervenire entro il 31/12/2021 in modo che i suoi effetti decorrano dal 1/1/2022. Quasi tutti ormai parlano di una flessibilità in uscita, io sono per una età di pensione di vecchiaia di 66 anni (quindi un anno in meno dell’attuale) con possibilità in uscita da 63 anni di età con penalizzazione del 2% annuo fino ad arrivare a 66 anni.

Inoltre auspico un’uscita a 41 anni e 6 mesi senza altre condizioni per la pensione anticipata, con l’eliminazione quindi delle finestre. Le donne, inoltre, avrebbero in più la possibilità di andare in pensione con 40 anni e 6 mesi con una penalizzazione del 3%. E poi possibilità di uscita anticipata per disoccupati, usuranti e invalidi.

Riforma Pensioni 2021 e riforma del fisco: necessarie entrambe

Però non bisogna fermarsi solamente a questi punti. Io propongo anche la maggiorazione dei coefficienti di trasformazione e soprattutto una minor tassazione per i pensionati. Attualmente in Italia esistono cinque scaglioni di aliquote IRPEF:

  • Tra 0 e 15.000 Euro Aliquota al 23%
  • Tra 15.001 e 28.000 Euro Aliquota al 27% sulla parte eccedente i 15.000 Euro
  • Tra 28.001 e 55.000 Euro Aliquota al 38% sulla parte eccedente i 28.000 Euro
  • Tra 55.001 e 75.000 Euro Aliquota al 41% sulla parte eccedente i 55.000 Euro
  • Oltre i 75.000 Euro Aliquota al 43% sulla parte eccedente i 75.000 Euro

Quindi mantenendo la progressività della tassazione come previsto anche dall’art. 53 della Costituzione “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”, introdurrei una no tax area per i pensionati fino a 12.000 Euro ed interverrei sul terzo scaglione di reddito che poi è quello che rappresenta il cosiddetto ceto medio che è il più penalizzato. Qui infatti si passa dal 27% al 38% con un incremento addirittura di 11 punti di IRPEF. Il Governo Conte ha già cominciato a fare qualcosa attuando dal 1° luglio 2020 un iniziale abbattimento del cuneo fiscale per i redditi fino 40.000 Euro. Ma solo per i lavoratori dipendenti escludendo completamente e ingiustamente, aggiungo io, pensionati e partite IVA. Ma non basta.

Ora bisogna assolutamente a decorrere dal 1° gennaio 2022 operare sull’IRPEF diminuendo le imposte per tutti gli italiani magari diminuendo gli scaglioni da cinque a quattro, armonizzandoli tra di loro per operare una sensibile diminuzione dell’IRPEF sui redditi, in maniera da aumentare stipendi e pensioni e far pagare meno gli autonomi. Questo aumento di capacità contributiva poi si riverserà molto positivamente sui consumi perché le persone avendo più denari spenderanno di più. In questo modo lo Stato incasserà più IVA e si rimetterà in moto l’economia italiana. Tenendo sempre molto basso lo spread che con l’avvento di Mario Draghi è sceso fino a 90 punti base si pagheranno meno interessi sui titoli di stato e si potrà finalmente aggredire in maniera consistente il debito pubblico che oramai ha raggiunto cifre spropositate.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

7 commenti su “Riforma Pensioni 2021 ultime oggi 20 febbraio su prepensionamento e fisco

  1. Perdonatemi lo sfogo, non capisco perchè ogni qual volta si voglia mettere mani alle pensioni, saltano fuori proposte di allungamneto. Insisto nel dire che 40 anni di versamenti devono bastare, anzi personalmente li considero’ troppi. Si deve andare in pensione senza alcuna penalizzazione. Una curiosità ma lei sig. Marino è già in pensione. Se si ci può dire con quanti anni di contributi.
    Grazie

    1. Non si tratta dei 40 anni di contributi. C’è la necessita di una riforma strutturale e di ampio respiro. Rispondo volentieri alla sua domanda. Si sono in pensione con 42 anni e 1 mese di contrubuti.
      Grazie
      Mauro Marino

  2. ripropongo il commento di Walter che mi sembra ad hoc
    “Visto che “io sono per…” e cita cifre e date, io la proporrei come sottosegretario, considerato che il posto di ministro del lavoro è già occupato.
    Mi parrebbe più logico parlare di non peggiorare, per l’ennesima volta, le logiche attualmente vigenti derivate dalla applicazione della riforma del 2012.”
    E che dire dei “lavoratori fragili ” e già invalidi e pure lavoratrici madri over 60 con più di 35 anni di contributi in questa emergenza pandemica che di certo non si risolverà nell’arco di quest’anno.

    Ma facciamo il piacere di non esagerare davvero

  3. Visto che “io sono per…” e cita cifre e date, io la proporrei come sottosegretario, considerato che il posto di ministro del lavoro è già occupato.
    Mi parrebbe più logico parlare di non peggiorare, per l’ennesima volta, le logiche attualmente vigenti derivate dalla applicazione della riforma del 2012.

  4. Buon pomeriggio, mi auguro che qualcuno ascolti le suddette proposte…può essere?
    Grazie comunque per averle esposte!
    E….speriamo

  5. 41 e 6 mesi per pensione anticipata e senza finestre, né penalizzazioni, è il limite massimo che non deve essere superato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su