Riforma Pensioni 2021 ultime oggi 22 aprile: quota 100 e quota 41 chieste dai lavoratori

Rinvio pensioni quota 41 e sdegno dei lavoratori

Nel nostro articolo di oggi vediamo alcuni dei tantissimi commenti che abbiamo ricevuto dai lavoratori che vogliono uscire dal mondo del lavoro e che chiedono a gran voce una riforma delle pensioni, o proseguendo con quota 100 o introducendo quota 41. Negli ultimi giorni abbiamo pubblicato sul nostro sito due interessanti interventi: il primo un editoriale di Giuliano Cazzola sull’Ape social, il secondo dove sono riportate le ultime parole del segretario confederale della CGIl Roberto Ghiselli su quota 41 e sull’ uscita anticipata. Di seguito vi riportiamo i commenti più interessanti dei lavoratori sotto questi articoli del nostro sito, che nel caso vi foste persi vi invitiamo a leggere.

Ultime notizie Riforma Pensioni 2021: i lavoratori sul post quota 100

In seguito all’articolo di Giuliano Cazzola, in molti lavoratori ci hanno scritto. Salvo ad esempio ci dice: “Quota 100 e basta. Perché dobbiamo rassegnarci con soluzioni peggiorative. Quota 100 e la sua proroga rappresenta l’unica strada da percorrere. Mi rivolgo ai lettori: non facciamo discorsi di rassegnazione per l’abolizione di quota 100. Imitiamo i nostri amici francesi una buona volta. Non siamo pecoroni e lo dobbiamo dimostrare con i fatti e non con le chiacchiere”.

Quota 100 non è semplice da prorogare, e pensando a quota 102 come possibile alternativa il lavoratore Wal si pone una interessante domanda: “Purtroppo io penso che anche per ragionamenti di radice politica, pur comprendendo che molte persone hanno iniziato presto a lavorare col risultato di avere molti contributi, si sia sparacchiato in molti su quota cento. Perdendo di vista la parte buona di quella “riforma”, ovvero che nella addizione si associano due addendi, nel nostro caso 62 e 38 la cui somma è 100. Ora, il governo e l’Europa che di aritmetica se ne intendono, nella migliore delle ipotesi e qualora accettassero di cambiarne uno dei due addendi, quale pensate potrà essere tra i due per dare come somma 102?

Riforma Pensioni 2021 e Quota 41 oggi 22 maggio: come si può attuare?

Hanno accolto risposte molto positive le parole di Ghiselli, che ha parlato di quota 41 e non solo. Paolo ci dice: “Molto bene mettete pressione a questo governo che passi finalmente quota 41 per tutti a qualsiasi età bravo Ghiselli“. Maurizio dice: “Le considerazioni di Ghiselli sono buone ma il discorso e che non serve solo parlare ma ci vogliono i fatti anche perché con 41 anni di lavoro penso che uno la pensione se la sia strameritata anche perché anni fa ci andavano con 35, mentre a noi ci tocca fare 5 o6 anni in più e abbiamo già circa 40 anni di lavoro avendo cominciato a lavorare a 15 anni”.

Enrico ci scrive poi: “Spero vivamente che a questi ottimi intenti faccia seguito un comportamento in linea, senza tentennamenti, compromessi strani a discapito dei lavoratori, mediazioni che abbassino il tiro di questa proposta. Voglio che i sindacati dimostrino in modo inequivocabile di essere al fianco dei lavoratori”.

La lavoratrice Antonia sulla quota 41 ha invece una preoccupazione: “Quota 41 per tutti sarebbe un diritto sacrosanto… dopo 41 anni di onesto e duro lavoro poter andare finalmente in pensione. Però senza penalizzazione di alcun genere; mi è parso di capire che quota 41 potrebbe comportare il calcolo con solo sistema contributivo; assolutamente ingiusto per chi ha versamenti effettuati prima del 1995 e che, nella situazione attuale, comportano quota di calcolo retributivo. Tale riforma, attuata in questo modo, comporterebbe una perdita notevole dell’assegno pensionistico. Quindi: molta ATTENZIONE a quota 41 e a come potrebbe essere attuata! Mi auguro che i Sindacati tengano questo aspetto in debita considerazione”. Voi cosa ne pensate? Il dibattito su quota 41, quota 100 o altre alternative per la riforma delle pensioni è aperto nei commenti qui sotto!

28 commenti su “Riforma Pensioni 2021 ultime oggi 22 aprile: quota 100 e quota 41 chieste dai lavoratori

  1. Non si dovrebbe nemmeno discutere, chi ha cominciato a 15 anni, ha cominciato anche a respirare schifezze, ad assorbirle attraverso la pelle, a sentirsi vessato dai capi in giovanissima età, quando una persona ha lavorato 40 anni è stanco fisicamente e psicologicamente, se ha versato i contributi regolari la pensione gli deve essere riconosciuta senza nessun tipo di penalizzazione e non deve essere considerata pensione anticipata, anzi è una pensione ritardata!

  2. No. No. No!.a quota 102.
    SI, Si. Si a 41 x tutti senza decurtazione. È ora di finirla 41 anni di lavoro sono abbastanza. Siamo stufi fate lavorare i giovani che si devono costruire un futuro.

  3. Io ho 60 anni -38 anni di contributi versati ,ma 45 anni di lavoro sulle spalle,ho incominciato a lavorare a 15 anni tutti lavori usuranti… Perché non posso andare. In pensione con quota 41 precoce.. Purtroppo non mi risultato contributi prima dei 19 anni ….. Cosa posso fare??

  4. Quota 41 deve essere l’obbiettivo base, e deve essere per tutti. Non per pochi perchè effettuano lavori usuranti, per loro è giusto magari fare di meno. Vi garantisco però che svolgere lavoro impiegatizio, a fare calcoli tutti i giorni, magari dovendo fare il pendolare con un’ora di viaggio per andare e un’altra per tornare tutti i gg è piuttosto usurante. Poi la mente a 60 anni non è più in grado di ragionare come a 30 o 40.

  5. Nel ringraziare anticipatamente l’organizzazione di questo sito, mi preme far notare che la vita lavorativa di ogni persona è caratterizzata da svariate situazioni e bisognerebbe cercare di non svantaggiare nessun lavoratore. Opportuno, secondo il mio punto di vista, sarebbe quello di mantenere riformando il sistema pensionistico, sia quota 100 che quota 41. Dobbiamo considerare il fatto che a molti lavoratori precoci negli anni ’80/’90 non sono stati versati, a loro insaputa purtroppo, alcuni mesi/anni di contributi da datori di lavoro disonesti, dunque in questo caso questi potrebbero usufruire di quota 100.
    Mentre i lavoratori che hanno avuto, per loro fortuna, una continuità retributiva costante, la soluzione ottimale è quota 41.
    L’importante è cercare, per quanto possibile, di far valere i diritti dei lavoratori e assolutamente non perdersi in commenti, pensieri ed azioni che possano favorire taluni piuttosto che altri.
    Indipendentemente da qualsiasi pensiero politico, rammentiamoci sempre che solo con il buon senso e la ragione si ottengono buoni risultati. Grazie.

  6. Buongiorno,40 anni sono tanti specialmente adesso dove io mi sto rendendo conto che è da 40 anni che lavoro con dedizione (come tutti Penso)
    Non sei tu che non vuoi lavorare e che il lavoro non ti vuole più . Che amarezza …che si dia il via al ricambio generazionale.e basta chiacchere .

  7. Quello che nessuno ancora valuta a sufficienza è il riconoscimento del lavoro di cura delle donne: tante donne hanno periodi non coperti da contributi nei periodi delle gravidanze o della prima infanzia dei bambini, visto che i servizi per l’infanzia, fino a pochi anni fa, erano pressoché inesistenti e i datori di lavoro non assumevano o licenziavano le donne in caso di gravidanza; ciò ha causato, da un lato, la denatalità, dall’altro ora le donne si trovano legate al posto di lavoro fino a un’età molto avanzata. L’opzione donna poi, specialmente per le più anziane, che sono quelle che ne avrebbero più bisogno, decurta la pensione anche di 1/3, per cui molte sono costrette a non usufruirne, restando al lavoro fino a 67 anni, visto che i 41 anni di contributi li raggiungerebbero molto più tardi.

  8. Io credo che il buon senso dovrebbe prevalere! oggi un lavoratore che ha maturato in media 38 anni di contribuzione e ha una età anagrafica media di 62-64 anni abbia diritto di andare in pensione.
    Il costo del lavoro che le aziende pagano risultano insostenibili. La politica non percepisce il disagio dei lavoratori che per certi versi risultano dei pesi per le aziende e altresì pur avendo versato 38 anni di
    contributi diventano dei pesi per la previdenza.
    la riforma vera che non é mai stata fatta é quella che avrebbe dovuto separare l’assistenza dalla previdenza. Per questo i lavoratori vedono il traguardo della pensione allontanarsi di anno in anno.

  9. Buon giorno, 41 anni di lavoro sono tanti specialmente nel privato, sento sempre dire da confindustria riforma delle pensioni, ma peggiorative poi invece quando sei sul lavoro sembra che seiun peso xrche non rientri e non c’è la fai a competere con i giovani nonostante esperienza, allora xrche dicono riforma invece se ci potrebbero licenziare.,, sono nicola, di maddaloni

  10. A mio avviso 41 anni di contributi versati sono più che sufficienti per andare in pensione senza discussione , per avere un cambio di generazione di forza lavoro giovane

  11. Tridico, unica persona lucida in questo pandemonio. Il ministro Orlandino non ha tempo per le pensioni, altre occupazioni lo sconvolgono: ammortizzatori sociali, la spesa quotidiana, i figli, i calli, le emorroidi. Gli vogliamo dare assistenza per favore? D’altronde è del PD (partito distruttivo) , una cosa alla volta e,soprattutto, distanziata né tempo (che so, una ogni 4 mesi….). Tridico, un pensiero ai lavoratori fragili, almeno lui. E si perché si può avere 61, 62,65 anni ma forse c’è qualcuno che, le assicurazioni non lo assicurano (chissà perché…) per rinnovare la patente deve passare per una commissione sanitaria (e non è detto che gliela rinnovano). Ma perbOrlandino:tutti uguali,? Eeehhhh, è troppo occupato. Odiato dalle partite Iva, lontano anni luce dai lavoratori dipendenti. Scusate , ma quale razza in via di estinzione vota più il PD?

    1. Ciao Paolo
      è verissimo che abbiamo a che fare con incapaci e aguzzini…
      Ma sono anche stolti!
      Se facessero lavorare i giovani con una sicura maggiore redditività per il paese Italia potrebbero anche aumentarsi la fetta…. Di torta…..!
      Ma non sono capaci di fare nemmeno quello
      STOLTI!

  12. Io sono quello che ha lanciato parecchi mesi fa l idea del cappellino con scritto 41 e poi tutti a roma .Se non si fa penso che governo e sindacati ci in……no anche questa volta.

  13. Ho letto i commenti precedenti e mi viene un solo commento: i nostri politici e sindacalisti stanno raggiungendo il loro obiettivo: farci litigare fra noi per fare quello che vogliono loro (ovvero nulla).
    Chi ha lavorato 41 ha ragione? Ragionissima anche se ha 59/60 anni. Ma chi ha avuto un altro tipo di vita e, che so, magari e’ andato all’Universita’ e che ha cominciato a lavorare a 26/27 anni ? Deve aspettare di avere 68 anni? (27+41=68). Per cui, perche’ le due misure vengono viste da noi lettori come alternative? Ok 41 anni. Ma ok pure a una forma flessibile per chi non e’ stato cosi’ precoce nell’iniziare a lavorare.
    Le coperture mi direte? Ci sono : 130 MILIARDI DI TASSE EVASE OGGI ANNO!!!
    p.s. Per chi dovesse pensare ad un riscatto di laurea: costa come un miniappartamento, e questo stato vigliacco ci diceva, quando abbiamo iniziato a lavorare (fine anni 90) e quando il riscatto costava molto meno, che a 60 anni saremmo andati in pensione (a cosa serviva il riscatto…)

  14. Voglio ringraziare i moderatori, redattori e gestori di questo sito per aver sempre permesso ai lettori di poter dire ed esprimere le loro idee, indipendentemente dal colore politico, dalle simpatie e dalle idee diverse che accomunano i tanti lavoratori ormai esausti e pieni di rabbia.
    Grazie ed ancora grazie

  15. Io penso che da parte dei governi che hanno governato x decenni hanno sempre sbagliato tutto assieme ai sindacati. In merito alle pensioni. 41 anni di contributi sono tantissimi. Specialmente nel settore privato. Il più tartassato e più penalizzato. La verità è che a noi nel privato ci allungato l’anzianità x fare cassa. X pagare pensioni da nababbi…………..

  16. Una cosa che non capisco è che utilizzando il simulatore INPS della mia pensione risulta che se vado in pensione “anticipata” con 42 e 10 mesi avrò diritto a un 2,3 € lordi, mentre se aspetto i 67 anni ne riceverei oltre 2,8 . Comè possibile che 43 anni di lavoro mi dà 2300 € e 4 anni mi aggiunge 500 €(sempre lordi) ?? Immaginiamo cosa succede con il solo contributivo !! Ci vogliono morti sul posto di lavoro …
    Io sono a quota 103 (61 + 42) …

    1. Ipotizzando che vivi fino a 82 anni ti pagherebbero 15 anni x 500 x13 mesi =97500 . Se invece vai 4 anni prima ti devono pagare 4 anni x 2300 x 13 = 119.600. Son furbi.

    2. È arrivato il momento che i Sindacati svolgano la loro funzione prioritaria: rappresentare le istanze dei lavoratori tutti anche nel settore previdenziale ed accogliere le grida di aiuto delle PERSONE che rivendicano la libertà di scegliere quando andare in pensione. 40 anni di lavoro non sono forse sufficienti per decidere in piena libertà cosa fare?

    3. Purtroppo il motivo è chiaro. Con quattro anni di lavoro in più vengono versi circa il 10% in più di contributi ma soprattutto restano quattro anni in meno, statisticamente, per prendere la pensione, e questo pesa ancora di più. Considerando un aspettativa di vita ulteriore di 20 anni si passa a 16, il 20% in meno. Dunque 10 per cento di soldi versati in più e 20 percento di anni in meno per consumarli. Ecco che la differenza diventa molto grande. Ovviamente con il calcolo contributivo. Sembra che molti sostenitori di 41 per tutti non lo capiscano, ma con il contributivo andare in pensione a prescindere dall’età sarà una soluzione poco vantaggiosa per i lavoratori.

  17. Buongiorno, penso che 41 anni di lavoro siano più che sufficienti. Duro o non duro non conta, è sempre lavoro.
    Ho 55 anni e 38 di contributi. Quota 100 o 102, quanti anni dovrei lavorare ancora, stiamo scherzando?
    Hanno parlato di 62 anni o 37 anni e 10 mesi di contributi, sarebbe perfetto.

  18. Sono un OSS ho 60 anni e a Marzo ho fatto 42 anni di lavoro altro che quota 100. Ho sperato tanto nei 41 , andrò in pensione il prossimo anno con la Fornero sperando che non facciano brutti scherzi, Certo che 43 di lavoro sono proprio tanti. Questi ultimi 2 con la pandemia in corso molto stressanti e impegnativi per chi come me non è più un giovanotto ma ormai è quasi fatta

  19. QUOTA 41 PER TUTTI A QUALSIASI ETA’, NON TORNIAMO FUORI CON QUESTE QUOTE 100/102/104/110 CHE SAREBBERO LE COSE PIU’ INGIUSTE CHE FAREBBERO. NON POTETE MANDARE IN PENSIONE UNA PERSONA CHE HA LAVORATO 38 ANNI PERCHE’ HA 62 ANNI MENTRE UNA PERSONA CHE LAVORA DA 40 ANNI MA NE HA SOLAMENTE 60 DEVE ASPETTARE ANCORA MINIMO 2 ANNI SE NON 3 PER ANDARE CON LA LEGGE FORNERO. MA VI RENDETE CONTO DELL’INGIUSTIZIA?????????????

    1. Ma ti pare che ai nostri aguzzini interessi l’ingiustizia? Noi per loro siamo solo numeri che producono entrate di cassa.
      Cosa può interessare loro della nostra qualità di vita? Cosa interessa loro se hai lavorato e pagato per 40 e passa anni e vorresti vivere decentemente quello che ti rimane? L’importante è che ci sia sempre qualcuno che mantenga i loro stipendi da nababbi e i loro privilegi.

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