Riforma pensioni 2021, ultime oggi 4 gennaio su lavori gravosi e donne

Le ultime considerazioni sulla riforma pensioni 2021 e sulla legge di bilancio giungono da un interessante post di Orietta Armiliato, amministratrice dle Comitato Opzione donna Social, che fa notare come nel 2018 siano stati ampliate le categorie inserite all’interno dei lavori gravosi, ma che tra queste ne manchi sicuramente una. Categorie confermate ancora oggi nella legge di bilancio che non ha visto grandi stravolgimenti in ambito previdenziale, sebbene i sindacati stiano puntando all’ampliamento delle categorie al fine di poter consentire ad un maggior numero di persone, che svolgono mestieri maggiormente usuranti, di ritirarsi prima dal mondo del lavoro. Qui si inserisce la pertinente e puntuale considerazione dell’amministratrice del CODS che ha voluto sottolineare come tra i mestieri maggiormente gravosi vi sia il lavoro di cura svolto abitualmente, in modo totalmente gratuito, dalle donne. Il cui peso della conciliazione lavoro -famiglia ricade inesorabilmente sulle loro spalle, un welfare gratuito e spesso dato per scontato che fa risparmiare moltissimi denari allo Stato e che sarebbe ora di riconoscere, almeno ai fini previdenziali, alle lavoratrici madri e non. Ecco le sue parole.

Riforma pensioni 2021, quali lavori gravosi in lista permettono l’uscita anticipata?

Così Armiliato: “La legge di bilancio 2018 ha ampliato, anche se non esaustivamente, il novero di quelli che sono considerati lavori gravosi/usuranti, aggiungendo ulteriori mestieri alla lista pre-esistente consentendo così, agli appartenenti a quelle fattispecie di lavoratori, il pensionamento anticipato rispetto alle regole standard vigenti. Riporto, per chi non avesse idea di quali siano le attività lavorative comprese in questo elenco, la lista completa ad oggi:


✔️addetti alla concia di pelli e pellicce;
✔️addetti ai servizi di pulizia;
✔️addetti spostamento merci e/o facchini;
✔️conducenti di camion o mezzi pesanti in genere;
✔️conducenti treni e personale viaggiante in genere;
✔️guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
✔️infermieri o ostetriche che operano su turni;
✔️maestre/i di asilo nido e scuola dell’infanzia;
✔️operai edili o manutentori di edifici;
✔️operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti;
✔️chi cura, per professione, persone non autosufficienti;
✔️lavoratori marittimi;
✔️pescatori;
✔️operai agricoli;
✔️operai siderurgici.

Poi L’Armiliato passa a fare un ragionamento indirizzato al Governo, in parte anche provocatorio, ove sottolinea la mancanza all’interno dell’elenco dei lavori gravosi della categoria ‘donne’, che a suo dire e di tutte le lavoratrici che sono iscritte al suo Comitato, che da anni si batte per la valorizzazione del lavoro di cura delle donne, meriterebbero di diritto di entrare in quella lista, e dato il doppio lavoro svolto dentro e fuori casa, e di diritto dovrebbero poter optare per un qualche bonus contributivo che consenta loro di accedere anzitempo alla pensione.

Riforma pensioni 2021, tra i lavori gravosi anche il lavoro di cura svolto dalle donne?

Così prosegue Armiliato: “Abbiamo fatto una spunta puntuale ma…non abbiamo trovato un’ importante “categoria” per altro ben nota a tutti come ben noti sono i compiti “assegnati d’ufficio” sia dall’ambito socio-culturale sia dallo Stato e, sebbene tutti ne “usufruiscano” h 24, 365 giorni all’anno, nessuno ne ha mai riconosciuto tangibilmente il lavoro che svolgono: sono L E D O N N E

Oltre a svolgere attività lavorative fuori casa, spesso anche di grande responsabilità (un esempio su tutti, le insegnanti), rispetto alle attività sopra elencate riconosciute gravose/usuranti, le donne ne svolgono, parzialmente é ovvio, la gran parte: non sono forse all’occorrenza infermiere, oppure addette alla pulizia o addette all’asilo nido? E potrei andare avanti riuscendo senza fatica a spuntarne altre di quelle attività che non sono state riconosciute dal legislatore, inserite nella lista ed agevolate.
Quindi, possiamo dire senza temere di essere smentite, che #esseredonnaèlavorogravoso e che è puntuale responsabilità sia della società, sia della cultura sia di chi legifera, l’operare affinché il LAVORO DI CURA DOMESTICO ORDINARIO svolto dalle donne, indipendentemente dal fatto di essere o meno madri, venga riconosciuto e valorizzato?

Orietta Amriliato al termine del suo post tagga Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, Domenico Proietti, segretario della Uil, e Ignazio Ganga, Cisl. Sarà nostra cura far pervenire loro l’articolo e le considerazioni dell’amministratrice del CODS, nella speranza che abbiano modo e tempo di prestarsi al confronto. In tal caso pubblicheremo il loro pensiero sulle proposte e le considerazioni di Armiliato circa l’aggiunta delle categoria ‘donne’ a quell’elenco dei mestieri gravosi. Voi dal canto vostro cosa ne pensate?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

4 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2021, ultime oggi 4 gennaio su lavori gravosi e donne

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    6 Gennaio 2021 in 10:45
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    Non riesco a capire come mai che nella lista dei lavori gravosi non ci sia carpentieri in ferro e saldatori e veramente uno schifo per queste categorie sindacati svegliatevi

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    5 Gennaio 2021 in 10:10
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    I diritti delle donne sono sacrosanti e devono essere equiparati a quelli degli uomini senza alcuna eccezione. Hanno fatto tanto per raggiungere questa parità che non è un riconoscimento o una concessione, ma un segno di civiltà e di democrazia.
    Non capisco quindi perché devono ricevere dei trattamenti diversi dagli uomini, questo non è un segno di civiltà e di democrazia, continuiamo a considerarle inferiori a noi o sono loro che quando fa comodo, accettano di essere considerate diverse dagli uomini???

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    4 Gennaio 2021 in 19:36
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    Io penso che le donne hanno tutte le ragioni del mondo ed aggiungo hanno anche più palle degli uomini.

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      5 Gennaio 2021 in 20:15
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      Brava Armilato, plaudo alla sua proposta, ono assolutamente d’accordo! Gentile Signor Pagliari, ne riparliamo fra qualche secolo….

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