Riforma pensioni 2021, ultime: ok uscita anticipata tra i 55-64 anni

Come vi avevamo nell’articolo di ieri ‘ Riforma pensioni 2021, i sindacati cosa devono fare per avere Q41 e il via dai 62 anni?‘, quest’oggi vi proporremo la seconda parte del ragionamento del Dott Claudio Maria Perfetto relativo al sistema previdenziale italiano, che oggi intende mostrare attraverso dati e considerazioni come il pensionamento anticipato tra o 55 ed i 64 anni non sarebbe affatto un impedimento alla crescita economica, ma anzi un fattore abilitante alla stessa. Ma spiega, e ancor più farà nella terza parte che vi proporremo domani, come le nuove pensioni andranno finanziate senza pesare sulla spesa pubblica. Le sue parole, buona lettura.

Riforma pensioni 2021: DEF e Pnrr cosa ci dicono sulle pensioni? Meglio restare alla Fornero?

“Il Governo italiano ha formulato le seguenti previsioni di crescita economica per il quadriennnio 2021-2024 che riporta nel Def 2021 (pag. 61): il Pil passerà dal -8,9% del 2020 al +4,5% nel 2021, a +4,8% nel 2022, a +2,6% nel 2023, a +1,8% nel 2024. Le componenti principali che stimoleranno la crescita economica saranno: gli investimenti (in crescita nel 2021-2024) — che verranno effettuati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) — e i consumi delle famiglie (anch’essi in crescita nel 2021-2024).  

Nel documento “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) il Governo italiano, presentando la “Tavola 1.2:  Raccomandazioni per il 2019 e 2020” (pag. 27), dichiara esplicitamente che le sue azioni sono in linea con le Raccomandazioni del Consiglio europeo.   

Il Consiglio europeo, nel suo documento “Raccomandazione del Consiglio sul programma nazionale di riforma 2019 dell’Italia”, osserva (pag. 8) che: “l’ampliamento della possibilità di pensionamento anticipato potrebbe ripercuotersi negativamente sull’offerta di lavoro, in un contesto in cui l’Italia è al di sotto della media dell’UE per quanto riguarda la partecipazione dei lavoratori anziani (55-64 anni) all’occupazione, il che ostacolerebbe la crescita potenziale e aggraverebbe la sostenibilità del debito pubblico. Al fine di limitare l’aumento della spesa per le pensioni, dovrebbero essere pienamente attuate le già previste riforme pensionistiche volte a ridurre le passività implicite derivanti dall’invecchiamento della popolazione”.

Sulla base di queste osservazioni, il Consiglio raccomanda all’Italia di “attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica favorevole alla crescita” (pag. 18).

C’è una osservazione doverosa da fare: le azioni del Governo italiano sono in linea con le Raccomandazioni del Consiglio europeo; ma le Raccomandazioni del Consiglio europeo non sono in linea con la realtà italiana.

Ne consegue che le previsioni di crescita economica per il quadriennnio 2021-2024 formulate dal Governo italiano — che accolgono le raccomandazioni del Consiglio europeo — non sono aderenti alla realtà“.

Quale la realtà italiana? Dati Istat sugli occupati

In febbraio 2021 l’ISTAT registra -945mila unità di occupati e +717mila inattivi (coloro che sono senza lavoro e che nemmeno lo cercano) appartenenti alla fascia di età 15-64 anni. Se si considera che il numero di disoccupati potrebbe ulteriormente aumentare quando cesserà il divieto di licenziare, è ragionevole ritenere che il mercato non sarà in grado di riassorbire, nemmeno nel quadriennio 2021-2024, un tale eccesso di offerta di lavoro, anche a causa della forte spinta (dovuta alla transizione digitale) verso l’automazione (la macchina che si sostituisce all’uomo) e la disintermediazione (il cliente che si sostituisce al dipendente).

A fronte di un eccesso di offerta di lavoro ci sarà un calo dei salari con la conseguente riduzione dei consumi e quindi degli investimenti. Le previsioni del Governo riguardo alla crescita economica risulterebbero pertanto puramente teoriche (la previsione di crescita del Pil 2021 è invece credibile, dopo il crollo del 2020). Contrariamente a quanto osserva il Consiglio, la messa in quiescenza dei lavoratori nella fascia di 55-64 anni, in presenza di eccesso di offerta, non penalizzerebbe l’offerta di lavoro“.

Pensionamento anticipato tra i 55-64 anni fattore abilitante alla crescita economica

Il pensionamento dei lavoratori appartenenti alla fascia di età 55-64 anni, contrariamente a quanto osserva il Consiglio, non ostacolerebbe la crescita potenziale ma, al contrario, la favorirebbe. Infatti, le imprese potrebbero recuperare in redditività rilasciando i lavoratori che per la loro età (55-64 anni) sono poco inclini (se non inadeguati) a cogliere l’innovazione tecnologica.

La loro fuoriuscita dal mondo del lavoro potrà consentirne l’ingresso a lavoratori più giovani (non necessariamente nel rapporto 1:1, anche a causa dell’automazione) i cui requisiti sono più in linea con quelli richiesti dalle imprese. I giovani avranno maggiore necessità di consumare — in quanto avranno bisogno di tutto ciò che occorre per formarsi una famiglia — e il maggior consumo stimolerà gli investimenti e quindi  la crescita economica.

Il pensionamento dei 55-64enni (con requisiti non più richiesti dalle imprese) è dunque un fattore abilitante della crescita economica. Ma le nuove pensioni andranno finanziate senza pesare sulla spesa pubblica“.

Ringraziamo il Dott Claudio Maria Perfetto per l’elaborato e gli importanti nonché nuovi spunti di riflessione forniti, voi dalla vostra cosa ne pensate delle sue considerazioni, le condividete o meno? Fatecelo sapere come di consueto nell’apposito spazio dedicato ai commenti.

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26 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime: ok uscita anticipata tra i 55-64 anni

  1. La stessa risposta data dalla signora Venditti logicamente, per quanto mi riguarda avrebbe la stessa valenza e attenzione vista la lucidità e serietà con le quali risponde alle varie domande che le vengono puntualmente rivolte, grazie.

  2. Penso che il dott. Perfetto faccia un’analisi troppo logica per essere compresa da molti dei personaggi che ci governano.
    Peraltro basterebbe ricordarsi quante famiglie (purtroppo peraltro sempre più) vivono grazie alla pensione dei genitori e dei nonni per non comprendere quanto possa essere importante questo argomento.
    Io ieri, anche in modo poco lucido magari proprio per l’importanza dell’argomento ho scritto, Rivogliamo i Nostri Soldi perché in fin dei conti di questo si tratta. Tutti, e intendo Tutti si dimenticano mi sembra, che in fondo stiamo parlando dei NOSTRI SOLDI. Siccome quando un pensionato muore il ola consorte si prende se ha anche una piccola pensione o nessuna addirittura il 60% o se muore prima di andarci in pensione quei soldi se li tiene lo stato vorrei capire dove vanno a finire.
    Ma magari una persona consapevole e seria come sembra il dott. Perfetto può riuscire almeno a grandi linee a capire quante centinaia di milioni carpisce a persone che anche se non ci sono più dei soldi pagati che dovrebbero quantomeno andare ai familiari più stretti.
    Ecco io mi chiedo se c’è qualcuno che può fare una stima di questi soldi più i circa 500 milioni avanzati dalla quota 100, più i soldi dei pensionati morti per COVID stimati peraltro da persone che sanno e hanno scritto su questo sito quantificati in circa 11/12 MILIARDI nei prossimi 10 anni.
    Ecco dove possono uscire senza pesare ne’ all’Imps ne’ allo Stato.
    Ecco dove sono, e soprattutto perché per chi è senza un lavoro in particolare, con 60 o più anni di marche pagate in generale debba avere il sacrosanto diritto di non soffrire la fame fi o ai 67 anni proprio visto che i nostri stanchissimi Politici poverini ci vanno con 5/10 di Lavoro in pensione.
    Ecco il perché i soldi ci sono e perché abbiamo il diritto di riavere i NOSTRI SOLDI.

    1. Quei soldi vanno agli statali che hanno lavorato 15 anni è 6 mesi. I soldi ci sono devono salvare le poltrone dorate. La legge Fornero deve essere cambiata altrimenti nelle aziende private i giovani non entreranno mai.

  3. Sempre molto interessanti gli spunti e le riflessioni del Dott. Perfetto, manca però un aspetto fondamentale: La tempistica. Noi tutti sappiamo che per fare quanto immaginato ci vuole ben più di una legislatura, un governo che duri in carica almeno tutto il quinquennio. Un governo di tal fatta può essere solo di cdx, parte ideologicamente predominante in questo paese. Sappiamo che quando al governo c’è questa parte politica i conti dello stato sfondano la soglia del crack finanziario ( vedi 2011 ma non solo ), infatti gli unici che sono riusciti almeno a pareggiare i conti erano tutti di csx, Ciampi, Visco, Prodi. Ipotizziamo una riforma delle pensioni modello Perfetto: Con l’innovazione tecnologica ci saranno meno assunti e più persone a carico dello Stato e quindi non a costo zero. Per quanto tempo durerà … non si sa.
    Nel 2011 eravamo preoccupati avendo un debito pubblico di 2000 miliardi, oggi siamo a 2600 e un po più di preoccupazione dovremmo averla. Se poi pensiamo che chi ha ideato la misera e iniqua quota 100 sia in grado di sviluppare una riforma di tal fatta ….. dio ce ne scampi.
    Sig. Perfetto, non so se dall’alto della mia ignoranza la sua idea di riforma sia buona, ma anche se lo fosse non verrà mai realizzata in Italia e con questi politici. Proviamo a volare un po’ più in basso e magari a fare cose più eque e moralmente giuste e non riforme a tempo che favoriscono pochi e nemmeno i più meritevoli. In fondo ci accontentiamo di poco.

  4. Giusto il commento di Giovanni, ma quello che è il problema principale è l’assegno mensile che si riceverà da quando si va in pensione tra 55 e 64 anni perché al momento prima di va in pensione lontano dai 43 anni di lavoro e meno si porta a casa di assegno mensile.

  5. Non conoscevo il dott. Perfetto ma visto che con la sua analisi ha colpito nel segno non si nasconda come fanno alcuni politici si faccia conoscere dai lavoratori che nelle discussioni quotidiane parlano spesso di questo peccato che nessun ascolta chi lavora .

  6. Finalmente dopo anni di stronzate sento qualcosa di sensato questo ragionamento dovrebbe essere portato a conoscenza ai politici ottusi che ci ritroviamo vedi orlando.

  7. Gentilissima Sig.a Erica , la prego di parlare specificatamente anche dei disoccupati ultrasessantenni senza indennità che non troveranno più un lavoro e che non possono aspettare i 67 anni per avere un reddito.
    Quindi superati i 20 anni di contributi ed i 62 anni d’età dovrebbero poter percepire la pensione anticipata.

  8. “Il pensionamento dei 55-64enni è dunque un fattore abilitante della crescita economica” MA ALLE PERSONE ULTRASESSANTENNI GIA’ DISOCCUPATE , SENZA INDENNITA’ E CHE NON TROVERANNO PIU’ UN LAVORO , POTRANNO PERCEPIRE LA SUDDETTA PENSIONE ANTICIPATA ?

  9. Secondo me la migliore soluzione per la pensione anticipata è 41 anni di servizio, oppure 65 anni di età stiamo quasi in linea con il resto del mondo credo che 41 anni di servizio e più che sufficiente

  10. Il criterio dell’anzianità di servizio è l’unico sia equo sia sostenibile per le casse dello Stato: 41 anni di servizio per tutti e 38 per i gli invalidi civili superiori al 50%.

  11. dott. Perfetto, per curiosità, ha la possibilità di dire tutte queste cose, perfette e sacrosante, a chi veramente comanda e decide? perchè io sono d’accordissimo con lei ma se non sono d’accordo i vari, Draghi, Orlando (meglio lei come ministro che lui), dombroskis ( unione europea), gentiloni, etc non ne veniamo a capo; i sindacati, lodevolissima la manifestazione del 26 giugno sul blocco dei licenziamenti per prorogarlo, ma si sono completamente dimenticati del discorso pensioni

  12. SPERIAMO BENE IN QUESTA SOLUZIONE PERCHE NOI ULTRA 55 ANNI SIAMO ESPULSI DAL MONDO LAVORATIVO INPORTANTE AVERE ANCHE UNA PENSIONE DA POTER VIVERE HO 28,5 ANNI DI COTRIBUTI E CON QUESTA SITUAZIONE CHE LAVORO NON CE O SIAMO VECCHIFORSE SAREBBE LA SOLUZZIONE PER AIUTARCI SALUTI

  13. Sono d’accordo con il dott. Maria Perfetto sul punto dove dichiara:

    ” …le previsioni di crescita economica per il quadriennnio 2021-2024 formulate dal Governo italiano — che accolgono le raccomandazioni del Consiglio europeo — non sono aderenti alla realtà“.

    Ci sono numerose fonti in rete che sono sostanzialmente concordi nell’affermare una crescita del PIL nel primo trimestre 2021 dello 0,1% che francamente visto che partiamo da una base del -9% nel 2020 non credo possa portare a farsi grandi illusioni!
    Non si capisce con quali fondamenti la Banca d’Italia possa arrivare a stimare una crescita addirittura del quasi 5% nel 2021 e nel 2022.

  14. Mi lascia solo perplesso l’ultima frase: “Ma le nuove pensioni andranno finanziate senza pesare sulla spesa pubblica“. Per il resto l’analisi è corretta. Se poi pensiamo, inoltre, che i pensionandi potrebbero avere comunque un ruolo nella società (volontariato per esempio), oltre che contribuire alla spesa aumentando i consumi, i resto è fatto.

  15. Poter scegliere di andare in pensione ad un età compresa tra i 55 e i 64 anni senza altri vincoli mi sembra un’ottima proposta, Perfetto santo subito!!!!!

  16. Mi complimento con il dott. Perfetto per la lucida e pacata analisi che puntualmente ci arrichisce. Mi chiedo come mai persone di questa caratura non sono state chiamate a ricoprire il ruolo che gli spetta.
    Possiamo chiedere la sostituzione del ministro Orlando con il Dott. Claudio Maria Perfetto.
    Grazie

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