Riforma pensioni 2021, ultime: post Quota 100 a rischio i nati tra il 51’e il 56′?

Riforma pensioni, quota 100 ultime proposte

Le ultime novità sulla riforma pensioni giungono da un nostro lettore Sandro Ferrara, da tempo al servizio della Pubblica amministrazione, che ha collaborato anche presso l’Inps di Napoli e presso la Federico II anche nell’Ufficio Pensioni, che ha scritto un lungo post circa la Quota 100, il post quota 100 che potrebbe vedere maggiormente penalizzati, a suo dire, quanti sono nati tra il 51 ed il 56, e sulle proposte future. Vi lasciamo direttamente al suo lungo elaborato.

Riforma pensioni 2021, Quota 100 sciagurata, iniqua, divisiva: va superata

La sciagurata, iniqua e divisiva “quota 100” voluta dalla Lega solo per raccattare voti, volge al termine, questo obbrobrio di norma che ha consentito a chi aveva soli 38 anni di contribuzione di andarsene in pensione mentre altri con 42 anni non potevano non avendo raggiunto i 62 anni di età.

Ma il danno più grave sarà però il nuovo scalone che ha prodotto per i prossimi accessi a pensione, proprio dopo che ne avevamo superato un altro a caro prezzo. Prezzo però pagato solo da pochi, esattamente dei nati tra il ’51 e il ’56. Per fortuna che al 31.12.2021 la norma che ha rappresentato un vero e proprio “terno al lotto” raggiunge la sua naturale scadenza, speriamo si provveda immediatamente all’abolizione delle finestre che incidono sull’E.F. 2022.

Per il futuro occorrerà mettere mano a degli “aggiustamenti” in materia previdenziale e prevedere innanzitutto l’abolizione delle illegittime finestre (che tengono per 3-6 mesi i lavoratori nel limbo senza maturare ulteriori quote di pensione sul periodo – se si sceglie di rimanere al lavoro in attesa della finestra) e di far accedere alla pensione i lavoratori dal giorno successivo alla maturazione dei requisiti.

Riforma pensioni 2021, post quota 100 quali proposte?

Il sistema che manterrebbe in un qualche equilibrio la spesa pensionistica con le entrate contributive correnti, potrebbe essere un mirato meccanismo di decurtazioni. Questa decurtazione sarebbe solo temporanea (1 anno per 5 ipotesi, 2 anni per 5 ipotesi, 3 anni per 3 ipotesi, 4 anni per 3 ipotesi, 5 anni per 1 ipotesi e 6 anni per 1 sola ipotesi) e durerebbe solo fino al raggiungimento della pensione piena di vecchiaia a 67 anni (come avviene in pressoché tutti i paesi europei).

Dopo ogni anno di anticipo pensionistico si provvederebbe a rideterminare la decurtazione in base all’avanzamento di un anno di età (ad esempio per l’ipotesi massima di pensionamento anticipato di 6 anni con decurtazione del 25%, dopo un anno si scenderebbe al 22%, dopo 2 al 19%, dopo 3 al 16%, dopo 4 al 13%, dopo 5 al 10%). In contemporanea si prorogherebbe Opzione Donna fino al 31.12.2027.

Riforma pensioni 2022: decurtazioni temporanee possibili o utopiche?

Poi il Signor Ferrara esplicita l’idea che ha in mente in base alle decurtaziuoni temporanee, eccovi le sue considerazioni che vedrebbero venire meno l’attuale pensiona anticipata di vecchiaia, che potrebbe, a suo dire, essere sostutuita da questo sistema di decurtazione, che a differenza di altre proposte fatte anche da altri politici vedrebbe una decurtazione effettivamente corposa pari al 5% per ogni anno d’anticipo, rispetto al 2/3 % proposto in passato, ma solo temporaneamente fino al raggiungimento dei requsiti per accedere alla quiescenza.

Il suo ragionamento: “Conseguentemente sarebbe da abolire l’attuale pensione anticipata di vecchiaia, da sostituire con un sistema di decurtazioni con un 5% in meno per ogni anno mancante su entrambi i requisiti, partendo da 41 e 66 (che sono un anno in meno rispetto ai limiti attualmente vigenti di 43+1 mese e 42+1 mese o 67), fino al raggiungimento dei 67 anni di età.

Quindi le possibili opzioni sarebbero:

  • 0 con 41+64/66, 42+63/66, 43+62/66, 44+61/66
  • -5% con 40+66;
  • -10% con 39+66, 40+65;
  • -15% con 38+66, 39+65, 40+64, 41+63;
  • -20% con 37+66, 38+65, 39+64, 40+63, 41+62;
  • -25% con 36+66, 37+65, 38+64, 39+63, 40+62, 41+61.

L’ipotesi non contempla precoci, gravosi/disagiati, invalidi/inabili parziali, L. 104/92 che dovranno avere un canale d’accesso agevolato. Sul fronte TFR/TFS si provveda a ridurre i termini di liquidazione per i pubblici dipendenti che ora possono arrivare anche a 8 anni! Difatti il diritto per chi è andato via con quota 100 si acquisisce solo a partire dal raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata di vecchiaia o a 67 anni. Da qui decorrono i termini previsti per liquidare, però solo la prima tranches fino a 45mila euro. Ne sono previste poi ulteriori due. I privati invece hanno accesso subito alla prestazione.

Cosa ne pensate delle proposte del Sign Ferrara, siete favorevoli? troppo complesso il sistema? troppo penalizzante? Fatecelo sapere come sempre nella sezione commenti del sito.

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7 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime: post Quota 100 a rischio i nati tra il 51’e il 56′?

  1. Per favore finiamola di proporre cio che e stata la bibbia per oltre 30 anni nel mondo del lavoro.Vero che il mondo e cambiato ma ancora oggi a scuola nozioni sulla bibbia si fanno ancora.Quindi ripeto quanto scritto qualche settimana fa 41 di contributi senza finestre di 1-3-6 mesi o 62 anni d eta

  2. Buonasera,
    sono troppo stanca ora per dare un’opinione ragionata, comunque di una cosa sono certa, la pensione di vecchiaia a 67 anni è un traguardo troppo lontano, più giusto sarebbe riportarla a 65 anni, anche considerando l’abbassamento dell’età media causato dalla pandemia (che temo non sarà l’unica in futuro…). E poi ribadisco, 40 anni di lavoro sono veramente più che sufficienti per il salariato medio/basso, poi i professionisti e caste varie facciano quello che vogliono, anche lavorare sino a 100 anni se lo ritengono fattibile. 40 anni, sia per noi anziani sia per i giovani, dovrebbe essere un limite NON valicabile!
    Per il resto tutto si è già detto tante volte, anche su questo sito. Per come la penso, la riforma dovrebbe essere chiara e comprensibile, non troppo macchinosa, applicabile con poche regole modulabili che si basino in primis sul rispetto dell’equità. Se quanto ho appena detto non si vuole perseguire, vuol dire che con i soldi accantonati dai lavoratori per la pensione ci vogliono fare altro, tutto meno che renderli ai legittimi proprietari, che purtroppo sono stati costretti a conferirli alla cassa di previdenza sociale chiamata INPS e ancora non sanno come e quando li rivedranno. Grazie per lo spazio 🙂

  3. Spettabile, non ha pensato alle donne? Quante da noi riescono arrivare a 36 anni di lavoro?Abbiamo studiato al Univrrita lavorando contemporaneamente, siamo diventate madri ,o abbiamo lavorato fregate 0er contributi o sono nelle altre casse…e non possiamo andare in pensione ma licenziarci per dare cura e assistenza ai genitori che sono lontano da noi….

  4. Condivido con Corrado il siggerimento per le passeggiate sullo splendido lungomare Caracciolo in modo da godere la meritata pensione.

  5. Il sig. FERRARA farebbe bene a fare delle passeggiate distensive e lasciar perdere di fare queste proposte assurde. Quota 102 con penalizzazioni del 3% per ogni anno di anticipo fino a 67 anni e poi pensione piena è il provvedimento più giusto da fare.

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