Riforma pensioni 2021, ultime Proietti: serve subito flessibilità dai 62 anni

Sulla riforma delle pensioni pare avere le idee molto chiare il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, che in attesa con Cgil e Cisl, di essere convocato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Orlando al fine di riaprire il cantiere previdenziale, nel suo ultimo comunicato stampa esprime dubbi sul contratto di espansione e ribadisce quale dovrebbe essere la strada da seguire nell’immediato.

Per poter riformare la Legge Fornero occorre quantomeno concedere una misura, ossia é necessario che il Governo comprenda l’importanza di concedere la flessibilità in uscita a partire dai 62 anni d’età, solo così facendo sarà possibile mandare in quiescenza i lavoratori più stanchi permettendo ai giovani l’ingresso nel mondo del lavoro, occorre un sano turnover generazionale, é la flessibilità in uscita potrebbe essere la soluzione vincente anche per rilanciare il mercato del lavoro, specie post periodo pandemico.

Riforma pensioni 2021, Proietti: Contratto espansione svantaggioso per carriere piu’ deboli

Come spiega dettagliatamente ‘Il Sole 24 Ore’ : “Il contratto di espansione consente alle aziende una pluralità di azioni: far uscire personale a 60 mesi dalla pensione di vecchiaia o di anzianità con un percorso di esodo incentivato”, inoltre il Governo starebbe pensando di abbassare la soglia dimensionale da 250 a 100 adetti per l’applicazione del contratto di espansione. Questa variazione, che sarebbe già allo studio del Governo, potrebbe effettivamente segnale il punto di svolta, tant’é che si stima che potrebbe interessare una platea di circa 27 mila dipendneti nel 2021 e un uguale numero potrebbero poi esserne interessanti nel 2022.

La norma che l’esecutivo Draghi starebbe pensando di inserire nel Decreto Sostegni bis che punterebbe appunto ad abbassare il limite dimensionale da 250 a 100 addetti, includerebbe anche le Pmi, e porterebbe l’estensione della misura anche per tutto il 2022. Per Durigon, oggi sottosegretario all’Economia, che nel 2019 era stato il promotore della sperimentazione del contratto di espansione, é certamnete un buon passo avanti, ed afferma fiducioso: “ E’ fondamentale che la misura abbia una copertura pluriennale“. Per Domenico Proietti allo stato attuale, infatti, il contratto di espansione é svantaggioso per le carriere più deboli. Ecco allora cosa si potrebbe fare e l’unica misura che potrebbe andare bene post quota 100.

Pensioni 2021, Proietti: serve subuto uscita dai 62 anni

Pensioni, nel suo ultimo comunicato stampa ha ribadito la sua posizione: “Il contratto di espansione per l’uscita dal lavoro cinque anni prima del diritto alla pensione e’ uno strumento utile solo parzialmente. Interessa, infatti,solo una porzione delle aziende italiane, a normativa vigente quelle sopra i 250 dipendenti, inoltre e’ particolarmente svantaggioso proprio per i lavoratori e lavoratrici con carriere piu’ deboli”.

Poi il segretario confederale della UIL – Unione Italiana del Lavoro, ha aggiunto “Per la Uil bisogna varare misure che introducano una flessibilita’ piu’ diffusa di accesso alla pensione a partire dai 62 anni anche tenendo conto della diversa gravosita’ delle attivita’ dei lavoratori”.

Voi cosa ne pensate al riguardo, siete pro o contro il contratto di espansione? E pro o contro l’uscita anticipata dai 62 anni d’età? Fatecelo spaere nell’apposita sezione commenti del sito.

45 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime Proietti: serve subito flessibilità dai 62 anni”

  1. Potere scegliere di uscire dal mondo del lavoro a 62 anni è un’opzione di “civiltà”.Noi donne/mamme siamo state fortemente penalizzate dal mondo del lavoro italiano, sia per continuità contributiva che per carriere professionali….racconti inenarrabili…Vorrei potere scegliere di dedicarmi alla mia famiglia, nipotini compresi, ancora che le forze e l’età me lo consentono. Oltretutto gli stress lavorativi e le patologie dopo una certa età si fanno sentire inevitabilmente. I 62 anni come scelta, senza paletti del numero di contributi quasi inarrivabile per carriere discontinue, sarebbe quanto di meglio potrebbe uscire da un disastro economico/sanitario che stiamo vivendo da 14 mesi ….quasi infiniti..

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  2. Quando vedo report che ci spiega cosa ha fatto la cisl…e gli stipendi dei boss del sindacato..TUTTI…..Capisco perchè le cose vanno cosi male per la gente onesta che lavora veramente da 40 anni o più—-Tutti a pensare a chi ha 10 o 20 anni di contributi e magari più di 65 d’età ….. mentre Chi ne ha versati veramente 40 41 dovrebbe tirare il carro con sopra tutti?

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  3. Ho sessantadue anni a metà giugno,sono invalido in fascia protetta e disoccupato dal marzo 2017. Ho trentadue anni versati come dipendente,lavoro non ne trovo. Mi piacerebbe poter andare in pensione

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  4. Alle prossime elezioni voterò il partito che consentirà una uscita dal lavoro a 62 o 41 anni di contributi, certamente non voterò un partito che è contrario a queste due scelte .I soldi li trovano , li hanno sempre trovati x Alitalia e Banche varie ( in 48 H !! ) Cari politici se insistete nel dire che non ci sono soldi diteci perché acquistate 90 F35 , perché spendiamo 24 miliardi x le forze armate all’anno (e sono sempre in aumento), perché le multinazionali non pagano tasse ecc.. Io negli ultimi 41 anni ero al lavoro, ma voi cari politici dove eravate ? Adesso volete decidere di prolungare l’attesa della pensione di altri anni a persone che erano già al lavoro quando voi andavate alle elementari. DOBBIAMO IMPARARE A VOTARE SOLO CHI CI TUTELA E ANNULLARE LE TESSERE QUANDO SIAMO PRESI IN GIRO

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  5. quota 100 possono tranquillamente prorogarla 1 altro anno perchè i soldi ci sono; così hanno più tempo per risolvere tutti gli altri problemi; e ribadisco: andando l’anno prossimo in pensione lo stato mi ha già fottuto 1 anno perchè la quota l’ho già raggiunta 3 mesi fa e ho appena compiuto 61 anni; se poi c’è gente che vuole stare a lavorare, beati loro; con penalizzazione perchè tolgono il posto ai giovani

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  6. Sono una donna di 64 ho 36 anni di servizio nella PA ma sono stanca anche perché sono stata male 2 anni fa con problemi cardiaci, a me piacerebbe ancora lavorare ma vorrei fare tante cose che fino ad oggi ho tralasciato vorrei lasciare il mio posto ad un giovane volenteroso e motivato. ; mi sembra corretto non posso pensare di andare in pensione a 67 E FORSE PIU’. Comunque non vorrei essere penalizzata nella quota pensionistica mensile non sarebbe corretto!!!!
    Spero che chi vuole andare in pensione lo possa fare con tranquillità e chi invece ancora sa di poter dare possa rimanere.

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    • Se fosse approvata l’età minima di pensione a 62 anni e con il minimo di 20 anni di contributi, ognuno dovrà pensare alla propria situazione e non pensare a quello che è successo precedentemente. Quindi
      ogni persona dovrà poter scegliere come e quando andare in pensione. Sicuramente per un disoccupato
      ultrasessantenne sarà una buona opportunità anche se l’importo della pensione non lo soddisfa.
      Senza lavoro , senza stipendio e senza prospettive di rioccupazione è sicuramente peggio.

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  7. Ritengo che parlare di 62 “dimenticandosi” dei 41 sia altamente iniquo. Dare la possibilità di uscire a 62 anni con 38 di contributi quando ci sono lavoratori che avendo cominciato a 18 anni devono attenersi alla Fornero e realisticamente per non perdere nulla oggi siamo a 43 anni e un mese. Mi spiace anche che la Sig. Ra Valeria non comprenda a fondo questa iniquità profonda. Quindi direi avanti con i 41 anni senza compromessi e possibilità di uscita volontaria sopra i 62.

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  8. Buongiorno non riesco a capire come mai ci sia un accanimento per quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare da giovani .
    Noi abbiamo solo iniziato a lavorare dopo la terza media … niente di più ..
    Naturalmente è una mia considerazione …

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    • Buongiorno Paolo.
      Lei lo chiama accanimento, no io direi attenti a quando i governi cambiano le regole, per cui alcuni si arrabbiano e poi si scontrano con altri lavoratori.
      Le do il mio punto di vista attraverso un esempio reale.
      Mia moglie ha iniziato a lavorare dopo le superiori (ragioneria a scuola diurna) diplomata, è riuscita a trovare un posto di lavoro a inizio 1980 (a Milano una città che offre/offriva molta occupazione) ma non è stato semplice; diciamo che ha impiegato circa 18 mesi per trovare il primo impiego.
      Poi ha lavorato in 4 società, non per scelta, ma per necessità in quanto per 3 volte il posto di lavoro è andato perso.
      Fortunatamente, senza mai perdere un giorno di lavoro e quasi senza mai fare cassa integrazione, (i due mesi in 40 anni di cassa ci ha marciato un tantino l’imprenditore per recuperare un poco di perdite e non licenziare), grazie al cielo è sempre riuscita a ricollocarsi nel momento delle 3 diverse “chiusure aziendali”.
      Ha goduto buona salute e in 40 anni e 6 mesi attuali, non ha mai fatto un giorno di malattia ( NB. se ti ammali per tre giorni perdi il premio di produzione annuale).
      Stando cosi le cose, con la anticipata Fornero (41 anni + 10 mesi + 3 di attesa) maturerà il diritto a fine Agosto 2022 e la pensione il 1 dicembre 2022 ( il 13 Gennaio 2023 avrà 63 anni).
      Due sue colleghe, in questi giorni, hanno rassegnato le dimissioni e sempre con la anticipata Fornero andranno in pensione a 58 e a 59 anni (ragioniere alle scuole serali per cui hanno, come Paolo, Iniziato a lavorare giovanissime, diciamo precocemente).
      Lei comprenderà benissimo che hanno tutte e tre svolto lo stesso lavoro e lo svolgeranno per i medesimi anni. Alcune avranno il meritato riposo a 58/59 anni (contributivo misto), mia moglie si spera lo possa maturare 1 mese prima dei 63 anni, sperando anche che il contributivo misto permanga (valido fino al 2026). E che idee balsane del governo o di Tridico (da molti sostenute) non cambino le carte in tavola da un giorno all’altro tagliando date e assegni.
      Ma si sa, in Italia le regole si scrivono spesso su carta straccia per i lavoratori.
      Con simpatia.

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  9. Quando ho iniziato a lavorare avevo appena 20 anni e lo Stato mi prometteva che dopo 35 anni mi sarei meritato la pensione! Ora sempre lo stesso Stato sta ragionando se dopo 41 anni di lavoro può essere un mio diritto riavere quanto versato. Ma Lui se li vuole tenere a oltranza come se fosse “un’ accisa.. una tassa da trattenere” .. anzi se nel frattempo muori forse è anche contento. Del resto fa i conti che una pensione non si può dare a 60 anni anche se ne hai lavorato 40!!! Lui pensa: sei troppo giovane e potresti vivere troppo…!!! A QUESTO PUNTO BASTA!!! POSSIAMO RIAVERE QUANTO CI SPETTA!!! VOGLIAMO QUOTA 41 CON IL SISTEMA MISTO!!! SINDACATI SVEGLIA!!! RIPETO VOGLIAMO QUOTA 41 CON IL SISTEMA MISTO!!! NON NE POSSIAMO PIÙ DI ESSERE PRESI IN GIRO!!!

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  10. E dai che ci risiamo. Di proposte ce ne sono fin troppe. Trovo inutile che vi sforziate a cercarne altre (non ci siamo riusciti in 10 anni figuriamoci cosa ne può uscire di buono). E’ finito il momento delle proposte (parole-parole-parole) è giunto il momento del FARE.
    Si dia una scadenza al ministro ORLANDO entro fine mese. Se questo non convoca le parti sociali si scende in piazza e ci stiamo tutto il tempo che serve…… solo così si smuovono le acque.
    Cosa vogliamo:
    1) PENSIONE IMMEDIATA DOPO I 40 ANNI DI LAVORO – CALCOLO METODO MISTO MA RIVEDENDO GLI ATTUALI PARAMETRI PERCHE’ TROPPO PENALIZZANTI.
    2) POSSIBILITA’ DI USCIRE DAL MONDO DEL LAVORO AL RAGGIUNGIMENTO DEI 60 ANNI. LA PENSIONE SARA’ CALCOLATA IN BASE A QUANTO VERSATO. SE NON BASTA PER SOPPRAVIVERE PAZIENZA.
    3) PREVEDERE AGEVOLAZIONI PER LE DONNE.
    4) rimozione dei ministri inadempienti

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  11. Il contratto di espansione è sicuramente uno strumento che aiuta i lavoratori ad uscire con flessibilità dal lavoro, però è una condizione che non dipendendo dalla volontà dei lavoratori, ma dalla disponibilità dell’azienda è purtroppo un ennesimo strumento come quota 100 che dipende dalla fortuna di un lavoratore di troversi nelle situazioni/combinazioni giuste.
    Quindi nuovamente ci sarebbero lavoratori più fortunati di altri che con un numero di anni di contribuzione minore o addirittura con un età minore riuscirebbero a pensionarsi.
    Quindi il sistema più equo rimane quello di fissare un’età minima di uscita ed in alternativa un numero di anni di contribuzione minimino.
    Questo è quello che già prevede la legge fornero (67 anni oppure 42 anni e 10 mesi di contribuzione) tali sogli sono troppo alte e bisogna abbassarle questo e quello che stanno proponendo i sindacati e su cui devono continuare ad insistere.

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  12. Caro Proietti non iniziamo a calarci le braghe 41 PER TUTTI E FLESSIBILITA’ DAI 62 ANNI, non iniziate a dividervi dovete lottare per entrambe le cose senza mollare

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  13. Favorevole all’uscita a 62 anni, almeno per le donne che per anni si sono sobbarcate il “doppio lavoro” relativo a lavoro/casa/figli……e nonni!!!! Anche se ci sarà una penalizzazione, penso che sia sempre meglio della vergognosa “opzione donna”. Pensiamo un po’ a queste donne per favore!!!!

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  14. va bene flessibilità in uscita a partire dai 62 anni; ma a quali condizioni? per tutti o si dirà che solo per i lavori gravosi? e quali sono i lavori gravosi? e l’assegno come viene calcolato? e se una persona ha 37 anni di contributi va bene? e se uno deve avere almeno 40 anni di contributi? tante belle parole ma i fatti? le parole non bastano……. fatti fatti fatti…….. e se aspettate il governo ……. abbiamo capito da che parte state …….. muovete il culo, come si dice…….. la gente muore sul posto di lavoro mentre voi vi grattate i co…..ioni ……….. capito il messaggio…….. smentitemi con i fatti

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    • Sig. Paolo, in un suo commento in un articolo precedente, Lei ha dato dell’egoista a 60 milioni di italiani, praticamente tutti, ed io mi sono sentito particolarmente offeso. Proprio io che ho visto andare in pensione colleghi con soli 39 anni di lavoro mentre io ne avevo già 41 sulle spalle, colleghi che a 62 anni sono in ottimo stato di salute ed in una situazione economica di gran lunga migliore della mia, eppure ho dovuto affrontare ancora altri 2,2 anni di lavoro in più. Quando ho contestato su questo sito la vergognosa quota 100, mi sono sentito appellare come un’invidioso e adesso Lei mi da dell’egoista. Insomma decidetevi ! O uno o l’altro.
      Secondo Lei sono stato un egoista quando ho accettato, silente, benefici per i lavori gravosi ? Era giusto uno sconto lavorativo per queste categorie di lavoratori di cui io NON facevo parte.
      Era persino giusta la quota 100 in quella parte che permetteva la pensione a chi è ultrasessantenne disoccupato e senza più possibilità di rientrare nel mondo del lavoro.
      Ma permettere la pensione con 38 anni di contributi a chi un lavoro lo aveva ancora, cosi come un reddito, trattenendo sul lavoro chi invece aveva già sudato 40-41-42 anni è stata un’umiliazione ed un’offesa alla decenza e al buonsenso.
      Voti pure chi approva leggi inique come quota 100, gli stessi che dal 2022 vorrebbero una quota 41 tutta contributiva. Si ricordi però che un pensionato con 41 anni di contributi con sistema tutto contributivo avrà un assegno pari o addirittura inferiore ad quota 38 che nel suo assegno ha mantenuto la sua parte retributiva. Insomma, chi ha lavorato di più prenderà meno di un quota 100. saluti.

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    • Quali condizioni?
      Il compromesso sul numero dei contributi qualora dovesse passare 62 anni per tutti, sarà talmente penalizzante (ipotizzo 62 + 41 + aspettativa di vita + totalmente contributivo) che solo coloro che non ce la fanno proprio più lo accetterebbero.
      I restanti, nella ipotesi che lascino la anticipata fino al 2026 e senza penalizzazioni, volenti o nolenti tireranno ancora il carro.
      Il sindaco non si muove ?
      Le soluzioni esistono ma devono essere eclatanti.
      Una potrebbe essere che tutti i tesserati scontenti di questa situazione, pochi o tanti che siano, domani mattina diano la disdetta al proprio sindacato (zoccolo duro compreso), sarebbe una decisione talmente clamorosa che ci sarebbe una adunata immediata per le piazze

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  15. Purtroppo oltre alle persone che stanno lavorando ci sono anche quelle che hanno oltre 60 anni e non trovano più un lavoro, quindi flessibilità in uscita per tutti (occupati e disoccupati )a partire da 62 anni ma con almeno 20 anni di contributi. Ognuno deve poter scegliere come e quando utilizzare i contributi versati.

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    • Mi scusi il commento; ma a 62 anni (anche se purtroppo disoccupato, cosa di cui mi spiace), con 20 anni di contributi come riuscirebbe a campare? Le ricordo che sempre a 62 anni chi aveva almeno 38 anni di versamenti ed era disoccupato, con quota 100, ha ripreso a portare a casa la pagnotta… ma a molti di noi non stata bene e giù a picconare.

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  16. Ho 60 anni e 40 anni di lavoro.. ora disoccupato. Lo Stato mi sta dicendo che non sono sufficienti perchè sono troppo giovane. Quindi mi ha detto: se vuoi la pensioni ora dovresti pagare un po’ di contributi volontari. Ho detto va bene! A quanto ammonta il “sacrificio” che devo fare? Mi hanno risposto 650 euro a settimana! ovvero 28000 euro circa all’anno per i prossimi tre anni e mezzo. Evviva !!! Che bel paese! Che gioia vedere che con 38 anni di contributi fino alla fine di quest’anno c’è qualcuno che va in pensione.. mentre c’è qualcun’altro che con 40 si deve dissanguare!!! Ma i sindacati esistono?… Dove sono??

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  17. Quota 41 significa che per uscire a 62 anni, hai cominciato a lavorare a 21 anni e i datori di lavoro ti hanno sempre versato i contributi, per cui credo che in Italia ce ne siano un centinaio.
    Dare la possibilità ai lavoratori della scuola di uscire tutti a 62 anni oppure se bisogna uscire a 67 anni, per gli ultimi 5 anni, dar loro delle mansioni meno gravose rispetto all’insegnamento.
    Inoltre, prendere in considerazione anche i lavoratori che hanno percentuali di invalidità maggiori del 50, in quanto, molto spesso, questi lavoratori rendono molto meno sul posto di lavoro.

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    • Cara Valeria, ti sbagli.
      Solo a Firenze, e solo dalla mia scuola, i diplomati nel 1979 e 1980 sono centinaia, e tutti al lavoro da subito. Pochissimi in pensione, alcuni disoccupati per sfortuna o anche per scelta.
      Erano anni in cui si sceglieva tra varie offerte di lavoro. ( prova a estendere all’italiana intera questo esempio.)
      Cosa ci sta a fare l’inps? Con una buona dirigenza, computer adeguati, e volontà , in poche ore potrebbe pubblicare i dati divisi per annate, quantità di contributi, zone geografiche,città, lavori usuranti o meno, tipologie di lavoro e pensione (deve rendere pubblico tutto! Separando in primo luogo assistenza da previdenza)
      Così ci scanneremmo meno tra di noi e avremmo la possibilità di discutere piu razionalmente (ma forse non lo si vuole, e allora mettiamo in discussione i vertici!).
      Paolo
      60,5 età + 41,5 contributi = quota 102
      Ancora a lavoro.

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  18. tutte belle parole; ma alla fine? quando pensate di fare una manifestazione a Roma sulle pensioni? svegliatevi…… mangiapane a ufo

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  19. SÌ !!! Decisamente basta con gli interventi per pochi. Fateli se volete, ma è imperativo pensare PRIMA agli interventi per le grandi platee: devono lasciar scegliere a chi ha 62 anni di poter lasciare il lavoro, senza portar via niente a nessuno, in base al proprio montante contributivo e senza paletti inseriti ad hoc per limitare il numero delle persone che vi possono accedere.
    Se poi uno vuole lavorare fino agli 80 per godersi una pensione più sostanziosa, per un paio d’anni, magari con le stampelle, liberissimo di farlo.
    Però….ora basta parlare, fatelo!

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  20. Se proprio non sara’ possibile la proroga di quota100 si faccia almeno quota 102 per tutti, anche se con una minima penalizzazione rapportata egli anni che mancano per arrivare ai 67

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  21. Fate in modo di lasciare Opzione Donna. Anche abbassando a 100 da 250 le donne non sono tutelate. Troppe svolgono lavori in piccole aziende.

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  22. Se vi aderiscono tutte le aziende, il contratto d’espansione può essere una soluzione, anche se credo Che la flessibilità d’uscita a 62 anni senza penalità rimane la strada più percorribile. Mi auguro che venga studiata questa soluzione perché mette d’accordo tutti

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  23. Sono pienamente d’accordo con Proietti.Bisogna far uscire i lavoratori a 62 anni sopratutto coloro che sono costretti a svolgere lavori che comportino la necessità di spostarsi sul territorio con ogni mezzo di locomozione e lo fanno trovandosi già in strada alle 5.30 del mattino per raggiungere le sedi più disparate in condizioni atmosferiche non sempre favorevoli.Lavori che sono gravosi quanto quelli della fabbrica e che comportano rischi non riconosciuti!

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  24. Io sono disoccupata d 3 anni ho 59 anni.38an i di contributi. Nessuno mi assume più perché vecchia, i 41 a ni di contributi non li raggiungerò mai, se non viene inserita l’uscita facoltativa a 62 ann per tutti e non solo per le grandi aziende (perché i disoccupatibda li go temponpn co tano nulla? Hanno lavorato anche loro), non so come vivere per 8 anni

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