Riforma pensioni 2021, ultime richieste: Opzione donna al 2023 e lavori gravosi

Riforma pensioni: opzione donna al 2023, lavori gravosi

Negli ultimi giorni si continua a parlare di riforma delle pensioni e della necessità di riaprire quanto prima il tavolo di confronto tra Governo e sindacati, lo scadere della misura sperimentale quota 100 è ormai alle porte ed è più che mai importante, a detta delle parti sociali e dei lavoratori tutti, che il Neo Governo riapre il cantiere previdenziale.

Non è più possibile temporeggiare, dal 1 gennaio 2022 chiunque centri l’ambo secco, come dai più è stata definita la quota 100, ossia i 38 anni di contributi e i 62 anagrafici, non potrà comunque accedere alla quiescenza. Inoltre per le donne la quota 100 non è mai parsa una buona soluzione, tant’è che Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, più volte ha proposto la quota 100 rosa, ossia un bonus contributivo di due anni per tutte le donne in segno di valorizzazione del lavoro di cura svolto tra le mura domestiche.

Le donne troppo spesso, infatti, dovendo sostituirsi ad un welfare scadente si trovano a rinunciare alla carriera o ad avere dei buchi contributivi, per questo la proposta prevedeva l’uscita anticipata con 36 anni di contributi e 62 d’età. Ad oggi visti i risparmi accumulati relativamente alla misura uscente, le donne , che da sempre si ritengono in credito e troppo poco considerate anche in ambito previdenziale, chiedono di poter essere prese in maggiore considerazione nel prossimo tavolo di confronto tra Governo e sindacati. Ecco le loro richieste primarie:

Riforma pensioni, le considerazioni di Armilaito: estendere opzione donna al 2023

Volere e potere pare essere il motto tra le righe espresso da Orietta Armiliato, amministratrice e fondatrice del Comitato opzione donna social, che in un recente post rivolgendosi al Governo ha scritto di evitare nel prossimo futuro qualsiasi misura che preveda l’angosciante logica del ‘di anno in anno’. Le donne devono poter organizzare consapevolmente la propria vita, non è corretto che ad alcune venga data la possibilità di uscire anzitempo, mentre ad altre, solo perché nate 1 anno dopo, la stessa possibilità venga negata.

“La politica volendo, può e deve corrispondere ad una sana richiesta delle donne che chiedono dignità di pensionamento, ottenibile tramite la misura dell’Opzione Donna, prorogandola ancora durante quest’anno con un unico provvedimento, a tutto il 2023. Il “di anno in anno” generatore di angoscia, non consente alcuna pianificazione mentre le donne hanno il diritto di vivere in serenitá questa stagione più fragile della propria vita”.

Anche perché fa notare estrapolando una frase scritta su Il Fatto Quotidiano che riporta uno studio del Word Economic Forum, la parità di genere risulta sempre più un’utopia: “ll risultato è che il Covid ha riportato indietro le lancette, allontanando di altri 36 anni il momento in cui a livello globale dovremmo raggiungere l’uguaglianza di genere”

Altra soluzione potrebbe anche essere quella che hanno proposto alcune nostre lettrici e che paiono in linea con le considerazioni già fatte un anno fa dalla stessa amministratrice del CODS, ossia inserire tra i lavori gravosi anche quello eseguito dalle donne. Riportiamo qui il post ancora attualissimo.

Commissione lavoro gravosi: anche le donne tra i mestieri da inserire?

Così Armiliato:Oltre a svolgere attività lavorative fuori casa, spesso anche di grande responsabilità (un esempio su tutti, le insegnanti), rispetto alle attività sopra elencate riconosciute gravose/usuranti, le donne ne svolgono, parzialmente é ovvio, la gran parte: non sono forse all’occorrenza infermiere, oppure addette alla pulizia o addette all’asilo nido? E potrei andare avanti riuscendo senza fatica a spuntarne altre di quelle attività che non sono state riconosciute dal legislatore, inserite nella lista ed agevolate.

Quindi, possiamo dire senza tema di essere smentite, che #esseredonnaèlavorogravoso e che è puntuale responsabilità sia della società, sia della cultura sia di chi legifera, l’operare affinché il LAVORO DI CURA DOMESTICO ORDINARIO svolto dalle donne, indipendentemente dal fatto di essere o meno madri, venga riconosciuto e valorizzato?”

Cosa ne pensate delle proposte avanzate dall’amministratrice del CODS, le sostenete? fatecelo sapere come sempre alla sezione commenti del sito.

9 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime richieste: Opzione donna al 2023 e lavori gravosi

  1. D’accordissimo che diventi strutturale e, magari, un po’ meno penalizzante.
    Sarebbe anche ora di intervenire sulle pensioni calcolate unicamente sul reddito è vergognoso che non vengano almeno ritoccate al ribasso di un cinque per cento, altro che diritti acquisiti e i nostri di diritti acquisiti? Troppe disparità. Possibile poi che non si riescano a creare condizioni d’uscita diverse ma con peggioramenti graduali? Penalizzazioni crescenti? Perché devo lavorare per forza 41 anni e 10 mesi, mentre con il calcolo sul reddito tutti arrivavano a 35 anni e arrivederci? Perché non posso scegliendo lavorare 36, 37, 38, 39 anni anche con penalizzazioni se voglio dedicarmi FINALMENTE ai miei interessi o semplicemente fare la nonna? Non posso nemmeno decidere di centellinare la buonuscita perché non me la erogano (come dipendente del settore pubblico)se non dopo 24 mesi? Ma vi sembra giustizia sociale questa?

  2. Vorrei capire perché tutta questa preoccupazione a sostituire quota 100 ( per altro utilizzata prevalentemente dagli uomini) per evitare lo scalone e nessuna preoccupazione per un eventuale sospensione di opzione donna, che comporterebbe un doppio scalone per le donne che , di anno in anno stanno ad elemosinare una misura neppure vantaggiosa dal punto di vista economico e che viene utilizzata proprio perchè dopo figli, genitori anziani, casa e lavoro le donne borrebbero un poco di tempo per Sé…o pensate sia vietato?

  3. Non capisco perché fino al 2023…
    E le altre donne ?? Deve diventare strutturale e diventare una scelta personale…Altrimenti ci sarà sempre la donna che rimane fuori per un giorno perso….

  4. Sono daccordissimo. Sono fisioterapista domiciliare ed anche questo è un lavoro gravoso e usurate. Pensate a pz posizionati su letti bassi, poltrone (obesi o con demenza senile). Mi dite come si fa a praticare kinesi terapia dai 60 anni in su? I governanti dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza. Ho 58 anni ed ho già due ernie lombari e tendiniti diffuse agli arti. E normale che i maestri d asilo fanno parte dei lavori gravosi paragonati ai minatori , ai lavoratori notturni ecc ecc? Questa è la giustizia sociale italiana.

  5. Buongiorno,
    A mio parere sarebbe opportuno
    far rientrare nei 35 anni di contributi anche quelli figurativi derivanti da Naspi. Non trovo corretto che una donna che abbia perso il posto di lavorare e non abbia la possibilità di versare i contributi mancanti per arrivare ai 35 stabiliti da opzione donna le venga tolta la possibilità di aderire.
    Grazie

  6. D’accordissimo! E’ ora che sia riconosciuto finalmente tutto questo “lavoro di cura” che si va ad aggiungere al lavoro contrattualizzato, ed aggiungo che invece di penalizzare l’Opzione donna calcolando tutta la pensione con il regime contributivo bisognerebbe riconoscere una quota di versamento in più di contributi figurativi legati al lavoro domestico e di cura.
    Grazie

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