Riforma pensioni 2021, ultime: stop quota 100, ok quota 41 + flessibilità

Riforma pensioni ultimissime al 15 dicembre

Moltissimi lavoratori hanno deciso di lasciare un loro commento a fronte di una delle tematiche che sta maggiormente a cuore a chi é in procinto di andare in pensione e vorrebbe, diciamo, capire ‘le regole del gioco’. Stufi si dicono i futuri pensionandi di non poter pianificare con certezza la loro vita post lavoro, l’attuale riforma pensioni, quota 100, scadrà nel 2021, lasciando nel vuoto quanti matureranno gli attuali requisiti dal 1 gennaio 2022. Per molti invece la quota 100 non ha risolto affatto i problemi previdenziali della maggior parte dei lavoratori, anzie é stato un ambo secco che ha portato al pensionamento, infatti, molte meno persone rispetto a quante si era immaginato ne avrebbero potuto usufruire. I lavoratori sembrano avere le idee chiare su cosa intendono per riforma delle pensioni concordano sulla quota 41 indipendentemente dall’età anagrafica e su una flessbilità in uscita a fronte di un minimo di anni contributivi, affinché venga lasciata massima libertà alle persone di poter scegliere se lasciare il posto di lavoro o se proseguire per maggiorare il proprio assegno. Eccovi alcune delle numerose e precise testimonianze che ci sono state rilasciate, ringraziamo come sempre i nostri lettori, che sempre più numerosi, aprono ad un confronto interessante e costruttivo.

Riforma pensioni 2021, quota 100 misura ingiusta, elettorale e assurda

Paolo scrive: “Quota 100, sempre quota 100, la maledetta quota 100 che a un anno dalla morte, continua a far parlare di se’. La misura ha almeno tre caratteristiche che la contraddistinguono, é ingiusta, elettorale e assurda. Vi spiego perché, Ingiusta: perché invece di aiutare solo disoccupati anziani e involontari manda in pensione con soli 38 anni (che me ne frega che loro hanno 62 di età, io ne ho 60 con già 41,5 di contributi e continuerò a lavorare). E molti beneficiari non sono disoccupati, ma persone che se lo possono permettere. Elettorale: pensate a quanti, felici del regalo inaspettato, hanno votato per chi l’ha proposta, Assurda: voi ditemi quali altre leggi pensionistiche degli ultimi 40 anni garantivano la cristallizzazione di un diritto, con lo spiacevole equivoco per cui una legge morta produrrà effetti anche successivamente alla sua morte. (Ricordiamo che opzione donna prevede il medesimo assunto, dunque su questo punto potrebbe aprirsi un ulteriore confronto).

Cari esperti e sindacalisti mi sono forse perso qualcosa? Quali diritti cristallizzati potrei rivendicare nelle leggi Dini, Fornero e altre? Potevo essere in pensione e nessuno me l’ha detto? E intendiamoci: non è invidia la mia. È che siamo di fronte a una legge ingiusta, che ha creato sperequazioni e ha fatto perdere tempo per vere riforme. Scorrettezza per scorrettezza potrebbe succedere che io dovrò lavorare quasi altri due anni con accanto un 62enne con 38 di contributi (ad oggi quasi quattro meno di me) che passa tutto il tempo a leggere il giornale avendo costui maturato e cristallizzato il suo diritto alla pensione (quindi praticamente inutile, illicenziabile e maturante ulteriori contributi). Oltre a pagare la pensione anche ai quota 100, dovrò sorbirmi anche il lavoro che lui non farà? Basta! Parliamo del futuro, del vero futuro. Magari subito dal 2021: stiamo invecchiando al lavoro! Sequestrati, obsoleti, con figli senza futuro e non per colpa nostra, come vogliono farci credere”.

Riforma pensioni 2021, quota 100 ristoro o regalo inaspettato? Serve quota 41

Per Franco, invece, non é possibile associare la parola ‘ristoro’ alla misura quota 100, per lui si tratta di aver concesso un bel regalo, ma solo per alcuni e forse nemmeno i più bisognosi. Eccovi le sue parole: “Ristoro”, parola abbondantemente usata anche in questa pandemia, è un aiuto a chi, per svariati motivi, perde introiti da guadagno o da lavoro. Si può chiamare ristoro anche il RdC. Ora, definire ristoro quota 100 è una buffonata. Quota 100, così come congeniata, per alcuni è proprio stato un regalo inaspettato, immotivato e che ha creato grande disuguaglianza tra lavoratori. Non tutta la quota 100 era da buttare: restava ottima l’intenzione di aiutare chi, ad età avanzata, rimasto senza lavoro e senza reddito faticava a reinserirsi e ad arrivare a fine mese. La buffonata sta che è stato permesso anche a chi il lavoro e un reddito lo aveva ancora e che pur avendo lavorato meno anni e versato meno contributi oggi è già in pensione rispetto alla stragrande maggioranza dei lavoratori che hanno ancora anni di lavoro sulle spalle e devono sorbirsi la Fornero. Qualcuno fa notare che però avranno un assegno inferiore, vero, ma è una scelta personale, scelta che ad un precoce con più anni di lavoro e più contributi è stata preclusa. Resta comunque il fatto che, chi il lavoro lo aveva ancora, avrebbe dovuto lavorare e versare ancora da 1 a 5 anni di più come tutti gli altri.

Poi il discorso si sposta sulla quota 41 e sul fatto che per accedere alla queiscenza non é possibile si guardi solo l’età anagrafica, quando a fare la differenza, al più, dovrebbero essere gli anni di contibuti versari, ed i precoci, pur essendo under 62 e dunque fuori a priori da quota 100, in realtà ne hanno parecchi di più rispetto ai 38 richiesti. Così Franco: “Il discorso che a 62 anni di età si è vecchi non regge: sono vecchi anche quelli che ne hanno 61 ma che lavorano e si usurano da 42 anni. E quelli che sono ancora al lavoro ed hanno già 66 anni ma solo 37 di contributi cosa sono, ragazzini ? Chi un lavoro lo aveva ed ha scelto di andare in pensione con la quota 100 secca 62-38, sapendo di avere una forte riduzione dell’assegno è una persona che finanziariamente stava già bene di suo o che preferisce continuare in nero e avere una doppia fonte di guadagno, ( pensione+lavoro in nero), mi pare ovvio. Lo scandalo di quota 100 è tutto qui”.

Riforma pensioni 2021, servono regole chiare ed eque: abolire ancoraggio all’aspettativa di vita

Carmelina, dalla sua, si dice esausta dalle tante riforme previdenziali fatte che hanno portato nel tempo ad un inasprimento eccessivo delle condizioni di accesso, specie per una donna: “Salve a tutti!! Ma vorrei sapere quanto tempo ancora hanno voglia davvero di prenderci in giro!! Io sono del 58 e quindi ho appena compiuto 62 anni e sono riuscita nella mia vita fra famiglia e lavoro ad avere 36 anni di contributi con tutte le operazioni non ce ne una che vada bene!! sono a pezzi e non ho la necessità di avere una super pensione e mi dicono devi arrivare a 67 anni!! A 67 anni!!!?? Mia madre è andata in pensione a 55 anni che una volta era così!! C’era un età per andare in pensione o rimanere al lavoro o si poteva se uno voleva , continuare a lavorare! Adesso ci dicono che abbiamo varie opzioni studiate a tavolino per mandaci in pensione anticipata prima dei 67 anni o con 41 anni di contributi!!? Ribadisco anticipata di che? Ma se si andava a 55 anni negli anni 80!! Ma ancora andiamo avanti con questa presa in giro!! Ma che decidano un età ragionevole, 62 , 63 anni e chi ce la fa vada avanti!! E basta con tutte quelle opzioni dove si deve impazzire per capire se ci si può finalmente riposare e aiutare i figli e godersi i nipoti. Basta davvero basta!!!!

Emilio, riprendendo anche vecchi commenti di altri nostri lettori, fa notare come tutti in fondo chiedano una sola cosa: avere la possibilità di scegliere quando accedere alla quiescenza. Eccovi le sue considerazioni: “Concordo con Alessandro quando dice Ancora? Dobbiamo sentire ancora queste proposte vecchie e fuori da ogni logica che si chiami vera flessibilità ?”, o ad Ale che dice “andrebbe riformato l’intero impianto previdenziale partendo da regole più generiche che non vincolino con ambi secchi e numeri prestabiliti le uscite, come a dire, che bisognerebbe lasciare libertà di scelta alle persone, ad un certo punto della vita, proprio in virtù della flessibilità tanto osannata”, oppure a Pietro che dice “il buon senso vorrebbe che si capisca che le persone oltre una certa soglia di anni di vita o di attività lavorativa andrebbero lasciate LIBERE DI DECIDERE di cosa fare del loro “Breve” futuro che gli rimane, e non costringerli al lavoro fino a 70 anni.”
E’ quindi chiaro che la totalità delle persone vorrebbe una cosa sola, la LIBERTA’ di decidere il proprio futuro. Ormai tutti i lavoratori sono stufi di sentire soluzioni basate su presupposti osceni.

Ad esempio la mitica “aspettativa di vita” che allontana la pensione quando questa cresce ma non l’avvicina quando cala bensì al più la ferma al punto dov’è giunta. In altre parole se nei prossimi anni la vita media si allunga di due anni la pensione sale da 67 a 69 ma se cala di due anni non scende a 65 ma resta ferma a 67. C’è tantissima cattiveria in questo presupposto creato solo per fregare i lavoratori e ancora se ne parla, va ABOLITO per sempre!!! Ditelo a Damiano, altro che flessibilità a 63 anni perché da quando ha fatto la proposta che era a 62 anni, nel frattempo l’aspettativa di vita è aumentata. Certo ma i dati dell’istat sono fermi al 2019, adesso col covid come la mettiamo, che si è accorciata? Oppure flessibilità a 62 anni con 20 di contributi e in alternativa quota 41, cioè se ho 60 anni e 39 di lavoro sono giovane e ho lavorato pochissimo ma se ho solo 2 anni in più e 19 in meno di lavoro sono vecchissimo e meritevole di essere pensionato, ma dai, scherziamo? Se a 62 anni con 20 di contributi posso lasciare il lavoro devo poter farlo anche a 61 con 21, a 60 con 22, a 59 con 23 e a 50 con 32. Una riforma previdenziale deve per quanto mi riguarda contenere norme di equità nei confronti di tutti. Roby dice “L’articolo recita “…oggi le persone non scappano appena possono. Quota 100 lo dimostra solo 1/3 degli aventi diritto sono andati in pensione…”, benissimo quindi perché incaponirsi a fissare età così esageratamente alte, mi domando? Abbiamo già dei limiti minimi (58 anni di opzione donna) e massimi (67 anni per la vecchiaia), basterebbe già questo per accontentare tutti.

Infatti se fosse approvato un provvedimento (che poi è una versione della Dini aggiornata) che consente la scelta di pensionarsi tra i 58 e i 67 anni accontenterebbe le donne che avrebbero comunque scelto l’opzione donna ed inoltre renderebbe la misura strutturale senza continuare a tenerle sulle spine per un eventuale proroga, accontenterebbe chi pensa sia giusto uscire dal lavoro a 62 anni, chi a 63 e chi a 64 e così via. A questa norma andrebbe anche affiancata l’uscita con 41 anni contributi (per me basterebbero e avanzerebbero pure 40, ma tant’è) per dare la possibilità a chi a cominciato giovanissimo e può vantare una vita di lavoro anche prima dei 58 anni”. Sulla quota 41 concordano anche altri nostri lettori, come ad esempio Mauro.

Riforma pensioni 2021, puntare alla quota 41 in primis

Mauro: “Ribadisco che quota 41 è l’unica soluzione giusta ed equa, se hai iniziato a lavorare presto smetterai prima se hai iniziato più tardi smetterai dopo , perchè dopo 41 anni di lavoro le persone hanno il sacrosanto diritto di riposarsi e vivere in pace, poi chi vuole continuare a lavorare è liberissimo di farlo. Si può lasciare anche quota 100 ma ‘libera’ da paletti rigidi (62+38, 63+37,64+36,80+20) ma dopo 41 anni di lavoro si deve avere il diritto di decidere”.

Paolo, aggiunge: ” Ma ancora non riescono a capire di fare una vera,concreta riforma flessibile dare la possibilità di uscire dopo 41 anni dal mondo del lavoro e lasciare il posto ai giovani che si trovano Disoccupati 25/30 Anni;e non capire che sono i giovani la speranza di questo Paese Lasciamo che siamo loro i veri Protagonisti Speriamo Sempre che prima o poi ci arrivino”.

Riforma pensioni 2021, ultimissime oggi: Via adv?

Alessandra concordando in toto con Emilio, sostiene che il meccanismo che lega la pensione all’aspettativa di vita debba essere abolito in quanto é ‘una cattiveria’ aggiuntiva ai danni dei lavoratori, eccovi le sue parole: “Mi trovo super d’accordo sul fatto che c’è veramente una cattiveria di base in quel metodo di allungare gli anni e non togliere anni quando il meccanismo s’inverte. Non può essere una dimenticanza in fase di scrittura del provvedimento. A fronte di questo semplice esempio, a maggior ragione, come si fa a credere in una certa sensibilità a tutte quelle ASSURDE proposte che si leggono..63 anni penalizzati, 64 anni con doppia penalizzazione, 62 anni solo per i gravosi.., 67 anni portati a regime a 75.. ecc che sembra proprio abbiano di base il sentimento di distruggere le cose invece di creare, di rendere :

  • odiosa la vita di un lavoratore ingabbiandolo in regole pensionistiche sempre più peggiorative, costringendolo a ZERO pianificazione della propria vita oltre ad un rendimento lavorativo che sicuramente non ripaga i costi ma ne procura altri in aggiunta,
  • odioso il rapporto tra generazioni; padri perennemente a lavoro fino alla morte e figli perennemente in cerca di lavoro e mantenuti,
  • odioso il rapporto tra comparti di lavoro a tal punto che un giovane, da qui in avanti, farà bene a scegliere una professione in base alla forza del comparto, e il benestare di chi impone le regole, di mantenere dei privilegi pensionistici stra-favorevoli rispetto ad altri comparti.
  • L’alternativa altrimenti per lui, sarà lavorare fino a 75 anni di età , anzichè 57, 60, 62 massimo scegliendo bene , con una pensione finale ridicola ma che tanto servirà a poco avendo prospettiva forse di 2, 3 anni di vita sana in cui godersela.

Solo una VERA flessibilità, UGUALE PER TUTTI, e che parta da una età VIVIBILE potrà dare respiro alle persone, equità al sistema e fiducia al LAVORO nel nostro Paese”.

Voi cosa ne pensate delle considerazioni dei nostri lettori, le condividete, avete altro da aggiungere? Aspettiamo di leggervi nell’apposita sezione commenti del sito.

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16 commenti su “Riforma pensioni 2021, ultime: stop quota 100, ok quota 41 + flessibilità

  1. In questo momento di emergenza è meglio uscire con 41 di contributi e senza penali mi sembra più che sufficiente e dare via libera ai giovani

  2. GIUSTISSIMO POTER SCEGLIERE DI ANDARE IN PENSIONE CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI. GIUSTISSIMO POTER SCEGLIERE DI ANDARE IN PENSIONE AL RAGGIUNGIMENTO DI 62 ANNI DI ETA’ PER GLI UOMINI E 57 PER LE DONNE ( CON UN MINIMO DI ANNI DI CONTRIBUZIONE ) MA CI SONO DUE GROSSI OSTACOLI CHE IMPEDISCONO CHE CIO’ AVVENGA: IL PRIMO E’ CHE NON ABBIAMO UNA CLASSE DIRIGENTE CON GLI ATTRIBUTI CHE GUARDI PRINCIPALMENTE AI BISOGNO DEI CITTADINI E NON ALLE SIRENE DEI VARI ECONOMISTI DI TURNO CHE CON LE LORO RIFLESSIONI IN MATERIA ECONOMICA FINANZIARIA DI QUADRATURA DI BILANCIO LASCIANO QUANTO MENO PERPLESSI ( RICORDO QUANDO MONTI PRESE IL POSTO DI BERLUSCONI, SI DISSE CHE LO STATO CONTINUANDO COSI’ NON AVREBBE AVUTO LE DISPONIBILITA’ PER PAGARE LE PENSIONI, POI TUTTI SAPPIAMO COME E’ ANDATA A FINERE CON LA LEGGE MONTI/FORNERO VOTATA A STRAGRANDE MAGGIORANZA DAI COMPONENTI L’AULA PARLAMENTARE). IL SECONDO E’ CHE L’ITALIA ORMAI HA PERSO LA PROPRIA SOVRANITA’ E DECISIONI DI QUESTO TIPO VENGONO PRESE SOTTO L’APPROVAZIONE
    O MENO DI BRUXELLES.

    1. A Carmelina tu che sei del 1958 e hai 36 anni di contributi o lavori ancora in regola 2 anni e vai con quota 100 oppure puoi già essere in pensione con opzione donna come già hanno fatto tante mie colleghe di lavoro già da un paio di anni e un altra che è del 1962 farà domanda a quasi a fine dicembre compiendo i 58 anni di età. Quindi a maggior ragione tu potresti essere già in pensione.
      Appunto non facciamo propaganda……. elettorale ecc.

      Un caro saluto a tutti

    2. Hai perfettamente ragione. Ma se quei ben pensanti questa volta non aprono gli occhi e seguono anche queste richieste sacro sante che vengono dai lavoratori, ridurranno l’Italia ad un deserto lavorativo.
      A quel punto l’economia, che tanto sta a cuore a loro fino a rendere completamente ciechi e sordi, la subiranno in toto e sarà come questo virus..colpirà tutti.

  3. Noi dobbiamo lavorare fino a 67 anni per far andare i nostri politici, sindacalisti con pensioni alte e noi con pensioni da fame, ma chi tace acconsente

  4. Che altro commento serve ancora è stato ampiamento. E dettagliatamento specificato cosa bisogna fare purtroppo i politici e i sindacati sono ottusi per capirlo ma non è mai troppo tardi per fare e non ci mettano anni hanno proprio rot…….

  5. Non è possibile che uno che a più di41 e 59 d età non può andare in pensione invece con 38 e62 va bene e uno schifo per quelli che anno iniziato prima a lavorare

  6. Capisco l’acredine di chi si vede escluso da quota 100 per pochissimi mesi o addirittura giorni e ha magari una vita contributiva ben più ricca dei 38 anni di requisito.
    C’è poi il “partito preso”, che in questo caso ha proprio il significato di “partito”, cioè PD e centro sinistra in generale. Costoro denigrano ogni cosa venga da destra, salvo poi essere i primi ad approfittarne qualora la maturazione dei requisiti di Q100 li veda beneficiari (conosco di persona taluni di loro).
    Poi per bilanciamento ci sono coloro che di Q100 hanno beneficiato. Ovviamente non ne parlano male, semmai ne parlano con criticismo evidenziando le carenze e le pecche che non mancano di certo. Questi vengono accusati di aver votato Salvini, come se l’espressione di un voto fosse un qualcosa che deve essere scusato (a chi poi non si sa…).

    Per quanti hanno dimenticato il travagliato iter di Q100 e i paletti (più che paletti oserei dire un vero e proprio diktat) imposti dalla UE con il beneplacito dell’intellighentia sinistroide supportata da un Presidente della Repubblica a dir poco discutibile nei comportamenti più da tifoso che da garante, preme ricordare che Q100 era un passaggio (imperfetto, molto imperfetto) che avrebbe dovuto aprire la strada per una riforma equa delle regole di pensionamento. Regole stracciate nottetempo (quelle precedenti) e poi riscritte alla bisogna secondo il gusto di madama Fornero al solo scopo di trovare soldi subito prendendoli dalle tasche dei lavoratori e dai loro risparmi investiti in contribuiti pensionistici.
    Ma si è ben guardato quel governo di andare a cercare risorse nelle banche (anzi si può dire che i soldi sono passati dall’INPS alle banche senza soluzione di continuità) o nei capitali offshore sequestrando senza pietà i beni di privati e società (di comodo per la maggior parte) accumulati e sottratti fraudolentemente al progresso economico (e quindi anche sociale) del nostro Paese.

    Adesso sono due anni che non si fa che ipotizzare il dopo, vaticinando di quote numeriche: 41, 4o+qualche cosa, 42 ma con lo sconto,… che verrebbero varate da un provvido governo illuminato e attento alle istanze di lavoratori e persone in difficoltà economica.

    Solo chiacchiere, sono solo chiacchiere!

    Ma non vi accorgete che i nostri governanti, sparando ad alzo zero parole a raffica, piano piano hanno fatto accettare dalle persone che 38 anni di contributi sono scandalosamente bassi e che 41 anni di contributi + finestra + requisiti di età + penalizzazioni + decurtazione dell’assegno + qualche altra diavoleria si inventeranno per procrastinare la fatidica data, sono un regalo della magnanime compagine che ci governa?
    Se non ve ne accorgete meritate senz’altro quota 45 e 72 anni come requisito minimo di età!
    Vareranno quota 41? Certo, ma sarà così penalizzante che di fatto pochissimi se la potranno permettere e così la gente stringerà i denti e rimarrà al lavoro (con quale produttività possa uno avere a 70 anni lo lascio immaginare a chi ha più fantasia del sottoscritto), bloccando quella generazione di giovani per la quale la signora Fornero andava dicendo che era il sacrificio.

    Almeno quota 100 con tutti i suoi difetti si è concretizzata per qualche centinaio di migliaia di persone che hanno lasciato il posto ad altrettante potenziali assunzioni di forze fresche, quelle forze che, non capisco il perché ma sarà un mio limite, vengono irrimediabilmente mortificate da una sinistra che evidentemente non le ama, anzi le ripudia proprio! Tanto è vero che la disoccupazione giovanile è tornata a salire con l’insediamento di questo governo giallo-rosso. Mi dite che è il Covid il responsabile? No signori, il Covid c’è per tutti e in tutto il mondo e non ci sono i disastri (sì, disastri è la giusta parola) che ci sono da noi.
    Mi viene in mente un motto di Indro Montanelli: -“La sinistra ama così tanto i poveri che ogni volta che si trova a governare ne aumenta il numero”.

    Mi spiace essermi dilungato oltre misura ma l’argomento è cosa che preme e preme al sottoscritto che tutti lo vedano nelle varie sfaccettature. Poi ognuno sceglierà la strada che più sarà opportuna per se e la sua coscienza.

    1. Basta Sig. Salvatore (primo) con questi aggettivi: acredine, invidia !!!! La quota 100 è stata una porcata che ha umiliato il diritto all’equità tra tutti i lavoratori. Secondo Lei cosa avrebbero dovuto fare i quotacentisti di sx ? Rifiutare per dovere morale un’agevolazione pensionistica e lasciare andare in pensione solo quelli che si identificano con la dx ? Ca’ nisciuno è fesso !!!! Lei ancora non ha capito che nessuno ce l’ha con chi ha usufruito della quota 100, che se la godano pure. Qui si discute sulla bontà o meno della norma, se è stata equa, giusta con tutti i lavoratori, nessuno escluso e la risposta è No ! Chi ha varato questa norma, non ha tenuto minimamente in considerazione i diritti di tutti e ha invece favorito in maniera disgustosa una minoranza. Se questa norma l’ avesse varata un governo di csx sarebbe rimasta comunque una porcata perchè non è sbagliata l’intenzione ma la formulazione.
      Oggi siamo ancora nel triennio di durata della quota 100 e ci sono già da 1 anno persone che sono già in pensione con 62-38. Nella stessa data di oggi ci sono invece dei lavoratori che hanno 61,11 e 43 di contributi e sono ancora al lavoro e domattina si devono alzare alle 5 del mattino o fare persino la notte. I primi hanno avuto la libertà di scegliere i secondi l’obbligo di continuare a lavorare.
      Rimanga sul discorso della bontà della quota 100 e lasci stare il tifo politico. Non può sostenere un partito solo perchè ha favorito Lei a scapito di altri e il suo intervenire, plaudendo una norma siffatta, è anche moralmente desolante per chi appunto la plaude. Un bel tacer non fu mai scritto.

      1. Caro Franco Giuseppe esiste anche il detto che io sottoscrivo al 100%..

        Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione.

        Vede sig Franco a me fa più male che una parte che DEVE ASSOLUTAMENTE per sua nascita e vocazione essere PIU’ VICINA ai lavoratori, al popolo, ai deboli, a chi soffre di più …sia stata zitta, non abbia sollevato una guerra per farci consapevoli del massacro sociale che stava avvenendo, si sia opposta con muri alti all’inverosimile..

        Ma quanta ipocrisia esiste ?

        Invece niente..zitti zitti sulle proprie poltrone. E ora , ciliegina sulla torta, SEMPRE quella parte vorrebbe massacrare ulteriormente i DIRITTI che sono alla BASE della nostra vita lavorativa e serenità post lavorativa con proposte ASSURDE, che vanno ben oltre alle storture di quota 100.
        BEN OLTRE !

        Io ho votato la fiducia in quella parte e ora, mi permetta, mi sento molto più OFFESO, SFIDUCIATO, e PRESO IN GIRO rispetto ad una quota 100 e a chi l’ ha proposta , pur sapendo che non è certo equa. Il cuore e la pancia convivono in noi..la pancia con poco la riempi il cuore a renderlo cuore vero occorrono anni.
        Non crede che sarebbe ora di fare proposte SENSATE da parte di chi ci governa , a maggior ragione di fronte ad una quota 100 così iniqua invece di sprofondare ulteriormente nelle sabbie mobili e allontanarsi chilometri dalle richieste dei lavoratori e del sindacato?
        Non cadiamo dal pero se poi , giustamente, il popolo sceglie nuovamente di riempirsi la pancia.

        1. Peccato Sig. Alessandro, anche Lei è scaduto in un discorso puramente politico. Lo so che in qualsiasi blog si possono trovare persone di sx e persone di dx, ma francamente speravo che l’oggetto della discussione avesse la prevalenza.
          Ora, mai mi verrebbe in mente di difendere un partito che peraltro non voto, ma bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare.
          Comincio ricordando, che in Italia non esistono solo grandi imprenditori e finanzieri e al contrario, solo persone troppo povere. In Italia come altrove, abbiamo un tessuto sociale molto variegato e se un partito pensa al bene generale di questo tessuto sociale, di questa società nel suo insieme, non si può preoccupare solo ed esclusivamente degli operai e dei più deboli, deve “governare per tutti”. Il Pd non è più da decenni quel partito che ha la vocazione unica delle classi inferiori, non esiste più quell’ideale e forse è meglio così. Chi va al governo non dovrebbe in teoria preoccuparsi solo dei suoi elettori ma governare per una società equa e giusta.
          Un po’ di storia non fa male a nessuno: Nel 2011 il paese era ad un passo dal default. Un governo, incurante dei guai che già avevamo in abbondanza, ci ha portato sulla soglia del baratro e nacque così un governo tecnico a cui il PD, incolpevole, ha dato il suo appoggio per tentare di arginare il danno. Sul tema pensioni, il PD, ha massacrato come dice Lei, i propri elettori. Lei lo chiamerà sadismo, io lo chiamo senso di responsabilità verso tutto il paese, ricchi poveri e classe media. In quel momento storico c’era bisogno di tutti, ma qualcuno, quel qualcuno che ci ha precipitato nel caos economico, è scappato all’opposizione per urlare e criticare contro chi stava rimediando ai suoi danni. Domandiamoci: Se non ci fosse stata quella crisi, sarebbe arrivato lo stesso il governo Monti e la Fornero ? No, il governo Berlusconi avrebbe continuato la legislatura e l’avrebbe terminata regolarmente nel 2013. Della Fornero nessuno ne avrebbe sentito parlare. Fine.
          Sig. Alessandro, chi le scrive è un precoce che è andato “FELICEMENTE” in pensione con la legge Fornero, con 62 anni e 43,2 di contributi e sono soddisfatto cosi. Resta il fatto, indubbio, che qualcuno ha lavorato meno e versato meno ed è andato in pensione prima di me, risparmiandosi da 1 a 5 anni di lavoro e alla stessa mia età. E la cosa, mi dispiace, non è equa, giusta, per tutti quei lavoratori che oggi, 17 dicembre 2020, si stanno sorbendo ancora la Fornero, chi avendo lavorato già molto di più dei quota 100 e chi è ancora al lavoro con 66 anni di età ma solo 37 di contributi. Un pensiero va agli esodati che sono rimasti tali. Come vede, tutti questi lavoratori sono stati massacrati e umiliati anche dalla Lega sostenuta da quel Movimento che ha sempre parlato di parità di diritti ed eguaglianza di tutti. Su quella pancia io vedo parecchio pelo. Saluti.

  7. A oggi ho 54 anni e mezzo di eta 39 anni e mezzo di contributi e sono del 05 1966
    Diciamo che mi auguro che quota 41 sia legge perche ho 2 figlie appena maggiorenni e ho dato e devo ancora dare .ho avuto un papa che prima di lasciarmi e stato disabile per 7 anni e ho dato .ho come vedete sopra quasi 40 di contributi e ho dato .ma di dare ancora per il lavoro non penso di riuscirci

  8. Salve mi chiamo Claudio, sono uno degli sfigati, ho iniziato a lavorare a 16 anni, mi sono arruolato in marina militare X più di 6anni, con 2 anni di maggiorazioni d’imbarco. Senza portarla alla lunga dovevo andare in pensione con 43,1 di contributi, non mi è stata accettata, perché noni vengono riconosciuti i 2 anni di maggiorazioni, x giunta riscattati nel 1992. E x giunta dal mio ministero, non ho parole, mi tocca andare in pensione a dicembre del 2021, con 45 anni di buonuscita, è uno schifo, scordavo ho 60 anni di età, grazie

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