In questi giorni sul nostro portale stanno arrivando diverse richieste di specifiche riguardanti la Quota 100, tra cui le eventuali finestre di attesa per poter percepire l’assegno. Taluni hanno fatto presente che almeno i tre mesi di finestra di attesa per ottenere la pensione decadendo la quota 100 dovrebbero venire meno, in quanto sostengono, riportando il testo della Gazzetta del Decreto 4/2019, che finestre e quota 100 siano collegati. Ragion per cui ci scrive un nostro lettore Roberto, se quota 100 va in pensione anche le finestre dovrebbero andarci: “Se non rinnovano quota 100 automaticamente i tre mesi di finistra spariscono. Non ci possono fregarci anche qui !!”.
Su questo aspetto con la solita capacità che lo contraddistingue è intervenuto l’esperto previdenziale Claudio Maria Perfetto che con esempi concreti ha creato un ‘botta e risposta’ con i nostri lettori assolutamente degno di nota, in quanto, siamo certi, potrà chiarire, data la semplicità di linguaggio usata molti dubbi che ancora attanagliano tanti lavoratori. Riportiamo dunque le domande di Roberto ed il brillante dibattito che ne è scaturito.
Riforma pensioni 2021, via quota 100, via le finestre dei 3 mesi?
Così Roberto: “Gli iscritti alle gestioni pensionistiche di cui al comma 1 che maturano dal 1° gennaio 2019 i requisiti previsti al medesimo comma, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi”. Questo è il testo della Gazzetta del Decreto 4/2019 . Se non rinnovano quota 100 automaticamente i tre mesi di finistra spariscono. Non ci possono fregare anche qui !!“
Il dott Claudio Maria Perfetto, spiega facendo anche un esempio concreto relativo al suo caso giacché è andato in pensione usufruendo della quota 100 che le cose sono differenti:
“La finestra dei tre mesi di Quota 100 dipende da quando si va in pensione.
Supponiamo che:
– si maturino i requisiti proprio il giorno del 31 dicembre 2021
– si voglia andare in pensione l’1 luglio 2022
– il rapporto di lavoro termini il 30 giugno 2022
Presentando la domanda di pensionamento di Quota 100 l’1 aprile 2022, si potrà andare in pensione proprio l’1 luglio 2022, senza dover aspettare l’1 ottobre 2022 (la finestra dei tre mesi è stata già maturata dalla data di maturazione dei requisiti: 31/12/2021).
Porto il mio caso. Avevo maturato i requisiti per Quota 100 già in febbraio 2019. Ho inoltrato tramite il Patronato la domanda di pensionamento Quota 100 in luglio 2020, fissando la data di pensionamento per l’1 gennaio 2021. La domanda è stata elaborata dall’Inps a metà novembre 2020 (perché l’INPS prende in esame la pratica di pensionamento un mese e mezzo prima della data di pensionamento indicata). L’1 febbraio 2021 l’Inps ha cominciato a corrispondermi la pensione versandomi la rata 2 (febbraio 2021) unitamente alla rata 1 (arretrato di gennaio 2021). In pratica, da quando ho lasciato il lavoro (31/12/2020) a quando ho cominciato a percepire la pensione (1/2/2021) sono stato senza entrate solo per un mese.
Poi il Dott Perfetto fa un’osservazione più che puntuale che concerne le partite Iva, invitiamo gli autonomi a prestare moltissima attenzione alle sue specifiche: “Nota per le Partite IVA (io ho lavorato 32 anni da dipendente e 9 anni da autonomo a partita IVA): solitamente le fatture vengono saldate a 60-90 giorni dalla data emissione fattura (dipende ovviamente dal contratto che si stipula con il proprio committente). Per evitare possibili conflittualità con la pensione Quota 100 (che vincola a non percepire più di 5.000 euro lordi a fronte di una prestazione di lavoro, qualora si percepisca già la pensione Quota 100, pena l’immediata sospensione dell’erogazione pensionistica), è bene fare in modo (concordando con il proprio committente) che le fatture vengano incassate tutte prima della data indicata di pensionamento (io incassavo a 60 giorni dalla data emissione fattura e, poiché sarei andato in pensione l’1/1/2021, ho concordato con il mio committente – prima di indicare nella domanda di pensione la data di pensionamento – di potere incassare tutte le mie fatture entro il 31/12/2020). E’ bene che i lavoratori a Partita Iva si confrontino con il proprio commercialista su come fare per evitare conflittualità tra incasso fatture e pensione Quota 100. E’ anche bene che ci si confronti con il proprio datore di lavoro/committente e con il Patronato (perché ogni pensionando sembre essere un caso a sè)”.
Riforma pensioni post quota 100: Se vado con la Riforma Fornero devo aspettare 3 mesi per avere l’assegno?
Roberto pur ringraziando il Dott Perfetto ha ancora dei dubbi sull’eventuale post quota 100 e ripropone in modo ancora più preciso la questione che lo attanaglia, ecco come prosegue il dibattito, che risulta davvero interessante:
“Grazie del chiarimento! Ma quello che non capisco è perchè se ad esempio vado in pensione con la Fornero (42+10 mesi) perchè devo avere la finestra di tre mesi? Se i tre mesi sono un requisito introdotto nel decreto Quota 100, se vado con la Fornero che senso ha la finestra ? Buona Giornata!”
Sig. Roberto, con la Riforma Fornero le finestre non esistono più, dice perentorio il Dott Perfetto e poi spiega le ragioni: “Lei mi offre l’occasione per fare alcune osservazioni che ritengo doveroso fare. Nel comma 6 del dell’Art. 24 del Decreto Legge di dicembre 2011, n. 201 (per la gente comune: Legge Fornero) si afferma che “il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia tra uomini e donne e tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, a decorrere dal 1° gennaio 2012 i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di vecchiaia sono ridefiniti nei termini di seguito indicati: … Tale requisito anagrafico è fissato a 64 anni e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2014, a 65 anni e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2016 e a 66 anni a decorrere dal 1° gennaio 2018. Resta in ogni caso ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”. Perciò, sig. Roberto, si arriva a 67 anni (e oltre) per la pensione di vecchiaia.
Comma 10 dell’Art. 24 : “…l’accesso alla pensione anticipata ad età inferiori ai requisiti anagrafici di cui al comma 6 è consentito esclusivamente se risulta maturata un’anzianità contributiva di 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti nell’anno 2012. Tali requisiti contributivi sono aumentati di un ulteriore mese per l’anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall’anno 2014”. Perciò, sig. Roberto, si arriva a 42 anni e 3 mesi per la pensione di vecchiaia anticipata nel 2014, ma oggi occorrono 42 anni e 10 mesi.
Mi perdoni, sig. Roberto, se sono stato prolisso, ma mi è servito per esplicitare alcuni aspetti della Riforma Fornero che mi sembra giusto rimarcare:
a) l’introduzione dell’aspettativa di vita è stata introdotta con il decreto legge del 31 maggio 2010, cioè quando era in carica il Governo Berlusconi
b) le finestre sono state abolite, in quanto inglobate nei nuovi requisiti di accesso (in pratica, è stato messo ordine nel caos che i precedenti governi avevano creato)
c) è stata abolita la “pensione di anzianità” ed è rimasta solo la “pensione di vecchiaia” (67 anni e passa di età anagrafica), resa flessibile con la “pensione di vecchiaia anticipata” (42 anni e 10 mesi di contribuzione).
Ora mi domando: in tutto questa opera di ricostruzione pensionistica, che cosa c’entra la Prof.ssa Fornero? Non è che forse la Prof.ssa Fornero viene fin troppo “esaltata” da persone che non hanno mai letto “la legge che porta il suo nome”? È una semplice domanda, la mia.
Riforma Fornero: dramma esodati, ma di chi é stata la colpa?
Certo, è stato commesso un gravissimo errore. Il gravissimo errore che è stato fatto, è stato quello di non aver tenuto conto dei “pensionandi in volo”, ovvero i lavoratori senza più lavoro (perchè dimessisi volontariamente) e non ancora in pensione (perché in attesa di maturare i requisiti previsti dalla normativa vigente). Con la Riforma Fornero i requisiti per andare in pensione sono stati cambiati da mattina a sera, i tempi per andare in pensione si sono allungati, e si sono creati gli “esodati” (quelli senza più lavoro e senza ancora la pensione).
I Governi che si sono succeduti di volta in volta hanno compreso il grave errore che si era commesso ed hanno tentato di rimediare attraverso le nove salvaguardie.
Anche qui mi domando: ma che c’entra la Prof.ssa Fornero? Non è stata la Prof.ssa Fornero a creare gli esodati, ma è stata tutta quella schiera di esperti contabili, esperti economisti, esperti giuslavoristi, esperti di pensioni e chissà ancora quante centinaia di consulenti dei vari Ministeri che hanno creato gli esodati. La Prof.ssa Fornero ha solo sentito il parere di tutti questi esperti ed ha apposto la firma alla “legge che porta il suo nome” (che poi altro non è che un semplice articolo – Art.24 – del Decreto Legge di dicembre 2011, n. 201 dal titolo “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” e composto da ben 50 articoli. Di pensioni si parla solo nel capitolo IV dal titolo “Riduzioni Spesa. Pensioni. Art. 24 “Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici”).
Riforma pensioni 2021: i tre mesi di attesa non dipendono dalle ‘finestre’ ma dall’INPS
Concludo. Se lei, sig. Roberto, dovesse andare in pensione con 42 anni e dieci mesi di contribuzione, nel caso in cui la pensione le venisse corrisposta dopo tre mesi dall’uscita dal lavoro (ottenendo comunque gli arretrati) non è per colpa delle “finestre” (che non ci sono più) ma per i tempi tecnici dell’INPS nell’elaborare le pratiche pensionistiche.
Vi è più chiara la questione ‘finestre’ ora, ossia da quando si ha il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito, grazie intanto sia a Roberto per aver sollevato una questione spinosa che attanaglia molti lavoratori e grazie al Dott Perfetto per essersi prestato ad un confronto virtuale, dando suggerimenti e specifici di tutto rilievo.
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E’ di oggi la notizia dell’Espresso relativa ai Pandora papers. migliaia di paperoni evasori, capi di stato, sportivi, modelle, personaggi dello spettacolo e addirittura mafiosi…. Intanto vengono negati i diritti fondamentali della persone e fatti morire in mare migranti disperati. Si discute su quota 100, quota 41, come fossero chimere, quando migliaia di persone senza scrupoli sguazzano nel caviale e nello champagne alle nostre spalle. Un lavoratore edile deve stare sui ponteggi fino a 67 anni ma loro possono permettersi tutto perchè il sistema è con loro, chi legifera consente loro l’evasione ma non ai disperati con busta paga. Non si tratta più di fare un pò di cresta ma di fagocitare tutto. La misura è davvero colma, ci sono ricchezze inestimabili ma accessibili solo alla casta. Se non invertiamo questa deriva, gli anni a venire saranno un disastro per le nuove generazioni.
Se la fornero non è stata ancora gettata nel cesso è perche ci sono gli stessi coglioni al governo del 2011 compresi i sindacati che sanno fare solo annunci .
Onestemante leggere questi passaggi non può non suscitare irritazione: “Molti di noi ridicolizzano le lacrime della Prof.ssa Fornero, senza nemmeno domandarsi da dove possano mai sgorgare quelle lacrime. Ebbene, sig. Massimo, glielo dico io da dove sgorgano quelle lacrime: da un conflitto interiore, dalla consapevolezza che si sta facendo qualcosa che non andrebbe fatto e la consapevolezza di fare ciò che invece, malgrado tutto, deve essere fatto.” Ma come, se certe cose non vanno fatte non si fanno! Mi sembrano piuttosto lacrime di coccodrillo. Il fatto è che, tra una patrimoniale, una riduzione delle pensioni d’oro, un’abolizione dei privilegi ecc., si preverisce sempre il bancomat dei lavoratori. Vergogna, vergogna, vergogna!
Sig. Marco, non si irriti. Onestamente, non ne vale proprio la pena commentando un semplice commento.
Non so che lavoro lei faccia. Ma non è importante saperlo.
Ci sono stati momenti in cui io, per esempio, ho dovuto analizzare problemi, trovare soluzioni, organizzare incontri, stendere progetti, pianificare attività, coordinare risorse, monitorare lo stato di avanzamento delle attività, trovare il sistema per far lavorare le persone, appianare le divergenze, mediare tra fornitori, clienti, personale, risorse finanziarie.
A volte mi venivano le lacrime agli occhi non già per la commozione (glielo assicuro), ma per lo sforzo intenso che faceva il mio cervello che doveva trovare soluzioni impossibili a problemi impossibili (in matematica si chiamerebbe “quadratura del cerchio”, ovvero trovare un cerchio di raggio “r” (erre) la cui area sia equivalente all’area di un quadrato di lato “l” (elle). È un problema senza soluzione. Il che vuol dire: NON è affatto un problema, perché ogni problema DEVE avere la propria soluzione).
Altre volte, invece, dovevo fare solo ciò che mi veniva detto di fare. Che sollievo! Non dovevo più fare scelte, raggiungere compromessi, prendere decisioni, per realizzare piani anche contro la mia volontà.
Dal suo commento posso solo immaginare il lavoro che lei fa: è quel tipo di lavoro in cui ti dicono “Tu non devi pensare. Devi solo fare ciò che ti io dico di fare”. Non lo trova rilassante?
Morale: prima di giudicare male gli altri e dire loro “vergogna!”, giudica bene te stesso, e scoprirai che è meglio restare in silenzio (questo vale anche per me).
Lei, sig. Marco, porta il nome di un evangelista. Forse ricorderà che “chi è senza peccato….”, lascio la continuazione a lei che senz’altro conoscerà.
Giuro che poi mi taccio ! 🙂 Se la finestra è stata introdotta dal decreto 4/2019 (Quota 100) come decade il decreto deve decadere la finestra e si torna a parlare di 42+10 . Se poi l’ INPS impiega tempo per erogare la pensione quel tempo sarà recuperato come arretrati. Peccato che ora che lo abbiamo segnalato faranno in modo di non rinnovare quota 100, ma renderanno strutturale i tre mesi di finestra senza erogazione della pensione, punto della legge che era stato introdotto proprio per una minima copertura finanziaria del decreto quota 100 da Duringon.
Roberto, i 3 mesi te li devi fare se vuoi essere pagato, diversamente te ne stai a casa a goderti il licenziamento.
Ciò detto insisto nel dire che sarebbe giusto potersi ritirare in pensione con 40 anni di versamenti senza ulteriori finestre e con una pensione dignitosa.
Ma pare che I sindacati facciano orecchia di mercante e con loro i politici ora occupati a non perdere consensi.
Don61 io mi sono dimesso il 1/7 per concludere la mia attività lavorativa al 31/12/2021 ed arriverò ad avere versamenti per 42 anni e 3 mesi. Problemi di salute e altre cose che non voglio tediare mi hanno fatto prendere la decisione. Per quello che ho un “pò” 🙂 insistito su questa finestra di tre mesi, perchè per me è importante. Ovviamente spero che con la riformulazione delle regole pensionistiche ci sai uno spiraglio anche per me che ripeto sono a 42+3 m3si di contributi versati e 61 anni e 9 mesi di età (i famosi 1960ini che ce l’ hanno nel lisca). Tutto il resto è vita e mi inventerò qualcosa, anche andare a rubare a questo punto per coprire con i contributi volontari !
Buona Giornata!
Sig. Roberto, credo che finalmente siamo arrivati alla “finestra” di cui lei parla.
La sua ostinazione mi ha talmente colpito che mi sono detto: “forse sto analizzando la questione dalla prospettiva sbagliata. Ovvero, dalla prospettiva Fornero e non dalla prospettiva di Roberto”.
Ho quindi deciso di approfondire la questione delle “finestre” e sono approdato ad una spiacevole conclusione che le dirò alla fine di questo commento.
Nel suo commento lei fa esplicitamente riferimento a “decreto 4/2019 (Quota 100)” (sue parole).
In tale decreto le finestre, effettivamente, ci sono. Tali finestre sono trimestrali, e si riferiscono sia alla “pensione anticipata Quota 100”, che alla “pensione di vecchiaia anticipata 42.10”.
In effetti, quello che è accaduto è che il Decreto-Legge 28 gennaio 2019, n.4 del Governo Conte I (al quale lei, sig. Roberto, fa riferimento) ha modificato il comma 10 dell’articolo 24 del Decreto-Legge 6 dicembre 2011, n. 201 del Governo Monti (al quale facevo riferimento io).
In altri termini, il Governo Conte I ha re-introdotto il concetto di “finestra” che la Riforma Fornero aveva invece cancellato. In pratica, il Governo Conte I invece di cancellare la Riforma Fornero l’ha ulteriormente aggravata.
Di tutto ciò, sig. Roberto, ho l’onestà intellettuale di dirle che questa modifica peggiorativa alla Riforma Fornero mi era passata del tutto inosservata (e, posso immaginare, sarà passata inosservata anche a molti altri).
Ma procediamo con ordine.
DECRETO-LEGGE 28 gennaio 2019, n. 4.
Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.
Capo II
TRATTAMENTO DI PENSIONE ANTICIPATA «QUOTA 100» E ALTRE DISPOSIZIONI PENSIONISTICHE
Art. 14.
Disposizioni in materia di accesso al trattamento di pensione con almeno 62 anni di età e 38 anni di
Contributi
1. In via sperimentale per il triennio 2019-2021, gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’INPS, nonché alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, possono conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni, di seguito definita «pensione quota 100». Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 può essere esercitato anche successivamente alla predetta data, ferme restando le disposizioni del presente articolo. Il requisito di età anagrafica di cui al presente comma, non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
….
5. Gli iscritti alle gestioni pensionistiche di cui al comma 1 che maturano dal 1° gennaio 2019 i requisiti previsti al medesimo comma, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi.
PRIMA SINTESI: la pensione anticipata Quota 100 ha una finestra di tre mesi. La pensione decorre dal quarto mese successivo alla maturazione del requisito (es.: chi matura il requisito il 31/12/2021, consegue il diritto al trattamento pensionistico dall’ 1/04/2022).
Passiamo ora alla pensione anticipata 42.10
Art. 15.
Riduzione anzianità contributiva per accesso al pensionamento anticipato indipendente dall’età
anagrafica. Decorrenza con finestre trimestrali
1. Il comma 10 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è sostituito dal seguente:
«10. A decorrere dal 1° gennaio 2019 e con riferimento ai soggetti la cui pensione è liquidata a carico dell’AGO e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché della gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, l’accesso alla pensione anticipata è consentito se risulta maturata un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Il trattamento pensionistico decorre trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti».
SECONDA SINTESI: la pensione di vecchiaia anticipata 42 anni e 10 mesi di contribuzione ha una finestra di tre mesi. La pensione decorre dal quarto mese successivo alla maturazione del requisito (es.: chi matura il requisito il 31/12/2021, consegue il diritto al trattamento pensionistico dal 1/04/2022).
Torniamo a lei, sig. Roberto.
Lei si domanda se decadendo Quota 100 decadrà la finestra trimestrale anche per 42.10. Temo proprio di no. A meno che la Prof.ssa Fornero, che è consulente nel Governo Draghi, non proponga di rimuovere la finestra, intervenendo ancora una volta a fare ordine nel caos generato dai Governi precedenti.
Ciò che ho scoperto affrontando l’analisi che lei, sig. Roberto, mi ha spinto a fare è questo: chi voleva cancellare la Riforma Fornero l’ha invece ulteriormente aggravata.
Se davvero la mia analisi è corretta, se davvero non mi è sfuggito qualche altro comma di qualche altro articolo di qualche altra legge di qualche altro Governo, devo dire che mi spiace scoprire quanto sia facile ingannare la gente sapendo di essere in mala fede.
Davvero GRAZIE ! E’ davvero sorprendente come le cose siano sempre peggio di come uno se le aspetta!! Buona Giornata!
Ci risiamo… E’ mai possibile che in Italia si creino sempre delle ingiustizie. Sembra quasi che chi ci governa (con tecnici e sindacato al seguito) abbiamo questo dono. Ma è tanto difficile da capire che ha + diritto alla pensione chi ha lavorato + anni? Quindi se la coperta è corta e devo scegliere chi mandare in pensione, sceglierò chi ne ha più diritto cioè chi ha + anni di contributi. E non mi stancherò di ripeterlo già 40 anni di contributi son troppi. Passino i 41 ma finiamola di rubare anni di vita alle persone.
Come dicevo ieri quando non ci sono regole ma solo variabili è caos assoluto vedi ( botta e risposta tra Roberto- Claudio Maria Perfetto- Lucia) naturalmente senza volerne.
Troppo semplice per le capre girovagare nei prati senza una guida
Mario Draghi per l ‘ennesima volta ti chiedo di fare il pastore e fare la cosa giusta.
Un gregge di pecore ambisce a un futuro migliore solo se si guarda a un futuro fatto di meritocrazia altrimenti è solo caos .Quindi ,
Hai 41 anni di contributi.
Si
Vai in pensione
Non hai 41 anni di contributi
Vediamo cosa passa il convento
Le parole sono pietre e il virgolettato richiama in pieno il dramma che molti lavoratori “esodati” hanno vissuto per anni.
“Certo, è stato commesso un gravissimo errore … i lavoratori senza più lavoro (perché dimessisi volontariamente) e non ancora in pensione (perché in attesa di maturare i requisiti previsti dalla normativa vigente) …“Con la Riforma Fornero i requisiti per andare in pensione sono stati cambiati da mattina a sera, i tempi per andare in pensione si sono allungati, e si sono creati gli “esodati”” .
Se l’errore gravissimo fosse imputabile a chi ha generato la riforma, al governo di quei tempi, e chi lo ha sostenuto col voto in parlamento allora, “politicamente parlando”, perché tutti questi “responsabili” non ne hanno pagato il conto.
Se invece l’errore non fosse stato di chi ha generato e approvato la legge, ma conseguente a metodi, TUTTORA IN ESSERE, (perché dimessisi volontariamente) dove i lavoratori hanno accettato proposte dei loro datori o le hanno subite a causa di licenziamenti, tratti in inganno in quanto condite da bonus o scivoli apparsi in quei frangenti attraenti; allora dobbiamo dire che anche i sindacati vi hanno partecipato.
Dico questo perché da allora “nulla nei fatti cambiato” riguardo ai metodi in uso per attuare riduzioni del personale.
Molte sono le parole e non funzionali sono i meccanismi da allora originati: Isopensione e Contratti di Espansione sono i soli pensati per non ripetere nel tempo l’orrore che si è venuto a creare con gli esodati.
Ma dobbiamo domandarci i due metodi attuali funzionano, sono applicati. o è solo propaganda? Siamo alle solite dove la storia a breve, DALLA SERA ALLA MATTINA, potrebbe ripresentarsi amara come prima.
Riduzione dei posti di lavoro, incentivati da Naspi, nella attesa che alla sua scadenza permanga la possibilità di accesso alla pensione e che questa non sia, per l’ennesima volta SVANITA, come la storia ha già ampiamente dimostrato!
SOLO PROPAGANDA. Se l’intenzione fosse veramente quella di agevolare le uscite allora bisognerebbe agire in modo diverso lasciando al lavoratore la possibilità di scegliere di andarsene anticipatamente e nel contempo obbligando l’azienda ad accettare tale decisione. Siccome così non è ti ritrovi che poi l’azienda non sigla contratti, esclude alcune persone e ne favorisce altre.
Per quanto concerne i contratti di espansione, ti posso dire che, dove lavoro io, una multinazionale dell’ IT da 12.000 persone nel mondo, di cui 10.000 in Italia, non è stato preso in considerazione, purtroppo per me, perché ritenuto costoso…
Devono renderlo più appetibile per le aziende!
https://www.pensionipertutti.it/pensioni-anticipate-2021-chi-decidera-due-le-istanze-plausibili-quota-41-62/
Nella speranza di aver fatto cosa gradita
ma… non è Il decreto 4/2019 quello che ha previsto che per la decorrenza della pensione anticipata sia necessario attendere una finestra di 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti ?
Questo, in molti casi, si traduce in 3 mesi di lavoro in più, ma sottolineando per correttezza che il lavoro durante la finestra di attesa non è obbligatorio.
Però non si può parlare di tempi tecnici” dell’INPS, parliamo di uno slittamento temporale FISSATO per legge che non può avere motivazioni tecniche/tecnologiche per intenderci, bensì Politiche.
Di finestra quindi stiamo parlando.
Questa – almeno questa – andrebbe abolita.
Esatto!
Buongiorno, scusate ma con questo dibattito sulle finestre di 3 mesi avete fatto ancora più confusione. Io ho capito che con il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita del 2019 stabilito fino al 2026 hanno escogitato questo slittamento della pensione dopo 3 mesi dalla maturazione dei requisiti. Non ci sono arretrati di nessun genere. Semplicemente si deve aspettare 3 mesi per avere il primo pagamento; però durante quei tre mesi si può continuare a lavorare per non rimanere senza entrate. Correggetemi se sbaglio.
Per me è corretto quanto hai scritto!
Mi dispiace deludere il Sig. Roberto e mi stupisco del Sig. Perfetto nell’errore in cui anche lui cade. Per la pensione anticipata Fornero oggi servono 42,10 anni di contributi. Con l’approvazione della norma “quota 100″ nel 2018 è stata congelata fino al 2026 la crescita bi-annuale dell’aspettativa di vita che nel 2019 avrebbe dovuto crescere di ben 5 mesi portando da 42,10 a 43,3 i contributi necessari per la pensione anticipata. Purtroppo però è stata richiesta una finestra di tre mesi che porta di conseguenza la misura a 43,1. Ora sappiamo che la quota 100 decadrà per certo, ma le notizie sull’aspettativa di vita bloccata fino al 2026 sembrano confermate. Questo vuol dire che i prossimi pensionandi con l’anticipata continueranno a pensionarsi con 42,10 ……. + 3 mesi di finestra. Erroneamente il Dott. Perfetto qualifica questi tre mesi come tempi tecnici per l’INPS e che saranno poi risarciti con arretrati. Niente di più sbagliato !! E’ vero che si potrà lasciare il lavoro dopo aver compiuto i 42,10 mesi ma per tre mesi non si riceverà ne’ stipendio, ne’ pensione, a meno che tu quei tre mesi non decidi di lavorarli. Per conferma di quanto da me esposto digitare sul web: ” Tre mesi di finestra anticipata Fornero, non vengono pagati. Orizzonte scuola.” Non sapete quanto mi dispiace darvi questa brutta notizia, anche io sono stato obbligato a farmeli nel ministero difesa per non perdere per tre mesi lo stipendio e non ricevere nemmeno la pensione perchè nessun arretrato mi sarebbe stato corrisposto. Mi sono pensionato infine con 43,2, Se fosse così come formulato dal Dott, Perfetto sembrerebbe che se tu comunichi che ti pensione con 42,10 in quella data precisa, i tre mesi di finestra a seguire ti saranno pagati, seppur in ritardo, sotto forma di arretrati. Se io quei tre mesi ho continuato a lavorare allora avrebbe sbagliato il mio ufficio pensioni ( strano, ha fatto così con decine e decine di lavoratori ) e oltre a ricevere regolare stipendio avrei dovuto ricevere anche se in ritardo un assegno di pensione. Due assegni ????? NO, No Signori !!!! Se quella finestra non la lavori non ricevi nè stipendio nè pensione almeno fino ad oggi Con la fine della quota 100 non si ha notizia alcuna di che fine farà questa finestra, se rimarrà o sarà cancellata e i 42,10 saranno gli unici requisiti utili per l’anticipata. Stop. Ad oggi queste sono le uniche notizie.
A mio parere – ma non sono un esperto -la finestra di tre mesi esiste per legge anche con l’anticipata Fornero. Raggiunto il requisito, es. 42 anni e 10 mesi, si può smettere di lavorare, ma l’assegno pensionistico si percepisce 3 mesi dopo e non vengono corrisposti arretrati. Senza voler fare polemiche oggi il Dott. Perfetto non si è espresso molto chiaramente come di solito fa, ingenerando invece parecchi dubbi.
Infine per quanto riguarda la paternità della famosa legge è vero che non porta il nome della Signora Fornero, ma tra le altre, di sicuro c’e la sua firma e come Ministro del Lavoro. Adesso salta fuori che gli esodati sarebbero colpa dei consulenti o dei tecnici. Se ci sono meriti o colpe sono, prima di tutto, di chi fima e che forse, in questo caso, si doveva informare meglio degli effetti delle proprie azioni e non piangere in televisione.
Io credo che il Sig. Perfetto abbia fatto un po’ di confusione, la finestra esiste eccome dopo i 42 e 10, nei 3 successivi si può continuare a lavorare e percepire lo stipendio e conclusa la finestra si va in pensione, oppure rimanere a casa e percepire la pensione dopo i tre mesi. Senza nessun arretrato come dice il Sig. Perfetto.
il discorso della finestra mi sfugge ma a me risulta, ma forse mi sbaglio, che maturati i 42 anni e 10 mesi si deve aspettare la finestra successiva che è ogni 3 mesi; per noi personale della scuola esiste 1 unica data : 31 agosto di ogni anno e devi maturare i requisiti entro il 31 dicembre dello stesso anno; beati coloro che hanno usufruito di quota 100; adesso la musica purtroppo cambia e da leggera diventa tragedia; vedremo nei prossimi mesi quali schifezze faranno saluti ai gestori del sito
A prescindere o meno che la con la riforma arrivi l’improbabile quota 41 bisognerebbe secondo me fare chiarezza nel senso che quando si sente dire da alcuni politici ” no al ritorno della Fornero” che la legge stessa è ancora in vigore ! È inutile spaventare le persone ” oddio torna la Fornero” L’incremento dell’aspettativa di vita e bloccato fino al 2026 i 41/42 anni e 10 mesi sono ancora in essere e speriamo restino (se non arriva quota 41) e quindi il vero ritorno della Fornero è la pensione di vecchiaia a 67 anni salvo, appunto, cosa riserverà la riforma del Governo. Sbaglio?
OK bisogna aspettare la finestra. Ma i mesi che decorrono dall’ acquisizione del diritto alla pensione fino alla sua erogazione vengono riconosciuti e quindi pagati come arretrati ? La finestra è nel decreto 4/2019 e NON prevede il pagamento di questi tre mesi di finestra, ma se non confermano Quota 100 che ha introdotto questa finestra NON retribuita perchè chi andrà in pensione con altri calcoli (es 42 e 10 mesi) non dovrà percepire come arretrati questi tre mesi ?
Mi sembra strano però che a fronte della maturazione del requisito di “pensione” i tempi tecnici dell’INPS possano annullare il diritto a ricevere la pensione per la durata dei propri tempi di elaborazione della pratica. In questi casi dovrebbe subentrare la corresponsione di quanto spettante sotto forma di arretrati.
A me sembra più una “finestra” per diminuire quello che loro chiamano il costo pensionistico.
Altrimentri nel caso della totalizzazione che prevede una finestra di 21 mesi che razza di pratica pensano di dover affrontare.
La Prof.ssa Fornero ha solo sentito il parere di tutti questi esperti ed ha apposto la firma alla “legge che porta il suo nome” ………….PERFETTO, MA COSA SCRIVI ????????????? Sembra che la Fornero non sia in grado di intendere e volere MENTRE ERA UN MINISTRO DELLA REPUBBLICA………………ma VERAMENTE ?????
Non credo il senso fosse quello Massimo, ma sono certa che il Dott Perfetto le fornirà una risposta adeguata
Sig. Massimo, la Prof.ssa Fornero ha senza dubbio facoltà di intendere e di volere. E ritengo che tali facoltà siano possedute da tutte le persone che sono al Governo, che sono in Parlamento, e nelle varie Istituzioni che concorrono alla guida della Nazione.
Molti di noi pensano che le persone siano “lì” e non sappiano cosa sia il lavoro. Ebbene, molti di noi si sbagliano.
Molti di noi sanno cos’è il lavoro, ma pochi di noi sanno cosa significhi fare delle scelte che spesso vengono imposte dall’alto per ragioni che non è nemmeno dato di conoscere a pieno.
Molti di noi ridicolizzano le lacrime della Prof.ssa Fornero, senza nemmeno domandarsi da dove possano mai sgorgare quelle lacrime. Ebbene, sig. Massimo, glielo dico io da dove sgorgano quelle lacrime: da un conflitto interiore, dalla consapevolezza che si sta facendo qualcosa che non andrebbe fatto e la consapevolezza di fare ciò che invece, malgrado tutto, deve essere fatto.
Nessuno riesce a sopportare la gravità di una scelta quando questa scelta incide sulla vita di migliaia di persone. Si chiede agli esperti, si fanno i calcoli, si cercano le risorse, si scende a compromessi, si toglie di qua per portare di là, e intanto la clessidra del tempo lascia scorrere la sua sabbia il cui ultimo granello è il sigillo di una firma.
Tutto questo c’è dentro la mia frase “La Prof.ssa Fornero ha solo sentito il parere di tutti questi esperti ed ha apposto la firma alla “legge che porta il suo nome””. Una frase molto sbrigativa (rozza persino), che ha suscitato la sua enorme meraviglia tale da essere degna di essere rappresentata da ben 13 punti interrogativi (le garantisco che anche con un solo punto interrogativo avrei compreso pienamente il suo stupore).
Ma adesso, sig. Massimo, le rivolgo io una domanda (con un solo punto interrogativo): davvero lei è convinto che esiste la “Legge Fornero?”
Quello che io leggo in Gazzetta Ufficiale in merito alle pensioni è questo, sig. Massimo:
DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201.
Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici.
Cap IV
RIDUZIONE DI SPESA. PENSIONI
Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici
Dato a Roma, addì 6 dicembre 2011
NAPOLITANO
MONTI, Presidente del Consiglio
dei Ministri e Ministro
dell’economia e delle
finanze
FORNERO, Ministro del lavoro
e delle politiche sociali
PASSERA, Ministro dello sviluppo
economico
CLINI, Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio
e del mare
GIARDA, Ministro per i rapporti
con il Parlamento
Visto, il Guardasigilli: SEVERINO
Pongo il mio caso, al 31/12/21 maturo 41 anni e tre mesi di contributi, con il nuovo anno sarò licenziato, quindi usufruirò per due anni della NASPI, scivolo direttamente in pensione con la anticipata della FORNERO? Se qualcuno mi dà qualche delucidazione in merito la cosa è molto gradita.
Scusate, ma ora sono davvero confusa. Lei Dott. Perfetto ha precisato che l’anticipata è di 42.3 per gli uomini e, desumo, 41.3 per le donne. Questo perchè Lei cita solo i due aumenti per legge di un mese ciascuno nel 2013 e 2014 ma non aggiunge i 3 mesi dell’aumento della SdV (Speranza di Vita) del triennio 2013/15 e gli ulteriori 4 mesi del triennio 2016/18. Con questi aumenti i requisiti aumentano a 42.10 per gli uomini e 41.10 per le donne (e non 42.3 e 41.3 come da Lei riferito) . Come mai questa “dimenticanza” (a cui non credo)? Chiarisca per favore. Grazie
Sono sempre quello .. Temo sig.ra Lucia che ha ragione ..
E a questo punto, resegnandomi al fatto di dover versare i 7 mesi mancanti, i 3 mesi , come ha affermato il Dott. Perfetto, un “ritardo” INPS che poi vengono comunque versati come arretrati o come per i pensionati di quota 100 i mesi (tre) sono che NON vengono dati al nuovo pensionato ?
Per noi poveri cristi del 1960 che dobbiamo fare i conti per quelli che per i politici sono spicci, tre mesi sono importanti ! Faccio il mio esempio dato che è molto chiaro.
Il 31/12/21 smetto di lavorare con 42 e 3 mesi. Verso sette mesi di contributi volontari e arrivo a 42 e 10 mesi e faccio richiesta di pensione per il 1/8/2022. A questo punto l’ INPS inizierà a pagarmi la pensione (se tutto è ok ovviamente) il 1/12/2022. Mi verseranno gli arretrati da Agosto 2022, data di maturazione del diritto alla Pensione, o , come quota chi è andato in Pensione con quota 100 dalla data di maturazione del diritto i tre mesi vanno in cavalleria ? E’ questo che sostenevo dall’ inizio. Che l’ importo della finestra di tre mesi dalla data di maturazione del diritto alla data di erogazione delle Pensione per chi usufruisce della quota 100 sappiamo che non vengono pagati, perchè previsto da quel decreto, ma chi andrà con i requisiti di 42 e 10 mesi perchè deve perdere 3 mesi di pensione (anche se versati come arretrati ?)
Sig.ra Trentino Lucia, ha ragione lei: la pensione anticipata è a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne.
Ho postato la mia risposta sotto il commento del sig. Roberto.
La mia non è stata una “dimenticanza”, ma un “trascinamento” di idee perché ero fortemente focalizzato sull’analisi dell’Art 24 del Decreto Legge di dicembre 2011, n. 201 che si ferma al 2014.
Ma dal 2014 ad oggi ci sono stati incrementi nei mesi pur cui si passa dai 3 mesi del 2014 ai 10 mesi del 2021.
Saluti, sono il Roberto dell’ articolo 🙂 . La risposta mi cambia la vita !! Io oggi faccio 42 anni di contributi, avendo iniziato a lavorare e versare contributi dopo la maturità nel settembre 1979 e ho dato le dimissioni perchè non ce la faccio più e il 31/12/2021 sarà il mio ultimo giorno di lavoro. Mi stavo già organizzando per coprire i 7 mesi con contributi volontari per arrivare ai 42 + 10 e poi attendere i tre mesi di finistra.
Mi tremano le gambe a pensarci. Ho capito bene che con il 31/12/2021, avendo contributi certificati dall’ INPS fino al mese scorso, e continuando fino a dicembre arrivo a 42 anni e 3 mesi di contrubuti, posso fare la domanda di pensione di vecchiaia anticipata con decorrenza 1/1/2022 ? Poi aspetterò i tempi dell’ INPS, ma se è così mi cambia la vita.. La contribuzione volontaria mi avrebbe portato via metà del TFR .. che Dio voglia !!
Davvero GRAZIE e Buona Giornata!
Buongiorno Roberto, lieta di esserle stata d’aiuto veicolando i preziosi suggeriemnti del Dott. Perfetto, attendiamo ora, come sempre, la risposta del nostro esperto.
Caro Roberto,
non penserai mica che qui si inc……..tta solo quelli del 1960 e in particolar modo il prof. Paolo, temo che anche tu, come noi, ti dovrai sorbire i 42 anni e 10 mesi. Mi auguro di cuore di sbagliare ma temo che dai nostri politici non arriverà nessuna agevolazione mentre il sindacato stà a guardare e condivide con la casta i privilegi.
Caro Roberto,
non penserai mica che qui si inc……..tta solo quelli del 1960 e in particolar modo il prof. Paolo, temo che anche tu, come noi, ti dovrai sorbire i 42 anni e 10 mesi. Mi auguro di cuore di sbagliare ma temo che dai nostri politici non arriverà nessuna agevolazione mentre il sindacato stà a guardare e condivide con la casta i privilegi.
Sig. Roberto, sono obbligato a fare una RETTIFICA in merito a quanto ho scritto.
La pensione di vecchiaia anticipata Fornero ad oggi è di 42 anni e 10 mesi di contribuzione e NON 42 anni e 3 mesi come ho riportato nell’articolo.
Pertanto, se lei il 31/12/2021 ha 42 anni e 3 mesi di contribuzione, questo non le è sufficiente per andare in pensione anticipata l’1/1/2022.
Quando scrivevo, avevo in mente il comma 10 dell’Art. 24 del Decreto Legge di dicembre 2011, n. 201 che si ferma al 2014.
Ma dal 2014 ad oggi ci sono stati ulteriori incrementi, e quindi si è arrivati a 42 anni e 10 mesi.
Pertanto, al punto c) dell’articolo occorre attualizzare le date in questo modo:
c) è stata abolita la “pensione di anzianità” ed è rimasta solo la “pensione di vecchiaia” (67 anni e passa di età anagrafica), resa flessibile con la “pensione di vecchiaia anticipata” (42 anni e 10 mesi di contribuzione).
Morale: quando si deve andare in pensione e bene informarsi, ma è sempre meglio rivolgersi al patronato per avere la verifica dei requisiti corretti e il computo corretto.
Di fatto la finestra c’è, che sia per la legge o per l’INPS purtroppo c’è!
Questa cosa é ingiusta, anche se mi danno gli arretrati.
Nel mio caso raggiungo i 42 anni e 10 mesi a giugno 2025 ma prima data utile pensionamento ottobre 2025.
Troppo!
Mi dispiace Sig. Don62, ma stante così le cose i mesi di luglio, agosto, settembre 2025 Lei non riceverà nemmeno l’assegno della pensione a meno che questi tre mesi non decida di lavorarli per avere almeno tre stipendi.