Riforma pensioni 2021, ultimissime: conterrà quota 41 senza limiti anagrafici?

Il focus del dibattito sui social resta incentrato sulla prossima riforma delle pensioni, in molti confidano qualcosa possa ancora cambiare post quota 100, al momento la legge di bilancio ha solo prorogato per un anno ape sociale e l’opzione donna, oltre ad aver dato speranza a 2.400 esodati attraverso la nona salvaguardia. Ma ancora troppi sono gli esclusi, che nei giorni scorsi ad esempio hanno scritto una lettera al Ministro Catalfo ed al Presidente Conte proprio per chiedere una riforma strutturale, che non preveda più le logiche del di anno in anno ed abbia al suo interno due sole misure, come le definisce Vincenza, colei che ha scritto la missiva, semplici ed eque per la maggioranza: la quota 41 per tutti indipendentemente dall’età anagrafica dal 2022 e una quota 100 dai 60 anni d’età e 40 anni di contributi. Molti i commenti che ci sono stati lasciati sul sito che indicano parereassolutamente favorevole alle due misure proposte. Ne riportiamo qui alcuni, per farvi comprendere come su un punto molti lavoratori paiano concordano ‘dopo 40/41 anni di lavoro non può esistere alcuna differenza tra lavori più o meno gravosi, tutti divengono usuranti e si deve avere la possibilità di poter accedere, senza alcuna penalità, alla pensione’.

Riforma pensioni 2021, ultime dai lavoratori: dopo 41 anni di lavoro la pensione é un diritto

Così Angelo: “Credo sia giunta l’ora, per gli eletti della politica, di mettere un punto fermo al chiacchiericchio da BAR su un tema così delicato che riguarda la vita di tantissimi lavoratori che sognano il momento del meritato riposo. Dopo 41 anni di lavoro sia esso in miniera o in ufficio una persona al diritto di scegliere cosa fare del proprio futuro, a maggior ragione se appartenente ai cosidetti soggetti deboli ( includo anche i malati di malattie gravi ed immodepressi) Perchè non si vuol capire?”

Elena avvalora la posizione espressa da Vincenza nella lettera indirizzata alla Catalfo e scrive: “Sono d’accordo con Vincenza, dopo 41 anni di lavoro si deve poter andare in pensione indipendentemente dall’età! E senza penalizzazioni! Per superare la Quota 100 in scadenza a fine 2021 , al massimo proporre una quota 100 con 60 anni + 40 di contributi, ma sempre SENZA PENALIZZAZIONE“. Anche Maria Grazia, si accoda alle richieste: ” 40/41 anni di contributi sono assolutamente sufficienti per poter andare in pensione”.

Riforma pensioni 2021, necessario superare la Riforma fornero con la flessibilità

Roberto, concorda con Vincenza ed aggiunge anzi che a dir il vero già 40 anni sarebbero più che sufficienti: “Nulla da aggiungere alla lettera della signora Vincenza da inviare al Sig. Ministro. Sta bene salvaguardare chi ha avuto carriere discontinue e via dicendo, ma non credo che sia più tempo di dimenticare chi ormai ha già compiuto i sessant’anni e lavora da più di quaranta. Per questi lavoratori, con quota 102 con un paletto anagrafico di 64 anni si tratterebbe di un automatico ritorno alla legge Fornero, che invece deve essere superata concedendo maggiore flessibilità in uscita. Dopo aver raggiunto 41 anni di contributi vi assicuro che è frustrante non sapere quando poter ritirarsi liberamente dal lavoro solo perché si hanno “solo 60 anni” !!!! Che sia una quota 102 matematica o 41 anni per tutti. ( 40 sarebbero più che sufficienti ).

Lucio: “Credo che quanto esposto sia sacrosanto, dopo 41 di lavoro è assolutamente un diritto accedere alla pensione, giusto anche ribadire che la pazienza, per chi sta aspettando questa giusta modifica e quindi tornare ai 41 anni di contributi è terminata!“.

Daniela con tono polemico si dice affranta dalla poca volontà politica: “41 anni di lavoro sono più che sufficienti, ma cosa ci vogliamo aspettare da questo governo ? Alla fine é facile gestire il problema seduti ad un tavolo in gica e cravatta, parlare non della tua pelle ma di quella di migliaia di persone che alla soglia dei 60anni si alzano per andare in fabbrica alle 5 del mattino, io ormai non mi aspetto niente di buono“.

Vi é anche chi non si dice d’accordo con queste proposte o meglio reputa dovrebbero essere ampliate a più di due, come Pietro che sostiene che ormai raggiungere 40/41 anni di contributi in un mondo di lavoro precario e discontinuo e appannaggio di pochi fortunati, dunque vada per la quota 41 per chi ha avuto una carriera continua, ma é fondamentale pensare anche ad un’uscita che tenga conto dell’età slegata da eccessivi vincoli contributivi.

Riforma pensioni 2021, ok quota 41 ma serve anche un’uscita con 20 anni contributivi

Pietro, così argomenta le sue rimostranze ad una riforma pensione bipolare come quella proposta da Vincenza: ” NON SONO D’ACCORDO. Perchè c’è tantissima gente che ha oltrepassato già da molto tempo i 60 anni, ma per una serie di vicissitudini della vita non è riuscita ad avere una contribuzione continua (anche perchè il “Lavoro Nero”) non è stato inventato oggi, ma esisteva anche quando abbiamo iniziato NOI ultrasessantenni. Quindi di conseguenza i 40 o 41 anni di contributi sono UNA CHIMERA, soprattutto per le donne.
E’ necessario trovare un ventaglio di soluzioni di uscita sia con un cospicuo numero di anni di contributi versati, (40-41) ma anche con un’età accettabile svincolata dal paletto contributivo, considerando comunque che l’anzianità prevede il minimo di 20 anni. E’ tanto difficile da capire questo concetto ?”

Con Pietro concorda Mauro: “Buongiorno Vincenza, tanti over sessantenni non raggiungono purtroppo i 41 anni di contribuzione e non hanno più la capacità di sopportare il peso di una giornata lavorativa. Hanno anche loro il diritto di vivere la loro età con dignità”.

Massimo, conclude facendo una distinzione di genere:L’ho detto e lo ribadisco. 40 anni di lavoro sono più che sufficienti per andare in quiescenza. Per le Donne basterebbero anche 35 , bastano e avanzano . Poi bisogna ragionare su una quota di età per uomini e meno per le Donne , per il semplice motivo che dobbiamo considerare tutti i lavoratori che per svariate causa a loro non attribuibili , hanno perso il lavoro alla soglia dei 60 anni e non raggiungono i 40 anni di contribuzione . Con aziende che chiudono e questa crisi in atto difficilmente si troverà lavoro ai ultra sessantenni. E chi non rientra nei paletti ? Io trovo giusto che in questo periodo la soluzione migliore sia FLESSIBILITÀ IN USCITA.”

Cosa ne pensate delle considerazioni qui fatte dai nostri lettori siete favorevoli alle proposte fatte o per una riforma equa delle pensioni dovrebbe ancora essere aggiunto dell’altro? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

14 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2021, ultimissime: conterrà quota 41 senza limiti anagrafici?

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    13 Gennaio 2021 in 20:17
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    41 anni devono essere piu che sufficente se non verra fatto cari sconosciuti ma con le stesse idee andiamo tutti a roma un qualsiasi giorno dell anno ( appena il covid lo permette) senza sindacato naturalmente con un cappellino con scritto 41.penso che sara la piu grande manifestazione mai vista. Se qualcuno a dimestichezza tramite social o altro lo faccia saremo in tanti siamo il popolo

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    13 Gennaio 2021 in 14:33
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    Raga, la cosa che distrugge è non avere idea di come programmare il futuro. Maturità a luglio 1979, entrato in fabbrica a settembre 1979.. 1979, ma qualcuno si rende conto ? Ora ho superato i 41 anni di contributi e ho 60 anni e mezzo; non rientro in quota 100 anche se sono già a quota 102. Cosa devo pensare ? Volete vedere la mia foto dopo 41 anni di lavoro ? Ma basta, leggo della crisi di governo.. ma la crisi della Persona non interessa a nessuno? PS: 41 e passa con 15 gg di malattia per una frattura.. ma vi rendete conto come sono disperato ?

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    13 Gennaio 2021 in 13:58
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    LAVORO CON CONTRATTI REGOLARI DAL MESE DI OTTOBRE 1978
    HO SOLO UN BUCO CONTRIBUTIVO DI 15 MESI E MI SEMBRA DI CORRERE DIETRO A QUESTA PENSIONE CHE SEMBRA A PORTATA DI MANO MA NON RIESCO ANCORA A RAGGIUNGERLA.
    ORMAI HO PERSO LE SPERANZE, SECONDO ME BISOGNEREBBE ADOTTARE I STESSI CRITERI DI NOI COMUNI MORTALI, A TUTTI I NOSTRI POLITICI.
    CONCLUDO ANDANDO A SOTTOLINEARE CHE DOPO 40/41 ANNI DI LAVORO E CONTRIBUTI VERSATI NON ANDIAMO A TOGLIERE NULLA ALLE CASSE DEL GOVERNO, CI SIAMO RIPAGATI IN PIENO LA PENSIONE CHE DOVREMMO PERCEPIRE.
    CONTINUANO A DIRE CHE I PENSIONATI SONO UN PESO PER IL GOVERNO, MA I SOLDI CHE REGOLARMENTE VERSIAMO TUTTI I MESI CHE FINE FANNO?
    SALUTI

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    13 Gennaio 2021 in 8:24
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    Siamo stufi ! Vogliamo sentire proposte serie da chi è al Governo. C’è qualcuno su quelle maledette poltrone che ascolta ancora la gente comune ?
    VOGLIAMO UNA LEGGE CHE PERMETTA LA SCELTA PER CHI HA FATTO 41 ANNI DI QUALSIASI LAVORO INDIPENDENTEMENTE DALL’ETA’ E VOGLIAMO ANCHE UNA VERA FLESSIBILITA’ PER CHI NON RAGGIUNGERA’ MAI QUEI CONTRIBUTI CON UNA SCELTA DI POTER LASCIARE IL LAVORO NON OLTRE I 62 ANNI COME AVVIENE IN FRANCIA.
    VOGLIAMO !

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    12 Gennaio 2021 in 21:42
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    Sono pessimista: ”questi” pensano solo ai propri 15 mila euro + bonus, ecc…

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    12 Gennaio 2021 in 20:58
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    Se si fosse in democrazia , dovrebbero mettere delle uscite dal lavoro più semplici. Esempio 35 anni di contributi 1000 euro ( potrebbe andare bene a persone single, persone che hanno ereditato ecc) . 38 anni di contributi con 1400euro che gli basta per sopravvivere , in fine con 43 anni con il massimo per chi il lavoro gli piace . questo è un esempio. Inoltre gli ultimi anni di lavoro dovrebbero diminuire le ore di lavoro come diceva Beppe Grillo lavorare meno per far lavorare tutti. Utopia e dato che con il vaffa hanno fatto politica ma andate in Waffa.

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    12 Gennaio 2021 in 20:29
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    Sono molto d’accordo con Pietro e Mauro: ritengo sia giusto mandare in pensione chi ha lavorato 40/41 anni! Ma altrettanto penso, esattamente come loro, a quelle persone che non avendo questi anni di contribuzione, ( e magari si “aggirano” sui 62 anni) DEVONO attendere i 67/68 anni per ritirarsi…. Flessibilità deve essere la parola d’ordine!

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    12 Gennaio 2021 in 19:55
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    41 anni di contributi per potersi finalmente mettere a riposo rappresenterebbero un’ottima soluzione. In alternativa andrebbe bene anche una quota 102 ma senza paletti e, soprattutto, SENZA PENALIZZAZIONI !
    Altrimenti saremmo costretti a tifare per la permanenza della Fornero cosa che costituirebbe una sconfitta nonchè un’ingiustizia colossale per chi, come noi, lavora (e versa fior di quattrini all’INPS) da una vita intera…
    Comunque i nostri governanti hanno già messo le mani avanti sostenendo che è la cosiddetta Europa a chiedere ogni possibile inasprimento delle regole pensionistiche per cui temo che dovremo rassegnarci al peggio.

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    12 Gennaio 2021 in 17:26
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    Io credo che non sia un problema di questo governo ma, sono almeno 20 anni che nessuno si preoccupa della dignità delle persone. È vero che fanno fede i contributi versati ma, nel mio caso io ho 40 di lavoro e poco più di 34 anni di contributi. Chi è capace di spiegare al mio corpo che non conta il tempo lavorato ma, solo quello contributivo?
    E se devo stare alla legge attuale andrei con quasi 45 anni di contributi versati, provate a fare il calcolo di quanti anni effettivi di lavoro uno può avere svolto.
    Come me ci sono molte persone.

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      12 Gennaio 2021 in 20:30
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      Sig Massimo, capisco benissimo il suo problema uguale a quello di tanti altri. Negli anni 70-80 era facile trovare lavoro ma non sempre questo era un lavoro in regola e purtroppo ci si doveva accontentare, meglio in nero che la fame. Questo faceva si che i datori di lavoro non versassero i contributi e nemmeno il lavoratore. Purtroppo l’INPS non ha dati e documenti che attestano gli anni di lavoro svolto e quindi questi non possono essere conteggiati. Anche io che mi sono appena pensionato, il 1 luglio di quest’anno, ho svolto due anni di lavoro in nero che chiaramente non sono stati conteggiati. Vuole saper come mi sono pensionato ? Con la quota 100 ? NO !! Con la Fornero, anticipata con 43,2 e con i due anni in nero come dice Lei avrei lavorato 45,2. Come vede ce n’è per tutti. Con stima e simpatia.

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      12 Gennaio 2021 in 20:35
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      Massimo, ma cosa stai dicendo?
      La pensione si paga mese dopo mese con i contributi. Se hai lavorato sei anni in nero e non hai conseguentemente versato una lira di contributi, perché mai l’INPS ti dovrebbe regalare quella parte della pensione?
      E’ un conto dare/avere, non la tombola dell’ultimo dell’anno!

      Comunque il diritto alla pensione l’hai già maturato (bastano 20 anni di contributi) e a 67 anni riceverai l’assegno che ti spetta, ovviamente proporzionale ai contributi effettivamente versati.

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      12 Gennaio 2021 in 22:28
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      Indignatissimo su questa superficialità e incapacità decisionale dei nostri politici in materia di pensione, ma ci vuole una laurea per capire che è assolutamente iniquo e ingiusta la quota 100 così com’è regolamenta nei confronti di chi a 41 di contributi compiuti deve continuare a lavorare perché non ha 62 anni . Ma mi sembra di ricordare che erano tutti contro la Fornero …. ma solo a parole poiché con i fatti noi precoci e siamo in tanti stiamo e andremo in pensione GRAZIE ALLA FORNERO .Vergognatevi tutti Politici e Sindacalisti i peggiori d’Europa.

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        14 Gennaio 2021 in 7:36
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        Signor Marco,
        anche Lei mi pare abbia le idee un po’ confuse, oppure non usa i termini coretti nel suo intervento.
        Dice che è un “precoce” e che dovrà attendere la Fornero, ma non è vero: se è effettivamente “precoce” andrà a 60 anni (e bastano 35 anni di contributi).
        Si scaglia contro l’iniqua (aggettivo suo) Quota 100 senza considerare che per quanto iniqua è stata un ponte importantissimo per il possibile smantellamento della odiata Fornero (come legge, si intende) e il varo di una più inclusiva legge di “fine lavoro”. Secondo me Lei era contro Q100 perché non ne poteva usufruire, ha gioito alla caduta di Salvini e ha votato (probabilmente) PD alle Europee e regionali.
        Adesso si lamenta dell’inconsistenza di politici dediti al “salto della quaglia” e sindacalisti (da sempre proni a chi comanda a sinistra)? Mi dispiace dirglielo, ma lo sapeva da prima quanto tali personaggi siano sensibili ai diritti dei lavoratori.
        L’ha votati? E adesso se li tiene!
        Buona giornata.

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    12 Gennaio 2021 in 16:55
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    SONO D’ACCORDO CON QUOTA 41 PER TUTTI + FLESSIBILITA’ PER CHI HA PIU’ DI 60 ANNI
    COME HO GIA’ SCRITTO E’ IL MOMENTO DI FARCI SENTIRE E NON SOLO A PAROLE ALTRIMENTI QUESTI FARANNO SEMPRE QUELLO CHE GLI TORNA PIU’ COMODO A LORO FREGANDOSENE DI NOI

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