Riforma pensioni 2021, ultimissime: dopo quota 100, si passerà a Quota 102?

Il dibattito sulla riforma pensioni 2021 é sempre più vivo e non potrebbe essere diversamente, dopo l’approvazione della Legge di Bilancio che ha dato il via alla proroga dell’opzione donna e all’Ape sociale per tutto il 2021 e ha concesso la Nona salvaguardia per 2.400 esodati, in molti si stanno chiedendo, visto che non vi sono grandi modifiche all’impianto pensionistico attuale, cosa ne sarà allo scadere della quota 100? Tra gli ultimi rumors é emersa quella che viene ormai definita la Quota 102, una misura che dovrebbe, sebbene non é affatto quello a cui ambirebbero i lavoratori già rimasti fuori dalla misura precedente, sostituire quota 100. In cosa consisterebbe questa nuova forma di flessibilità, che avrebbe lo scopo di evitare il ‘famigerato’ scalone di 5 anni?

Riforma pensioni 2021, post quota 100 spunta quota 102?

Lavoratori e sindacati chiedono da tempo, specie negli ultimi incontri con il Ministro Catalfo, che la nuova riforma, vista anche la situazione pandemica in atto, punti ad una misura strutturale e flessibile che possa finalmente bypassare alcuni limiti dell’attuale riforma Fornero, mai superata realmente da quota 100. Tra i lavoratori che sono rimasti esclusi dall’uscita anticipata fortemente voluta dalla Lega, vi sono in prevalenza donne con carriere discontinue che non sono riuscite a centrare uno dei due paramenti fissi richiesti, ossia i 38 anni di contributi, fuori tutti coloro con carriere discontinue per la stessa ragione e fuori anche i lavoratori precoci che paradossalmente pur avendo alle spalle più di 38 anni di contirbuti non hanno centrato , invece, il secondo requisto dato per fondamentale, ossia quello anagrafico: pari a 62 anni d’età.

Quello che viene fortemente richiesto é oltre alla quota 41 per tutti indipendentemente dall’età, che permetterebbe di mandare in pensione le poche migliaia di precoci e /o quarantunisti ancora a lavoro, e un’uscita flessibile dai 63 anni e 20 di contributi che punti piuttosto a lievi penalizzazioni rispetto ad ogni anno di anticipo e ancora l‘allargamento dell’Ape sociale per quanti hanno svolto e/o svolgono mestieri gravosi oggi alla luce della pandemia. Invece pare che allo studio potrebbe esserci una sorta di Quota 100 modificata ma al rialzo di uno dei due requisiti, cosa che ovviamente non solo, dicono i lavoratori, non sanerebbe le iniquità della misura precedente, ma anzi andrebbe ancora ad inasprirle. In cosa consisterebbe, infatti, questa quota 102 di cui si rumoreggia da giorni sui maggiori media?

Riforma pensioni 2021, quali i requisiti per uscire con quota 102?

Alla fine del 2021 si dovrà dire addio, volenti o nolenti, alla misura quota 100, al suo posto potrebbe fare capolino, se i rumors fossero confermati, la quota 102, che prevedrebbe comunque due paletti imprescindibili:

  • 38 anni di contributi versati
  • 64 anni d’età

Per i precoci e le donne questa proposta suona di ennesima beffa, i primi vedono alzare ulteriormente il requisito anagrafico già precedentemente irraggiungibile ai più, per le seconde vi é non solo un inasprimento dell’età, ma i contributi restano sempre i 38 non raggiungibili da chi, come spesso capita alle donne, ha carriere frammentate a causa del doppio lavoro dentro e fuori casa, che le porta a dover sostituire attraverso ruoli di care giver quel welfare spesso scadente che le obbliga a rinunciare, in alcuni periodi della vita, al lavoro.

Proprio per questa ragione, lo ricordiamo, due delle proposte avanzate dall’amministratrice del CODS , Orietta Armiliato, sono: una valorizzazione anche ai fini contributivi del lavoro di cura svolto dalle donne, o la quota 100 rosa, che se attuata, permetterebbe alle donne di lasciare il lavoro dai 62 anni d’età ma con 36 anni contributi; ‘Rosa’ appunto perché andrebbe a concedere un ‘bonus’ di 2 anni alle donne.

Cosa ne pensate della quota 102 così proposta, potrebbe servire per evitare lo scalone die 5 anni post quota 100 o servirebbero proposte differenti? E della quota 100 rosa, invece pensata, come misuraa d hoc da una donna per le donne di oggi e di domani?Fatecelo spaere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

32 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2021, ultimissime: dopo quota 100, si passerà a Quota 102?

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    11 Gennaio 2021 in 19:34
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    È apprezzabile ogni tentativo di far ottenere un’uscita agevolata alle donne, ma non dimentichiamo che la quota 100 rosa creerebbe uno “scalone” terribile per chi stava per raggiungere Opzione Donna! Da 58 a 62 anni sono 4 ANNI di lavoro in più che si prospettano alle donne nate nel 1963, che aspettavano l’anno prossimo per potersi finalmente dedicare a tempo pieno alla cura dei genitori o dei nipotini. Tra 4 anni un nipotino di 2 anni ne avrà 6 e andrà a scuola, un genitore di 85 anni ne avrà quasi 90, se ci sarà ancora. Sono solo esempi, ma molte donne sono in queste condizioni. È davvero necessario che una misura volontaria come Opzione Donna sia mantenuta almeno per i 3 o 4 anni che consentiranno un avvicinamento meno traumatico alle nuove norme

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    11 Gennaio 2021 in 9:25
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    Spero in 100 Salvini, spero in 1000 quote 100, spero in una rivoluzione come in Francia , perchè questi rovinano noi e le nostre famiglie a vita !

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    9 Gennaio 2021 in 18:58
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    DOBBIAMO FARCI SENTIRE, SIAMO TUTTI 60 ENNI ANCHE NOI SIAMO LA FORZA DEL PAESE……, ANDIAMO ANCHE NOI A ROMA per MANIFESTARE il nostro pensiero., SENZA SINDACATI E SENZA POLITICI……SOLO NOI LAVORATORI …….

    HO QUASI 61 ANNI E 41 ANNI DI CONTRIBUTI,,,,,,,io ho dato allo stato……non sono stato un nulla facente. ho lavorato per settimane intere senza ferie e riposoalcune volte malpagati e lontano dalla famiglia questi sacrifici li ho fatto per la stato che oggi ci nega la pensione …….adesso dico che sono stanco di lavorare non ho piu le forze…..

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    9 Gennaio 2021 in 15:56
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    Quello che ancora meraviglia di ogni riforma pensionistica, è la stucchevole parcellizzazione in categorie. Prendiamo ad esempio l’ultima proposta: quota 102. Si vorrebbe differenziare: 64+38 per gli uomini, 64+36 per le donne (guarda caso, una quota 100). Motivo: le donne hanno carriere discontinue perché socialmente care givers. A questo punto, parcellizzazione per parcellizzazione, sarebbe doverosa un’altra distinzione:

    – donne che sono sposate o comunque con prole, per le quali quanto precede ha senso
    – tutte le altre, per le quali 64+36 è una vera e propria ingiustizia rispetto al 64+38

    Bisogna infatti tenere conto che la società è molto cambiata e sarà ancora più cambiata nei prossimi anni: la natalità è bassa (e non è certo una riforma pensionistica che può cambiare la volontà o meno di procreare figli, bensì il futuro di questi ultimi, che è il primo motivo che oggi scoraggia le coppie), molte donne – anche se coniugate/accompagnate – preferiscono non avere figli, infine un’altra percentuale – magari con reddito personale basso, ma coniugate a consorti dal reddito elevato – può dispensarsi dal care giving poiché l’elevato reddito familiare permette di avere colf e badanti.

    Porterei a supporto il mio caso: single, 58 anni, mia madre vive con me (88 anni, per il momento in discrete condizioni, con poche necessità di assistenza che comunque presto volentieri e che comportano permessi dal lavoro), mentre mia sorella vive con il marito, non hanno figli ed hanno entrambi un buon reddito.

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    9 Gennaio 2021 in 9:25
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    l’iniquità sta già in quota 100: lavoro continuativamente dall’età di 19 anni ed andrò in pensione il 25/10/2021 all’età di 62 anni e 6 mesi e con 42 anni e 6 mesi di servizio: quota 105!
    il vincolo posto nell’età di 62 anni (+ 6 mesi d’attesa della finestra prevista per i dipendenti pubblici), per accedere al pensionamento nonostante il superamento dei 40 anni di contributi, è un’ingiustizia!

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    8 Gennaio 2021 in 20:34
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    C’entra poco con il tema ma la sentenza odierna sulla strage di Viareggio è l’altra faccia della medaglia di questo nostro Bel Paese.
    Le elite autoreferenziali cadono sempre in piedi. E a noi tocca lavorare in condizioni sempre peggiori e sempre più a lungo.
    E si avrebbe anche la pretesa di farci aumentare la produttività per far crescere Il Paese quando è chiaro chi lavora è sempre più povero ed i soliti noti boiardi di Stato sempre più ricchi.

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    8 Gennaio 2021 in 19:13
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    Cari sostenitori e baciasuole della Lega, lo vedete qui sotto quanti lavoratori sono rimasti esclusi dalla infame quota 100? Adesso capirete il perchè ho espresso sempre forte contrarietà alla quota, sapendo già che una norma così sarebbe stata non replicabile in futuro ? Tre anni di blocco totale per favorire qualcuno, mentre tutti gli altri rimanevano appesi alla Fornero, non sapendo nemmeno se la situazione economica avrebbe permesso alla fine dei tre anni di promulgare una nuova norma valevole PER TUTTI e tanto favorevole come la quota 100. Adesso si parla di quota 102 , di minimo 64 anni e di penalizzazioni che voi non avete avuto. La mia non è mai stata invidia ma la ricerca di quella giustizia ed equità tra lavoratori, che voi, accecati dalla botta di c..o, avete dimenticato per mero interesse personale. Non mi sto rivolgendo a tutti ma a qualcuno in particolare che ha difeso ad oltranza ed in modo fantasioso una norma indecente sotto tutti gli aspetti. Spero che questo qualcuno, leggendo questo articolo di Erica, provi almeno un po di vergogna per quanto scritto in questo ultimo anno e mezzo.

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    8 Gennaio 2021 in 18:47
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    Buongiorno, io per quattro mesi anagrafici non posso usufruire di quota 100 anche se di contributi ne ho già 40. Chiedo ai politici e ai sindacati se si rendono conto che se approvano quota 102 commettono un’ ingiustizia enorme; e non mi vengano a tirar fuori la solita storia che non c’è la copertura economica. Spero che i sindacati tutti leggano e facciano loro le nostre richieste. Gradirei una sua risposta Dottoressa Venditti. Grazie

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    • Erica Venditti
      12 Gennaio 2021 in 16:48
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      Stefano non vedo domande per me, dunque approvo il suo commento affinché leggano i dìsindacalisti ed il Governo da lei menzionati

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    8 Gennaio 2021 in 18:14
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    È incredibile….quota 102….ma bravi, complimenti, bisogna pensare a come fare per non versare altri contributi. Nel 2022 avrò 62 anni e 40 di contributi. Inizio da oggi un risparmio rigoroso per mantenermi senza lavoro fino ai 64 anni. Due anni di pane e acqua ma almeno sarò libera da catene che mi soffocano.

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      10 Gennaio 2021 in 7:36
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      Non so quanto siano pesanti le tue “catene”, ma io se fossi al tuo posto me ne guarderei bene dal licenziarmi a 62 anni senza aver raggiunto la “quota Fornero”.
      Prima di tutto ti mancherebbero due anni di contributi da versare come volontario e sono costosissimi (a spanne calcola 8.000 Euro/anno ma potrebbero non bastare) e poi, cosa più importante, nei due anni che attendi fiduciosa il governo ti cambia le carte in tavola e aggiunge anni ai requisiti (già adesso il meccanismo dell’aspettativa di vita è bloccato ma non eliminato, la prima cosa che fanno e sbloccarlo recuperando gli arretrati, sicuro come il sorgere del Sole!).
      Applica invece un principio di resilienza (se puoi), cioè rallentamento progressivo dell’impegno sul lavoro, malattie tutte i giorni che puoi, fino al fancazzismo.
      Se veramente il tuo datore di lavoro ti ha fatto vivere “in catene”, non merita il regalo di te che te ne vai buona buona! i licenzia? Prima di tutto passa un anno fra opposizione che tu farai e inefficienza del tribunale e poi hai i titoli per fare l’APE sociale o anticipare con la RITA (se hai un fondo pensione).

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      11 Gennaio 2021 in 17:55
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      Buonasera l’8 gennaio dopo il messaggio della signora Rossella ne ho scritto uno io chiedendo anche una risposta della dottoressa Erica ma non è stato pubblicato. Vorrei sapere il perché.Grazie

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      • Erica Venditti
        12 Gennaio 2021 in 13:03
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        Stefano provi a rimandarlo, mi perdoni mi sarà sfuggito, nulla di intenzionale e che moderandone molti al giorno posso commettere qualche svista anch’io

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    8 Gennaio 2021 in 18:11
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    Come avevo sempre detto e scritto, questo è il risultato della troppo generosa quota 100. Una quota che ha regalato, si avete letto bene, regalato la pensione a chi pur avendo ancora il lavoro e un reddito, ha lavorato solo 38 anni, alla faccia di tutti quelli che si sobbarcano per intero la Fornero o che devono obbligatoriamente arrivare alla vecchiaia. Chi ha potuto lavorare 5 anni di meno e chi è stato obbligato a lavorare 5 anni di più. Uno schifo e uno spregio incredibile.

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      10 Gennaio 2021 in 7:51
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      E’ stato un regalo, secondo te?
      Un regalo dopo che una persona ha lavorato 38 anni e ne ha 62 di età (quindi non è un “giovanotto”?); dopo che fino a un decennio fa si poteva andare in pensione con 35 di contributi senza vincoli di età?

      Ma fammi un piacere! I regali sono stati ben altri, a cominciare dai vitalizi dei parlamentari, dai regali di anni (ben 7) di contributi per Poste, Ferrovia, Esercito,…; per non parlare delle baby-pensioni, delle pensioni di invalidità “regalate” senza requisiti (ogni giorno beccano ciechi che guidano l’automobile), dei decenni di disoccupazione in deroga, delle migliaia di dipendenti Alitalia salvati x volte a stipendio pieno e lavoro zero, delle pensioni (queste sì regalate) ai contadini senza che avessero versato una lira di contribuzione… e via di questo (tristissimo) elenco.

      E tu parli di regalo a chi ha pagato tutto quello che gli è stato chiesto? Ma fammi il piacere, va!
      Puoi dire che quota 100 è stata iniqua per te che l’hai mancata, ma se i compagnucci del quartierino (capiscimi di chi sto parlando) non avessero stoppato chi le elezioni le aveva vinte alle urne, alla fine del 2021 avresti avuto quota 41, molto più equa e sostenibile. L’Europa non ha voluto? Sì proprio quella Europa che minacciava di commissariarci per un debito/pil al 2,3% e oggi con il nuovo illuminato governo è a 9,9%?
      Prenditela allora con l’Europa e con coloro che ho menzionato prima e soprattutto e non con chi ha pagato e soprattutto impara a votare il tuo interesse e non l’interesse delle banche e finanzieri, ma soprattutto l’ideologia!

      Buona giornata.

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    8 Gennaio 2021 in 16:53
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    Se quota 100 era uno schifo, qui, con quota 102, siamo allo schifo al quadrato.
    Ma come possono formarsi certe idee?
    Cari politici abbiate il coraggio di parlare chiaro dicendo “dovete morire al lavoro” . Ma se lo faceste molti di voi sparirebbero alle prossime elezioni (qualche ministro sparirà molto prima!). E i sindacalisti? Chi rappresentano? Le loro poltrone. Abbiate qualche volta il coraggio di urlare : “proposte irricevibili!”. Ma così vi giochereste il futuro in politica…
    Lasciate perdere (cari politici, esperti, economisti, sindacalisti…) e andate a raccogliere pomodori, a tappare le buche col catrame, a scaricare ballini di cemento… non avreste il tempo di fare danni col cervello o forse, miracolo, cambiereste idea su come è quando andare in pensione.
    Mi tocca di nuovo dire che la professoressa Fornero con la sua “anticipata” era nettamente migliore delle vostre proposte.
    A 64 anni io e molti come me, avremo 45 di contributi pari a quota 109, pur non essendo precoci. 7 anni in più di lavoro rispetto a qualche quota 100. Se questo vi appare giusto e democratico, fate voi.
    Io sono stanco.

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    8 Gennaio 2021 in 16:14
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    Faranno quota 102? Mi chiedo ma questi ci sono o ci fanno?

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    8 Gennaio 2021 in 16:06
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    Fate quota 102 bene poi salvini crescerà nei sondaggi e di molto anche.

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    8 Gennaio 2021 in 15:54
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    La quota 102 se la possono mettere nel……..

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    8 Gennaio 2021 in 14:10
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    Ma dico dopo una vita passata al lavoro ,dopo aver regalato privilegi a dx e a manca parlate pure di penalità ?
    VERGOGNATEVI!!!

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    8 Gennaio 2021 in 14:01
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    È già stata fatta una profonda ingiustizia imponendo per quota 100 (che scade nel 2021) il paletto dell’età anagrafica di 62 anni per il pensionamento. Non è l’età anagrafica che usura ma gli anni di lavoro, per cui dopo 40/41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, si DEVE andare in pensione e senza alcuna penalizzazione al sistema misto (retributivo/contributivo) per chi ha lavorato sino al 1995.
    È un dovere morale, oltre che un diritto. Non si può giocare con la pelle di chi ha lavorato una vita (e 40/41anni di lavoro lo sono) per mantenere parassiti e mafiosi in Italia. Allora se davvero questi soggetti (sindacati e politica, Salvini compreso) vogliono davvero modificare la legge Fornero e visto che ci sono stati risparmi per circa 7 miliardi per quota 100, perché non utilizzare questi risparmi per adottare quota 100 anche da 60 anni d’età e 40 anni di contributi dal 2021 e quota 41xtutti dal 2022, ovviamente senza penalizzazioni?”

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    8 Gennaio 2021 in 13:57
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    Buongiorno, in previsione della presunta quota 102 con penalizzazione, non sarebbe attuabile una rivisitazione della quota 100 con penalizzazione?… poi sarebbe il singolo lavoratore a decidere se andare o no in pensione.
    Grazie anche per eventuali risposte.

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      8 Gennaio 2021 in 14:11
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      Ma fatemi il piacere…..ditelo che ci volete fare morì prima . Così un cele pagate le pensioni… Io 59 anni di età e 40 di contributi….

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        8 Gennaio 2021 in 15:52
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        E ti pareva che dopo tanta attesa non facevano peggio di salvini questo purtroppo è la sinistra ‘che andrà via via scomparendo insieme ai sindacati vergognatevi.

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          9 Gennaio 2021 in 21:09
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          Come solito il solito teatrino politico che ancora molti italiani non capiscono Chi governa oggi fa I danni e poi cade ( state pronti perche e quello che succedera a breve) quando partono le riforme quelli che staranno al governo diranno che hai tempi erano all opposizione e via via……. monti/fornero insegnano

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        9 Gennaio 2021 in 19:01
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        A me sembrano davvero matti se faranno 102 ….. io ho 60 anni tra due mesi e Dicembre 2021 41 anni di lavoro..

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    8 Gennaio 2021 in 13:36
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    ANCORA UNA LEGGE INGIUSTA, MA COSA DOBBIAMO FARE NOI LAVORATORI PRECOCI PER FARCI SENTIRE? DOBBIAMO FARE COME I SOSTENITORI DI TRUMP? DOPO 41 ANNI DI LAVORO DOBBIAMO VEDERE ANDARE IN PENSIONE PERSONE CHE HANNO LAVORATO 38 ANNI E NOI INVECE DOBBIAMO ASPETTARE ANCORA ALTRI 2 ANNI? NON E’ POSSIBILE ANDARE AVANTI ANCORA COSI’, E’ L’ORA DI FARE QUALCOSA, UN POVERO CRISTO DEVE POTER ANDARE IN PENSIONE DOPO 40/41 ANNI ALTRIMENTI POSSONO LASCIARE LA LEGGE FORNERO CHE A PARAGONE DI QUESTE LEGGI (100/102) E’ PIU’ EQUA.
    DOBBIAMO FARCI SENTIRE IN QUALCHE MODO, DOVE SONO QUESTI SINDACATI? PENSANO SOLO ALLE LORO TASCHE?

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    8 Gennaio 2021 in 13:15
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    Cosa penso di quota 102 ? una ulteriore presa x i fondelli, anzi doppia perchè ci sarà anche la penalizzazione del 2/3 %. Questo è quello che penso. Sono solo un branco di manigoldi, approfittatori e affamatori del popolo. Ma a forza di tirare, la corda prima o poi si spezza.
    Fino a qualche anno fa i superprofessori hanno fatto incetta di privilegi per le loro tasche in tutti i modi, e noi sempre a pagare. Ed ora ci azzittiscono con il semplice “la coperta è corta dovete lavorare fino a 70 anni” e poi ??? poi c’è la tomba. Io quando ho iniziato a lavorare ho fatto un contratto con coloro che erano al timone del paese in quel momento, questo contratto non viene rispettato, non mi interessa il perchè o il percome, se mancano i soldi che gli vadano a riprendere a tutti coloro che fino ad ora gli sono stati elargiti senza ritegno. Ma in quale repubblica esiste il marasma che c’è nel nostro paese ? In quale repubblica esiste chi tra pensioni e vitalizi si accaparra 20/30 mila euro al mese ed è andata in pensione a 50 anni e c’è gente disabile che prende meno di 500 € e con i quali deve viverci. Una sola ultima parola MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO.

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      8 Gennaio 2021 in 22:10
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      Ti capisco Pietro, però sembra che alla metà degli elettori vada bene così.
      Avevano la possibilità di votare il loro interesse nelle ultime consultazioni politiche e credo che coloro che non l’hanno fatto ora si stiano mangiando le mani perché hanno avvallato di fatto lo scippo dei loro interessi da parte dei personaggi che avevano messo loro le mani in tasca già precedentemente.
      Per me è evidentemente che le persone hanno la memoria corta e la voglia di credere alle panzane che taluni “esperti” sciorinano tutti i glioni nei talk-show televisivi.
      Ed ecco il risultato: quota 100 sbeffeggiata, quota 41 una pallida promessa, e via di questo passo!

      Certo finché si è lontani dal “traguardo” e si ha la testa piena di ideali, non ci si pensa al momento di ritirarsi dal lavoro, ma l’età avanza inesorabile e allora ci si accorge che andare al lavoro ogni mattina (qualsiasi lavoro) diventa pesante e faticoso quando si superano i 60 anni di età… Non parliamo poi di quanto sarà bello saltare fuori dal letto per i disgraziati ai quali spetterà di lavorare fino a 72 anni e anche oltre!

      La pensione è stata inventata per dare un po’ di serenità e dignità a coloro che hanno lavorato e pagato sempre quanto dovuto. Oggi si è trasformata per molti in una specie di incubo (e gli esperti di cui si diceva prima se la ridono).

      In bocca al lupo!

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    8 Gennaio 2021 in 13:11
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    Buongiorno, per una questione di equità, e per non pesare molto sul bilancio INPS, potrebbe andare bene anche quota 102, a condizione che non ci siano penalità.
    La pensione con Quota 100, infatti, non prevede penalità e viene erogata in base ai contributi versati.

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      8 Gennaio 2021 in 16:17
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      Non solo Giuseppe senza penalità, ma anche 102 come sommatoria libera (60+42 / 61+41 / 62+40 etc.)

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        8 Gennaio 2021 in 17:09
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        Possibile che bisogna sempre aumentare la quota, come faccio con 35 anni di contributi e 62 anni e senza lavoro,

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