Riforma Pensioni 2022-2023: oltre a quota 41 serve flessibilità dai 62 anni

Dopo aver esaminato, motivato e sostenuto nello scorso editoriale l’uscita con 41 anni di contributi per tutti indipendentemente dall’età anagrafica e senza alcuna penalizzazione parliamo oggi dell’altro punto fondamentale della proposta di una nuova riforma previdenziale che abbiamo ideato e che mi auguro possa partire dal 1/1/2023. Sto parlando della flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età.

Riforma Pensioni ultime novità oggi: l’editoriale

Su questo punto quello della flessibilità in uscita praticamente tutti sono d’accordo, ma poi quando si entra nel merito della questione tutto diventa estremamente complicato. E questo perché il Governo non vuole assolutamente pagare la pensione per più di 20/25 anni che costituirebbero dal punto di vista dei calcoli attuariali il periodo massimo di durata di erogazione della pensione per consentire al sistema previdenziale di essere in pareggio. Ragione per la quale non vuole scendere al di sotto dei 67 anni che costituiscono attualmente l’età da raggiungere per andare in pensione. La famigerata legge Fornero, poi, caso quasi unico al mondo, lega l’eventuale aumento dell’aspettativa di vita all’età pensionabile per cui, se mai si dovesse vivere più a lungo, maggiori sarebbero gli anni da restare al lavoro per rispettare così quel conto numerico di 20/25 anni di fruizione massima della pensione.

Peccato però che a causa del covid l’aspettativa di vita in Italia sia scesa di quasi due anni ed è ormai prossima agli 80 anni, motivo per il quale mantenere rigidamente l’età della pensione di vecchiaia a 67 anni appare del tutto anacronistico e fuori luogo. Effettuare versamenti contributivi per oltre 40 anni e goderne per nemmeno quindici si palesa per i lavoratori come un vero furto.

Il Governo ha aperto alla possibilità di operare una flessibilità in uscita ma la vorrebbe a partire dai 64 anni di età e, al pari di Opzione Donna, con tutto il calcolo effettuato con il metodo contributivo cosa che farebbe perdere ai lavoratori dal 25% al 30% del loro assegno. Ecco perché questa è un’ipotesi assolutamente da scartare perché significherebbe godere dopo una vita di lavoro di assegni che faticherebbero a raggiungere i 1.000 € al mese.

Riforma Pensioni 2022: uscita dai 62 anni con penalizzazioni

Molto più interessante è la proposta che abbiamo elaborato in queste settimane, che vi invito a visionare nella sua totalità sul mio blog https://mauromarinoeconomiaepensioni.com che prevede proprio a causa del covid la diminuzione dell’età pensionabile a 66 anni anziché 67 e poi una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni con lieve penalizzazione dell’1,5% annuo. In pratica uscendo a 65 anni si avrebbe una penalizzazione dell’1,5%, a 64 anni del 3%, a 63 anni del 4,5% ed infine andando in pensione a 62 anni si subirebbe la penalizzazione massima del 6%. Una penalizzazione del 6% uscendo dal mondo del lavoro a 62 anni contro quella del Governo che la vorrebbe a 64 anni e con una perdita a carico del lavoratore dal 25% al 30%.

Oltretutto la proposta prevede l’opzione di rimanere nel mondo del lavoro a partire dai 66 anni di età fino ad un massimo di 70 anni ottenendo un bonus dell’1,5% per ogni anno di permanenza in più. Quindi uscendo dal mondo del lavoro a 67 anni si avrebbe un bonus dell’1,5%, a 68 anni del 3%, a 69 anni del 4,5% e a 70 anni si otterrebbe il bonus massimo del 6%.

Questo discorso della permanenza facoltativa oltre il limite ordinario di pensionamento, anche se all’apparenza può sembrare una provocazione parlando di flessibilità in uscita, in realtà si dimostra un’argomentazione molto valida perché metterebbe l’Esecutivo con le spalle al muro. Ti concedo la possibilità di uscire prima dal mondo del lavoro e ti pago per più anni l’assegno previdenziale, ma al tempo stesso posticipo il pensionamento e di conseguenza te lo erogo per meno anni.

Un’ultima considerazione sempre contenuta nella proposta è quella di godere di un bonus di nove mesi per ogni figlio con un massimo di due. Con i dati spaventosi del 2021 sulla natalità in Italia scesa a meno di 400.000 nati, dato più basso da 150 anni, è il minimo, oltre a rendere definitiva Opzione Donna che un Paese civile e moderno possa fare per le donne che, di fatto, svolgono da sempre il lavoro in ufficio, il lavoro a casa e il lavoro di cura.

59 commenti su “Riforma Pensioni 2022-2023: oltre a quota 41 serve flessibilità dai 62 anni

  1. (riposto la mia opinione che forse non vi è arrivata)
    Appoggio in toto la proposta del Dr. Marino che potrebbe tranquillamente viaggiare con quella complementare del Dr. Perfetto.
    Leggendo i 17 punti della sua proposta, mi sentirei di aggiungere:

    – possibilità di copertura buchi contributivi antecedenti il 1996;
    – pensione anticipata per caregiver familiari in una forma che non sia una beffa come quella attuale, che prevede che il caregiver sia anche un precoce.

    Se il caregiver in questione, al quale è stata riconosciuta la legge 104, ha fatto per anni i salti mortali per assistere uno o più disabili e anziani, continuando a lavorare, anche se non ha procreato, dovrebbe poter avere uno sconto pensionistico come prefigurato per le donne con figli, tanto più se il caregiver è anche una donna.

    I 17 punti o più, non devono spaventare, alla fine darebbero alla luce una nuova riforma costruita su poche regole ma flessibili, in modo da realizzare una vera equità.

    Basta con normative complicate, farraginose e cavillose, che costruiscono per il pensionando uno scenario labirintico fatto apposta per impedirne l’uscita dal mondo del lavoro dopo un congruo numero di anni, se non spalancando la porta sul baratro dell’indigenza.

    Infine, pietà per i baby boomer, generazione che rischia di rappresentare la Waterloo della storia pensionistica italiana. In fondo sono quelli che, nel mezzo di trasformazioni radicali se non epocali della società, hanno sostenuto la rivoluzione tecnologica e digitale e cercano tuttora, faticosamente, di starne al passo.
    Sempre grazie a Erica e Stefano per questo unico spazio di condivisione!

  2. Trentacinque anni basta e e avanzano età 62 63senxa togliere la ape social altrimenti gli esuberi moriranno di fame si fanno soldi al reddito di cittadinanza e chi ha iniziato a lavorare A14 anni non si può godere una pensione c è poi il fatto che noi quando abbiamo iniziato a lavorare non ci versavano tutti i contributi .

  3. Buongiorno a tutti. Capisco la posizione di tutti i Lavoratori ,non può essere fatta una riforma con tante sfaccettature ,ma una riforma che deve mantenere dei parametri uguali per tutti ,esempio età massima 65 anni e contributi massimi versati 40 senza penalizzazioni. Ovviamente considerare le categorie più deboli aiutandole ,è chiaro che prima di fare questo bisogna azzerare tutto ciò che hanno procurato col le loro pessime decisioni e mandare in pensione tutti coloro che hanno versato almeno 40 anni di contributi, senza perdere altro tempo con scuse a livello di scuole elementari.
    Buon Lavoro

  4. Concordo con 41 anni di lavoro senza penalizzazioni poichè 41 ANNI sono già tantissimi .. sono una vita ! Non bisogna stancarsi di URLARLO !

    Ma i sindacati dove sono finiti ??

  5. Mi scusi dott. Marino ma è veramente convinto che si possa mandare in pensione la gente dal 01.01.2023 con una riforma approvata solo qualche giorno prima?! A parte i termini di preavviso, gli uffici non avendo potuto prevedere tali pensionamenti andrebbero incontro a inevitabili ovvie criticità. Mi sembra un ragionamento talmente elementare che temo di non avere compreso il Suo concetto di entrata “in vigore il 1/1/2023”.

    1. Buongiorno, si probabilmente gli uffici avranno qualche criticità ma credo sia più importante dare priorità a quei lavoratori che potranno usufruire dell’anticipo pensionistico.
      Inoltre mi deve scusare e so che mi attirerò le ire di molti, ma sono 37 anni che lavoro da privato e ho rapporti continui con svariati enti pubblici statali, comunali, provinciali, ecc.. quindi conosco bene la realtà dell’amministrazione pubblica e non ho mai avuto l’impressione che si ammazzino di lavoro ….. anzi.
      Pierluigi

  6. Ottima proposta per superare l’eccessiva rigidità della legge Fornero ma chi la presenta e chi l’approva? L’incapacità manifestata finora sia da parte sindacale che governativa per trovare uno straccio d’intesa ha tanto il sapore di un modo per preservare lo status quo con un invito, neanche troppo velato, ad usare i risparmi privati (beati coloro che ne hanno) per autosostenere una sacrosanta uscita dal lavoro prima di aver compiuto 67/68 anni. Usando modi diversi ma complementari a me sembra che ci stiano dicendo che se vogliamo la flessibilità a 64 anni dobbiamo pagarcela.

  7. Il Governo ha fallito in tutto nella scuola nel lavoro nelle politiche sociali. Gente non in grado di condurre un Paese. 40 anni di lavoro sono fin troppi considerando l’assistenzialismo incontrollato e dipsersivo, costruzioni inutilizzate sprechi di ogno genere. E poi noi dovremmo pagare queste incompetenze di gente che non sa governare?

    1. Concordo pienamente!
      Al massimo si potrebbe accettare un solo anno di contribuzione aggiuntiva, quindi 41 anni come proposto dai sindacati.
      Ma non un solo giorno di più, tranne per chi volontariamente vuole proseguire a lavorare…

  8. Signori quarantunisti ma vi siete mai posta la domanda: in quali condizioni psico-fisiche si trova una persona che p. es. ha 65 anni e magari “solo” 35 anni di contributi? O dobbiamo ancora sentire la bella storiella che noi ci siamo goduti da gioventù mentre voi eravate in fabbrica a lavorare? Un po’ di sano altruismo no ?

    1. Dico a Libero che, non per scelta ma per obbligo e per esigenze della famiglia dove si nasce si inizia a lavorare precocemente. La mia vita é una di queste. Finita la terza media nel 1976 all’età do soli quindici anni é iniziata la moa vita lavorativa. Io non per scelta purtroppo sono in 41nista, ma con gli anni in nero sono 46 i miei anni lavorativi e professionali. Penso che le vicende personali acquisite propendano a rivendicare personalmente non per egoismo la pensione tanto meritata. Purtroppo non tutti siamo ricchi o poveri per queste vicissitudini o abbiamo più o meno la fortuna di avere tanti contributi. Penso che 41 anni di contributi e in toto 46 di lavoro sia giusto poter andare in pensione.

  9. Ma fanno politiche per la qualità della vita come in Svizzera o politiche contro la persona?? O politiche per i soldi; da che pulpito poi; 40 anni di lavoro sono anche troppi; se non vogliono che le persone vadano in pensione è perché chi mantiene i costi della classe dirigente pubblica?? È tutto lì il problema. Ma la parola di milioni di lavoratori non conta nulla; o sono i burocrati strapagati che devono fare le regole a chi li mantiene??? è ora di finirla.

  10. Dopo i 62 anni la gentr deve rssere lsscista libera anche con la penalizzazione dell 1,5 per cento per ogni anno di anticipo per un massimo di 4 anni cioè 6 per cento di penalixzazione e non dimenticando le lavoratrici con figli a carico

  11. A furia di riforme e controriforme infinite sul tema pensioni o veramente si intraprendono mobilitazioni serie proprio per far capire ai nostri regnanti il problema ,perché in ogni qualsiasi problema (pandemia guerre,reddito di cittadinanza ecc.)i soldi si trovano sempre ma per le pensioni mai.

  12. Dott. Marino, tutto giusto e condivisibile se i nostro fosse un paese normale. Quelli come me vicini alla pensione con oltre 41 anni di lavoro e fatica sulle spalle possono solo sperare che non venga fatta nessuna riforma che porterebbe unicamente ad un peggioramento delle condizioni per accedere alla pensione come è sempre avenuto con le precedenti riforme. Quello che pensa il drago è chiaro: nessuna possibilità di accesso alla pensione anticipata prima dei 64 anni di età indipendentemente dai contributi (vedi quota 102). L’avessi saputo quando ero giovane invece di lavorare come una bestia da soma per 41 anni e dover ora continuare a lavorare per altri 4 anni mi sarei goduto di più la vita e la libertà! A causa della riduzione dell’aspettativa di vita (per gli uomini ora è di circa 79 anni) se mi andrà bene infatti sarò in pensione per 15 anni prima di finire al cimitero. Però avrò la soddisfazione di aver mantenuto un sacco di nullafacenti pagandogli il reddito di cittadinanza, di falsi invalidi che lavorano in nero, di pensionati baby grazie alle lobby sindacali, di fustigatori come Draghi e Cottarelli in pensione a 59 anni ecc. Giovani, se potete, salvatevi e fuggite da questo Peaese ingiusto e senza speranza!

    1. Quelli sono diritti acquisiti…. RDC
      / assegno x figli / bonus energia / sussidio x l’affitto ecc ma in Italia chi te lo fa fare a lavorare “regolare “

    2. Concordo Matteo, io sono al tuo stesso piano (quasi) in quanto, ho 61 anni ed ho iniziato a lavorare nel 1975 quindi adesso avrei 47 anni di contributi se nn fosse che sono meridionale e x 4 anni nn sono stato assicurato e nn posso accedere alla quota 41 perché hanno messo i paletti che insieme al precoce devo avere il lavoro usuranti o gravoso, cosa che io ho svolto in precedenza ed anche ora, ma essendo una cooperativa, mi dicono che le cooperative nn aderiscono a questi lavori gravosi, x nn pagare contributi un tantino più pesanti…..vi pare giusta una cosa del genere????

  13. Giuseppe ho 40 di contributi ho tutti i requisiti per andare in pensione con 41 sono precoce sino usurante sono gravoso perché andare con l’ape sociale e non ordinaria volevo sapere se posso andare in pensione anticipata senza penalizazione grazie

  14. Le quote sono sbagliate: premiano alcuni e penalizzano altri. Il sistema deve essere paritario e flessibile. Non ci vuole Einstein per capirlo.

    1. Buongiorno a tutti. Egregio Sig. GIO,’ se fosse per loro la pensione no la darebbero mai ,per loro manco a dirlo,le quote servono proprio per non trovarsi tutti contro quindi separano la forza facendoci fare solo pensieri proiettati nel futuro e sperare in qualche cambiamento, questo per mantenere la sedia calda ai soliti noti ,perché ad esempio sono anni che si parla di quote come 100 ,41 eccetera ,intanto rimandano e le elezioni puntualmente arrivano con tutti noi che ci rechiamo alle urne per adempiere al nostro diritto/dovere e sperare ,stando purtroppo al gioco.
      Buon Lavoro

  15. “…a causa del covid l’aspettativa di vita in Italia sia scesa di quasi due anni ed è ormai prossima agli 80 anni, motivo per il quale mantenere rigidamente l’età della pensione di vecchiaia a 67 anni appare del tutto anacronistico e fuori luogo…” Ecco, è proprio questo secondo me lo snodo della nuova riforma. Come si può dunque definire impraticabile la soglia dei 62 anni? I sindacati siano all’altezza del loro compito, e il governo non pensi solo a far quadrare i conti. La nuova riforma dovrà consegnarci una classe lavoratrice motivata e all’altezza delle sfide, e non un popolo costretto a lavorare in un’età non più florida. Se non facciamo uscire i più anziani come possiamo pensare di fare largo ai giovani?

  16. Bisognerebbe secondo me’, fissare un tetto pensionistico, decidere quale anno fisico l’uomo deve considerarsi mettere fuori dal mondo del lavoro obbligatorio, oggi la politica a sfavore dell’operaio, e dei lavoratori, viaggia su come più a lungo tirare a campare senza sborsare denaro, sulle nostre teste, poi zitti zitti , guattì guattì , si privilegiano la loro vita, aumenti, durata del loro lavoro, vitalizi, feste, viaggi, cura della persona, ospedali gratis, spiagge gratis, e tanti altri benefici che non sto ad elencare, quindi , secondo me, quando uno intraprende un lavoro , deve sapere che, o negli uffici , o nei cantieri, la pensione, è da quell’età fisica, è che , o lavori in ufficio, o lavori in cantiere, l’assegno sarà netto di 3.330€ netti a spendere al pensionato, uguale come il politico, che dopo 5anni di politica gli spetta di diritto questassegno, mentre per noi lavoratori dopo 42anni E10 mesi di vita nel lavoro, così contenti tutti.

  17. Per chi ha lavorato tutta la vita e si trova disoccupato a 60 anni, età nella quale è praticamente impossibile trovare lavoro, ci deve essere una pensione anticipata che ti aiuti ad andare avanti, anche perché i contributi li hai versati e quindi non ti viene regalato nulla.

  18. Buongiorno, la mia proposta è di mettere un limite alle pensioni in cui non sono stati versati contributi, cioè 3500 euro mentre chi ha versato di più é giusto che prenda di più. E poi basta con questo RDC, fa in modo che le persone non cerchino lavoro. Grazue

  19. Io faccio parte di una categoria che non viene considerata, delle divorziate, che iniziano tardi a lavorare, perché prima si sono dedicate alla famiglia, e quindi se inizi a 50 anni non si raggiunge niente con 20 anni di contributi. Per questa categoria l’unica alternativa è una pensione da fame.

  20. Disoccupato. Anni. 62..contributi. 42..lavoro. Vogliono. Giovani. E. Io.???. Parlare. Di. Pensione. Lavorare. In. Nero. No. No. Voglio. Vivere. Con. Diritti. E. Dovere. Tutti. Anno. Votato. Fornero. L’Europa. E. L’Italia

  21. Salve io penso che dopo 41 di lavoro mi sembra di avere dato il massimo guardando oggi guardando il passato sono anche troppi

    1. L’anno prossimo compio 65 anni con 39anni di contributi,oltre che usufruisco della 104 i due anni,oltre a svolgere un lavoro gravoso..posso andare in pensione?

  22. dott. marino, il ragionamento non fa una grinza; oltretutto gli uomini vivono in media non più di 80 anni; per cui in teoria dovremmo andare in pensione a 60 anni; ma quelli al governo ragionano su quelli che vivono 90 anni (le eccezioni) quindi soffrire fino ai 67; da parte mia tra 6 settimane finisce l’anno scolastico; devo fare pure gli esami di maturità come insegn. di ed. fisica e quasi pensionando e la pensione la vedrò nel 2027 ; (io vado con la rita); buona domenica a tutti e vedremo le evoluzioni future

  23. Buongiorno vorrei gentilmente una risposta dal Signor Marino o dalla Signora Venditti a il quesito che vi pongo, perché mi sembra di capire che la proposta dei 62 anni per raggiungere la pensione con lievi penalizzazioni sia per quella di vecchiaia.
    Ma per le persone che come me ad esempio (a maggio compio 62 anni e maturo 41 di contributi) e quindi rientro in quella di anzianità devo raggiungere i 42 anni e 10 mesi più finestra o dal 01/01/2023 potrei andare in pensione senza o con lievi penalizzazioni se venisse approvata la sua proposta? Grazie

    1. Caro Stefano,
      é’ chiaro che la nostra è solamente, al momento, una proposta. Se mai dovesse passare è ovvio che tu non avresti alcuna penalizzazione perché la proposta stessa prevede che, anche che con 41 anni di contribuzione si possa uscire dal mondo del lavoro senza alcuna penalizzazione a prescindere dall’età anagrafica.
      Un saluto

  24. Buongiorno vorrei gentilmente una risposta dal Signor Marino o dalla Signora Venditti a il quesito che vi pongo, perché mi sembra di capire che la proposta dei 62 anni per raggiungere la pensione con lievi penalizzazioni sia per quella di vecchiaia.
    Ma per le persone che come me ad esempio (a maggio compio 62 anni e maturo 41 di contributi) e quindi rientro in quella di anzianità devo raggiungere i 42 anni e 10 mesi più finestra o dal 01/01/2023 potrei andare in pensione senza o con lievi penalizzazioni se venisse approvata la su proposta? Grazie

    1. stefano, ti rispondo io; la settimana prossima faccio 62 anni; diciamo che sono nel 41 esimo anno di contributi; al 31 agosto chiudo con la scuola; quando la vedo la pensione’ nel 2027 e nel frattempo pensione integrativa con la rita; la vedo dura con i 41 anni; 42 anni e 10 mesi si è la legge fornero; forza e coraggio

  25. Si deve andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’ età e senza decurtazione….dopo tanti anni di lavoro non devono pensare assolutamente a trattenere sulla pensione

    1. D’accordissimo com Patrizia nessun patteggiamento 41 anni di lavoro sono tanti ed è
      Giusto poter lasciare il lavoro senza penalizzazioni.

    2. Signora Patrizia la sua proposta non può essere valida e le spiego il perché…41 anni di lavoro ce l’hanno solo in pochi cioè solo i lavoratori baby, la maggior parte del lavoratori hanno iniziato a lavorare dopo i 30 anni e quindi hanno poco servizio, le faccio il mio esempio io 37 anni e qualche mese di servizio e 64 anni di età per cui non rientro in quota 102 per andare in pensione ed avere una retta dignitosa quanti anni dovrei fare ancora? Si faccia due conti

  26. Sarò franco, di nome e di fatto. Quando leggo certi articoli mi cadono le braccia, non per il contenuto ma per chi lo scrive. Un ex fervido sostenitore della quota 100 nella forma che fu varata, che faceva figli e figliastri, ma anche una persona con un brillante quoziente intellettivo capace di valutare l’enorme diversità dei momenti. Sig. Marino, quota 100 fu varata in un periodo di tranquillità economica e sociale non solo in Italia ma in tutta Europa. Oggi le pare che siamo nella stessa situazione ? Se quello di cui scrive oggi non è stato fatto quando si poteva, con quel governo gialloverde che aveva promesso mari e monti a tutti per poi produrre una miserevole norma, come può Lei continuare a proporre adesso con il governo Draghi quello che si sperava avvenisse allora ? Si rende conto dei personaggi di cui stiamo parlando ? Un Salvini che fa strage dei conti pubblici, fregandosene altamente e distribuendo risorse che in cassa non ci sono, e un banchiere, che si ritrova ancora alle prese con una grave crisi sanitaria, economica e una guerra alle porte. Personalmente ritengo che si stia illudendo i lavoratori di un qualche possibile beneficio, illusione che è già stata scartata da più della metà degli aventi diritto alla quota. Poniamoci una domanda : Se molti hanno rinunciato all’anticipo di quota 100 che era senza penalizzazioni ………. chi accetterà un anticipo con le penalizzazioni ? Sarebbe come dire: ” Ho rinunciato ad andare anticipatamente in pensione perchè non c’erano penalità ma adesso che mi penalizzano ci vado “. La smettiamo di offendere l’intelligenza dei lavoratori ? Dopo l’obbrobrio della quota 100 non ci potrà che essere qualcosa persino peggiore della Fornero che almeno aveva principi di equità. Le leggi sbagliate vanno condannate a priori, le conversioni postume non sono accettate. Qui c’è qualcuno che si lava la coscienza affermando che è stata una scelta politica sbagliata. Peccato che in precedenza ha applaudito quella scelta.

    1. Caro Giuseppe Franco,
      conosco perfettamente la situazione economica attuale e so anche che il Governo vuole solamente una uscita a 64 anni con calcolo totalmente contributivo. Come ho scritto nell’articolo ritengo che il 6% di penalizzazione da me proposto a 62 anni sia molto molto meglio di una penalizzazione del 25% dai 64 anni. Non credi? Oltretutto si parla ovviamente di un opzione.
      Io lotto da anni per una legge il più possibile equa e ritengo che la nostra proposta lo sia. Noi ci proviamo con tutti i mezzi senza alcun interesse personale e solamente per aiutare le persone che non ce la fanno più.
      Poi, ovviamente, ognuno ha le sue idee
      Un saluto
      MM

  27. Non avete nemmeno eliminato il paletto delle 18 mensilità lavorative negli ultimi tre anni per ape sociale. Pensate chi ne ha
    fatti 34 e l’ultimo rapporto di lavoro ha svolto 12 mensilità lavorative, per 6 mesi si vede negata l’ancora di salvezza ! Adesso a 64 anni voglio la mia pensione con sistema misto.
    Ho iniziato nel 1979 a lavorare , senza contare i lavori usuranti che ho fatto negli anni !

  28. Avrei una domanda da sottoporle dottor Marino ed è questa: qualora fossero 64 gli anni per accedere alla pensione secondo lei un lavoratore che ha contributi pari a 42 e 5 mesi subirebbe a prescindere una decurtazione? Grazie per i suoi articoli sempre vicini a noi lavoratori ultrassessanteni.

  29. Bene la proposta di Marino, ma occorre sempre tenere d’occhio i conti dell’INPS e la necessità di evitare penalizzazioni ai lavoratori anche perché il coefficiente correttivo per età d’uscita è già l’elemento di equilibrio: chi esce prima vede il montante ridursi rispetto a chi esce a 67 anni. Io rimango convinto che una soluzione che accontenti tutti sia la Quota 103 strutturale per tutti e senza penalizzazioni, con un’età minima di 62 anni e 41 di contributi, unendo in tal modo le due proposte sindacali. E lasciando le misure già in essere per le donne, i precoci, gli usuranti e i disabili.

  30. Ho 58 anni e 37 anni di contributi il mio lavoro è lapidei cioè lavoro con il marmo con la polvere e l acqua già tutti gli acciacchi come faccio andare in pensione più tardi come mai non entriamo la categoria opzione donna loro devono fare i lavoratori gravosi con 35 di contributi devono andare in pensione invece gli impiegati seduti in scrivania devono andare più tardi la cosa giusta e questa dividere i lavori che facciamo grazie

  31. Sono d’accordissimo con le analisi ma per cortesia non parliamo di entrata a regime dal 1 gennaio 2023 quando oramai l’unica speranza è che una eventuale nuova riforma possa essere inserita solo nella legge finanziaria di fine anno. Almeno non si offenda la nostra intelligenza.

  32. È preferibile quota 102 o anche 104 ma senza alcuna penalizzazione.
    Già gli attuali metodi di calcolo penalizzano le magre pensioni.
    Aumentare ancora il taglio e’ una proposta indecente.

  33. Sempre lasciando che a pagare siano i nostri figli/nipoti?
    Ognuno deve andare con quello che ha accantonato, senza pesare sugli altri e sulle future generazioni.
    Troppo comodo, salvo le eccezioni già previste per invalidità e/o infortuni, andare in pensione a 62 anni.

    1. giuliano, stai dicendo delle cose giuste e anche delle c……………….te; troppo comodo andare in pensione a 62 anni? quando c’è stata gente che a 40, 45, 50, 55 anni sono andati in pensione? ma tu dici che erano altri tempi; io faccio sport e ti faccio alcuni esempi; tu sai che devi arrivare in cima ad una salita non in auto ma in bici; quando sei ad un quarto della salita ti dicono: l’arrivo è la in cima; quando sei a metà della salita ti dicono: è sorto un problema: il traguardo è stato spostato di 1 km; perchè? così è stato deciso; ti mancano 500 metri alla cima e sei contento; ad un certo punto vedi in lontananza il traguardo e vedi persone che lo stanno spostando: perchè? così è stato deciso, fattene una ragione; ti mancano 100 metri e non ce la fai più; vedi il traguardo e proprio in quel momento altre persone spostano il traguardo; che cosa fai? o muori perchè è oltre le tue capacità o se arrivi al traguardo………………………….. immagina che cosa fai a quelle persone; per fortuna che in bici i traguardi non li spostano, sulle pensioni li hanno continuamente spostati e ti ricordo che io sono uno di quelli del 1960 che comunque in pensione ci va a breve ma il problema che con quasi 41 anni di contributi devo mangiarmi la pensione integrativa; saluti a te e ai gestori del sito

  34. Buongiorno sono Sarti Gabriele volevo sapere se una persona parliamo di pensione ho già di contributi 42anni devo fare ancora 10mesi e poi vado in pensione!

  35. Questa proposta con le analisi fatte è la migliore in assoluto e mi piacerebbe che qualcuno la segnalasse a questi ottusi dell’esecutivo, a quei partiti che fanno finta di niente e a tutti quelli che girano la testa da un lato, quando si tratta di affrontare questa benedetta riforma pensioni- è arrivato il momento che anche i Sindacati facciano quello per cui sono pagati, perché finora solo fumo e, cosa grave, atteggiamento voluto, vista la pochezza delle mosse fatte, che dopo lo sciopero di dicembre, dovevano rinforzare l’attacco per mettere Draghi all’angolo- perciò spingiamo tutti per la proposta di Marino, sperando che indichi anche una via da seguire per gli invalidi che sembrano dimenticati da tutti, mentre dovrebbero avere una corsia preferenziale, direi uscita a 63 anni con 35 di contributi senza penalizzazioni – il disagio sociale è al limite e bisogna farsi sentire in tutti i modi portando la proposta Marino al tavolo delle trattative, che se non partono a breve,andiamo tutti sotto palazzo Chigi e agiamo di conseguenza.

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