Riforma pensioni 2022-2023: Proposte Tridico e Raitano in aggiunta alla Fornero?

La questione relativa ad una futura riforma delle pensioni che modifichi la Legge Fornero a partire dal 2023 sta facendo discutere animatamente sui social, preoccupa infatti la possibilità che le misure a cui si andrà incontro comportino delle ricadute in termini economici non sostenibili dai lavoratori, che a quel punto preferirebbero, lo dicono stupendosi loro stessi dei loro pensieri, lasciare intatta la Fornero.

Di tale spinosa tematica ci siamo confrontati con il nostro esperto Mauro Marino, che molti lettori conoscono per il suoi editoriali del sabato, quest’oggi pubblichiamo un’intervista che ci ha rilasciato in esclusiva in cui facciamo il punto della situazione sulle proposte attuali, le due più discusse restano quella Tridico e quella di Raitano. Marino ha ricoperto per molti anni il ruolo di Funzionario Tributario occupandosi prevalentemente di contrattualistica. Andato in pensione ha approfondito le tematiche economico previdenziali di cui si occupa attivamente sia nel suo blog mauromarinoeconomiaepensioni.com sia collaborando con numerose testate on line. Vi lasciamo alle sue parole:

Riforma pensioni 2022-2023: La Fornero va modificata, ma a quale costo? L’intervista

  1. Pensionipertutti: Si è fatto un gran parlare delle proposte Tridico e Raitano, entrambe hanno trovato anche un certo accoglimento da parte dei lavoratori, la prima ancor più della seconda. In linea di massima crede che possano essere due soluzioni valide quando si parla di flessibilità in uscita o a suo avviso di dovrebbe puntare ad una flessibilità senza penalizzazione alcuna e nel caso da quale età dovrebbe essere possibile?

Mauro Marino:Finalmente tutti hanno capito che la rigidità contenuta nella legge Fornero va modificata. Personalmente sono in linea con la proposta dei sindacati. Ritengo, infatti, che dopo 41 anni di lavoro ogni persona abbia diritto ad andare in pensione. Io fisserei l’età della pensione di vecchiaia a 66 anni invece di 67 e poi darei la possibilità di flessibilità in uscita con una lieve penalizzazione da 62 anni a 66 del 1,5% annuo. In tal modo la penalizzazione massima sarebbe del 6% per i quattro anni di anticipo. Analogamente consentirei a chi lo volesse di proseguire da 66 a 70 anni con un aumento del 1,5% annuo fino ad un massimo del 6%.  Nessuna delle due proposte Raitano e Tridico, quindi, le ritengo valide per i lavoratori”.

Riforma pensioni 2022-2023: Governo-sindacati, la partita sulla flessibilità é aperta

  • Pensionipertutti: L’incontro Governo e sindacati che si è tenuto il 15 febbraio ha visto da un lato la triplice ribadire il proprio concetto di flessibilità in uscita che passi per un anticipo pensionistico e per la quota 41 per tutti, dall’altro l’esecutivo scoprire in parte ‘le carte’: va bene la flessibilità ma a patto che si passi per il contributivo, altrimenti il sistema faticherebbe a reggere, pare essere il messaggio sotteso. Dalla sua cosa ne pensa?

Mauro Marino: “Il sistema sta andando naturalmente verso il sistema contributivo. Consideriamo che abbiamo già iniziato il 27esimo anno con questo sistema e che quindi già ora i lavoratori che escono dal mondo del lavoro hanno i 2/3 dell’assegno calcolato col sistema contributivo e appena 1/3 calcolato con quello retributivo, quindi non c’è motivo, nel modo più assoluto, di modificare questo trend che terminerà nel 2036. Che poi il sistema fatichi a reggere non è veritiero. Esso, infatti, sarebbe perfettamente in grado di mantenersi in equilibrio se solo si volesse scorporare la previdenza dall’assistenza. Lo stesso Brambilla nel suo ultimo rapporto sulle pensioni in Italia appena presentato in Senato lo mette in evidenza. Nel 2020 il costo puro delle pensioni al netto dell’IRPEF è stato di 155 miliardi, il costo dell’assistenza 144 miliardi. Caso mai il problema è rappresentato dagli oltre 470.000 assegni previdenziali pagati in Italia da oltre 40 anni e dagli oltre 2.500.000 pagati da oltre 30 anni per effetto della scellerata politica degli anni 80 che consentiva pensionamenti a poco più di 50 anni che hanno completamente sballato i conti e creato debito pubblico.

  • Pensionipertutti: I sindacati hanno dichiarato di essere contrari al ricalcolo dell’assegno col contributivo puro in quanto l’anticipo porterebbe eccessive penalizzazioni come accade oggi per opzione donna, a suo avviso sarebbe comunque bene avere una chance di uscita in più per i lavoratori che essendo disoccupati di lungo corso non hanno modo né di lavorare né di pensionarsi, o è giusto che il sindacato ‘punti i piedi’ cercando di ottenere vie d’uscita ma solo a patto che non si abbiano pensioni eccessivamente basse?

Mauro Marino:E’ impensabile che si parli del contributivo puro perché vorrebbe dire impoverire ulteriormente i lavoratori con assegni previdenziali decurtati fino anche al 30%. Già ora la media delle retribuzioni delle pensioni è di appena 1.200 € lorde. Non si può e non si deve scendere troppo riguardo alle retribuzioni delle pensioni perché poi comunque lo Stato deve intervenire con altre forme di aiuto. Andrebbe poi fatto uno sforzo per chi in pensione c’è già estendendo la no tax area fino a 10.000 € annui di imponibile, abolire le addizionali regionali e comunali fino a 30.000 di reddito imponibile e dimezzarle per i redditi da 30,000 a 40,000 €.”.

Ringraziamo Mauro Marino per questa interessante intervista in esclusiva, e ricordiamo a chiunque intendesse riprenderne una parte che é tenuto a citare la fonte.

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44 commenti su “Riforma pensioni 2022-2023: Proposte Tridico e Raitano in aggiunta alla Fornero?

  1. Mi sarò perso qualche passaggio ma continuo a rilevare enorme differenza di calcolo tra l’ipotesi governativa del tutto contributivo e quella con limitate penalizzazioni delle proposte Tridico/Reitano….

  2. Si discute di riforma del sistema previdenziale, ma nessuno ( né il sindacato, né il ceto politico) parla di riforma in materia di contribuzione volontaria.
    È appena il caso di evidenziare che attualmente per essere ammessi alla contribuzione volontaria è necessario aver cessato ogni attività lavorativa o professionale.
    Il recupero contributivo non riguarda il passato, ma il futuro ( ad eccezione del part -time e di altre ipotesi specificate dalla legge ). Insomma il lavoratore per essere ammesso alla contribuzione volontaria non deve svolgere alcuna attività, anche professionale.
    Per il riscatto, finalizzato al recupero di anni sprovvisti di contribuzione, occorre, invece, provare il proprio stato di disoccupazione mediante certificazione rilasciata dal centro per l’ impiego.
    Senza la prova dell’iscrizione al centro per l’impiego al lavoratore è preclusa la possibilità del riscatto .
    È necessario quindi una riforma in materia di riscatto e prevedere nel corpo normativo nuove ipotesi, ad esempio il riscatto universitario di almeno un anno fuori corso, il recupero di mesi od anni sprovvisti di contribuzione, senza dover provare lo stato di disoccupazione con idonea certificazione, ecc…
    In ultimo, urge anche una riforma in materia di ricongiunzione dei contributi, oggi ammessa da parte del lavoratore una sola volta. Prevedere più ricongiunzioni ( almeno tre) nel corso della vita lavorativa significa che i costi a carico del lavoratore diminuiscono ( il che rende possibile l’operazione) , atteso che l’onere aumenta in relazione agli anni del lavoratore, dall’entità del montante e dalla prossimità del pensionamento. Corre l’ obbligo di evidenziare che attualmente una ricongiunzione , esercitata, prima del pensionamento ha dei costi proibitivi, il che ,più delle volte, impedisce l’effettivo esercizio di tale istituto.
    La scelta della totalizzazione o del cumulo, in luogo della ricongiunzione, è certamente deleteria al lavoratore e a vantaggio dall’istituto erogatore del trattamento pensionistico.

    1. Buongiorno Marco.

      Potrei sbagliarmi perché di riscatti non ho alcuna conoscenza.

      Pertanto spero di non interpretare male una parte del suo pensiero o quello di altri che talvolta invocano il versamento contributivo volontario per anni trascorsi.
      Lo vedo nel presupposto della frase: “Per il riscatto, finalizzato al recupero di anni sprovvisti di contribuzione” e mi domando nel caso e ad esempio che uno non avesse lavorato, lavorato in nero, o non avesse prestato attenzione al versamento dei contributi.

      Comunque di chi si fosse trovato nella condizione di non aver partecipato per quel periodo di cui chiede il riscatto ad essere impositivamente conosciuto allo Stato.

      Per questo ricorro a un esempio, spero accettabile.
      Uno ha lavorato 43 anni e versato Contributi e Tasse per 43 anni.
      Un altro ne ha lavorato 39 di anni e, diciamo, desidererebbe recuperarne nei confronti del primo un vuoto contributivo di 4 perché e per qualunque motivo, non riesce a pensionarsi prima del raggiungimento di un requisito come lo è la anticipata.

      Io vedrei qualche differenza tra i due, qualora al secondo fosse permesso di versare 4 anni di versamenti seppur rivalutati qualora la somma di riscatto non considerasse tra le differenze esposte i 4 anni di imposte allo Stato. Ma può essere che mi sbaglio e che le richieste siano tali da non creare alcun discrimine.
      Sono curioso di avere ragguagli al riguardo e nel frattempo la saluto.

  3. Raiano. Tridico forse il nipote di mattarella prenderà il posto di arcuri in invitalia ENTE INUTILE
    SECONDO ME IL PRESIDENTE
    CANCELLERÀ L INSTITUTO O,
    NO?? E CON I SOLDI RISPARMIATI SI POTRÀ FARE QUOTA 41!!!!!! PRECOCI E UN SOGNO E I SOGNI NON S AVVERANO

  4. Io credo che le persone come me che hanno iniziato a lavora a 15 debbano avere la possibilità di andare il pensione dopo 41 anni di lavoro, dico 41, senza avere nessun tipo di penalizzazione, in più io sono una donna , oltre al lavoro , ha casa figli, e genitori anziani, penso che i nostri parlamentari , che hanno tutti i privilegi del mondo , dal doppio lavoro a pensioni altissime senza neanche avere i giusti contributi….una vera ingiustizuw, e poi parlano di democrazia, mah!!!!! Che cominciassero a provare a vivere con 1000€ al mese , quando va bene, come un cittadino qualsiasi….uno scandalo… Vergogna…

  5. io penso che come donna lavoratrice mamma e nonna di 63 anni avrei diritto dopo 34 anni di lavoro in PA di andare in pensione per aiutare la famiglia. é difficile capire l esigenza delle donne?

  6. Concordo pienamente con la soluzione marino il problema è che non concorda il governo cioè questo governo quindi le chiacchiere se ne fanno tante in realtà sono i fatti quelli che contano

  7. Magari, io sono d’accordo con il signor Sergio , una persona a partire co 41 anni di contrbuti , con penalizzazioni eque libero di andare in pensione e speriamo che la politica , ma sopratutto i sindacati facciano la loro parte picchiando i pugni sul tavolo non facendosi intimidire o scendere a compromessi con il governo se no tutti in piazza

  8. Fin che parliamo di opinioni non serve a nulla..dobbiamo parlare di logica altrimenti è opinabile..andiamo x logica come possiamo parlare di pensioni quando non si comprende come nasce una moneta…la moneta è un unità di misura come il metro o il peso, quindi si crea per legge cioe dal nulla ,guardatevi MMT academia della moneta…quindi per logica non è un problema pagare le pensioni o dare un vitalizio politico a tutti perché una volta capita la truffa monetaria finiscono queste opinioni sterili…stesso vale x il debito pubblico che non esiste, vi invito a guardare come uscire dal euro in 10 minuti Marco Saba byoblu

  9. Si potrebbe penalizzare chi ha usufruito per tutti questi anni di un sistema previdenziale più favorevole con una decurtazione dell’assegno mensile che potrebbe essere ricalcolato anche in funzione della situazione patrimoniale soggettiva; stesso discorso per pensioni e reversibilita’ di categorie privilegiate. Forse non si vogliono abbandonare le logiche del consenso elettorale per riformare seriamente il paese. Infine, quale può essere la produttività e la competenza di una maggioranza di lavoratori pubblici dopo i sessant’anni per insistere sulla loro permanenza? Non sarebbe più logico procedere ad un esodo o svecchiamento, dopo aver raggiunto un’ età anagrafica prestabilita? Penso in particolare a tutti quei profili professionali e a quelle mansioni non specialistiche che occupano con arroganza buona parte dell’Amministrazione dello Stato, con tutte le disfunzioni che giornalmente ogni cittadino è
    costretto a subire. Un’ultima riflessione, forse la più inutile, perché sempre dibattuta e mai realizzata, quale cifra si potrebbe risparmiare accorpando migliaia di enti che fanno le stesse cose in ambito nazionale, regionale ….. E come spiegare l’inamovibilita’ permanente da un ente in soprannumero ad un altro in carenza di organico? Forse perché ciò che è reale è razionale? Così che ci siamo abituati a considerare razionale una situazione che non ha più alcuna ragionevole motivazione di esistere.

  10. Anche x qnt riguarda opzione donna, già fortemente penalizzata così come è, che la smettessero di pensare di allungare il requisito anagrafico di 2 anni e di dire che costa troppo allo stato. Viviamo in una nazione in cui nn si fa abbastanza x aiutare le famiglie/donne/madri lavoratrici ed è x qst che siamo un “paese di vecchi”. Le donne che dopo 35 anni di lavoro devono poter essere libere di scegliere anche e
    nonostante la decurtazione economica.

  11. Sono un oss, da 34 anni ho 58 anni.Chiedo per opzione donna che venga passata strutturale ,nn eliminatela vi prego,,e la mia speranza, nn credo che ci arriverò fino a 67 anni lavorando così, sono barelliera .parlo per me e le mie colleghe .grazie mille

  12. Finalmente una proposta veramente interessante e il dott.Marino mi sembra l’unica persona che ci possa rappresentare,avendo e rappresentando una visione globale del carrozzone!!
    Ps sono con Sergio facciamo valere i nostri diritti acquisiti…..altrimenti si dovrebbe rimettere
    In discussione tutto il cucuzzaro(Inps)!!!

  13. Buon giorno ho 57 anni azienda in crisi vuole dare fino a 5 anni x la pensione vuole dare quanto ti tocca in base i contributi versati lei versa la rimanenza dei contrbuti e quando si arriva a l’eta pensionabile viene fatto il ricalcolo, ma con la legge fornero non è te vengo penalizzato

  14. I politici dovrebbero dire chi è contro i lavoratori chi oggi si oppone al diritto di andare in pensione nella media europea senza penalità.oggi sappiamo di alcuni uscite allo scoperto ditelo apertamente

  15. Chi anticipa la pensione è già penalizzato di suo per i mancati contributi e il calcolo con coefficienti più bassi. Il ricalcolo contributivo totale per anticipare è una truffa bella e buona. Basterebbe considerare che tempo 15 il sistema di sana per trovare la quadra: 42 anni per la:anticipata indipendentemente dall’età e 64 anni (con 20 anni di contributi) per chi vuole pensionati prima.

  16. Buongiorno ho 60 anni di età, e contributi 44 anni, non so cosa fare, perché il mio ufficio mi dice che perderò dai 300 ai 400 euro mensile sulla pensione, sono dipendente del ministero della difesa dal 1985, ed ho riscattati anche gli anni del militare equivalenti a 5 anni e tre mesi, cosa mi consiglia. Grazie

  17. Buongiorno sig. Marino.
    Sono nato nel 61 e a maggio avrò ben 42 anni e rotti di contribuzione regolarmente versati, con 61 anni di età anagrafica.
    Sono ovviamente molto preoccupato per questa incertezza (leggi caos totale) che regna sul mondo delle pensioni.
    Quello che molti, nelle mie stesse condizioni, non capiscono è che fine farà l’anticipata della Fornero, cioè i fatidici 42 e 10 mesi per noi maschietti del 60-61?
    Possibile che si parli sempre e solo di favorire lavoratori con pochi anni contributivi alle spalle e mai di chi, pur relativamente giovane, ha già versato ininterrottamente dai 18 anni i contributi regolarmente?
    Chiedo cortesemente a lei da esperto: tra poco più di un anno potrò andare in pensione con il mio terzo retributivo o verrò nuovamente penalizzato? Il calcolo che si trova ora sul sito Inps subirà variazioni entro il 2023?
    È davvero raccapricciante per noi lavoratori sperare che, a questo punto, non tocchino la legge Fornero..
    Grazie e buona giornata.

  18. Come sempre, articolo utilissimo.
    Credo che non sia molto chiaro a chi vede positivamente la proposta Tridico, che questa – se ho ben interpretato, chiedo gentilmente conferma alla redazione – propone l’anticipo della sola quota contributiva (e non del valore con opzione contributiva) della pensione.
    Faccio un esempio concreto: nel mio caso il valore della quota contributiva è pari al 57% circa del valore della pensione, e quindi riceverei solo tale percentuale per gli anni che intercorrono alla maturazione dell’anzianita’.
    Il punto più critico sta nel fatto che LA QUOTA RETRIBUTIVA – anche qui chiedo cortesemente conferma alla redazione – NON MI RISULTA CHE VENGA RIVALUTATA ALLA SUA SUCCESSIVA EROGAZIONE e quindi tale valore negli anni di anticipo contributivo sia a tutti gli effetti PERSA.
    Se ho ben capito si tratterebbe di una PERDITA ENORME.

  19. Io non sono d’accordo con la penalizzazione dai 62 anni. Perche’ devo pagare ancora se a quella data ci vado con la formero e con 43 anni di lavoro? Sono stanco di mantenere gli sprechi che queste persone generano. Se i soldi dei lavoratori vengono mal gestiti, non devono essere i soliti noti a pagare, ma chi lo permette. La mia classe non è quella che deve pagare gli errori del passato e provvedere al futuro, è una vergogna, solo chi la vede con con superficialità, non può capire.

  20. Sono al lavoro da ormai 36 anni, ma da 18 anni sono stato l’assistente disabile dei miei genitori che con la gravità delle loro malattie mi hanno tenuto impegnato a tempo pieno e per mia madre lo sono tutt’ora. Non riesco sinceramente ad attendere fino ai 62 anni o ai 67 come sperano coloro che hanno intenzione ti portare a casa il più alto risultato dal punto di vista monetario. In tutto questo tempo che ho visto la mia vita logorarsi, ho imparato che non si possono fare patti con il Cielo pertanto, sono sicuro che ha 67 anni potrei non arrivare vivo per “godermela”. Richiedo alla politica e alle parti sociali di lasciare libertà di uscita eventualmente anche con penalizzazioni prima delle canoniche età di Matusalemme. Grazie.

  21. A dispetto del tam tam mediatico sulle donne, di idee pensionistiche orientate a migliorare la condizione delle donne non si vede nulla. Si parla di un’ Opzione “minestrone” molto truffaldina ammantata di false migliorie che tenga conto del numero di figli, ed altro, requisiti che discriminano le donne tra chi ha avuto figli e chi non ne ha avuti, con uscita a 64 anni anziché a 58. Proprio passi indietro anziché in avanti!
    Tempi lontani (da seguire) esisteva un numero di anni che discostavano le pensioni femminili da quelle maschili esempio di 3 o 5 anni: credo sia questa la strada. E poi Opzione Donna attuale andrebbe assolutamente confermata così com’è per chi la vuole.

  22. Opzione donna non si può toccare anzi deve diventare strutturale.Lasciamo alle donne la decisione di accettare una riduzione sull’importo per potersi occupare dei nipoti e degli anziani, che altrimenti diventerebbero un problema per lo stato ed andremmo sempre verso un calo delle nascite

  23. Togliere 1,5%per ogni anno di anticipo? Se non sarà la proposta Tridico, è ragionevole anche questa proposta. Ma vi chiedo approvatela, senza solo illudermi o illuderci, approvatela subito. Sempre Marta Pizzini

  24. La proposta Tridico è la migliore, compio 65 anni in aprile, rientro nel misto..Ho dato tanto, lavorando e crescendo due figli… Da sola, lavoro in una Rsa ora da più di 25 anni, prima altri lavori.. Chiedo di poter vivere salvaguardando la mia salute, e la mia vita in serenità in questi ultimi anni che mi restano. Non ce la faccio più., ora, a fare il mio lavoro. È così difficile capire questi bisogni?

  25. Buonasera Dott. Marino,
    leggo con interesse la sua opinione che mi trova abbastanza in sintonia con lei.
    Dopo 41 anni di lavoro è sacrosanto che una persona possa andare in pensione.
    Lo stesso per chi è arrivato a 62 di età ovviamente con un minimo anni contributivi.
    In quest’ultimo caso però non vedo la necessità di una penalizzazione, fosse anche dell’1,5%.
    Completamente d’accordo con lei per quanto riguarda la netta contrarietà al ricalcolo dell’assegno al contributivo: sarebbe un ulteriore furto nei confronti dei lavoratori.
    Mi piacerebbe avere anche un suo commento sulla notizia dell’accorciamento dell’aspettativa di vita (causa COVID) e sul risparmio dell’INPS per le pensioni (purtroppo) non più erogate…
    Grazie

  26. Concordo in pieno, tra dini e fornero abbiamo già subito troppo. Bisogna scendere in piazza, sono dei veri ladri sia economici che di vita i nostri governanti!!

  27. In piena sintonia con la soluzione dell’uscita da 62 a 66 con la penalità dell’1,5 % per anno, solo così si avrebbe un po’ di equità, visto che dobbiamo pagare le conseguenze delle 500.000 pensioni pagate da 40 anni ed altre schifezze del passato e presente -che la smetta Draghi e compagnia di propinarci il calcolo contributivo a noi misti che abbiamo le p…..e piene di vedere tante storture senza che venga trovata una soluzione dopo un tiro e molla che va avanti da mesi- aspettiamo la prossima settimana per capire quali carte scoprirà ilGoverno e cosa farà il sindacato- l’auspicio e’ che la proposta della flessibilità in uscita dai 62 con penalità minima venga messa sul tavolo a mo’ di arma, dopodiché azioni dure e convincenti per i politici tutti che fanno finta di niente, mentre loro godono di tutti i benefici possibili , alla faccia nostra- Sindacati giocate duro senza paura …. siamo pronti a scendere in piazza!!!!

    1. Speriamo che i sindacati non ci faranno rimpiangere la legge Fornero visto come vanno le cose è meglio non toccare nulla Almeno con la Fornero non penalizza l’assegno
      Con i 42 anni e 10 mesi
      Speriamo bene

    2. Giusto quanto scritto a parte il discorso Sindacati. Loro devono restare a casa , visto che si sono eclissati per troppo tempo ( forse pettinavano le bambole)
      In piazza deve scendere solo il Popolo sovrano

    1. Gentile Emilio, questo pensiero è venuto anche a me e mi stupisco perchè è esattamente il contrario della precedente intervista, dove spiegava che “si deve sempre fare i conti con la stabilità economica e quello che si ha in cassa”. Ora, visto che il debito pubblico è cresciuto dal 134,6 del 2019 al 157,5 del 2020, quindi pre-pandemia e inizio pandemia, e si è attestata al 159,7 del 2021, direi che la situazione economica non è affatto confortante. Se ragionando poi, si guarda cosa è avvenuto nel 2018, in un momento di calma e di tranquillità economica e finanziaria, dove è stata varata una norma che più che misera e iniqua non si poteva immaginare, una persona con un minimo di materia grigia come me si domanda: ” Un anticipo pensionistico, seppur con penalizzazioni, è comunque sempre un esborso immediato per le casse dello Stato che andranno ad affievolirsi nel corso di lunghissimi anni. Dove li troviamo i fondi per questi anticipi ? Facciamo come con la quota 100 e alziamo ancora il debito pubblico? ” Ma lo sa la gente cosa è il debito pubblico ? Il debito pubblico è un debito che ogni cittadino italiano, neonati compresi e che si aggira verso i 40.000 euro procapite, ha nei confronti di investitori italiani ed esteri e su cui paghiamo ogni anno svariati miliardi di interessi. Noi cittadini con le nostre tasse paghiamo in parte questi interessi e teniamo a freno il debito pubblico. Se noi alziamo il debito dovremo pagare più tasse, è ovvio. Lo Stato Italiano fa acqua da tutte le parti, lo sappiamo, ma se qualche idiota fa anche norme inique, ingiuste, costosissime e inutili e dopo solo 3-4 anni si ritorna al punto di partenza, come possiamo sperare in qualcosa di decente e non troppo penalizzante per quanto riguarda un anticipo pensionistico. Ok, ho capito ! Si farà qualcosa che sarà nuovamente un flop perchè i lavoratori italiani non possono permettersi il lusso di perdere anche solo 50 euro e ad usufruirne saranno soltanto coloro che possono permetterselo perchè benestanti di famiglia. Basta andarsi a leggere un vecchio articolo del CdS: digitare sul web : ” Chi ha usufruito della quota 100 ” e scoprirete chi è stato avvantaggiato da quella norma. La Fornero in confronto è stata maledettamente dura ma onesta.

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