Riforma pensioni 2022, cosa fara Draghi? Ne parliamo con il Prof Cazzola

Intervista esclusiva a Giuliano Cazzola

In questi giorni non si parla davvero d’altro, in molti preoccupati del destino di quota 100 o di quanto potrà accadere subito dopo il termine della sperimentazione, si chiedono cosa ne sarà della riforma pensioni se la guida del Governo fosse nelle mani di Draghi, se dunque l’ex della BCE riuscisse nel compito conferitogli da Mattarella di formare un nuovo Governo? Della tematica previdenziale, data anchde la sua competenza ne parliamo con il Professor Giuliano Cazzola, che ringraziamo come sempre per la sua gentilezza e disponibilità al confronto in questa interessante interevista, che ben fa il punto ad oggi 5 febbraio.

Pensioni 2022, cosa farà Draghi?

Pensionipertutti: Che cosa farà Draghi in materia di pensioni?

Giuliano Cazzola: Anche se riuscirà a formare un governo dovrà sempre misurarsi con le forze politiche che compongono il Parlamento. L’ex presidente della Bce per quanto autorevole non potrà fare tutto ciò che ritiene e che sarebbe giusto fare, ma ciò che gli sarà possibile. Draghi sa benissimo – come tutte le persone intellettualmente oneste – che le misure derogatorie, sperimentali e temporanee adottate dal governo giallo verde, sono inique e sbagliate.

E’ altresì consapevole che la Ue – in vista del NGEU – attende il suo governo, come qualsiasi altro, a sciogliere il nodo delle pensioni, che è una delle raccomandazioni rivolte all’Italia e cioè:  ‘’Attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni nella spesa pubblica’’.

Pensioni 2020, la Fornero non si tocca? Bruxelles insiste

Pensionipertutti: A Bruxelles non sono d’accordo con il c.d. superamento della riforma Fornero?

Giuliano Cazzola: Mi pare chiaro. Ma non c’è solo Bruxelles. Se mi permette le indico alcuni brani che fanno riflettere in tema di pensioni. Cominciamo dalla Nadef 2020: ‘’Dal 2019 e fino al 2022, il rapporto tra spesa pensionistica e PIL aumenta, prima repentinamente, raggiungendo un picco pari al 17,1 per cento nell’anno in corso, e poi si riduce nei due anni seguenti, attestandosi tuttavia su un livello pari al 16,3 per cento, oltre 1 punto percentuale di PIL al di sopra del dato del 2018. La spesa in rapporto al PIL cresce significativamente a causa della forte contrazione dei livelli di PIL dovuti all’impatto dell’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia dallo scorso febbraio. Tuttavia, tale andamento è condizionato anche dall’applicazione delle misure in ambito previdenziale contenute nel Decreto Legge 4/2019 convertito con L. 26/2019 (c.d. Quota 100), le quali, favorendo il pensionamento anticipato, determinano per gli anni 2019-2021 un sostanziale incremento del numero di pensioni in rapporto al numero di occupati’’.

Ma le sorprese non finiscono qui: ‘’Con la riforma viene garantita la sostenibilità economica del sistema, posto che l’accesso alla pensione è funzione di un requisito che cresce al crescere della speranza di vita. Inoltre, viene assicurata una maggiore “equità economica”, in quanto il trattamento pensionistico è maggiore o minore a seconda dell’età di accesso alla pensione’’. Chi parla così è Pasquale Tridico, il presidente dell’Inps, nominato dal governo giallo-verde. Certo, ciò non significa che la riforma del 2011 non abbia delle criticità, ma perché non tener conto delle modifiche che da allora sono state apportate: tra cui ben 9 salvaguardie e il pacchetto Ape.

Riforma pensioni 2022, non serve usare le pensioni per tagliare, ma nemmeno continuare con politiche demagogiche

Pensionipertutti: Che cosa potrebbe fare il governo Draghi?

Giuliano Cazzola: Qualunque governo metterebbe in agenda le misure da adottare alla scadenza di quota 100 (fine dell’anno in corso) e del blocco dei requisiti del pensionamento ordinario di anzianità (31 dicembre 2026). Per fortuna il governo Draghi non si troverebbe ad affrontare la medesima situazione che si presentò al governo Monti. Sia pure a debito (il che va sempre tenuto presente) le risorse ci dovrebbero essere. Non vedo la necessità di usare le pensioni per tagliare di urgenza la spesa pubblica nel momento in cui sta dilagando su tutto il fronte. Certo guai a continuare a dilapidare le nuove disponibilità finanziarie nella continuazione di politiche demagogiche.

E le pensioni sono nel mirino del Recovery plan. Ma un governo deve aggiustare anche gli effetti perversi degli errori compiuti da quelli precedenti. Non può cavarsela dicendo ‘’non è colpa mia’’. È evidente che alla fine di quest’anno agli italiani che andranno in pensione e che non dispongano dei requisiti per il trattamento anticipato non potrà applicarsi  d’amblé, uno scalone da 62 a 67 anni.

Riforma pensioni 2022, per evitare d’amblé, uno scalone da 62 a 67 anni, quali proposte?

Pensioni per tutti: Quali soluzioni intravede?

Giuliano Cazzola: Immagino che Draghi negozierà con i sindacati e insieme troveranno soluzioni ragionevoli.  Certo non saranno quelle contenute nella piattaforma delle organizzazioni sindacali che sono ‘’fuori mercato’’ e che riporterebbero il sistema a prima del 2011. Soprattutto i sindacati devono convincersi che una più lunga permanenza nell’attività lavorativa (fatte salve le condizioni usuranti e la protezione di particolari eventi della vita, penso soprattutto alla maternità e alla cura dei figli, dei disabili e degli anziani) è una esigenza imposta dagli andamenti demografici, dai trend del mercato del lavoro e dalla garanzia di una migliore adeguatezza dei trattamenti.

Man mano aumenterà nelle storie lavorative i periodi regolati dal calcolo contributivo, l’anticipo della pensione sarà penalizzato. Le nuove generazioni entrano ed entreranno, se sono fortunati, nel mercato del lavoro in modo stabile e continuativo molti anni dopo le generazioni dei baby boomers, in un contesto in cui l’attesa di vita si allunga e la piramide anagrafica si ribalta, e i bambini non nascono, e sono sempre meno anche tra gli immigrati. Guardi che è una menzogna che in Italia si vada in pensioni in età elevate. Osservi la tabella INPS dei flussi di pensionamento degli ultimi due anni e tenga conto che il numero prevalente di coloro che vanno in pensione usano il canale dell’ anticipo. Ringraziamo il Professor Giuliano Cazzola e ricordiamo a chiunque volesse prendere parte dell’intervista che trattandosi di esclusiva é tenuto a citare la fonte.

Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti

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8 commenti su “Riforma pensioni 2022, cosa fara Draghi? Ne parliamo con il Prof Cazzola

  1. Spero vivamente che opzione donna verra’ rinnovata nel 2022 qualsiasi sarà il nuovo governo anche se molto penalizzante essendo tutta contributiva e quindi ci rimette il lavoratore avendone bisogno altrimenti non verrebbe scelta tale forma di pensionamento!!!!!!

  2. Si sapeva già : Sta venendo fuori tutta l’iniquità, l’ingiustizia, il caos che la quota 100 avrebbe lasciato sul campo al termine della sua sperimentazione. Ci si aggiunge anche Cazzola affermando che quota 100 è una norma demagogica. Buon risveglio a tutti ! Noto che da tempo, illustri commentatori, fervidi sostenitori o semplici favorevoli sono diventati silenti, non hanno nulla da dire adesso che all’orizzonte si paventa quello che in molti sapevamo già. Mi riferisco al Sig. Perfetto, al Sig. Marino e ….. come dimenticare la famosa urlatrice ( sempre tutto in maiuscolo) e ripetitiva FRANCESCA. Guarda caso, tutte persone che hanno usufruito della quota. Ora cari signori, a parte le parole di circostanza, voi che avete avuto la libertà di scelta di lavorare meno e versare meno, cosa avete da dire a tutto il resto della platea dei milioni di lavoratori che nei prossimi anni non vedranno mai più un’opzione così favorevole, un regalo inaspettato sotto tutti i punti di vista ?

  3. Citazione dall’articolo: “Guardi che è una menzogna che in Italia si vada in pensioni in età elevate. Osservi la tabella INPS dei flussi di pensionamento degli ultimi due anni e tenga conto che il numero prevalente di coloro che vanno in pensione usano il canale dell’ anticipo.”

    Sono talmente tanto in anticipo che invece di 67 anni ci vogliono 66,9 anni (come si legge nelle tabelle), da cui segue grande allarme e catastrofiche previsioni per i conti INPS.

    Ma ci prendete in giro o ci credete veramente a quello che affermano questi personaggi?

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