Riforma pensioni 2022 e sciopero 16/12: Tra Governo e Sindacati ha già vinto il Governo?

Si sta discutendo a lungo sulla prossima riforma pensioni 2022 e sulle decisioni ormai prese dal Governo che pare aver dato davvero poco ascolto a sindacati e cittadini nell’approvare post quota 100 una misura, la quota 102, della sola durata di un anno. Anche la proroga dell’opzione donna e dell’ape sociale avranno durata annuale, andando contro ai desiderata di quanti avevano chiesto misure maggiormente strutturali al fine di poter programmare serenamente la propria vita previdenziale.

Altro argomento di forte dibattito è lo sciopero proclamato dai sindacati per la giornata del 16 dicembre, che vede fuori la Cisl, che ha optato per uno sciopero ‘alternativo’ per il 18 dicembre. Molti sostengono, come Mauro Marino nel suo ultimo editoriale, che i sindacati abbiano agito troppo tardi ed ormai sia quasi inutile la proclamazione dello stesso, altri come l’economista nonché esperto previdenziale il Dott Claudio Maria Perfetto che, invece, indipendentemente dalla data lo sciopero avrebbe comunque sortito poco effetto. Le ragioni? Le spiega egli stesso in un interessante commento che ci ha rilasciato sul portale: “Tra Governo e Sindacati c’è un rapporto di forza che gioca a favore del Governo. Vediamo il perché dalle sue considerazioni, eccole nel dettaglio:

Riforma pensioni 2022 e sciopero 16 dicembre: troppo tardi ormai o data indifferente?

Così Perfetto commentando l’editoriale di Mauro Marino:Il nostro Mauro Marino è del parere che i sindacati abbiano agito troppo tardi nel proclamare lo sciopero di otto ore per la giornata di giovedì 16 dicembre, in un periodo proprio a ridosso del Natale.

A suo avviso, la proclamazione dello sciopero generale è sbagliata nei tempi e nei contenuti.

È sbagliata nei tempi, perché la proclamazione dello sciopero sarebbe potuta avvenire già in settembre o ottobre, quando i sindacati avevano già chiaro su quali temi si sarebbe dovuto intervenire.

È sbagliata nei contenuti, perché ci si sarebbe dovuto concentrare su pochi argomenti che assillano di più gli italiani (come pensioni e fisco) anziché includere nella lista anche le politiche industriali, i contratti della Pubblica Amministrazione, il contrasto alle delocalizzazioni, il contrasto al precariato.

A mio avviso, invece, i tempi e i contenuti sono invece neutrali nella proclamazione dello sciopero generale. Anche se fosse stato indetto in settembre o ottobre 2021, e su pochi contenuti, lo sciopero generale non avrebbe sortito alcun effetto. Così come non avrà alcun effetto il 16 dicembre 2021.

Riforma pensioni 2022: tra Governo e sindacati ha già vinto il Governo

Ecco perché, invece a suo dire, la data sarebbe stata irrilevante:Tra Governo e Sindacati c’è un rapporto di forza che gioca a favore del Governo. Il Governo italiano è sostenuto dall’Europa, mentre i Sindacati non sono sostenuti nemmeno dai loro iscritti.

Tra Sindacati e Imprese c’è un rapporto di forza che gioca a favore delle Imprese. I Sindacati possono solo “prendere atto” delle decisioni delle Imprese riguardo alle delocalizzazioni, alle cessioni di rami d’azienda, alla riduzione del personale. Un esempio servirà a chiarire.

Nell’articolo a firma di Giuliana Ferraino pubblicato il 3 dicembre 2021 dal Corriere della Sera intitolato “Mobilitazione alla Bnl: «Pronti allo sciopero entro fine anno»” si legge che la Banca Nazionale del Lavoro (controllata dal gruppo francese Bnp Paribas) ha intenzione di cedere il ramo d’azienda dell’IT oltre all’intero back-office. Nel processo di esternalizzazione sono coinvolte 270 persone dell’IT e 566 dipendenti del back-office, per complessivi 836 lavoratori. La divisione digitale verrebbe acquisita dall’azienda Capgemini Finance Tech Services Srl.

Chi lavora nell’IT e in aziende di Outsourcing conosce molto bene le dinamiche aziendali del settore, e conosce altresì molto bene il destino cui andranno incontro le persone che verranno cedute assieme al ramo d’azienda.

I problemi da affrontare nell’era digitale vanno ben oltre la capacità dei Sindacati e del Governo di trovare le adeguate soluzioni per pensioni, lavoro e occupazione. Sindacati e Governo (ma anche i cittadini) ancora non sanno cosa li attende dietro l’angolo dell’anno che verrà”.

Pensioni 2022 e fisco: cosa ci attende dal 2022?

Cosa ci attende, si stanno chiedendo tanti lettori ora, ‘dietro l’angolo dell’anno che verrà?’ Speriamo che il Dott. Perfetto abbia modo e tempo di scriverci a cosa andranno incontro cittadini, Governo e sindacati dal 2022 in poi. Anche se temiamo che si possano aprire scenari poco rosei dalle premesse fatte.

Voi che idea vi siete fatti delle considerazioni del Dott Perfetto siete più in linea con la sua idea, i tempi poco contano il sindacato ha perso la sua forza, ed il Governo ha già vinto, o concordate maggiormente con l’idea di Mauro Marino, i sindacati avrebbero potuto fare qualcosa almeno su ‘pensioni e fisco’ se avessero agito per tempo? Diteci la vostra nell’apposita sezione commenti del sito.

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19 commenti su “Riforma pensioni 2022 e sciopero 16/12: Tra Governo e Sindacati ha già vinto il Governo?

  1. Buongiorno a tutti. Lo sciopero doveva essere fatto molto prima , magari con l’intensità tipo quello dei Forconi .Concludo dicendo ,il risultato che si deve conseguire è sempre lo stesso : quota 41 senza paletti e penalizzazioni , parallelamente 62 anni con minimo 20 di contributi,donne, usuranti giovani. Se si fa questo bene, altrimenti perdiamo solo tempo e corriamo il rischio di peggiorare la cosa.Buon Lavoro e anche tanti Auguri.

  2. Se diamo valore alla frase: “nulla in politica accade per caso. Se succede qualcosa, potete scommettere che è stato pianificato esattamente allo stesso modo” cit. F.D.Roosevelt; almeno guardiamo ai nomi di coloro che ci stanno portano rapidamente, giorno dopo giorno, a quella che chiamiamo la quarta rivoluzione industriale, al nuovo mondo del lavoro PER POCHI, che ci terrà economicamente e lavorativamente totalmente sotto ricatto.

    Dobbiamo ammettere che lo sviluppo rapidissimo delle nuove tecnologie che pare essere completamente dominato dai grandi gruppi delle IT, ci costringe a interrogarci sulla disponibilità di posti di lavoro. Ci costringe a riflettere se questa continua innovazione tecnica ormai nelle mani di potenti organizzazioni finanziarie siano a favore dei posti di lavoro e delle pensioni..

    Dobbiamo interrogarci se stiamo tornando a quel mondo ottocentesco in cui vigeva la separazione tra chi possedeva i capitali finanziari e chi era considerato solo forza lavoro, ai pochi salariati in una moderna ma rinnovata divisione tra ceti e caste.

    Si aprono e si chiudono fabbriche, si spostano i capitali e si de localizza, si licenzia e si allontanano sempre più le pensioni.

    Nel mio piccolo, in questo ultimo decennio, ho convissuto la storia di vari passaggi all’interno di una Società originariamente popolata da circa 150 dipendenti, ora ridotta a 95 e che, con gli auguri di Natale, si pensa subirà un’ulteriore strizzatina a soli 65.
    Uomini e molte donne tutti/e scaricati/e, talvolta con un’esigua buonuscita, in soli 7anni. Un gioco, quasi fosse un tavolo di ping pong, di cessioni e riduzioni tra società di Private Equity nostrane, multinazionali, e fondi americani; il tutto sulla pelle di lavoratori.

    Che volete che importi a costoro se si è alla soglia propedeutica a un Gran Reset, oppure al fatto che il sistema finanziario globale stia tagliando il ramo sul quale sta seduto. Il fatto è che, al momento, taglieranno il ramo su cui siede mia moglie, come quotidianamente tagliano rami su cui molti di Voi che qui scrivete siete seduti.

    Chi ha vinto? Rivolgendomi ai sindacati devo dire in questi ultimi tempi hanno commesso qualche errore di troppo che ha allontanato i lavoratori; errori di sottovalutazione dei repentini cambiamenti nel mondo e di accettazione di scelte imprenditoriali o politiche che negli anni 60/70 del secolo scorso avrebbero combattuto.
    Ma se in questi giorni quasi tutti i partiti politici e i media si schierano a difesa del governo e criticano l’unico sindacalista (Landini) che dichiarando lo sciopero generale ci sta mettendo la faccia, cosa possiamo imputare ai lavoratori se non sanno più cosa fare.

    Attenti al Lupo, recita la canzone. Che dire per il prossimo futuro se non di prestare attenzione al VOTO; tagliate il ramo giusto se lo sapete riconoscere, prima che sia troppo tardi.

  3. Troppo silenzio per troppo tempo !!!! Il sindacato in questi ultimi anni non è riuscito nemmeno a rinnovare in maniera dignitosa contratti collettivi mettendo soldi nelle tasche della gente senza parlare della parte normativa che ad ogni rinnovo ha perso dei pezzi per strada !!! Abbiamo visto anche un sindacato diviso sul Job Act !!! E ora diviso sullo sciopero !!!! L’incoerenza della CISL che si proclama sindacato coerente e che preferisce i tavoli e non le piazze !!!! Abbiamo visto i vostri tavoli dove ci hanno portato …ci hanno portato la Legge Dini…La riforma Fornero….il Job Act e ora arriverà sicuramente la cancellazione del sistema misto !!!!
    Scusate lo sfogo ma in 40 anni ne ho viste troppe !!!!

  4. Io ciò che penso è che più passa il tempo e più mi rendo conto che non contiamo un cavolo, fanno di noi ciò che vogliono,parlano tutti chiacchiere ma chi non vive è gente come me che non lavora non perché non può fisicamente,

  5. Tutti a casa a 65 anni
    Andare in pensione ,a chi non lo vuole può rimanere fino a 67 anni
    Un cristiano ha diritto ad alcuni anni di serenità
    Non tutti sono funzionali al 100% dopo I 65

  6. Sono una amministrativa della sanità ho 61 anni e 31 di contribuzione ,purtroppo nonostante la mia invalidità dovrò lavorare perché non rientro in nessun punto dei privilegiati che andranno in pensione.
    Vergogna!!.. non ho potuto lavorare quando avevo le mie figlie piccole…e adesso non posso andare in pensione…le vorrei aiutare ma non è possibile…noi donne sempre le più svantaggiate in tutto…che schifo!!!

  7. Concordo parzialmente con quanto sostenuto dal Dott. Perfetto. La politica industriale, il fisco e il contrasto alle delocalizzazioni sono prettamente argomenti governativi. Quale governo non si impegnerebbe seriamente a sostenere le proprie industrie o evitare le delocalizzazioni selvagge con svendite a paesi terzi ? Ne va della tenuta sociale. A nessuno, penso, piace governare un paese di nuovi disoccupati e disperati. Sono sempre stato di sx, sempre operaio, ma questo non mi ha impedito di capire che se non ci sono imprenditori non ci sono nemmeno gli operai. Quindi è giusto sostenere gli imprenditori, chiedendo però in cambio serietà, onestà e non la sola voglia di arricchimento. Per quanto riguarda i contratti della PA e non solo, e per la lotta al precariato, questi invece sono di interesse dei sindacati ed è stato giusto inserirli nel confronto con il governo. Limitarsi al solo argomento delle pensioni sarebbe stato riduttivo. Non si può pensare solo ai pensionati o ai futuri pensionandi, il sindacato deve pensare anche a chi ancora lavora. Che poi si sia mosso in ritardo non c’è dubbio e comunque, come abbiamo visto, anche tra di loro non c’è unità di intenti. La CISL si è sfilata e mi è ritornata in mente quella situazione di molti anni fa quando l’allora segretario di questo sindacato, nottetempo, percorrendo sotterranei che portavano a Palazzo Chigi, si incontrava segretamente con l’allora ministro Sacconi, per mettersi d’accordo su come mettere in difficoltà la CGIL. La Cisl non è nuova a simili atteggiamenti divisivi. Me lo sarei aspettato più dalla UIL.

  8. È uno schifo vero e proprio con 40 anni di servizio e 61 anni di età non posso andare in pensione chissà quando potrò? Come al solito politica e sindacati litigano ma nulla a favore del lavoratore

  9. Facciamo uno sciopero ad oltranza dal 16 in poi e vediamo se Governo e Confindustria ascoltano, startene certi che dopo due o tre giorni di sciopero continuativo verrebbero a più miti consigli. Quando si fa qualcosa di concreto qualcosa esce sempre fuori. Non è mai troppo tardi per fare niente, ancora il voto finale alle camere non è stato fatto. Ad OLTRANZA e arrivano gli effetti, avete visto dopo un po’ di sabati dei ritrovi(sconsiderati per me dei no va x) come veniva dato risalto a questa cosa, anche se logicamente si deve scioperare senza danneggiare i negozianti o spaccare niente perché non sarebbe corretto. Facciano uno Sciopero ad OLTRANZA e vedrete che ci ASOLTERANNO, ma dal 16 in poi non si deve parlare di altro.

  10. Si continua a girare intorno al problema.. Le soluzioni sono semplici ma dolorose per taluni (e per questo le tengono nascoste):
    1) ridurre stipendi e pensioni dei politici a tutti i livelli.
    2) requisiti per avere diritto alla pensione uguali per tutti politici compresi 40 ANNI.
    3) tutte le pensioni superiori a 3000 euro netti mese vanno ricalcolate con metodo contributivo.
    4) eliminazione degli sprechi e privilegi della “CASTA”
    5) Suddividere l’assistenza dalla previdenza.
    6) Introdurre una forte penalizzazione (superiore al 50%) per chi continua a lavorare avendo maturato il diritto alla pensione. (se proprio vuoi lavorare fallo gratuitamente)
    7) eliminare tutti i contributi ai partiti e ridurli a 3 partiti – se non raggiungi il 30% ti cancello.
    8) In presenza di un governo tecnico si mandano a casa tutti i politici e si leva lo stipendio, se non sanno governare cosa li paghiamo a fare? Eliminazione degli sprechi.
    9) Se un politico cambia schieramento gli viene immediatamente tolto lo stipendio, gli incarichi e tutti i privilegi. Se ne torna a casa e non può candidarsi alle prossime elezioni ma deve saltare un giro.
    10) A tutti i politici, tecnici, “super tecnici e compagnia bella – Fornero compresa” è vietato avere un lavoro quando si prende la pensione. Se vogliono possono prestare la loro consulenza in forma gratuita a beneficio della comunità

  11. Io posso dire quello che dico sempre, cioè rispettare la Costituzione e fare pensioni anticipate per tutti con gli stessi criteri.
    Salvaguardando i lavori usuranti, lavoratrici madri, ultrasessantenni disoccupati e lavoratori e professionisti di tutte le Casse obbligatorie e non solo INPS. Ogni altra soluzione è un pastrocchio che premia alcuni e bastona altri. I principi sono giusti e inderogabili. Le opinioni su come farlo vengono dopo. Difficile da comprendere?

  12. qual’è il problema? il sindacato da un lato ha perso tantissima forza e d’altra parte i vertici sindacali in seguito diventano esponenti politici; tutelano i loro interessi invece di quelli dei lavoratori, lo sciopero adesso non ha alcun senso, forse aveva senso 6 mesi fa quando si capiva che non si sarebbe fatto nulla sulle pensioni; i partiti pensano ad altre cose, all’elezione del presidente della repubblica, all’eventuale nuovo governo, alle eventuali nuove elezioni e a tutelare i loro interessi (onorevoli con i vitalizi salvati); l’Unione Europea dice: provate a toccare la legge fornero e vedete quanti soldi del piano riserva e resilienza vi arriveranno ; draghi è in dubbio se fare a breve il presidente della repubblica o il presidente del consiglio; sull’evasione fiscale lasciamo perdere; morale di tutto: siamo proprio nella m……………da più totale saluti ai gestori del sito

  13. Visto il golpe strisciante dei ripetuti governi tecnici e la scarsa effettività politica di sindacati e partiti a noi cittadini resta il voto cioè assai poco. Occorre rifondare la partecipazione ma vedo una notevole debolezza di ideali, idee e capacità di convergenza.

    1. Il voto oramai conta niente,x me invalida al 99 x cento nell’impossibilità di deambulare da sola ,hanno fatto schifo perché 290prendevo e non mi hanno aumentato un caro c****o . conferma che non contiamo propio niente, l aumento ci sarà ma x chi già prende il doppio

  14. Buon giorno dottor Perfetto.
    Tra i pochi che io credo abbia dimostrato di avere l’occhio lungo e ribadirci per l’ennesima volta concetti che, purtroppo, inutilmente ha in uso ripeterci.

    Che tutti i cittadini ancora non sappiano cosa li attende, che non sappiano nulla nonostante da tempo circolino termini quali: globalizzazione, intelligenza artificiale, mercato libero e che alcuni effetti siano giornalmente negli occhi di tutti, può essere vero.
    Dubito che non lo sappia il governo, o meglio che non lo sappia in modo preciso almeno il nostro attuale ”chupa chups”.

    Buone leccate politiche da parte di tutti … e cosi torneremo sindacalmente agli anni 60; in fin dei conti forse ne rimarrà uno solo “il buon pollo Landini”, il solo al quale però è giusto riservare l’onore delle armi .

  15. INDUBBIAMENTE I SINDACATI SI DOVEVANO MUOVERE PRIMA E CON MENO ARGOMENTI SUL TAVOLO, DOPO UNA PRIMO SCIOPERO MAGARI PRIMA DELL’ESTATE FORSE IL GOVERNO SI SAREBBE SEDUTO AL TAVOLO A DISCUTERE UNA PRIMA TRANCE ED IN SEGUITO POI PORTARE SUL TAVOLO ANCHE ALTRI ARGOMENTI. MA COME SAPPIAMO E’ CONVENUTO A TUTTI (SINDACATI E POLITICI NON CERTO AI LAVORATORI) ASPETTARE FINO AD ADESSO CHE E’ TROPPO TARDI

  16. Scusare, ma da un Governo che non spende una parola per combattere l’indecente e mostruosa evasione fiscale ed accetta supinamente che metà Paese sia in mano dalla criminalità organizzata cosa potete aspettarvi? Spremere e sfruttare i lavoratori con la complicità di partiti e sindacati è l’ovvia conseguenza.
    Auguri a tutti.

  17. Il Governo dei “migliori” non vince un bel niente.
    Semplicemente perché non si tratta di una sfida, di una questione di giustizia semmai.
    Date ai lavoratori quel che è dei lavoratori.
    Una giusta pensione ad una giusta età.
    Punto.

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