Riforma pensioni 2022: ‘Ho versato 41 anni ho diritto alla pensione’. Ma é vero?

E’ nato prima l’uovo o la gallina pare un dubbio amletico al pari della questione previdenziale ho versato per una vita i contributi dunque la pensione è certa o devo sperare lavorino altri quando io sarò in pensione per riscuotere la mia? Discussione quest’ultima che anima da tempo il nostro sito ed i social in generale, la risposta viene data per scontata dai lavoratori precoci, che dicono : ‘Ho lavorato 41 anni la pensione é un mio sacrosanto diritto, avendo versato tutti questi anni di contributi, lo Stato mi renda i miei soldi accumulati” . Ma é proprio così? Talvolta sulla questione qualcuno più competente a livello previdenziale tenta di dare risposte al fine di mettere fine a quanto viene dato per certo, in questo caso la persona chiamata in causa é stata il Dott. Claudio Maria Perfetto.

Che ha cercato di spiegare rispondendo dettagliatamente al Sign Sandro che: “E’ una questione di “flusso di cassa”. Un flusso che viene alimentato con i contributi dei lavoratori e quindi con la creazione di posti di lavoro. Altrimenti, l’alternativa è quella di alimentare il flusso con la fiscalità generale, aumentando le tasse (non giova a nulla ridurre gli stipendi dei parlamentari, o ridurre le cosiddette “pensioni d’oro”, o illudersi di recuperare fondi dall’evasione contributiva, dall’evasione dell’IVA. E per questo, sarebbe meglio lasciare insieme Previdenza e Assistenza).

E poi conclude, al termine delle sue considerazioni: “Gira e rigira, però, il problema non sono tanto le pensioni, ma è il lavoro che non c’è, e che nessuno pensa a creare in maniera efficace (lavoro non precario), nemmeno i Sindacati”. Eccovi l’affermazione del nostro lettore Sandro e la sua risposta completa:

Riforma pensioni 2022: la pensione è un mio diritto se ho versato. Funziona davvero così?

Sandro: ‘Carissimo Dott. Perfetto, lo Stato non deve anticipare nulla, siamo noi che abbiamo anticipato con i contributi versati allo Stato i soldi per pagarci le pensioni! Povera Italia! In che mani siamo! E che spudorate scuse dobbiamo sentire!’

Il Dott Claudio Maria Perfetto ha così risposto: “Sig. Sandro, noi non anticipiamo nulla con i nostri contributi.I nostri contributi che versiamo come lavoratori servono per pagare le pensioni ad altri. In base ai contributi che versiamo, altri lavoratori pagheranno a noi le pensioni in modo che possiamo mantenere da pensionati lo stesso tenore di vita che avevamo come lavoratori. In un certo senso è un sistema che funziona, perché è fondato sulla “solidarietà”, una parola che sbiadisce sempre di più col passare del tempo.

Cosa significa tutto ciò? Significa che la cassa dell’INPS è sempre vuota, in quanto ciò che viene versato dal lavoratore viene contestualmente prelevato dal pensionato. Diciamo che in questo modo il sistema previdenziale si trova (per usare una parola molto amata dagli economisti) “in equilibrio”. E’ proprio questo “equilibrio” che la Riforma Fornero tende a preservare, a mantenere.

Se ora ci troviamo di fronte a un lavoratore che va “prima” in pensione, dov’è il lavoratore “addizionale” che versa i contributi per finanziare la pensione che viene presa in “anticipo”? Non c’è. Quindi, l’INPS, per anticipare la pensione, deve chiedere un prestito alla banca (ribaltando sul pensionato i costi in termini di ciò che volgarmente viene chiamata “penalizzazione”), oppure fa chiedere il prestito al pensionato stesso tramite APE – Anticipo Pensionistico).

Riforma pensione 2022: da riforma Fornero rigida a flessibile, ma quanto ci costa?

Poi prosegue il Dott Perfetto analizzando le ultime due proposte di flessibilità proposte dal Presidente Inps Tridico e da Raitano e spiegandone la logica al lavoratore: “Con le proposte Tridico/Raitano ci troveremmo a mutare la Riforma Fornero (Rigida) in “Riforma Fornero Flessibile” fatta da: pensione di vecchiaia (senza penalizzazione), pensione anticipata (senza penalizzazione), anticipo pensionistico (con “penalizzazione”: a carico dello Stato o, come è più probabile, a carico del pensionato).

Ci tengo a precisare che tali affermazioni sono molto personali, è così come la vedo io, e non è detto che la vedano allo stesso modo Tridico, o Raitano, o Fornero (che agisce da consulente).

Come vede, sig. Sandro, non sono scuse che vengono avanzate. E’ una questione di “flusso di cassa”. Un flusso che viene alimentato con i contributi dei lavoratori e quindi con la creazione di posti di lavoro. Altrimenti, l’alternativa è quella di alimentare il flusso con la fiscalità generale, aumentando le tasse (non giova a nulla ridurre gli stipendi dei parlamentari, o ridurre le cosiddette “pensioni d’oro”, o illudersi di recuperare fondi dall’evasione contributiva, dall’evasione dell’IVA. E per questo, sarebbe meglio lasciare insieme Previdenza e Assistenza).

Gira e rigira, però, il problema non sono tanto le pensioni, ma è il lavoro che non c’è, e che nessuno pensa a creare in maniera efficace (lavoro non precario), nemmeno i Sindacati. Se non si crea lavoro (e il modo per farlo ci sarebbe), si passerà dalla “Povera Italia” alla “Italia povera”.

Voi cosa ne pensate delle considerazioni del Dott. Perfetto, vi sono chiare le sue specifiche?

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29 commenti su “Riforma pensioni 2022: ‘Ho versato 41 anni ho diritto alla pensione’. Ma é vero?”

  1. Dobbiamo capire una cosa, se di lavoro parliamo, dovremmo farlo su noi stessi …come si fa oggi non chiedersi cos’è una moneta, chi la crea a cosa serve ecc..è un unita di misura come il metro o il peso nata nei secoli scorsi per sostituirsi al baratto dando il giusto valore alle cose, poi queste istituzioni false politiche bancarie finanziarie ne hanno fatto la schiavitù che conosciamo. Quindi si può andare in pensione a 30 a 20 di lavoro x logica si, non è un problema di soldi, perché si creano dal nulla dal 1970 con un click..quindi parlare di 41 42 e una presa per il…perché non 25 ,20 una volta capita la truffa monetaria la domanda da farci è cos’è un lavoro visto che il 70% sono lavori inutili..vi invito a visitare il progetto venus del ingeniere futuristico Jacque Fresco.

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  2. Allora la pensione non e un problema di soldi si creano trilioni di euro con un click..è solo narrativa, come dicono le neuroscienze cambi pensiero cambi la realtà…vi faccio un esempio se i media 24 ore su 24 come hanno fatto con il virus dicessero la verità sulla creazione della moneta dal nulla la gente ci crederebbe…e solo narrativa…come i falsari che stampano moneta come fa la banca entrambi tipografie, pero vi hanno fatto credere che un soldo e falso l altro e vero..e carta colorata nata per sostituirsi al baratto non per fare schiavitù umanitaria…e una truffa stata denunciata la banca da Giacinto Auriti prof.diritto quindi quando capisci quanta ricchezza si puo creare dal nulla finisce questo reality show chiamata vita

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  3. Allora la pensione non e un problema di soldi si creano trilioni di euro con un click..è solo narrativa, come dicono le neuroscienze cambi pensiero cambi la realtà…vi faccio un esempio se i media 24 ore su 24 come hanno fatto con il virus dicessero la verità sulla creazione della moneta dal nulla la gente ci crederebbe…e solo narrativa…come i falsari che stampano moneta come la banca entrambi tipografie, vi hanno fatto credere che un soldo e falso l altro vero..e carta colorata nata per sostituirsi al baratto non per fare schiavitù umanitaria…e una truffa stata denunciata la banca da giacinto Auriti prof.diritto quindi quando capisci quanta ricchezza si puo creare dal nulla finisce questo reality show chiamata vita

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  4. Perché non si fa mai un ricalcolo della pensione ai milioni di pensionati che sono andati in pensione con 15 anni di contributi? Inoltre, ci sarebbe da risanare una disparità di trattamento tra chi, fino a pochi anni fa poteva andare in pensione con 35 anni di contributi versati e 57 anni di età. Infine, perché non si fa una ricognizione generale di tutte le posizioni, facendo una redistribuzione generale in base alla situazione patrimoniale di ognuno? È ancora ammissibile che chi vive un pensionato nullatenente a Milano debba avere lo stesso trattamento che ha svolto lo stessa mansione lavorativa e vive in un paesino dell’ Aspromonte?

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  5. Buongiorno,
    Sono d’accordo con lei dott. perfetto riguardo la mancanza di lavoro ma la domanda è. perché coloro che usufruiscono del reddito di cittadinanza,disoccupazione o altri sostegni al reddito non sostituiscono i lavoratori che devono accedere alla pensione?Io credo che con questo sistema le casse INPS siano meno vuote.Grazie

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  6. Carissimi signori che gestite l’imps vi dico io la soluzione
    Il reddito di cittadinanza va dato a hi serve realmente, di conseguenza bisogna mandare in pensione i lavoratori con 41 anni di contributi la pensione si copre per metà con il reddito di cittadinanza recuperato, lo stato deve obbligare il datore di lavoro ad assumere in automatico un giovane al posto del pensionato lo stipendio del giovane al lavoro una parte copre la pensione del neo pensionato il rimanente è stipendio del giovane il pensionato deve seguire in azienda il giovane per il periodo di apprendistato per formarlo
    TirTo le conclusioni è il giovane che paga il pensionato per il flusso di cassa come dite voi dei conti
    Ps.
    Spesso qua di sì parla di togliere il vitalizio ai parlamentari si rivoltando perché si tocca un diritto acquisito.
    Io che ho 61 anni ho cominciato a lavorare a 14 anni e all”epoca si diceva di andare in pensione con 40 anni di contributi se non ricordo male!!
    Ad oggi mi mandano con 42e 10 mesi salvo aspettativa di Vita
    Io mi domando ma il mio diritto acquisito che fine a fatto??
    Oggi purtroppo i politici chiunque vada al governo pensa alle proprie tasche
    Finisco qui il mio commento altrimenti mi servirebbe un libro per scrivere tutto quello che penso
    Un ultima cosa
    Dite a chi ci comanda di usare un po’ di più il buon senso che purtroppo non sanno più cosa sia

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  7. Diciamo che l’errore pensioni risale almeno a 5 decenni fa quando i politici in cambio di voti regalavano pensioni d’oro a lavoratori che dopo 15 anni di lavoro si guadagnavano la pensione ovviamente calcolata sul retributivo. Ora ci troviamo a pagare pensioni a molti anziani che non se la sono certo guadagnata. Non si possono pagare pensioni per 50 anni ad una persona perché questa l’ha percepita a soli 40 anni. Lo stato in questa folle avventura doveva capire che si trovava di fronte ad una platea immensa di pensionati

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  8. E se così fosse basterebbe rimpiazzare un lavoratore che esce in pensione con un nuovo assunto!!!! Se un pianificatore va in pensione e non ne assumono un’altro chi si sveglia di notte a pianificare al suo posto??? La signora Fornero???Draghi?? O forse Monti??? Tutte storielle e tutta falsa informazione per cercare di rincretinire le persone.

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    • Hai ragione, l”ho detto anch’io in un mio commento recente che ci vogliono far credere che nostro Signore (nostro Dio) è morto di freddo insomma non ci va’una scienza a fare 1+1 che a casa mia fa’ 2 e non fa 3.

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    • Lo stato la deve finire di marttelare sempre i. Pensionati e meglio che i parlamentari si abbassa no lo stipendio e i vitalizi loro vanno in pensione dopo due legislature in poche parole vanno in pensione a 50

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  9. Anche io fra un anno avrò maturato 41 anni e 4 mesi di contributi, ma non avendo raggiunto i 10 mesi, essendo insegnante dovrò lavorare un intero anno scolastico di 12 mesi. Stando così le cose dovrò dunque lavorare altri due anni. Mi chiedo: fra due anni il problema del “flusso” sarà identico?.. Allora a che serve questo accanimento pensionistico che mi costringe a “trascinarmi a gran fatica” a scuola?

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  10. I nostri contributi servono a pagare le pensioni degli altri ecc.ecc., l’Italia e l’Inps sono in difficoltà, bla bla, la domanda che faccio: come mai si è arrivato a questo? Perché noi che aspettiamo la pensione
    dopo tantissimi anni di lavoro dovremmo pagare sulla nostra pelle penalizzazioni varie, sistema contributivo e via dicendo quando il modus operandi dei vari governi ha portato a ciò? La stessa Fornero dopo le cose sentite appare meno grave…Rispettate i lavoratori!!!

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  11. Gira che ti rigira la solfa é sempre quella è a rimetterci sempre le persone oneste cioè lavoratori e pensionati, insomma in parole poverissime ci vogliono far credere che il signore (nostro Dio) é morto di freddo,mi sembra che quando una persona ha lavorato 41 o addirittura 43 anni non rubi niente a nessuno e, si vergogni chi ha il coraggio di chiamarle pensioni anticipate.
    Non aggiungo altro.

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  12. Il problema e’ l’ illusione che ci sia veramente lo stato sociale, per cui il cittadino da’ in gestione i propri soldi per condividere la gestione in modo equo.
    Putroppo molti cittadini si sono fidati e questi sono i risultati…

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  13. Purtroppo gli errori sono stati quelli del passato dalla legge Dini che ha creato, quella si un vero divario che nulla ha a che vedere con un sistema che funziona, perché è fondato sulla “solidarietà”. Perché da allora si è consentito non in base alla solidarietà ma agli interessi politici e del dividi et impera che si creassero vere e proprie disparità di trattamento, grazie al cielo ma troppo tardivamente, fatte cessare dalla tanto bistrattata legge Fornero. Già al tempo della legge Dini tutti, sindacati e legislatori avrebbero dovuto rincorrere il principio della “solidarietà” coinvolgendo tutti i lavoratori facendoli gradualmente tutti in modo “solidale” andare verso il contributivo. Invece si è voluto salvaguardare una parte, allora consistente, che avrebbe potuto creare a loro fastidi e si è voluto lasciare gli altri in balia degli eventi futuri che avrebbero gestito altri, alla faccia del sistema solidale!

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  14. Messa come riportato nel titolo: ” Ho 41 di contributi ho diritto ……..”, NO ! Non me ne vogliano i lettori, ma non è così. Si ha diritto alla pensione con 41 anni di contributi solo a determinate condizioni. L’unica legge sulle pensioni esistente al momento è la famigerata legge Fornero, tutto il resto sono semplicemente opzioni, deroghe, in alcuni casi schifezze vere e proprie. Le opzioni o deroghe sono per esempio Opzione Donna, APE Social, precoci ante 1995 con 18 anni di contributi, le schifezze sono le quote. Addirittura OD è venuta ad essere meno interessante durante questi tre anni, essendo le lavoratrici con 58-59 anni costrette ad una finestra di 1 anno che le avrebbe portate inesorabilmente a 59-60. A quel punto la convenienza è venuta ad essere labile. Perchè accettare il tutto contributivo quando sarebbero bastati qualche mese in più o al massimo un paio d’anni in più ed avere anche la parte retributiva ? Certo, per chi era disoccupato da tempo e ormai non più riciclabile nel mondo del lavoro la quota 100 era una cosa comprensibile e accettabile, ma gli altri ? Quelli che un lavoro e uno stipendio lo avevano ancora perchè non hanno dovuto seguire le regole della Fornero come il resto dei lavoratori ? In questo momento poi si sta facendo un po di confusione quando si parla di pensione anticipata. Per la legge Fornero la pensione anticipata sono i 42,10 ( in realtà 43,1 ) e quindi quando vogliamo parlare di anticipo rispetto alla Fornero sarebbe corretto dire pensione StraAnticipata, in pratica quello che è stato per qualcuno la quota 100 che peraltro ha permesso a pochi di andare in pensione StraAnticipata senza penalizzazioni, cosa che invece toccherà ai prossimi pensionandi. Ci troveremo cosi con pensionati con quota 62-41 che prenderanno tanto quanto e forse meno di chi si è pensionato con 62-38. I primi con 41 anni di lavoro avranno la penalizzazione che porterà il loro assegno come se ne avessero lavorati 38 come i secondi. Una disfatta della serietà, dell’ equità e della logica.

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    • perchè esisteranno i pensionati con 62 e 41? nooooooooooooooooooooooooo; con 62 e 41 come dissero a me a ottobre non hai i requisiti; puoi andare senza requisiti e mangiarti la pensione integrativa con la rita; mi pare che domani si incontreranno per il tavolo tecnico, poi forse in settimana per quello politico; …………………………………………….saranno almeno 8 mesi che perdono tempo; e intanto la gente muore sul lavoro; beati i pensionati; saluti ai gestori del sito

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  15. Se una persona lavora 15anni e percepisce la pensione per 60 mantiene il sistema in equilibrio? Chi ha avuto queste idee geniali evidentemente sa fare bene i conti. E noi abbiamo la pretesa di andare “solo” dopo 41/42/43 anni di versamenti,siamo proprio incoscienti !!

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  16. Sarà anche basato sulla solidarietà ma di sicuro non sull’equità visto che chi ha potuto andare in pensione qualche anno fa gode di pensioni più ricche a fronte di meno anni di contributi versati. Per noi degli anni 60 la solidarietà non esiste.

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  17. vedremo nelle prossime settimane o mesi quale supermegaporcata partorirà draghi sulle pensioni e i sindacati diranno: noi abbiamo tentato; di più non potevamo fare ; tutte balle saluti ai gestori del sito

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  18. Non sono d’accordo. Questa è una visione del problema, che nasce dal presupposto che chi lavora versa i contributi per pagare le pensioni di chi è uscito prima. Ma non è così. Cerco di spiegarmi meglio. Se il lavoratore avesse versato questi soldi in un fondo assicurativo sistema pac per intenderci, creandosi un suo capitale. In seguito si sarebbe potuto ritirare a suo piacere riprendendosi capitale e interessi maturati o in alternativa scegliendo una rata mensile “tipo pensione”. Ovviamente rispettando le regole iniziali contenute nell’accordo. Questo è quanto doveva essere anche per le pensioni, MA dove sta il problema?. Il problema sta nel fatto che i primi che sono andati in pensione e in seguito tutti i politici e compagnia cantante, non avevano versato a sufficienza e le casse erano vuote, ragion per cui ci si è inventati il sistema dell’equilibrio passando la patata bollente a chi viene dopo.
    Or bene, nel momento i cui lo stato a permesso di andare in pensione senza i relativi versamenti, quella spesa doveva essere messa in un altra posta, chiamiamola sussistenza o altro non conta la voce dove finisce certamente non doveva essere prelevata dal cassetto dei versamenti pensionistici personali. questa è la verità. Poi possiamo girare la frittata a nostro piacimento.
    AGGIUNGO UNA PERLA…. che nessuno vuole sentire… Se l’inps è in difficolta, se l’italia è ultra indebitata ci sarà pure qualche colpevole o no… ma se proprio non abbiamo volontari che si fanno avanti che dicono ad alta voce abbiamo sbagliato, Possiamo comunque porre rimedio. I debiti si possono onorare vendendo i propri patrimoni come del resto hanno sempre fatto le persone ONESTE. Oggi invece le persone non pagano i propri debiti, trasferiscono la patata bollente ad altri e si ritirano con un fallimento portandosi via i denari e lasciando il problema ad altri. Quindi ricapitolando, l’italia e l’inps sono indebitati, bene vendiamo parte del patrimonio e ripartiamo da zero. Ovviamente facciamo anche pulizia di tutti quei cialtroni che rubano soldi, che occupano poltrone senza lavorare, ch epigliano diverse pensioni, che vantano diritti ecc. ecc. PULIZIA GENERALE. e ripartiamo da zero.

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    • Parole sante le sue Sig. Orlando.
      Anch’io non sono d’accordo con il Dott. Perfetto e aggiungo che se il sistema INPS è sempre stato così, questo non vuol dire che non si può cambiare.
      Il Dott. Perfetto dice: ““E’ una questione di “flusso di cassa”. Un flusso che viene alimentato con i contributi dei lavoratori e quindi con la creazione di posti di lavoro. Altrimenti, l’alternativa è quella di alimentare il flusso con la fiscalità generale, aumentando le tasse”.
      Sulla creazione di posti di lavoro siamo tutti d’accordo ma al momento il problema del “flusso” è riversato solo sugli attuali lavoratori semplicemente aumentando l’età pensionabile.
      Se le casse dell’INPS non ce la fanno a rendere i soldi (sotto forma di pensione) versati con i contributi, non può essere un problema solo di chi sta lavorando adesso.
      Quando abbiamo iniziato a lavorare abbiamo siglato un accordo (obbligatorio…) con l’INPS e questo ente adesso deve rispettarlo.
      E aggiungerei “Ovviamente rispettando le regole iniziali contenute nell’accordo” come dice il Sig. Orlando: non si possono cambiare le regole a partita iniziata.
      Il Dott. Perfetto aggiunge: “non giova a nulla ridurre gli stipendi dei parlamentari, o ridurre le cosiddette “pensioni d’oro”, o illudersi di recuperare fondi dall’evasione contributiva, dall’evasione dell’IVA”.
      Non è vero che non giova a nulla, magari poco ma a qualcosa serve e soprattutto rende giustizia a chi non arriva a fine mese con stipendi/pensioni da fame o è disoccupato.
      Complimenti ai gestori del sito!

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    • Sig. Orlando, lei si riferisce al Sistema Previdenziale cosiddetto “a capitalizzazione”, dove un fondo pensioni investe i suoi soldi e glieli remunera con un certo interesse. Lei potrà riprendersi in ogni momento quanto ha versato al fondo pensioni più gli interessi maturati.

      Il Sistema Previdenziale gestito dell’INPS invece è “a ripartizione”, dove i suoi contributi non vengono investiti ma servono per pagare le pensioni.

      Nessuno è più giusto dell’altro. Sono giusti entrambi. Entrambi hanno vantaggi e svantaggi.

      Per quanto riguarda l’indebitamento, lo Stato già vende parte del suo patrimonio per ridurre il debito pubblico (la privatizzazione, per esempio, iniziata già negli anni Novanta, aveva, tra le altre cose, anche questo scopo).

      Sono d’accordo con lei che lo Stato dovrebbe vendere il proprio patrimonio, quello immobiliare del valore di 340 miliardi di euro, ma non già per ridurre il debito pubblico, bensì per pagare le pensioni e per investire al fine di creare lavoro senza doversi indebitare (e c’è davvero tanto da investire da parte dello Stato, tant’è che lo Stato lo farà con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza utilizzando i fondi del Recovery Fund, e quindi indebitandosi, ma, per citare le parole di Draghi, si indebita contraendo “debito buono”).

      Ci sarebbe la questione di fare in modo che il patrimonio immobiliare dello Stato, una volta venduto, rimanesse in Italia. Il modo per farlo ci sarebbe.

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  19. Mi auspico che arrivi il momento di mettere almeno da parte l’idea che i problemi li creano i pensionati. I cattivi e pretenziosi anziani italiani che non pochi giovani ormai additano a causa della loro pena.

    Mi scusino, ma questi sono ragionamenti faciloni, di chi non si accorge che l’esaltazione neoliberista e il caos dovuto a leggi quali la: “Financial Services Modernization Act” dell’era Clinton (1999) e la liberalizzate delle transazioni finanziarie a sfondo speculativo, hanno portato a crisi e a fallimenti di banche e assicurazioni zeppe di Derivati con migliaia di miliardi di debiti che hanno gettato nel baratro per un decennio il mondo intero.

    Questo è accaduto mentre da 50 anni la predica era: lo Stato deve mantenersi alla larga dal Libero Mercato perché serve: libera finanza, libere corporation con il massimo potere d’azione possibile.
    Per poi, quando la cacca è arriva alle orecchie, ci si è ricordati degli Stati, della necessità di fare “debito” per risanare buchi, truffe si speculatori, fallimenti bancari , assicurativi, societari ecc. ecc.

    Ora, qualcuno tra noi, se la prende con i pensionati anziani dicendo che i giovani faticheranno perché gli attuali 41/42 non intendono “immolarsi” per un altro paio d’anni di lavoro!
    Ma costoro si sono accorti di vivere il Socialismo dei: “guadagni ai Privati e delle perdite agli Stati”.
    Lo sanno che dopo crisi finanziarie e sanitarie costate al mondo bilioni di debiti; il “debito pubblico” è usato quale feticcio da ostentare a chi osa parlare di pensioni e quote varie per porre lavoratori contro lavoratori.
    Giovani contro vecchi mentre il governo tecnico ci dice che lo Stato non è più in grado di soddisfare il sistema pensionistico attuale.

    Grande è lo stupore nel ravvisare la rassegnazione di alcuni al taglio di importi già ridotti e le contumelie di altri che accusano i lavoratori di non essersi ribellati alla legge Dini.

    Se alla base del denaro c’è il lavoro, mentre il resto è spostamento di una ricchezza artificiosa, talvolta pericolosa, a favore di pochi e a danno di molti; significa che il pericolo è sempre li, in attesa che qualche nuovo genio della finanza mostri la sua abilità nel fare di ogni cosa “carne di porco”. Dico a costoro di guardare dove sta il vero nemico, perché i vecchi la loro parte l’hanno già fatta.

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    • Avendo dal 1 dicembre 2017 assegno iO e continuo il mio lavoro di dipendente privato,L azienda mi toglie mensilmente la quota FPLD sulla busta paga 26 quote giornaliere,ma essendo turnista lavoro di solito meno di 20 giorni al mese visto che si tratta di quota giornaliera lavorata effettiva da togliere me ne vengono tolte molte di più.

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    • Come dice il dott.Perfetto è un flusso di cassa!!!!
      Questo flusso di cassa però non è versato e goduto in egual misura per tutti.(percentuale di contribuzione, tempo di contribuzione , quota restituita, anni di godimento e pensioni non elargite per cause di forza maggiore).
      Quindi il primo passo di una riforma sarebbe quello di eguagliare tutte le categorie contribuenti allo stesso periodo contributivo; eliminando tutti i balzelli ad oggi creati che hanno generato un sistema complesso creando flussi di cassa sbilanciati.
      Un secondo passo sarebbe quello di eguagliare i flussi di cassa entranti con quelli uscenti, intendo dire che gli anni contribuiti garantiranno gli stessi anni di pensione percepita, nel caso si sforasse questa regola l’assegno verrà ridotto alla quota minima .
      Oggi con le varie riforme fatte stiamo subendo un grosso furto economico, perché per una pensione anticipata dobbiamo contribuire circa 43 anni, percepire un assegno ridotto pari al 65_68% del nostro stipendio lordo, per 15 o forse 20 anni, lasciando nelle casse dell’INPS 20 o 25 anni del montante versato.
      Questo flusso di cassa è positivo per tasche altrui e non ha vantaggio del contribuente o no?
      Quindi finiamola di fare lana caprina, che trovino la quadra a breve, perché a furia di inaridire i cittadini il sistema diverrà sempre più improduttivo ed inaffidabile.

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