Il Governo Draghi stando a quanto ha proposto il Ministro Franco è stato molto rigido sulla prossima riforma delle pensioni del 2022, lanciando una proposta secca di quota 102 e 104 senza nessun altra apertura su altre forme di prepensionamento. Questo ha lasciato tutti i partiti interdetti, tanto che il dibattitto interno al Governo (e poi con le parti sociali) sta continuando in questi giorni e sono attesi sviluppi prima del varo della legge di bilancio del Consiglio dei Ministri. Ma quali sono le varie proposte sulle pensioni da parte dei partiti? Ecco di seguito l’elenco.
Riforma Pensioni 2022: post quota 100 ecco le proposte di Lega e PD
Il problema principale è sempre lo stesso, il Governo non vuole stanziare troppi fondi per la riforma delle Pensioni e quindi ha deciso di tagliare sull’Ape Social, su Opzione Donna e su altre forme di pensionamento anticipato. La dote totale che il Governo ha previsto di spendere in manovra è circa 1 miliardo di euro: per capirci soltanto il l rafforzamento dell’Ape social raggiungerebbe questa spesa. I partiti sperano che le maglie si possano allargare e chiedono miglioramenti in ambito previdenziale.
La Lega fa muro e spera di strappare la proroga di un anno di quota 100, o in alternativa ripropone quota 41, ovvero il pensionamento anticipato al raggiungimento di 41 anni di contributi, compresi quelli figurativi a prescindere dall’età. Ovviamente entrambe le manovre hanno costi esorbitanti e al momento pare impossibile che vengano considerate, tanto che fonti vicine al Carroccio fanno sapere che Salvini è pronto ad accettare una quota 102 per tutti come via di mezzo.
A far comprendere quanto complicato sia il cantiere pensioni sono le numerose proposte presentate dai partiti in Parlamento. La proposta del Pd, a firma Debora Serracchiani e Cantone, chiede di stabilizzare l’Ape sociale e di estenderlo a nuove categorie di lavori gravosi, di rendere permanente Opzione donna, di introdurre con una delega la pensione di garanzia per i giovani e di ridurre la soglia di vecchiaia per le lavoratrici madri.
Ultime novità oggi su Riforma delle Pensioni 2022: Forza Italia e FDI
Forza italia, invece, punta sulla possibilità di accedere al pensionamento per i lavoratori con almeno 62 anni di età e 35 anni di contributi, a condizione che l’importo del trattamento non sia inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale e con una riduzione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto al limite dei 66 anni.
Fratelli d’Italia propone una soglia minima di 62 anni e una massima di 70 anni, con almeno 35 anni di contributi. Molte delle proposte vanno nella direzione di un’uscita flessibile anticipata con ricalcolo contributivo, quindi la possibilità di andare in pensione prima dei 67 anni di età ricalcolando l’intera pensione con il metodo contributivo.
Infine non va dimenticato che c’è anche la proposta del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che prevede la possibilità di uscita dopo 63 anni maturando solo il trattamento contributivo, con un’operazione in due tappe che consente di incassare subito la parte contributiva e al compiere dei 67 anni il resto. Secondo Tridico questa operazione potrebbe interessare 200.000 persone in tre anni. Voi quale proposta preferite tra quelle dei partiti? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito!

I progetti fanno parte della nostra vita. Li facciamo in base alle nostre capacità, alle nostre disponibilità e alle regole vigenti. Ancora 30 anni fa dopo neanche due decenni di lavoro si poteva andare in pensione. In base a questi criteri tante donne hanno potuto mettere la famiglia al primo posto preferendo far nascere, crescere ed educare i propri figli per poi eventualmente dedicarsi anche al lavoro fuori casa. Ormai stava tramontando la mentalità che solo i maschi potevano studiare e lavorare, mentre il posto delle donne era a casa con i figli.
Oggi invece, in sole 2 generazioni, sono stati stravolti completamente i requisiti per andare in pensione. Il primo passo è stato quello di uguagliare l’età pensionabile delle donne a quella degli uomini (la differenza di prima di 5 anni riconosceva l’impegno della donna nella famiglia e la sua fragilità rispetto all’uomo) per poi aumentare ancora per tutti di altri 2 anni i requisiti necessari. Alla fine gli uomini devono lavorare 2 anni di più, mentre le donne 7.
Quindi a una persona di 50, 60 anni la vita lavorativa è stata più che raddoppiata rispetto all’inizio della sua attività, cosa impensabile allora, e i progetti di vita stravolti.
Pretendere oggi da una donna 50 o 60-enne, che ha dei figli, di aver anche più di 40 anni di lavoro è inaccettabile. Come è stato detto prima, quando queste donne erano giovani hanno potuto ancora dedicare la propria vita al matrimonio, ai figli e alla famiglia e la carriera era al secondo posto. Una volta svolto il suo ruolo di mamma non era facile trovare lavoro. Non per colpa loro, per pigrizia o mancanza di volontà, ma perché il lavoro scarseggiava e da allora non è cambiato nulla. Bisognava cercarlo, aver pazienza, fortuna e grande spirito di adattamento. E ora le mamme vengono punite. Difatti tra chi ha potuto andare in pensione con Quota100 oltre il 75% sono maschi.
In poco tempo alla donna, sposa, madre che mette al mondo figli e che li fa crescere ed educare, caregiver in caso di bisogno, è stato imposto di assomigliare all’uomo maschio. La maternità, la cura dei cari non hanno più nessun valore positivo, anzi diventano un peso, un ostacolo perché essa deve occuparsi della sua carriera lavorativa per evitare il rischio di non poter avere una sua pensione o almeno una pensione dignitosa.
Per le donne, però, è stata creata un’uscita chiamata “Opzione Donna”: quando le mancano 6 anni di contributi, con 35 anni di lavoro già fatti su 41 richiesti (cioè il 15% in meno) ed è spesso costretta dalla situazione familiare (genitori non autosufficienti, nipoti) o per motivi di salute a lasciare il posto di lavoro, viene offerta questa possibilità che la penalizza fortemente. E’ stato deciso che tutto il periodo lavorativo sarà calcolato in forma contributiva: ma non solo, i periodi di malattia o di congedo per maternità sarebbero considerati inutili per il calcolo delle pensione. In questo modo le donne perdono circa il 35% del suo valore contro il 15% di anni che mancano loro. E’ un vero furto legalizzato. Non per niente questo tipo di uscita dal mondo del lavoro non hanno avuto il coraggio di proporlo agli uomini. Si ritorna al vecchio modello, che pareva andato nel dimenticatoio, della sposa che per ragioni economiche deve sottomettersi al marito e non può essere economicamente indipendente.
Ultimamente si parla tanto di pensare alle generazioni future, ma ci si dimentica di aiutare le donne oggi, quelle non più giovani alle quali la vita e i principi sono stati stravolti in poco tempo, che si vedono adesso dover lavorare fino alla vecchiaia per raggiungere quei famosi 41 anni di lavoro o 68 anni di età. Le violenze fisiche che le donne italiane subiscono indignano tutti, ma questo tipo di violenza passa nel silenzio assoluto. Ma se non ci fosse stato il loro sacrificio i giovani non sarebbero nemmeno nati.
In realtà, in Italia, esiste un’altra finestra d’uscita a 63 anni (Ape Sociale) e mentre gli altri paesi lasciano uscire le donne a 60 anni (Polonia) o tutti a 62 (Francia), in Italia occorre avere a casa “la fortuna”, come si era espresso qualche giornalista, di un invalido al 100% del quale bisogna occuparsi 24 ore su 24. E’ veramente scandaloso!!!
A queste condizioni alle donne italiane non conviene né sposarsi né tantomeno fare figli, perché sono costrette a fare la carriera alla pari dei maschi. Con le leggi pensionistiche in vigore, voler avere una famiglia tradizionale è pressoché impossibile. Se la donna viene uguagliata al maschio nella vita lavorativa, si comporterà da maschio. Non si sa però chi farà nascere i bambini e si occuperà di loro, perché anche i nonni sono costretti a lavorare. A questo punto forse anche le competizioni sportive, tipo calcio, sollevamento pesi ecc., non dovrebbero essere più nemmeno quelle divise fra i generi!
Riassumendo, queste riforme distruggono le famiglie, provocano l’azzeramento delle natalità e il risultato già si vede.
Prolungare la vita lavorativa che aumenta il livello della disoccupazione in modo sensibile significa anche tener lontani dal mondo di lavoro i giovani, che non possono nemmeno fare progetti e invece di guadagnare i propri soldi con dignità si vedono arrivare il reddito di cittadinanza senza far nulla, pagato con i soldi risparmiati con la legge Fornero.
Nei mass media si sentono le voci di alcune persone famose ipocrite che appoggiano queste riforme e poi si scopre che esse hanno lasciato il mondo di lavoro a 50 anni.
Come disse già nel 1980 un protagonista del film “Vizietto II” non conviene essere donna in questo Paese.
Dopo aver regalato soldi a piene mani per “bonus” fuori da ogni logica, dopo aver permesso a molti di fruire del RdC senza fare i più che dovuti controlli, vitalizi e gettoni di presenza a gogò per chi ci dovrebbe rappresentare, si rendono conto che la coperta è corta? E chi rimane al freddo? Sempre i soliti… Appoggio la proposta Tridico, quanti contributi hai versato a tanto hai diritto fermo restando il successivo aggiornamento al periodo retributivo. È una proposta sensata e coerente e soprattutto lascia libertà di scelta.
La proposta del Presidente dell’Inps Tridico mi sembra la più equilibrata e sostenibile
Io ho 61 anni di età , 40 anni di contributi,non sono potuto andare con quota 100, non potrò andare né con quota 102/103/ 104 per il vincolo dell’età anagrafica. Ho visto andare in pensione colleghi assunti dopo di me. Non lo trovo giusto.
Proposta Tridico migliore per tutti. Perché non è stata presa in considerazione dal governo è perché il sindacato non la vuole?
Proposta Trofico la più corretta.
Io dico di buttare tutti i partiti nel cesso che ormai non rappresentono nessuno datemi i miei soldi fatemi andare via da questo paese di cacca volevo dire merda.
Opzione donna ape social rita quote unica e semplice idea Tridico brillante sostenibile e finalmente chiara e soprattutto a scelta della persona se vuole anticipare la pensione
Di poter versare di tasca propria per i vuoti o buchi contributivi nessuno ne parla è meglio fare il bonus TV , niente pace contributiva, al 31 dicembre 2021 non verrà rinnovata nemmeno per chi ha buchi contributivi dopo il 1 gennaio 1996 f
Ridatemi indietro tutti i contributi, anche senza rivalutazione che mi arrangio da solo!
Privatizzare l’inps!
Tridico a casa!
IO SONO PER LA QUOTA 100 E IN ALTERNATIVA BASTA ANDARE IN PENSIONE CON 40 ANNI DI CONTRIBUTI A PRESCINDERE DELL’ETA’. NON E’ POSSIBILE PROLUNGARE L’AGONIA. I 40 ANNI DI CONTRIBUTI SONO COME MEZZO SECOLO PASSATO A LAVORARE, E QUINDI QUESTI PARASSITI DEI NOSTRI GOVERNANTI LA DEVONO SMETTERE DI DISSANGUARCI E ROVINARCI GLI ULTIMI ANNI DELLA NOSTRA VITA. NOI LAVORIAMO SUL SERIO, NON COME LORO CHE A 80 ANNI STANNO ANCORA AL GOVERONO SENZA FARE UNA CEPPA. BASTARDI DENTRO.
Insisto: ricordatevi dei disoccupati ultra sessantenni. Col contributivo libero e facoltativo costa poco sistemarli. I sussidi sono costosi per lo Stato, magri per chi li riceve, e a fondo perduto. Chi lavora non può avere la precedenza su chi il lavoro l’ ha perduto. Arridateci Bersani che voleva mandarci un pensione in maniera libera e facoltativa. Ovviamente con opportune decurtazioni. Ognuno sarebbe libero di decidere cosa fare dei propri soldi. Si perché, in Italia, pare che i contributi che hai pagato non siano soldi tuoi. La Costituzione che io conosco molto bene e che i politici trascurano, dice che dovremmo essere trattati tutti allo stesso modo, con esistenza libera e dignitosa….Amen
La proposta Tridico mi sembra la piu’ ragionevole, equa e sostenibile per le casse dello stato. Inoltre non andrebbe a penalizzare chi, come il sottoscritto, e’nato nel 1960.
Concordo la proposta Tridico anche per me che sono del 1961 sarebbe l’unica fattibile sia per il basso costo e perché non rivolta esclusivamente alla solita platea di età già favorita da quota 100. Ma nessun partito/sindacato la sponsorizza purtroppo. Rimarremo con un pugno di mosche in mano :(.
La proposta di Pasquale Tridico è preferibile
Personalmente preferisco la proposta del Presidente Tridico l’Ape contributiva.
Che è una vergogna perché in un paese civile dopo 40 anni non 41 o 43 ma 40 si dovrebbe poter accedere a un trattamento pensionistico,. Non si può sempre penalizzare chi è entrato giovane nel mondo del lavoro e ha contribuito alla crescita di questo paese.
IL TEMPO E’ SCADUTO……….O SI METTE IL GOVERNO ALLE CORDE O SCOPPIA LA BOMBA SOCIALE- è vergognoso quello che stiamo vedendo, quattro spiccioli per le pensioni e svariati miliardi per il reddito di cittadinanza con i sindacati che non vengono nemmeno convocati per discuterne e con un Draghi assoluto padrone della situazione- ma ci rendiamo conto di cosa significa 102 e poi 104? significa che si ritorna alla Fornero in barba a tutte le proposte fatte nelle settimane scorse che sono sembrate ragionevoli per tanti ma non per Draghi che pensa solo a non urtare la suscettibilità dell’Europa- ora è il momento che partiti e sindacati mettano all’angolo Draghi e Franco per far passare almeno la proposta di FI con l’uscita a quota 97 con le penalizzazioni o quella di Tridico con la doppia quota, proposte queste che potrebbero affiancare la quota 102, se proprio deve passare , dando cosi almeno la possibilità di uscire prima a chi come me e credo tanti, non raggiunge il 38 anni di contribuzione, pur avendo l’età e che NON CE LA FA PIU’ A LAVORARE, facendo cosi spazio ai giovani che altrimenti saranno disoccupati per anni- se non passano queste proposte SI SCENDA IN PIAZZA AD OLTRANZA SENZA PAURA E VEDIAMO COSA SUCCEDE, la Francia ci ha insegnato qualcosa in merito!!!!!!!!!
Penso che il ricambio generazionale sia vincolato all’uscita dal mondo del lavoro dei più anziani, non solo in termini anagrafici. Chi ha lavorato per 40/41/42 anni deve essere messo nella condizione di ritirarsi dal lavoro senza penalizzazioni,a prescindere dall’età. Al compimento dei 62 , per chi non avesse una carriera di continuità contributiva, favorire la flessibilità in uscita, stabilendo per legge la contribuzione minima necessaria.
La proposta di Salvini (sempre lui) 102 per tutti ovvero dai 60 + 42 ? E i 42 comprensivi dei figurativi ? Se fosse così non sarebbe male… parlo per me, ma comunque per tutti è
sempre meglio di 64 + 38 e così via 101 102 103 104 con il paletto di età per gli under 64 non serve a nulla.
QUI SONO TUTTI IMPAZZITI.
Tutti d’accordo sulla proposta Inps sul riscatto della laurea gratuito. Il cui costo si stima in 4-5 miliardi l’anno. Mi spiegate per quale ragione ci sono i soldi per questo capitolo di spesa e non ci sono per quota 41.
Non capisco la razionalità di voler regalare 5 anni di UNIVERSITA’ e negare la pensione a chi ha lavorato 41 anni. Ricordo che se si vuole fare regali ad amici è bene farli con i propri soldi non con quelli dei lavoratori.
Faccio notare ai “SUPER TECNICI” le ingiustizie che stanno creando (sembra che lo facciano di proposito):
dipendente laureato nato nel ’70.
-andra’ in pensione con la legge fornero per comodità di calcolo dicamo 43 anni e 1 mese (ma lavorati 38 + cinque di universita’) e si ritrovano un regalo in termini di soldi piuttosto ingente oltre 35 mila euro risparmiati per il riscatto degli anni universitari.
operaio/impiegato dipendente nato nel ’70.
-andra’ in pensione con la legge fornero 43 anni e 1 mese (ma lavorati 43 + cinque di universita’). Nessun regalo.
operaio/impiegato dipendente nato nel ’70 al quale mancano 5 anni di contributi persi durante la carriera lavorativa.
-andra’ in pensione con la legge fornero 43 anni e 1 mese (ma lavorati 38 e dovrà pagare di tasca sua circa 35000 euro per riscattare i cinque anni mancanti.
ORA VI RENDETE CONTO DELLA DISPARITA’ CHE STATE CREANDO?
Ma come siete diventati “super tecnici”?.
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La quota 102 va benissimo, ma deve essere pura: età + anni di contributi. Sarebbe una soluzione equa… Chi ha meno contributi deve avere più anni, chi ha cominciato a versare contributi da giovanissimo va giustamente prima. E per la vecchiaia 67 anni!
Le proposte con il ricalcolo contributivo sono da rimandare al mittente ! Che si facciano loro il contributivo sui vitalizi e sul RdC V E R G O G N A ! Le strade da percorrere devono essere divise: una strada che riguarda l’ età anagrafica intorno ai 62/65 anni e una legata al periodo contributivo dai 40 anni di versamenti in poi. NON ESISTE CHE IL PALETTO SIA SEMPRE E SOLO L’ ETA’ ANAGRAFICA SOPRATTUTTO DOPO CHE CI HANNO MASSACRATO LA VUALLERA CON LE ASPETTATIVE DI VITA PER ALLUNGARE IL PERIODO CONTRIBUTIVO ORA CHE L’ ASPETTATIVA DI VITA E’ DIMINUITA DI DUE ANNI: BASTA PRESE PER IL C…
CHE PORTASSERO LA FORNERO A 42 ANNI DI CONTRIBUTI TOGLIENDO RIDICOLE FINESTRE E AUMENTI DI 10 MESI CHE NON HANNO PIU’ SENSO DI ESISTERE NON ESISTENDO PIU’ I RAGIONAMENTI CHE SOSTENEVANO QUELLE SCELTE. E’ TUTTO RIDICOLO SE NON FOSSE TRAGICO.
V E R G O G N A !
Ne esiste solo una 41 x tutti e basta,penso che 1cdopo 41 anni di lavoro arrjvi a quasi 60 anni con pochi anni da dedicarsi ai nipoti in modo che i genitori possono beneficiare dei nonni x poter andare a lavorare
Qualcuno mi spiega perchè quando ci sono le ammucchiate al governo (governo tecnico + tutti i partiti che appoggiano) escono le peggiori proposte? Io da profano pensatore pensavo che avvenisse il contrario + idee = + proposte intelligenti, equilibrate, rispettose del popolo, invece accade sempre il contrario.
Scusate ma quel genio di Draghi e soprattutto quelle faine dei sindacati, non si sono accorti che con quota 102 per 1 solo anno non cambia un accidente niente?????? FATEVI DUE CONTI, GIUSTO DUE. Cavolo ma è meglio affidarci a Pippo, Pluto e Paperino, almeno si ride!!!!! INCOMPETENTI!!!!!
Io sono nato nel 1960 e con quota 102 e 104 rischio di non andare in pensione ho mia moglie disabile al 100 per cento . Speriamo per ape social ho 37 anni di contributi
È giusta la proposta del Presidente dell’Inps Tridico, 63 anni con il solo calcolo contributivo. Al raggiungimento dei 67 anni viene erogata anche la differenza della parte retributiva, è importante promuovere questa misura per i prossimi tre anni, dal 2022 al 2024 e potere dare al lavoratore che ha raggiunto i requisiti la possibilità di potere scegliere l’anno effettivo della pensione.
BUONGIORNO ADESSO DOBBIAMO VERAMENTE FARE DELLE BARRICATE, STANNO DANDO SOLDI A CANI E PORCI ED I SOLDI CHE ABBIAMO TIRATO FUORI NOI NON CE LI VOGLIONO RENDERE.
QUOTA 102 – 104 E’ UNA FREGATURA, POSSIBILE CHE QUELLI CHE HANNO LAVORATO 40 ANNI E PIU’ DEVONO CONTINUARE A LAVORARE E QUELLI CHE MAGARI HANNO 38 ANNI DI CONTRIBUTI POSSANO ANDARE IN PENSIONE?(COME CON QUOTA 100).
ADESSO HANNO VERAMENTE ROTTO I CO….NI, PERCHE’ NON SI DIMINUISCONO I LORO PIU’ CHE LAUTI STIPENDI CHE PAGHIAMO NOI OPPURE LE MEGAPENSIONI CHE PAGHIAMO SEMPRE NOI?
DOBBIAMO FARCI SENTIRE AL PIU’ PRESTO, MA SENTIRE CON LA VOCE GROSSA, DEVONO AVER PAURA DELLE SCELTE CHE ANDRANNO A PRENDERE
Personalmente preferisco quota 41 che mette un paletto ai troppi anni di versamenti richiesti e rende giustizia a tanti lavoratori. Penso anche che i partiti e il sindacato, insieme, potrebbero rinunciare ad una parte delle sovvenzioni che ricevono per contribuire, se necessario, a dar vita a quota 41. Solo così dimostrerebbero al popolo di meritarsi il ruolo che ricoprono.
Ma credo che in italia si autopia.
Se fossimo un paese civile ma purtroppo non lo siamo, la proposta Tridico, che ricordo è sostenibile dal punto di vista economico, andrebbe accolta e sostenuta. Spiace rileva come i nostri governanti dall’animo bancario sia coadiuvati da una classe politica abietta e senza scopi se non quelli personali. La proposta del PD, per esempio, che mira solamente ad allargare la platea dei beneficiari dell’APE Sociale è assolutamente riduttiva e insignificante. Più razionali le proposte del centro destra ma proprio perchè indicati da queste forze politiche saranno rigettare (perchè in Italia si governa così). Non prendere in considerazione l’esigenza esistenziale da parte di tanti lavoratori di una flessibilità in uscita anche a zero costi rende l’Italia simile a un paese a regime dittatoriale, In Corea del nord avrebbero agito così….. VERGOGNA!