Pensioni 2022 ultime news, l’Editoriale: Governo in stallo sul tema pensioni

C’era grande attesa tra i lavoratori per l’incontro che avrebbe dovuto svolgersi lunedì 7 febbraio alla presenza dei Ministri Orlando e Franco ed i segretari generali di CGIL, CISL e UIL in merito alla nuova riforma previdenziale. Questo incontro era molto importante perché, dopo tre incontri tecnici, questo sarebbe stato un incontro a livello politico dove il Governo avrebbe dovuto scoprire le carte e indicare l’orientamento che intende avere in merito ad una riforma che si aspetta da oltre dieci anni.

Riforma Pensioni 2022, saltato l’incontro Governo-Sindacati

Ma l’incontro che tutti aspettavano è stato rinviato dal Governo in modo pretestuoso affermando che in sede di incontri tecnici non era stato ancora affrontato il tema della flessibilità in uscita che doveva essere propedeutico al confronto politico. Dopo oltre un anno che l’esecutivo si sottrae con continui rinvii ad un confronto serio e responsabile si trovano escamotage soltanto per prendere tempo e rinviare una tematica non più procrastinabile.

La realtà è che il Governo non sa cosa fare, non ha le idee chiare, ha sempre rimandato la problematica e su questo tema naviga a vista. L’intento di Draghi sarebbe quello di confermare “tout court” la legge Fornero, la legge da lui richiesta ed invocata quando sedeva alla Presidenza della BCE, e la quota 102 varata per il solo 2022 sarebbe secondo lui solo un passaggio intermedio verso il ripristino pieno e totale della legge tanto odiata dagli italiani. Ma Draghi, che pure ha sperato di salire al Quirinale e gestire la politica italiana per sette anni non può fare il padre padrone, non è solo, ci sono i sindacati, ci sono i partiti, ci sono i lavoratori e quindi ha dovuto giocoforza, con un certo fastidio, far iniziare gli incontri che si sono bloccati sul tema fondamentale, quello della flessibilità in uscita.

Dei tre grandi temi fondamentali individuati come oggetto di riforma quello della flessibilità in uscita è indubbiamente il più spinoso da affrontare mentre sugli altri due quello della previdenza per giovani e donne e sulla previdenza complementare si può raggiungere in tempi abbastanza celeri un accordo.

Pensioni 2022 ultime novità oggi 12 febbraio 2022

Il sistema pensionistico italiano è studiato secondo calcoli attuariali che indicano come per essere in equilibrio, dopo gli scempi fatti nei decenni passati con pensioni erogate dopo pochissimi anni di lavoro, non bisogna erogare la pensione per più di 20/22 anni per cui tutte le anticipazioni prima dell’uscita ordinaria dei 67 anni devono essere limitatissime e con il costo a carico del lavoratore.

Ecco perché sono al vaglio dell’esecutivo le pensioni di militari e forze dell’ordine per aumentare il requisito minimo di accesso al pensionamento da 58 a 60 anni e perché anche l’istituto di Opzione Donna, che pure penalizza le donne di quasi il 30% dell’assegno già quest’anno doveva, secondo il Governo, essere spostato da 58 anni a 60 per le lavoratrici dipendenti e da 59 a 61 per le autonome.

Ed ecco perché le ipotesi sul tappeto, Opzione Tutti, Raitano e Tridico sono tutte orientate verso una penalizzazione dei lavoratori qualora si attuasse una certa flessibilità in uscita.

Intorno al 20 del mese di febbraio le parti dovrebbero tornare ad incontrarsi ma occorre un cambio di passo deciso ed una maggiore forza sindacale per contrapporsi ad un Governo che sembra avere dimenticato il problema previdenziale impegnato solamente a cercare di arginare il caro bollette e a gestire un’inflazione in netta ripresa.

25 commenti su “Pensioni 2022 ultime news, l’Editoriale: Governo in stallo sul tema pensioni”

  1. La favola del “non si può” devono raccontarla a loro stessi, questi politici. I nostri sindacati, invece, dovranno premere a che ogni lavoratore abbia ciò che gli spetta , dopo tanti anni di lavoro e soprattutto capire che raggiunta la soglia dei 60 anni non si è più produttivi come lo si era a 20/30 anni. Perciò spingiamo per il turn – over, immettendo giovani nel mondo del lavoro.

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  2. Con un governo così tutti succubi di Draghi e di sola politica monetaria i Sindacati devono tirar fuori gli attributi e tornare alla protesta come si faceva negli anni 70 e 80. Senza paure.Pelo sullo stomaco e avanti

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  3. Darei un mio modesto consiglio ai sindacati e suggerirei di lasciare le cose così come stanno (legge Fornero 41/10 x le donne e 42/10x gli uomini) e quota 41 precoci xche’chi lascia la strada vecchia x quella nova sa quello che lascia ma non sa quello che trova!!!!!! Insomma siamo già mal messi così figuriamoci dopo un’eventuale riforma.

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  4. COSA ASPETTANO LE FESTE PASQUALI PER RINVIARE A GIUGNO POI LE FERIE PERCIO A SETTEMBRE POI
    LE ELEZIONI E SI VA AL 2023 COMPLIMENTI BRAVI ANDREMO A VOTARE E ALLORA ………..
    SALVINI MA DOVE CAZZ… HAI FATTO LE BARRICATE PER QUOTA 100 E IL PD E GRILLINI NON DIFENDEVANO I DIRITTI DI CHI LAVORA ONESTAMENTE PAGANDO TUTTE LE TASSE IN BUSTA

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  5. Gabriella
    Ricordo che con OD alle donne non viene nulla regalato, e che in 58 anni sono giusti giusti per assolvere incombenze pesanti come assistenza ai suoceri e nipoti. Per non parlare dell’anno di finestra!

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  6. CHE TRISTEZZA soldi al fondo giornalisti dall inps deciso in 2 giorni aiuti alla rai stipendi gonfiati a dipendenti statali (vedi stipendi impiegati alla camera)
    stipendi di 15000 euri MESE a politici DORMIENTI reddito di cittadinanza a finti poveri
    extracomunitari mantenuti senza progetti futuri per inserimento in societa POI A ME DEL 60 PRECOCE MI SI CHIEDE DI LAVORARE PER 43ANNI CON PENALIZZAZIONI DEL 15% (SE PASSA CONTRIBUTIVO) HANNO TUTTI LA FACCIA COME IL CU……

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  7. Ha ragione Giovanni, ne scrivono in pochi, ma bisogna distinguere le due cose: I poveri si cerca di aiutarli con sostegni tipo RdC , era molto meglio il RIA che c’era prima, ma si sa che i politici amano intestarsi norme nuove e più dispendiose senza controlli. Altra cosa sono i disoccupati che se ultrasessantenni vanno accompagnati presto alla pensione. Chi un lavoro e un assegno lo ha ancora deve sottostare alle leggi come tutti gli altri senza anticipi o favoritismi.

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  8. Io non so se è veritiero ma ho letto in un sito specializzato che con il sistema Tridico da uno stipendio NETTO e ripeto NETTO di 2800€ si andrebbero a prendere circa 850€ sino ai 67 anni e poi 1200€ circa dai 67 in poi, non so soda ne pensate voi ma a me sembra molto peggio di un furto anche perché ditemi quanti operai prendono 1700€ netti in busta. Peggio anche di Opzione Donna. Secondo me la cosa migliore è combattere per avere L.Ape Sociale Strutturale che da conti fatti è molto meno penalizzante. Non so se qualcuno ha conteggi della proposta Raitano ma credo, ad occhio che sia molto meglio di quella (Improponibile secondo me) di Tridico. Cosa ne pensate? Grazie Redazione

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  9. Quando si leggono certi articoli/commenti, spesso la tentazione di polemizzare è forte, quindi spengo il PC e vado a farmi una passeggiata con il cane per sbollire il nervoso. Alla fine non ci riesco e torno sul luogo del delitto perchè certe osservazioni vanno fatte a prescindere. Fa specie che a parlare di stabilità dei conti siano proprio due esimi commentatori ed articolisti, il Dott. Perfetto e il Dott. Marino, fruitori entrambi della quota 100, che in passato mai, ma proprio mai, hanno toccato questo argomento, anzi se ne sono guardati bene dal farlo. In entrambi i loro ultimi articoli pongono l’accento sulle “dovute” penalizzazioni per l’anticipo pensionistico al fine di non intaccare la stabilità dei conti. Perchè questa sensibilità sui conti dell’INPS non è mai stata da voi rappresentata alla nascita di quota 100 e nei tre anni seguenti ? Nel 2019 si pensava che sarebbe costata 33 miliardi di euro ( fonte Corriere della Sera ), ma visto l’inferiore adesione, nel 2020 il costo è sceso a 21 miliardi ( sempre fonte CdS ). Oggi, il Dott. Perfetto e il Dott. Marino spiegano ai futuri pensionandi che se vogliono l’anticipo pensionistico devono accettare una penalizzazione per ogni anno di anticipo. Quindi, l’anticipo pensionistico per i sopracitati è stato a carico dello Stato mentre per voi futuri pensionati l’anticipo ve lo dovete pagare voi. Giusto per fare un esempio, a parità di mansioni e se ricordo bene: Il Dott. Perfetto è andato in pensione con 64-41 e il suo assegno è calcolato sui suoi 41 anni di contributi con sistema misto, retributivo+ contributivo, senza penalizzazioni per l’anticipo sui requisiti Fornero, ( prende esattamente quanto dovuto ). Ad un prossimo pensionato, sempre con 64-41, verrà calcolato l’assegno sugli stessi 41 anni di contributi ma su quella somma verrà conteggiata la penalizzazione per ogni anno di anticipo rispetto ai requisiti Fornero. Morale: Il futuro pensionato, pur avendo la stessa età e lo stesso numero di contributi del suddetto, riceverà un assegno inferiore a causa della penalizzazione che invece il primo non ha subito. Alla luce delle evidenti disparità, ammetteranno almeno oggi che la quota 100 è stata una norma iniqua ? Perchè delle due …. una: O lo ammettete o sarebbe più di buon gusto un dignitoso silenzio senza starci a spiegare che i conti dello Stato vanno salvaguardati. Perchè a mio modesto parere andavano salvaguardati anche alla emanazione di quota 100, cosa che voi fate oggi ma non avete fatto ieri. Senza acrimonia e con rispetto delle persone citate.

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  10. Si sta parlando di penalizzare le pensioni anticipate, se non si ha 67 anni, una persona che ha iniziato a lavorare a 16 anni, ora a 60 anni e con 43 anni di contributi, si troverebbe la pensione decurtata del 15/ 20% dopo tutti gli sprechi di questi ultimi anni, una vera vergogna

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    • No Sig. Antonio, la legge Fornero rimane intatta e con 43,1 si va in pensione senza penalizzazioni. Le penalizzazioni scatterebbero se vuole anticipare di uno o due anni e forse si parla solo delle pensioni di anzianità.

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  11. I sindacati sevono opporsi con molta più forza con questo Governo “Draghi”bene ricordare che la la legge Fornero la voluta soprattutto lui “Bce” all’epoca dei misfatti,,,si sa che vuole fare da Padre/Padrone,, Speriamo ..

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  12. Vorrei aggiornamenti dell’art 54 inerente delle forze polizie sulle pensione della legge approvata il 30.12.2022.la attuazione l’INPS quando si pronuncia x gli aggiornamenti della stessa oltre gli arretrati .gz

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  13. grazie per l’articolo; le idee sono molto più chiare; quindi riassumendo noi inc. del 1960 siamo quelli che dobbiamo salvare l’italia; quale onore; altro che monte bianco; ci avviciniamo ai 6000 metri di ………………….che ci sommerge; saluti ai gestori del sito

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  14. Se non c’è volontà politica non vedo di che cosa discutono. Oltre a tutto i sindacati hanno dimostrato di occuparsi esclusivamente di chi lavora. La verità è che la Fornero andrebbe bene, nella misura in cui si potesse scegliere di anticipare la pensione con ragionevoli decurtazioni. Cosa che dovrebbe valere per tutti, belli e brutti, INPS o altro ente, rispettando così la Costituzione.
    Come ho già detto più volte, la priorità è aiutare i poveri e i disoccupati.
    Ma di quelli scrivo solo io.

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    • Buongiorno Giovanni, concordo pienamente che i sindacati si occupano solo di chi lavora, ed abbiamo visto con quali risultati. Ma non è penalizzando i pensionandi che si possa risolvere la questione: la pensione anticipata Fornero non è in discussione- con tutti i suoi termini per i requisiti- ma che scopo ha accettare decurtazioni dell’importo pensionistico già “magro”?, non mi pare logico. Reddito di Cittadinanza e la Pensione di Cittadinanza sono due misure eque per la prima volta introdotte in Italia e ne hanno già fatto scempio con le nuove regole- adducendo come causa i furbetti- e perdendo di vista i reali bisogni e necessità dei poveri e bisognosi (lavori proposti a distanze “siderali”)- tra i diseredati includo i lavoratori e le lavoratrici “in nero”. E la strage di morti ed invalidi del lavoro è la tragedia più grande per il mondo del lavoro: onore al loro ricordo. Un caro saluto. Lilli Reolon

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  15. ma l’ultimissima letta su televideo 20 minuti fa è che il 15 febbraio si ritrovano per parlare di pensioni e affrontare il nodo della flessibilità; il rinvio era dovuto a motivi tecnici; e poi tutti in pensione udite udite…………………………………………………a 50 anni………………………………..con 50 anni di contributi (per i politici e confindustria non basterebbero neanche quelli); a parte le battute mi preoccupa quello che ha detto una persona (non ricordo il nome) che all’europa il sistema misto non va bene; magari diranno che se uno vuole andare via prima dei 67 anni tutto contributivo; ormai la montagna di m……………………….. che ci sommerge supera il monte bianco saluti ai gestori del sito

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  16. Draghi sa che deve chiudere prima delle elezioni in capitolo pensioni altrimenti i partiti useranno la riforma previdenziale come esca per la campagna elettorale e combineranno l’ennesimo disastro !!!! Spero in un tavolo serio dove si vadano a riformare sprechi e a ingiustizie !!! Per ingiustizie non intendo togliere a chi ha lavorato per 43 anni e dare a chi ha campato per 30/40 con sussidi ecc… Che sia chiaro ai nostri sindacati che la parola riforma non vuol dire per forza peggiorare quello che da ormai da 30 è il salvadanaio di tutti i DISONESTI RIFORMATORI !!!

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  17. Si! E’ un prendere tempo continuo e snervante per i lavoratori che aspettano, con ansia, di sapere del loro futuro pensionistico. E’ veramente surreale che non si riesca a pianificare il proprio domani, sapendo con anticipo, quando si potrà uscire! Non ci sono mai certezze in merito, rimandano di continuo le decisioni con le scuse più disparate.
    Si sanno da oltre un anno le richieste sindacali quali sono…. cosa ci vuole a trovare un punto di incontro?
    Non si possono fare 41 anni per la pensione di anzianità? E fate 42,…ma trovate una quadra!
    Ed invece rimandi su rimandi senza combinare nulla; se non si ha la volontà di risolvere questi problemi, se ne prenda atto una volta per tutte, senza prendere più in giro i lavoratori…. poi alle imminenti elezioni politiche dell’anno prossimo vedremo cosa fare.
    Sicuramente punire tutti quei partiti che hanno fatto finta, di lottare, per un’uscita pensionistica meno pesante dell’odiata Fornero, e poi hanno lasciato fare le porcate, da un governo tecnico, l’ennesimo non votato dal popolo!

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  18. Non abbiamo scampo contro il burocrate. Meno male che non è diventato presidente visto come è anche antipatico.
    La voglia di comandare e far vedere all’Europa che con lui i conti tornano, passa sopra tutte le altre considerazioni verso le persone .
    Questa è la realtà purtroppo, non mi aspetto nulla di buono per il futuro

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  19. Non può che prevalere il pessimismo. Mi auguro che i sindacati, vittime sacrificali per conto dei lavoratori, ricordino al Governo che negli ultimi due anni, con la diminuzione dell’aspettativa di vita e lasciando inalterati i coefficienti di trasformazione legati all’età, LO STATO STA FACENDO CASSA SULLA PELLE DEI PENSIONATI, FESSI SI MA CRETINI NO!

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