Riforma pensioni 2022 l’editoriale: il disastro di quota 100 e 102

Pensioni anticipate, le considerazioni di Perfetto su Quota 100 e post

In questi giorni l’Inps con un’analisi dettagliata congiunta effettuata assieme all’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UpB) ha comunicato i dati pressoché definitivi (il triennio di valenza di quota 100 si è concluso al 31 dicembre 2021 ma per effetto della cristallizzazione coloro che hanno raggiunto i requisiti entro tale data possono ancora fare la domanda) relativi ad una delle più controverse e divisive leggi degli ultimi anni: quota 100.


Riforma Pensioni 2022, il flop delle quote


Ora a sei mesi dalla conclusione i dati ufficializzano quello che già si conosceva e cioè che “quota 100” è stato utilizzato in pratica dalla metà degli aventi diritto. Infatti, fronte del quasi milione di domande che, ottimisticamente, si aspettavano i fautori della legge ne sono state accolte circa 380.000 e anche considerando che ancora per due/tre anni qualcuno ne potrebbe usufruire avendo raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2021, si prevede che a regime queste potrebbero lievitare fino a raggiungere le 450.000 unità.

Non entro nel merito delle opinioni di chi afferma (e i dati appena divulgati lo confermano) che ad usufruire di quota 100 sono stati perlopiù uomini (69%), dipendenti del pubblico impiego e residenti nel nord Italia, né che essendo la norma fissa e rigida ha favorito solamente chi azzeccava l’ambo secco dei 38 anni di contributi sommati ai 62 anni di età, discriminando in questo caso molti lavoratori che avevano per esempio più anni di contribuzione per esempio 39 o 40 ma non raggiungevano l’età anagrafica di 62 anni, motivo di risentimento e arrabbiatura di moltissimi lavoratori e che ha diviso l’’Italia creando ulteriori discriminazioni e quasi una guerra dei poveri, ma almeno pur con tutte le sue storture ed iniquità questa norma ha consentito a quasi 400.000 italiani di accedere al pensionamento. Sono stati anche stati comunicati i dati relativi a quota 102 con appena 3.860 domande presentate all’Inps da gennaio a maggio 2022, anche in questo caso un numero molto al di sotto delle stime previste dall’INPS in sede di legge di bilancio.

ultime novità Pensioni 2022: i numeri della quota 100

Questi dai confermano ancora, se mai ce ne fosse stato bisogno, quello che diciamo da diversi anni e cioè che le previsioni fatte a tavolino dall’INPS sui beneficiari di un certo provvedimento, per esempio in merito alla flessibilità in uscita, poi divergono notevolmente dai dati reali in quanto non tutti gli aventi diritto usufruiscono di un provvedimento ma l’esperienza ci dice che lo fanno poco più della metà. È stato così sia per “quota 100” che per “quota 102” e sarebbe così sia che si prendesse la via dell’uscita dei 41 anni per tutti sia che si scegliesse una flessibilità a partire dai 62 anni operando delle lievi penalizzazioni. Questo perché, soprattutto in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo molte persone preferiscono continuare a restare nel mondo del lavoro anche a costo di notevoli sacrifici piuttosto che accedere ad una forma di pensionamento anticipato percependo importi non elevati che poi non possono essere più incrementati.

Dei 33,4 miliardi di € di costo previsti per quota 100 se ne spenderanno in realtà circa 23 ottenendo un risparmio di ben 10 miliardi ridotti poi dall’esecutivo a 5,8 miliardi in sede di revisione di budget.Motivo per il quale non sono realistiche le previsioni dell’INPS che stima in circa 6 miliardi l’anno il costo di quota 41, o la possibile uscita a 64 anni con decurtazione del 3% annuo solo sulla parte retributiva che i tecnici ministeriali stimano in tre miliardi l’anno. Tutte stime teoriche calcolate sulla totalità di persone che accettassero tale opzione.

Con i quasi 6 miliardi risparmi ormai consolidati di “quota 100” e la quindicina derivata da decessi covid si creerà un tesoretto che dovrà essere utilizzato per ragionare in maniera differente rispetto al passato. Abbandonare per sempre le quote e soprattutto dimenticarsi di provvedimenti che durano uno, due, tre anni ma affrontare da subito la problematica di una nuova riforma previdenziale strutturale, equa e duratura e non iniziative spot che dividono ancora di più e di cui i cittadini italiani non hanno per nulla bisogno.

28 commenti su “Riforma pensioni 2022 l’editoriale: il disastro di quota 100 e 102

  1. Vorrei ricordare al sig Marino che l unico disastro di quota cento e 102 è per quelli che hanno i contributi e non l età, ma anche per quelli che hanno l età e non i contributi dovuti a carriere lavorative discontinue.
    Lo vada a domandare a quelli che hanno preso l ambo secco se è stato un disastro!!!!! Saluti

  2. ————————— Le furbate dell’ Inps ————–
    Sono stato al patronato per farmi fare una simulazione sulla mia futura pensione ed ecco cosa mi ritrovo:
    1) prima soluzione pensione Anticipata: vado in pensione con 43,1 anni di contributi – circa 2500 euro Lordi x 13 mensilità
    2) seconda soluzione Pensione Anzianità: vado in pensione con 49,1 anni di contributi-circa 3000 euro Lordi x 13 mensilità (circa 500 euro in più mese).

    Se non ci si fa ingolosire della apparente grande differenza e si analizzano i numeri si nota che, conti alla mano l’inps ha introdotto una grande furbata a suo favore:
    infatti se mi ritiro con l’anticipata (43,1 anni di lavoro) 6 anni prima dell’anzianità, porto a casa in quei 6 anni circa 195.000 euro lordi (13 mensilita’*6*2500).
    Ora non consideriamo quanto versiamo in quei sei anni all’inps, facciamo solo il calcolo in quanti anni rientrerei di quella cifra: 195000/500/13 30 anni.. Ripeto ci vogliono 30 anni.
    Notate bene che con la pensione di anzianita’ ci vado a 68 anni. Secondo voi avrò la fortuna di vivere fino a 98 anni??’ Le statistiche dicono ben altro, e L’inps ci guadagna assai e ricordo che non abbiamo calcolato quanto dovrei versare io e l’azienda in quei 6 anni, circa il 33% del lordo annuo. Immaginate un po’ come stanno le cose. E poi non ci sono i soldi per le pensioni.
    Che cosa aggiungere??

  3. Nell’ufficio dell’ azienda privata in cui lavoro sono usciti con quota 100 negli ultimi tre anni ben 4 colleghi, tutti quelli che ne potevano usufruire, non uno di meno. Non c’è stata nessuna decurtazione della pensione, come da diverse parti paventato per scoraggiare gli indecisi.
    Quindi secondo me e secondo i miei colleghi usciti con quota 100 questa possibilità di pensionamento anticipato, seppur iniqua verso chi non aveva raggiunto per un soffio i requisiti necessari, non è stata assolutamente un insuccesso.
    Sulle pensioni/quote/proposte varie si è creato uno status di incertezza voluto per confondere e disorientare le persone.
    Ora qualsiasi nuova norma che preveda una seppur minima possibilità di uscita anticipata verrà subito presa al volo da chi rientrerà nei termini previsti a scapito dei soliti esclusi per pochi giorni o una manciata di contributi.
    Tutto cambierà per non cambiare nulla…
    Saluti ai gestori del sito e grazie per il vostro continuo lavoro di aggiornamento sulle pensioni, l’unica cosa che funziona bene su questo argomento…

  4. Penso sia più che giusto visti anche questi risparmi fare una legge non annuale ma strutturale che dia la possibilità di andare via con 62 anni di età anche se con lievi penalizzazioni..ma lo faranno ?? Ma chi ti sente??? Io dubito fortemente!

  5. Di cui, per esempio, la quota 41 non avrebbe costi esorbitanti di cui ci ammorbano, i nostri governanti, ogni qualvolta se ne parla!
    C’è anche da tenere presente, che molte aziende, tra cui la mia, ad una certa età, ti ritengono un esubero costoso, e ti butterebbero fuori dal mondo del lavoro più che volentieri…. Che senso ha tenerci imprigionati in questo modo con leggi così inflessibili di pensionamento!
    Ormai non è più un lavorare, ma semplicemente un resistere per molti….

  6. Quota 100/102 è stata profondamente iniqua e ingiusta! Nei giorni scorsi ho raggiunto quota 104 ma non ho ancora l’età prevista dalla quota e così continuo a salutare colleghi che vanno in pensione con molti meno anni di contribuzione di me, per non parlare delle colleghe che con opzione donna (“tanto siamo mantenute dai mariti” mi ha detto una di loro…) ed un’aspettativa di vita superiore alla mia di 6 (sei) anni con molti anni meno di me di età e di contribuzione sono già in pensione. Ma le leggi non dovrebbe essere uguali per tutti? Perchè se ho versato contributi per molti più anni di altri non mi deve essere consentito decidere di smettere di lavorare? L’odiata legge Fornero almeno è (o era?) uguale per tutti! Il problema è che con un blitz a dicembre, con la scusa che finisce quota 102, il drago la modificherà in peggio nel silenzio assordante di sindacati e partiti; un sindacalista mi detto che gira voce che da gennaio 2023 l’anticipata (??) Fornero sarà probabilmente modificata e sarà possibile accedervi solo con calcolo tutto contributivo! Quindi per andare in pensione con un importo pari a quello dei lavoratori andati in questi anni con quota 100/102 dovrò lavorare fino a 67 anni con oltre 47 anni di contribuzione! Questa sì che è giustizia!!

    1. matteo, cos’è questa voce che gira che dal 2023 l’anticipata Fornero sarà modificata e sarà possibile accederci solo con calcolo tutto contributivo? su quali basi sta parlando questo sindacalista? delle voci che girano ne girano tante; questo è omicidio legalizzato; chiedigli in base a cosa; saluti ai gestori del sito

  7. Perché parlare di “disastro” ? Le persone scelgono se utilizzare o no una possibiità.
    E 380.000 italiani lo hanno fatto: se ricordo bene vecchie statistiche, mediamente con 64 anni di età e / o 40 di contributi.
    Cosa c’è di strano ?
    Molti altri hanno preferito restare a lavorare, per molteplici motivi.
    Dal punto di vista del pensionato, mi sorprende che si faccia riferimento a “importi limitati”, quando le ipotesi di riforma su tavolo prevedono tutte un taglio, contributivo o forfettario.
    Dal punto di vista delle casse dello stato, invece, nessuno fa rilevare che una pensione “Quota 100/102” è molto più bassa di quella che sarebbe stata erogata a 67 anni, e che questo minor importo, sulla aspettativa di vita, genera un risparmio a lungo termine.

    1. Distrastro perche’ e’ stata tagliata fuori quella generazione che pur lavorando/contribuendo piu’ anni, ma che essendo “disgraziatamente” piu’ giovani sono state ignorate volutamente.

  8. Ma se si comincia a penalizzare chi va adesso in pensione che esempio si da ai futuri lavoratori/giovani? Conta solo quanti anni hai e non quanto hai dato?
    E poi la pensione la devo godere da giovane….non da decrepito…se no non ha piu senso..

  9. Quindi, dati alla mano, questo articolo mette a tacere coloro che non hanno perduto occasione per scagliarsi ripetutamente contro Q100 definendolo un provvedimento iniquo (e questo ci può stare, visto che ha favorito pochi) e un disastro per le casse dell’INPS e addirittura per il futuro dell’Italia.
    Vuoi vedere che i commenti negativi erano guidati da dettami politici e null’altro?

    1. Sig. Salvatore ( primo ), come interpreta Lei gli articoli è davvero sconcertante. Senza volerla offendere, la informo che la parola “Iniquità ” non si applica come ragionamento alla quantità, poche o tante, delle domande presentate, ma una situazione di ingiustizia così come riportato dal dizionario della lingua italiana. Per quanto riguarda le casse INPS, si ritiene che la spesa totale sia stata abnorme visto che non ha risolto il problema principale che era quello di riformare la legge Fornero. In futuro si dovrà provvedere ad un nuova e analoga spesa per cominciare quello che non è cominciato già 4 anni fa. Come vede non faccio riferimenti politici. Può credermi sulla parola se le dico che avrei fatto gli stessi commenti negativi se a emanare la quota 100 fosse stato qualsiasi altro partito. Le faccio e si faccia questa domanda: Se quella cifra fosse stata usata per abbassare gradualmente e nell’arco di questi 4 anni tutti i requisiti, sia della vecchiaia che dell’anticipata, secondo Lei, oggi saremmo qui a parlare del ritorno della Fornero ? Oddio, ritorno !!! Io nei tre anni della quota 100 ho vissuto sulla mia pelle la presenza fattiva della Fornero e come me tanti altri lavoratori. Quindi per alcuni c’era solo la Fornero senza libertà di scelta, per altri c’era una vantaggiosa possibilità di scelta. Ecco questa si chiama Iniquità.

  10. Postate questo editoriale in facebook , voglio leggere i commenti…la metà degli aventi diritto non sono pochi …

  11. “…molte persone preferiscono continuare a restare nel mondo del lavoro anche a costo di notevoli sacrifici piuttosto che accedere ad una forma di pensionamento anticipato percependo importi non elevati che poi non possono essere più incrementati”. Pare non sia facile far capire ai soggetti istituzionali coinvolti che il problema della sostenibilità non è solo dello stato e anzi, lo stato ha strumenti di finanziamento che il privato cittadino pensionato non ha.
    Quindi qualunque proposta che abbia una parvenza di impoverimento verrà evitata dai più con buona pace tra l’altro del ricambio generazionale.

  12. Visto il risentimento nei miei confronti per aver osato affermare una situazione peraltro vera non mi aspetto da lei nessuna risposta Sig. Marino. Certo è che la parola “disastro” non viene mai citata nella relazione INPS e UPB che si attiene strettamente ai dati certi in loro possesso. Disastro è una definizione riportata nel titolo dell’articolo di Stefano Rodinò, quindi una sua specifica conclusione o parere. Oggi lei ripropone la parola “disastro” nel suo editoriale rifacendosi appunto a quell’articolo. Quello che non capisco è se anche Lei ritiene che le quote siano state un disastro ma nello stesso tempo giustifica il disastro con la frase ” almeno 400.000 italiani di accedere al pensionamento”. Che ne avessero più o meno diritto questo a Lei non importa. Come non le importa siano stati spesi 23 miliardi di euro per una norma che ha diviso il mondo del lavoro e che è stata la causa della guerra tra poveri. Cosicchè gli esclusi e penalizzati si consoleranno dicendosi: ” vabbè, è stato un disastro, ma almeno………”.

  13. Buongiorno dottor Marino.

    Mi domando del perché in questo periodo appaiano copiosi articoli e polemiche su quota cento e reddito di cittadinanza.

    A quello che, trascorsi ormai tre anni, i titoli attuali assegnano il sostantivo di “DISASTRO” a me sembra essere il solito chiacchiericcio pre-elettorale.

    Questo mentre restando in argomento pensioni, considerata l’elevata inflazione in atto e ciò che potrebbe accadere con le possibili rivalutazioni nel 2023, al momento stimate dall’ufficio parlamentare di bilancio (Upb) in 45,4 miliardi di Euro nel prossimo triennio, cosa dovremmo assegnare quale sostantivo?

    Nuovo “DISASTRO” per i conti pubblici e per il debito nostrano … di chi sarà la colpa questa volta? Ancora del governo gialloverde? Di quelli che ora consideriamo i più bravi? Di questa stramaledetta finanza speculativa di cui parliamo poco ma di cui sentiamo gli effetti sulla nostra pelle?

    Me lo spieghino, non solo Lei, esimio dottor Marino! Parliamo un poco di questo stato di cose negli articoli altrimenti non ci capacitiamo del perché certe cose accadono!
    Servirebbe che il dottor Perfetto, da Economista dica la sua!

    Tranquilli stiano i pensionati o pensionandi; in autunno ci/vi rifileranno una nuova suppostina in fatto di pensioni!

  14. Con quota 100 e 102 non ci sono state penalizzazioni perchè chi è andato in pensione per scelta ha preso il misto per 38 anni. Ora vogliono penalizzare anche con 41 anni ( tre di più di 38 di versamenti) con tagli o addirittura totalmente contributivo. Sicchè gli stupidi che non ci sono potuti andare per età , pur avendo più anni di versamenti ci dovranno rimettere . E questa è giustizia ed equità?

  15. Per i nostri politici non c’è mai stata crisi che tenga! Hanno sempre tenuto lo status di privilegiati loro! Noi comuni mortali dopo 41 anni di contributi versati dobbiamo accendere un cero a Sant’Antonio e votarci a Lui che ci faccia un miracolo per far si che sti privilegiati ci facciano andare in pensione. Che Stato é questo che ci strozza a lavorare fino alla morte! Penso a quei colleghi e non che non sono riusciti ad andare in pensione per colpa di questa maledetta legge Fornero, poverini. Fateci andare in pensione!

  16. E’ ovvio… propaganda e basta. Infatti i numeri cambierebbero se aprissero alla quota 41… ma non lo faranno perche’ dovrebbero restituire i contributi ai lavoratori che li hanno versati.

  17. Io come già detto altre volte sono contrario alle quote 100,102,104.
    Anche perché non mi sembra corretto nel imporre un’età Per raggiungere le stesse, sembra una manovra già calcolata prima. Se ho 40 anni di versamenti e sessanta di età perché non potevo rientrare in quota 100? Sono le prese continue per i fondelli con queste scappatoie saltuarie che tirano in ballo per giustificare che qualcosa è stato fatto.
    Date la possibilità a chi è stanco di uscire dal mondo del lavoro, magari con penalizzazioni,
    Ma datene una indipendentemente all’eta, il raggiungimento di 41 anni a mio parere è un gran traguardo ,per chi ci riesce , e continuerò a crederci e a sperarci.

    1. Walter, sembra che sia calcolato prima? E’ CALCOLATO PRIMA; i calcoli sono chiari: se aprivano a quota 100 libera altro che 800.000 potenziali; sarebbero stati milioni; 41 indipendentemente dall’età? come sopra salvo che dicano tutto contributivo e allora lì si abbassa il numero; faranno una p……………ta dietro l’altra ; vedrai; saluti ai gestori del sito

  18. Voglio proprio vedere cosa diranno e faranno i burocrati Draghi e Orlando di fronte ai risultati dell’analisi fatta da INPS e commissione bilancio- ci sono una ventina di miliardi per fare la flessibilità con doppia uscita Tridico o uscita a 62-63 con piccole penali ,altrimenti se si arriva a settembre e nulla è stato fatto, si va diritti nelle braccia della Fornero e li scoppierà la rivoluzione- perciò i sindacati la smettessero di far finta di niente, dicendo quattro stronzate ogni tanto per far vedere che sono vivi- facessero i seri minacciando da subito azioni dure e secche,ormai sono passai 6 mesi dallo sciopero e nulla più si è visto- chiedo a questo sito di agire,proponendo manifestazioni in piazza da subito per sopperire a questa indecente azione sindacale ed a questa vergognosa condotta politica di Draghi e Orlando, con la complicità di tutte le forze politiche che se ne fottono dei nostri problemi ,aggravando sempre più una situazione incancrenita che ormai è arrivata ad un punto di non ritorno.

  19. D’accordo, purché non sia peggiorativa rispetto alla legge Fornero: molti lavoratori prossimi alla pensione con 41 o 42 anni di contributi con 63/64 anni d’età, non possono vedersi aumentare a 65 l’età anagrafica per delle sviste legiferate ad cazzum.

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