Riforma Pensioni 2022 l’editoriale oggi 22 gennaio: distanza tra governo e sindacati

Tra le polemiche per la nomina del nuovo Capo dello Stato e la pandemia che ancora non ha raggiunto il picco dei contagi prosegue tra mille difficoltà la difficile partita per una nuova legge previdenziale in sostituzione della legge Fornero. Ci sono già stati un paio di incontri governo/sindacati che sono stati interlocutori in cui il sindacato ha fatto sapere per l’ennesima volta quelli che sono i loro auspici e come dovrebbe essere secondo loro la nuova legge previdenziale e il governo si limita ad ascoltare. E’ singolare che dopo questi incontri che non hanno portato al momento ad alcun risultato le OO.SS. si dichiarino ogni volta soddisfatte anche se di risultati al momento non ne sono stati conseguiti.

Riforma Pensioni 2022: l’editoriale di Marino

Sono in programma un altro paio di incontri tecnici ma quello che sarà il più importante si svolgerà il 7 febbraio perché sarà un incontro politico in cui il governo dovrebbe scoprire le carte e comunicare la linea che intende percorrere per la risoluzione del problema, mettendo sul tavolo anche la cifra che intende spendere.

Nel frattempo, tra le numerose ipotesi di flessibilità in uscita spunta una nuova proposta da parte del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INPS che ipotizza una flessibilità in uscita da un’età non esattamente specificata ma che potrebbe essere quella di 63 anni con un taglio del 3% per ogni anno di anticipo rispetto al pensionamento ordinario dei 67. Tutte queste proposte o ipotesi di proposte entrano ed escono dallo scenario previdenziale come in un gioco di illusionismo. La medesima proposta molto simile ma meno penalizzante per i lavoratori fu presentata come proposta di legge (atto 857 del 30/4/2013 Camera dei Deputati) nel lontano 2013 dall’ex Ministro del Lavoro Damiano.

La sua proposta prevedeva una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni e almeno 35 anni di contributi con una penalizzazione annua del 2% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di pensionamento ordinario che all’epoca era di 66 anni. In pratica il taglio sarebbe stato al massimo dell’8% per i quattro anni di anticipo a cui però faceva da contraltare un corrispondente aumento volontario del 2% annuo fino ad un massimo dell’8% con pensionamento a 70 anni.

Pensioni anticipate 2022 ultime news: proposta simile a quella di Damiano, ma non basta

Questa interessantissima proposta non fu allora presa in considerazione, anche perché era entrata in vigore da appena un anno la legge Fornero, è rimasta dormiente per anni e adesso ritorna nuovamente, ma più penalizzante, e viene presentata come risolutiva, come l’uovo di colombo e accreditata come una delle ipotesi più concrete. In questo continuo saliscendi di gradimento sulle varie ipotesi, che il governo dovrebbe stoppare presentando finalmente la sua proposta, perde appeal quella di Tridico che inizialmente parlava di accesso al pensionamento a partire dai 62/63 anni percependo subito la parte di contributivo e successivamente a 67 anni ottenere anche la parte di retributivo. Qualche giorno fa poi il Presidente dell’Inps ha corretto il tiro parlando di accesso alla pensione a partire dai 64 anni spostando in avanti l’asticella della pensione. Ancora in auge la proposta che possiamo chiamare Opzione Tutti con uscita a partire dai 62 anni ed almeno 25 anni di contributi ma optando per il calcolo del contributivo puro e in discesa quota 104 (63 anni sommati a 41 anni di contributi).

In questa fase di confronto sarebbe auspicabile che fosse proposto anche il riscatto del corso di laurea in regime agevolato anche per i lavoratori che godono del sistema misto (al pari di quelli che hanno il contributivo) e l’eliminazione di quella assurda clausola che vale sia per quota 100 che per quota 102 di non poter svolgere attività lavorativa ad eccezione del lavoro occasionale fino a 5.00O € annui. Sia la possibilità di restare al lavoro oltre i termini ordinari che di lavorare pur essendo già in pensione anche se usciti con quota 100 o quota 102 dovrebbe essere favorita e non osteggiata dal momento che in questo modo vengono pagati ulteriori regolari contributi.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

46 commenti su “Riforma Pensioni 2022 l’editoriale oggi 22 gennaio: distanza tra governo e sindacati

  1. Siamo talmente stufi che i nostri sfoghi vanno oltre la realtà !!!! Il problema è che se scriviamo una scemenza nessuno ci spiega perché abbiamo interpretato male un’informazione !!!! Questa è l’unica critica che rivolgo a questo sito !!! I nostri commenti sono molte volte sfoghi giusti e sacrosanti ma probabilmente e lo spero per davvero la parte retributiva per la pensione anticipata ordinaria non ci verrà toccato perché diritto acquisito a meno che sceglieremo altre forme anticipate e solo su base volontaria !!!! Chiedo quindi alla redazione visto il numero enorme di previsioni al ribasso di fare chiarezza su questo tema per tranquillizzare gran parte di lavoratori che vedono in pericolo il loro futuro !!!!

  2. Ma come si fa a chiamare anticipata dopo 40 anni di lavoro ? E poi miei cari …con quanti soldi andremo in pensione ? si parla del 40 % in meno…. significa che ci affamano. Dove erano i sindacati quando ste leggi sono state votate ? diventeremo molto poveri, se abbiamo la casa forse si sopravviverà ma nessun lusso.

  3. Cambiano la legge della pensione perchè sanno che l’aspettativa di vita non crescerà per almeno un decennio e sti furbi di politici per fregare ancora la gente devono trovare il modo di mandarti ancora più in la con gli anni …. a sto punto meglio non fare niente …. teniamoci la Fornero che se siamo fortunati per 10 anni andiamo con i 42 anni e 10 mesi.

  4. Vorrei che i Sindacati svegliandosi da un letargo che oramai e senza fine incominciassero a dare un segno di vita ,ma è mai possibile che non si permetta a noi ultrasessantenni che abbiamo perso il lavoro almeno di sanare a ns spese brevi periodi che ci possano consentire di andare in pensione, alla ns età siamo fuori dalle logiche di mercato ,ma è possibile che siamo completamente abbandonati ,ci si preoccupa di tutti compreso dei clandestini tranne che di noi.

    1. Buonasera a tutti. Egregio Sig.Nero i signori che sono seduti a quel tavolo per discutere sul nostro futuro sono più che svegli e sanno benissimo quello che si deve o non fare.SICURANENTE faranno l’interesse dei Lavoratori, Persone, in questo hanno una responsabilità enorme sul futuro non solo delle persone ma del PAESE.
      Buon Lavoro

  5. L’onestà intellettuale è andata. C’è chi esulta del nulla, chi parla di sostenibilità dei conti ma solo dei suoi, chi parla di equità ma solo per alcuni e a prezzo di sacrifici in capo agli attuali pensionandi, ma non tutti, assai maggiori di molti pensionati precedenti,. Ancora c’è chi fantastica di età pensionabili che, se sei ancora vivo, hai già subito ancora in fase lavorativa un calo prestazionale mediamente del 30% e per metà degli interessati si è pluripatologici, chi dice che la soglia minima della pensione deve essere 1,5 volte l’assegno sociale cioè circa 700 €/mese, chi dice che che bisogna passare al contributivo totale per cui , se hai un buon impiego e un buon montante contributivo forse arrivi a 900 €/mese. In queste condizioni mi raccomando, non superiamo la Fornero, come affermato in modo generico e quindi ambiguo, che possiamo solo peggiorare.

  6. Ma scusate, se continuano ad aumentare gli anni per andare in pensione quando potranno iniziare a lavorare i giovani? Poi vogliamo parlare delle lavoratrici madri che oltre a lavorare devono districarsi tra mille impegni e lavorare anche a casa. Si meritano di staccarea prima con qualche annonin anticipo che dopo il lavoro poteva sdraiarsi sul divano a dare un riposino….

  7. Auspichiamo una volta tanto che quella in discussione possa essere una riforma per tutti. Una riforma che crei uguaglianza non disparità e contrapposizioni, che non divida per categorie… Una riforma per che valga per chi ha iniziato prima ma anche per chi e’ venuto dopo. Una riforma che dia con fiducia ad ognuno la possibilità di decidere e programmare la propria vita. Un uscita flessibile con il contributivo (es. opzione donna x tutti 58 anni e 35 di contributi) e un uscita con vincolo di anni contributi se si vuole una pensione con un sistema misto (es. anche gli attuali 42 anni e 10 mesi di contributi o 67 anni) togliendo il meccanismo dell’aspettativa di vita). Via tutto il resto per il quale ci deve pensare l’assistenza. Difficile auspicare ad una cosa semplice che sembrerebbe un enorme passo in avanti in questa giungla di disparità!
    buona giornata

  8. La flessibilità deve essere possibile anche per la cosiddetta pensione anticipata (anticipata rispetto a che cosa? 43 anni di lavoro sono la vita intera; vorrei proprio sapere quanti di quelli attualmente in pensione hanno lavorato e versato contributi per un periodo così lungo!) che attualmente è ancora a 43 anni e un mese nonostante l’aspettativa di vita si sia ridotta di quasi due anni (ma i sindacati su questo restano muti come pesci!!). Altrimenti i nati nel 1960 saranno di nuovo fregati con la proposta di flessibilità solo prima dei 67 anni per la pensione di vecchiaia. Ora basta, abbiamo già dato con quota 100 e 102 che ha consentito e consente ad alcuni di andare in pensione senza penalizzazione con 38 anni di contributi solo perchè nati un po’ prima del 1960!!!!

  9. A me la cosa che mi da enormemente fastidio ,che ci deve essere qualcuno che deve decidere quando sono obbligato a ritirarmi dopo 41 anni di lavoro, ma andassero loro a lavorare, e dopo 40 anni vediamo cosa vorrebbero fare.

  10. Capisco che ideale è andare in pensione prima possibile con il massimo possibile, le persone adulte sanno che la vita è fatta di mediazioni. Per moltissime persone è importante ANDARE IN PENSIONE PRIMA POSSIBILE, per altri PIÙ IMPORTANTE AVERE IMPORTO PENSIONE PIÙ ALTA POSSIBILE.
    Lasciare ai singoli la scelta credo sia un approccio equilibrato innanzitutto.
    L’articolo non parla delle DONNE.
    Mi auguro che il 7 febbraio ALMENO SU OPZIONE DONNA STRUTTURALE NON CI SIANO DUBBI E CHE SI FACCIA IN FRETTA, darebbe una prima spinta che potrebbe fare anche da APRIPISTA ad un approccio nuovo sulle pensioni.

    1. Ma come si fa a volere Opzione Donna strutturale quando anche l’OCSE ha definito questo tipo di pensionamento foriero di povertà. Ho visto lavoratrici che hanno fatto questa scelta e mi duole dirlo sono solo mogli di professionisti o medici, nulla di male per loro ma purtroppo in questa trappola sono senza dubbio cadute molte lavoratrici che non hanno la stessa situazione. Qualcuno me lo vorrebbe spiegare? La condizione della donna nel lavoro è più tutelata nel settore pubblico, dove la legge sulla maternità del 1970 è stata recepita, ma questa legge non diceva prima le dipendenti pubbliche poi le altre: i datori di lavoro (spero sempre meno) privati hanno fatto , fanno e continuano a fare pressione alle lavoratrici in merito alle loro gravidanze (come se fossero affari dei dat.lavoro)
      Un saluto Lilli Reolon

  11. Bisogna ricalcolare tutte per pensioni anche già erogate ai reali contributi versati, cioè tutti al regime. contributivo, pensioni baby, reversibilità, assegni sociali a altro sono spese che NON sono più sostenibili, se il futuro sarà solo a calcolo contributivo allora deve essere contributivo per tutti, non dobbiamo essere solo noi a pagare gli sbagli

  12. Sono d’accordo nel non creare altri danni se non si è consapevoli di realizzare un miglioramento, se pur minimo per i lavoratori. Vorrei ricordare agli addetti ai lavori , sindacati e governo, che quando si parla di sostenibilità ..si fa’ fatica a metabolizzare alcuni concetti, ma me lo spiegate cosa c’entrano i contributi versati con le pensioni di invalidità..le stesse sono quanto mai giuste ma i soldi bisogna prenderli altrove …dai politici per esempio…oppure dai tagli di spese inutili …come per esempio il bonus 110 per cento sui cappotti …un disastro completo di una classe dirigente e politica impreparata ed inadeguata…fabbricati nuovi realizzati 2 e 3 anni fa’ completamente rifatti di infissi, caldaie tetti e quant’altro …..insomma aiutiamo chi già sta bene ed impoveriamo ancora chi sta male…..non era meglio fare delle case popolari e consegnarle alle giovani coppie che non ce la fanno a pagare affitti che partono dai 500 euro …il 110 poteva andare bene ma solo per quelle abitazioni da rafforzare e rendere antisismiche…inoltre per chi non se ne fosse accorto parecchi progetti inerenti sono stati gonfiati tanto pagherà lo stato e quindi il cittadino….i materiali edili a motivo di ciò sono saliti alle stelle …con quale risultato …Ve lo dico io ..con il risultato di mettere in ginocchio tutti in quanto nessuno, o quasi, sarà in grado di comprare o farsi casa L’INtero comparto sarà a breve più in crisi di prima ….la gente abiterà sotto i ponti o in famiglie allargate…e tanti saluti a questi insetti che non capiscono un tubo.

  13. ….Successivamente, e a cadenza settimanale, verranno affrontati il tema della previdenza complementare e della flessibilità per accedere alla pensione“.

    SINDACATI, ma lo volete dire ai lavoratori che state convergendo sulla “FLESSIBILITA’ in USCITA” barattandola con il ricalcolo “CONTRIBUTIVO SECCO” da SUBITO e a 360°??
    SAREI FELICISSIMO DI ESSERE S M E N T I T O!!
    Grazie

  14. Nasta prese in giro e regalie siamo stufi vogliamo la jostra pensione 41 e basta VERGOGNATEVI GOVERNO DI MASSONI TUTTI NESSUNO ESCLUSO..MAI PIÙ AL VOTO

  15. Resto sempre dell’idea che la priorità sia l’argine alla crescente povertà. Sperando che qualcuno mi segua. Ho 63 anni, ed è più facile che vinco al SuperEnalotto, piuttosto che trovare un lavoro che, al 90%, non potrei svolgere se faticoso. Tanto stiamo qui a discutere inutilmente. Spendono i miliardi per qualsiasi cosa che non sia anticipare le pensioni o detassarle. Bisogna cambiare la testa degli italiani. Ci vorrebbe una rivoluzione culturale, degli intellettuali coscienziosi e un giornalismo coraggioso. Ma vi rendete conto che hanno approvato una legge che riduce l’RDC di 5 EUR. al mese dopo il sesto? Siamo al grottesco di gente che, come Draghi, piglia un sacco di soldi di pensione. Io sono scoraggiato. Mi arrendo. Voi continuate a parlare di quote, quotine e opzioni. Io, intanto, cercherò di mettere insieme il pranzo con la cena.

  16. Buongiorno,Hanno fatto il gioco delle tre carte, lasceranno la legge Fornero così come è… chi vorrà uscire prima di suddetta legge avrà delle penalizzazioni .io ribadisco solamente che i signori delle istituzioni la stanno facendo molto”””Sporca”” ..che amarezza…

  17. Avanti con la proposta del3% sulla quota retributiva, i Sindacati hanno l’ultima possibilità per riappropriarsi della fiducia dei lavoratori ormai stufi- se fanno i duri si può spuntarla ma senza aspettare il 2023, ma già da Dpef di primavera e se non accettano sciopero e manifestazioni ad oltranza

  18. Perché non lasciate la libertà di uscita a partire da 62 anni di età con le penalizzazioni del caso, e lasciare altrettanto liberi coloro che per esigenze personali pensano continuare? La vita nonostante tutto quello che si vuole far credere è veramente breve e imprevedibile E poi…, ognuno di noi è usurato in base al suo vissuto personale, e non perché lo stabilisce qualcuno dall’alto: tanto per capirci, uno che ha fatto il pendolare una vita per andare giornalmente in ufficio in una grande città è sicuramente più usurato di un forestale di un piccolo centro montano. Se la democrazia è prendersi tutti i privilegi in pochi e imporre regole inutili e assurde a tutti gli altri, allora, l’unica via d’uscita è la lotta continua.

  19. Recitano ho 17 anni e 8mesi prima del 96 tutto da operaio sai quanto mi rendono al conteggio 441 euri. ME LI VUOI TASSARE AL 3% PRIMA DEI 64anni??? Hai del coraggio sai che nel 76 quando ho iniziato c era il contr. Apprendistato per 5 anniniente contributi SOLO figurativi NON ti SEMBRA CHE HO GIÀ DATO ?????

  20. E uno schifo io per 20 giorni di contributi non sono rientrato nella quota 100 e nella quota 102 quest’anno non ci rientrerò perché allo scadere vista che è per il solo 2022 non avrò l’età anagrafica avrò 63 anni e sei mesi..
    Più inculata di così ed adesso parlano di questo di quello e ci sono persone che per motivi personali e per motivi di salute vogliono uscire dal mondo del lavoro.

  21. Se non fanno una riforma seria 41 anni di contributi sono già tanti, senza penalizzazioni, penso che nelle prossime elezioni ne vedremo delle belle, non dimentichiamo che stiamo trattenendo al lavoro massacrando i lavoratori delle classi che vanno nate dal 60 in poi che son le più numerose e hanno un bacino di voti molto Pesante. Allora o fanno una riforma oppure!!!!!!!!

  22. Stanno barattando diritti acquisiti per introdurre tutele per giovani e donne !!!! Il problema è che non ci sono soldi per chi li ha sempre versati !!!! Inps si deve fare carico di tutto il mondo previdenziale sparso in decine di settori ….farle rientrare nel pianeta Inps vuol dire sanare bilanci in negativo !!!! Quando un paese come il nostro è sommerso da un debito pubblico così alto l’alternativa è spremere i soliti noti !!!! Se qualcuno non ci organizza finirà come la riforma Fornero…..

    1. tutto e niente; sono capaci di fare una norma contro la legge; come quando devono rinnovare un contratto e non lo fanno nei tempi dovuti; e poi dicono: fammi causa; sanno che una causa individuale costa soldi, una causa collettiva la fai tramite…………………………………………………. un sindacato; hai capito? quindi? giusto ieri parlavo con un altro professore del 1956 che continua a lavorare; gli ho spiegato che potrebbe ancora andare in pensione a settembre con quota 102 e lo stato ha già fatto i calcoli che saranno 4 gatti visto che quelli nati nel 1958 hanno già avuto negli anni precedenti la possibilità di andare via; alla fine mi ha risposto: tengo duro un altro anno tanto l’anno prossimo comunque mi mandano a casa; alla fine credo che continuerà a lavorare; io gli ho detto: se lo stato mi dà una opportunità anche schifosa io la prendo, quella successiva potrebbe essere anche peggiore; infatti e secondo me sarà anche peggio saluti ai gestori del sito

    2. Buongiorno Mauro.

      Le rispondo con una domanda che si rifà a Opzione Donna che, come Lei sa, è stata rinnovata per il 2022.
      Si può supporre che nel medesimo anno, coloro che raggiungeranno i 41+10+3 contributivi (e per estensione l’altra metà del mondo), potrebbero essere pensionati con il medesimo “tutto contributivo”?

      Dubito!

      Andando oltre la domanda e poiché, se non erro, il vincolo della anticipata fino al 2026 con le regole attuali è stabilito da una legge; si può immaginare che in periodo di elezioni, dove la paura fa 90, qualcuno la vada ad abrogare?

      Non lo dubito! Ma sarebbe un tecnico non un politico a farlo!

      Il fatto vero però è che tutti coloro che non lavoreranno mai per così tanti anni e/o coloro che matureranno l’eventuale diritto oltre il 2026, non saranno mai interessati a difenderlo se non per estenderlo anche al futuro.
      E’ la cruda, dura realtà che emerge nelle fabbriche: la contrapposizione tra gli anziani che li sono trattenuti con 40 e più anni di contributi e giovani ai quali, i soliti ragionamenti da incapaci, pensano di proporre una Pensione di Garanzia.

      Si sta ripetendo l’errore del 95 quando si è creato il sistema misto.

      E allora dove sta la soluzione ora che il misto esiste da quasi 25 anni?
      Sta nel fatto che anziché distruggerlo del tutto, è su tale metodo che si dovrebbe lavorare. Come cercando di congelarlo allo stato attuale (es. 25 anni di contributivo il restante retributivo ragionando tuttalpiù su come distribuirlo negli anni di restante lavoro), prolungandolo poi in modo indefinito.

      Mi si vuole spiegare quando il sindacato continua a ribadire la necessità di dividere assistenza da previdenza, non debba almeno mirare a conservare il concetto del misto.
      Oppure si vuole far uscire l’assistenza dalla finestra per poi spalancarle una portone.

      Tutto Il resto è fuffa. Forfora che stranamente è familiare nella testa di politici progressiti dalla panza piena, dal cuore a sinistra ma col portafoglio a destra. Tutte idee peggiorative da scaricare sui redditi medio bassi … in un mondo di “BIP”.

      Saluti

    3. Penso che non verrà abrogata la Legge Fornero, faranno nuove strade di anticipo pensionistico con varie quote ondivaghe 100/102/104 con sempre meno anni di anzianità contributiva. Per i lavoratori e lavoratrici che raggiungeranno entro il 2026 cfr. (DL n.4/2019 art. 15) i requisiti per il pensionamento anticipato Fornero non subiranno variazioni.
      Il governo dovrebbe occuparsi degli evasori fiscali e degli elusori fiscali – e l’elusione si trova nelle mille e più agevolazioni per i beni aziendali, anche delle Società unipesonali- non dei pensionati dei lavoratori dipendenti e dei poveri con il reddito e la pensione di cittadinanza- ricordando che l’Italia è patria dei falsi invalidi a scapito di chi ha veramente bisogno. Un Saluto. Lilli Reolon
      Un saluto. Lilli Reolon

  23. A mio avviso c’è un errore: non è vero che la proposta Reitano sia più penalizzante di quella Damiano 1) non fissa il minimo di anni di contributi, (35 sono troppi); 2) il 3% è limitato alla parte retributiva.

  24. Buongiorno a tutti. È chiarissimo che il governo, per i Lavoratori, se potesse non elargirebbe neanche un centesimo ,per la casta tutto.Dico a questo punto ,ma è così difficile stabilire un tetto ,quando ho iniziato a lavorare era 35 anni poi 40 e adesso con la Fornero 42,10 , ? Chi non ha maturato quel setpoint e vuole andare prima ci rimette qualcosa,QUALCOSA ,non come pensano loro che ti riducono come uno straccione.Quindi per chiudere ,perché si è capito che è inutile interloquire su questo argomento ,altro non resta che scioperare seriamente per giorni ,come i Francesi.
    Buon Lavoro

    1. Gli italiani non hanno il senso della nazione. Ognuno pensa per sé e crede di essere più furbo degli altri. I Francesi hanno un regno dall’XI secolo. Un Paese serio, i parassiti di Roma e le sanguisughe dei vari Enti, al 90% inutili, li avrebbero già…….

      1. Buongiono.
        Hai ragione siamo fatto proprio così.
        Ma fosse solo questo!

        Ora è chiaro che molti italiani hanno perso pure il senso della “fabbrica” quello che una volta li manteneva uniti almeno nel lavoro e nelle lotte per mantenerlo.
        Sarà perché sono spaventati? Sarà che le fabbriche qui sembra non servono più?

        E’ un poco quanto ricavo dal racconto serale di una persona che sta trascorrendo, male, gli ultimi otto mesi di attesa alla pensione.
        E’ ciò che accade quando la proprietà, spesso straniera, porta in fabbrica il manager esperto nel risanare i conti; il laureato padrone dell’unico metodo: quello della riduzione del personale.
        E così si parte col sindacato che canta vittoria dopo che, costretto ad una trattativa di 3 o 4 ore massime, è riuscito a farsi riconoscere 12 mesi di cassa integrazione, purché a rotazione.
        Il tempo necessario per annacquare la ristrutturazione e permettere a chi volesse farsi avanti per concordate “quatto ghelli” e lasciare la fabbrica.

        E’ sempre cosi, è sistematico! Non un solo minuto di sciopero.

        E mentre un paio di dirigenti, non più di qualche quadro, non tralasciano di ordinarsi macchine aziendali da oltre 200 CV, e tu mangi in mensa la scatoletta di tonno e loro portano sempre il conto del ristorante.
        Mentre svendono qualche macchinario e si riuniscono a tavolino per decidere uno scivolo, chi debba fare la cassa e chi no; mentre alcuni si sentono esonerati dal farla fino a chi sostiene che sarebbe meglio procede da subito con i licenziamenti perché suppone di non farne parte, l’orologio gira.
        E’ il classico esempio, non unico, di ciò che oggi accade tra lavoratori, è quello dei discorsi tra sordi, tra sindacati e governi, di sempre meno occupati e di insufficienti danari per le pensioni.
        La realtà è che abbiamo ignorato tutto questo, è che ormai ognuno pensa per se e lo abbiamo insegnato pure ai nostri figli.

        E vuoi che ci lasciavamo mancare qualcosa; perché la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo … tra Virus, cambiamento climatico e PNNR che rischia di andare a farsi benedire, scopriamo che l’Europa tutta affonda in un mare di “BIP” e che ora dobbiamo perfino augurarci che nulla accada ad EST!

        Se sbagliano anche questa … tutti a casa!

  25. Il 7 febbraio sarà il momento clou, ma se il governo dovesse rimanere sulle sue posizioni di penalizzazioni varie, è meglio lasciare le cose così come stanno, senza fare ulteriori danni!
    Non c’è più sordo di chi non vuol sentire!
    Però voglio rimane ancora fiducioso!

    1. Sono convinta: per quanto possa sembrare inverosimile dobbiamo confidare nella legge Fornero e la sua la pensione anticipata. Chi l’avrebbe mai detto?. Un saluto. Lilli Reolon

    2. La Fornero è un paravento , ha rovinato tutti i lavoratori provenienti da ditte fallimentari , ormai prossimi alla quiescenza. Chi è il fortunato che lavora ancora oltre i 40 in una ditta che lo tiene,nonostante il suo rimbambimento , è ancora fortunato ! Quindi se si hanno 1000 euro con la contributiva e parte retributiva dai 62 ai 64 anni di età fuori subito col la prima finestra . La vita non si allunga !

  26. il governo sta giocando al gioco delle 3 carte tanto per fregarci; un giorno il sole è verde, l’altro giorno è rosso e il terzo giorno è giallo; e i sindacati? lasciamo perdere; vedremo dopo le elezioni cosa succederà ma la vedo dura; saluti ai gestori del sito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna su