Riforma Pensioni 2022, l’editoriale: troppo pochi 5 miliardi per la previdenza?

Nella legge di bilancio che approderà in Aula Parlamentare il prossimo mese indiscrezioni non confermate fatte trapelare dal MEF indicano che sul piatto della previdenza saranno postati circa 5 miliardi di €. Su una manovra complessiva che dovrebbe aggirarsi sui 25 miliardi di € all’apparenza questa cifra sembra consistente, ma entrando nel merito della questione si capisce che in realtà sono pochi per soddisfare i milioni di italiani che aspettano una netta inversione di tendenza rispetto alla odiatissima legge Fornero.

Riforma Pensioni 2022 ultime novità oggi: 5 miliardi per la previdenza

Questo perché in questi ipotetici cinque miliardi di € sono ricompresi anche i fondi destinati alla perequazione degli oltre 22.000.000 di assegni previdenziali che a seguito dell’inflazione stimata nel 2021 all’1,5% comporterà una spesa che potrà variare tra i 3 miliardi e 900.000.000 ed i 4 miliardi e mezzo di €. E’ una regola sacrosanta perché i pensionati come è noto non possono incrementare i propri redditi a differenza dei lavoratori dipendenti che godono degli aumenti contrattuali.

Dal primo gennaio 2022 le pensioni dovranno essere rivalutate con il vecchio sistema antecedente l’anno 2019, quando ci fu un intervento nella legge di bilancio che penalizzò notevolmente il meccanismo della rivalutazione con adeguamenti dimezzati per le pensioni più elevate. Se il Governo Draghi non interverrà in tal senso, e si spera veramente che non lo faccia, si avrà l’indicizzazione piena delle pensioni fino a 4 volte il minimo, al 90% fino a 5 volte, e al 75% per tutte le altre pensioni rimanenti, (la pensione minima per il 2021 è di 515,58 €). Questo comporterà un costo di circa 4 miliardi e mezzo di euro. Di questa perequazione ci si era quasi dimenticati con l’inflazione che per parecchi anni è stata quasi nulla, quest’anno, invece, si è risvegliata e già si parla che nell’anno 2022 possa arrivare al 2%.

Il governo ad inizio anno non lo aveva assolutamente previsto ora questi 4 miliardi ed oltre pesano moltissimo nel bilancio dello Stato. Se il governo, come sembra, metterà sul piatto cinque miliardi per il capitolo previdenziale rimarrebbe solamente un miliardo di € o poco più, assolutamente insufficienti per fare qualcosa di strutturale.

Ultime news Riforma Pensioni 2022: bisognava agire prima?

E qui si ritorna all’anno 2019 quando il governo giallo/verde con l’inflazione a zero avrebbe avuto la possibilità di fare una riforma duratura e non temporanea con tutte le conseguenze negative che ora abbiamo. Ma con i se e con i ma non si fa nulla e ormai questa è la situazione che ci si ritrova.

Questa settimana c’è stata l’audizione alla Commissione Lavoro della Camera, che sta tentando, faticosamente, di trovare una quadra tra le varie proposte che giacciono lì da mesi, del Presidente dell’INPS Tridico che con tanto di “slides” ha quantificato i costi per l’Erario per ognuna delle proposte presentate. Ha, ovviamente, scartato l’ipotesi più interessante quella dei sindacati confederali di quota 41 per tutti affermando che sarebbe costata moltissimo, oltre 4 miliardi di € già nel 2022 per poi arrivare addirittura a 9 miliardi di € nel 2029. Tesi da contestare perché considera che tutti gli aventi diritto esercitino tale opzione ma poi si sa che così non è. Privilegerebbe, ovviamente, la sua proposta di pensionamento a 63 anni con il contributivo e poi a 67 anni si otterrebbe anche la parte di retributivo che costerebbe poco più di 500 milioni annui e che poi dopo l’anno 2025 comporterebbe addirittura un risparmio per l’erario. Ha quantificato infine i costi relativi alla Super Ape Social con costi che a regime, a suo parere, arriverebbero a 700/800 milioni annui.

Stante così le cose con poco più di un miliardo di € a disposizione sembra ovvio che si andrebbe verso un ampliamento dell’Ape Social e poco più. Ma Tridico non ha parlato di un’altra possibile opzione che forse sarebbe più accettabile per i lavoratori, un anticipo non solo sull’età anagrafica ma anche sulla pensione anticipata. In pratica prevedere un’uscita fino a tre anni prima rispetto ai 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Uscire a 39 anni e 10 mesi gli uomini e 38 e 10 mesi le donne pur percependo solamente la parte di contributivo per un massimo di tre anni e successivamente percepire anche la parte di retributivo sarebbe, come mi scrivono molti lavoratori, un sacrificio temporaneo accettabile e darebbe a chi è al limite una possibile via d’uscita.

16 commenti su “Riforma Pensioni 2022, l’editoriale: troppo pochi 5 miliardi per la previdenza?

  1. Qui c’è gente che scrive ” Ipotesi accettabile ” !
    I diritti acquisiti, a fronte di soldi versati, non prevedono soluzioni ” accettabili “.
    Quello che mi spetta, di diritto, mi spetta e basta. Punto.
    La pensione è un diritto, non un privilegio., non dimenticatelo !! E’ un diritto al quale accedere in età congrua , non da morti !
    Tridico è un uomo pieno di soldi, che a tutto pensa tranne che ai diritti dei lavoratori. Le sue ipotesi sono un’offesa al soldi dei lavoratori.
    Smettetela di pensare a soluzioni ” accettabili ” !!!!

  2. Caro Franco Giuseppe io cerco soltanto di proporre una possibile via d’uscita accettabile secondo tanti che mi hanno scritto ad una situazione che per il governo, purtroppo, è già decisa. Ritorno legge Fornero e solo Ape Social.

  3. Voglio solo fare un commento
    Visto che il governo rifinanzia il reddito di cittadinanza .x le pensioni minime x chi lavorato i sindacati cosa stanno facendo x farle aumentare qualcuno mi sa dire qualcosa grazie

  4. La proposta di Tridico mi sembra accettabile, l’Ape sociale allargata no, perché non include tutti i lavoratori

  5. Come al solito ci si muove tra carenza di margini, l’inflazione che riparte è un problema, conti artificiosi che per definizione non sono conti, lentezze provvedimentali per cui fi profilano delle scadenze sennza adeguata chiarezza sul seguito giuridico. L’ipotesi prospettata non è male purché l’anticipata ordinaria non preveda penalizzazioni. Non puoi passare 42÷43 anni di lavoro a finanziare delle nefandezze politico sindacali a 14, 19, 28 e 35 anni con sconti di 7 anni a qualcuno si ed altri no è casse integrazioni prolungate tra periodi di corposi straordinari senza controlli e poi, quando hai bisogno di riscuotere la tua assicurazione te la decurtano perché non hanno saputo gestire.

  6. Uscita fino a tre anni prima rispetto ai 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Uscire a 39 anni e 10 mesi gli uomini e 38 e 10 mesi le donne pur percependo solamente la parte di contributivo per un massimo di tre anni e successivamente percepire anche la parte di retributivo mi sembra una proposta molto sensata.

  7. Mi accontenterei anche del contributivo con 41 anni, con l’aggiunta del retributivo al raggiungimento dei 42 e 10 mesi (e non certo a 67 anni!).

  8. Sono d’accordo che se anticipo con il contributivo deve essere, fino al raggiungimento della pensione, allora sia su pensione di vecchiaia che anticipata.
    E’ una soluzione che amareggia, ma anche andare con 39,10 mesi con il contributivo fino ai 42,10 mesi con il misto, potrei accettarla.
    Sempre meglio che il nulla assoluto!

  9. Quota 100 costa assai Quota 41 costa assai secondo i calcoli di Tridico
    Ghiselli sconfessa tali numeri che da Tridico
    Poi Tridico pone la sua nuova riforma il quale un nuovo pensionato prenderà meno del reddito di cittadinanza ma dico io….

  10. Sempre preciso ed esaustivo il Sig. Marino, nello spiegarci la situazione aggiornata in tempo reale delle proposte e delle concrete possibilità finanziarie in campo. Mi voglio però concentrare solo sull’ultima possibile opzione di cui parla in fondo al suo editoriale. Ribadisco quanto scritto più volte in altri articoli: La libertà di scelta è una gran cosa, ma se questa libertà è usufruibile solo da chi può permetterselo, per altri sarà giocoforza una costrizione rimanere al lavoro. Mi spiego: Se nel corso della mia vita lavorativa ho avuto una posizione elevata, che so, dirigente scolastico, ragioniere 7°- 8° livello stipendiale, oppure ho ricevuto una eredità in denaro o in immobili, allora si che ho la libertà di scegliere perchè ho le spalle comunque coperte da altre entrate. Un lavoratore con uno stipendio alto magari ha potuto destinare mensilmente una parte dell’entrata in un fondo pensionistico e oggi grazie a questa ulteriore entrata può permettersi la libertà di scelta se ricevere per 3 anni un assegno solo contributivo. Secondo lei, dopo l’uscita della tabella degli aumenti salariali in area EU dal 1990 al 2020, dove si nota che i lavoratori di Germania e Francia hanno avuto aumenti fino al 30%, mentre quelli italiani hanno avuto una riduzione a meno 2,90%, c’è qualche lavoratore di 4° – 5° livello che ha potuto farsi una pensione integrativa ? Converrà anche Lei che questi ultimi non possono avere la stessa serena libertà di scelta se rinunciare, per tre lunghi anni, ad una gran parte del loro assegno. Andare in anticipo rispetto ai requisiti Fornero vuol dire aver versato meno contributi; aver versato meno contributi vuol dire avere un assegno più basso e se questo assegno deve essere anche solo tutto contributivo sarebbe una mazzata dolorosissima e impossibile per molti da sostenere. Mi dispiace, ma anche questa ultima proposta, usufruibile solo da pochi agiati, potrebbe essere un flop. Sembra di essere ritornati ai tempi dei baroni e dei contadini, ai primi gli agi ai secondi la morte di fatica dietro l’aratro. Con rispetto.

    1. Egregio signore ha scoperto a 60 anni che esistono i ricchi e i poveri o sogna una società dove tra il più povero e il più ricco ci sia una differenza di non più del triplo del reddito? Sarebbe bello e giusto ma forse nel mondo dei sogni.

    2. Caro Franco Giuseppe io cerco soltanto di proporre una possibile via d’uscita accettabile secondo tanti che mi hanno scritto ad una situazione che per il governo, purtroppo, è già decisa. Ritorno legge Fornero e solo Ape Social.

    3. Infatti … c’e’ qualcuno (storico e filosofo contemporaneo) che dice/diceva: “L’Italia e’ ancora un accrocchio di “feudi e corporazioni” immersi in un MODERNO MEDIOEVO …

  11. La Tridico ampliata per coloro che aspettano l’anticipata va benissimo ma perché solo 3 di antipazione e non 4 e poi 20 anni minimo di contributi per me sono pochi.

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