Riforma pensioni 2022: niente quota 41, poi flessibilità solo con contributivo?

Riforma Pensioni 2022

Si continua a discutere della riforma pensioni 2022, Draghi pare avere ormai le idee chiare almeno per il prossimo anno, sebbene il tavolo con i sindacati dovrebbe riprendere già dal mese di dicembre, l’idea é quella di iniziare a lavorare sulla prossima riforma pensioni giacché la quota 102 é vista come una misura di transizione in vista del 2023. Lo scopo imminente quello di evitare un brusco e rapido ritorno alla Fornero per quanti dal 1 genanio 2022 pur centrando i requisiti per la quota 100 si ritroverebbero di punto in bianco ‘con un pugno di mosche in mano‘.

I sindacati non si sono mai detti favorevoli alla quota 102 misura che sicuramente sarà a beneficio di pochi e non risolverà affatto le richieste dei precoci, dei quarantunisti e di quanti ambivano a lasciare anzitempo il mondo del lavoro avendo già alle spalle 40/41 anni di contributi. Per loro, essendo anagraficamente giovani, nulla é cambiato, anzi l’età anagrafica diventa un vincolo irraggiungibile, giacché lo erano già i 62 anni di quota 100. La flessibilità in uscita verso cui propende Draghi dal 2023 pare però avere alla base l’idea del contributivo, il temrine é emerso più volte ed ha allarmato non poco, la direzione sarà dunque questa?

Riforma pensioni 2022: anno di transizione in attesa di Quota 41 o uscita col contributivo?

In tanti se lo stanno chiedendo, cambierà davvero qualcosa dal 2023 in poi o é nuovamente un modo per rimandare il problema e non concludere nulla? Sindacati e lavoratori si dicono esausti di misure tampone, lo scopo dovrebbere essere quello di arrivare a misure certe, strutturali e non più sperimentali. I lavoratori chiedono infatti di poter sapere anzitempo, senza cambi di programma in corso, quali saranno le loro possibilità di accesso alla pensione.

In molti lamentano infatti di inseguire la quiescenza, ogni volta che i requisiti sembrano avvicinarsi, un cambio di Governo o il termine della sperimentazione, vedi quota 100, portano poi i lavoratori, che si dicono metaforicamente prossimi al traguardo, a non raggiungere la pensione, perché il traguardo si sposta nuovamente sotto ai loro occhi, e a dover attendere la nuova normativa.

La nuova legge prevede altresì l’estensione delle categorie di lavori rientranti in Ape sociale e la proroga dell’opzione donna, con i pregressi requisiti, per un anno. Ma anche qui, per le donne, si può parlare, dicono Orietta Armiliato del Comitato opzione donna social ed i sindacati, di vittoria parziale, occorre pensare ad altre misure per le donne, come la valorizzazione del lavoro di cura ai fini previdenziali visto che il carico famigliare é spesso sulle spalle delle donne che per occuparsene spesso rinunciano alle carriere o a lavori continuativi, avendo poi buchi contributivi che complicano l’accesso alla pensione o portano comunque ad avere pensioni molto basse.

Riforma pensioni 2021: flessibilità solo con contributivo?

Mario Draghi, però, ha fatto chiaramente intendere che da adesso in poi una maggiore flessibilità in uscita rispetto a quanto offre la legge Fornero, sarà legata sempre più al sistema contributivo, le polemiche sono arrivate da ogni dove, i lavoratori non possono affatto tollerare l’idea che la loro pensione subirà un taglio perenne considerevole.

Proprio per questo anche i sindacati si sono scagliati contro quella che hanno ridefinito ‘opzione tutti’, ricordando appunto l’opzione donna che prevede il ricalcolo dell’assegno interamente col metodo contributivo.

In tanti però fanno notare che in realtà si sta già andando verso un sistema pseudo-contributivo, perché sono circa 27 anni che il sistema contributivo é in vigore, dunque forse, chiaramente non per quanti hanno alle spalle 41 anni di lavoro, anno dopo anno lo spauracchio del ricalcolo contributivo dovrebbe fare meno paura, anche perché nel tempo le pensioni saranno interamente calcolate così, e sempre più si andrà ad assotigliare il peso della quota di pensione che ricade nel retributivo. La polemica, e non potrebbe essere diversamente, é forte specie per quanti sono alle soglie della pensione ed hanno alle spalle molti anni di contributi versati, per loro paradossalmente venisse mai attuata l’idea del ricalcolo contributivo per anticipare l’uscita, converrrebbe senza ombra di dubbio pensionarsi secondo i dettami della Legge Fornero. Proprio per questa ragione, diversi lavoratori sul nostro sito, per quanto possa sembrare assurdo a loro stessi mentre rilasciano il commento, chiedono di ‘non toccare nulla’ e di lasciare la Riforma Fornero, in quanto nella sua rigidità era almeno una norma equa e chiara per tutti. Quasi a sottolineare, in modo beffardo, che ‘davvero al peggio non vi é mai fine’.

E voi che idea vi siete fatti, meglio i sindacati si battano per conservare la Riforma Fornero o é giusto che optino, rischi annessi, per il pressing nei confronti dell’uscita anticipata? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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74 commenti su “Riforma pensioni 2022: niente quota 41, poi flessibilità solo con contributivo?

  1. vediamo di capirci bene: prima della fornero c’era un bel numero magico: 40 e riguarda gli anni di contributi per andare in pensione e c’erano anche le quote, poi è stata portata avanti con 40 e la finestra dell’anno successivo; poi è arrivata la legge fornero che disse: vi togliamo la finestra ma dovranno essere 42 e se non ricordo male 3 mesi, mi pare che ogni 2 anni aumentavano di 2 mesi , e veniamo al 2019 da 42 anni e 10 mesi si era passati a 43 anni e 3 mesi: incremento di 5 mesi e questo perchè veniva legata all’aspettativa di vita; con la quota 100 si bloccò l’aspettativa di vita a 42 anni e 10 mesi più finestra fino al 2026; senza quota 100 noi avremmo 43 anni e 6 mesi; parliamo di quota100: nella discussione c’erano varie ipotesi. 62 e 38, 63 e 37 e anche 64 e 36, qualcuno fece notare a salvini che con 64 e 36 avrebbero perso qualche milione di voti per cui l’equilibrio fu su 62 e 38; l’unione europea disse chiaramente: il provvedimento deve essere provvisorio altrimenti ve lo scordate, c’era anche l’ipotesi di tenere quota 100 ma modificando i requisiti: 61 e 39 e 60 e 40; non andò in porto e perchè? forse perchè, ma è una mia ipotesi, perchè invece dei potenziali 800.000 lavoratori sarebbero stati ben più di 1 milione; veniamo ai giorni nostri: volete i soldi del piano riserva e resilienza? non toccate le pensioni anche perchè il vostro debito pubblico è tra i più alti dell’ europa; concludo: siamo nelle mani di persone che pensano solo ai loro interessi: se potessero farti morire immediatamente lo farebbero, se non gli fai più comodo ti licenziano o delocalizzano dove la manodopera costa molto meno, pensano al loro vitalizio; continuano a spostare l’asticella sperando che muori prima; ti dicono: non hai i requisiti: mangiati la pensione integrativa; ti dicono: sei troppo giovane a 62 anni, lavora fino ai 64 anni, oppure ti permetto di andartene a 63 ma tutto contributivo per farti morire prima morale di tutto: pensiamo alla salute: magari ci riesce di morire a 90 anni e vedere schiattare qualcuno……………….. saluti ai gestori del sito

  2. Ci vuole un’uscita dal mondo del lavoro secondo il problema di ogni singolo individuo, questo per chi lavora di fisico, e di braccia, ricordo a tutti che il mondo del lavoro è complesso, ci sono lavori che non vedi l’ora di scappartene, è ci sono bei lavori che si possono esercitare fini alla morte di vecchiaia, e ricordatevi che non ci vuole niente a capire quali sono, poi chi guadagna milioni di euro nell’arco della sua vita lavorativa, non dovrebbe né versare i contributi per andare in pensione, né avere diritto alla pensione, dovrebbe lasciare una solidarietà per i lavoratori mal pagati, e mal versati i contributi che ce ne sono è sono tanti, perché quando si arriva alla pensione , tutti vogliamo un assegno grato di aver lavorato per 40anni pur mal pagati , o mal versati i contributi da parte di chi ha il manico del coltello, poi bisognerebbe dare la possibilità a tutti eccetto quelli che non ne hanno bisogno, di uscire dal mondo del lavoro con una data stabilita, esempio , si mette per legge 40anni di contribuzione, e con unassegno per la classe operaia che ha davvero smazzato , cospicua esempio1.600€ al mese , e ti godi la tua vecchiaia.

  3. ricapitoliamo: stanno ancora discutendo sulla proposta dei sindacati dei 62 e 41 di contributi; niente da fare al 100%: quota 102 con i 64 anni? per carità; sono tutti concentrati sull’elezione del presidente della repubblica (tra circa 1 mese) e pare elezioni anticipate ma si discute su chi governerà fino alle elezioni anticipate; nel frattempo i signori onorevoli si sono parati il c….o con il loro vitalizio; e noi, poveri lavoratori? nella m….da più totale; dimenticavo: opzione tutti…………………………….. bellissima invenzione; ti fanno andare a 63 anni con tutto contributivo; oppure aspetti i 67 o 42 anni e 10 mesi più finestra; vogliono farci morire prima di goderci la pensione; qualè la morale di tutto questo:……………………………………………………….. no comment (cadono le braccia) saluti ai gestori del sito

  4. E’ UNO SCHIFO DOPO 41 ANNI DI LAVORO E DISOCCUPATO MI TOCC RITORNARE ALLA FORNERO QUOTA 102 E 64 ANNI E ‘ UNO SCALONE PER CHI HA PERSO LAVORO .
    I SINDACATI FANNO PENA ORMAI SONO SCHIAVI DEL POTERE

  5. Anche io sono D’accordo con il signor Emilio, proposta Tridico o proposta Damiano. Inoltre sono convinto che l’introduzione di un qualsiasi tipo di flessibilità, non implichi la soppressione dell’anticipata della Fornero.

  6. il messaggio che fa in intravedere l’Onnipotente Draghi e molto chiaro (andatevene da questa nazione)
    non vi vogliamo voi che avete lavorato un vita ,,non vi vogliamo ,,come fa dopo 40 anni che lavoriamo a cambiarci le carte in tavola ,,ma se dopo 43 anni di lavoro con il sistema misto si prende già poco ,ma che si tolga i soldi a lui visto che vive nella Bambagia ,che ci lasci vivere anche noi .Una volta quando si andava in pensione si dava anche un semplice riconoscimento e adesso questo.. Vergogna…

  7. Secondo me draghi partiti e sindacati sono degli incapaci ma gli invalidi dal 60 %in su come me e altri io ho il 67%di invalidità 104 personale in situazione di gravità comma 3 articolo 3 sono precocissimo falegname dovrei rientrare almeno in quota 41 gli invalidi dovete tutelarsi tutti nn solo chi a il74% che dal 67 a 74%i dolori sono gli stessi nn c’è la facciamo a fare di più io stò sempre male

  8. E’ sicuramente giusto consentire l’uscita anticipata (VOLONTARIA), pur con riduzione dell’importo in base al numero di anni di anticipo, per mantenerne la sostenibilità. Nel caso tale soluzione fosse possibile solo con il contributivo, allora si dovrebbe lasciare la scelta al singolo se optare per il contributivo puro ed accedere così alla pensione anticipata o mantenere il calcolo misto con i termini della Fornero. Sbagliano i sindacati ad opporsi a priori ma del resto sono sempre oppositivi quando si cerca di cambiare lo status quo; fatico a capire di chi facciano gli interessi…

    1. I cambiamenti, se ritenuti inevitabili, vanno fatti con la giusta GRADUALITÀ!
      Possibile che ciò che si è acquisito nell’arco di una vita di lavoro debba essere cambiato, meglio dire peggiorato, a un passo dal pensionamento? Questo è inaccettabile, anche perché abbiamo già subito l’inasprimento delle regole pensionistiche nel corso degli anni. Dunque SÌ a una penalizzazione nell’ordine di 1,5 % massimo per ciascun anno di anticipo (va considerato anche che abbiamo il termine più alto per la pensione di vecchiaia: 67 anni). NO alla trasformazione tout court in contributivo per poter accedere al pensionamento anticipato. Ricordiamoci che la casta politica si guarda bene dal rinunciare ai suoi odiosi privilegi, anzi li difende con le unghie e con i denti!

    2. I cambiamenti, se ritenuti inevitabili, vanno fatti con la giusta GRADUALITÀ!
      Possibile che ciò che si è acquisito nell’arco di una vita di lavoro debba essere cambiato, meglio dire cancellato con un colpo di spugna, a un passo dal pensionamento? Questo è inaccettabile, anche perché abbiamo già subito l’inasprimento delle regole pensionistiche nel corso degli anni. Dunque SÌ a una penalizzazione nell’ordine di 1,5 % massimo per ciascun anno di anticipo (va considerato anche che abbiamo il termine più alto per la pensione di vecchiaia: 67 anni). NO alla trasformazione in contributivo per poter accedere al pensionamento anticipato per chi ha ancora il sistema misto. Ricordiamoci che la casta politica si guarda bene dal rinunciare ai suoi odiosi privilegi, anzi li difende con le unghie e con i denti!

  9. Al di la della situazione personale, per cui spero che proroghino “opzione donna anche per il 2022 in modo da poterne usufruire (con tutte le detrazioni del caso), in Europa in media si va in pensione a 64 anni e 4 mesi per gli uomini e 63 anni e 4 mesi le donne. Quindi come mai non ci allineiamo all’Europa in questo caso???
    io per lavoro viaggio spesso all’estero e posso dirvi che nelle aziende europee (Germania – Francia ecc.) quando un lavoratore raggiunge i 60 anni, comincia a lavorare in condizioni che agevolino la sua uscita, ovvero con maggiore flessibilità oraria e meno ore, con carichi di lavoro meno pesanti e gradualmente istruisce e passa il testimone alle nuove generazioni, forte della sua esperienza. In Italia tutto questo non avviene e a mio parere è assurdo far lavorare persone come muli fino a 67 anni (qualunque lavoro non solo quelli usuranti) perchè in molti casi non si ha più voglia, si è meno motivati e non si crea uno spazio di apprendimento per i gioovani.

  10. Ma bravo Draghi che propende verso il sistema contributivo.
    Per gli altri però non per lui.
    Lui si tiene stretto il retributivo pieno con pensione elargita con 40 anni di contributi.
    Questo signore mi ricorda tanto il Marchese del Grillo con il suo “Mi dispiace, ma io sò io e voi non siete un c…”

  11. Proposta:
    e se, pur accettando il contributivo che ormai sembra inevitabile, venissero migliorati i coefficienti di trasformazione del montante contributivo anche alla luce della diminuzione dell’aspettativa di vita?
    O anche, venissero ridotte le tasse sulle pensioni per avvicinarle a quelle Europee?
    Se si vogliono armonizzare le norme fiscali / previdenziali nell’Unione Europea bisogna farlo veramente, non solo se conviene allo Stato.

  12. Età 6o contributi 42 anni, lavoratore precoce età 15 anni e 3 mesi, preferisco andare via a 42e 10 mesi con un calcolo a 61, come montante. Ma tutto rimane sempre così, a rimettere sempre i lavoratori poiché tutti i governi, hanno attinto dalla cassa Inps per pagare di tutto e di più, pensioni sociali, legge 104,cassa integrazione e via discorrendo. Da scappare da questa Nazione.

  13. LASCIATE LA FORNERO ANTICIPATA CON CALCOLO MISTO.
    L’opzione tutti è una fregatura. Serve a rimpinguare le casse dello stato che poi sperpera soldi con vari tipi di elargizioni e serve a far contenta l’EU che deve darci i soldi del PNRR.
    Se si vuole fare una riforma equa, si ricalcolino tutte le pensioni/bonus/vitalizi ecc… in essere e tutti i “diritti acquisiti” da adesso in poi

  14. Se il 2022 viene considerato un anno di transizione speriamo che facciano una “sanatoria” per le donne
    che hanno contributi discontinui. Quindi a 63 anni, se una donna è disoccupata deve poter andare in pensione anche con 20 anni di contributi: tanto il lavoro non lo troverà più.

  15. Ho iniziato a lavorare a 11 anni in maniera discontinua fino a 29 anni, naturalmente in nero, nel 1990 ho superato un Concorso nella P. A. , raggiungendo al momento 30 anni di contributi versati. Questo per ricordare quanti lavoratori, specialmente al Sud, pur avendo svolto lavori usuranti sono costretti a continuare a lavorare fino alla morte. La legge in Italia non è mai stata uguale per tutti, la tanto decantata Costituzione, carta straccia. Sindacalisti cominciate a parlare di esodo generalizzato dal lavoro dopo i 60 anni e fate lavorare tanti giovani qualificati che con questo sistema non avranno mai un futuro. La Repubblica dei privilegi non cambierà mai, non illudiamo i. Il governo dei vecchi non è il governo dei saggi. Vergognatevi!

  16. A marzo farò i 62 anni e a maggio 41 di lavoro, sono insegnante nella scuola dell’infanzia e spero con tutto il cuore di poter andare in pensione nel 2022. Sono usurante ma non sono precoce, con le supplenze all’epoca non si coprivano i 365 giorni, credo di aver fatto il mio dovere con passione e merito finalmente del riconoscimento. Con la Fornero la mia data sarebbe 1/7/23, ma al patronato mi hanno detto che neanche di questo avrò certezza. Sono molto arrabbiata e spero in una protesta generale.

  17. Quando ho iniziato a lavorare tanti e tanti anni fa, mi dicevano che i contributi che versavo, servivano per pagare pensioni e per sostenere i costi che lo stato sosteneva per istruzione e sanità ed altro ancora….ho 63 anni e ho detto spicologicamente ..basta….il mio corpo lavora ma la mente è altrove…..a questa età mi dicono di pensare alle giovani generazioni … giustissimo….ma per un’attimo pensate a chi a detto basta…lasciategli la possibilità di scegliere se andare in pensione oppure no….il concetto di adeguare l’età pensionabile all’aspettativa di vita è un concetto vergognoso …. più sono vecchio più ho probabilità di morire…. Ma che razza di legge è questa che gioca sulla durata della vita della gente……contributivo?? Ok …. Riconteggio della pensione a 67 anni? Ok…..ma lasciateci vivere… 15 anni di pensione?? ok giuro che poi muoio …lo prometto!!!!!!

    1. In più il decadimento fisico ha le sue leggi e i suoi tempi di cui i solo finanziari mostrano di non capire nulla.
      Dopo i 62/63 anni puoi fare solo un lavoro con autista, con addetto alla portiera quando scendi dall’auto, addetto che ti precede quando vai fuori ufficio così non ti perdi, stuolo di addetti che ti spieghino i problemi più complessi sino a che non mostri di avere inteso, avere servizi di base a due passi dal posto di lavoro e se ti devi spostare avere chi ti organizza il viaggio.

  18. Quali sono i messaggi che il governo Draghi dà ai giovani che stanno per entrare nel mondo del lavoro e magari desiderano avere una famiglia e dei figli con la legge di bilancio che sta per essere approvata ? Eccoli qua:
    1) Se potete andatevene in qualche altra nazione, ce ne sono tante, che apprezzano volontà e talento.
    2) Se non potete cercate un lavoretto con un lordo all’interno della no tax area ed un secondo lavoro pagato in nero ed in contanti. Vedrete che di questo, rispetto a quello regolare, in Italia se ne trova molto.
    3) Non aprite un conto corrente bancario
    4) Non comprate una casa ma affittatela e poi non pagate l’affitto. Quando vengono (se vengono) a buttarvi fuori pagate un anno o qualche mese di affitto e poi ricominciate da capo nello stesso appartamento o in un altro.
    5) Le bollette di luce e gas pagatele soltanto quando minacciano di tagliarvi la fornitura (non so se basta pagarne una o più di una, probabilmente dipende dal fornitore dell’utenza informatevi. Oppure sfruttate il bonus che viene dato da molti comuni visto che se avete messo in pratica i punti 2) e 3) dovreste avere un ISEE veramente molto basso.
    6) Per quanto riguarda la pensione, non preoccupatevi. Avrete comunque L’APE sociale o la minima ed un bel gruzzoletto che avrete sicuramente messo da parte non avendo dovuto pagare IRPEF, IMU e non avendo dovuto versare contributi per la pensione nella cloaca INPS che potrete utilizzare, sommato al reddito di cittadinanza,
    per vivere il periodo, fra l’altro deciso da voi e da nessun altro, in cui decidete di non lavorare.

  19. contributivo… denari derivanti dal lavoro del singolo soggetto: questi non sono un diritto acquisito?
    In caso di decesso della persone che non percepisce piu una pensione che fine fanno i suoi contributi ?e perche deve andare alla collettività? Probabilmente qualche saggio che pretende il diritto acquisito o il sistema misto (denari che non ha mai versato e magari ha intascato in nero.. quindi anche senza pagare un euto di tasse). Non troverei un altra parola se definire furto l’importo.
    il 33% del ns reddito va in pensione contributiva, circa un altro 8% del ns reddito va al sociale…. rivogliamo da vivi o da morti il ns 33%!

  20. Ho i miei dubbi che si possa andare ancora a votare:
    ma cmq non dimentichiamoci tutti quelli che si sono scagliati contro i lavoratori.
    Possiamo iniziare comunque con i sindacati: cancellazioni in massa e che vadano anche loro a lavorare come no: si sono allontanati troppo dalla realtà. Non abbiate timore a fare le disdette, tanto le tutele non esistono più.
    Per gli scienziati improvvisati (Economisti, esperti in previdenza, piazzisti di fondi pensioni) e tutti quelli che hanno contribuito allo sfascio totale del sistema pensionistico e previdenziale, spero invece che sia riservata un’attenzione particolare (encomi, promozioni, nobel, riconoscimenti , ecc. ecc.) Per i nostri grandi politici: un grande augurio……

  21. BASTA CON QUESTI GIOCHI SPORCHI…. è arrivato il momento di farsi sentire e di svegliarsi- Draghi cede solo quando qualche partito che gli serve per l’elezione al quirinale fa pressione…. ed ecco che escono i miliardi- delle lamentele dei sindacati se ne fotte e quindi nulla succede- quindi a questo punto si giochi il tutto per tutto…. SCIOPERO GENERALE e quant’altro possibile per far si che il banchiere ceda…. poi vediamo se PURE qualche partito inizia a fare pressioni per far aumentare i 600 miseri milioni promessi per la maledetta quota 102 quota donna e ape social- è vergognoso che si giochi sulla pelle di chi vorrebbe uscire dai 63 anni in su, magari con quota 100 in tasca ma senza i maledetti 38 anni di contributi ma col MISTO–ormai si è capito che la proposta dei sindacati dei 62 anni per l’uscita flessibile NON PASSERA’ MAI….. quindi in attesa di tavoli per la riforma strutturale del sistema pensionistico per il 2023… si spinga per far passare subito la proposta di Tridico….. che è la più RAGIONEVOLE… senza costi eccessivi… e quella di Damiano che prevede piccole penalizzazioni-poi si faccia pressione per il riconoscimento della quota 100 DA SUBITO… per chi non ha i requisiti 62-38… ma che a 100 ci arriva magari con 64 e 36, o con 63 e 37 e cosi via- chi ha il misto deve avere un minimo di salvaguardia….. non è possibile correre appresso alle INDECENTI DECISIONI prese, vedi 102 poi tavoli e magari nel 2023 se ne parla….MA STIAMO IMPAZZENDO ? e noi stupidi che li votiamo e pendiamo dalle loro labbra sperando chissà cosa! DICO AI SINDACATI CHE SE NON VOGLIONO PIU’ ESSERE TRATTATI COME SCOLARETTI… COME DICE BOMBARDIERI…..TIRINO FUORI I CO…….NI E VEDIAMO SE SUA MAESTA’ TRABALLA O NO– E’ L’ULTIMA OCCASIONE CHE AVETE VOI SINDACALISTI…. ORA O MAI PIU’!!!!!!!!!! SIAMO STUFI !!!!!!

  22. Ma possibile che ci vengano a fare i conti se ci manca un mese, una settimana, un giorno perché non raggiungiamo i limiti (che oltre tutto continuano ad allungarci da un giorno all’altro, a seconda di chi si siede sulle poltrone) e poi ci dicono che non possiamo andare in pensione perché poi peseremmo troppo sulle casse INPS….. vi ricordo che con un solo vitalizio, per il quale i soldi si trovano sempre, si potrebbero pagare almeno 20 pensioni a persone che per anni e anni si sono rotte la schiena. E poi, è giusta questa disparità fra chi ha potuto usufruire fra le varie quote (ultima, quota 100) e chi per pochi mesi non è riuscito ad arrivarci? Magari solo perché ha avuto la “colpa” di nascere qualche mese dopo…. e stiamo ancora aspettando che i signori decidano le nostre sorti, perché la colpa del dissesto è dei futuri pensionati, non di chi è andato in pensione a 35 anni di età come si usava una volta. Saremo noi la causa dello sfascio dell’INPS, non i soldi elargiti a destra e a manca a chi non ha mai fatto nulla, e, buoni ultimi, a chi ha fatto 5 o 6 figli senza nessun problema pur essendo disoccupato. E adesso faranno la pacchia come chi percepisce il reddito di cittadinanza. Noi possiamo aspettare, anche fino a 70 anni, tanto saremo noi la causa del dissesto delle casse dello stato. Fate solo schifo, ma le vostre facce di bronzo (per non dire altro), nessuno le scalfisce…..

  23. Ho 64 anni , sono donna , ho iniziato a lavorare oltre i 30 anni ovvero tardi ma non per questo non ho fatto nulla fino ad allora , ho studiato , formazione lavoro non riconosciuta che me lavoro, lavori libero professionali precari , senza versamenti , di tutto di più … ho problemi fisici seri , un tumore del sangue , ma non tale da avere la invalidità al 74 per cento, ..con 36 anni di contributi non posso andare in pensione perché per avere riscatto laurea agevolato ho optato per il contributivo …e ora non posso chiedere opzione donna pur avendone i requisiti anagrafici e di contribuzione …aspetto solo che mi diano questa benedetta flessibilità…..aperta anche a chi come me, pur essendo un “misto”ha optato per il contributivo per non farsi svenare nel riscattare la laurea. Sia data facoltà di scelta ovvero altri aspettino i 67 s vogliono o vadano con la anticipata Fornero .con 41 se possono ma da ano facoltà anche di andare in flessibilità. Con contributiva a partire da una certa età e contributi..

  24. Considerato che ormai siamo stati lasciati soli da tutti, governo e sindacati, che per loro ci sono i diritti acquisiti e per noi si possono cambiare le regole in corsa, perchè non diamo vita ad una class action. Se dall’Europa dicono che la spesa pensionistica è insostenibile, sarà anche insostenibile che il peso delle restrizioni debba essere posto solo ed esclusivamente sulle spalle delle solite classi. Proviamo a puntare sul fatto che avere una piantagione di cotone non da il diritto ad avere degli schiavi. Proviamoci, siamo tanti, dobbiamo ridiscutere tutto, non possono coesistere pensioni cumulabili da 20/30 mila euro e da 6/700 euro dopo aver lavorato 42 anni e 10 mesi in fabbrica. Lo dobbiamo fare per quelli che verranno dopo di noi.

  25. Se il 2022 deve essere un anno di transizione diamo la possibilità a coloro che hanno 63 anni e oltre 20 anni di contributi di scegliere se andare in pensione o aspettare le novità del 2023. Così, soprattutto le donne che hanno effettuato lavori discontinui e che adesso sono disoccupate potranno avere una pensione.

  26. Sinceramente non capisco il dualismo rappresentato nell’articolo, la flessibilità in uscita non deve soppiantare le modalità ordinarie di pensionamento (anticipata e vecchiaia) bensì si deve a loro affiancare. Il sistema misto, che, ricordiamo nel 2035 non esisterà più perchè completamente superato dal contributivo, deve essere mantenuto per coloro che ne hanno diritto e che trovandosi alle soglie della pensione non hanno potuto programmare ulteriori incrementi economici. Ritengo fondamentale che un lavoratore con una vita lavorativa alle spalle possa avere, almeno 5 anni prima, certezze su quando potrà andare in pensione e sul quantum economico. Concludo ribadendo ancora una volta che i sistemi più equilibrati sono quelli proposti dal presidente INPS Tridico e/o dalla penalizzazione progressiva di Cesare Damiano che, a loro dire, sono sostenibili economicamente. Se proprio si deve fare il tutto contributivo, quantomeno, gli anni ricadenti nel sistema misto dovranno essere rivalutati e convertiti con coefficienti di trasformazione più favorevoli.

    1. Ok…. concordo.. spero che i gestori del sito prendano in considerazione il commento del sig Emilio e si possa girare a chi può presentarla all’ esecutivo perche’ mi sembra una buona proposta…!

    2. Sono completamente d’accordo, questa è la soluzione ideale, la flessibilità in uscita tipo Tridico deve essere AFFIANCATA e opzionale all’uscita ordinaria!!!
      Mi sembra un ragionamento di puro buon senso… Ma dov’è il buon senso in questo paese???? Prevalgono solamente gli interessi politici elettorali. Saluti

  27. Ormai i giochi sono fatti con il tacito assenso di Sindacati e Partiti: superamento della Legge Fornero dal 2022/2023 con sistema contributivo per tutti, qualche flessibilità per le uscite anticipate e possibilità di rimanere al lavoro ben oltre i 67 anni. Con pensioni che dopo 43 anni di lavoro saranno circa metà dello stipendio sarà necessario continuare a lavorare per non fare la fame oltre i 70 mentre l’aspettativa di vita continua a scendere! Indecente!
    PS ma la vergognosa finestra dei tre mesi è costituzionale? Gradirei una risposta dai Sindacati chiedendo loro perchè non ne hanno mai chiesto/preteso l’abolizione

  28. I sindacati non devono mollare e non devono accettare neanche questa 102; e solo per guadagnare tempo a lungo termine e poi il ritorno alla fastidiosa riforma fornero se no bisogna entrare in sciopero generale a tempo indeterminato finché si mettono a un tavolo di trattativa per tuti i problemi dei lavoratori e lavoratrici.

  29. Basta con questi giochetti.
    Non devono essere sempre i lavoratori a pagare il conto del malgoverno previdenziale.
    Tutti devono avere la possibilità di opzione all’età di 62 anni, età più che ragionevole, si pensi alla Francia e alla quota 100, mentre chi ha 41 anni di contributi deve poter uscire dal lavoro a prescindere dall’età.
    Semplice, no?

  30. I media, in questi giorni, parlano tanto di violenza sulle donne, sia materiale che verbale ma soprattutto psicologica, ma nessuno ha riferito che lo stato è in primis a creare discriminazione, già da un anno, con opzione donna, stabilendo che non tutte le donne sono uguali, infatti le dipendenti possono andare in pensione a 58 anni mentre le autonome a 59 anni. Questo è discriminante le donne sono tutte uguali con gli stessi problemi, questa è violenza psicologica, la donna oltre al lavoro è anche casalinga. VERGOGNA……..

  31. a proposito di quota 100: nel 2019 un collega, nato nel 1958 a gennaio, non riuscì ad andare in pensione essendo nato nel gennaio; allora gli dissi. trova il lato positivo. nel 2020 potrai andare; sapete quando è andato in pensione? nel 2021 e disse. ma io sto bene a scuola, nessuno mi crea problemi; io personalmente non avrei aspettato 1 giorno oltre il limite minimo; ma è questione di sofferenze: se tu hai sofferto nel corso della tua vita lavorativa non vedi l’ora di andartene; altri stanno bene al lavoro e quindi aspettano; io ho preso la mia decisione e non mi pento minimamente , sarà dura? si ma quando devo tirar fuori gli att. ti io lo faccio saluti ai gestori del sito

  32. Proposta Tridico!!!! Oppure ci mandino a votare e vediamo quale partito avrà la faccia di prospettare una proposta simile a quella di Draghi su una pensione tutta contributiva, e quanti voti prenderà.

  33. Dopo 40 anni di lavoro iniziati a 14 anni merito rispetto!!!! Non si può chiedere ad automobilista che la misura delle gomme della propria auto deve cambiare ogni sei mesi nonostante le gomme sono nuove !!! Non si può tracciare una linea di traguardo durante una gara podistica e durante la competizione spostare il traguardo di 2 poi 4 poi 6 poi 8 km !!!!! Questo è quello che vivo da 40 anni !!!!! Sindacati…politici…. Basta !!!! Siate seri come lo sono stato io per quarant’anni ….Non posso passare da una pensione di 1500n euro a 1000 euro dopo 43 anni di lavoro di onesto lavoro fatto di turni a ciclo continuo…..lavoro usurante e precoce !!!!! Sindacati …politici …ministri ….mi fate schifo !!!

  34. La mia unica colpa è stata laurearmi in Medicina con qualche anno di ritardo. Di anni di Università ho potuto riscattare solo i 6 canonici. Poi colpevole di aver fatto la specializzazione dal 91, con la nuova normativa che imponeva 38 ore di lavoro settimanali, il non poter fare concorsi nè attività privata, ma senza considerarli anni degni di anzianità di servizio. Quindi dovrei andare in pensione a 67 anni, ma già ora che vado per i 64 non ce la faccio più. Accettare opzione Donna (dovrei tra l’altro pure riscattare la specializzazione) rinunciando ai diritti acquisiti mi sembra un insulto. Sono per l’Ape Contributivo, con passaggio al misto a 67 anni.

  35. la Famigerata legge Fornero e strutturale almeno fino al 2026,il problema da risolvere e chi ha pochi anni di contributi non hanno mai accennato ai 42,10 mesi ,o 1 anno in meno per le Donne ,almeno dalle dichiarazioni anche dall’Ocse dicono che ci vogliono i contributi per uscire dal mondo del lavoro.
    Purtroppo per vari motivi ci sono tante persone che hanno carriere lavorative discontinue sicuramente dovranno fare delle correzioni tra età e contributi. Magari se tutti avessero 40/41 anni di contributi anch’io ho iniziato a lavorare a 14 anni in fabbrica , non so se la puoi chiamare fortuna o sfiga!!

  36. Lasciate inalterata la legge Fornero con la sua pensione “anticipata ordinaria” con i 42 anni +10 +3 e il calcolo “MISTO”. Poi potete fare tutte le flessibilità che volete!!!!!!!

  37. La pensione rappresenta il pilastro su cui dovrebbe basarsi il sostentamento della persona/famiglia una volta ritirato dal lavoro e secondo tutti i nostri soloni politici/ tecnici dovrebbe essere frutto di una programmazione affiancata dalla pensione complementare.
    Ma con che faccia ci dicono questo quando cambiano le leggi anche per chi sta per andare in pensione, almeno ci dovrebbe essere una tregua nei 5/10 anni che precedono la pensione, invece sono sempre lì a giocherellare sulla pelle delle persone con l’unica preoccupazione dì allungare la durata del mandato politico per garantirsi la loro pensione. VERGOGNA

  38. Della Legge Fornero deve essere corretta l’aspettativa di vita, altra fregatura nascosta ai danni dei lavoratori. Questo calcolo beffardo non può essere un dato statistico calato per grandi numeri, se volete calcolare l’aspettativa di vita in maniera esatta dovete esaminare il luogo di vita del lavoratore, non mi dite che l’aria che si respira a Taranto è la stessa che si respira a Bolzano poi bisogna esaminare il singolo patrimonio genetico del pensionato. Quando un cittadino si siede in una sala consulenza assicurativa, superati i 60 anni deve far compilare un certificato medico di 4 facciate firmato dal medico di famiglia cge conosce bene la storia clinica della persona, altrimenti nessuno si prende il rischio di assicurarti, beh pretendiamo di legge lo stesso trattamento.

  39. Finalmente, per quanto possa essere amaro e assurdo, siamo arrivati al punto di dover dire che la legge Fornero era ed è ancora adesso la cosa più equa e chiara per tutti i lavoratori. Ricordo che quando è stata varata, il paese viveva una crisi economica gravissima per colpa di un governo indecente. Si è dovuto attendere qualche anno per risollevarsi e quando finalmente si poteva intervenire per alleviare la batosta che i lavoratori hanno subito, qualche idiota ha pensato bene di inventarsi una quota 100 che ha sconvolto in peggio il mondo pensionistico italiano. Diciamoci la verità: La Fornero, seppur molto indigesta, avevamo cominciato a digerirla e anche accettarla. Ricordo al Sig. Paolo prof, che si sbaglia quando dice che le quote sono sempre esistite. La legge Sacconi-Brunetta prevedeva due distinte e separate opzioni: O la vecchiaia o i contributi. Anche la Fornero separava le due cose: O l’anzianità o ‘l’anticipata. ( Hoibò: Chiamare anticipata 43 anni di lavoro che pochi in futuro potranno raggiungere, sembra più una barzelletta ). Lo scempio compiuto con la quota 100 ha permesso ad una ristretta cerchia di lavoratori, che un lavoro e uno stipendio lo avevano ancora, di non dover raggiungere nessuno dei due requisiti a discapito appunto di persone molto più anziane sia come età che come anni lavorati. Oggi abbiamo ancora 66enni sulle impalcature, in fabbrica su macchinari pericolosi, alla guida di mezzi pubblici o pesanti, ma abbiamo dei 62enni che il lavoro pesante non l’hanno mai conosciuto che si sollazzano ai giardinetti. Abbiamo chi ha già lavorato in fabbrica da 42 anni magari con turni e orari massacranti e chi impiegato comunale è già in pensione con soli 38 anni. Questo è quello che è stato creato dall’idiota succitato e che ha dato anche il via alla nuova quota 102. D’altronde in Italia tutto quello che è provvisorio e temporaneo diventa definitivo. Un danno per milioni di lavoratori per accontentarne 350 mila. Proprio uno scempio all’intelligenza.

    1. franco giuseppe; certo che esisteva la vecchiaia che era a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne, era per spiegare che da tempo il sistema delle quote è esistito; con i 35-57; prima ancora c’erano le esagerazioni : gente che andava con i 14 anni 6 mesi e 1 giorno, poi aumentati di 5 anni; dopo i 35-57 si è tenuto fermo i 35 anni e aumentava l’età minima, ricordo un segretario di scuola che riuscì ad andare in pensione a 59 anni nel 2010; e poi è arrivata la legge fornero; anzi prima ancora c’erano i 41 anni più finestra; la legge Fornero fu un grosso regalo all’unione europea ; tu che demonizzi la quota 100 ricordati che la legge fornero prevedeva aumento di 3 mesi ogni 2 anni; ma nel 2019 si era già arrivati a 43 anni e 2 mesi o 3 mesi; un collega riuscì ad andare in pensione 1 anno prima perchè bloccarono l’aspettativa di vita a 42 anni e 10 mesi più finestra; che cosa fecero: aspettativa di vita aumentata di 5 mesi, aumento di 5 mesi; ma quando l’aspettativa di vita calava tenevano tutto fermo; avevo fatto il calcolo che bastava che aumentassero di 1 mese e sarei andato in pensione nel 2026 con oltre 44 anni di contributi; poi fu bloccato tutto a 42 anni e 10 mesi fino al 2026, la quota 100 fu uno spiraglio: purtroppo l’ideale sarebbe stata pura e io sarei in pensione da 3 mesi e sai quanta gente adesso sarebbe in pensione se la mettessero pura; in questo ti do ragione: fu un favore fatto a chi aveva i 62 anni e 38 anni di contributi : hanno fregato anche me perchè , come detto prima, sarei in pensione da 3 mesi ;adesso aumentata a 102 con il minimo d’età a 64 anni tanto per fregare la gente; poi cosa hanno in mente? se vuoi andare prima calcolo tutto contributivo; ma coloro che hanno 10-11-12-13 anni nel retributivo cosa devono pensare? già così c’è una forte penalizzazione ma almeno questo si sapeva dal 1995, adesso, uno in vista della pensione si sente dire che se vuoi andare prima calcolo tutto contributivo; concludo: fanno quello che vogliono sulla nostra pelle, non decido io, e nemmeno tu, e alla fine diranno: non ci sono i soldi: ai 67 anni tutto contributivo con buona pace delle regole; ora , con 41 anni e 62 anni d’età riesco ad andare l’anno prossimo erodendomi la pensione integrativa; è giusto questo? saluti ai gestori del sito

      1. Gentile Paolo Prof, ma proprio a me viene a parlare della legge Fornero ? A me che con 61, 8 e 42,10 ho visto andare in pensione prima di me un collega che aveva 62 anni e 38 di contributi ? Certo che critico la quota 100, ma non per me che ormai sono in pensione, ma per tutti quelli che continuano a vedersi sorpassare da chi ha lavorato molto meno. Dopo tre anni di iniquità ora si aggiunge anche il 2022. Pare che al peggio non c’è mai fine. Quattro anni di iniquità e ingiustizia. Personalmente chiedo scusa alla Fornero per tutte le maledizioni che le avevo lanciato anni fa. Visto quello che combinano oggi, Lei almeno aveva un senso e una logica.

        1. franco giuseppe, non chiedere scusa alla fornero; ha fatto tali danni quella legge; sappi che prevedeva per il 2021 pensione con quasi 44 anni di contributi; tu saresti ancora lì a lavorare grazie a lei e non in pensione come sei adesso; questo per la precisione; saluti ai gestori del sito

    2. la legge Fornero sarà anche equa , ma mi spieghi come fà un lavoratore dal 2026 ad andare in pensione con 44 anni di contributi ? considerato i lavori temporali , lavori a tempo determionato , la maggior parte delle persone andrà anche in pensione con il l’anzianità che a regime sono 69 anni .
      ma come fà un essere umano , a lavorare 44 anni come turnista in fabbrica o a fare il manovale in un cantiere ?
      a 40 o al massimo 41 anni di lavoro uno deve avere diritto alla pensione, giusto che ci sia un taglio delle mensilità in base all’età anagrafica , ma la scelta deve restare al lavoratore , che deve avere questa possibilità.

      1. Bravo Andrea, bella domanda. Nel 2026 si andrà in pensione con 44 anni di contributi perchè l’idiota da me citato ha innescato una logica perversa di mandare in pensione chi ha lavorato meno anni. Come ho sempre affermato, sto parlando di chi un lavoro e un reddito mensile lo aveva ancora, non di disoccupati. Si voleva abbassare un po l’età della vecchiaia ? Va bene, si portava ai livelli europei dei 65 anni, ma non 62. Si poteva bloccare il limite massimo dei 42,10 e oltre quello non si poteva andare. Va bene, ma non 38. Perchè io ancora non capisco come mai in Italia, lavoratori in attività, devono sorbirsi obbligatoriamente 5 anni in più di lavoro rispetto ad altri. Lo sa che chi è rimasto fuori da quota 100 anche per un solo giorno non potrà andare in pensione con quota 102 neanche quest’anno perchè avrà solo 63 anni anzichè 64 ? Quando finalmente li raggiungerà, anche questa opzione sarà scaduta. Ma si può andare avanti cosi ? Alla fine capisco chi spera che non tocchino la Fornero, perchè purtroppo nelle istituzioni, quando finisce la logica e il buon senso, cominciano i Durigon.

  40. Ho 41 anni versati. Ho iniziato da bambino a 14 anni. Me la merito una pensione decente o neanche a 42 e 10 mesi me la darete ?

    1. Egregio buongiorno. Scusi ma con i requisiti che lei ha evidenziato, non rientra nei precoci? 41 anni di contributi, ha iniziato a 14 anni , spero che al compimento del 19 esimo anno di età lei aveva maturato almeno 12 mesi di contributi. Mi scusi se mi permetto.
      Cordialmente

  41. E’ chiaro che chi va con la legge Fornero, andrà con i vecchi requisiti e con i sistemi di calcolo usati fino ad adesso.
    Chi andrà con un eventuale flessibilità dai 62 anni o successivi dovrà andare con il sistema contributivo e ci perderà.
    Così è la logica, bisogna solo fare in modo che la flessibilità non sia troppo onerosa e qui devono entrare in gioco i sindacati con la poca forza contrattuale che ormai hanno e i partiti che hanno blaterato fino ad adesso vedi la Lega, fissando dei paletti da non superare nella penalizzazione

  42. Buonasera a tutti .Ho letto da qualche parte : “Nel dettaglio, a regime la riforma delle pensioni 2022-2023 dovrebbe prevedere maggiore flessibilità in uscita. Così come caldeggiano i Sindacati che, non a caso, ritengono che le misure di pensionamento anticipato con il sistema delle quote siano troppo rigide. l’Esecutivo avrà davanti diversi mesi prima di mettere a punto una riforma per la quale, tra l’altro, Cgil, Cisl e Uil hanno più volte chiesto a gran voce il superamento della legge Fornero. È stato infatti proprio il premier Mario Draghi, dopo il varo della legge di Stabilità per il 2022, a sottolineare l’importanza di un ritorno alla normalità per il sistema pensionistico pubblico italiano. Proprio nella direzione del sistema di calcolo delle pensioni con il metodo contributivo pieno”.
    Questo significa che con la scusa del superamento della legge Fornero ,dopo 10 anni di sopportazione,le persone che stanno maturando il requisito stabilito con decreto e congelato fino al 2026 dei 42 e 10 mesi (uomo) ,1 anno in meno per le donne ,come uscita anticipata ,visto che le anticipate devono essere penalizzate con il CONTRIBUTIVO , faranno rientrare anche queste facendoci un altro grande regalo .A questo punto direi che non toccassero niente ,lasciassero la cosa come sta’.
    Buon Lavoro

  43. Questa maggioranza non rispecchia piu il paese come pure i sindacati che perdono tessere ogni giorno facciano pure quello che gli pare basta che non facciano piu cazzate.e si tolgano dai coglioni.

  44. Assolutamente d’accordo, io sono nella tua stessa situazione, ma per fortuna ho 65 anni per cui potrei rischiare di aspettare ancora 2 anni. Comunque il tuo ragionamento non fa una grinza

  45. 42 anni e tre mesi .. nato 1960. LASCIATE LA FORNERO !! Termino il 31/12/2021 e mi verso con il TFR i contributi volontari per arrivare ai 42+10. Che almeno tolgano la finestra dei tre mesi.
    Che si occupino delle minime e degli assegni di invalidità. E’ tutto uno schifo! V E R G O G N A !!!

  46. Da quello che capisco “opzione tutti” sará facoltativa e quindi chi vorrà mantenere la pensione integra con il sistema misto potrà continuare a lavorare e acquisire il diritto con la Fornero (67 anni o 42 e 10 mesi di contributi). Pensate a tutti quelli come me che si trovano disoccupati a 61 anni senza i requisiti per APE sociale… Meglio pochi sporchi e subito piuttosto che andare alla Caritas fino a 67 anni!

  47. Draghi non vuole prendersi una responsabilità così grande che comporta il destino di milioni di persone nel prossimo futuro. Si comporta da struzzo e aspetta nuove elezioni per togliersi questa grana.

  48. Ad oggi, ho 41 anni di servizio e 61 anni. Sinceramente, se la prospettiva è quella indicata, vi è un chiaro peggioramento è una evidente penalizzazione, rispetto alla legge Fornero, per cui preferisco che rimanga la legge Fornero!

    1. Ma secondo voi tutti un lavoratore che ha iniziato a 30 anni deve andare in pensione a 71 anni? Ma vi hanno fatto il lavaggio del cervello a tutti? Ma come potete pensare che una persona possa dare il massimo a quell’età e i gioidove lì mettiamo ad aspettare in eterno?

      1. Ma infatti, qui passa il concetto che i martiri siano i precoci e tutti gli altri dei privilegiati che debbono lavorare fin quando hanno un piede nella fossa. Io credo che qualsiasi lavoro si faccia, farlo dopo i sessant’anni sia molto più faticoso che farlo a 20. Per cui, tenetevi pure i requisiti della Fornero, ma sia chiaro che una qualche forma di flessibilità, anche con il contributivo puro, sarebbe sacrosanta.

  49. Buonasera, come ho già scritto altre volte ad una persona che è 41 anni che lavora non si può dire che da domani la pensione verrà calcolata con il sistema contributivo perchè così significa non mandarlo in pensione, non ha avuto il tempo magari di attivare una pensione complementare (ammesso che lo stipendio glielo abbia consentito) il sistema contributivo dovrà rimanere com’è adesso.
    Altra cosa che ho già scritto vorrei domandare al sig. Draghi:
    IN QUALE FAMIGLIA IL PADRE DICE AI PROPRI FIGLI CHE NON PUO’ COMPRARGLI LE MATITE PERCHE’ NON CI SONO SOLDI E POI LA SERA LI VA A SPENDERE AL BAR O NEI LOCALI?
    Perchè è questo che state facendo, non ci volete mandare in pensione perchè i soldi vi servono per i vs. vitalzi (vedi ultima legge approvata, dopo neanche 5 anni di Parlamento vi spetta il vitalizio) e privilegi.
    Mi piacerebbe proprio sapere cosa avrebbe da dire su questa mia affermazione
    Io sono disposto ad andare in pensione con la legge Fornero,se non ci sono soldi, ma anche voi fate la vs. parte, riducetevi lo stipendio e prendete il vitalizio/pensione dopo 43 anni di lavoro come noi,
    non capisco perchè la Corte dei Conti non abbia niente da dire su questa cosa ed invece apre bocca sempre sulle ns. pensioni

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