Riforma Pensioni 2022 ultime news: incontro Governo-Sindacati, ecco i punti cardine

Il confronto tra Governo e Sindacati per giungere ad un punto di incontro sulla Riforma delle Pensioni 2022-2023 è ripartito nella giornata di ieri, con il primo tavolo di confronto a cui erano seduti i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri da una parte e il ministro del lavoro Andrea Orlando e dell’Economia, Daniele Franco dall’altra. L’Obbiettivo condiviso è arrivare a soluzioni condivise per correggere la legge Fornero a partire dal 1° gennaio 2023, una volta che si sarà conclusa la quota 102 con cui nell’ultima legge di bilancio è stata messa una pezza alla fine di quota 100.

Riforma Pensioni 2022 ultim’ora: via al tavolo di confronto Sindacati-Governo

La trattativa che è iniziata con il primo confronto non si presenta semplice, e proseguirà nei prossimi mesi. Sono già stati fissati alcuni punti, prima di tutto le parti si ritroveranno al tavolo tecnico già giovedì 20 gennaio per discutere sui trattamenti previdenziali di giovani e donne, poi il 7 febbraio è previsto un un primo incontro per la verifica politica sull’andamento del confronto. I punti cardine su cui si discuterà sono 3 e sono stati delineati: flessibilità in uscita; trattamenti previdenziali di giovani e donne; previdenza complementare.

La prima “scadenza” per giungere a una soluzione è la presentazione del Documento di economia e finanza (Def) di aprile, ma con ogni probabilità per trovare la quadra si proseguirà fino al prossimo autunno, quando ci sarà da definire la legge di bilancio 2023. Le parti sono indubbiamente distanti, con i sindacati che chiedono  l’uscita anticipata a 62 anni o con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica, ed il Governo che tiene la linea sui 64 anni di requisito minimo anagrafico e una pensione anticipata tramite contributivo puro (come avviene per quelli che hanno cominciato a lavorare dopo il 1995).

Riforma Pensioni 2022, le parole dei sindacati

Il Segretario Cisl Sbarra ha spiegato che questa prima convocazione dei sindacati è “Un segnale di attenzione coerente con l’impegno che il presidente del Consiglio ha preso con le organizzazioni sindacali”. Durante un’intervista su Isoradio, Sbarra ha specificato: “Ci sono quattro tranche da cui partire: la prima è quella di assicurare ai giovani una pensione di garanzia. Bisogna sostenere i giovani che vivono situazioni lavorative precarie, rischiano una vecchiaia caratterizzata da insicurezza. Bisogna guardare poi alle donne che hanno lavori frammentati, migliorando opzione donna e avere sconti contributivi per i figli. Dobbiamo estendere e allargare il perimetro dei lavori usuranti, confermando l’Ape sociale. Serve il riconoscimento di uscire dal mercato del lavoro a partire da 62 anni o con 41 anni di contributi”. “Le pensioni non sono un lusso, per Quota 100 sono state spese meno risorse di quelle stanziate quindi c’è un tesoretto da utilizzare”.

Dopo il primo incontro con il Governo il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri ha dichiarato: “Abbiamo iniziato a entrare nel merito delle questioni analizzando il nostro sistema pensionistico e abbiamo chiarito che nessuno di noi pensa di cambiare il sistema contributivo, ma abbiamo sottolineato l’esigenza di intervenire su alcuni temi e proposte che abbiamo fatto – ha aggiunto – intanto giovani e donne, che rappresentano un’emergenza. Poi flessibilità in uscita e previdenza integrativa. Nei prossimi giorni lavoreremo dal punto di vista tecnico per mettere a punto le proposte”.

46 commenti su “Riforma Pensioni 2022 ultime news: incontro Governo-Sindacati, ecco i punti cardine

  1. È proprio vero che da vecchi si diventa saggi ed io ho capito una cosa fondamentale non votare piu e non pagare nessun sindacato spiego.:con il voto regalo privilegi e pensioni a dei coglioni e pagando i sindacati faccio lo stesso ora basta .

    1. E’ una vita che non partecipo più al sindacato. Sono pappa e ciccia con i governanti. Non a caso negli ultimi decenni siamo andati solo peggiorando. Ho ancora qualche anno per arrivare alla pensione. Molto probabilmente me ne andro ad abitare in un altro stato dove la pensione mi verrà versata quasi interamente, esente da tasse. in barba allo stato italiano che ti sfrutta fino al midollo. Governanti ladri e incapaci

  2. Non basta avere politici coglioni adesso pure i sindacati si affiancano andiamo di male in peggio dovremmo prenderli tutti a pedate nel sedere .

    1. Buonasera a tutti .Egregio Sig Bruno questi non sono coglioni ,io per primo ,lo siamo noi che continuiamo a seguire il loro fare e a commentare senza fare niente ,un grazie ai Sig. del sito che ci danno questa opportunità ,questi soggetti tanto fanno questo perchè non c’è nessuno che li fa ragionare nel modo giusto ,un po’ come con i bambini .Vede Sig. Bruno un bambino,sa quando una cosa si puo’ o non si puo’ fare ,quando sta’ per fare una cosa che non si puo’ fare un genitore cosa fa ,lo sgrida ,se non basta si passa alle botte .Sicuramente non è il caso di queste persone ,sopratutto chi ci rappresenta ,perchè sono grandi e vaccinati ,come si suol dire .In questa questione questi signori hanno una responsabilità verso i Lavoratori ,le persone ,non di poco peso .
      Buon Lavoro

  3. Ho capito male o anche i sindacati si sono detti favorevoli ad un ricalcolo interamente contributivo delle pensioni ??? Beh, se le cose stanno così, dovremmo prima vivacemente protestare nei loro confronti e poi in quelli di Super-Mario…

  4. Buonasera. Dobbiamo ripartire e prendere a calci in culo politici e sindacalisti. Dovrebbero tremare alla vista dei lavoratori sti fannulloni e farabutti. Importante che si fanno le leggi per loro. Dopo una vita di sacrifici che abbiamo fatto e mantenuto sti papponi ancora dobbiamo lavorare.

  5. Sindacati venduti, non si scambia la flessibilità in uscita, con il contributivo.
    Dopo che si è lavorato una vita, si prende di pensione una miseria, mentre elargite
    Denaro a destra e a manca a chi non ha lavorato un giorno e non intende farlo,
    Vedi reddito di cittadinanza, ecc.
    Continuando così scatenerete una rivolta
    Dagli esiti non scontati.

  6. Perché una riforma deve partire dal primo gennaio del ’23? Cosa cambierebbe a farla partire dal primo giugno ’22. Siamo a gennaio e questi di prendono un anno di tempo!

    1. Buonasera a tutti .Egregio Sig. Tiziano cambia eccome la cosa .Questi piu’ perdono tempo e piu’ guadagnano a nostre spese ovviamente .Sig. Tiziano sicuramente avra’ letto che ci sono state persone che per 1 giorno non hanno avuto la possibilità di usufruire per esempio di quota 100 .Questi signori tengono gia il conto in tasca di come deve essere articolata la cosa ,quando e come approvare una quota per esempio ,sanno che magari ritardando di 1 giorno la cosa, rimanderanno l’uscita a chissa’ quante persone.Praticamente stanno solo applicando una scaletta ,tempi ,a un programma già stabilito.
      Buon Lavoro

  7. Marco: “Dario ma che devi pregà? Qui ci vuole una rivoluzione di piazza.”

    Probabilmente .. adesso e’ un po’ troppo tardi ..
    Il popolo dei lavoratori ha avuto un decennio (2011 – 2021) per riflettere e organizzarsi ..
    Ora siamo gia’ in forno pronti per la “DORATURA” dopo la cottura in padella ..
    Siamo nello stivale del “BEL PAESE” e .. al massimo .. i sindacati aggiungeranno un po’ di sale per insaporire l’arrosto ..
    Proprio in una puntata recente della trasmissione “Dimartedi” in studio gli ospiti (c’era anche il prof. C.)
    prospettavano la (funesta) sfornata di PENSIONATI MORTI di FAME che la -nuova- riforma dovrebbe fare a breve!!

  8. Mi auguro, che il governo faccia chiarezza, sulle pensioni degli invalidi civili totali, in quanto le pensioni sono aumentate del 1,7% mentre i limiti di reddito solo del 0,4% facendo perdere a noi invalidi l’indennità economica, per il 2022. Per gli invalidi parziali i limiti di reddito sono aumentati del 1,6 % in linea con gli aumenti pensionistici, quindi sono stati penalizzati gli invalidi civili totali.

  9. Buongiorno a tutti, al 30 giugno di quest’anno (2022) maturo 42 Anni di Contributi,ea novembre faccio i 61 anni di età.
    Non ci capisco più nulla qualcuno informato mi saprebbe dire gentilmente quando vado in pensione, e se con il sistema misto.
    O potrebbe cambiare qualcosa con la nuova riforma che stanno parlando i Sindacati con governo…???
    Vi ringrazio anticipatamente per le vostre informazioni.
    Cordiali saluti a tutti.
    Luciano.

    1. se a giugno fai 42 anni di contributi calcola che attualmente ci vogliono 42 anni e 10 mesi + finestra quindi aprile 2023 i 42 anni e 10 mesi ; poi c’è la finestra di 3 mesi; potrebbero cambiare le regole sul calcolo? certo che potrebbero cambiare; in meglio? campa cavallo; in peggio: sono capaci di tutto; l’articolo dice: si arriverà al nocciolo della questione a settembre- ottobre 2022; se pensi che i sindacati pensano alle pensioni dei giovani che adesso hanno diciamo 30 anni? è la scusa per non pensare a quelli che hanno 60 anni; siamo nella m…………….da più totale; saluti ai gestori del sito

    2. Sig. Luciano, se permette le rispondo io. Stante la situazione e la normativa attuale, se lei compie 42 anni di contributi alla fine di giugno, deve calcolare altri 10 mesi per arrivare ai famosi 42,10 della legge Fornero. Quindi Lei avrà questo numero di contributi alla fine di aprile 2023. Lei deve presentare la domanda 6 mesi prima di tale termine e potrà entrare in pensione dal 1 maggio del 2023. Attenzione !!!! Esiste una finestra di tre mesi dove Lei non percepirà ne stipendio ne pensione. Per ovviare a questa mancanza di assegno mensile le verrà proposto di lavorarli comunque portando la data di pensionamento tre mesi più tardi e cioè il 1 agosto con un totale di 43,1 anni di contributi. Quindi a Lei la scelta: O 1 maggio 2023 con 42,10 e per tre mesi non riceve nessun assegno o 1 agosto 2023 con 43,1 ma con i tre mesi regolarmente retribuiti da stipendio. Nella domanda di pensionamento deve precisare la data di termine lavoro. Saluti.

    3. Dovresti lavorare fino a 42 anni e 10 mesi più 3 mesi di finestra.
      Cosa poi succede quest’anno è difficile dirlo, ma io penso che quel limite non venga toccato con misto o almeno spero che sia così!

  10. Chi ha lavorato 40 41 42 anni a già fatto il suo dovere le regole devono rimanere non si può giocare sulla pelle della gente è un’immensa ipocrisia lo stato di diritto non esiste più

  11. Penso che con tutte le maledizioni che stiamo inviando ai governati malviventi , ladri e farabutti , non se le godranno le loro pensioni d’oro .

  12. Buongiorno,Pavel ha detto giusto ,un discorso che no fa una piega, Speriamo che qualcuno dei nostri Geni al Governo lo legga …..

  13. Ma quando uno lavora da 41 anni ininterrotti e versa contributi allo Stato per 41 anni ininterrotti non ha tutte le ragioni per andare in pensione con una pensione dignitosa ? Quanto bisogna lavorare per arrivare al meritato riposo prima della morte ?!

  14. Dario ma che devi pregà? Qui ci vuole una rivoluzione di piazza.
    Bisogna tornare a battere i piedi contro governo e sindacati che fino ad oggi sono sempre stati dalla parte del padrone e delle loro tasche.
    Serve una nuova presa della bastiglia.
    Ma vi rendete conto da chi siamo governati (e non è nemmeno un governo del popolo)?
    Basta vedere il caos che stanno combinando per la pandemia. Questi oltre ad essere incapaci sono fuori di testa ….e comprano banchi girevoli.
    Ma ci rendiamo conto?

  15. Ormai sindacati e politici mille ne pensano e nessuna la fanno tranne apportare migliorie ai loro stipendi e privilegi.

  16. Buonasera a tutti. Questi hanno già deciso tutto, ci stanno prendendo solo per il sedere.Stanno ripetendo l’ argomento tutti i giorni per farcelo metabolizzare mentalmente, come una goccia d’acqua che cade in testa .Con i Lavoratori non si fanno scrupoli a tagliare ,la cosa che non capisco perché solo con le persone che hanno lavorato una vita e alla fine prenderanno un assegno per sopravvivere e non con gente che percepisce stipendi o pensioni da favola .Persone con privilegi incredibili ,veramente qua si provoca la mente umana a reagire.Non capisco perché le persone che dovrebbero vigilare e garantire la tranquillità sociale non parlano e si girano dall’ altra parte ,il problema è di chi lo tiene è vero ,ma in una famiglia se c’è un disagio prima o poi diventerà di tutti.
    Buon Lavoro

  17. Ormai siamo al l’ennesima farsa da parte dei Sindacati che dopo tanti proclami , prima hanno lasciato che draghi gli vendesse la fontana di trevi a dicembre, poi per infinocchiare noi hanno fatto un blando sciopero senza poi serrare le fila con azioni alla francese- ed ora? Trattative per chissà quanti mesi per arrivare probabilmente al contributivo per tutti…. con il beneplacito del governo e dei partiti tutti che se ne fottono dei diritti dei lavoratori che continuano a rincorrere le quote e le speranze di andarsene in pensione… versando contributi a gogo per i pensionati che si godono la pensione da anni con una manciata di contributi e in età giovane , in barba alle nostre vite da cani fini a 67 anni e oltre- se fossero seri bombardieri e company organizzerebbero proteste quotidiane davanti palazzo Chigi h24 nel tentativo di portare a miti consigli questa massa di buffoni che riscaldano le sedie in parlamento, portandosi a casa pensioni da sballo con 4 anni e mezzo di legislatura- la colpa è anche nostra che li votiamo e paghiamo inutilmente le quote sindacali- questo teatrino non finirà mai !!!!!!

  18. Una vergogna senza fine, una spudoratezza senza limiti. Mesi e mesi per discutere, blaterare. La madame Fornero ci mise 1 mese a rivokuziobare tutto e questi? Draghi fa Melina con la speranza di lasciare agli altri la questione (punta al colle). I tecnici che dicono che è impossibile separare previdenza da assistenza?!?!! (Ma chi sono sto grandi scienziati…?). Intanto ? Allarghiamo la platea dei lavori gravidi (ancora cittadini di serie A e di serie B) e chi ci infiliamo? Le estetiste!!!!! Ma è una battuta? Chi l’ha scritta? Lino Banfi dei tempi d’oro? E i sindacati? Voce grossa e schiena curva. E se questa non è una vergogna ..

  19. Oggi sciopero francese dell’istruzione !!! Ha aderito il 75 % !!!! Sindacati domandatevi perché in Italia raggiungiamo a malapena il 25 %….Non sedetevi al tavolo per peggiorare quello che è già da considerare schiavitù !!!! Si !!! tra Jobs act…. abolizione articolo 18….lavoro precario…stipendi da fame ….contributivo pieno dopo il 1996….riforma Fornero !!!! Ci manca solo che nei contratti nazionali collettivi inseriscano l’articolo ..pena il carcere !¡!!!
    Mo basta !!!!

  20. dott. Bombardieri la pregherei di chiarire cosa significa che “nessuno di noi pensa di cambiare il sistema contributivo”.
    Se questo dovesse implicare l’eliminazione del calcolo misto dell’anticipata Fornero a 41,10 mesi per le donne con riduzione pesantissima dell’assegno, la pregherei a nome di tutte le donne nella mia situazione, di non partorire una riforma del genere spacciandola come un aiuto alle donne che hanno partorito figli e che non hanno potuto contare sull’aiuto maschile, grazie .
    Avrei ancora una domanda, qualora il premier Draghi portasse a termine il suo progetto denominato “opzione tutti”, sareste disponibili a promuovere azioni legali a difesa del danno economico patito dai lavoratori (uomini e donne) rimasti intrappolati dal ricalcolo contributivo? ancora grazie.
    Ovviamente nell’incertezza che questo atteggiamento sta procurando, il consiglio è di non spendere soldi in quanto i tempi futuri potrebbero essere estremamente bui.

  21. i sindacati sembrano un disco rotto; ma se già l’età minima è aumentata a 64 anni cosa insistete ancora sui 62 anni; in c….lo ce l’hanno già messa a noi del 1960; poi non è chiaro se il tutto contributivo si riferisce alla pensione anticipata e a che età? perchè se tutto contributivo si riferisce a 64 e 39 è un discorso; se è a 65 e 41 è un’altro; comunque il governo abbiamo capito che vuole fregare la gente con la complicità dei sindacati; a proposito: pensano i sindacati alle pensioni dei giovani? ma si è giovani a quale età?

  22. Sono completamente d’accordo con Pavel, noi che abbiamo iniziato a lavorare a 15 anni, che dovevamo andare in pensione con 35 anni di contributi, poi con 40 anni di contributi, adesso con 43 anni di contributi sempre per aiutare i giovani e perchè non ci sono soldi, ma di quali giovani state parlando?
    Forse è per riempirvi le tasche che non ci sono i soldi visto che voi con 5 anni di Parlamento avete già diritto alla pensione. Adesso non pretendete di mandarci in pensione con il sistema contributivo perchè veramente scoppia la rivoluzione!!!!!

  23. A 62 anni ognuno deve essere libero di scegliere di andare in pensione, su un diritto cosi universale non si può discutere , è la vita delle persone.

  24. Giusto dare priorità a giovani e donne.
    Per i giovani se non si fa qualcosa avranno pensioni da fame non coerenti con una società civile.
    Idem per le donne che devono avere sicuramente per ogni figlio fatto uno sgravio in anni contributivi.
    E poi noi a fine carriera, devono lasciarci andare senza penalizzazioni con 41 anni di contributi, e in alternativa, uscita volontaria dai 62 anni di età… ma con il misto per chi ce l’ha!
    E ribadisco che la pensione non deve essere un mero calcolo economico ma un diritto sociale!
    Con i soldi risparmiati con quota 100 si finanzino questa cose!

    1. Perfettamente d’accordo.
      Aggiungerei solamente che la cosiddetta Opzione Donna diventi strutturale e che venga estesa a tutti i lavoratori senza distinzione di sesso.
      “Si tratta della possibilità di accedere alla pensione anticipata a 58 anni (59 per le lavoratrici autonome) con 35 anni di contributi versati.
      Un combinato che però penalizza fortemente la pensione.
      L’assegno risulta infatti ridotto perché interamente calcolato col sistema contributivo.”
      Essendo un’opzione fortemente penalizzante sarebbe volontariamente una possibilità di scelta in più per chi desidera ritirarsi in anticipo o per chi, disoccupato a tarda età, avrebbe accesso almeno ad un minimo sostegno economico.

      1. Se con 800 euro si vive bene siete proprio convinti? Provate a chiedere alle donne che sono andate con opzione donna come mai si sono pentite. Cosa serve lavorare 35 anni per prendere una pensione misera.

    2. Condivido pienamente con Don62 il suo pensiero. Niente della contrattazione con le OOSS sulla riforma pensionistica deve essere al ribasso come vorrebbero lor signori del governo ” furbi”. I diritti acquisiti come per lor signori non si toccano. Uscita dai 62 e 41 a prescindere dall’età anagrafica senza penalizzazioni. La pensione è il premio che uno stato democratico deve garantire ai propri lavoratori!

  25. Per quanto riguarda la flessibilità in uscita, le dichiarazioni degli stessi sindacati cominciano a diventare ambigue.
    Non si capisce ad esempio cosa voglia dire l’affermazione che “nessuno di noi pensa di cambiare il sistema contributivo” questa possibilità non è mai stata prospettata nelle richieste dei sindacati.
    Il sistema contributivo è in vigore con riferimento ai contributi versati dal 1996 anche per chi è nel “misto” e dal 2012 per chi è nel “retributivo pieno”.
    Dovrebbero pertanto essere i sindacati a dire al governo che tale costruzione del calcolo della pensione non deve essere cambiato, ed in particolare trasformato in “totalmente contributivo” a prescindere che una persona sia nel misto o nel retributivo, nelle nuove ipotesi di flessibilità che si vanno a valutare.
    Soprattutto, non viene detto a chiare lettere che “correggere la Fornero” deve voler dire trovare soluzioni migliorative rispetto a quanto questa legge oggi prevede non andando assolutamente a peggiore né dal punto di vista temporale né dal punto di vista del calcolo (misto o retributivo che sia) l’attuale previsione di pensione anticipata di 41 anni o 42 anni e 10 mesi che, vista la piega che sta prendendo il confronto, dovrebbe essere chiarito che comunque tale disciplina rimane come clausola di salvaguardia.
    Diversamente questa mossa dei sindacati verso il Governo sarebbe un clamoroso autogol.

  26. Buongiorno sindacati A T T E N Z I O N E a quello che fate, il sistema contributivo dovrà entrare in vigore solamente per quelli che hanno iniziato a lavorare dal 1996 su questo non ci deve essere neanche una discussione altrimenti non so come andrà a finire, non potete dire ad uno che lavora da 42 anni che il 1 Gennaio del 2023 va in pensione con il sistema contributivo anzichè misto ricevendo una pensione decurata di 300 euro al mese.
    Se uno l’avesse saputo 20 anni fa forse,se lo stipendio glielo permetteva, avrebbe fatto un pensione integrativa, a questo punto non è accettabile e qualcuno potrebbe veramente arrabbiarsi

    1. Sono completamente d accordo, la Fornero è la base su cui partire per opzioni migliorative. Se deveno migliorare le condizioni di uscita a scapito di quelle economiche, per favore state fermi che danni ne avete fatti abbastanza

  27. Quando si parla di flessibilità viene da chiedersi: ” Rispetto a cosa ?” Per essere flessibili bisogna che ci sia una norma uguale per tutti e da quella norma partire per concedere spazi, opportunità, a tutti i lavoratori non solo a qualcuno. Questo consentirebbe ad ognuno di poter decidere in autonomia. Purtroppo, da tre anni e anche per questo 2022, la flessibilità è stata concessa solo ad alcuni, addirittura più giovani di altri o con meno anni lavorati sulle spalle. Quando sento dire che, “non c’erano abbastanza fondi e quindi abbiamo accontentato grandemente qualcuno e penalizzato i più”, mi assale una rabbia incontenibile. 1) I fondi non c’erano proprio. E’ stato fatto tutto a debito e quindi è sbagliato parlare di tesoretto. Semplicemente si è speso di meno e quindi il debito è stato inferiore ma sempre di debito si tratta.
    2) Se sei incapace di fare una legge uguale per tutti è meglio lasciar perdere e non creare disparità e delusione.
    3) Se per la quota durata solo tre anni, saranno spesi 21 miliardi ( una finanziaria ), i soldi non erano pochi, sei tu che li hai spesi male o per tuoi inconfessabili deliri politici.
    4) Se qualcuno ritiene di vivere bene con una pensione di solo 38 anni di contributi, figuriamoci quelli che ne avevano già 40-41-42.
    5) Se chi ha inventato le quote si fosse limitato ad abbassare la vecchiaia a tutti ed eliminare anche solo le finestre, probabilmente si sarebbe speso meno e con la gioia di tutti sarebbe stato davvero l’eliminazione della odiata Fornero.
    6) Se quando si poteva fare non è stato fatto è improbabile che lo si farà nei prossimi anni e se qualcosa dovesse cambiare sarà solo a danno dei prossimi pensionati. C’è chi ha goduto e chi pagherà questo godimento.

  28. Va bene la flessibilità in uscita anche a partire dai 64 anni ma senza toccare il sistema misto per chi ne ha diritto. La penalizzazione è già ricompresa nella componente contributiva in quanto il montante pensionistico viene rivalutato sulla base di coefficienti di trasformazione legali all’età!

  29. E’ da 41 anni, cioè da quando ho iniziato, che mi hanno cambiato le carte con le loro riforme (Amato nel 92, Dini nel 95, Maroni nel 2004, Fornero 2011, le più importanti) con la scusa della “riforma pensando al futuro dei giovani”, ora non sono più giovane, “avrei” presto dovuto andare in pensione, dove sono quelle riforme fatte pensando a me durante la mia gioventù? I giovani d’oggi che iniziano ad entrare nel mondo del lavoro non credano che stanno facendo questo pensando a loro, quando saranno vecchi l’avranno preso in quel posto come noi ex giovani e si vedranno cambiare le carte in tavola nella favola del “dobbiamo pensare al futuro dei giovani” , ma di quali giovani non si sa.

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