Riforma pensioni 2023, a chi credere? Quota 41 e via dai 62 anni con penalità 1.5% annuo

Dopo la caduta del Governo ed il ‘panico’ iniziale dei pensionandi relativamente al fatto che gennaio é sempre più vicino e l’istabilità governativa rischia di rinviare nuovamente una riforma delle pensioni che li salvi dal ritorno in toto della Legge Fornero, in molti hanno iniziato a leggere gli articoli di giornali che parlano di proposte, di prime dichiarazioni dei vari esponenti politici, insomma il dubbio, per molti é che si sia già aperta la campagna elettorale, ma che in verità tutto si traduca in promesse vuote post voto. Di chi fidarsi allora?

Vi é un grupo Facebook nato da poco UTP, l’acronimo sta per ‘uniti per la tutela della pensione‘ che grazie al fondatore nonché nostro editorialista, noto a molti dei nostri lettori, Mauro Marino ha stilato una proposta pensioni che racchiude i desiderata cardine dei futuri pensionandi e che se fosse accolta da qualche partito nel proprio programma elettorale farebbe la gioia di molti pensionandi in ansia per il loro futuro. Noi dal canto nostro abbiamo deciso di intervistarlo per sondare quali sono i punti cardine che i futuri elettori vorrebbero veder concretizzare nel capitolo pensioni. Ecco le sue risposte.

Riforma pensioni 2023, di chi fidarsi? Quota 41 e flessibilità dai 62 anni restano le priorità

Pensonipertutti: Buongiorno Mauro ora che il Governo è caduto e le Elezioni sono alle porte iniziano già a girare le prime proposte previdenziali, vi è chi rilancia quota 41, chi l’ uscita dai 62 anni credete come gruppo UTP alle varie proposte o siete esausti di promesse non mantenute e non vi fidate più? 

Mauro Marino:Beh, riguardo alle promesse non mantenute in campagna elettorale penso che tutti gli italiani non soltanto noi del gruppo UTP siano stufi di proclami e non si fidano più da molto tempo della politica. Basta vedere che ormai va a votare meno della metà degli aventi diritto e che c’è un completo scollamento tra la politica ed i cittadini. Anche in tema previdenziale la Lega di Salvini propone i 41 anni come già aveva fatto nel 2018 ma poi non aveva realizzato, adesso addirittura Berlusconi propone 1000 euro di pensioni minime a tutti che è solo propaganda perché solo questo provvedimento costerebbe circa 32 miliardi l’anno. È proprio vero siamo esausti di promesse non mantenute e non ci fidiamo più di nessuno“.

Riforma pensioni 2023, ultime dal gruppo UTP: la nostra proposta previdenziale é equa

Pensionipertutti: Voi avete preparato una vostra proposta previdenziale per evitare il ritorno alle Fornero dal 2023 cosa prevede nello specifico e a vostro avviso quale partito potrebbe accoglierla?

Mauro Marino: Noi come gruppo UTP abbiamo preparato una nostra proposta previdenziale che riteniamo equa e strutturale. I due pilastri sono i 41 anni per tutti uomini e donne a prescindere dall’età anagrafica e senza penalizzazioni e inoltre una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni con una penalizzazione dell’1.5% annuo ma al tempo stesso una valorizzazione dell’assegno dell’1.5% annuo a chi come scelta volontaria decidesse di restare oltre l’età ordinaria di pensionamento che noi fissiamo a 66 anni, un anno prima dell’attuale.

Questa soluzione comporterebbe costi ridottissimi perché il costo che avrebbe lo Stato con l’anticipo della pensione sarebbe compensato da chi, a scelta, resterebbe oltre i 66 anni con conseguente pagamento dell’assegno previdenziale per meno anni. Poi la proposta prevede 9 mesi di bonus per le donne per ogni figlio fino ad un massimo di due, una pensione di garanzia per giovani, donne e caregiver, agevolazioni per il riscatto della laurea, implementazione della previdenza complementare e minor tassazione fiscale per chi è già pensionato. Abbiamo pensato a tutti e quindi, a ragione, parliamo di una riforma equa e strutturale. Ovviamente noi non abbiamo un partito di riferimento perché come gruppo UTP siamo apolitici ed apartitici per cui stiamo proponendo la riforma a tutti i partiti perché la inseriscano nel loro programma elettorale.

Riforma pensioni 2023 e caduta Governo: opportunità o era da evitare?

Pensionipertutti: La caduta del governo e le elezioni per i futuri pensionati a suo avviso sono un bene o un male visto come si stavano mettendo le cose col Governo Draghi?

Mauro Marino: “Sicuramente l’improvvisa caduta del Governo dovuta solamente ad opportunismo sondaggistico/
elettorale è un male per i cittadini e aumenta ancora di più la distanza tra il popolo e le istituzioni ma dal nostro punto di vista prettamente incentrato sulla riforma previdenziale, può diventare un’opportunità.

In particolare il centrodestra che secondo i sondaggi vincerà queste elezioni “estive” dopo aver per anni proposto un ammorbidimento, assolutamente giusto, della legge Fornero dovrà dimostrare con i fatti e non solo a parole di attuare le modifiche che i cittadini italiani si aspettano. Il costo di della riforma sarebbe di pochi miliardi l’anno recuperabili dal minore esborso di “quota 100” e dagli oltre 171.000 decessi da covid di cui oltre l’85% pensionati. Inoltre va sfruttata l’opportunità che l’Unione Europea ha, a causa del covid e per la guerra russo/ucraina, sospeso per il 2022 e 2023 il patto di stabilità e questa è un’occasione che il Governo Italiano, qualunque esso sia non si può assolutamente lasciare scappare“.

Cosa ne pensate delle considerazioni di Mauro Marino, le condividete o meno? Lasciateci un commento nell’apposita sezione e nello specifico rivolgiamo anche a voi lettori l’ultima domanda posta al nostro intervistato: “ La caduta del governo e le elezioni per i futuri pensionati sono un bene o un male visto come si stavano mettendo le cose col Governo Draghi?. Ringraziamo il nostro esperto e gli auguriamo che qualcuno possa prendere in considerazione la sua proposta che molto consenso ha trovato sui social.

Ricordiamo a chi volesse riprendere parte dell’intervista che trattandosi di eslcusiva é tenuto a citare la fonte.

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38 commenti su “Riforma pensioni 2023, a chi credere? Quota 41 e via dai 62 anni con penalità 1.5% annuo”

  1. Se ciò che propone Mauro viene preso in considerazione da qualche partito e poi messo in atto benissimo ( 41 senza penalizzazioni ).
    Se invece va male come già detto e ridetto scritto e riscritto io ,11/11/2023 sono 41 e vado in pensione.Se poi me lo negano …………

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    • fausto, parli di novembre 2023? fino ad allora non passa 1 oceano, ne passano 3; parli di 41 anni? campa cavallo; da adesso a fine settembre sono solo promesse elettorali; e ricordati sempre che poi l’UE dirà al governo: ricordati che il tuo debito pubblico, a parte la Spagna, è il più alto d’europa; e allora? cominciano a non pagare stipendi e pensioni? credo che non sia la soluzione ; quindi? chi è già in pensione beato lui, e chi non lo è faranno di tutto per non farlo andare; guarda quota 102? 4 gatti; perchè? chi voleva andare è già scappato, e poi ci sono gli astuti: io sono tenace, non mollo, poi se vado in pensione cosa faccio, io se vado in pensione muoio; potevo andare ma sto tanto bene a lavorare, poi in pensione non sei più nessuno (queste sono tutte frasi che mi sono sentito dire da colleghi e anche amici cari) ; saluti a te e ai gestori del sito

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  2. Io non sono un esperto. mi viene da pensare però che la pensione sia sempre stata affrontata solamente da un punto di vista e secondo alcuni criteri cristallizzati nel tempo. L’aver allungato l’età ai 67 ( per i più fortunati) è il risultato di un calcolo sempre e soltanto effettuato in una direzione. Non si prende in considerazione che il tessuto sociale con la mancanza dei “nonni”, che una volta sostenevano le famiglie, si va via deteriorando causando meno nascite, meno contribuenti, meno lavoratori. Dopo un certo periodo a me pare il minimo che un lavoratore possa concedersi un meritato riposo. Che sostiene il tessuto sociale e anche l’economia oltre a non far danni nei posti di lavoro vista la velocità con cui cambiano le tecnologie. Potrebbero inventare le “pensioni attive” o cose del genere dando la possibilità ai pensionandi di svolgere alcune compiti socialmente utili ( doposcuola, educazione, manutenzioni…). Non vedo novità a parte le sparate di alcuni economisti che economisti non sono o vecchi parolai in pensioni dorate da tempo che purtroppo vengono ancora tenuti in considerazione. Grazie dell’attenzione

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  3. Non concordo con chi dice che i sindacati non hanno forza, sono complici di chi prende queste decisioni scellerate, tranquilli che in caso di vittoria del centrodestra torneranno in piazza, magari non per le nostre pensioni ma per le loro ideologie.

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  4. Ottima proposta, equa ed equilibrata ma proprio per questo non verrà presa in considerazione da alcun partito! La destra fa promesse grandiose ma non spiega come concretizzarle; la sinistra.. beh, stendiamo un velo pietoso. Il vero scandalo è che i lavoratori sono stati abbandonati proprio dai partiti che dicevano di tutelarli. Indecente poi la proposta di una dote assistenziale di 10000 euro ai diciottenni: date ai giovani la possibilità di studiare gratuitamente e poi un lavoro pagato equamente abolendo tutte le indegne forme di precarietà e sfruttamento che li costringono a fuggire all’estero, altro che ulteriori bonus!! Ma certi politici dove vivono??

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  5. Il fatto che l’Unione Europea abbia sospeso il patto di stabilità non è assolutamente un buon motivo per aprire il cordone della borsa e cominciare a spendere a destra e a manca aumentando ancora il debito pubblico. I debiti vanno pagati e saranno rimborsati, prima o poi, con più tasse e meno servizi ai cittadini. E’ questo quello che vogliamo ? Che i benestanti paghino meno grazie alla Flax Tax e riducano la sanità per i poveri ? Attenti ai saltimbanco parolai o ci troveremo nuovamente come nel 2011 e allora pagheremo salato, tutto e senza sconti. Altro che riforma delle pensioni.

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      • Faccia una ricerca sul web e troverà la risposta. Dopo arrivò Monti con la Fornero perchè i primi scapparono a gambe levate dopo aver provocato il quasi default del paese. Quanto ci è costata la quota 100 ? Quasi 21 miliardi di euro in soli tre anni e solo per meno di 400.000 persone. In questi tre anni migliaia di lavoratori hanno continuato a pensionarsi obbligatoriamente con la Fornero, chi a 67 anni e chi con 43,1 di contributi, mentre qualcuno continuava a urlare di averla cancellata. Pagheremo tutte queste scelleratezze e le pagheremo salate.

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    • Non sono d’accordo con questa visione catastrofistica, anche perché come ben sappiamo e che continuate a ripetercelo: -“gli immigrati ci pagheranno le pensioni”.
      Anzi, già che ci siamo facciamo pagare a loro anche il debito, le pare?
      Conclusione: il problema non esiste.

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  6. Buona sera a tutti,
    Quanto esposto dal Dr. Mauro Marino del gruppo UTP lo condivido in parte, in quanto NON mi è chiaro quando citato:

    “i due pilastri sono i 41 anni per tutti uomini e donne a prescindere dall’età anagrafica e senza penalizzazioni e inoltre una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni con una penalizzazione dell’1.5% annuo……”

    Cerco di essere più chiaro, 1,5% di decurtazione che proponete riguarda coloro che raggiunti i 62 anni NON HANNO maturato gli anni contributivi (proposta 41) pertanto ai Vs. ipotetici 66 anni verranno decurtati il 6%, mentre per un lavoratore che ha iniziato a 14 anni ed a 57 ha maturato i 41 anni di contributi, NON VIENE decurtato nulla oppure anche a loro fino a 66 anni verranno decurtati sempre l’1,5% fino al raggiungimento dei 66?

    Perché la situazione cambia, e come se cambia economicamente.
    In attesa di una gradita risposta in merito da parte del gruppo UTP o Dr. Mauro Marino, l’occasione è grata per porgere cordiali saluti.

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  7. Ormai ci sono poche speranze che la riforma venga attuata in questo marasma di promesse per conquistarsi le poltrone- con Draghi si è perso solo tempo con il benestare dei sindacati che non lo hanno mai messo alle strette,incalzandolo a dovere- la proposta di Marino come la Tridico sono eque e aprirebbero la strada per uscire prima che la fornero ci travolga, ma questi scellerati dei politici dubito che a ottobre si impegnino per farla entrare nella legge di bilancio- credo che ora o mai più bisogna scendere in piazza e fare pressione, ma chi ci prende per mano? Credo nessuno e quindi meglio non andare a votare ,tanto si è capito che questi scellerati pensano solo alle loro poltrone e se ne fregano altamente di noi lavoratori.

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  8. Quota 41 SENZA PENALIZZAZIONI trova d’accordo la Lega di Salvini e i Sindacati. BENE ! Attendiamo ora di vedere a brevissimo il programma con i punti .. e se Quota 41 ci sarà veramente ! Soprattutto bisogna che sia molto chiara anche la Meloni con Fratelli d’Italia a tal proposito e dica in maniera esplicita “NOI APPOGGIAMO QUOTA 41 SENZA PENALIZZAZIONI !” Altrimenti sono i soliti slogan di qualcuno. Purtroppo noi già con 41 di lavoro alle spalle di tutto ciò non ne possiamo più ! Siamo stufi di essere presi in giro e di vedere gente con meno anni di contributi accedere alla pensione ! ORA PROPRIO BASTA! SE VOGLIONO IL VOTO SANNO QUELLO CHE DEVONO FARE : QUOTA 41 SENZA PENALIZZAZIONI ENTRO IL 31 DICEMBRE 2022 ! MA DEVONO ESSERE MOLTO CHIARI .. ORA !

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  9. In vista delle elezioni anticipate ci sono in campo un mucchio di questioni importantissime, da cui purtroppo non ho intenzione di farmi condizionare.
    Guarderò solo le pensioni.
    Punto.

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  10. Tutto giusto quello che c’è nella proposta ma dubito che ci possano essere i fondi visto che se li mangiano tutti loro. Inoltre non ci cascate con i proclami di Salvini ricordatevi che se anche farà quota 41 sarà con il sistema contributivo e cioè con delle pensioni da fame, a meglio la Fornero, 2 anni in più ma almeno riesci a campare.

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    • Sono perfettamente d’accordo! Questa cosa devono chiarirla bene ! 41 anni tutti con il contributivo per chi ha iniziato a lavorare nei primi anni 80 sarebbe un furto indecente con una pensione da fame .. Se questo fosse, lasciateci l’anticipata della Fornero!

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    • Buon giorno Mauro.

      Premetto che personalmente approverei l’uscita con 41 anni di versamenti.

      Certo è che 41 anni non si conciliano, senza penalizzazione alcuna, se rapportati a 43,1 o 42,1 della pensione anticipata in essere.
      O l’una o l’altra, entrambe non possono convivere.
      Questo credo sia chiaro ai sassi e soprattutto agli Europeisti per i quali, se proprio una deve sopravvivere, questa è la anticipata ordinaria.
      Ai molti che attendono di decidere a chi dare il voto suggerirei: la dove si parla di riforma delle pensioni e vedete citato il nome di Salvini, sostituitelo con uno dei tre scelto tra: Letta, Renzi o Calenda e poi ponetevi qualche domanda.

      Concordo quando Lei asserisce che le pensioni, future, saranno da fame!
      Sono il risultato delle riforme adorate dai tre e gli stipendi da fame di casa tra molti Italiani … ma per non fare torto ad alcuno aggiungo che ci sarà sempre, prima o poi, un Mister B che penserà sia giunta l’ora di innalzare le pensioni minime a … Euro.

      Comunque sia … turatevi il naso e andate a votare!

      Saluti

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  11. Interessante la proposta di UTP, ma vorrei venisse chiarito cosa si intende per penalizzazione dell’1,5% per ogni anno di anticipo.
    Mi piacerebbe che venisse chiarito il punto con un esempio concreto e ben comprensibile anche ai profani della materia.

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    • marco , ti rispondo io e sono sicuro che poi ti risponderanno anche altri; diciamo che l’anno di riferimento sono i 66 anni di età; la proposta è farti andare a partire dai 62 anni e in quel caso 6% di penalizzazione sulla pensione; è una cosa puramente impossibile; a 62 anni vai in pensione se hai pensione integrativa (sto facendo le carte), e la pensione ufficiale la vedi nel 2027; secondo me è più realizzabile la proposta tridico ma non è chiaro se dai 63 o 64 anni e ti danno una parte della pensione, il resto ai 67 anni; comunque da adesso fino a fine settembre sono solo proposte elettorali; se uno vuole credergli libero di farlo ; saluti a te e ai gestori del sito

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      • Siamo sempre li’… : dare il meno possibile adesso per non dare nulla domani. Ci prendono i soldi dalla busta paga senza neanche sforzarsi a chiederceli mese dopo mese, per cui ci fanno quello che gli pare….

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    • Il sistema è questo. Con 41 anni di contributi nessuna penalizzazione indipendentemente dall’età. Età ordinaria pensione spostata a 66 anni. Facoltà di uscire prima con penalizzazione dell’1.5% annuo. Che significa a 65 anni penalizzazione dell’1.5%, a 64 anni del 3%, a 63anni del 4.5% e a 62 anni del 6%. Per esempio su una pensione di 1.000 euro la pensione verrebbe decurtata di 15, 30, 45, 60 euro.

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  12. Beh purtroppo leggendo le dichiarazioni dei partiti politici, sembra che solo a Salvini interessi il discorso pensioni.
    Al centro sinistra non interessa proprio se si legge il loro programma, men che meno a Renzi e Calenda che se potessero ci farebbero lavorare fino a 70 anni.
    La domanda lecita è : Ci dobbiamo fidare di Salvini o sono i soliti proclami pre elettorali ?
    I sindacati purtroppo hanno poca forza di questi tempi e non vengono ormai più considerati.
    Non ci resta che aspettare fine anno per vedere ma non sono molto ottimista.

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  13. Concordo sul fatto che le promesse in campagna elettorale abbiano stufato o perchè palesemente insostenibili o perchè poi non mantenute manifestando così una distanza primaria dei partiti dalla Politica che ha generato una distanza secondaria dei cittadini dalla partitica. Tanto per rafforzare con altri termini quanto comunque espresso chiaramente su dove stanno la causa e la soluzione al problema partecipativo che affligge la nostra democrazia.
    La proposta UTP è sicuramente molto positiva anche se ho qualche perplesità sulla consistenza delle risorse provenienti da chi dovrebbe decidere di rimanere al lavoro oltre i 66 anni. Tali risorse mi paiono avere un ruolo significativo nella sostenibilità della proposta. A mio avviso l’accentuata burocratizzazione e baronalizzazione del mondo del lavoro oltre ad episodi di sfruttamento di cui i giornali riportano qualcosa senza che a livello istituzionale si provveda adeguatamente, ha reso faticoso il lavoro soprattutto agli spiriti più produttivi sia pubblici che privati per cui una via di uscita ragionevole a costi ragionevoli con esiti sostenibili vedrà molti “like”.

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  14. Purtroppo qualunque partito di destra oltre magari a qualche vantaggio nella pensione avremmo una Flat Tax a beneficio dei soliti….

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  15. andando avanti cosi non ci sara piu la pensione per nessuno quando salvini pensa di saperne piu di sistemi pensionistici e’ perche’ abbiamo finito anche la frutta

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    • Buongiorno Guido.

      Non difendo Salvini che, come Lei, credo non possa equipararsi a esperto in fatto di pensioni; ma questo è argomento a cui si rifà il sito.
      Io non sono così lapidario con il parlamentare se “pensa di saperne più di sistemi pensionistici….”; dico solo che qui leggo una infinità di lamentele riguardo il sistema vigente.
      La inviterei, se gradisce, a perdere un paio di minuti per leggere come, a detta di alcuni, stanno le cose.
      Per questo le giro un link che ho scelto trai diversi possibili.
      Poi ciascuno la penserà sempre come crede ma chissà, talvolta, uno può rivedere un pochino il suo pensiero e allargare i meriti e le colpe.
      Nel mio caso può capitare anche sentirsi un pochino più sovranista tra i molti veri sovranisti.

      …“la Commissione europea è una paladina instancabile delle controriforme neoliberiste.
      Secondo uno studio commissionato da un eurodeputato della Linke tedesca, Martin Schirdewan, le raccomandazioni della Commissione rivolte specificatamente ai singoli Paesi hanno riguardato, oltre che la richiesta di riduzione della spesa pubblica, anche i tagli a pensioni, sanità, salari, diritti dei lavoratori e sussidi per disoccupati e persone disabili.”…

      Testo completo del breve articolo: “Il Recovery fund determinerà il taglio delle pensioni” di Domenico Moro da:
      https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/18393-domenico-moro-il-recovery-fund-determinera-il-taglio-delle-pensioni.html

      Saluti

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  16. D’accordissimo con il Dottor. Marino!
    Ma i nostri politicanti cosa intendono fare oltre le promesse da marinaio?
    Leggevo la bozza dei favoritissimi vincitori delle elezioni: la destra, e per quanto riguarda le pensioni parlano di una generica flessibilità in uscita… e no cari miei, bisogna riempire quella voce con vere proposte e non vatui propositi.

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  17. Condivido pienamente la proposta del gruppo UTP, proposta che garantirebbe quota 41 per i precoci, un vantaggio per le donne che anticiperebbero di quasi due anni se hanno avuto figli e la flessibilità in uscita a 62 con penalizzazione minima. In più il costo di tale riforma sarebbe basso e sostenibile.
    Questa riforma mi sembra apartitica, sia destra che sinistra potrebbero adottarla facendo un grosso favore a noi in procinto di terminare la cariera lavorativa e per i nostri figli che liberando posti di lavoro potrebbero iniziare una loro vita.
    Un appello a tutti i partiti e ai sindacati, tenete conto di questa proposta potrebbe essere la soluzione giusta per tutti.

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  18. La proposta fa davvero pena. Quota 41 agevola come al solito chi vive e ha lavorato nelle regioni del nord. Si sa, in queste regioni nel corso dei decenni c’è stata maggiore possibilità di lavoro e più correttezza nel versamento dei contriburi. Poi le penalizzazioni per chi intende uscire dai 62 anni, ma siamo pazzi! Inserire penalizzazioni in un sistema quasi del tutto contributivo, significa davvero non avere nemmeno la misura di cosa si sta dicendo. La forma più giusta é quella di una quota che tenga conto sia dell’età sia del servizio. Per le donne la possibilità deve essere data dai 60 anni e la pensione di vecchiaia da 65 anni e chiaramente e urgentemente bisogna pensare qualcosa per le nuove generazioni. Poi in mezzo ci vanno tutte le altre sfumature del caso. QUESTO É QUELLO CHE AVVIENE IN TUTTO IL RESTO D’EUROPA.

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    • Scusa ma fino ad adesso abbiamo visto tutti che le quote hanno favorito solamente qualcuno e fatto arrabbiare molti che magari avevano l’età ma non i contributi o viceversa.
      Credo proprio che le quote età più contributi siano state le leggi piu inique che potessero fare

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    • condivido, non ci possono essere penalizzazioni per chi ha già raggiunto 42 o 43 anni di lavoro (ovvero l’anticipata Fornero) in un sistema che è già in gran parte contributivo e con i coefficienti di rivalutazione del montante attuali

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    • Ottimo ragionamento Giuseppe che mi consente di affermare che è ora che si perfezioni definitivamente l’unità d’Italia. Come giustamente affermi il problema di molti lavoratori, occasionalmente del sud ma non solo anche se maggiormente, è la carenza di opportunità lavorative e soprattutto opportunità regolari dal punto di vista retributivo e contributivo. Meglio certo va nel nord Italia dove i cittadini, molti anche di origini meridionali, a riprova che il problema non è geografico, hanno carriere lavorative e prospettive pensionistiche migliori e per certi versi va ancora meglio nel centro e nord europa dove il lavoro irregolare è fuori dagli schemi. Ad una analisi veloce pare che irregolarità e benessere si contrappongano. Non è moralismo è matematica. Seguo il tuo ragionamento e se quota 41 agevola chi vive nella regolarità, come è giusto che sia, chi volente o nolente si è adeguato alla irregolarità non può pretendere di scaricarne i prevedibili disagi su chi i disagi li ha evitati a monte. Quindi basta criteri amministrativi geografici che la prassi ha ormai dimostrato più che inutili ed avanti con criteri premianti meritocratici anche, non solo, per il comparto pensionistico.

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  19. tutte proposte ottime; quale partito aderirà a queste proposte? molti sulla carta ma di fatto alla fine nessuno; subito dopo l’UE dirà: vuoi i soldi del pnrr; non toccare la legge Fornero; ma sperare non costa nulla ma c’è un proverbio che dice: chi vive sperando muore disperato. saluti ai gestori del sito

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  20. Poco da aggiungere, Dottor Marino forever persona intelligente con un’identità con un’anima, sorge un piccolo problema che persone come lei a Palazzo Chigi ne conterò si e no una decina (arrotondo in eccesso) le altre sono tutte incompetenti nonostante lo sbandierare lauree e quant’altro. E’ paradossale dover affermare che dopo 41 anni si abbia il diritto di godere di un pò di tranquillità e lasciare il posto ai giovani, eppure è così bisogna per questi inetti lavorare tutta la vita e dover sentir dire dalla sinistra pensiamo ai ragazzi mi fa capire quanto sia inesistente il cervello nelle loro teste. Paragrafo U.E. va bene ricevere donazioni pro tempore per tappare alcune falle del sistema ma essere completamente sudditi di questi “signori” non va affatto bene ci vorrebbero persone in grado di farsi rispettare con una colonna vertebrale non certo quella dei politici attuali prova ne è (dato oggettivo) che negli altri paesi straniero o no devi adeguarti alle regole,(di massima) da noi liberi tutti fate un pò quello che volete. Insomma scusate il termine dozzinale e gretto ma il pesce puzza dalla testa in trent’anni hanno trascinato questo paese nelle sabbie mobil, sperperando e portando un’indebitamento pubblico a soglie altissime eppure sono ancora qui a parlare e a sbandierare le loro capacità amministrative. Govi direbbe “che faccia Gigia”

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