Riforma pensioni 2023, Ghiselli su proposta quota 41 Lega: facciamo chiarezza

Nella giornata di ieri abbiamo riportato le ultime dichiarazioni di Salvini relativamente alla prossima riforma previdenziale ove emerge chiaro l’intento del leader leghista, già in piena campagna elettorale, di puntare nuovamente l’attenzione sulla quota 41 per la riforma pensioni del 2023, in molti però sul sito hanno scritto di non credere più alle parole di Salvini in quanto la quota 41 era già stata promessa pre Quota 100. Ma soprattutto temono che la concessione della misura non sia libera da limiti e paletti, sarà davvero quanto richiedono i lavoratori quarantunisti da anni oppure la possibilità di uscire dopo 41 anni di lavoro porterà con sé la riduzione dell’assegno ultimo? Nei giorni scorsi la Lega ha già incontrato le parti sociali, della questione ne parliamo dunque oggi con Roberto Ghiselli della Cgil Nazionale in questa interessante intervista che ci ha rilasciato in esclusiva.

Riforma pensioni 2023 e quota 41: l’intervista esclusiva a Ghiselli

Pensionipertutti: Nei giorni scorsi i sindacati hanno incontrato la Lega ed il suo leader Matteo Salvini per presentare le richieste in campo previdenziale, tra queste rientra anche la quota 41 per tutti. Salvini ha detto che ‘ Dal primo gennaio torna la Fornero se non si fa nulla, noi stiamo lavorano a quota 41’. Cosa ne pensa di queste dichiarazioni?

Roberto Ghiselli: “Non si possono prendere in giro le persone: Quota 41 non cancella la Fornero, in quanto non ripristina le condizioni che erano sufficienti prima di quella norma”

Pensionipertutti: Ma mi perdoni mi era parso di comprendere che la quota 41 per tutti fosse anche una delle richieste al Governo da parte dei sindacati, non é più così?

Roberto Ghiselli: “Certo che é così, ma Con 41 anni di contributi si deve poter andar via a qualunque età e senza alcuna penalizzazione, mentre la proposta di legge che vede come primo firmatario l’on. Durigon prevede il ricalcolo contributivo degli anni retributivi, con un forte taglio ai rendimenti” .

Riforma pensioni 2023, ultime: ma quota 41 basta?

Pensionipertutti: Ma poi quota 41 basterebbe per riformare il sistema previdenziale o comunque anche fosse approvata sarebbe una misura per pochi ormai?

Roberto Ghiselli: “Ecco appunto, qui tocchiamo un altro aspetto importante parlare solo dei 41 anni non basta perché sono pochi, e saranno sempre meno in futuro, quelli che supereranno questo elevatissimo sbarramento. Se non si riduce quindi l’età per la pensione di vecchiaia, che oggi è a 67 anni e crescerà nel prossimo futuro, la legge Fornero rimarrebbe tutta lì. È quindi importante prevedere anche che da 62 anni, con almeno 20 anni di contributi, tutti possono sciogliere quando andare in pensione, sulla base delle loro esigenze e valutazioni personali” .

Pensionipertutti: Quali altre categorie andrebbero tuttelate e tenute in maggiore considerazione nella prossima riforma delle pensioni?

Roberto Ghiselli: “E poi qualcuno si dimentica sempre dei più deboli, i giovani che spesso fanno lavori discontinui e sottopagati (a proposito, Salvini propone di reintrodurre la più pesante forma di precarietà che sono stati i voucher), le persone che fanno i lavori più gravosi, le donne che accumulano il lavoro professionale con quello di cura in ambito famigliare”.

Pensionipertutti: Quindi in conclusione non ha particolarmente apprezzato le ultime dichiarazioni di Salvini, le pare si sia già in piena campagna elettorale?

Roberto Ghiselli: “Sulla previdenza basta agitare bandierine, ci vuole una riforma vera e organica che dia una risposta e nuove opportunità e tutele a tutte le persone, di tutti i generi e di tutte le generazioni. “

Ringraziamo Roberto Ghiselli sempre disponibile al confronto e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che , trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

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21 commenti su “Riforma pensioni 2023, Ghiselli su proposta quota 41 Lega: facciamo chiarezza”

  1. È giusto riposarsi dopo 41 anni, ma la maggior parte delle donne non ci arriverà mai. Le donne non sono riuscite ad arrivare neanche ai 38 di quota 100. Eppure questo non vuol dire che le donne sessantenni abbiano sgobbato (fuori e dentro casa) meno di quegli uomini che hanno avuto la possibilità di accumulare più contributi. Quindi di sicuro solo 41 non basta.

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    • Buongiorno a tutti. Egregio Viviana lei ha perfettamente ragione, le parla una persona che al momento ha quasi 42 anni di contributi, sicuramente le donne dovrebbero essere tutelate e trattate in modo diverso, non dico questo per fare il paladino ,dico questo perché è la verità, come andrebbero tutelare anche le persone fragili.Purtroppo il tutto è manipolato da persone che guardano solo i numeri, per noi, per loro tutto va bene.per questo argomento non dovevamo stare nella nostra amata Italia ma in Francia,probabilmente la cosa era risolvibile.
      Buon Lavoro

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  2. Non capisco come mai i miei commenti vengono sempre bannati: non ho un linguaggio offensivo, scrivo quello che penso e soprattutto, lo scrivo senza errori.

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  3. Buongiorno a tutti. Egregio Giuseppe è evidente che quota 41 tanto dicono di interessarsi perché faranno in modo ,come quota 100 , avrà delle penalizzazioni.Ma quota 100 come doveva essere per essere giusta? Somma età + contributi = 100 ,invece cosa hanno studiato? Paletto a 62 anni di età, intanto hanno fatto quota 100 traendo benefici politicamente e nel frattempo penalizzato chi aveva veramente i requisiti e avvantaggiato chi non li aveva .Proporranno sicuramente quota 41 con le stesse procedure siamo in Italia.
    Buon Lavoro

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  4. Buongiorno, io sarei già in quota 102 se non fosse per l’età, ho infatti 40 anni di contributi versati e 62 di età e faccio parte di quegli sfigati del ‘60 che non hanno avuto accesso a quota 100, e manco 102. Perché le chiamano quote?
    Draghi oggi interverrà al congresso della Cisl, ma sappiamo già che non si schioderà dal fatto che la riforma della previdenza dovrà sostenersi sul sistema contributivo. Perché cavolo non ho pensato di uscire dal lavoro con opzione donna? Forse per non perdere i miei 15 anni di calcolo retributivo?
    Ma la sfiga perdura perché se al governo si sogneranno di farci andare in pensione tutti a 65 anni eliminando, a questo punto, l’amata Fornero, mi toccherà un anno in più di lavoro! Come se 42 non fossero abbastanza. Restare al lavoro 4 anni di più per non essere nati l’ultimo giorno del ‘59 è veramente incredibile.

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  5. Il sindacalista ha espresso finalmente il concetto cardine della questione, dice : ognuno deve sceglere di andare in pensione sulla base dell3 sue esigenze pe4sonali…
    Ok, allora inutile da 62 anni chr il governo non lo ccettera mai, ma lavorate su 63 o 64 sulle proposte Tidico o Raitano uniche che hanno qualcje chance,, daluti

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  6. Certo che il Ghiselli ne ha coraggio da vendere! Blatera come i suoi colleghi sindacali, ma di fatti ancora Zero. Le chiamano organizzazioni sindacali ma di fatto non organizzano, contro il draghi nada de nada! E così come l’anno scorso faranno finta di fare e non faranno! E gli anni passano e noi 41unisti non gliela facciamo più. Fateci andare in pensione!

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  7. “parlare solo dei 41 anni non basta perché sono pochi, e saranno sempre meno in futuro, quelli che supereranno questo elevatissimo sbarramento”. Ma se 41 anni sono uno sbarramento elevatissimo, allora 43 anni + 1 cioè l’attuale pensione anticipata (???) che cos’è? Perchè in tutti i questi anni nessun sindacato ha mai detto una parola e indetto scioperi contro questa verogna e nessun partito della cosiddetta sinistra (ma non erano i partiti dei lavoratori?) ha mai seriamente protestato? Non sono stati capaci nemmeno di schierarsi contro l’indecente finestra dei tre mesi e ora guardano da un’altra parte mentre il drago propone il calcolo contributivo per tutti! E il buon Letta che ha pubblicamente dichiarato che quota 100 era una vergogna perchè favoriva gli uomini (che hanno il coraggio di crepare in media 5 anni prima delle donne!) ed andava abolita? La verità è che hanno preso i nostri voti e i soldi delle nostre tessere per poi tradirci ed abbandonarci!

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  8. Se qualcuno ci promettesse la benzina a 50 centesimi litro voi sareste contenti? Io no perchè causerebbe il crollo del mercato finanziario con aumento del debito pubblico. Quota 41 è la stessa cosa.

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  9. Quindi è confermato : Con la nuova proposta di Durigon un pensionato con 41 anni di contributi avrà un assegno inferiore ad un quota 100 con 38 anni di contributi. Meditate gente meditate.

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  10. Potrà andar bene anche quota 41, anche se personalmente non credo minimamente alla soluzione delle quote, è solo una presa in giro, ma bisogna pensare anche a chi non è né lontano ne vicino ai 41 e non ce la fa più ad andare avanti, l’uscita a 62 anni deve rimanere, con le giuste ed eque penalizzazioni, anche se uscendo a quella età già si subisce una penalizzazione, però la decisione spetta solo ed esclusivamente a ciascun lavoratore, le classi 1960 e 1961 sono tra le più penalizzate, è ora di piantarla di prendere per il c…lo i lavoratori che pagano le tasse e mantengono in vita questo cavolo di Paese. Salvini ha stufato, ha già fallito con quota 100 e non solo, non può decidere sempre tutto lui, non siamo suoi dipendenti e non è il padrone dell’Italia e degli italiani, sarebbe interessante conoscere le proposte delle altre forze politiche, ammesso che le abbiano! Si dessero una mossa, tutti, del resto loro sono nostri dipendenti, ora ci ammorberanno per un anno con la campagna elettorale, come al solito, senza risolvere nulla, è un copione ormai logoro. Teniamone conto tra un anno al momento di votare, facendo trionfare l’astensionismo, da non confondere con il baratto!!!

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  11. GHISELLI ho 61 anni 41 di contributi disoccupato da 2 anni ( 220 curriculum inviati non selezionato PER ETA avanzata a bologna e prov.) STO FINENDO i soldi in cc che avevo risparmiato DOPO COSA MANGIO le lacrime della coccodrilla ( fornero) …………….. per favore lavorate e bene x tutti e anche
    per i precoci del 60 CHE STANNO GIA PAGANDO LO SCALONE DRAGHI………..

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  12. La gente vede ,sente e parla. Purtroppo però vede male, sente poco, e parla troppo. Lo ha detto uno che non mi è affatto simpatico (Roberto Benigni) ma che ha tanto sale in zucca e mi associo pienamente con la sua affermazione, io aggiungo non cè peggior sordo di chi non vuol sentire. Il tempo delle parole è finito da un pezzo rassegnatevi rimarrà la legge di quella brutta persona che non nomino per non farmi salire troppo la bile.

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    • Già… ma quando la gente sente il nome Salvini si beve il cervello e abbandona il proprio interesse per abbracciare le ideologie di sinistra anche se queste portano loro a subire vere e proprie ingiustizie.
      Impari la gente a votare e non a inginocchiarsi!

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  13. Se è vero che i 41 anni della Lega significano ricalcolo contributivo occorre dirlo con forza e farli dire a Durigon se ne avrà il coraggio. Si provi a intervistarlo qui per capire e scoprire gli altarini per favore. Se così fosse tanti varrebbe per noi attendere i 42 anni e 10 mesi della Fornero.

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    • D’accordo, ma tieni conto che si tratterebbe di una scelta volontaria. Ci sono molte persone che dopo 41 anni di lavoro non ce la fanno letteralmente più!

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  14. E IN TANTO IL TEMPO SE NE VA….
    Caro Ghiselli, ne è passata di acqua sotto i ponti da quando il sindacato scendeva in piazza a far valere i diritti dei lavoratori. Sono ormai piu di vent’anni che siete assenti (di fatto, presenti sono con chiacchere e proposte) e che non ascoltate le richieste dei lavoratori. Però ogni tanto, vi fate vivi per far capire che ci siete ancora, che forse state dalla nostra parte.
    E intanto gli anni passano, i diritti dei lavoratori si affievoliscono e gli anni da vivere diminuiscono.
    Perchè non si convoca questo governo? Gli incontri promessi che fine hanno fatto?. Quando smettiamo di dire signor si e scendiamo in piazza?

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  15. Campa Cavallo….
    Siamo alle solite, continuiamo a far finta di affrontare il problema, facciamo campagna elettorale, promettiamo mare e monti e poi… il nulla, qualche pagliativo e via.
    Io a forza di sentirvi blaterare ho già alle spalle 42 anni e sono ancora qui lìingabbiato al lavoro…. ma tanto Salvini &compani risolveranno tutto alle prossime elezioni.
    E il sindacato che fa? è ancora in letargo dal lontano 1980. Dove sono finite le battaglie. Ha già dimenticavo ormai siete passati dall’altra parte del tavolo, mangiate con “il padrone” e noi intanto sudiamo sangue.
    Le lacrime “da coccodrillo” le lasciamo alla Fornero.

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  16. In linea con Roberto Ghiselli sulle parole di Salvini, ma queste sue dichiarazioni non bastano se non accompagnate dai fatti. I sindacati attendono, non organizzano nessun tipo di contrapposizione al tentativo del governo di non affrontare il problema. Non basta chiedere la parola, bisogna prendersela con azioni di sciopero democratico, con l’unità di un movimento che tutela dei diritti fondamentali che non devono mai essere violati. Intanto il tempo passa e la precarietà e l’incertezza diventano problemi con cui convivere per noi lavoratori. Sono anni che qui ma anche in altri ambienti noi lavoratori chiediamo fatti concreti e la risoluzione del problema pensioni in termini di giustizia ed equità. Siamo consci che probabilmente ci potranno essere dei sacrifici ulteriori per noi d’affrontare ma siamo disposti a trattare per ridurli al minimo. Si sta giocando sulla nostra pelle da tempo e si sta dando uno strumento potente a politici di basso spessore di cavalcare questa nostra esigenza per andare al potere.
    Il Sindacato avrebbe tutti i mezzi per farsi ascoltare e per ottenere ma non lo fa e questo non fa altro che confondere e presagire nessuna tutela nei nostri confronti ad un eventuale tavolo di trattativa. Io non so cosa ci sta sotto, di sicuro dinamiche che non comprendo più grandi di me, ma certi valori per la società dovrebbero essere intoccabili.

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