Riforma Pensioni 2023, le novità a 10 giorni dal voto: tutte le proposte dei partiti

L’uscita dal lavoro e la revisione delle norme della riforma Fornero sono un capitolo importante dei programmi elettorali. Con proposte e promesse variegate sulle pensioni che riguardano tutti i partiti e tutti i leader politici, vediamo allora a meno di due settimane dal voto del 25 settembre 2023 quali sono tutte le posizioni dei partiti su quota 41, opzione donna, ape social e altro.

Ultime novità Riforma Pensioni 2023: il centrodestra su quota 41 e minime a 1000 euro

A cavalcare il tema della riforma delle pensioni in maniera decisa sono più di tutti Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia promette mille euro al mese di pensione alle mamme e alle nonne per 13 mensilità, così come la stessa cifra per le pensioni minime e di invalidità. La proposta pare però irrealizzabile visto che secondo alcune stime potrebbe costare oltre 18 miliardi l’anno.

La Lega di Salvini continua la sua battaglia per mettere uno stop definitivo alle norme della Fornero, introducendo prima di tutto la possibilità della pensione anticipata di anzianità con 41 anni di contributi. Salvini vuole inoltre la pensione di vecchiaia per le donne a 63 anni, la pensione di garanzia minima di mille euro per i lavoratori con carriere interamente nel regime contributivo, rendere strutturale Opzione donna e prorogare Ape sociale, inoltre ultimamente ha rilanciato anche una promessa: uno sconto Irpef per le pensioni dei nonni che si prendono attivamente cura dei nipoti.

Giorgia Meloni, la vera candidata a Governare il paese, resta più sul vago rispetto ai suoi alleati del Centrodestra, parlando di flessibilità in uscita con accesso facilitato alla pensione, anche favorendo il ricambio generazionale, di stop all’adeguamento automatico dell’età pensionabile alle aspettative di vita, di rinnovo di Opzione donna, di adeguamento delle pensioni minime e sociali e di ricalcolo delle “pensioni d’oro”, ma senza specificare con quale meccanismo.

Pensioni 2023 le proposte di M5S, PD e Terzo polo: da Opzione donna a Ape Social

Il Partito democratico punta come si legge nel programma elettorale a maggiore flessibilità “a partire dai 63 anni di età e da realizzarsi nell’ambito dell’attuale regime contributivo e in coerenza con l’equilibrio di medio e lungo termine del sistema previdenziale”. Inoltre Letta promette anche una pensione di garanzia per le nuove generazioni “che garantisca una pensione dignitosa a chi ha carriere lavorative discontinue e precarie” ed infine di rendere strutturali Ape sociale e Opzione donna. I suoi alleati Verdi-Sinistra italiana, però, vedono l’uscita dal lavoro a 62 anni o con 41 anni di contributi e una pensione minima almeno di mille euro al mese.

Anche il M5s vuole evitare un ritorno rigido alla Fornero, con un «ampliamento delle categorie dei lavori gravosi e usuranti e attraverso meccanismi di uscita flessibile dal lavoro». Promette pure la pensione anticipata per le mamme lavoratrici, la proroga di Opzione donna e una pensione di garanzia per giovani con carriere intermittenti. Infine ricordiamo che Tridico ha più volte proposto il riscatto gratuito dei contributi per la Laurea.

Infine la coalizione Azione di Calenda- Italia Viva di Renzi non ha nel programma elettorale un punto dedicato alle pensioni, con Calenda che diverse volte ha dichiarato che le pensioni non sono una priorità dell’agenda politica.

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11 commenti su “Riforma Pensioni 2023, le novità a 10 giorni dal voto: tutte le proposte dei partiti”

  1. Basta parole e passiamo ai fatti che ormai non se ne può più di parole e promesse da marinaio- o i partiti dicono chiaramente cosa vogliono fare per farci uscire subito dalle gabbie ,ove siamo rinchiusi a oltre sessant’anni, oppure il voto non lo avranno perché non se lo meritano dopo tutte le fregature che ci hanno rifilato in questi anni.

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  2. DA QUELLO CHE LEGGO MI SEMBRA CHE L’UNICA COSA SULLA QUALE SIANO D’ACCORDO TUTTI E’ LA PENSIONE DI GARANZIA PER I GIOVANI, PER IL RESTO OGNUNO DICE LA SUA.
    A MIO PARERE FINIRA’ CHE DOPO IL VOTO SICURAMENTE QUOTA 41 NON LA FARANNO SUBITO, CERCHERANNO DI TROVARE UNA SOLUZIONE TIPO QUOTA 102 ED INIZIERANNO A PARLARE DI QUOTA 41 NEL 2024 E FRA L’ALTRO CON IL SISTEMA CONTRIBUTIVO DICENDO CHE NON CI SONO I SOLDI (MENTRE PER LORO CI SARANNO SEMPRE)
    NON ILLUDETEVI MA LA FINE SARA’QUESTA ED I SINDACATI DIRANNO CHE HANNO RAGGIUNTO UN BEL TRAGUARDO

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  3. Buongiorno! Anch’io ritengo che debba essere garantita alle nuove generazioni, con carriere lavorative discontinue e precarie, una pensione dignitosa. Auspico, altresì che vengano incrementate le pensioni a tutti gli invalidi civili parziali. Gratis maximas omnibus!

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  4. SU QUOTA 41 SENZA PENALIZZAZIONI DEVE ARRIVARE PRIMA DEL VOTO UN CHIARIMENTO UNIVOCO TRA SALVINI E LA MELONI !!! SOPRATTUTTO DA PARTE DELLA MELONI E DAL SUO PARTITO !!! PER CHI HA GIÀ 41 DI LAVORO ALLE SPALLE .. ALTRO CHE FLESSIBILITÀ !!! ATTENZIONE CHE ANCHE LE PERSONE PIÙ TRANQUILLE NON REGGEREBBO ALTRE PROMESSE DISATTESE, POSTICIPAZIONI ..
    ATTESE .. FREGATURE !!!

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    • caro Franco; ti prometto quota 41 senza penalizzazioni; te lo prometto; mi credi? spero per te che tu non mi creda, e sai perchè? perchè sarà semplicemente impossibile; perchè sarà impossibile? debito pubblico italiano, crisi energetica, la guerra, i soldi del pnrr se non tocchi la legge Fornero; ti ho chiarito le idee? parli del partito della meloni? l’on. rizzetto ha parlato che in qualche anno faranno; hanno lavorato 10 anni in commissione per decidere cosa? tutto chiaro allora? non aspettarti nulla di buono; poi se avvengono i miracoli? saluti a te e i gestori del sito

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  5. Il panorama delle proposte sopra illustrate è francamente desolante. Per chi fosse interessato direttamente, si potrebbe definire con due ulteriori aggettivi: sconsolante e avvilente.
    Con promesse irrealizzabili o idee talmente vaghe e generiche da divenire progetti impalpabili o, ancora, con “saggi” richiami ad un indefinito ed improbabile equilibrio di medio e lungo termine del sistema, non si va da nessuna parte. La serietà, francamente, è un’altra cosa!
    Purtroppo, in cabina, la vedo dura fare una scelta ponderata che poggi su basi concrete e non su vuote dichiarazioni d’intenti formulate perlopiù per esigenze di facciata.
    Non resta che tenere le dita sempre incrociatissime!!

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  6. Dopo 40 e passa Anni di Contributi dovrebbe essere normale andare in Pensione,
    Parlano sempre di Penalizzare.
    Avere iniziato a 14 Anni in Questo Paese e quasi paragonabile ad avere fatto un” Reato”
    noi quando abbiamo iniziato nei anni 70/80 abbiamo Dato un Forte contributo per la crescita del Paese ,e ci ricambiano a Pesci in Faccia ,Questa Politica non ci Merita, Vergogna.

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  7. Cito dal sito “Investire Oggi” quotidiano on line di finanza, fisco, economia a riguardo di quanto si perde con OD andando in pensione con i requisiti minimi 59-35 tutto contributivo: Solo per l’anticipo degli anni si perde il 15% circa, percentuale che aumenta se si considera il coefficiente di trasformazione applicato ad una pensione liquidata a 58-59 rispetto ad una pensione liquidata a 67 anni. Qui in aggiunta ai primi 15% si aggiunge una percentuale che varia tra il 25-30%. Morale: Una donna che ha lavorato e versato contributi per 35 anni prenderà meno di 1000 euro al mese, meno dei mille euro promessi da Berlusconi e Salvini per le pensioni minime. Care donne che avete sgobbato per 35 anni, vi hanno fregato.

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