Riforma Pensioni 2023, l’editoriale: quattro mesi al ritorno della Fornero

Dopo un’estate pazza, la prima da quando esiste la Repubblica Italiana con in mezzo una campagna elettorale seguita da meno di un terzo degli italiani, si ritorna, faticosamente, nei posti di lavoro con i problemi non risolti di inflazione, caro bollette, incertezza sul futuro e con, ciliegina sulla torta, il voto del 25 settembre. Elezioni che gli italiani non comprendono e di cui si poteva tranquillamente fare a meno aspettando la fine della legislatura a primavera. Ma i partiti pensano solamente al loro tornaconto elettorale e si disinteressano completamente dei bisogni e delle necessità dei cittadini ampliando ancor di più questo solco, divenuto ormai un fossato, tra le istituzioni ed il popolo.

Riforma Pensioni ultime, si torna alla Fornero?

In ambito previdenziale la situazione è molto fluida, con un’unica certezza, tra meno di quattro mesi si torna alla legge Fornero con uscita ordinaria a 67 anni e pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi gli uomini e 41 anni e 10 mesi le donne oltre ai soliti tre mesi di finestra.

In pratica dopo anni di lotte, dichiarazioni, proposte, fiumi di parole su giornali e trasmissioni radio e Tv siamo ancora al punto di partenza, siamo ancora al palo. C’è stata, in verità la famosissima e divisiva “quota 100” per i tre anni 2019-2020-2021, c’è stata la inutile “quota 102” per il 2022, ci sono state varie proroghe di Opzione Donna e dell’Ape Sociale ma alla fine dell’anno se non si interviene tutto scadrà e rimarrà solamente quella legge che tutti a parole dicono di voler eliminare e mettere in soffitta ma che da oltre 10 anni tormenta la vita di moltissimi lavoratori italiani. Sono anni che diciamo in tutte le sedi che gli italiani hanno diritto ad una legge previdenziale chiara, flessibile e soprattutto duratura e invece come ogni anno ci si trova in autunno in ansia e con la paura che nulla venga fatto o peggio venga fatto in maniera raffazzonata. Anche quest’anno è così, con il carico da undici delle elezioni politiche che, inevitabilmente, porteranno altra incertezza e una lotta contro il tempo per approvare in extremis qualcosa sulle pensioni.

Pensioni ed elezioni anticipate, i partiti non erano pronti

I partiti politici, nemmeno loro, si aspettavano le elezioni in settembre e non avevano preparato nulla per tempo sulle pensioni. Andando a spulciare i loro programmi elettorali si nota che in ambito previdenziale tutti parlano genericamente di flessibilità in uscita, di pensioni di garanzia per giovani e donne ed in particolare Salvini insiste molto sui 41 anni di contributi per uomini e donne per accedere al pensionamento. Ma ogni partito, compresa la Lega che ne ha fatto sull’abolizione della Fornero quasi una questione di principio, rimane molto sul vago, traccia solo genericamente i punti programmatici per tenersi le mani libere, verificare i conti economici ed eventualmente inserire qualche provvedimento nella legge di bilancio.

Con molta probabilità, vista la mancanza di tempo, che consentirà la piena operatività del Governo non prima della fine di ottobre, ci sarà una riforma in due fasi. Quest’anno saranno inseriti solo pochi provvedimenti come l’ennesimo rinnovo di Opzione Donna e dell’Ape Sociale e forse una qualche forma di flessibilità in uscita e poi nell’anno 2023, se i conti economici lo consentiranno, sarà ideata, discussa e finalmente approvata la legge previdenziale nella sua interezza.

Quindi, finalmente, l’anno prossimo dovrebbe essere varata la nuova legge e superata la rigidità della legge Fornero inserendo sia i 41 anni per tutti uomini e donne che attuare quella famosa flessibilità in uscita, con lievi penalizzazioni, per permettere a chi è al limite e non ne può più di accedere al pensionamento. Ma dovranno anche essere messe in cantiere le pensioni di garanza per giovani e donne, il bonus per le donne con figli, il riscatto agevolato della laurea e una maggiore detrazione per chi vorrà accedere alla previdenza complementare.

Il tutto potrà essere finanziato con gli oltre 175.000 decessi da covid, che hanno generato nelle casse dell’INPS un risparmio tendenziale nei dieci anni di oltre 12 miliardi e dagli effetti dell’inflazione corrente che hanno rimpinguato le casse dell’erario, rispetto all’anno precedente, di oltre 30 miliardi.

8 commenti su “Riforma Pensioni 2023, l’editoriale: quattro mesi al ritorno della Fornero”

  1. Buongiorno, abrogare la legge Fornero è improponibile: il costo previsto è stimato in almeno 20 miliardi all’anno per ogni legislatura, soldi che andrebbero tolti alle spese per investimenti. Quello che si pùo fare è qualcosa di simile quota 100 o come quota 104 o come opzione donna o alla ventilata (SIC) pensione Tridico in due tempi come i motorini. Un saluto a tutti. Lilli Reolon

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  2. Al di là di tutte le scuse del mondo…poichè ogni giorno ne salta e ne salterà sempre fuori una nuova…ne abbiamo già viste tante (conti pubblici in disordine, pandemia, guerra, crisi di governo, scioglimento camere, campagna elettorale, elezioni politiche, crisi energetica ed economica, inflazione alle stelle, rialzo tassi, ecc., solo per citare le ultime). Pur con tutte queste fortissime criticità generali, irrisolvili nel breve termine, non possiamo dimenticare anche chi ha dato, e sta ancora dando, molto al paese, sotto forma di decenni di duro lavoro e versamenti di fior di contributi!!…Per questi ultimi, non ha perso attualità il binomio di quota 41 e flessibilità a partire dai 62 anni. Teniamo fermi questi due requisiti…e largo ai giovani!! Con le dita come al solito incrociatissime!!!

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  3. Notizia del giorno dal Corriere della Sera: Hanno usufruito della quota 100 circa 380.000 persone, due terzi uomini e con il reddito medio-alto. Morale: Si sono spesi 21 miliardi per sollazzare meno della metà di quanto preventivato, punite le donne con pochi contributi e, come logico, lavoratori perlopiù impiegati con alto reddito. Gli operai di fabbrica non potendo permetterselo preferiscono continuare e raggiungere il massimo dei contributi che gli permette di avere un assegno più dignitoso. Vedete voi se farvi fregare una seconda volta dalle promesse non mantenute.

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  4. io so solo che gli inc. del 1960, già inc. 2 volte, verranno inc. per la 3° volta; i partiti non si sbilanciano più di tanto anche perchè sanno che poi potranno fare poco; tra novembre e dicembre vedremo cosa combineranno; secondo me qualche provvedimento per far andare in pensione pochissima gente; io personalmente sto facendo le carte per la RITA; saluti ai gestori del sito

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  5. Buonasera Dott. Marino, ( tanto non mi risponderà ), noto con piacere che anche Lei si accorge che dopo quattro anni siamo nuovamente al punto di partenza, cosa che peraltro io affermo da tempo che sarebbe finita così. Noto anche una certa riluttanza a chiamare le cose con il proprio nome: Definisce “inutile” la quota 102 mentre per la quota 100, molto più vantaggiosa, usa un termine più morbido, ” divisiva”. Entrambe comunque ci hanno portato al punto di partenza ed entrambe a questo punto sono risultate inutili al fine di avere, cito testualmente le sue parole, una legge chiara, flessibile e soprattutto duratura. Le costa così tanto dire che anche la quota 100 è stata una perdita di tempo, inutile e che è costata un patrimonio ?Sono saltato sulla sedia quando ho letto la sua frase: “Sono anni che diciamo in tutte le sedi …..”. Mi dispiace correggerla; Siamo in tanti da anni che diciamo in tutte le sedi …… etc. etc. Purtroppo ho ancora una buona memoria. Lei quando nacque quota 100 era entusiasta che qualcosa si fosse mosso pur se quella norma fosse iniqua ed ingiusta verso il resto della platea di lavoratori con già una quota più alta e l’ha sempre difesa, ma tant’è quando conviene !!!! Vorrei fare una nuova osservazione che ai più è sfuggita e cioè le affermazioni di due politici dello stesso partito: Salvini: ” La quota 41 sarà emanata entro la fine della legislatura”. Durigon: ” La quota 41 sarà emanata con la legge di bilancio di fine anno”. Ora, visto che una legislatura dura 5 anni, qui si parla di una differenza di tempo molto ampio. Se abbiamo già buttato via 4 anni di quote e dovessimo aspettare una intera legislatura, allora stiamo parlando della bellezza di 9 anni per una nuova legge delle pensioni equa, giusta e che “non tormenta la vita di milioni di lavoratori”. Tranne certo i 400.000 della quota 100 costata solo la bellezza di 21 miliardi di euro. Non me ne voglia, ma se nel gruppo di persone con cui studia ipotesi di riforme ci sono altri che hanno usufruito di norme vantaggiosissime al di fuori dell’unica legge oggi ancora in vigore per tutti, la Fornero, e che oggi propongono penalizzazioni per i futuri pensionati, scusate, ma non siete credibili. Franco Giuseppe Bubba

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    • Carissimo Franco Giuseppe; sono sicuro che ti risponderà anche il dott. Marino ma ti rispondo anch’io: vedo che ancora non te ne fai una ragione di tante cose e le analizziamo serenamente: parliamo di quota 100 e quota 102; quota 100 è stato un provvedimento che ci voleva ; io a suo tempo scrissi in un agenda personale: la prossima volta tocca a me visto che sono arrivati a quelli del 1959 e io sono del 1960; te l’ho ripetuto tante volte: magari poterne usufruire; tanti hanno deciso così, tanti per le motivazioni più diverse non ne hanno potuto usufruire o non hanno voluto usufruirne; ti ho anche elencato le motivazioni più volte; quota 102 è molto diversa: lì hanno chiuso i battenti: le domande sono state pochissime; perchè: chi voleva andare via era già scappato; altri per tanti motivi sono rimasti a lavorare; a scuola mia almeno 5-6 persone potevano usufruirne e sono ancora lì a lavorare; una cosa è certa; noi famosi inc. del 1960 passeremo alla storia come i più inc. ; la mia posizione la conosci perchè l’ho evidenziata più volte; continui a bastonare quota 100: solo tu sai la verità: grazie a quota 100 sei riuscito ad andare in pensione 5 mesi prima; è calcolo matematico: hai parlato di 43 anni e 1 mese e sei andato in pensione nel 2021; già nel 2019 l’anzianità era salita a 43 anni e 3 mesi; quota 100 ha bloccato l’aspettativa di vita a 42 anni e 10 mesi; a te dà fastidio che altri sia andati in pensione prima di te; fattene una ragione; goditi la pensione tu che ce l’hai; per chi non ce l’ha o per chi come me quella ufficiale la vedrà tra 5 anni sarà durissima (speriamo nella proposta tridic) saluti a te e ai gestori del sito

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  6. Io la farei più breve se vince la triade Meloni Salvini Berlusconi qualche possibilità di anticipare di almeno due anni la legge di quella che provoca in me un senso di vomito potrebbe scaturire sottolineo potrebbe se dovessero vincere gli altri tutti in pensione a settant’anni ma non darei solo la colpa a chi non ha saputo governare ma anche al popolo sempre silente capace solo di scendere in piazza per manifestare contro il green pass. Che idioti una buona parte di noi.

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    • luigi, non fare questi discorsi : se vince la triade qualche possibilità in più c’è mentre se vincono gli altri a 70 anni; nessun partito si è sbilanciato e se si crede ai 41 senza penalizzazioni si crede alle favole; sono solo promesse elettorali; ti ripeto che una minima possibilità la dò alla proposta tridico proprio perchè è molto penalizzante e non credo minimamente a 63 anni; però sperare non costa nulla ; vedremo nei prossimi mesi; saluti a te e ai gestori del sito

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