Riforma pensioni 2023: Opzione donna e Ape social prorogate? Parla Ferrari (Cgil)

Come avevamo anticipato ieri nel corso della pubblicazione della prima parte dell’intervista a Christian Ferrari (Cgil), eccovi il seguito, in questa seconda parte il dibattito verterà sulla possibile proroga di opzione donna e di Ape sociale, per passare all’importanza riconosciuta dalla Cgil della valorizzazione dei lavori di cura, per terminare con un’analisi accurata sull’efficacia che potrebbe o meno avere la prosposta del Presidente INPS Tridico per migliorare la Riforma Fornero dal 2023.

Riforma pensioni 2023: Opzione donna e Ape sociale ancora possibili?

Pensionipertutti: “Le donne auspicano per l’opzione donna strutturale e molti per la proroga dell’ape sociale con un ampliamento delle categorie dei lavori gravosi. A suo avviso almeno queste due misure già in essere, specie la prima che si basa sul ricalcolo contributivo dell’assegno e dovrebbe pesare meno sul bilancio, potrebbero essere confermate?

Christian Ferrari (CGIL): “Sul sistema previdenziale si riflettono tutte le contraddizioni e le diseguaglianze del nostro mercato del lavoro. Le donne hanno pagato più di tutti la Riforma Monti-Fornero, per molte si è trattato di accedere al pensionamento addirittura con sette anni di ritardo. La proroga di “opzione donna” non ha alcun costo aggiuntivo per le casse dello Stato, perché – come dicevo poco fa – si tratta di un puro calcolo contributivo. E quindi non vediamo alcuna ragione per non confermare la misura. Ma il problema è un altro: la sola proroga di “opzione donna” – che condividiamo – non è una risposta sufficiente, perché comunque ha un impatto limitato. C’è bisogno di valorizzare realmente – anche sul piano previdenziale – il lavoro delle donne e più in generale il lavoro di cura.

Per quanto riguarda invece l’ape sociale, noi pensiamo sia arrivato il momento di dare certezze definitive alle casistiche ricomprese in questo istituto (disoccupati, invalidi civili, car giver e gravosi). Non è possibile continuare a trascinarlo e rinnovarlo di anno in anno, di legge di bilancio in legge di bilancio. Pensiamo sia arrivato il momento di fare un vero “tagliando” a questa misura – visto che sono ancora molto poche le domande che ogni anno vengono accolte – e renderla strutturale. Ad esempio, sui c.d. “gravosi” c’è la necessità di intervenire, in particolare abbassando il requisito contributivo, che oggi risulta essere l’ostacolo principale. Di più, la condizione previdenziale dei “gravosi” va affrontata in maniera più strutturale: non solo sul piano delle misure di flessibilità in uscita – come l’ape sociale o i “precoci” – ma anche attraverso interventi sulla misura e quindi sul calcolo della pensione. È evidente che, in un sistema contributivo, uscire prima dal lavoro significa percepire una pensione più bassa, peccato che l’attesa di vita di un lavoratore gravoso sia più bassa degli altri ma, ciò nonostante, i coefficienti di trasformazione per calcolare l’assegno pensionistico, con le regole attuali, siano uguali per tutti. Affermare, finalmente, il principio per cui “i lavori non sono tutti uguali” è ormai una necessità oggettiva e ineludibile.

Riforma pensioni 2023, ultime: Proposta Tridico, contributivo puro, Oppure altro?

Pensionipertutti:Tra le varie proposte quella che sta facendo maggiormente discutere è quella del presidente INPS Tridico che prevedrebbe la pensione in due tranches: la prima dai 63 anni con assegno contributivo, a cui si aggiungerebbe la quota retributiva dai 67 anni una volta raggiunti i requisiti Fornero. Lei cosa ne pensa di questa proposta, sarebbe una valida alternativa alla quota 102 oramai in scadenza? Per la Professoressa Fornero, intervistata recentemente dal portale money.it, la flessibilità in uscita è possibile solo col contributivo puro. È davvero così?

Christian Ferrari (CGIL): “La proposta di percepire prima la quota contributiva sarebbe parziale, e difficilmente sostenibile soprattutto per coloro che hanno redditi bassi. Pensiamo, ad esempio, ai part time che non hanno maturato una quota contributiva dignitosa, e pensiamo alle donne in particolare. In generale, anche questa soluzione ripropone il nodo cui accennavo prima: la quota contributiva non rappresenta un costo per il bilancio del sistema pensionistico, ma solo un anticipo di cassa.

Per questo torniamo a ribadire un dato di realtà di cui non si può non tener conto: nella platea che accederà al pensionamento nei prossimi anni, coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 1995 – e che quindi conservano una parte di retributivo – saranno sempre meno sino ad esaurirsi. Questa dinamica crea le condizioni e i presupposti per realizzare una vera riforma del sistema, senza dover ricorrere a ricalcoli contributivi rispetto ai quali peraltro – già qualche mese fa, in occasione dei tavoli tecnici con il Governo – abbiamo avuto modo di ribadire la nostra contrarietà.

Vi ricordiamo per chi avesse perso la prima parte dell’intervista in cui il neo segretario confederale della Cgil ha parlato di quota 41 e uscita dai 62 anni come misure possibili che é possibile leggerla qui. Nel mentre lo ringraziamo per tuttoil tempo dedicatoci e per aver accolto il nostro invito a presentarsi ai lettori.

Restiamo in attesa di sapere, soprattutto dalle nostre lettrici donne, cosa ne pensano delle parole pronunciate dal Dott. Ferrari, vi tranquilizzano le sue considerazioni? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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42 commenti su “Riforma pensioni 2023: Opzione donna e Ape social prorogate? Parla Ferrari (Cgil)

  1. Perché non lasciare al lavoratore la possibilità di uscire prima e di avere la pensione in due tranche, come prevede la proposta Tridico? Si obbietta che ci sarebbero pensioni basse durante gli anni della parte contributiva (poi però verrebbe aggiunta quella retributiva al compimento dei 67 anni, eh!). E allora Opzione Donna che è calcolata tutta sul contributivo ( e per chi è nel misto sono soldi in meno ) con decurtazione del 30% per sempre? Questa non crea pensioni basse? (Lasciamo perdere che O.D. non prevede il cumulo gratuito dei contributi, che è una vergogna, quando le altre pensioni lo prevedono).
    Si lasci al lavoratore la scelta: chi vuole può sempre lavorare fino ai 67 anni, chi vuole andare prima si farà i suoi calcoli.

  2. Lo so che i miei commenti vanno in una unica direzione ma lo devo dire: al solito la sinistra propone e realizza pannicelli caldi (APE Social, Opzione Donna) quando una seria, articolata e definitiva riforma che parta dal principio della libera scelta dell’età del ritiro, sarebbe la cosa sensata da fare.
    Invece, come al solito del resto, vogliono elargire briciole spacciandole per grandi interventi sociali. C’è il tema della sostenibilità ovviamente, cavalo di battaglia di chi ragiona e governa con i fogli excel, ma questo tema non viene mai messo sul tavolo quando si parla di elargire contributi e sostegni per gente di dubbia provenienza e moralità e che non avrebbe nessun titolo per pesare sulle nostre finanze.

    Si vede che per voi che li votate tutto va bene (salvo poi lamentarsi del poco che arriva e del nulla che arriva ancora più spesso).

  3. Io desiderei che opziona donna proseguisse con gli stessi requisiti la donna finisce le 8 ore e a casa prosegue ancora con figli e svolgere mansioni di casa. Finiamola con il discorso che la donna vive di più Dell uomo o che la donna si fa mantenere dall uomo. Ci sono anche tanti uomini che si fanno mantenere dalle donne quindi…. Che problema c è…. Qui si tratta di un ns. Futuro…. Io aderisco ripeto x opzione donna anche x il 2023 con stessi requisiti attuali.

  4. I contributi versati nelle diverse casse previdenziali devono poter essere ricongiunti gratuitamente, cosa sono queste regole e regolette, per pensione di vecchiaia si, quota100 si, e qui no???

  5. Buongiorno, io sono una donna di 59 anni con un polmone e mezzo per un tumore, a parte che per l’INPS ha deciso che sono un invalida solo x il 67% lavoro presso una struttura x anziani e quindi un lavoro pesante sia mentalmente che fisicamente, non so se riuscirò a lavorare ancora 7anni x poter arrivare alla pensione, purtroppo ho perso 7anni tra varie problematiche famigliari, ma x me non c’è nessuna possibilità di andare in pensione prima.
    Sono una donna sola quindi non posso pensare di andare in pensione e che mi tolgono ancora dei soldi.
    Speriamo che riescano a trovare una soluzione giusta per noi donne e che ci permetterà di vivere dignitosamente.
    Lo stato dovrebbe togliere il reddito di cittadinanza e dare i soldi alle persone che hanno già lavorato una vita,e non mantenere persone a casa a fare nulla.
    Scusate lo sfogo ma lo stato italiano da benefici a persone che arrivano da altri stati e a noi italiani toglie.

  6. Perché parlare di contributi, anni di lavoro opzione donna ecc…quando il problema è sempre lo stesso, si parla di soldi, questo è il vero problema, che non è neanche un problema vero, perché li denaro si crea dal nulla. Quindi l unica cosa che commanda la vita di tutta quella fetta di gente schiava ,senza pensiero critico, che si creare all infinito dal nulla, siamo senza, pazzia collettiva. Vi invito sempre alla visione del venus proget del ingeniere futuristico Jacque Fresco, trovate tutte le risposte alle vostre domande inutili che vi ponete in questo portale..la domanda da farsi è, abbiamo le risorse per dare una vita dignitosa a tutti, non i soldi e un invenzione sociale nata per sostituirsi al baratto, oggi un crimine all umanità

  7. Non capisco perché il sindacato continua ad essere, con pregiudizio, contrario alla proposta Tridico: essendo facoltativa non intaccherebbe chi non la considera, per la propria posizione contributiva, conveniente.
    Certamente favorirebbe chi ha non 41 anni di contributi, avendo avuto un ingresso lavorativo ritardato sia per studio sia per aver fatto lavori senza i relativi contributi(non per propria volontà ma perché, per esempio al sud, o accettatavi un lavoro quasi al nero o stavi a casa).
    Ripeto ritengo opportuno inserire questa proposta per creare una possibilità di uscita, facoltativa, che penalizza solo gli anni precedenti ai 67 anni, data dalla quale matura il diritto anche al retributivo.
    Questo salverebbe tante posizioni di lavori non riconosciuti come usuranti e colmerebbe un forte gap tra nord e sud….il sindacato deve porsi il problema meridionale anche per il diritto alla pensione.
    Questo se siamo tutti consapevoli che il diritto al lavoro, per i nati alla fine degli anni 50, non è stato uguale tra nord e sud, con svantaggi notevoli per i residenti nelle regioni meridionali.

  8. Se lasciassero anche x il 2023 quota 102, visto che quota 100 è rimasta x ben tre anni e, da quel che ho sentito dire le previsioni sono state piu alte rispetto alle persone che ne hanno usufruito, x cui io nel ²023 riuscire finalmente ad andare in pensione con i 38 anni di contributi richiesti e 65 anni di età… Anche xké non c’è la faccio veramente più e di questo vi ringrazierei veramente tanto, e poi sono molte le persone che aspettano cn ansia la proroga di quota 102. Grazieeee mille e ascoltate la mia richiesta fatta a nome di tanti….. Ciao grazie ancora

  9. Dateci la pensione da vivi, stiamo cadendo a pezzi. Le donne sono state “massacrate” dalla Riforma Fornero, state continuando a non prendere decisioni importanti sulla pelle della gente. Basta!!! Pensione a 62 per tutti su base volontaria e dare spazio ai giovani è così difficile da capire?????

  10. Antonella
    La riforma di Tridico la tenga ben cara per la sua pensione, per quanto mi riguarda nooo. Ma che la smettano di fare i pagliacci con i sudori dei poveracci come noi ,ma la colpa e’ solo nostra che glielo permettiamo.Tutti ai palazzi come fecero i francesi, i nostri sono diritti acquisiti e non possono cambiare le riforme ogni anno e noi che gli corriamo dietro. Mi devono spiegare perche’ i soldi per le armi e l’accoglienza saltano fuori e per le pensioni non ci sono mai. Che si vergognino e abbassino i loro stipendi e le loro pensioni. Io ho 62 anni e 40 di contributi effettivi e altri 3 anni che non mi hanno versato il patronato dove lavoravo. Bene quanti anni devo ancora lavorare…Premetto che questi 3 anni ho fatto domanda all’INPS per riscattarli, mi hanno risposto che ho lavorato a nero…Non ci sono paroleee ,a 18 anni non si pensa alla pensione .

  11. Sono un’insegnante di 63 anni con 11 anni di precariato e 21 di ruolo. Per motivi familiari non ho lavorato per ben tre anni durante il precariato. È possibile che non si debba fare qualcosa in più per le donne senza necessariamente decurtare la pensione? Almeno concedere un anticipo di un anno per figlio e andare in pensione qualche anno prima rispetto ai 67! Sinceramente è un furto togliere soldi per chi è nel sistema misto! Beato chi si gode la baby pensione!!!

  12. 38 anni di lavoro sono sufficienti e si sta ancora discutendo se 41 lo siano o meno?
    Qualcosa non va più nel ragionamento, specie se assisti a sperpero di denaro nel sociale con un reddito di cittadinanza che incentiva il nero e dato a pioggia. Mentre chi ha versato per più di 40 anni dovrebbe continuare a sostenere chi c’ha versato meno? Se non è ingiustizia sociale questa,.. qualcuno ci spieghi qual’e.

  13. Ma scusate una donna licenziata a 59 anni dopo 29 anni di contributi chi volete che la prendano a lavorare e secondo voi deve vivere in miseria per 8 anni secondo la fornero ?i sindacati si sono mai interessati a questa situazione che riguarda sicuramente molte persone e fare in modo di anticipare l’età pensionistica anche con una decurtazione della pensione ? Anche se l’aspettativa di vita si è allungata dovrebbero continuare a vivere dignitosamente

  14. Sono assolutamente in accordo ! A fine 2022 avro’ 63 anni e 38 di contributi. Vorrei essere libero nel 2023 di scegliere di accedere ad una pensione “anticipata” , ma non mi sara’ concesso se non verra’ prorogata per il 2023 la 102 oppure ammessa l’opzione “Tridico”… Non mi sembra affatto corretto !!!

  15. Solo parole parole parole
    Niente fatti
    Niente proposte concrete
    Pensano che gli italiani sono dei cretini
    Che non capiscano che loro con belle parole
    e niente fatti possono tenerci bravi ad aspettare
    Purtroppo la legge Fornero…….
    Cmq.la proposta di Trodico è più equilibrata e fattibile x le persone del sistema misto che vogliono lasciare il lavoro in anticipo
    Tutto il testo sono parole al vento senza rispetto x i cittadini …troppe parole e niente fatti…..
    Poverino questi sindacati che pensano di essere furbo con tante parole bla bla bla che noia……….
    Noi cittadini dovremmo iniziare a parlare dei compensi troppo alti x questi ciarlatani e richiedere
    una legge x abbassare i loro dispendio questo discorso vale anche x tutti i ministri e x la Signora Fornero ….dopo ne riparliamo ………

    1. E’ proprio così Ada: troppe parole e zero fatti!
      … poi dice che il PD e sinistra varia sono con i lavoratori…

  16. Mi sa che chiederò l’aggravamento per le mie condizioni fisiche. Così mi prendo anche l’invalidita e spero di campare ancora po. Dei sindacati non mi fido più da tempo

  17. Preso per buona che la speranza di vita mediamente è stata stimata sugli 82/83 anni(pre Covid) .andando via a 67 con Contribuzione pari a 38 o + quanto ci guadagna il sistema pensionistico da quelli che non ci arrivano ed in ogni caso versando per almeno 38 anni pur potendo andare in pensione dai 62 anni in avanti non sarei sempre coperto dai versamenti fatti? Di retributivi puri credo siano finiti i misti manca poco ma questa presa in giro quanto dovrà durare ancora?

  18. Ape Social va strutturata poiché è misura pensionistica di Giustizia Sociale che da risposta adeguata a disoccupati ed altre categorie di lavoratori che hanno speso la loro vita per i piu fragili o in attività di lavoro gravose, logorante. Il Welfare di uno Stato Sociale di Diritto abbraccia anche l’aspetto previdenziale di un Paese che per definirsi civile deve avere cura delle fasce più deboli del popolo elento personale e costitutivo insieme al territorio ed alla Sovranità

  19. Quota 41 senza limiti, da subito per permettere a chi ha lavorato tanto di godere giustamente in po’ di pensione, prima che arrivano altre guerre, pandemie ect

  20. Per opzione donna bisogna tener conto anche dei contributi derivanti dalla NASPI, perché se perdi il lavoro a un’età avanzata non ti assumono più, specialmente se donna!!!!!

  21. Buonasera, a me la cosa che scoccia di più è che, probabilmente, andrò in pensione a 64 anni suonati : ho cominciato a lavorare a 21 anni, e dopo 43 anni di contributi, forse, andrò con la pensione chiamata ‘anticipata.
    Ecco, è questo termine che non digerisco : 43 anni di versamenti e mi fanno sentire un lavativo, dopo che ci sono state generazioni intere che sono andate in pensione dopo 18, 5 anni di contributi.
    Questo grazie alla politica di spartizione voti, posti pubblici per gli amici, tessere sindacali etc.
    Questo è un Paese da lasciare al più presto, come dico tutti i giorni ai miei figli, tornando per le ferie ma non tutti gli anni.
    La cosa ancora più ridicola è che la riforma delle pensioni la faranno persone che sono andate in pensione prima dei 60 anni…. E magari hanno lavorato anche poco… Senza il magari, meglio

  22. E di ape sociale, nn si parla? Speriamo che sia rinnovata…..aggiungerebbe tante persone di 63 anni ,specie con lavori gravosi. ( io OSS)

  23. Cosa volete commentare, è una vergogna siamo a luglio e di tutto si parla tranne voler abrogare o modificate l’attuale legge, che per il solo fatto che in parte è stata dichiarata incostituzionale sarebbe proprio da abrogare. Aspettano solo che ce ne andiamo prima di poter andare in pensione.
    Andiamo a votare e mandiamoli a casa ma senza vitalizio.

  24. Sono una delle tante donne che, negli anni 80, non ha trovato lavoro per anni in quanto madre di bambini piccoli, all’epoca ci dicevano che saremmo comunque andate in pensione, quindi potevamo permetterci qualche anno di “buco” nei contributi. Ora ho 65 anni e non posso ancora andare in pensione. Opzione donna mi taglierebbe un 30% della pensione, la proposta Tridico per me sarebbe una mano santa!

  25. Purtroppo si fa sempre bilancio e risparmi sulle spalle dei lavoratori e futuri pensionati. I partiti della sinistra e i sindacati sembra che godano ad infierire sui lavoratori. Basta bonus e reddito di cittadinanza, a ma pensioni decenti e abbassare il limite di età per andare in pensione, Penso che a 62/63 sideve andare in pensione. Purtroppo noi italiani non abbiamo le palle come i francesi che per i loro diritti bloccano il paese. Non ci resta che sperare che al governo vadano le destre, sono loro che negli ultimi anni difendono i lavoratori onesti che purtroppo sono obbligati a pagare tutte le tasse con la Ritenuta alla fonte. Purtroppo però le destre difendono anche commercianti e artigiani e qui devo dire che non tutti sono onesti a pagare le tasse e le destre proteggono pure loro con richieste continue di stralcio di caryetelle esattoriali. Mentre noi dipendenti paghiamo fino all:ultimo centesimo. Ricordateneve alle prossime elezioni, prima o poj la gente perde la pazienza.

  26. Opzione donna non regala proprio nulla alle donne che sono nel misto. Ruba loro la quota retributiva per sempre. Poi però si nega la possibilità di uscita con proposta Tridico perché col solo contributivo,si dice, restano pensioni troppo basse. Un controsenso…. Si spera di estinguere presto i lavoratori che sono nel misto per mettere mano a riforme strutturali ma si impedisce a questi di avere uno scivolo che consenta loro di andare via un po’ prima. Un controsenso. ..Se i lavoratori che oggi sono nel misto andassero via con opzione Tridico il loro calcolo della quota pensione su retributivo resterebbe bloccato su contratti magari non ancora rinnovati e dunque aumentati, i coefficienti legati all’ età sarebbero diversi e gli anni da calcolare nel contributivo sarebbero di meno. Non sarebbe anche questo, un risparmio per lo stato? Mah!

  27. Ci auguriamo vivamente che il dott. Christian Ferrari e tutta la CGIL appoggi quota 41 senza limiti.
    Occorre una riforma seria, non si possono togliere soldi guadagnati con fatica ai lavoratori e c’è chi prende fior di pensioni. Per non parlare dei 164.000 morti di covid ,coloro che non percepiranno più la pensione. Soldi risparmiati per l’Inps. Non bendateci gli occhi.
    Grazie dottor Ferrari
    Pier Filippo

  28. Le parole del Dott. Ferrari non dicono nulla di nuovo rispetto a quanto non sia già stato detto su Opzione Donna. Fino a quando i Sindacati non si attiveranno nell’offrire la possibilità di ricongiungere gratuitamente i contributi versati nelle diverse casse previdenziali (come è stato fatto per Quota 100) si parlerà sempre di una opportunità che viene riservata solo ad alcune donne. Ci vuole onestà intellettuale quando si affrontano certi argomenti. Si parla di Opzione Donna senza mai, e ribadisco mai, chiarire e specificare che non tutte vi possono aderire. Si rendono conto Sindacati e Governo che agendo in questo modo sono anni che hanno creato una situazione impari e iniqua? Iniziamo nel mettere le donne tutte sullo stesso piano, offrendo loro la medesima possibilità. E’ ora di dire basta alla discriminazione che c’è tra chi può aderire ad Opzione Donna e chi, per quanto donna, dovrà lavorare fino a 67 anni…per ora.

    1. Esatto Giorgia sono d’accordissimo con te. Si dice solo che con O.D. si può andare via se hai 35 anni di contributi e 58 0 59 di età senza mai aggiungere il problema dei contributi versati in casse diverse, requisito importante quanto i primi due. Speriamo che il Dott. Ferrari e i sindacati tutti facciano in modo di superare questo limite che penalizza tantissime donne già tanto discriminate.

  29. Come sempre i veri nemici dei lavoratori sono nell’ordine: pd, CGIL, cisl e uil! La proposta Tridico, premesso che non è la migliore in assoluto, permetterebbe di uscire tre o quattro anni prima su base volontaria e di conseguenza con un’assegno più basso. Di contro chi volesse, tanti volontariamente, restate fino ai 67, si tratterebbe sempre di scelte individuali. Pertanto, perché non inserire, eventualmente, questa proposta?

  30. Al Dott. Christian Ferrari commento che purtroppo i sindacati, come i governi e aggiungo ultimamente anche i giornalisti, hanno perso la percezione della vita reale. E’ vero che la proposta Tridico possa risultare poco sostenibile per chi ha pochi contributi, ma allo stesso modo può essere la soluzione su base volontaria per coloro i quali chiedono di lasciare il lavoro ante tempo per i vari motivi che tutti conoscono. Naturalmente, essendo giusta, equa ed economicamente percorribile non verrà attuata.
    Cordialità
    Fabio

  31. Le donne hanno una speranza di vita più alta degli uomini .Perché questo importantissimo dato non viene preso in esame?

    1. La speranza di vita per le donne era più alta quando la donna non lavorava o faceva lavori meno stressanti. Da anni ormai abbiamo ritmi e tipologie di lavoro al pari degli uomini e continuiamo ad occuparci della famiglia e dei nostri genitori. Continuare a lavorare fino a 67 anni deve essere una scelta, direi che a 58-60 anni, il contributo alla società é stato ampiamente dato.

  32. Purtroppo le parole del Dott. Ferrari sono la conferma che i lavoratori, in particolare quelli più anziani, sono stati abbandonati dal sindacato! (i partiti li hanno abbandonati ormai da tempo). Non una parola sul fatto che l’aspettativa di vita si è ridotta e che gli uomini hanno un’aspettativa inferiore a quella delle donne di 5 anni! Nessun accenno alla vergognosa finestra di tre mesi per ottenere la cosiddetta anticipata Fornero per cui dopo 42 anni e 10 mesi di lavoro ti senti dire che sì, hai maturato un diritto ma …. abbiamo scherzato e ora se vuoi campare devi lavorare ancora tre mesi perchè non ti diamo quello che ti spetterebbe! Uniche proposte opzione donna (ma fa finta di non saperlo il sindacalista che le donne che ne usufruiscono o si fanno mantenere dai mariti oppure continuano a lavorare in nero?) oppure i benefici per i lavori usuranti (ma qualunque lavoro se fatto seriamente e con impegno dopo i 60 anni diventa insostenibile anche perchè ti viene richiesto di mantenere ritmi e produttività di un trent’enne!! (provi a venire al mio posto per un mese e poi vediamo se non cambia idea!). E della innovativa e rivoluzionaria proposta di tassare il lavoro robottizato che sindacati e partiti della (ex?) sinistra dovrebbero farne una loro manifesto e una loro bandiera? Silenzio assoluto!!!
    O i lavoratori decideranno di organizzarsi e scendere in piazza ad oltranza bloccando il paese come hanno fatto i francesi oppure ingoieranno in autunno un amaro boccone con l’ennesima riforma peggiorativa sulle pensioni

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