Riforma pensioni 2023: Pensionipertutti ospite a Well TV Channel, quali le vs richieste?

Venerdì 18 marzo alle ore 19 sarò ospite in diretta online della trasmissione Vox Populi su Well TV Channel, di cosa parleremo? L’argomento cardine saranno le pensioni, ogni venerdì ‘Giù le mani dalle pensioni’ condotta da Pier Pierangelo Rossi cerca di fare lo stato dell’arte attuale e si confronta con gli ospiti presenti in studio o che si collegano a distanza, settimana scorsa ha partecipato il nostro editorialista Mauro Marino, ed ha presentato la sua proposta di riforma delle pensioni, che anche sul portale ha avuto un buon seguito e molti commenti a favore.

Lo scopo del mio intervento, invece, e dell’invito sono grata a Pierangelo Rossi, sarà quello di portare alla luce le vostre rimostranze, i vostri timori di un ulteriore rinvio della riforma a causa della guerra in atto, e di dare voce alle vostre richieste prioritarie in termini di misure previdenziali urgenti.

In questi ultimi mesi abbiamo raccolto moltissimi commenti, che ci hanno permesso di aprire un bel dibattito sulle ultime proposte avanzate, proposta Tridico e Raitano, prima che scoppiasse il conflitto che ha abbassato i riflettori sul capitolo previdenziale.

Riforma pensioni 2023: riprenderanno i confronti tra Governo e sindacati?

Ad oggi dopo esserci confrontati con Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, si ha la conferma di un possibile rinvio per quanto concerne la riforma delle pensioni, in quanto non è ancora stato fissato il prossimo incontro tra Governo e sindacati per poter continuare a parlare di flessibilità in uscita, ma si ha altresì la garanzia da parte dei sindacati sul fatto che si farà di tutto affinché i tavoli di confronto riprendano il prima possibile.

Il conflitto tra Russia ed Ucraina è certamente un evento inaspettato e destabilizzante, che merita la giusta considerazione, ma è altresì opportuno che il Governo prosegua gli incontri con le parti sociali al fine di non giungere impreparati per la prossima legge di Bilancio, ci dice Proietti.

Si continuerà, a detta del segretario confederale della Uil, a puntare sulla flessibilità in uscita senza per questo passare dal contributivo, ma al più da minime penalizzazioni per ogni anno di anticipo, e si continuerà a chiedere la quota 41 senza vincoli anagrafici. Per quanto concerne le donne il sindacato punterà alla valorizzazione del lavoro di cura ai fini previdenziali e per i giovani si punterà ad una pensione di garanzia che tenga conto della discontinuità lavorativa e dei buchi previdenziali.

Queste proposte, se attuate, potrebbero essere in linea con i vostri desiderata?

Vi anticipo che VOX POPULI si terrà venerdì alle ore 19 tra gli ospiti in studio come sempre Gino Bartoli, del gruppo dei precoci, la trasmissione potrà essere vista su  Sky e TV Sat can 810 o su www.welltv.eu diretta fb pagina WELL TV Smart TV digitale terrestre can 68.

Dal canto nostro, vista l’opportunità che ci è stata concessa, vi chiediamo di scriverci cosa vorreste emergesse, in termini di considerazioni e proposte, in questa trasmissione. Mi farà portavoce delle vostre richieste se troverò le stesse pertinenti.

Scriveteci nell’apposita sezione commenti del sito, in diretta, per chi fosse interessato a seguirmi, ci vediamo venerdì alle 19.

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51 commenti su “Riforma pensioni 2023: Pensionipertutti ospite a Well TV Channel, quali le vs richieste?”

  1. Lavoro in sanità, ruolo D del comparto. Ho sperimentato tutte le trappole della precarietà: volontariato, finte borse di studio, cooperative in appalto, contratti interinali e 7 anni di “obbligata” libera professione. A 50 anni finalmente è arrivata la tanto agognata stabilizzazione. Ora ho 63 anni e, dopo 40 anni di lavoro effettivo, ho totalizzato 31 anni di contributi e una serie di buchi tra un contratto e l’altro. Nel frattempo ho avuto figli, ho accudito i miei genitori, cercando di barcamenarmi tra un impegno e l’altro, visto che la precarietà non concede agevolazioni( vedi: aspettative, legge 104…) ma non potrò andare in pensione prima dei 67 anni, non avendo maturato i i necessari requisiti. Spero che le trattative riprendano al più presto. Noi precari, del resto, siamo abituati alle penalizzazioni e sarebbe auspicabile che ci venisse almeno offerta la possibilità di scegliere quando uscire.

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  2. Ottimo sito, complimenti! Tutti in Pensione a 62 anni, con pochissima penalizzazione, e 41_42 anni di Contributi credo che siano più che sufficienti e poi via immediatamente questo minimale di 2,8 o 1,5. Andare in Pensione è un diritto che non dovrebbe mai essere barattato, cmq speriamo che almeno sto governo abolisca La Fornero e che si faccia una nuova riforma seria per tutti

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  3. Eliminare il sistema di calcolo misto della pensione a chi lo ha maturato è un ennesima truffa perpetrata dal duo sindacato/politica.

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  4. Una domanda da un milione di dollari per i giornalisti di questo ottimo sito ed è questa: voi che siete a contatto più di noi scriventi con i vertici del sindacato e qualche politico quante probabilità ci sono ad oggi che dopo anni di chiacchere venga modificata questa legge ignobile e antidemocratica? A titolo personale visti i tempi sarei già felice se si potesse accedere alla “veneranda età” di 63/ 64 anni senza drammatiche e inique penalizzazioni cosa ne pensate?

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    • Luigi grazie per i complimenti, purtroppo non possiamo rispondere noi, magari potessimo. Spesso rivolgo domande puntuali nelle interviste, non ci resta che seguire e comprendere se davvero qualcosa verrà fatto.

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  5. Non capisco perché bisogna continuare a parlare di penalizzazioni per affrontare la riforma delle pensioni .Credo che 41 anni di lavoro o 62 anni di età sia una giusta proposta e smettiamola di fare proposte assurde

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    • Buongiorno. Ho compiuto 63 anni, fuori da anni dal mercato del lavoro. Ho maturato i requisiti per la pensione a 67 anni, ma non so come sopravvivere solo col Reddito di Cittadinanza? Con il computo dei regimi separati potrei fare domanda di pensione compiuti 64 anni, ma per 31 euro non raggiungo la soglia delle 2,8 volte l’importo dell’assegno minimo. Prospettive di rientrare in qualche formula di pensione anfycuoays6nel 2023? Grazie.

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    • Cosa intende dire con 41 anni di contributi o 62 anni? Che solo i lavoratori con 41 anni di contributi ( una piccola minoranza) potrebbe andare in pensione prima dei 67 anni ? E tutti gli altri (cioè la stragrande maggioranza dei lavoratori ) a 67? Questo starebbe bene a quei pochi che sono vicini ai 41 anni ma non alla maggioranza dei lavoratori che non riuscirà mai a vedere la soglia dei 41 anni. Quindi a mio parere la riforma dovrebbe lasciare libertà di scelta ad una certa età (63-64anni) di andare in pensione o continuare

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    • paolo coin; 41 anni e 62 proprio non esiste; io con 41 anni e 62 anni vado al 31 agosto perchè usufruisco della RITA e mi devo mangiare la pensione integrativa; i sindacati sembrano un disco rotto; continuano con queste richieste e già hanno detto di no; adesso si ragiona sui 64 anni e tutto contributivo; altrimenti aspetti i 67 anni; poi se avviene il miracolo ma i miracoli non li fa nessuno; al massimo promesse elettorali e attenzione a quelle; saluti ai gestori del sito; dimenticavo oppure aspetti la legge fornero

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  6. Buongiorno spero che le parti Coinvolte prendano posizione.. .con coscienza . Dopo 2 anni di covid noi sanitari over 63.. 64. Anni siamo stremati.. E ancora ci viene chiesto di portare il peso della mancata prigramnazione o di scelte scellerate di tagli alla sanita. TUTTI noi vogliamo andare via e prima possibile tocca ai piu giovani adesso.. saluti

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  7. Ciao Erica grazie per l’impegno nei riguardi dei lavoratori, vai avanti con forza per difendere i nostri diritti e mi trovo Totalmente d’accordo con Pietro su 41 anni di servizio e 62 anni di età per andare meritatamente in pensione.

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  8. Io penso che vogliono vederci morire prima che andiamo in pensione…. Ci sono professioni che non permettono di lavorare fino a 67 anni! Ribadisco la possibilità di scelta per ognuno di per andare o no in pensione quando vuole, con un minimo di penalizzazioni!

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  9. Salve, io come molte donne abbiamo portato per tutta la vita cura alle nostre famiglie e supportiamo l’assenza di un vero welfare statale in part. Per l’assistenza ai genitori anziani. Opzione donna per quanto vergognosamente penalizzante è necessaria e deve diventare strutturale. Grazie

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  10. Confermo che le ipotesi prospettate sono in linea con le aspettative che ormai nutriamo da tempo e che purtroppo non sembrano volersi concretizzare. L’unica misura su cui mi sembra che l’articolo non si soffermi è quella dell’APE sociale, che a mio avviso invece non solo dovrebbe diventare strutturale come Opzione Donna, ma anche prevedere un abbassamento del limite di età ai 62 anni. E questo, per includere gli ultra svantaggiati classe 60, per giunta invalidi civili che, oltre a vedersi sottrarre ogni opzione di una messa a riposo anticipata, si ritrovano a dover continuare l’attività lavorativa in una situazione di grave disabilità (superiore al 74%).

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  11. Buongiorno, sarebbe opportuno che i sindacati si dessero una mossa. È vero che c’è la guerra in Ucraina, ma noi qui non possiamo morire sul posto di lavoro. Io ho quasi 66 anni e mi faccio circa 50000 km l’anno per lavorare (sono un impiegato tecnico di una azienda del medicale). Vorrei andare in pensione senza essere strozzato e prima di rimetterci le penne sulla strada. Secondo me anche da 62 si potrebbe andare senza troppe penalizzazioni

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  12. Flessibilità in uscita da 62 anni con penalizzazione massimo del 1,5% per anno solo sul retributivo, rispettando il calcolo misto – adeguamento alla media europea dei 63 anni e quindi da 67 bisogna scendere almeno a 65 per la pensione di vecchiaia- uscita a 65 senza penalizzazione per gli invalidi civili con il 74% in su- grazie.

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  13. Spero ancora nella flessibilità a 62 o 63 anni anche con penalizzazioni o ape social quando uno è senza reddito finisce per non aver più niente anche se ha 35 anni di contribuzione.
    Cordiali saluti

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  14. La richiesta mia è la stessa fatta dai sindacati.
    In pratica 41 anni di contributi, e uscita dai 62 anni.
    Il tutto senza finestre e penalizzazioni.

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  15. Scatta l aumento per i dirigenti statali da 9500 a 6800 euro
    CHE SCHIFO HANNO TUTTI LA FACCIA COME IL CUL….
    E POI DICONO A NOI PRECOCI
    DI LAVORARE PER 43 ANNI
    CHE GENTE DI MER……

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  16. Chiedere flessibilità in uscita a partire dai 64 anni con CONGRUE penalizzazioni; rivalutazione annua del montante pensionistico legata all’inflazione e non al PIL; coefficienti di trasformazione del montante legati alla età revisionati sulle nuove stime di aspettativa di vita; coefficienti diversificati a seconda se manca la reversibilità; riconoscimento di bonus contributivi alle donne con figli e agli uomini rimasti vedovi con figli minori.

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  17. -Applicare a quota 41 nuova lista usuranti e senza penalizzazioni
    -Flessibilità in uscita dai 62 anni senza penalizzazioni
    -Eliminare periodo finestra su anticipata ordinaria
    -Rendere obbligatorio secondo pilastro previdenziale con maggiori agevolazioni per redditi medio/bassi
    -Rendere strutturale opzione donna senza penalizzazioni
    -Eliminare ricalcolo periodo con metodo aspettativa di vita

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  18. Se si può riformare il catasto in questo contesto anche le pensioni possono e devono essere riformate basta che l’armata Brancaleone lo voglia.le elezioni sono vicine ci saranno delle sorprese.

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  19. fissare anche una quota, qualunque essa sia, senza vincoli di età ma che scaturisse soltanto dalla somma algebrica di anni di età + anni contributi versati.

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  20. 62 anni d’età e basta. Pensione in base a retributivo maturato più contributi versati.
    Non mi pare chieder troppo, visto che in Parlamento si trattino poi così male.

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  21. Avrei tante cose da dire, ma… evito. Sono convinta che la MALEDETTA Fornero non verrà MAI toccata, perché per i “pensionandi” NON ci sono mai le risorse…. purtroppo è così… Come sono convinta che il governo ( 🤢) NON accetterà mai la quota 41, si tratterebbe di mandare in pensione persone SOTTO i 60 anni, nè la flessibilità a partire dai 62, a meno di “strozzare” le persone con un assegno da fame. Ergo, nessuno ci andrebbe! Potrebbero “partorire” una cosa tipo la quota 102, magari portandola a 104 ( 😤 ), col risultato che PURE questa sarebbe per una platea MINIMA! RASSEGNAMOCI, e aspettiamo i 67/68 anni… grazie Fornero!

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  22. Flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età e/o 41 di contributi, con minor penalizzazione possibile FINO AI 42 ANNI E 10 MESI DI CONTRIBUTI E NON FINO AI 67 DI ETÀ.
    Per eliminare un fatto estremamente fastidioso ed irritante, far versare all’inps i contributi da parte dei deputati, senatori, ecc., in modo che, al raggiungimento dell’ età o dei requisiti per il pensionamento COME PREVISTO PER TUTTI I LAVORATORI, possano andare in pensione COL CALCOLO CONTRIBUTIVO SU TUTTA LA VITA LAVORATIVA COME TUTTI GLI ALTRI.

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    • Purtroppo la nostra situazione demografica e l’aspettativa di vita non permette un’uscita dal lavoro prima dei 62 anni e attualmente vi sono troppi baby pensionati privilegiati che hanno usufruito di varie leggi ad hoc . Realisticamente adesso c’è bisogno di una flessibilità in uscita 3/4 anni prima per TUTTI con penalizzazioni per chi ha versato meno contributi . Il PRINCIPIO di eguaglianza e che venga attuata a TUTTI i lavoratori che hanno raggiunto un’età di 63/64 anni . E ‘ inaccettabile vedere in coda alle poste i fortunati pensionati con meno di 60 anni che beffeggiano chi si logora fino ai 67 anni.

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  23. al di là delle quote la cosa fondamentale è che non si baratti la flessibilità in uscita con il tutto contributivo; sarebbe da del………………………ti la misura estrema: dire: siccome non ci sono soldi tutti i futuri pensionati tutto contributivo: lì scoppierebbe una rivoluzione: se ne rendano conto; saluti ai gestori del sito

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  24. Spero che si porti avanti il discorso di pensioni e anticipazioni uguali per tutti, rispettando finalmente la Costituzione. Con poche e giustificate eccezioni. INPS e Casse Private obbligatorie sullo stesso piano. Basta quote, privilegi e discriminazioni. Non è un sogno, basta rispettare i dettami costituzionali. È la normalità di una democrazia normale.

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    • Purtroppo nel mondo non c’è democrazia lo vediamo oggi più che mai .troppe le disuguaglianze i politici in pensione dopo soli 5 anni i lavoratori dopo 43 questo grazie a una pazza che nel 2011 decise così i dittatori sono radicati anche nelle democrazie .grazie fornero.

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    • Buongiorno Giovanni.

      Però, c’è un però, a quanto chiede.

      In Italia come nel resto d’Europa, però, abbiano ormai delle “quasi costituzioni” soppiantate da quanto deciso in Europa nel 2004 all’interno del Trattato di Lisbona (448 articoli e 38 protocolli), qualcosa di illeggibile per il popolo.
      Perché se è vero che le costituzioni vanno scritte lo è anche che queste dovrebbero essere successivamente votate dal popolo.
      E per non dover più chiedere il parere al popolo, vista la bocciatura di cui la Costituzione Europea era stata vittima (al pari di quanto accaduto per l’adozione dell’euro), le élite europee seguirono un percorso diverso: quello del Trattato Costituzionale portandoci alla fine ad avere ad avere Berlino quale cancellierato economico e Parigi a capo della politica Estera.
      Alle voci costituzionali di: Sociale, Uguaglianza e Lavoro, oggi grazie ai “trattati” possiamo contrapporre termini quali: egoismo sociale, competitività economica, concorrenza, scala gerarchica della ricchezza, stabilità dei prezzi a discapito di piena occupazione e a salvaguardia dell’inflazione (alla faccia dei nostri principi costituzionali).

      Saluti

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  25. chiedere SOLO l’uscita con 41 anni vi sembra sufficiente per parlare di riforma della Fornero? per chi non ha tutti questi anni di contributi(e sono la stragrande maggioranza di lavoratori) deve aspettare i 67 anni? e questa la chiamate flessibilità in uscita?

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  26. chiedere SOLO l’uscita con 41 anni vi sembra sufficiente per parlare di riforma della Fornero? per chi non ha tutti questi anni di contributi(e sono la stragrande maggioranza di lavoratore) deve aspettare i 67 anni? e questa la chiamate flessibilità in uscita?

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      • Flessibilità dai 62 anni. Assurdo proporre le quote!
        Si dia la possibilità di andare in pensione prima con lievi penalizzazioni e 38 anni di contributi

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        • Mettere dei paletti tipo 38 anni minimo di contributi per uno che ha avuto la fortuna di trovare un lavoro a 30-31 anni significa superare la fornero….. flessibilità inuscita dai 62 anni la trovo equa cosicome 41 di contributi versati nell arco di tutta una vita lal lavoro.
          Saluti

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      • permettere ad esempio, a tutti coloro che hanno raggiunto una certa età,(63-64 anni con un minimo di 20 anni di contributi ) di poter sceglie di andare in pensione o di continuare , cosi come per chi ha iniziato a contribuire dal 1996

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  27. Erica buonasera, Complimenti per quanto sta facendo e speriamo che si possa dar voce ai lavoratori.
    Le scrivo ciò che + mi preme in ordine di importanza:
    – quota 41 – chi ha più di 40 anni di contributi si deve poter ritirare senza alcuna penalizzazione e con una pensione decorosa.
    – A 62 anni si deve poter scegliere se ritirarsi o meno dal lavoro percependo quanto spettante in base ai contributi versati
    – Eliminare i privilegi della casta, anche loro come i lavoratori devono andare in pensione con gli stessi anni di versamenti. Per tutte le persone in pensione che percepiscono una cifra superiore ai 3500 euro mese bisogna ricalcolare la pensione in considerazione degli anni di versamento effettivo rispetto all’attuale limite di 41.

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  28. Togliere 10 mesi e chiudiamola qui tanto non faranno altro , bonus precoci 6 mesi ogni anno lavorato da minorenne opzione donna strutturale. Inutile chiedere la luna non lo faranno mai

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    • Ho cominciato ha lavorare a 14 anni 10 ore al giorno idraulico portavo bombole aha spalle 2 3 piani da solo lavoro in fonderia ghisa sempre turni 36 anni non è usurante tutto questo 41 anni per tutti!

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