Riforma pensioni 2023, quali opzioni con Meloni al Governo? Intervista a Rizzetto (FdI)

Purtroppo si é giunti a quello che forse si sperava non accadesse in un contesto attuale come quello in cui viviamo, ma con la caduta del Governo Draghi non restano che le elezioni, il partito favorito parrebbe essere Fratelli d’Italia con premier Giorgia Meloni, le votazioni dovrebbero avvenire tra il 18 ed il 25 settembre, ma sui tempi tutto resta ancora da definire.

Nel contempo abbiamo cercato di contattare Walter Rizzetto, Fratelli d’Italia, per comprendere, al fine di sedare le preoccupazioni dei nostri molti lettori, cosa potrebbe accadere relativamente al comparto previdenziale se al Governo si insediassero loro e soprattutto se per il 2023 si riuscirà ancora a fare qualcosa in termini di Riforma Pensioni o se tutto sarà da rinviare a data da destinarsi per buona pace dei lavoratori in procinto di pensionarsi.

Eccovi l’intervista in eslcusiva che ci ha rilasciato l’onorevole Rizzetto che ringraziamo per averci dedicato del tempo e per la sua disponibilità al confornto in un momento tanto delicato che li vede al centro della scena.

Riforma pensioni 2023, Intervista esclusiva a Walter Rizzetto: Ape sociale e Quota 41 asset strategici

Pensionipertutti: Gentile Rizzetto, con le elezioni alle porte, siete considerati i favoriti numero uno nella salita al Governo, proprio per questo in molti lettori ci hanno già scritto per comprendere quale sarà la vostra posizione relativamente al comparto previdenziale. Si tornerà alla Fornero dal 1 gennaio 2023 o vi sono possibilità per la proroga dell’opzione donna, l’ape sociale e la quota 41? Una flessibilità in uscita é ancora pensabile dati i tempi stretti entro cui vi muoverete?

Walter Rizzetto (FdI): “Le posizioni di FdI sono molto chiare e da tempo le riproponiamo, anche nei confronti di coloro che per anni hanno urlato le stesse nelle piazze ma poi, alla fine, hanno sempre trovato un motivo per non applicarle. Un sistema di uscita come Opzione Donna, addirittura esteso a qualche categoria maschile, sarà ancora un ottimo strumento, volontario, per il pensionamento. Ape sociale e soprattutto Q41 altri due asset strategici che accompagnino le persone non in termini di “anticipo pensionistico” ma pensione vera a propria: da anni affermo che dopo oltre 41 anni di sudore e contributi un lavoratore deve smettere, anche perché di solito si tratta di occupazioni piuttosto faticose.

Pensionipertutti: Ma per il 2023 tra votazioni e altro i tempi non risultano stretti? Non si rischia, come temono in tanti, di tornare alla Fornero?

Walter Rizzetto (FdI): I tempi sono stretti ma in legge di stabilità si può fare sicuramente quanto abbiamo in mente

Pensionipertutti: Vi sono altre misure che ritenete prioritarie e da perseguire per il bene del Paese e che saranno al pari della riforma pensioni se doveste vincere le prossime elezioni?

Walter Rizzetto (FdI): “Certo a nostro avviso Il tutto dovrà essere accompagnato da una flessibilità virtuosa in entrata ed in uscita dal mercato del lavoro, provvedimenti come il Decreto Dignità debbono essere rivisitati pesantemente al pari del Reddito di Cittadinanza: per gli inabili al lavoro 700 euro al mese sono pure troppo pochi, sono moltissimi invece per chi truffa lo Stato o per persone che cercano un lavoro, bene l’assistenza ma molto circoscritta nel tempo, ancora meglio poi, attraverso la formazione, riqualificarsi in un lavoro le cui percentuali di occupazione debbono direttamente derivare dall’abbattimento drastico del cuneo fiscale e della ancora pesantissima burocrazia che attanaglia le nostre aziende, vere creatrici di strutturali posti di lavoro.”

Riforma pensioni 2023 e caduta del Governo: era il caso proprio ora?

Pensionipertutti: Vi é un’altra domanda che in tantissimi si stanno ponendo, ma era davvero il caso di arrivare a tanto, fare cadere il Governo e andare a nuove elezioni, proprio ora che siamo in un contesto problematico tra inflazione alle stelle, Covid e guerra che hanno già inciso moltissimo sulla stabilità dell’Italia?

Walter Rizzetto (FdI): In realtà mi sento di dire che non si aggraverà il contesto con le nuove elezioni perché non c’entra nulla, lo stesso Draghi ha dichiarato che un Esecutivo esiste sino all’insediamento del nuovo e che comunque qualsiasi Governo potrà portare avanti progetti come il Pnrr in quanto messo al sicuro sotto questo punto di vista. Infine se volessimo addossare le colpe di una crisi serve citofonare a Giuseppe Conte, non ad altri.

Ringraziamo l’onorevole Walter Rizzetto per questa interessante confronto e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che é tenuto, tartatndosi di esclusiva, a citare la fonte.

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27 commenti su “Riforma pensioni 2023, quali opzioni con Meloni al Governo? Intervista a Rizzetto (FdI)

  1. ricommento; e così è caduto il governo; e sulle pensioni? ne vedrete delle belle adesso di promesse elettorali che verranno smentite appena saliti al governo; quota 41? campa cavallo; si magari quota 41 se hai 67 anni; quota 103? si magari a 65 anni; e magari tutto contributivo; saluti ai gestori del sito

  2. SE L’ONOREVOLE MELONI IN PRIMA PERSONA CI METTERÀ LA FACCIA E DICHIARERÀ IN MANIERA UFFICIALE CHE SE ELETTA FARÀ QUOTA 41 E SENZA PENALIZZAZIONI ENTRO IL 31 DICEMBRE 2022 AVRÀ CERTAMENTE IL MIO VOTO E PRESUMO QUELLO DI MOLTISSIMI ALTRI. ALTRIMENTI NULLA ! FORZA ONOREVOLE MELONI ATTENDIAMO .. ORA O MAI PIÙ !

  3. Io dico e ripeto che ci vuole chiarezza! “Flessibilità virtuosa in uscita” (sto citando dall’articolo) può voler dire tutto o niente. Fate proposte chiare e ben definite se volete il nostro voto.

  4. Oltre ai 41 occorre anche una data , tipo i 62 anni….ma il problema sono i soldi…dove si andranno a prendere ? Dall’evasione fiscale ? Ecco qua dovrebbero cominciare a fare veramente lo stato …. perché 6 miliardi li trovano…occorre equità e ridistribuzione del reddito…..ricordo che sono 30 anni che gli stipendi sono fermi in Italia, unico paese in Europa ad aver perso valore -2,9% in 30 anni….Ripeto unico paese in Europa.

  5. Non tutti hanno 41 anni di contribuzione, ma può darsi che siano già avanzati in età e non ce la facciano più. E loro?

  6. Magari …….. prendo atto che la Meloni ha cambiato esperto-consigliere in materia previdenziale.
    Incrociamo le dita.
    Mi permetto alcuni appunti.
    PROMETTONO ANCORA QUOTA 41 – ORMAI E UN FETICCIO – E FORSE A QUESTO PUNTO PORTA MALE.
    Quota 41 (di contributi previdenziali)attualmente è solo per i lavoratori precoci solo se con lavori gravosi e/o invalidi minimo al 74% o se licenziati o auto licenziabili e/o altre categorie più meno sfortunate (se ci arrivano vivi).
    E’ anche per forze armate, carabinieri, polizia, guardia di finanza, forse vigili del fuoco e qualche altra categoria aggregata ma non pubblicizzata.
    Fin dall’inizio dividi et impera e chi maneggia armi è meglio non farseli nemici.

    FACCIANO 42 ANNI DI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI PER TUTTI.
    Si basi l’uscita dal lavoro sulla effettiva contribuzione, sganciandola dall’età, se questa consente una pensione d’importo dignitoso e congruo.
    Si pensi a rivedere i criteri relativi alle aspettative di vita.
    Perché ad oggi è apparso chiaro che individuare per legge come e quando si può vivere, non lo può certo decidere la politica con una legge ed un algoritmo da discutere nel merito e nel metodo, ma bensì una unica legge che sovrintende tutti indistintamente.
    La progressione (per aspettativa di vita) dei contributi (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne) è stata congelata con un provvedimento ministeriale di Di Maio I° governo Conte, fino al 2026, senza questo intervento sarebbe, secondo le previsioni statistiche del 2011, 43 anni e 9 mesi. Questo intervento era stato richiesto in precedenza anche all’attuale italo vivente, allora presidente del consiglio, che ha minimizzato e deriso gli interlocutori, che lo intervistarono in merito…. (lett.: suvvia per qualche anno in più), sarebbe interessante vedere il suo estratto contributivo previdenziale e conoscere chi ha versato i suoi contributi.
    Occorre rimodulare le uscite partendo da chi oggi ha più versato e 42 anni di contribuzione previdenziale da lavoro (ancor più se dipendente) sono una vita.
    Salvini ha fatto il contrario ha ridotto l’età anagrafica da 67 e 62 anni e gli anni di contribuzione addirittura sotto i 40 anni di contributi (38) e solo per tre anni.
    Chi ha o aveva 41-42 di contributi previdenziali e 59-60 o 61 anni è ed è stato costretto a lavorare ancora.
    Sarebbe stato meglio una quota 100 (somma tra contributi ed età) per tutti se l’importo della pensione corrispondente dia un reddito mensile di almeno 1.200,00 Euro netti e lasciare questo perimetro per un tempo congruo.

    PARLAMENTARI NOMINATI E STRAPAGATI, DECIDETE, DECIDETE, DECIDETE UNA COSA SOSTENIBILE, CHIARA ED UGUALE PER TUTTI E NON PREOCCUPATEVI SOLO DEL VOSTRO STIPENDIO E DEL VITALIZIO FUTURO
    Guarda caso questa legislatura durerà fino a consentire, dopo 4 anni, 6 mesi e 1 giorno-versando € 3.000,00 mensili, esattamente il 25 settembre 2022, agli attuali parlamentari di ottenere un vitalizio di circa € 1.000,00 mensili a partire dai 65 anni di età, solo per aver partecipato a questa legislatura.
    Per noi comuni mortali non bastano 65 anni di età e nemmeno 42 anni di contributi previdenziali.

    RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI
    Era il 2011 l’unto del signore dopo aver fatto cu-cu e fatto attendere la merkel credo a Berlino in piedi all’aperto ad un incontro internazionale scendendo dall’auto con il telefonino all’orecchio (… mi ha chiamato erdogan… dixit) che manco Cetto la Qualunque, non voleva muoversi da palazzo Chigi. Poi lo spread a 700/800 punti e dicono arrivò una lettera dalla BCE (forse sottoscritta anche da Draghi) dove lo consigliarono di fare delle riforme (una di queste era quella delle pensioni) poi malgrado delle fiducie al parlamento con la collaborazione di improvvisi “responsabili” fu pregato da napolitano di togliersi dai cxxxxxxxxx. Arrivò l’algido monti con il loden, nominato da napolitano senatore a vita, e la fornero piangente che in quindici giorni fece la stramaledetta monti-fornero adottata con metodi, lontanissimi dalla sue convinzioni (era in quota pd) …. ma invece di piangere sarebbe stato più logico per lei dimettersi da quel governo del loden vestito e mantenuto a vita, che di quella riforma, ne ha fatto motivo di vanto personale in Italia ed in Europa, sventolandola come uno scalpo.
    Riforma giustificabile negli obiettivi, infame nel metodo e nei tempi con parametri in uscita in aumento progressivo, quasi automatico, senza la necessità di passare dal parlamento.
    In seguito fecero quota 41-contributi per i lavoratori precoci se e ripeto solo se invalidi almeno al 74%, se assistenti parenti invalidi, se disoccupati, se licenziati o in grado di farsi licenziare o lavoratori con lavori gravosi. Tutto sommato non so valutare se abbastanza fortunati o abbastanza sfortunati. Poi dovevano fare degli aggiustamenti della stessa legge, lo disse quasi in diretta video, l’energumeno tascabile di dalemiana memoria in una seduta quasi deserta del senato o della camera non ricordo e nei banchi del governo c’era il sereno Enrico e nipote del braccio destro dell’unto del signore, già giubilato dal suo allora segretario di partito, dopo le elezioni del 2013, che non proferì parola. La fornero dichiarò non so a quale giornalista, che in quei 15 giorni (autunno 2011) era tempestata di telefonate dal ministero delle finanze allora ad interim con la presidenza del consiglio, che la sollecitava a tagliare il più possibile e fare presto, che si era sentita sola e nessuno della sua area politica …. allora il pd di bersani …l’aveva contattata. Probabilmente era troppo preso a smacchiare il giaguaro, politicamente tramortito ed è riuscito a rianimarlo, non accorgendosi che all’interno del pd ma alle sue spalle, aveva il poi segretario del pd, poi senatore semplice, poi italo-vivente (ancora purtroppo). L’atteggiamento di quest’ultimo figuro verso i pensionandi era di minimizzare e deridere, con il suo sorriso beota, utilizzò le risorse disponibili = 10 miliardi di euro per dare 80 euro al mese ai lavoratori dipendenti, ma non a tutti e in seguito dopo qualche mese, il pd prese il 40% all’europee.
    Non fu fatta alcuna modifica alla fornero-monti, se non quota 41 per determinate categorie di lavoratori precoci.
    Poi si arrivò al 2013 – elezioni politiche.
    Salvini e la Lega ed i 5s nei loro programmi per i pensionandi erano pensionamento con 41 anni di contributi per tutti e/o quota 100 (somma età anagrafica + contributi).
    Alla fine Salvini si è affibiato la quota 100 62 anni di età + 38 anni di contributi per tre anni, (poi 102 forse 104) giocando con le barchette nel Mediterraneo e sputando verso la Commissione Europea e mettendosi la maglietta con la faccia di Putin, in Polonia recentemente gli hanno rinfrescato la memoria. I 5s hanno istituito il Rdc e congelato la progressione (per aspettativa di vita) dei contributi con un provvedimento ministeriale di Di Maio I° governo Conte, fino al 2026.
    Elettori, pensionandi attuali a breve periodo o meno attuali a medio periodo, guardate in rete chi votò favorevole (nome per nome e partito nel quale erano stati nominati) alla legge monti/fornero del 2011 giustificabile negli obiettivi infame e subdola nei metodi decisi, decisa ed adottata in 15 giorni, ricordatevelo quando si voterà nuovamente per le politiche……
    FATEVI UN’IDEA
    Leggete il loro programma se ci sarà ancora quota 41, ricordatevi che c’era anche nel 2018. Il più bugiardo è stato l’unto dal signore riguardatevi Porta a Porta pre elezioni 2018. Gli altri hanno scelto l’omertà Salvini ogni tanto spara quota 41 per tutti…. ma lo diceva anche nel 2018 insieme ai 5 stelle, a Fedriga ….. poi ha fatto la quota 100 vedi sopra che forse è stata utile per coloro che hanno iniziato a pagare contributi a 25 anni. Inserendosi nel mondo del lavoro forse dopo un’iter di studi superiore alla scuola superiore (24+38=62 anni) e con soli 38 anni di contributi, chi gli aveva, e con montante sufficiente per una pensione dignitosa.
    Per chi ha cominciato a lavorare a 15, 16, 17 anni, magari all’inizio senza contributi (situazione molto diffusa) e non sono abbastanza invalidi se la sono presa in saccoccia.

  7. Ape sociale e soprattutto Q41 altri due asset strategici che accompagnino le persone non in termini di “anticipo pensionistico” ma pensione vera a propria: da anni affermo che dopo oltre 41 anni di sudore e contributi un lavoratore deve smettere, anche perché di solito si tratta di occupazioni piuttosto faticose.
    Se è così e sarà ben chiaro nel programma di Fratelli d’Italia …. sarà una buona cosa, nel 2018 lo diceva anche salvini ed i 5s ed hanno fatto quota cento ed il reddito di cittadinanza. Mi permetto di aggiungere:
    PROMETTONO ANCORA QUOTA 41 dal 2011 (per poi post-votazioni affermare: costa troppo)– ORMAI E UN FETICCIO – E FORSE A QUESTO PUNTO PORTA MALE.
    Quota 41 (di contributi previdenziali) è solo per i lavoratori precoci solo se con lavori gravosi) e/o invalidi minimo al 74% o se licenziati o auto licenziabili e/o altre categorie più meno sfortunate (se ci arrivano vivi).
    E’ anche per forze armate, carabinieri, polizia, guardia di finanza, forse vigili del fuoco e qualche altra categoria aggregata ma non pubblicizzata.
    Fin dall’inizio dividi et impera e chi maneggia armi è meglio non farseli nemici.

    FACCIANO ALMENO 42 ANNI DI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI PER TUTTI.
    Si basi l’uscita dal lavoro sulla effettiva contribuzione, sganciandola dall’età, se questa consente una pensione d’importo dignitoso e congruo.
    Si pensi a rivedere i criteri relativi alle aspettative di vita.
    Perché ad oggi è apparso chiaro che individuare per legge come e quando si può vivere, non lo può certo decidere la politica con una legge ed un algoritmo da discutere nel merito e nel metodo, ma bensì una unica legge che sovrintende tutti indistintamente.
    La progressione (per aspettativa di vita) dei contributi (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne) è stata congelata con un provvedimento ministeriale di Di Maio I° governo Conte, fino al 2026, senza questo intervento sarebbe, secondo le previsioni statistiche del 2011, 43 anni e 9 mesi. Questo intervento era stato richiesto in precedenza anche all’attuale italo vivente, allora presidente del consiglio, che ha minimizzato e deriso gli interlocutori, che lo intervistarono in merito…. (lett.: suvvia per qualche anno in più), sarebbe interessante vedere il suo estratto contributivo previdenziale e conoscere chi ha versato i suoi contributi.
    Occorre rimodulare le uscite partendo da chi oggi ha più versato e 42 anni di contribuzione previdenziale da lavoro (ancor più se dipendente) sono una vita.
    Salvini ha fatto il contrario ha ridotto l’età anagrafica da 67 e 62 anni e gli anni di contribuzione addirittura sotto i 40 anni di contributi (38) e solo per tre anni.
    Chi ha o aveva 41-42 di contributi previdenziali e 59-60 o 61 anni è stato costretto a lavorare ancora.
    Sarebbe stato meglio una quota 100 (somma tra contributi ed età) per tutti se l’importo della pensione corrispondente dia un reddito mensile di almeno 1.200,00 Euro netti e lasciare questo perimetro per un tempo congruo.

    PARLAMENTARI NOMINATI E STRAPAGATI, DECIDETE, DECIDETE, DECIDETE UNA COSA SOSTENIBILE, CHIARA ED UGUALE PER TUTTI E NON PREOCCUPATEVI SOLO DEL VOSTRO STIPENDIO E DEL VITALIZIO FUTURO
    Guarda caso questa legislatura durerà fino a consentire, dopo 4 anni, 6 mesi e 1 giorno-versando € 3.000,00 mensili, esattamente il 25 settembre 2022, agli attuali parlamentari di ottenere un vitalizio di circa € 1.000,00 mensili a partire dai 65 anni di età, solo per aver partecipato a questa legislatura.
    Per noi comuni mortali non bastano 65 anni di età e nemmeno 42 anni di contributi previdenziali.

    RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI
    Era il 2011 l’unto del signore dopo aver fatto cu-cu e fatto attendere la merkel credo a Berlino in piedi all’aperto ad un incontro internazionale scendendo dall’auto con il telefonino all’orecchio (… mi ha chiamato erdogan… dixit) che manco Cetto la Qualunque, non voleva muoversi da palazzo Chigi. Poi lo spread a 700/800 punti e dicono arrivò una lettera dalla BCE (forse sottoscritta anche da Draghi) dove lo consigliarono di fare delle riforme (una di queste era quella delle pensioni) poi malgrado delle fiducie al parlamento con la collaborazione di improvvisi “responsabili” fu pregato da napolitano di togliersi dai cxxxxxxxxx. Arrivò l’algido monti con il loden, nominato da napolitano senatore a vita, e la fornero piangente che in quindici giorni fece la stramaledetta monti-fornero adottata con metodi, lontanissimi dalla sue convinzioni (era in quota pd) …. ma invece di piangere sarebbe stato più logico per lei dimettersi da quel governo del loden vestito e mantenuto a vita, che di quella riforma, ne ha fatto motivo di vanto personale in Italia ed in Europa, sventolandola come uno scalpo.
    Riforma giustificabile negli obiettivi, infame nel metodo e nei tempi con parametri in uscita in aumento progressivo, quasi automatico, senza la necessità di passare dal parlamento.
    In seguito fecero quota 41-contributi per i lavoratori precoci se e ripeto solo se invalidi almeno al 74%, se assistenti parenti invalidi, se disoccupati, se licenziati o in grado di farsi licenziare o lavoratori con lavori gravosi. Tutto sommato non so valutare se abbastanza fortunati o abbastanza sfortunati. Poi dovevano fare degli aggiustamenti della stessa legge, lo disse quasi in diretta video, l’energumeno tascabile di dalemiana memoria in una seduta quasi deserta del senato o della camera non ricordo e nei banchi del governo c’era il sereno Enrico e nipote del braccio destro dell’unto del signore, già giubilato dal suo allora segretario di partito, dopo le elezioni del 2013, che non proferì parola. La fornero dichiarò non so a quale giornalista, che in quei 15 giorni (autunno 2011) era tempestata di telefonate dal ministero delle finanze allora ad interim con la presidenza del consiglio, che la sollecitava a tagliare il più possibile e fare presto, che si era sentita sola e nessuno della sua area politica …. allora il pd di bersani …l’aveva contattata. Probabilmente era troppo preso a smacchiare il giaguaro, politicamente tramortito ed è riuscito a rianimarlo, non accorgendosi che all’interno del pd ma alle sue spalle, aveva il poi segretario del pd, poi senatore semplice, poi italo-vivente (ancora purtroppo). L’atteggiamento di quest’ultimo figuro verso i pensionandi era di minimizzare e deridere, con il suo sorriso beota, utilizzò le risorse disponibili = 10 miliardi di euro per dare 80 euro al mese ai lavoratori dipendenti, ma non a tutti e in seguito dopo qualche mese, il pd prese il 40% all’europee.
    Non fu fatta alcuna modifica alla fornero-monti, se non quota 41 per determinate categorie di lavoratori precoci.
    Poi si arrivò al 2013 – elezioni politiche.
    Salvini e la Lega ed i 5s nei loro programmi per i pensionandi erano pensionamento con 41 anni di contributi per tutti e/o quota 100 (somma età anagrafica + contributi).
    Alla fine Salvini si è affibiato la quota 100 62 anni di età + 38 anni di contributi per tre anni, (poi 102 forse 104) giocando con le barchette nel Mediterraneo e sputando verso la Commissione Europea e mettendosi la maglietta con la faccia di Putin, in Polonia recentemente gli hanno rinfrescato la memoria. I 5s hanno istituito il Rdc e congelato la progressione (per aspettativa di vita) dei contributi con un provvedimento ministeriale di Di Maio I° governo Conte, fino al 2026.
    Elettori, pensionandi attuali a breve periodo o meno attuali a medio periodo, guardate in rete chi votò favorevole (nome per nome e partito nel quale erano stati nominati) alla legge monti/fornero del 2011 giustificabile negli obiettivi infame e subdola nei metodi decisi, decisa ed adottata in 15 giorni, ricordatevelo quando si voterà nuovamente per le politiche……
    FATEVI UN’IDEA
    Leggete il loro programma se ci sarà ancora quota 41, ricordatevi che c’era anche nel 2018. Il più bugiardo è stato l’unto dal signore riguardatevi Porta a Porta pre elezioni 2018. Gli altri hanno scelto l’omertà Salvini ogni tanto spara quota 41 per tutti…. ma lo diceva anche nel 2018 insieme ai 5 stelle, a Fedriga ….. poi ha fatto la quota 100 vedi sopra che forse è stata utile per coloro che hanno iniziato a pagare contributi a 25 anni. Inserendosi nel mondo del lavoro forse dopo un’iter di studi superiore alla scuola superiore (24+38=62 anni) e con soli 38 anni di contributi, chi gli aveva, e con montante sufficiente per una pensione dignitosa.
    Per chi ha cominciato a lavorare a 15, 16, 17 anni, magari all’inizio senza contributi (situazione molto diffusa) e non sono abbastanza inva

  8. Mercoledì, per la prima volta ho sentito Draghi pronunciare la frase flessibilità. Certamente era in difficoltà. Ieri , dopo tanto tempo ho sentito Salvini pronunciare la frase pensioni. Come mai s’interessano di noi quando sono in difficoltà ? Quanta demagogia.!!!!!! Quanta falsità!!!!!! Ridicoli. Vuoi vedere che a breve la Meloni s’interessera’ delle ns problematiche!!!!! Cara Meloni non ti ho mai sentito pronunciare la frase pensioni . Come mai????

  9. un altro fuori dal mondo…chi ci arriva più a quota 41…nessun accenno alla flessibilità.
    Ringrazio e saluto i gestori del sito.

  10. Camera dei deputati, votazione del 16 dicembre 2011: Giorgia Meloni votò favorevolmente alla Legge Fornero. Anche Enrico Letta votò favorevolmente.
    Ogni commento è superfluo

    1. Vero con la stragrande maggioranza di pdl (non tutti) e pd.
      Intervistata in merito nel 2018 disse che allora si fidò degli esperti del “suo” partito (l’energumeno tascabile???) dell’allora pdl dell’unto del signore, che ripromette quello che prometteva nel 2008 e nel 2018, 1.000 Euro alle pensioni minime delle “nostre mamme” …. cavaliere stia sereno la sua e non solo la sua …. non ne ha più bisogno.
      Prendo atto che la Meloni ha cambiato l’esperto in materia previdenziale. Ad occhio ha fatto bene!
      Incrociamo le dita.

  11. Temo che FDI trascuri parecchio o non parli quasi di flessibilità in uscita.. Ma più che altro di quota 41..Certo 41 anni sono una vita di lavoro.. Ma tanti lavoratori e lavoratrici non solo giovani ma di questi anni quando potranno lasciare il lavoro se non verrà presa in considerazione una riforma che preveda la flessibilità in uscita???

  12. Speriamo che da gennaio che ha 41 anni e passa di contributi posso finalmente andare in pensione speriamo che le promesse vengono mantenute

  13. Campa cavallo che l’erba cresce. Ora tutti i leader politici faranno a gara con le solite promesse da marinaio. E la Fornero gongola. Ah ah ah…. E noi 41unisti verremo ingoiati dalla sua legge, tradotto 42 anni 10 mesi + 3 mesi di finestra, se non muoio prima dallo stress accumulato e dalla stanchezza. Che schifo! Saluti ai gestori del sito

  14. Buongiorno Erica la stimo e la rispetto però se possibile risponda al mio quesito quali altre parole avrebbe potuto usare Rizzetto viste le probabili elezioni? La signora Meloni ha le stesse idee del PD in tema pensioni ovvero si tocca poco o niente voglio vedere qualora dovesse governare insieme alla lega che belle liti su questo argomento comunque un grazie a prescindere per tenerci aggiornati su un qualcosa che purtroppo non credo possa cambiare in quanto uno stato che possa definirsi preparato e serio dovrebbe trovare risorse nuove creare posti di lavoro tradotto siete pagati lautamente per pensare vedete di sforzarvi per riuscirci qualora ne siate capaci.

    1. Luigi comprendo la diffidenza verso le varie forze politiche, io con le interviste vi dò o almeno ci provo il quadro completo, le decisioni su chi votare a monte di riflessioni spettano poi solo ed unicamente a voi. Buona giornta e grazie per la stima, Erica

  15. Ricominciamo con gli slogan e le promesse elettorali, sempre la stessa musica che ormai ha stufato- la verità è che i Sindacati non hanno saputo gestire la situazione, perché se dopo lo sciopero di dicembre si continuava a braccare Draghi con azioni toste , a quest’ora sarebbe passata la flessibilità di Tridico o di Raitano- ed ora senza governo e con elezioni alle porte ci vorrebbe solo un miracolo per inserire nella legge di bilancio qualcosa per evitare la Fornero, ma sarà dura- ringraziamo i valorosi sindacati che hanno perso tempo e noi di riflesso pure, ed ora ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano……. tutti a casa,cambiate mestiere e noi tutti in piazza ,purtroppo siamo condannati a difenderci dal soli , finora solo danni da parte delle forze politiche e sindacali

  16. Partendo da questa affermazione (che ovviamente condivido) “ma pensione vera a propria: da anni affermo che dopo oltre 41 anni di sudore e contributi un lavoratore deve smettere, anche perché di solito si tratta di occupazioni piuttosto faticose”
    deduco che se vincete le elezioni uno dei primi provvedimenti sarà quello di approvare quota 41 senza se, senza ma e senza finestre.
    Ricordo amaramente le parole dell’attuale Presidente dell’INPS che in un intervista televisiva da Floris nel 2018 diceva
    “mi sembra ragionevole pensare che una persona dopo aver lavorato 40 anni possa andare in pensione”.
    E con queste parole conquisto’ il mio voto.

    Ora non vorrei sbagliare per la seconda volta.

  17. Visto che FdI punta su quota 41 senza nessuna flessibilità anagrafica, non avrà mai il mio voto, avanti un altro!

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